QUANDO IL PICCOLO E’ UGUALE AL GRANDE.

 

Il Grande e il Piccolo, differenziati nella visione demonica e parificati nella visione Interiore.

     Ripari computer e pensi di essere un piccolo riparatore di computer; guardi la Tv e vedi un capo di stato che promuove l’accordo del secolo, destinato a portare la pace in Medio Oriente. Pensi che il Capo di Stato stia davvero facendo la Storia e che lui abbia enormi responsabilità. La sera lui avrà premura di non ubriacarsi, e al mattino di alzarsi per tempo e lucido; le sue decisioni e responsabilità reggono il Mondo.

     Colui che ritiene di essere un piccolo riparatore di computer e che ritiene di poter domani, se vuole, starsene tutto il giorno a letto e di ubriacarsi la sera, visto che non regge le sorti del mondo, non considera che il Capo di Stato, rispetto a chi è molto più grande di lui [ce n’è -a voglia- potete stare tranquilli] può ritenersi piccolo. E se il Capo di Stato agisse, guardando chi è più grande di lui, finirebbe per pensare come il riparatore di computer, che, credendo di essere piccolo, anche ritiene stasera di potersi ubriacare e domani di potersene stare tutto il giorno a letto. Egli direbbe: “non sono io che reggo veramente le sorti del Mondo; non sono io che faccio per davvero la Storia”. Toverebbe il suo lavoro inutile e noioso; se ne deprimerebbe perfino; un lavoro che non dà soddisfazione.

      Dopo essersi confrontato col Capo di Stato, il riparatore di computer si confronta col raccoglitore di pomodori. E raccoglie la soddisfazione di poter ritenere il suo mestiere di importanza superiore; egli ritiene di fare qualcosa forse più utile alla società; e anche se non gli sembra di reggere il Mondo e di fare la Storia, tuttavia, riparando computer, può ritenere di partecipare al farsi della Storia. Molto più che raccogliere pomodori.

     Così procede la Via Demonica, il Cammino dell’Esteriore, che svaluta il piccolo per sopravvalutare il grande e riesce a dare valore al piccolo, solo con l’ umiliare il più piccolo ancora, ignorando che il Sé resta uguale nel grande come nel piccolo. Il riparatore di computer recupera la sua dignità confrontandosi col raccoglitore di pomodori, dopo essersi umiliato confrontandosi col Capo di Stato. Ed è disposto a salutare il Capo di Stato con deferenza, mentre quando incontra il raccoglitore di polmodori lo saluta con accondiscendenza

       Seguire la via (Tao) del Cuore (=Interiore) è riconoscere il [Sé come] medesimo nel grande come nel piccolo, sapendo che ogni piccolo ha un più piccolo e che il grande ha sempre un più grande. Nel cammino dell’ Interiore queste differenze scompaiono; e se ritengo sia dovere e premura del Capo di Stato non ubbriacarsi la sera e non starsene a letto tutto il giorno, allora non posso non ritenere anche mio dovere e premura le stesse cose. Anche qui si fa la Storia: riparando computer. Anche qui abitano gli Dèi, direbbe Eraclito. Posso e devo amorevolmente fare il mio lavoro, perchè questo che faccio regge il Mondo, allo stesso modo di quanto fa un capo di stato; o, se si preferisce: se non reggo il Mondo io col mio lavoro di tecnico informatico, allora devo ritenere, guardando le cose dall’ Interiore, che neppure un capo di stato regge il Mondo e non posso e non debbo sminuirmi nel confronto. Non ho da deprimermi per il lavoro che faccio, nè vergognarmene presentandomi agli amici degli amici. Non c’è nessuna differenza dal punto di vista Interiore tra quello che fa il riparatore di computer e un capo di stato. I doveri e le premure sono identici; le responsabilità e il protagonismo rispetto alla Storia, identici. E quando un uomo, che ha abbandonato il cammino dell’ Esteriore, incontra un capo di stato e un raccoglitore di pomodori, li saluta entrambi all’identica maniera. Il Capo di Stato nota la cosa un po’ infastidito (un po’ come lo fu il Macedone con Diogene cinico) e domanda ai suoi consiglieri :”Chi è quello là?”.

    Non lo saprà mai. L’occhio demonico resta cieco, perchè solo l’Interiore scruta l’Interiore.

Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Il gruppo di potere che orienta le decisioni di Trump e dei neocon di Washington

di Luciano Lago

Le ultime vicende relative al denominato “Accordo del Secolo” (Deal of Century) hanno messo in evidenza quali siano i poteri che influenzano le decisioni dell’Amministrazione Trump sulle questioni relative a Israele ed in generale al Medio Oriente.

Molti si sono chiesti come si sia determinato il presidente Donald Trump a presentare e rendere pubblico l’”Accordo del Secolo” quando si poteva facilmente prevedere che questo non sarebbe stato accettato dai rappresentanti dell’Autorità Palestinese e da buona parte dei paesi arabi della regione.

Esiste una questione elementare: l’accordo in realtà non esiste e non ha niente di un vero accordo: si tratta soltanto di una impostazione unilaterale di un piano di annessione da parte di Israele a cui i palestinesi non hanno partecipato e certamente non vanno ad accettare, come anche non lo accetteranno i popoli mussulmani che dovrebbero rinunciare, se passasse questo accordo, alla città sacra per la loro religione, Gerusalemme (Al Quds in arabo). Neppure la minoranza cristiana, presente da secoli in Terra Santa, accetta l’accordo in quanto questo metterebbe sotto la dominazione di Israele la Città che è sacra alle tre religioni e, come tale, gode di uno status internazionalmente riconosciuto.

Quello che facilmente si può prevedere è che l’Arabia Saudita e le altre monarchie ereditarie del Golfo, come gli Emirati Arabi, il Kuwait, ecc.. tutti governi alleati e succubi di Washington, saranno quelli che avranno il compito di fare pressione sugli altri paesi arabi per obbligare i palestinesi ad accettare l’accordo.

Tuttavia, per capire quali motivi di base abbiano spinto Trump e il suo genero ultra sionista, Jared Kushner, ad elaborare questo piano, bisogna far parlare uno dei più ascoltati consiglieri di Trump, Mike Evans, uno dei leader della setta degli evangelici, che annovera, fra gli altri, alcuni dei massimi esponenti neocon dell’Amministrazione Trump come Mike Pence e come Mike Pompeo.

Un breve intervista con il personaggio, rende l’idea……..

Come riferisce Evans, Trump fa esattamente quello che gli evangelici gli chiedono di fare e questi signori sono i primi che vogliono ad ogni costo schiacciare i palestinesi e risolvere una volta per tutte il problema della Palestina.

Evans, come dice lui stesso, è uno dei 25 evangelici che hanno fatto ottenere la presidenza a Trump e “noi abbiamo un posto di rilievo al suo tavolo della (Sala Ovale), noi lo consigliamo e lui è il più grande patrocinatore degli evangelici nela storia degli USA, visto che anche Mike Pence e Mike Pompeo sono evangelici. Noi crediamo che Israele è una terra biblica e noi sappiamo che Trump la pensa allo stesso modo”, ha detto Evans nel corso dell”intervista.
Domanda: come reagiranno i palestinesi, ci sarà rivolta e ci sarà uno scoppio di violenza ?
“Ascolta”, risponde Evans, ” io ho parlato faccia a faccia con molti leaders arabi, con principi ereditari, con monarchi e presidenti, loro discretamente appoggiano l’accordo ma non lo fanno in pubblico, tuttavia da dietro le quinte loro mi dicono che i palestinesi sono corrotti e maestri di antisemitismo e i leader mussulmani vogliono contenerli…..L’accordo è assolutamente storico.

Domanda: Nell’accordo si parla di uno Stato palestinese…
Evans. “Non preoccuparsi per lo stato di Palestina, questo non avrà mai sovranità sullo spazio aereo, non sarà armato e sarà privo di sbocco al mare”…

Trump raccolto in preghiera con un gruppo di evangelici millenaristi

Dalle risposte dell’intervista si comprende quale sia la visione di millenarismo mistico degli evangelici (paragonabile allo spirito delle crociate ) di cui sono permeati gli aderenti a questa setta pseudo cristiana. Si tratta dello stesso tipo di fanatismo che lanciò gli eserciti dell’Europa dell’anno mille contro i mussulmani arabi e contro i cristiani della Palestina che erano entrambi alleati nella difesa dei Luoghi Santi.
Questo corrisponde a quanto accaduto nella epoca attuale in Libano, dove erano tutti alleati cristiani, mussulmani sciiti e mussulmani sunniti contro il sionismo che ha aggredito quelle terre per espandere il suo potere. L’avanzata del credo della setta evangelica è iniziata con questi fanatici millenaristi che hanno fatto proseliti e si sono integrati con i sionisti più fanatici.

Come l’esperienza ha dimostrato, i tre nemici dei palestinesi (mussulmani e cristiani) sono sempre stati il sionismo, il capitalismo e le elite arabe comprate dall’occidente, come si è visto anche adesso con la presentazione ufficiale di questo piano del secolo.
Al Sisi, presidente dell’Egitto, ha considerato il piano come un progetto per creare ghetti nell’area della Cisgiordania che porterà i palestinesi a emigrare ed abbandonare le terre. Il testo del piano rivela infatti un programma di trasferimento forzato dei palestinesi per togliere loro la nazionalità palestinese o israeliana in modo da spingerli fuori della zona…..come hanno fatto con Gerusalemme e con la valle del Giordano, dove tutte le terre e le proprietà palestinesi sono gestite dal registro catastale di Tel Aviv.

La realtà è che Israele ha vinto militarmente ed ha occupato e sequestrato le terre palestinesi e siriane (il Golan), ed ha creato uno stato di apartheid della popolazione non ebraica.
Le dichiarazioni di questo esponente evangelico dimostrano quanto potere ha conquistato questa setta e di quanto fanatismo sia intrisa.
Gli evangelici hanno un enorme potere all’interno degli USA e di altri paesi e sono sempre stati infiltrati dalla CIA e dal Mossad ed è curioso che questa setta di cristiani fanatici, che vivono mentalmente nell’epoca di 1500 anni fa, nonostante che, in un primo tempo, i giudei erano accusati dell’omicidio di Gesù Cristo e venivano respinti dalle comunità cristiane dell’epoca.
In Palestina sono state bruciate oltre 185 chiese cristiane, l’ultima quella della Natività che la bruciarono i gruppi fanatici sionisti. Gli evangelici appoggiano lo stato di Israele, credono nel mito della ricostruzione del Tempio e nell’avvento di un nuovo Messia.
Questa setta, che ha avuto una grande espansione nelle Americhe, è divenuta un forza politica negli USA come in America Latina, al servizio dell’Impero USA, così gli evangelici hanno vinto in Brasile con Bolsonaro, in Argentina con Macrì, in Cile con Pinera, ed a Londra con Johnson. Loro, gli evangelici, hanno dimostrato di essere uno strumento al servizio dell’imperialismo e del capitalismo mondiale che li utilizza sulla base di convinzioni religiose arcaiche e obsolete, per quanto adesso qualche cosa stia cambiando e ci sono voci interne di dissidenza con questa linea filo americana, tanto che si parla di una rivoluzione interna.
La loro crescita in numero attuale è stata favorita dalla forte corruzione e degenerazione presente all’interno del mondo ecclesiastico cristiano, per causa della pedofilia che ha coinvolto migliaia di preti …..questo ha fatto erodere la forza e la autorità della Chiesa Cattolica. Alla strategia degli USA ed a Israele questa situazione conviene e si utilizza, da un lato il Vaticano, gli evangelici dall’altro.

Trump con i monarchi sauditi, fidi alleati dell’Impero

I governi reazionari arabi delle monarchie del Golfo, complici degli USA e di Israele, stanno tessendo la tela in modo riservato per portare i palestinesi, deboli e divisi fra loro, alla scelta di aderire al piano o perire. La storia insegna che i governi reazionari arabi, nel caso del Medio Oriente, sono la prima linea dell’Imperialismo e del sionismo alleati per schiacciare il popolo palestinese.
George Abbash, un leader della resistenza palestinese, disse: per liberare la Palestina bisogna liberare prima le capitali arabe. Questo pensiero era premonitore di quanto accaduto con le monarchie feudali che hanno sempre intrecciato i lori interessi economici con quelli degli anglo USA….Gli interessi economici dei sauditi non sono gli interessi dei palestinesi e del mondo arabo e tanto meno della Palestina.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Prima dell’euro l’Italia era una potenza economica che faceva paura e danni agli altri paesi europei…

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

DEL MOLTO CHE E’ POCO, DEL POCO CHE E’ MOLTO. QUANDO L ‘ INTERIORE ROVESCIA LA PROSPETTIVA DELL’ ESTERIORE

 

I dèmoni giudicano le persone sulla base di quello che esse riescono a dare, pensando che il molto dare sia molto e ritenendo che colui che riesce a dare molto perciò valga molto, anche se interiormente resta non coinvolto.

Chi ti ama, fosse anche una persona da poco, intende farti benestante, ma non riesce; avendo cura di te vorrebbe guarirti, ma non riesce; ti sta vicino e cerca di capirti, anche se non del tutto riesce. Eppure questo suo intento, tutto interiore e invisibile, che chiamiamo “cuore”, riesce a riempirti la vita, senza esser riuscito a darti nulla.

Avendoti solamente riempito la vita ti ha però dato la forza di acquistare beni; avendoti riempito la vita, con quel niente, ti ha dato forza per iniziare a cercar di guarire; avendoti riempito la vita, senza nulla mettere sul piatto, ti ha fatto sentire non più solo e molto meno bisognoso di esser capito.

La persona che pareva da poco, dandoti ciò che pareva niente, ti ha reso molto: miracolo dell’interiorità invisibile che puoi chiamare “spirito”, “cuore” oppure “amore”. Pareva poco, pareva niente e invece sostiene un mondo.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Il meticciato, elogiato da Bergoglio e Scalfari (cioè De Benedetti e Soros), e il programma genocida dei popoli bianchi europei (per questo le Ong hanno ordine di caricare solo giovani maschi, il più in fretta possibile, per raggiungere quella quota critica che renda inevitabile l’imbastardimento dei popoli europei, facendone un’unica e indistinta massa negroide, dalla Svezia alla Sicilia)

Studentesse ai profughi e scuole di sesso: la soluzione finale del PD

Condividi!

Che l’accoglienza dei cosiddetti profughi non fosse per il PD un fine (a parte il business per le coop), ma il mezzo per disarticolare l’omogeneità etnica dell’Italia, è evidente. Anche perché, ormai è chiaro a tutti, di profughi reali non ce ne sono mai stati, in questi anni. Tranne numeri risibili. E anche ora, che hanno ricominciato a traghettare, continuano a non arrivare profughi: nigeriani, tunisini, algerini, pakistani e bengalesi sono invasori, non certo persone in fuga da una qualche guerra.

Ma, al di là di questo, non frega e non fregava nulla, se non ad una minoranza di buonisti invasati, di accogliere: a loro interessava importare una massa critica di afroislamici necessaria all’imbastardimento della società. E non usiamo questo termine a cuor leggere, perché siamo consapevoli della sua ‘volgarità’.

Prendiamo due notizie degli ultimi giorni dello scorso governo PD:

Anche un bambino riuscirebbe a comprendere il disegno dietro queste iniziative: meticciare. Del resto non l’hanno mai nascosto. E non lo nasconde nemmeno il loro socio in questo crimine contro l’Italia: Bergoglio.

Non vi è altra spiegazione. Perché, altrimenti, portare le ragazzine nei centri profughi? Perché organizzare corsi di approccio sessuale se, l’obiettivo, non fosse stato questo?

Ed è questo che Salvini ha smantellato con la chiusura dei porti e dei grandi centri profughi come quello di Mineo in Sicilia, Conetta in Veneto e Castelnuovo nel Lazio. E con il taglio massiccio dei finanziamenti, che servivano proprio ad iniziative come quelle descritte sopra. Tutte cose che ora il PD vuole ricominciare.

Quello a cui stiamo assitendo è un progetto genocida. L’equivalente moderno della Conferenza di Wannsee. Solo che, questa volta, i nuovi nazisti, l’elite corrotta al potere, non mira alla soluzione finale contro un popolo, ma contro tutti i popoli. Non più attraverso lo sterminio, ma attraverso il ‘meticciato’.

Eravamo e siamo in presenza, non di un progetto politico, ma di un vero e proprio piano di sterminio attraverso l’immigrazione. Perché ci sono due modi di eliminare un popolo, uno è quello di eliminarne i membri attraverso la distruzione fisica; l’altro, quello attuale, quello dei ‘buoni’, è per mezzo del meticciamento. E’ questa ‘confusione’ che denunciava la Bibbia nel ‘mito’ della Torre di Babele, non l’arroganza.

Dal punto di vista di un popolo, che i suoi membri scompaiano per eliminazione fisica o perché inglobati in un meticciato universale, non cambia il risultato.

Nulla differenzia i nazisti di ieri dagli immigrazionisti di oggi.

E l’obiettivo della nuova religione, unica e globale, che non mira più soltanto alle anime, ma anche all’identità biologica dell’individuo: è l’eliminazione delle differenze.

Non vuole convertire, come tutte le religioni monoteistiche mirano naturalmente a fare, ma mutare l’individuo sul piano biologico: in modo che non possa esserci più alcuna resistenza alle Globalizzazione. Se muti l’uomo biologicamente, e il meticciato è il metodo più sbrigativo e meno sanguinoso, riesci a disarticolare qualsiasi tipo di radicamento. E rendi la società una poltiglia indistinta, quindi manipolabile. Plasmabile.

Il meticciato è la nuova soluzione finale.

Il loro obiettivo, e si può intravedere anche nei finanziatori delle Ong come Soros, è la creazione di una umanità senza identità. Una massa ‘marrone’ razzialmente indistinta, sessualmente confusa (gender e meticciato sono facce della stessa medaglia) e quindi intellettivamente incapace di ribellarsi. Ma attenzione: loro, i membri dell’élite, non si mischieranno. Rimarranno razzialmente puri e domineranno, come da secoli avviene in Sudamerica, una società globale mulatta.

Devono essere fermati. Tutti i popoli devono ribellarsi a questa Soluzione Finale. Noi possiamo iniziare il 4 marzo. Non sarà la vittoria finale. Sarà l’inizio della guerra.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

vox arcana

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Ancor più progressi nella libertà di parola…

LE NUOVE DISPOSIZIONI (Prendere attentamente nota)

L’Italia ha il suo Commissario Nazionale contro l’antisemitismo. Nominata Milena Santerini

Milena Santerini sarà il primo Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo. Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicando un messaggio su Twitter il 15 gennaio. La nomina verrà conferita ufficialmente il 17 gennaio al prossimo Consiglio dei ministri. Santerini ha risposto immediatamente alla dichiarazione di Conte, esprimendo riconoscenza via social con “Grazie”. Come riporta il Corriere della Sera, la neo-coordinatrice ha poi aggiunto: «Il 27 gennaio ricorderemo fin dove può arrivare l’odio che tutti insieme dobbiamo combattere».

Milena Santerini, esperta di didattica della Shoah, è impegnata da molti anni nel contrasto all’antisemitismo nella società italiana. Docente presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Santerini ha inoltre partecipato alla XVII legislatura in qualità di deputata alla Camera nel gruppo Demos-Centro Democratico.

La nomina di un commissario all’antisemitismo fa parte di una direttiva del 2017 dell’Unione europea per arginare le crescenti intolleranze nei confronti degli ebrei.

https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/italia/litalia-ha-il-suo-commissario-nazionale-contro-lantisemitismo-nominata-milena-
santerini

Palazzo Chigi adotta la definizione Ihra
“Lotta all’antisemitismo,
oggi giornata fondamentale”

“Il governo italiano – commenta la presidente UCEI Noemi Di Segni, appena appresa la notizia – scrive una pagina fondamentale nella lotta all’odio anti-ebraico in ogni sua forma, compresa quella particolarmente insidiosa di chi mina alla legittimità di Israele di esistere e difendersi.

Lucio Malan, presidente dell’Intergruppo Parlamentare d’amicizia Italia-Israele, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione, sia a titolo personale, sia come presidente dell’intergruppo parlamentare di amicizia Italia-Israele, per l’adozione da parte del governo della definizione Ihra sul l’antisemitismo.

“Apprendo con soddisfazione la decisione del governo italiano di adottare la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA). “Ringrazio a nome dello Stato d’Israele il presidente del Consiglio Conte e le forze politiche che hanno sostenuto questa iniziativa”, il commento dell’ambasciatore d’Israele in Italia Dror Eydar.

“Se desideriamo investire sulle giovani generazioni – scriveva Di Segni, in una lettera aperta a Gaetano Manfredi, oggi ministro della ricerca  –   riteniamo che un contesto universitario debba adottare programmi, iniziative e un codice di condotta per orientare la conoscenza e formare persone affinché domani sappiano partecipare alla vita civile di questo Paese, affermando i principi costituzionali e comprendendo che le libertà di cui oggi beneficiano sono state la ragione di lotta al nazifascismo, vissuto amaramente da altri, giovani come loro”.

Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, in un tweet: “Con l’adozione della definizione dell’Ihra l’Italia si dota di un forte strumento legale per identificare univocamente l’antisemitismo.

Soddisfatta anche la Commissaria  Santerini, da oggi in carica:   “Quello che mi è stato affidato – dice a Pagine Ebraiche – è un compito molto impegnativo e sono contenta della fiducia che mi è arrivata dalle istituzioni e dalle comunità ebraiche, che ringrazio. La lotta all’antisemitismo coinvolge tutta la società italiana”. Si tratta, afferma, di lavorare a diversi livelli: “Abbiamo la definizione di antisemitismo dell’Ihra, bisogna vedere come tradurla in modo operativo e non è scontato”.  Ossia non “solamente sul piano repressivo, spero di non essere tirata per la giacca per l’inasprimento delle pene o per nuove norme: abbiamo la legge Mancino, dobbiamo applicarla e colpire questo odio liquido ma soprattutto bisogna agire sul piano educativo e culturale”.

” Adesso bisognerà vedere come verrà recepita, se ci saranno conseguenze sul piano normativo” afferma Luigi Maccotta, capo della delegazione italiana all’Ihra.

Tra i comportamenti antisemiti indicati nella definizione dell’Ihra vi sono: negare al popolo ebraico il proprio diritto all’autodeterminazione, cioè sostenere che l’esistenza dello Stato d’Israele è un atto di razzismo; adottare due misure diverse (a Israele) aspettandosi da esso un comportamento non atteso o richiesto a nessun’altra nazione; usare i simboli e le immagini associate all’antisemitismo classico (per esempio accuse di ebrei che uccidono Gesù o l’accusa del sangue) per caratterizzare Israele e gli israeliani; tracciare paragoni tra la presente politica d’Israele e quelle dei nazisti; ritenere gli ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello stato d’Israele.

Santerini ribadisce come “sia accettabile solo la critica verso certe politiche di certi di governi. Quando si passa all’antisionismo con paragoni come Israele si comporta come i nazisti, ecco tutto questo scivola in antisemitismo. Uno può abbracciare la causa per i diritti palestinesi ma se lo fa solo in funzione di denigrare Israele allora non c’è più legittimità…”.

 

ecco la liste stilata dall’Ente ufficiale

La definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto

Select your language

L’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) unisce governi ed esperti per rafforzare, far progredire e promuovere l’educazione, la memoria e la ricerca sull’Olocausto in tutto il mondo nonché per sostenere gli impegni della dichiarazione di Stoccolma del 2000.

La definizione di lavoro giuridicamente non vincolante di antisemitismo è stata adottata dai 31 Stati membri dell’IHRA, il 26 maggio 2016:

“L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto.”

Per orientare l’operato dell’IHRA, i seguenti esempi possono essere illustrativi:

le manifestazioni possono comprendere attacchi contro lo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche mosse a Israele, simili a quelle nei confronti di qualsiasi altro paese, non possono essere considerate antisemitismo. L’antisemitismo di frequente accusa gli ebrei di cospirare ai danni dell’umanità ed è spesso utilizzato per accusare gli ebrei del fatto che “le cose vanno male”. Esso è espresso in termini di discorso, pubblicazioni, forma visiva e azioni, e utilizza stereotipi sinistri e tratti negativi del carattere.

I seguenti sono esempi contemporanei di antisemitismo nella vita pubblica, nei media, nelle scuole, sul luogo di lavoro e nella sfera religiosa, tenendo conto del contesto generale:

  • incitare e contribuire all’uccisione di ebrei o a danni a loro scapito, o a giustificarli, nel nome di un’ideologia radicale o di una visione estremista della religione,
  • avanzare accuse false, disumanizzanti, perverse o stereotipate sugli ebrei, in quanto tali, o sul potere degli ebrei come collettività, ad esempio, ma non esclusivamente, il mito di una cospirazione mondiale ebraica o degli ebrei che controllano i media, l’economia, il governo o altre istituzioni sociali,
  • accusare gli ebrei di essere responsabili di comportamenti scorretti, effettivi o immaginari, commessi da una sola persona o da un gruppo ebraico, o addirittura di atti commessi da non ebrei,
  • negare il fatto, l’ambito, i meccanismi (ad esempio le camere di gas) o l’intenzionalità del genocidio degli ebrei perpetrato dalla Germania nazionalsocialista e dai suoi sostenitori e complici durante la Seconda guerra mondiale (l’Olocausto),
  • accusare gli ebrei come popolo, o Israele come Stato, di aver inventato o esagerato le dimensioni dell’Olocausto,
  • accusare i cittadini ebrei di essere più fedeli a Israele, o alle presunte priorità degli ebrei in tutto il mondo, che agli interessi dei propri paesi,
  • negare al popolo ebreo il diritto all’autodeterminazione, ad esempio, sostenendo che l’esistenza di uno Stato di Israele è un atteggiamento razzista,
  • applicare una doppia misura, imponendo a Israele un comportamento non previsto o non richiesto a qualsiasi altro paese democratico,
  • usare simboli e immagini associati con l’antisemitismo classico (ad es. gli ebrei uccisori di Gesù o praticanti rituali cruenti) per caratterizzare Israele o gli israeliani,
  • paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti,
  • ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele.

 

Gli atti antisemiti sono considerati reati quando sono definiti tali dalla legge (ad esempio il rifiuto dell’Olocausto o la distribuzione di materiale antisemita in alcuni paesi).

Gli atti criminali sono considerati antisemiti quando gli obiettivi degli attacchi, siano essi persone o proprietà, quali edifici, scuole, luoghi di culto e cimiteri, sono scelti perché sono ebrei, o proprietà di ebrei, o sono percepiti come tali, o connessi con gli ebrei.

La discriminazione antisemita è il rifiuto di offrire agli ebrei opportunità o servizi a disposizione degli altri, cosa che è illegale in molti paesi.

Per esempio, la seguente notizia  rischia di  cadere  nel  reato per definizione IHRA?  Chiedere alla Commissaria: 

Clamoroso matrimonio nella politica. Claudio Martelli sposa la piddina Quartapelle

Le pubblicazioni a Milano. Le nozze si terranno a Tel Aviv. Lei è più giovane di 40 anni

Clamorose nozze a sorpresa nel mondo della politica. Claudio Martelli, storico dirigente del Partito socialista e a lungo braccio destro di Bettino Craxi, sposerà a Tel Aviv la deputata del Pd Lia Quartapelle, capogruppo del partito in commissione Esteri alla Camera e, all’epoca del governo Renzi, entrata nel totoministri proprio per la guida del Farnesina, non riuscendo però poi a ottenere l’ambita poltrona.

L’atto di pubblicazione del matrimonio è nell’albo pretorio del Comune di Milano. Per lo storico esponente socialista si tratta delle quarte nozze. Il fidanzamento con la Quartapelle durava da alcuni anni, ora la decisione di fare il grande passo, con la curiosa scelta di celebrare il matrimonio in Israele. Lui ha 76 anni, lei 37.

Felicitazioni ed  esultanza per la felicità dei cari padroncini!

Nessun commento è consentito, ovviamente. Siamo entrati in  una fase nuova della libertà, gloriosa apertura  politica e al dibattito pubblico; si tenga presente che le  nuove disposizioni si coniugano con gli ordini  – pardon, consigli  –   impartiti al governo dalle Sardine.

Sardine, Santori propone il daspo per i social: “Chi diffonde odio sul web fuori da piattaforma”

Il leader delle Sardine, Mattia Santori, lancia la proposta di una sorta di daspo per i social network, un sistema – magari da introdurre con la revisione dei decreti sicurezza – per espellere da Facebook e da altre piattaforme chi diffonde odio sul web: “Se qualcuno non è in grado di comportarsi nell’arena pubblica e di rispettare alcune regole non può entrare in quella comunità”.

continua su: https://www.fanpage.it/politica/sardine-santori-propone-il-daspo-per-i-social-chi-diffonde-odio-sul-web-fuori-da-piattaforma/
https://www.fanpage.it/

La prima proposta delle Sardine è  dunque: la censura e l’espulsione dalla piazza  pubblica.

Naturalmente,  si potrà sempre confidare sull’oggettività e  l’alto prestigio di cui il nostro ordine  giudiziario è gelosissimo custode:

 

La loro forza è che non si vergognano. Non sono mica fascisti.

 

Giuliano Amato : <Il sovranismo, che ha sempre una matrice razzista, rischia di danneggiare l’idea di Europa, e di compromettere la difesa del fondamento delle Costituzioni>

Giuliano Amato, luglio 2018 : <Il sovranismo, che ha sempre una matrice razzista , rischia di danneggiare l’idea di Europa e di compromettere la difesa del fondamento delle Costituzioni>

Probabilmente il vostro cronista si prenderà lunghi periodi di  rip

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento