SULLA VIRTU’

La freccia scagliata dal cacciatore contro il cervo è quasi impossibile fermare. L’agguato del cacciatore è molto difficile da evitare; egli è astuto ed esperto e non riuscirà il cervo a scoprire dove si nasconde per evitare il suo agguato. Non potendo agire su freccia e cacciatore, tu che non sei un cervo, puoi e devi agire solo sul fattore che a loro ti espone: il desiderio smodato (di accoppiamento con la femmina, per il cervo). E’ questo che puoi e devi controllare e solo questo può salvarti dall’agguato mortale. Questa capacità di moderare la brama si chiama virtù ed ha lo steso potere, che avremmo giudicato sovrumano, di fermare una rabbiosa freccia appena scoccata e di individuare senza falla il nascondiglio del cacciatore, in quanto ottiene quel risultato. Questo potere si chiama virtù (dal latino “vis” = forza) ed è intero nelle tue mani che non sei un cervo, così duramente assoggettato (eimarmène, gr.; prarabdha, sanscr.) all’istinto. Quando la paura o il desiderio ti dominano e agisci compulsivamente la fatalità è in agguato e non la puoi sgominare; puoi solo rivolgerti all’interiore e dominare quella paura e desiderio che ti mettono alla mercè della fatalità. Hai sollevato e di molto le dinamiche del tuo comportamento dal livello animale. Raggiungi ed esprimi la tanto (giustamente) celebrata “dignità dell’uomo”. Questa virtù si chiama fortezza (enkràteia), che unita all’intelligenza costituisce la prudenza. Non c’è nemico che tu non possa affrontare.

SCOLIO: Esercitare l’uomo sin da infante al dominio di desideri e paure è il fondamento di ogni educazione e di ogni morale, presso tutti i popoli, anche i cosiddetti selvaggi. Senza questo esercizio (che va dai “fioretti” di memoria francescana, alle crudeli prove di iniziazione dei Pellerossa) non c’è comunità che possa dirsi umana, ma solo branchi di scimmie, premurose di avvalersi di tutte le tecnologie possibili che evitino la fatica e guidate dal motto: “non fare l’eroe, prendi l’antidolorifico”. I giovani vanno sottratti al principio decadente, dominante nei paesi dell’Occidente, che si declina nel “dormi fino a tardi”, “spendi quanto vuoi”, “rimanda a domani quel che devi fare oggi“, “prendi l’ascensore”. Saper moderare i propri desideri è anche il fondamento della vita comunitaria, tanto nel Taoismo cinese, quanto nelle comunità di villaggio medievale; tutela dell’economia domestica, dell’ambiente e garanzia dell’equa distribuzione dei beni.

PDB

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