BUON ANNO AI MIEI LETTORI

PAOLO DE BERNARDI

LA STORIA GOVERNATA DAI BANCHIERI E MISTIFICATA DAGLI STORICI

Il vero senso dell’attuale globalizzazione

2005-2008

INTRODUZIONE. LA FUNZIONE MALTUSIANA DELLA BORSA E DELLA SOTTRAZIONE DELLE TERRE

 -Là dove il Cane, mediante le logge e politici collaborazionisti, riesce a piazzare la Banca Centrale privata, sul modello inglese del 1694 (poi esportato in tutti i paesi occidentali), le tasse aumentano enormemente (in Italia sono passate nel 2009 al 47%) perché lo Stato e la società civile accumulano un enorme debito pubblico con quell’ente privato e parassita, che stampa carta neppur più coperta da controvalore in oro (sui biglietti non c’è più scritto “pagabili a vista al portatore”).

– Una delle prime vittime di questa tassazione, che svena, sono le masse contadine che vivono di sussistenza (questa economia ti fa avere cibo, ma disponi di poco denaro), le quali finiscono indebitate allorchè sono costrette a passare a monocolture da mercato per procurarsi i soldi per pagare le tasse. In india, in Messico, in Thailandia, in Nicaragua, in Africa, ecc. milioni di ettari di terreno sono pignorati dalle banche e passano all’asta in mano a multinazionali che appartengono, da ultimo, al Cane.

-Per chi fosse ancora convinto che l’agricoltura meccanizzata a latifondo monoculturale sia più produttiva di quella spregiativamente detta “di sussistenza”, vada a leggersi il World Census 1980 della Fao, dove la stessa unità di terra in mano ai contadini risulta enormemente più produttiva di quella che è in mano all’imprenditore che la lavora per il mercato (con perdita della biodiversità, salvata invece dai contadini). Riguardo alla quantità di terra necessaria a vivere per una famiglia di 4 persone, sfido persino Fukuoaka, il quale riteneva necessari mille metri quadrati a persona per vivere. Io ritengo, e posso darne dimostrazione, che mille metri quadrati salvano dalla fame una famiglia di 4 persone.

-Questa devastazione del mondo contadino, a suon di tasse (che non è altro che la globalizzazione del modello inglese, che già a metà Ottocento ha messo tutta la terra in mano a soli 300.000 farmers), si compie costringendo i contadini alla cosiddetta “rivoluzione verde”, sponsorizzata in tutto il mondo, manco a dirlo, dalla Fondazione Rockefeller. I contadini per far fronte alle alte tasse, debbono abbandonare l’agricoltura di sussistenza, per passare a quella indebitata di mercato: acquistare trattori, sementi, fertilizzanti e altri macchinari per produrre cotone, tabacco, soia, cacao, caffè, ecc (prestiti, debiti, pignoramenti). Cioè tutti prodotti da mercato ed esportazione per poterne avere dollari. Ma falliranno e venderanno le terre, perché non potranno vincere la concorrenza con le multinazionali che producono i loro stessi prodotti su larga scala. La stessa benemerita Fondazione promuove oggi ovunque, dopo la “verde”, la rivoluzione degli Ogm. Prestiti, debiti, fallimenti ed ecatombe di suicidi tra i contadini indiani, ora in corso e di cui la stampa tace.

-Contro l’imbecillità della maggior parte di un corpo docente che agli studenti dice solo che gli Ogm servono a sfamare i popoli con prodotti più grandi, più conservabili, coltivabili in ogni stagione e resistenti ai parassiti, sono costretto a ripetere quanto segue: 1.Le sementi geneticamente modificate sono brevettate: chi le usa deve pagare i diritti di autore a chi le ha prodotte; e chi, pur affamato le utilizzasse senza aver pagato, si troverebbe in seri guai giudiziari. Col biotech avanzato aumenterà l’indebitamento perché si dovranno pagare anche i diritti d’autore a chi vende le sementi.

2.Ogni anno le sementi vanno ricomprate (non serve mettere da parte un po’ di raccolto, come si faceva una volta), infatti quasi tutte le sementi biotech sono prodotte con la tecnica del “terminator”, ossia, è introdotto in esse un gene che porta al “suicidio” la pianta dopo il primo anno di raccolto, sì che quei semi sono sterili.3. Brevettazione e tecnica del terminator dovrebbero indurre i politici a chiedersi : “il vero obiettivo del biotech è sfamare i popoli, oppure è quello di consentire il costituirsi di un monopolio delle risorse alimentari,da parte di uno o più gruppi, che tra poco decideranno chi mangia e chi no su questo pianeta?”. 4.Chi ha messo a punto semi biotech ha tutto l’interesse alla contaminazione genetica. Es.: se un’azienda biotech riesce a piantare su questo territorio comunale i propri radicchi e meloni modificati e questi, per impollinazione, contaminano il territorio circostante, ne seguirà che ai coltivatori tradizionali sarà esigibile il pagamento del diritto d’autore, essendo divenuti possessori (preterintenzionali) di radicchi e meloni col carattere genetico brevettato dall’azienda. 5. Gli Ogm inquinano di più perché ogni azienda li programma per resistere al proprio diserbante e solo a quello e a dosi massicce dello stesso, in modo che le erbe infestanti non riducono né rendono difficoltoso il raccolto. Così i terreni e le falde acquifere sono spacciati, come la salute di chi li coltiva e consuma. 6. E’ falso che aumentino le rese; il seme naturale e biologico e 4 volte più produttivo degli Ogm. 7. Si dice che modificare il DNA è una “vecchia pratica”, per cui dovremmo stare tranquilli, in fondo si farebbe quello che si è sempre fatto. Ma, di grazia, quando mai i nostri nonni hanno incrociato un topo con un carciofo? Questo, (che i nostri avi saggiamente chiamavano “mostro”) oggi la biologia molecolare lo può fare. (Tutte cose di cui si è mostrato consapevole l’attuale Papa,che ha denunciato i pericoli degli Ogm, al contrario della Pontificia Accademia delle Scienze, che invece di esser in linea col Papa si è allineata con Veronesi e Levi Montalcini, cioè coi servitori del Cane che raccomandano gli Ogm ai popoli. Si chiami pure Accademia delle Scienze, ma perchè si fa chiamare “pontificia”?)

– L’esodo incessante dalle campagne produce un mostruoso urbanesimo, da milioni e milioni di abitanti, che se vogliono il cibo ora non devono lavorare la terra, ma procurarsi ad ogni costo denaro per acquistarlo (e della qualità che offrono Mc Donald, gli hard discount e la produzione industriale che ci sta dietro, con la conseguenza che questa industria alimentare inquinatissima e tossica alimenta l’industria farmaceutica e ospedaliera).
-A questa massa umana avariata, oramai sradicata, priva di saggezze popolari, riguardanti la medicina naturale, la cucina e le innumerevoli tecniche di adattamento all’ambiente naturale (come vivere nel deserto, come vivere sui ghiacci), i media posseduti dal Cane possono far credere ciò che vogliono: forniscono con la tv e i social network modelli comportamentali, rifilano teorie scientifiche secondo le quali (come accadde 2 anni fa) gli animali selvatici sarebbero omosessuali, oppure varianti della teoria dell’evoluzione come la Fast Transition Theory (Eldredge-Gould 1972), secondo la quale ad un certo punto della storia un cataclisma o l’azione di un vulcano avrebbero fatto sì che dall’uovo di uno struzzo nascesse un…porcellino, dando così inizio ad una nuova specie. A tale massa umana sradicata, che non distingue più un tacchino da una quercia, si possono rifilare simili campioni di
pop-science. Quel che poi viene rifilato sul piano medico è allucinante.

-Il cibo è ora prodotto (e avvelenatissimo) su scala industriale dalle multinazionali che detengono milioni di ettari di terreno fertile. Ad esempio: in Thailandia la multinazionale X detiene la produzione di tot milioni di tonnellate di riso che vede, ammettiamo, a 10 cent. a kilo. Per cui, chi non ha la terra per sfamarsi, un po’ con l’elemosina, un po’ da lavavetri, un po’ da lustrascarpe, un po’ con la prostituzione, un po’ lavorando saltuariamente nelle pulizie, ecc. ecc. riesce a procurarsi il riso per sopravvivere.

– Senonchè la multinazionale X è quotata in borsa, come ogni multinazionale che si rispetti, perciò lo speculatore Tizio propone di acquistare ad X il prossimo raccolto di riso (che è ancora sui campi non maturo, questi titoli si chiamano “futures”) al costo di 40 cent. a kilo, perché ha in mente di andarlo a rivendere in Europa a 70 cent a kilo (mentre ora in Europa costa 1.50 euro al kilo). Vedete che è un grosso affare per lo speculatore. Il “Corriere della sera” ha così un buon argomento per convincerci che la globalizzazione e il libero mercato son buoni per noi, infatti il riso ci costa molto di meno.

-In Thailandia, col riso che ora non può costare meno di 40 cent a kilo, la gente inizia a morire di fame. Intanto, nei paesi occidentali che hanno inventato i diritti umani, le televisioni guardate a pranzo da chi mangia riso pagato 70 cent a kilo, i Tg denunciano la violazione dei diritti delle donne, costrette a portare il burka, costrette a sposare l’uomo che hanno scelto i loro genitori; oppure denunce su come in Cina non si vergognino di mangiare cani, ecc.

-Queste violazioni di diritti denunciate da Tv e giornali avvengono sempre in paesi che, guarda caso, non si piegano al Potere del Cane: non vogliono la Banca Centrale privata, difendono il mondo contadino da privatizzazione latifondista delle terre e difendono la popolazione in generale dalla speculazione sui beni di prima necessità. Queste campagne diffamatorie (presunti diritti violati) servono a preparare l’opinione pubblica mondiale ad accettare volentieri le rivoluzioni colorate che i vari Soros di turno sobilleranno in quei paesi. Oppure ad accettare che forze Nato lo bombardino per “liberarlo” dal “regime” (anche se eletto dal popolo!).

-Nei libri di storia di questi paesi occidentali c’è scritto che il Medioevo era un periodo oscuro e involuto, come anche lo era il regno delle Due Sicilie dei Borbone e tutti quei paesi che non si aprivano al mercato, ma avevano istituti così retrivi come come il seguente. In che consisteva? Sui mercati gli speculatori (che vorrebbero comprare a 1 euro Kg il grano in Toscana per rivenderlo a 5 in Sicilia, dove c’è stata la carestia) potevano fare incetta di beni di prima necessità solo dopo che la popolazione si fosse approvigionata, ad un prezzo modico stabilito dalle leggi corporative. Inoltre era proibito acquistare cereali prima che fossero stati raccolti; ecc. Il risultato era che la fame non c’era, come invece c’era in Inghilterra da fine Seicento in poi, oppure nell’Italia liberale a fine Ottocento (“moti del pane” a Napoli, in Toscana, a Milano, dove ci fu l’eccidio di inermi, soprattutto donne che non avevano pane per i figli). Vi ricordo che nel Trecento uno scalpellino deve lavorare 13 giorni per tre quintali e mezzo di grano, sotto Crispi, pochi decenni dopo l’unità d’Italia (1861), per procurarsi la stessa quantità bisogna lavorare il doppio. Sotto i Borbone le tasse dal 1816 al 1860 furono immutate e tra le più basse d’Europa.

-In nessun momento della storia umana conosciuta è accaduto che un sesto della popolazione soffrisse la fame, come accade nell’attuale mondo del liberismo globalizzato (un miliardo di affamati, con milioni e milioni di morti ogni anno): mai così nella Cina antica, mai così presso i pellerossa, mai così nell’India prima della colonizzazione inglese, mai così in Africa prima della sua colonizzazione occidentale, mai così tra i Germani, mai così nell’immenso Impero mongolo, mai così nella Russia degli Zar, mai così nell’Impero persiano, nell’Impero romano, ecc. ecc. Ecco perché nei miei testi di storia ho scritto che il liberalismo e le sue politiche liberiste hanno inventato la fame

 -Proni ai voleri del Cane sono quegli storici che da generazioni nascondono gli effetti del liberismo nel momento in cui sta fagocitando l’Europa, anticipando in piccolo quello che oggi colpisce un miliardo di persone. La morte per fame di un milione di irlandesi nel 1847, su una popolazione di 9 milioni, viene attribuita, con fare da foche addestrate, al parassita della patata, omettendo sempre di dire che se gli irlandesi si erano ridotti a mangiare solo patate è perché i vitelli, i maiali, le oche, il grano e tutti i migliori prodotti della terra se ne andavano sotto scorta armata in Inghilterra (il cibo va a chi lo paga di più, anche se è stato prodotto sulla terra bonificata dai tuoi padri, in generazioni e generazioni di fatiche, contro paludi, sassi radici, foreste, ecc).

-Proni ai voleri del Cane sono quegli istituti statistici che riescono a far passare la povertà per ricchezza. Es: l’Istat in Italia definisce la soglia di povertà come segue: una famiglia che spenda meno di 850 euro al mese è da ritenersi povera. Che significa: se la famiglia A guadagna 2000 euro e ne spende 3000 avendo preso prestiti in banca, facendosi pignorare casa e terra, sarebbe più ricca della famiglia B che pur guadagnando 2000 euro ne spende solo 800 al mese (perché fa funzionare l’orto, perché alleva i suoi polli, perché vive in modo non consumista, riparando le cose quando si rompono anziché gettarle), e che riesce a metter da parte 1200 euro mese. Ne segue: che quando lo Stato, che ha accettato il parassita Banca Centrale privata, inizia a aumentare le tasse a dismisura, costringendo tutti a spendere più di 1000 euro mese per vivere ecco che in quel paese è arrivata la ricchezza! La gente comincia a spendere più di quello che guadagna e il paese esce dalla povertà!

-Proni ai voleri del Cane sono gli economisti occidentali che calcolano la produttività della terra come segue: la produzione agricola di 100 ettari lavorati a monocoltura industriale, invece di confrontarla con la produzione agricola di sussistenza, sempre considerata su 100 ettari (e vedere che quest’ultima è più produttiva di molto), la dividono per coloro che che vi hanno lavorato, sì che i 2000 quintali di prodotto agricolo industriale, fratto le 5 persone che ci hanno lavorato risulta maggiore dei 4000 quintali di prodotto agricolo da suddividere per le 50 famiglie che ci hanno lavorato, ossia 200 persone. Risultato di questo stratagemma statistico è che se cacciate i contadini dalla terra e la date in latifondo, questa aumenta la produttività. Cacciate tutta la gente dall’Africa, lasciateci solo un pugno di latifondisti e vedrete che raccolti!

-Proni ai voleri del Cane sono gli storici, economisti e politici occidentali quando calcolano la ricchezza in termini di “reddito pro capite”. Si sommano i beni e i servizi prodotti in una nazione in un anno e li si divide per il numero di abitanti. In questo modo si dà l’impressione di una distribuzione equa a tutte le fasce di popolazione. In realtà i beni e servizi prodotti vanno suddivisi solo per coloro che hanno abbastanza denaro per acquistarli. Così si spiega il fatto che in Italia sotto Giolitti, nei primi tredici anni del Novecento, mentre il reddito pro capite è cresciuto del 30%, l’emigrazione dei nullatenenti è aumentata fino a 800.000 partenze l’anno. La statistica fa finte distribuzioni di beni.

  

DOCUMENTO DELL’INTRODUZIONE: AIUTI ALLE BANCHE E NON A CHI HA FAME. Di Mario Capanna da “Il Giornale” 16 XI 2009, p.13

 Si apre oggi a Roma il vertice della Fao. La fame nel mondo è in crescita e colpisce 1 miliardo e 20 milioni di persone. Si tratta della peggiore crisi degli ultimi 40 anni. Come è possibile? La globalizzazione, sulle ali del “libero” mercato, non doveva esser la cornucopia per tutti? Balle è evidente. Il “libero” mercato semplicemente non esiste, essendo in realtà coatto, sottoposto agli arbitri del più forte. Controprova: nel 2008 i raccolti dei cereali sono cresciuti del 4,9%, raggiungendo l’ammontare record di 2.230 milioni di tonnellate pari a un kilo al giorno per ogni essere umano. Ma la Borsa di Chicago ha fatto si che, fra il 2005 e il 2008, il prezzo del mais sia aumentato del 131%, quello del riso del 165%, della soia il 175%, del grano il 177%! A mancare dunque non è il cibo: la fame deriva dal fatto che i poveri non hanno denaro per acquistarlo, né i mezzi per produrlo.

Jacques Diouf, segretario della Fao, sostiene che “il numero degli affamati potrebbe crescere ancora”. Per debellare la fame servono, aggiunge, 44 miliardi di dollari all’anno. Una inezia, tutto sommato, rispetto ai 3 mila miliardi di euro –il doppio del Pil italiano- che è la cifra impiegata dai governi di Europa e Usa, fra interventi sul capitale e garanzie, per salvare oltre mille banche in seguito alla crisi finanziaria internazionale. La dittatura del profitto, come si vede è molto sollecita a proteggere i propri introiti, mentre latita nella sostanza, di fronte alla vergogna per cui, ogni 5 secondi, un bambino muore per denutrizione. Sono 12 piccoli cadaveri, al minuto; 720 all’ora, 17.280 al giorno; 6.307.200 all’anno. La stessa cifra dei forni crematori nazisti, ogni anno però. Non si tratta di una vera e propria arma di distruzione di massa?

Per debellare la fame, l’unica via è la costruzione di uno sviluppo agroalimentare autoctono, che valorizzi le diversità dei suoli, dei climi, di colture e culture, il microcredito e la biodiversità (il contrario degli Ogm). Come sostiene l’Ipc , il comitato internazionale sovranità alimentare, che si riunisce a Roma a lato della Fao, e con essa dialoga e interagisce. Consiglio a proposito di questi temi due libri recenti, entrambi editi da Jaka Book: Biodiversità e beni comuni, e Dammi il cibo . Contengono dati illuminanti e ragionamenti stringenti. Davvero utili per invertire la rotta e costruire speranze nel mondo.

http://www.fondazionedirittigenetici.org”

I. BANCHIERI E FERMIERS; GUERRE E CATASTI; LA CRESCENTE OPPRESSIONE FISCALE COME SEGNO DELLA DIPENDENZA DELLO STATO DALLE BANCHE. Il ruolo fondamentale avuto da banchieri e fermiers nell’affermazione delle monarchie nazionali, viene regolarmente taciuto, specie nelle ultime vulgate storiografiche. Invece scriveva Pirenne qualche decennio fa: “Protetto dai sovrani, il capitale mette in contraccambio le sue risorse e il suo credito a sua disposizione. Grazie ad esso i sovrani possono fare a meno di ricorrere alle assemblee degli Stati per procurarsi i mezzi di fare la guerra. I loro banchieri li liberano dal controllo penoso dei sudditi. La lunga lotta tra Carlo V e Francesco I sarebbe incomprensibile senza il concorso dell’alta finanza. I Fugger e molte altre case di Anversa non cessano, durante tutto il regno dell’imperatore, di prestargli somme colossali che egli divorava”1. Insomma l’affermazione dell’assolutismo politico nell’Europa va di pari passo con la crescente dipendenza delle monarchie dal credito dei banchieri lasciati dagli storici nell’anonimato; un legame infausto per i popoli che si vedevano progressivamente strangolati dalle tassazioni crescenti per far fronte alle guerre che gli organismi rappresentativi degli stati avrebbero impedito, non concedendo ai sovrani i finanziamenti. I banchieri, veri sponsor dell’assolutismo, hanno scavalcato questi organismi e gettato l’Europa in secoli di ferro, in secoli di guerre, fino ad oggi, con la stessa logica. Paradigmatico è quanto avviene in Francia nel XIV, con la taglia, e a Firenze nel XV secolo, dove fa comparsa una delle prime istituzioni catastali e la volontà di giungere ad una tassazione diretta che costituisca, insomma, quella efficace leva fiscale colla quale il sovrano era in grado di ripagare i banchieri che gli permettono di fare guerre contro il parere del popolo. Questo, colmo dell’ironia, deve pagare i costi della guerra dopo che questa gli ha distrutto perfino i raccolti. “ Per aumentare le proprie risorse i re avevano do fronte a sé tre vie: la prima era quella della manipolazione monetaria; la seconda era quella dell’introduzione di nuove imposte; la terza consisteva nel rivolgersi in maniera massiccia ai prestiti dei mercanti. Quando veniva il momento di onorare i propri obblighi pagando gli interessi o restituendo i capitali i re potevano contare sui proventi di una guerra vittoriosa, ma più spesso erano costretti a ricorrere alla via delle imposte oppure a dichiararsi debitori insolvibili come aveva fatto il re d’Inghilterra con i banchieri fiorentini dopo il 1340. La più efficace imposizione fiscale era sempre quella indiretta, estendendola a beni di prima necessità e scaricandola dai mercanti che pagavano per primi alla generalità dei sudditi che dovevano sopportare gli aumenti dei prezzi: la gabella del sale, introdotta in Francia nel 1341, divenne il tipo più comune e più pesante di imposta indiretta […] In Francia la taglia divenne regolare dal 1370 e da questo momento in poi la storia dello Stato non è altro che la storia di un peso fiscale che si accresce sempre di più. In principio la taglia regia venne ad aggiungersi ai prelievi sui redditi del mondo rurale che erano compiuti dai proprietari della terra e dalla Chiesa (canoni e decime) ed è difficile dubitare del fatto che le grandi rivolte contadine scoppiate nel periodo tra il 1350 e il 1390 siano legate alla comparsa di questi nuovi prelievi. I contadini ribelli furono ovunque sconfitti e puniti con brutalità, ma non si può affermare che quelle rivolte non conseguirono alcun risultato:esisteva un limite fisico allo sfruttamento e le imposte regie dovevano, prima o poi, entrare in concorrenza coi prelievi feudali”2. Ecco la situazione analoga a Firenze:”Fino al XIII secolo, Firenze come le altre città italiane, aveva tratto le sue entrate soprattutto dalle imposte indirette (gabelle) che colpivano l’entrata e l’uscita delle merci dalla città e imposte sulle attività commerciali. Ma le spese straordinarie di guerra e soprattutto il costo delle truppe mercenarie avevano obbligato a colpire anche le proprietà terriere, gli immobili urbani e le altre fonti di reddito. Inoltre si era fatto ricorso a prestiti volontari o forzosi, che venivano remunerati con tassi al 5 per cento; ma la possibilità di restituire questi interessi, via via che l’ammontare del debito pubblico veniva crescendo, diveniva sempre più remota e il prestito allo stato si configurava ormai come una sorta di investimento improduttivo e poco dinamico, che rastrellava capitali disponibili per finanziare la guerra. Per pagare gli interessi su questo debito sempre più massiccio fu perciò necessario aumentare a dismisura le imposte indirette, colpendo quindi i consumi popolari, dal sale al grano. Quando l’entità del debito pubblico ebbe raggiunto un livello preoccupante, divenne indispensabile riprendere a tassare le ricchezze private: nel 1427 fu istituito un sistema fiscale fondato sulle dichiarazioni che i singoli cittadini facevano dei loro patrimoni e i registri che raccoglievano le stime delle ricchezze private (catasto) furono aggiornati costantemente negli anni seguenti.”3

II. ANONIMATO STORICO DEI BANCHIERI. (Paradigmatica è l’assenza dalla storia della Svizzera, al cui anonimato storico tutti collaborano. Notate come questo stato, roccaforte delle più potenti dinastie bancarie internazionali, non compaia nei libri di storia e molto poco perfino sui giornali)

Che il debito pubblico italiano passò da 3 miliardi di lire nel 1861 a 11 miliardi nel 1876, è significativo di quanto si spendeva per creare infrastrutture, per combattere la rivolta del Sud Italia; poco o nulla evidenziato è che la maggior parte dei titoli del debito pubblico italiano sono venduti a sottoscrittori francesi (Parigi era la più importanta piazza estera per le obbligazioni italiane).”Che le autorità economiche italiane lavorassero in gruppo e che a questo appartenesse anche la banca centrale è dimostrato dai continui contatti tenuti dal ministro delle finanze con la Banca Rothschild e con altre banche. Ma la relazione con la Banca Rothschild era speciale: nella sua sede di Rue Lafitte era ospitato il rappresentante permanente del tesoro italiano a Parigi, che doveva gestire il servizio dei prestiti internazionali concessi all’Italia. Era la casa Rothschild a fare il mercato dei titoli del debito consolidato italiano, detenendone una forte quantità, come si conviene ad un buon market maker. Ma queste scorte erano anche usate –come facevano notare con risentimento gli italiani- per inondare il mercato e forzarne al ribasso i corsi quando occorreva costringere il governo italiano a prendere provvedimenti poco graditi o ad astenersi da politiche che i Rothschild o il governo francese non approvavano”4. Oltre a dipendere da banchieri privati esteri (che non poco peso devono aver avuto nel determinare l’entrata in guerra dell’Italia a fianco di Francia e Inghilterra, con l’illegale “Patto di Londra”, malgrado fosse già alleata di Germania e Austria), l’Italia, sin dal suo inizio dipende da una Banca Centrale privata, che tutti credono esser statale. “Cavour aveva voluto che la Banca Nazionale fosse una società a responsabilità limitata, i cui azionisti erano privati cittadini […] essa era stata concepita fin dall’origine come una moderna banca di emissione, sul modello francese e inglese…”5. Che cosa significa questo? Che gli stati son soggetti a banche private per la propria politica finanziaria. Essi non hanno la sovranità monetaria. Buona parte delle tasse dei cittadini servono a pagare l’usura internazionale, contro la quale anche Mussolini si scontrò. “Dal 1921 al 1927 Montagu Norman [governatore della Banca d’Inghilterra] propose continuamente il rinvio della stabilizzazione della moneta italiana adducendo la scusa che la Banca d’Italia non era indipendente e neppure una banca centrale a pieno titolo, ma solo uno strumento che il governo italiano poteva usare a suo piacimento”6. Ecco la radice ultima di ogni politicamente scorretto: il non accettare di essere usurati.

Tentare di porre sotto controllo statale la Banca Centrale di un certo paese significa tirarsi addosso quasi tutta la stampa internazionale, pronta a dichiarare quello stato o quello statista come: illiberale, dittatoriale, autore della violazione sistematica dei diritti umani. Si prosegue con campagne stampa volte a mostrare: come le donne non siano libere in quel paese, come il cinema sia controllato dal regime,come i bambini siano indottrinati e non liberi di vedere pellicole occidentali; si evidenziano carenze di garanzie sindacali, si ipotizza l’esistenza di armi di distruzione di massa, e se è il caso si mostra qualche fossa comune, a riprova che il dittatore ha perfino tentato delle pulizie etniche. A questo punto l’opinione pubblica accetta che si chiami quel presidente legittimamente eletto col nome di dittatore (Milosevic, Saddam, Chavez), mentre quelli andati al potere con l’esercito, ma che accettano il sistema delle banche centrali sono chiamati presidenti (come Musharraf in Pakistan)

I libri di storia e di economia hanno cancellato la vera dinamica e quindi la possibilità di comprendere come sia davvero avvenuto il grande fenomeno della Crisi del ’29, omettendo di citare e approfondire quello che registrava sul proprio diario Emile Moreau, governatore della Banca di Francia, l’8 febbraio 1928, quando annotava che “Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione7. I banchieri avevano agito in modo da bloccare l’economia e a seguito della catena di fallimenti, con la compiacenza dei tribunali fallimentari, le banche entrarono in possesso di decine di migliaia di aziende, negozi, industrie e tenute agricole.

III. BANCHE CENTRALI. Il sistema delle banche centrali, di cui il politicamente corretto invoca l’indipendenza, continua a mantenere gli stati dipendenti dal credito di banchieri privati. Si chiamano Banca d’Inghilterra, Banca d’Italia, Federal Riserve, ma è una finzione mantenuta per far credere che si tratti di banche pubbliche. E’ vero che esse emettono moneta con corso legale, ma lo fanno in modo da addebitarla allo stato per la quale la stampano. Come funziona? I mucchi di banconote non ancora inchiostrate su questo tavolo sono della semplice carta che vale, ammettiamo, 2 euro al chilo; dopo che tutte le banconote sono state stampigliate con le varie effigi ecco che abbiamo carta più inchiostro, che ora varrà al chilo, ammettiamo, 3 euro. Quand’è che questo chilo di carta del valore di 3 euro diventa l’equivalente di una villa con giardino, di un’automobile, etc? Quand’è cioè che quella carta ottiene potere di acquisto? Lo diviene nel momento in cui lo Stato (con un decreto) e la società civile accettano quella moneta per i loro scambi. Senonché, se fosse lo Stato a emettere moneta, esso se la accrediterebbe (ossia non se la addebiterebbe) e avverrebbe che i venti miliardi necessari per una manovra finanziaria sarebbero moneta non gravata da debito e interessi; sarebbe moneta che non andrebbe restituita. Ma se lo stato prende questi miliardi da una banca privata, ecco che si viene a caricare di un debito, per cui non solo dovrà restituire i 20 miliardi alla banca centrale, ma le deve pure gli interessi, dal momento che essendo quella privata impone dei tassi di interesse (tasso di sconto) autonomamente. Ecco perché i cittadini, negli stati moderni devono pagare tasse sempre crescenti; perché lo stato si è indebitato per le sue annuali manovre finanziarie. Ora si consideri quale immenso potere e ricchezza accumulano questi banchieri privati che stanno dietro alle banche centrali: loro stampano montagne di banconote ad un costo di stampa risibile, tutta questa carta poi, immessa nella società civile diviene case, terreni, automobili, palazzi, ed è con questa equivalenza, che all’inizio del processo non aveva, che essa ritorna nelle mani dei banchieri. La sostanza del discorso e del segreto di cui giornalisti e storici non devono rendere consapevole la gente, è che questi banchieri privati emettono carta e gli ritornano ville e terreni (perché il potere di acquisto di quella carta è sanzionato dalla società civile che la accetta per fare spesa, credendo che sia moneta di stato). E siccome i maggiori banchieri mondiali hanno le loro centrali a Wall Street e nella City di London, da cui controllano oltre le borse mondiali, Stati Uniti e Inghilterra, ecco che utilizzano gli eserciti e le risorse di questi due paesi per esportare quel tipo di democrazia al cui centro sta la Banca Centrale di cui questi banchieri sono i principali azionisti. Ecco da dove nasce la vera spinta alla globalizzazione che esporta un modello unico di economia, un modello unico di sanità, un modello unico di scuola, un modello unico di svago e passatempo. Noterete che questi modelli a senso unico hanno un carattere comune: aumentano la spesa pubblica; tutto ciò che aumenta la spesa pubblica e determina un crescente ricorso al credito concesso da queste banche centrali, viene promosso sponsorizzato, passa per scientifico, passa per fattore che produce sviluppo. Quanto più dei modelli di vita hanno bisogno di denaro per affermarsi, tanto più vengono promossi. Tutto ciò che è gratuito, non monetizzabile è bandito: diminuisce il potere dei banchieri. E’ questo tipo di “logica” che anima l’attuale processo di globalizzazione: il grano italiano deve essere venduto in America, mentre l’America vende in Italia parte del suo grano; si vuole impedire che ognuno consumi in patria i propri prodotti senza costi aggiuntivi dovuti ai trasporti, ai rischi, alle assicurazioni, ai prodotti antimuffa con cui trattare le derrate,agli antibiotici. Gli svedesi esportino cento tonnellate di biscotti in Canada e i canadesi vendano cento tonnellate di biscotti agli svedesi… è l’assurda logica della globalizzazione promossa dai grandi ed anonimi banchieri

Questi ultimi, alla riunione del wto ad Hong Kong del dicembre 2005, fanno dire ai loro portavoce che se i paesi del terzo mondo vogliono vendere il loro cotone nei paesi occidentali, debbono accettare un “pacchetto di sviluppo” che prevede la privatizzazione e la messa sul mercato dei servizi, e cioè: acqua, luce, gas, trasporti, telefoni devono poter essere acquistati da questi anonimi banchieri, i quali sono sicuri che renderanno alti profitti, perché i popoli potranno rinunciare ad acquistare i cellulari di nuova generazione, ma non potranno rinunciare ad acquistare acqua, luce ecc. Perciò, questi politici, portavoce dei banchieri, chiedono che i paesi del terzo mondo “liberalizzino i servizi”, in cambio di “pacchetti di sviluppo” e noterete come sono bravi i vari “Corrieri della sera” a nascondere quello che sta accadendo all’interno dei lavori del wto. E’ la solita storia che bravi pennivendoli cercano di non farci capire, come al G 8 del giugno 2005 quando si annunciava la decisione “epocale” che i “paesi ricchi” stavano per cancellare 40 miliardi di dollari di debiti a 18 paesi poveri dell’Africa e dell’America latina, dal Benin al Nicaragua. A parte il fatto che tale debito l’hanno dovuto cancellare per forza perché quasi nessuno di questi paesi era in grado di pagare; ma soprattutto non ci hanno fatto capire che le pressioni e la proposta di cancellazione del debito avveniva a condizione che questi miseri paesi “si aprissero al mercato”, cioè alle speculazioni e alle privatizzazioni, dei servizi ovviamente, di cui la gente non può far a meno.

IV. FAME NEL MEDIOEVO? E’ consuetudine storiografica assodata far passare per immaginativi quegli storici ed eruditi che hanno tramandato quell’ immagine del medioevo conforme a quanto del resto tramandano le fonti, ossia la non esistenza di povertà e fame quali emersero dal secolo XVI in poi quando i “capitali entrarono nelle campagne” come si dice con eufemismo liberista, ossia quando i contadini si indebitavano per tirare avanti con quegli stessi padroni del denaro che prestavano i soldi ai sovrani per fare le guerre, che poi gli stessi contadini dovevano ripagare con tasse, dopo aver visto i propri campi devastati dagli eserciti (vennero chiamati bigotti ed ottusi, allorché si opponevano e maledivano questo ceto di signori del denaro). La stabilità e l’ordine sociale garantiti dai regolamenti corporativi e dai regolamenti annonari, che per secoli evitarono miseria e fame al ceto più basso, ossia al “popolo minuto”, sono stati fatti apparire un’invenzione degli storici ed eruditi passati (che interesse ne avranno mai avuto?)8. “Ai seguenti principi si informò lo spirito economico degli uomini del Dugento: 1) Stretta subordinazione della economia alla morale cristiana; 2) Idea che l’umanità (e il concetto di umanità in questo senso spesso è ristretto alla propria città, mai non comprende gl’infedeli) è una famiglia, al cui benessere ciascuno deve cooperare e non agire contro; 3) Idea che la ricchezza si può acquisire solo con mezzi leciti; 4) Idea che i beni non si possono godere oltre il bisogno. Sono questi principi che escludono la concorrenza, gli interventi speculatori sul mercato, i monopoli, le usure e tutti quegli altri atti che offendono la giustizia commutativa; sono questi principi che educano alla moderazione nei consumi , alla elargizione ai bisognosi”9. La propaganda liberale ha fatto passare il Medioevo quale secolo più buio nella storia, lì infatti il cinico speculatore non aveva possibilità di libero movimento.

V. CORPORAZIONI. Uno dei regolamenti corporativi medievali più invisi agli speculatori, e al quale maggiormente si richiamavano, esigendone la piena riattivazione, le rivolte popolari nell’Inghilterra del Seicento e del Settecento, ogni volta che il prezzo del pane aumentava, riguardava la produzione del pane e la vendita del grano. Vi era un apposito Tribunale del pane, con lo scopo non solo di controllare che i mugnai non compissero adulterazioni nella panificazione, ma soprattutto controllava il commercio del grano. La vendita, dal produttore al consumatore, doveva essere il più possibile diretta, cioè con le minori intermediazioni possibili. Sul mercato, i primi che dovevano aver possibilità di acquisto erano i più indigenti; dopodiché un suono di campana dava il via agli acquisti dei commercianti, i quali erano vincolati da una serie di norme volte a impedire accaparramenti, incetta e monopoli. Essi non potevano acquistare grano sottobanco (non esplicitamente presente sul mercato), non potevano acquistare partite di grano non ancora mietuto (equivalente di quei prodotti finanziari odierni detti “futures”); dopo l’acquisto non potevano rivendere la partita di grano nell’arco di tre mesi; né potevano farlo nello stesso mercato e nei mercati vicini10; ecc. “[…].

Il cuore dell’organizzazione economica e sociale del medioevo erano le organizzazioni corporative, contro le quali, con feroce polemica, si scagliarono gli illuministi e i liberali, proprio perché erano l’esatto antidoto al capitalismo e all’accumulazione di ricchezze di alcuni a danno dei molti. Scriveva Pirenne: “La disciplina imposta all’artigiano mirava naturalmente anche ad assicurare la buona qualità dei prodotti fabbricati, e in questo senso andava a vantaggio del consumatore: L’economia controllata che vigeva nei comuni rendeva impossibile o almeno difficile e pericolosa la falsificazione sia nel campo dell’attività industriale, come in quello del commercio alimentare. Le punizioni contro le frodi o anche le semplici negligenze erano di una severità sorprendente. L’artigiano era costretto non solo a subire il controllo continuo dei sorveglianti municipali autorizzati a visitare sia di giorno sia di notte la sua bottega, ma anche quello del pubblico. Infatti gli era fatto obbligo di lavorare sotto gli occhi di tutti, presso la finestra.”11 Le autorità imponevano la vendita secondo il justum pretium ed esse stesse spingevano gli artigiani ad organizzarsi in forma corporativa per poterli meglio controllare. Si vietava la pubblicità, la concorrenza sleale e l’introduzione di meccanizzazione delle fasi produttive per non creare disoccupazione; si controllava che nessuno si arricchisse a detrimento degli altri e si impediva che tra produttore e consumatore vi fossero troppi intermediari. Un sistema di questo tipo è ovviamente aborrito dallo speculatore e dall’usuraio.

(Frugalità, sacrificio, risparmio, moderazione nei consumi sono tutti termini che nella recentissima letteratura psicologica o psicanalitica, che puntualmente si è conformata al sistema di valori del pensiero unico neoliberista, sono atteggiamenti annoverati tra quelli che condurrebbero alla depressione o ne sarebbero effetto; atteggiamenti che lederebbero quella condizione psicologica tanto importante nei nuovi orientamenti psicologici, che è l’autostima, alla quale invece gioverebbe un paio di buone carte di credito, con cui “farsi un regalo”, con le quali potersi “trattar bene qualche volta”, perché ogni tanto bisogna “gratificarsi”.)

La comparsa di “poveri”, nel senso moderno del termine, cioè nel senso proprio implicato dalle politiche liberiste, ossia i miserabili e gli affamati, cominciano a fare la loro larvata comparsa in Europa nel Basso Medioevo, ossia con la larvata comparsa dei capitali nelle campagne, quegli stessi che facendo il loro pieno ingresso nel XVI sec. in Inghilterra determineranno le enclosures. “La differenziazione delle condizioni [sociali] in seno alla popolazione rurale, si accentuò nel basso Medioevo, in seguito all’accresciuta importanza degli scambi monetarii, particolarmente in quelle regioni nelle quali la policoltura era stata via via soppiantata dalla monocoltura. La massiccia penetrazione del denaro nelle campagne consentì dapprima la formazione e in seguito l’affermazione di un nuovo ceto di ricchi […] possiamo constatare il graduale elevarsi, nelle campagne, d’una minoranza di contadini ricchi, proprio mentre aumenta il numero dei contadini poveri”12. Ciò che motivò un deciso ingresso dei capitali nelle campagne europee, in generale, sarà l’inflazione del secolo XVI, ossia un generale rialzo dei prezzi non accompagnata da altrettanti rialzi dei salari. Di fronte all’inflazione, per buona parte provocata dal massiccio ingresso in Europa dell’oro americano, la terra torna ad essere, come al solito bene di rifugio, in cui investire una moneta che perde via via valore. E siccome, già sappiamo, i sovrani assolutisti hanno continuamente fame di denaro, per proseguire le guerre o per saldare i debiti che hanno contratto coi banchieri, essi mettono volentieri in vendita le terre demaniali, dove molta parte della popolazione rurale più debole fruiva degli usi civici o comuni (pascolo, raccolta di legna, semine, raccolta di frutti , ecc.)13. Ecco la principale causa dell’affermarsi di un pauperismo nelle campagne, non determinato da un semplice aumento della popolazione, come vogliono sostenere gli storici prestati al pensiero unico, né solo e semplicemente determinato da un aumento dei prezzi, perché la terra continua a produrre grano e pascoli al prezzo di sempre, ma soprattutto per effetto della scomparsa di fette consistenti del demanio. Ecco perché compaiono nel corso del Cinquecento in Europa delle leggi atte ad arginare il pauperismo.

Ma attenzione,anche qui la borghesia del denaro si mostra protagonista, dal momento che molti dei nuovi investimenti sono fatti in manifatture tessili, che, scavalcato se possibile ogni regolamento corporativo, hanno bisogno di manodopera a basso costo. Questa borghesia, ormai presente nelle istituzioni statali e comunali, promuove una laicizzazione e una riforma delle precedenti disposizioni sulla povertà, che erano monopolio della Chiesa e delle opere pie; ossia in contemporanea all’entrata dei capitali nelle campagne si assiste al potere laico e statale che inizia a gestire, in modo centralistico e pressoché uniforme, il fenomeno “povertà” facendo sì che le case di accoglienza siano veri e propri luoghi di apprendistato, istituiti e mantenuti coi soldi pubblici, dai quali viene fuori una manodopera competente a basso costo da utilizzare nelle filande, ecc.

Anzi ci dicano questi storici che cosa sono gli opifici del lavoro coatto, dove i miseri e i mendichi venivano fatti lavorare per forza in cambio di un po’ di cibo e se istituti del genere esistevano nel “buio” medioevo, dove le corporazioni “impedivano le innovazioni e la libertà di mercato”, ma anche lo sfruttamento servile della manodopera, aggiungiamo noi, curandosi di garantire stabilità dei prezzi, qualità del prodotto, occupazione, come spesso dimenticano di dire questi storici. La denigrazione del medioevo è stata una operazione di cui si è principalmente incaricato il massonico Illuminismo, anche inventando di sana pianta delle storielle, come quella della cintura di castità che i crociati avrebbero messo alle proprie mogli. In realtà si trattava di una cintura indossata dalle donne durante viaggi attraverso lande pericolose, dove i banditi, oltre a rapinarle, potevano violentarle e quella cintura metallica poteva essere disincentivante…Ovviamente a sera, a viaggio terminato la donna provvedeva da sé a liberarsene avendo lei stessa la chiave, tenuta nascosta. Altro che fabbri e sciocchezze del genere.

Ai tempi di Francesco Crispi, ad uno scalpellino occorrevano 23 giorni di lavoro per essere in grado di comprarsi 3 quintali e mezzo di grano; uno scalpellino del Trecento, per acquistarne la stessa quantità di grano doveva lavorare la metà circa dell’operaio dell’economia liberista. Tra XV e XVI secolo :”a Firenze il grano ordinario costava soltanto 5 soldi lo staio [intorno a 25 kg], quello di Valdichiana e di Cortona 10 soldi; i capponi e le oche grasse costavano una lira ciascuno; i polli 10 soldi il paio; un barile di vino comune [intorno ai 45 litri] si poteva acquistare per L. 1.20, di chianti L. 1.80; un prete, secondo un cronista dell’epoca, viveva decorosamente con 25 lire all’anno; e di L. 20 era il salario annuale di un operaio”14

Un ceto dei poveri esisteva nel medioevo, ma più per scelta che per necessità. Molte persone approfittavano del bisogno della gente di mettere a posto la propria coscienza cristiana, utilizzando per questo donazioni e opere caritatevoli verso i poveri; e molti di questi erano gente che ci marciava. Anzi i poveri in molti casi apparivano necessari se si volevano ottenere indulgenze ed espiazioni per i propri peccati, senza dover ricorrere a forme di penitenza faticose o poco praticabili, come erano i digiuni, i periodi di castità o lunghi e costosi pellegrinaggi. La donazione ai poveri era un mezzo sbrigativo e facile per saldare il proprio debito col divino, perciò ogni città aveva il suo “parco poveri”, il quale ovviamente sapeva stare al gioco, e assecondava la voglia di carità dei penitenti rinunciando a lavorare e a mantenersi da sé.

VI. ENCLOSURES. La cosiddetta “gestione capitalista della terra”, avviatasi in Inghilterra nel XVI sec., provocò, a detta di T. Moro, che “le pecore iniziarono a mangiare gli uomini”, per effetto delle recinzioni (enclosures) di quelle che erano terre comuni. Ciò è talmente ovvio che non c’è bisogno di essere storici od economisti per accorgersene. Anzi, se si guardano gli ultimi 600 anni di storia con gli occhi del professore di storia od economia, quella cosa talmente evidente diventa invisibile, tanto quei corsi di studio e quei testi sono strutturati in modo da rendere ciechi sull’essenza del liberalismo, che è la seguente: esso deve rendere i popoli dipendenti dal credito, cosa che si ottiene togliendo ai popoli la terra e le sementi con cui si sostentavano.

Le terre si iniziò a sequestrarle con la politica delle enclosures nel paese dove è stato inventato e poi esportato il liberalismo. Le tradizionali comunità di villaggio, dove la fame non esisteva, erano organizzate secondo severe regole di gestione delle terre, private o comuni, sottoposte a intelligenti rotazioni triennali, che consentivano alla terra di riposarsi e di tornare a divenir fertile, grazie ai pascoli degli animali da allevamento, divise per unità di coltivazione variate, in modo che se un cattivo raccolto colpiva il grano, non colpiva però la segale o i legumi, ecc; ebbene questo razionalissimo ed equilibrato utilizzo delle terre (chiamati “open fields” sia perché non recintati, sia perché aperti a tutti in modo che tutti ci potessero vivere), nella riflessione, anzi nella propaganda liberale, a servizio della quale hanno lavorato centinaia e centinaia di storici ed economisti, fino ad oggi, sarà bollato insistentemente come “arcaico, antiquato, irrazionale, improduttivo…”, per far apparire “moderno, razionale, produttivo” la predazione delle terre da parte dei ceti borghesi e finanziari ( della gentry e degli yeomen e dei freeholders) che declassarono i contadini a proletari-braccianti, per effetto di un possesso assoluto della terra, simboleggiato dalle recinzioni, e da attitudini monocolturali, per una gestione delle terre finalizzate al profitto di pochi, al prezzo di fame e miseria di molti, che gli “arcaici” villaggi rurali, con le rigide norme consuetudinarie (proprio quelle che sono agli antipodi di ciò che si dice “mercato e liberismo”) non aveva permesso per secoli e secoli.

La poor law (1601, in Inghilterra) e la legislazione repressiva che doveva impedire il flusso dalle campagne alle città sono conseguenze della politica di privatizzazione della terra. Senonché, non mancano gli storici collaborazionisti15 disposti ad attribuire il fenomeno dell’urbanesimo pauperistico al solo aumento di popolazione che caratterizzò il secolo XVI in Inghilterra, che vide la sua popolazione passare da 2 milioni di abitanti di inizio secolo, a 4,5 milioni di fine secolo (balzo che, in misure diverse segnò il resto d’Europa), riproponendo così un topos storiografico classico e caro al liberalismo, che è appunto quello inventato da Malthus, che, contro Moro, attribuiva la causa della povertà al riprodursi dei poveri stessi, e non già alla connivenza della monarchia inglese con l’avida borghesia finanziaria. Ma ogni buon storico dovrebbe sapere che i repentini balzi demografici quasi sempre sono espressione di quella perversa legge sociologica per la quale proprio in presenza di miseria e povertà la popolazione umana tende a moltiplicarsi a dismisura, e il Cinquecento è in generale un secolo di forti rialzi dei prezzi (anche del grano), che in Inghilterra si unisce al fenomeno di proletarizzazione delle masse rurali, parte delle quali lavora come salariato agricolo sulle terre dove pochi anni prima si muoveva liberamente con armenti e che poteva coltivare liberamente, come codificato dalle consuetudini dei villaggi. Anche ammesso, come vogliono tali storici, che parte della popolazione rurale abbia trovato, ai tempi delle enclosures lavoro come salariato agricolo, nel sistemare recinzioni, siepi, fossati e relative falegnamerie e carpenterie, non di meno va detto che ciò è stato un fenomeno temporaneo, perché l’edificazione di recinzioni non richiede la stessa manodopera delle successive semplici manutenzioni. Lavorando così da salariati quei miseri avevano contribuito a preparare il terreno alla propria totale espropriazione dalla terra, nel secolo successivo, con l’avvento della meccanizzazione agricola. Un aumento di popolazione, perciò, non va sempre inteso come maggiore disponibilità di cibo e risorse, ma come effetto di povertà e grave disagio sociale, proprio quello prodotto dalle enclosures. A meno che non si voglia sostenere che Tommaso Moro esagerava o sbagliava, nel Cinquecento, quando scriveva che con l’avvio delle enclosures le pecore avevano iniziato a mangiare gli uomini. Sbagliava forse un altro testimone del tempo, il nobile T. Smythe che intorno al 1549 scriveva: “Mio Dio! queste recinzioni e questi grandi pascoli sono una delle principali cause dell’alto costo della vita; con questo sistema oggi si mette nelle mani di uno solo la terra arabile che prima nutriva molti poveri uomini, e là dove si raccoglievano cereali d’ogni specie, là dove si allevavano animali di ogni genere, ora non ci sono che montoni: invece di cento o duecento uomini che là vivevano, oggi non ve ne sono che tre o quattro e il padrone…queste recinzioni sono l’occasione delle selvagge e dolorose rivolte che hanno avuto luogo: perché molti sudditi, a causa di queste chiusure, non avevano più terra per vivere, come ne avevano prima e non c’era più lavoro per tutti.”16 Come spiegano questi storici la rivolta del 1549, guidata da un piccolo proprietario terriero, Robert Ket17, che alla guida di 16.000 contadini cercò di opporsi all’invasione di pecore delle terre comuni e al crescente fenomeno delle recinzioni che danneggiavano l’economia comunitaria dei villaggi? (In realtà non la spiegano, preferiscono tacere questi fatti sui libri di storia). Sbagliavano o esageravano, nel Settecento (quando il fenomeno procedeva a rotta di collo, stavolta con l’appoggio di leggi del Parlamento), i promotori di richieste come queste al Parlamento inglese: “Una petizione dei rappresentanti di Chipping Norton nella Contea di Oxford, e di diverse altre persone, i cui nomi sono qui sottoscritti, fu presentata e letta alla Camera….i firmatari della petizione, sapendo che una legge è in discussione alla Camera per dividere e recintare i campi aperti e comuni e le terre demaniali nelle parrocchie….(fa presente) che alcuni di detti terreni forniscono ai poveri di detta città, che sono numerosissimi, con la legna da riscaldamento, un grande aiuto, che sarà una grande privazione per le parti interessate, e avendo saputo i firmatari che qualche altra parte della legge, com’è ora, può recare pregiudizio a loro e ad altri; così pregano che …gran parte della legge….non sia approvata…”18 .Agli storici che vogliono far credere che il fenomeno dell’urbanesimo pauperistico non sarebbe in connessione con la politica delle enclosures, ma semplicemente dovuto ad aumento della popolazione, facciamo notare che, ad esempio, anche in Francia si ha un aumento della popolazione vicino al 50% tra Settecento e Ottocento (che vede passare la popolazione da circa 20 milioni a 30 milioni) ma se si va a confrontare l’indice di urbanizzazione dei due paesi, ecco che tra 1750 e 1850 la popolazione urbana della Francia si aggira sul 25%, mentre quella dell’Inghilterra attorno al 50% (e non è il lieve scarto di aumento demografico tra i due paesi a giustificare questo : 45% Francia e 58% Inghilterra, perché ad esempio nell’Italia centro settentrionale, pur avendosi avuto un tasso di crescita demografica pari al 35% si è avuto in corrispondenza una riduzione dell’indice di urbanizzazione! Per non parlare dei paesi dell’area danubiana, con 100% di crescita demografica, con insignificanti o nulli livelli di crescita urbana). Allora per tornare alla Francia: qui sappiamo che la piccola proprietà terriera non fu scalzata dalle recinzioni, essa era, rispetto all’Inghilterra incomparabilmente più forte, perciò non ci fu esodo dalle campagne; spieghino perciò questi storici come sia potuto accadere che agli inizi del XIX secolo, in Francia la popolazione impiegata in agricoltura si aggirava intorno al 65%, mentre in Inghilterra, nel corso del XVIII secolo essa passava dal 70 al 40%. Effetto di cosa, se non delle enclosures? Sentiamo invece cosa mediamente scrivevano gli storici 40 anni fa, quando il neoliberismo non era ancora assurto a pensiero unico, affidando tacitamente agli storici della propria epoca il compito di ripulire dalla storia le tracce della fame e della miseria da esso prodotte per affermarsi su scala globale:”Ma la trasformazione agricola nelle campagne e lo sviluppo industriale nelle città non si compiono [nell’età elisabettiana ] senza la formazione di ceti proletari, provenienti in gran parte dai contadini poveri, respinti verso il lavoro salariato dall’enclosure delle terre di uso comune. Fra questa gente sradicata dalla terra, ogni volta che le industrie ristagnano per una cagione qualsiasi, infieriscono subito la disoccupazione e la fame. Pauperismo, criminalità, vagabondaggio abbrutiscono il proletariato urbano e rurale, contro cui la società si difende con la ferocia consueta delle norme penali del tempo sui ladruncoli ed i vagabondi. Ciò nonostante, il regime elisabettiano[…] cerca d’impedire che le enclosures si trasformino in espulsione dei contadini dalle terre, colpisce l’usura esercitata a danno dei meno abbienti, emana una Poor Law, con cui si dà il primo esempio nel mondo di una legislazione intesa a combattere il pauperismo”19. Basta dare inoltre uno sguardo a come si sono succedute le leggi sulla povertà in Inghilterra, tra XIV e XVIII secolo, per capire come proprio in concomitanza con la politica delle enclosures il fenomeno povertà cambi in senso qualitativo e quantitativo.

Quella che viene di solito indicata come la prima legge inglese sulla povertà è lo Statute of Cambridge del 1388, la quale aveva per oggetto gli “impotent poor”, ossia coloro che per vecchiaia o infermità non erano in grado di mantenersi e dei quali ciascuna contea doveva farsi carico; inoltre si stabiliva che dovessero essere regolamentati i movimenti da una contea all’altra della manovalanza (ossia servi e braccianti). Una legge del 1494, il Vagabonds and Beggar Act, stabiliva pene, come tre giorni di carcere a pane ed acqua, per chi avesse violato quanto previsto dalla legge del 1388. La svolta, significativa di qualcosa di grosso che era accaduto nel frattempo, si ha sotto Edoardo VI, 1547-1553, il successore di quel Enrico VIII che aveva dato il via alla politica delle enclosures, che con lo Statute of Legal Settlement consentiva che si riducessero in schiavitù per un periodo che va da due anni a tutta la vita coloro che praticavano il vagabondaggio e che stavolta non erano solo semplicemente vecchi e malati, ma gente abile ad un lavoro che non avevano più, ma che avrebbero potuto fare, visto che da schiavi potevano lavorare (è di questi anni la rivolta contadina di Ket) Insomma si dové affrontare il problema di quelli che oggi si dicono “disoccupati”. Tant’è che la legge elisabettiana del 1597, lo Act for the Relief of the Poor, istituiva un ispettorato dei poveri col compito di trovare lavoro a chi era senza. Un altro provvedimento contro la disoccupazione si rendeva necessario nel 1601, quando si imponeva un apprendistato manifatturiero per i fanciulli. Quando nel secolo XVIII gli atti di recinzione dei terreni vengono legittimati da migliaia di leggi del parlamento, ecco che le masse di disoccupati vengono convogliati nelle dure case di lavoro coatto (workhouses), la prima delle quali venne istituita nel 1714; nel 1732 se ne contano già 700! Cosicché quelli che avevano investito nel recintare le terre comuni, ora investono nelle case di lavoro coatto, dove si ha manodopera addirittura gratis. Le condizioni di vita in tali edifici-lager erano perlopiù da manuale dell’orrore, dove l’abbrutimento, la dieta poverissima, spingeva a casi, non infrequenti, di cannibalismo. Questo modello economico liberale indica le corporazioni medievali e la loro tutela di salari, operai e prodotti, come retrograda, buia, antinnovativa. Eppure, a partire dalla seconda metà del secolo XVIII, quando ormai il mondo rurale tradizionale è destrutturato, l’Inghilterra non è più autosufficiente, per quanto riguarda i cereali.

Ma, quel che è interessante aggiungere, il permanere della piccola proprietà contadina coi suoi maggesi triennali, non impedì alla Francia di avere una efficace agricoltura e ancor oggi un forte mondo rurale con grosso peso politico all’interno dell’Europa, al contrario dell’Inghilterra e a dispetto degli storici collaborazionisti. Questi vorrebbero far credere che la maggiore disponibilità di grani sul mercato significhi ipso facto maggiore produttività della terra dovuta alla “rivoluzione agricola”; in realtà, la maggiore disponibilità dei grani sul mercato significa solo che quanto prima serviva a sfamare milioni di famiglie contadine inglesi, ora è in mano di mercanti e speculatori, mentre i contadini espropriati delle terre comuni vanno mantenuti con la poor tax che grava su tutti.

VII. ASTUZIE STATISTICHE. A fronte della ecatombe sociale prodotta da quella che viene chiamata “rivoluzione agricola inglese”, che ha determinato la scomparsa di un intero ceto sociale, quello dei contadini, che andrebbe ricordato più e prima della dekulakizzazione staliniana, i manuali di storia non esitano a scrivere che quella inglese, in Europa, tra Sette e Ottocento era una agricoltura moderna, efficiente e produttiva. E a sostegno di questi ricorrenti aggettivi, contrapposti a quelli di “inefficiente”, “arretrato” e “di sussistenza”, riservati alle agricolture dei paesi orientali dell’Europa o dell’Italia del sud, vengono portate statistiche che proverebbero questa presunta maggior produttività dell’agricoltura inglese. In base ad esse, ad es., mentre in Inghilterra si ha un indice di produttività agricola pari a 175, in Francia se ne avrebbe solo di 115, in Austria e Germania solo 75, e in Italia (pensate un po’) solo 40. Questo nell’anno 1840. Questa statistica assume come indice del livello di produttività il rapporto tra produzione annuale agricola suddivisa per il numero di individui maschi impiegati nel settore agricolo. Che cosa vuol dire? Che questo rapporto aumenta, facendo apparire superproduttive le campagne inglesi, quanto più vengono cacciati i contadini dalla terra e quanto più questa cade in mano al latifondo. Applicando questo indicatore statistico all’Italia meridionale, dove l’ urbanesimo è bassissimo e la gente vive disseminata nelle campagne, voi avete che il dividendo che tocca ad ognuno degli impiegati in agricoltura è inferiore a quanto tocca in Inghilterra, dove è scomparso il ceto contadino. Se io assumo come indice di profitto di una fabbrica il rapporto tra il guadagno netto di questa suddiviso per quanti vi lavorano, ecco che una fabbrica che guadagni 1.000.000, suddivisi per 10.000 operai, avrà un indice di profitto pari a 100. Se licenzio tutti, tranne il padrone, il quale da solo in un anno riesca a guadagnare 200 anziché 1.000.000, ecco che quest’ultima viene a risultare una fabbrica doppiamente produttiva rispetto alla prima. In sostanza, grazie a questo stratagemma statistico, il fatto che all’inizio dell’Ottocento circa 300.000 farmers gestiscono l’intera agricoltura inglese (in questi anni metà del suolo inglese è in mano a 7200 proprietari), che si avvalgono di circa un milione e mezzo di salariati agricoli, ebbene questa rarefazione di popolazione agricola fa salire alle stelle quell’indice di produttività e dà l’illusione che l’agricoltuta inglese sia più produttiva delle altre. Mentre gli stessi manuali, non riescono a nascondere la menzogna quando devono ammettere che l’Inghilterra, intorno alla metà dell’Ottocento, deve importare dall’estero il 50% del proprio fabbisogno di cereali! Altrimenti come si spiega che Napoleone attuò un blocco continentale per battere l’Inghilterra se non fosse stato allora nota la sua dipendenza dalle importazioni coloniali anche per il grano? Se poi pensate che almeno quel milione e mezzo di braccianti agricoli avranno beneficiato di tanta maggior produttività del suolo inglese, ebbene vi sbagliate, perché fino al 1834 una legge ( il cosiddetto “sistema Speenhamland”) imponeva alle parrocchie di integrare i miseri salari di questi braccianti, per impedire che andassero a cercare nelle città migliori condizioni di vita. Insomma questi indicatori statisti, adottati ormai da tutte le storie economiche d’Europa e da tutti i manuali di storia, fanno apparire che la scarsa e monoculturale produzione agricola, allorché è suddivisa per un basso numero di popolazione rurale, ha un altissimo indice di redditività; quel po’ di grano che i contadini non possono più acquistare, perché troppo caro (le Corn Laws a favore dei pochi proprietari terrieri ne tenevano alto il prezzo, quindi i braccianti dovevano andare a bussare alle parrocchie per sfamarsi) è però disponibile sui mercati e resta persino invenduto; e questo non crea un’illusione di abbondanza? Se invece andate in Italia meridionale o in Austria, queste statistiche vi fanno apparire che la mancanza di grani invenduti ed ad alto prezzo sui mercati significhi agricoltura arretrata, di sussistenza, premoderna e improduttiva. In realtà, qui il capillare sfruttamento del suolo, parte a cereali, parte a pascolo, parte a orti e frutteti, consente che il ricavo dell’alimentazione quotidiana sia variegato, innanzitutto (carni ,cereali, frutta, fresca o secca, uova, formaggi, ecc.) e poi suddiviso per milioni di bocche che ne vengono sfamate. Queste milioni di bocche sfamate fanno abbassare l’indice di produttività della statistica liberale, la quale riesce a far apparire come ricchezza la miseria, riesce a far apparire come sazietà la fame. Queste milioni di bocche che si sfamano sono da ostacolo all’accumulazione capitalistica, avrete capito.

Il processo di impoverimento e abbrutimento del ceto contadino ad opera delle politiche liberiste viene chiamato da giornali, manuali di storia, storie economiche di Europa come segue “assoggettamento delle campagne alle leggi del mercato”.

VIII. GLI ILLUMINISTI. Gli Illuministi furono le mere casse di risonanza della nuova forma di potere che per prima aveva attecchito in Inghilterra (il potere dei padroni del denaro); infatti furono tutti esaltatori del liberalismo inglese quale miglior forma di governo possibile (quello che insomma dal 1694, anno di fondazione della Banca di Inghilterra si fa prestare il denaro dai signori del denaro, che da ora tengono sotto usura stato e società). Il pensiero economico prodotto da questo illuminismo anglofilo, che si esprime come liberismo e fisiocrazia, dice nella sua sostanza che bisogna consentire ai padroni del denaro di poter esercitare liberamente tutto il loro potere, senza ostacoli.

E gli ostacoli sono: quei limiti posti alla vendita della proprietà terriera che loro non potrebbero acquistare finché ci fossero: manimorte ecclesiastiche, maggiorascati, fidecommissi; ma bisogna abolire anche i regolamenti annonari, perché essi liberamente possano “investire” sul grano; bisogna abolire i regolamenti corporativi, affinché essi possano investire in manifatture dove agli operai danno quello che vogliono, con una qualità del prodotto che pare a loro; bisogna abolire dazi e dogane, abolire i monopoli; ogni intervento e controllo dello stato sull’economia, sui prezzi e le merci sarebbe dannoso; già da allora le casse di risonanza, ripagate con la notorietà e qualche potere, proclamavano lo slogan “meno stato, più mercato, più deregulation”. E dopo tanti secoli che gira tale ritornello abbiamo ancora un’intellighenzia che non ne ha capito la natura e l’obiettivo! E infatti una delle più importanti riforme dell’Assemblea costituente della prima fase della Rivoluzione francese, fu quella di abolire su tutto il territorio di Francia il sistema degli open fields, per consentire quel possesso assoluto della terra, di tipo borghese e non nobiliare, che si esplica nella recinzione. Tanto audace fu nelle riforme questa borghesia rivoluzionaria, ma non tanto da cancellare il debito pubblico della Francia monarchica, che verrà onorato con guerre ed espropri, ma non certo cancellato per non far dispetto a quei prestasoldi che di questa rivoluzione si fecero sponsor. Pensate: hanno rivoluzionato il calendario, riconvertito le chiese, risuddiviso il paese in dipartimenti, aboliti dazi, dogane, rivoluzionato l’abbigliamento, l’esercito…ma l’unica cosa che non hanno toccato e che gli storici si guardano bene dal ricordare è il debito pubblico. Si noti come questa borghesia, portavoce degli interessi e della visione del mondo dei banchieri, dopo la parentesi giacobina e repubblicana, torni ad eliminare ogni vincolo alla economia e cancelli quel principio delle costituzioni del 1789 e del 1793, che poneva limiti al godimento del diritto di proprietà, in nome del superiore interesse della nazione. E a riprova che illuminismo-liberismo e comunismo sono gli aspetti di una medesima forza rivoluzionaria, ricordiamo come Trozskij e seguaci, nel dibattito in URSS sull’atteggiamento da tenere nei confronti del mondo delle campagne, nel 1925, proponessero di sottoporre il mondo agricolo a un duro sfruttamento, sul modello inglese del Sei-Settecento, proprio quello che Marx indicò come condizione dell’”accumulazione originaria” (capitali) e della formazione dell’”armata di riserva” (sottoproletari)

XI. PERSONAGGI STORICI DA NON FAR CONOSCERE: GAISMAIR. Uno dei personaggi storici che i manuali di storia di ispirazione liberale hanno il compito di non farci conoscere era Michael Gaismair, un amico di Zwingli, che guidò una grande rivolta contadina nel Tirolo soggetto agli Asburgo, dal 1525 al 1532, con l’idea di dar vita ad uno stato tirolese. Questo condottiero, ammirato dal Guicciardini, aveva mobilitato circa 20.000 contadini contro le truppe imperiali (perlopiù mercenarie) e sognava di liberare i contadini tirolesi dal nascente capitalismo, che si esprimeva come privatizzazione monopolistica di importanti manifatture e miniere, e come sempre crescente dipendenza del popolo dal denaro per vivere a causa delle attività speculative e usuraie. Leggiamo una pagina del suo programma politico per il Tirolo, dove al primo posto si richiede la soppressione della grande proprietà fondiaria ridando spazio alle terre degli usi comuni: “…si devono confiscare tutte le fonderie, le miniere di ferro, di argento, di rame e tutto quello che ne fa parte, che si trova all’interno dei confini del paese e che ora appartiene alla nobiltà, ai commercianti stranieri e a società come quelle dei Fugger, degli Hochstaetter, dei Pumgartner, degli usurai e simili (…) essi hanno accumulato denaro col sangue degli uomini, ai quali non hanno pagato il salario dovuto e hanno per lo più venduto, avendone il monopolio, merci a prezzi maggiorati, arrivando a ricattare persino principi e regnanti. Si sono infine arricchiti a danno di tutta la comunità, perché essendo in possesso di grandi quantità di denaro liquido, hanno arraffato, ovunque potevano, le merci in vendita sui liberi mercati locali e su quelli stranieri, per rivenderli poi a prezzi esorbitanti, dipendenti dalla loro ingordigia e ricavandone immensi profitti”20. Gaismair voleva che fossero proibite la speculazione e l’usura. Insomma, per il Tirolo si proponevano norme che impedivano l’accumulazione capitalista, ossia l’enorme guadagno dei pochi realizzato con l’impoverimento del popolo. Nei libri di storia politicamente corretti si preferisce parlare di un episodio marginalissimo come la rivolta dei ciompi, che appare precorrimento di movimenti repubblicani , socialisti o sindacali

X. I RETROSCENA DEL RISORGIMENTO. Ai tempi dei Borbone, la stampa europea filoliberale enfatizzò fino all’inverosimile una lettera che lord Gladstone, ministro degli esteri inglese, aveva inviato a lord Aberdeen nel 1851, nella quale l’inglese riferiva di una visita, che poi si scoprì non essere mai avvenuta, nelle carceri napoletane, e lì avrebbe scoperto che “il governo borbonico rappresenta l’incessante, deliberata violazione di ogni diritto; l’assoluta persecuzione delle virtù congiunta all’ intelligenza, fatta in guisa di colpire intere classi di cittadini, la perfetta prostituzione della magistratura, come udii spessissime volte ripetere; la negazione di Dio, la sovversione d’ogni idea morale e sociale eretta a sistema di governo”21. Questo ritratto, fatto dal menzognero ministro inglese fu fatto circolare e diffondere dalle varie ambasciate britanniche in Europa, al fine di preparare l’opinione pubblica europea ad una guerra prossima contro il Regno duosiciliano, da far fare al Piemonte sabaudo sotto la veste dell’unificazione. Nelle storiografie ad usum delphini si veicolano luoghi come questi: lo stato meridionale preunitario sarebbe stato decadente e arretrato, con un’economia ancora medievale e improduttiva; la sua povera industria, dopo l’Unità sarebbe andata in crisi a causa della concorrenza dei prodotti del Nord. Il regime borbonico sarebbe stato burocratico e dispotico, oscurantista….Questi luoghi comuni, diffusi da giornali e manualistica, dovevano occultare i seguenti fatti.

Il Regno delle Due Sicilie ebbe, nella rassegna internazionale di Parigi del 1856 il terzo posto in Europa per lo sviluppo industriale (dopo Inghilterra e Francia) L’opificio reale di Pietrarsa è al momento dell’Unità, la più grande fabbrica d’Italia, in grado di costruire motrici navali, vagoni e locomotive ferroviarie. Industria che fu fatta fallire dal governo piemontese, quando volle affidare le commesse industriali alla Francia, nel momento in cui si trattò di ampliare le ferrovie. Il primo vascello a vapore del mediterraneo fu costruito nelle Due Sicilie. Sta a Napoli il più grande bacino di carenaggio in muratura d’ Italia. La flotta duosiciliana rappresenta l’80% del naviglio di tutta Italia,formando la prima flotta mercantile d’Italia, la prima Compagnia di navigazione del Mediterraneo, la prima flotta italiana giunta in America del Nord; si tratta insomma della quarta flotta del mondo! Questa nel Mediterraneo è seconda solo agli Inglesi. essa per prima riuscirà a ottenere dalla Russia la concessione di poter trafficare commercialmente nel Mar Nero (provate a indovinare a chi fece ombra la cosa?). Quella stessa nel 1838 aveva osato attraversare il Pacifico, quasi mare privato di inglesi e americani, per fare da lì un carico di spezie in India. A Napoli, le grandi fabbriche di vetri e cristalli esportano e competono con quelle di Francia e Germania. Due terzi della produzione tessile è destinata all’esportazione verso gli Stati Uniti. La cartiera di Fibreno è la più grande d’Italia e una delle maggiori in Europa, dove lavorano 500 operai. I prodotti legati al grano duro vengono esportati in Russia, America, Grecia, ecc., da uno Stato che, al momento dell’Unità produceva il 50% dei cereali e legumi di tutta Italia, il 50% di patate, il 60% dell’olio, il 100% di agrumi e cotone, l’80% di frutta e tabacco, il 50% di ovini e caprini, il 60% di equini, il 55% di suini. Insomma siamo nello Stato che ha costruito il primo ponte in ferro sospeso in Italia,, il primo telegrafo elettrico in Italia, la prima ferrovia e prima stazione d’Italia, la prima illuminazione a gas di città in Italia. Siamo nello Stato con la più mite imposizione fiscale. Le imposte dal 1816 al 1860 restarono immutate.. Siamo nello Stato col minor tasso di mortalità infantile. Siamo nello stato che viaggiatori contemporanei provenienti da vari paesi europei scoprono, con sorpresa, contro quanto disegnato dalla stampa britannica, florido, dove la fame è sconosciuta, la vita costa pochissimo e la criminalità è quasi nulla. Basti dire che da un’indagine del parlamento piemontese intorno agli anni Cinquanta dell’Ottocento (Brofferio), mentre nel napoletano non c’erano state esecuzioni capitali, in Francia ve ne furono 45 all’anno e nel regno sardo 28. In Inghilterra, negli stessi anni, si contano 800 fustigazioni all’anno, mentre nelle Due Sicilie 4. Insomma, ancora oggi, nonostante questi siano dati di fatto documentati, nonostante si sappia che la lettera di Palmerston sia un falso, si continuano a scrivere manuali di storia basati su un falso, i quali ripetono all’unanimità, dai licei alle università, che il regno borbonico era oscurantista, arretrato e soprattutto dispotico, e lo mettono a confronto con quella che dipingono come civilissima Inghilterra, evoluta, dinamica, con una avanzata legislazione sociale. Andiamo allora a vedere sui documenti come era l’Inghilterra in quegli anni.

XI. CONFRONTO CON L’INGHILTERRA. Sentiamo cosa scrive della siyuazione sociale e lavorativa dell’Inghilterra di metà secolo XIX F. Engels, coautore con K. Marx nel 1848 del Manifesto del partito comunista.

“Durante la mia permanenza in Inghilterra, almeno una trentina di persone sono morte direttamente di fame in circostanze tali da suscitare la più viva indignazione, ma all’esame necroscopico raramente si trovò una giuria che avesse il coraggio di affermarlo francamente. La testimonianze potevano essere le più chiare e inequivocabili, ma la borghesia, dalla quale venivano scelti i membri della giuria, trovava sempre una scappatoia con la quale sottrarsi al tremendo verdetto: morto per fame (…) Ma molto più numerosi sono i morti per fame non direttamente ma indirettamente, in quanto la mancanza persistente di mezzi sufficienti di sussistenza ha provocato malattie mortali e mietuto così le sue vittime, in quanto le ha debilitate a tal punto che determinate circostanze, le quali in condizioni diverse non avrebbero arrecato alcun danno, hanno portato necessariamente a gravi malattie e anche alla morte. Gli operai inglesi chiamano ciò assassino sociale, e accusano l’intera società di commettere continuamente questo crimine. Forse hanno torto?22 (…) Vi sono alcune tra le più brutte strade di Londra: Charles Street , King Street e Parker Street , le cui case sono anch’esse popolate dalle cantine fino al tetto da famiglie poverissime. Nelle parrocchie di St. John e St. Margaret , a Westminster, nel 1840, secondo il Journal of Statistical Society,5366 famiglie di operai abitavano in 5294 ‘abitazioni’ – se pure si può chiamarle con questo nome- uomini, donne e bambini ammucchiati insieme senza riguardo all’età o al sesso, in tutto 26.830 individui; e i tre quarti di queste famiglie non disponevano che di una sola stanza. Nell’aristocratica parrocchia di St. George , Hanover Square , secondo della stessa fonte, 1.465 famiglie di operai, complessivamente 6.000 persone, abitavano nelle medesime condizioni: anche qui, più di una sola stanza per famiglia (…) Ma la zona operaia più vasta è a oriente della Torre, a Whitechapel e Bethnal.Green, dove è concentrata la massa principale degli operai di Londra. Ascoltiamo ciò che dice il sign. G. Alston predicatore a St. Philip, Bethnal-Green, sulle condizioni della sua parrocchia:’ Essa contiene 1400 case, che sono abitate da 2795 famiglie, ovvero circa 12000 persone.Lo spazio in cui abita questa grande massa di popolazione misura meno di 400 yarde quadrate (1200 piedi), e dato tale affollamento, non è cosa eccezionale che un uomo, sua moglie, quattro o cinque figli e talvolta anche il nonno e la nonna , abitino in una sola stanza di dieci o dodici piedi quadrati, nella quale lavorano, mangiano e dormono’.23

“Ogni mattina a Londra cinquantamila persone si alzano senza sapere dove potranno posare il capo la notte seguente. I più fortunati tra loro, che riescono a mettere da parte per la sera uno o due pence, vanno nei cosiddetti ricoveri (lodginhouse), dei quali in ogni città esiste un buon numero, e dove, in cambio del denaro, ricevono asilo. Ma quale asilo! Da cima a fondo la casa è piena di letti, quattro, cinque, sei letti in ogni stanza, quanti ne entrano. In ogni letto vengono messe quattro, cinque, sei persone, anche qui quante ne entrano, malati e sani, vecchi e giovani, uomini e donne, ubriachi e sobri, come capita, tutti mescolati. Naturalmente ne derivano liti, bastonature e ferimenti, e se i compagni di letto si mettono d’accordo è ancora peggio, perché allora si concertano rapine, o si commettono cose così bestiali che il nostro linguaggio di uomini non può riferire. E coloro che non possono pagarsi questi giacigli? Ebbene, costoro dormono dove trovano posto, in qualche galleria, sotto un’arcata, in un qualsiasi angolo dove la polizia o i proprietari li lasciano dormire indisturbati ( …) Ascoltiamo quanto dice il “Times” dell’ottobre 1843: ‘dal nostro rapporto di polizia di ieri risulta che ogni notte dormono nei parchi in media una cinquantina di persone, senz’altro riparo contro le intemperie che gli alberi e qualche buca nei terrapieni (…) Ciò è veramente orribile. I poveri sono dappertutto. Dappertutto l’indigenza troverà la strada per farsi avanti e impiantarsi con tutta la mostruosità nel cuore di una grande e rigogliosa città (…) nelle zone più lussuose della città più ricca del mondo, notte per notte, da un inverno all’altro, si possono trovare donne, donne giovani quanto all’età, vecchie per i peccati e per le sofferenze, reiette della società, che marciscono tra la fame, la sporcizia e le malattie’24

“Un Refuge of the Houseless costruito di recente in Upper Ogle Street, che può dare asilo ogni notte a 300 persone, dall’epoca della sua apertura, avvenuta il 27 gennaio, fino al 17 marzo 1844 accolse per una o più notti 2740 persone; e sebbene la stagione si facesse più clemente, il numero di coloro che chiedevano ospitalità in questo, come negli asili di Withecross Street e Wapping era in forte aumento, e ogni notte un buon numero di senza tetto dovevano essere respinti per mancanza di spazio. In un altro, l’asilo centrale di Playhouse Yard, nei primi tre mesi del 1844 fu dato alloggio in media a 460 persone ogni notte, in totale furono accolte 6681 persone, e distribuite 96141 razioni di pane25.

“I quartieri poveri di Dublino sono, dal canto loro, quanto di più orrendo e ripugnante possa vedersi al mondo26.

“A proposito di questa città (Glasgow), l’”Artisan” [rivista mensile, ottobre 1843] osserva: ‘la classe operaia rappresenta qui circa il 78% dell’intera popolazione (circa 300.000) abitanti, e abita in quartieri che superano per miseria e orrore i più infimi angoli di St. Giles e Withechapel, i Liberties di Dublino, i wynds di Edinburgo (…) Questi quartieri ospitano i membri più poveri, più depravati, più avviliti della popolazione, e devono esser considerati le fonti di quelle spaventose febbri epidemiche, che da qui si diffondono seminando la morte in tutta Glasgow’. Ascoltiamo come descrive questi quartieri J.C.Symons, commissario governativo nell’inchiesta sulle condizioni dei tessitori a mano:’Ho visto la miseri in alcuni dei suoi stadi peggiori, sia qui che sul continente, ma prima di visitare i wynds di Glasgow non credevo che in nessun paese civile potessero esistere tante mostruosità, tanta miseria e tante malattie. Nei dormitori più infimi dormono da dieci a dodici e talvolta venti persone di ambo i sessi e di tutte le età, mescolati insieme, più o meno svestite, sul pavimento. Le case di abitazione sono usualmente così sudice, umide e cadenti che nessuno vorrebbe portarvi il suo cavallo’27.

“La razza umana che vive in questi cottages [sistema di alloggi edificati nei pressi della fabbrica per farvi risiedere gli operai che lì lavorano] cadenti, dietro le finestre rotte e rappezzate con tela oleata, dietro le porte sconnesse e gli infissi fradici, o addirittura nelle umide e buie cantine, in mezzo a questa sporcizia senza limite e a questo puzzo, in un’atmosfera che pare volutamente chiusa, questa razza umana deve appartenere realmente al più basso gradino dell’umanità; questa è l’impressione e la conclusione a cui si è costretti già solo dall’aspetto esteriore del quartiere. Ma che diremo, nel sentire che in ciascuna di queste casette, che contengono al massimo due stanze e la soffitta, e tutt’al più anche la cantina, abitano in media venti persone, che in tutto il quartiere esiste una sola latrina –per lo più impraticabile- ogni 120 persone circa, e che nonostante tutte le prediche dei medici, nonostante l’agitazione provocata dalla polizia sanitaria all’epoca del colera dalle condizioni della ‘Piccola Irlanda’, tuttavia oggi, nell’anno di grazia 1844 le condizioni sono quasi le stesse del 183128.

“Particolarmente a Londra, dove la concorrenza tra operai aumenta nella stessa misura della popolazione, questa classe è molto numerosa, ma la ritroviamo anche in tutte le altre città. Allora si ricorre ad espedienti di ogni genere, bucce di patate, rifiuti di verdure, vegetali guasti29 vengono mangiati in mancanza di altri cibi, e viene raccolto con avidità tutto ciò che possa contenere anche solo un atomo di sostanza nutritiva. E quando il salario settimanale viene consumato troppo presto, avviene assai di frequente che la famiglia negli ultimi giorni della settimana non riceva alcun nutrimento, o forse solo quel tanto che basta per non morire di inedia (…) allora emerge ancora con maggiore acutezza la brutalità con la quale la società abbandona i suoi membri proprio quando avrebbero maggiormente bisogno del suo appoggio30.

“Gli stabilimenti [di merletti e modisterie di Londra] occupano numerose fanciulle –in tutto sarebbero circa 15000- che abitano e mangiano nell’edificio stesso, provengono in massima parte dalla campagna e sono quindi completamente schiave dei padroni che le impiegano. Durante l’alta stagione, che dura circa quattro mesi all’anno, anche negli stabilimenti migliori le ore di lavoro giornaliere sono 15, e quando vi siano ordinazioni urgenti, anche 18; nella maggior parte dei negozi si lavora senza orario stabilito, così che la fanciulle non hanno mai più di sei ore –spesso solo tre o quattro, talvolta anche solo due- su 24 per riposare e dormire, e si lavora da 19 a 21 ore al giorno, quando non si debba continuare a lavorare tutta la notte, come spesso avviene! L’unico limite posto al loro lavoro è quello dell’effettiva impossibilità fisica di tener l’ago tra le dita anche un solo minuto in più. Vi sono stati casi in cui queste indifese creature per nove giorni di fila non potevano togliersi gli abiti di dosso, e solo di quando in quando si gettavano per qualche minuto su un materasso dove si metteva loro davanti il cibo già tagliato a pezzetti affinché potessero mandarlo giù più in fretta possibile; in breve, queste infelici fanciulle, sottoposte a quella frusta morale da schiave che è la minaccia del licenziamento, sono costrette ad un lavoro che sarebbe troppo lungo e faticoso anche per un uomo robusto, per non parlare di una delicata fanciulla dai 14 ai 20 anni. A ciò si aggiungono ancora l’atmosfera soffocante che regna nei laboratori e anche nei dormitori, la posizione curva, il cibo spesso cattivo e indigesto.. Tutto questo, ma sopra ogni altra cosa il lavoro prolungato e la mancanza di aria pura producono effetti dannosissimi per la salute delle fanciulle. Abbattimento e spossatezza, debolezza, perdita dell’appetito, dolori alle spalle, alla schiena e ai fianchi, e soprattutto dolori di testa, sono i primi effetti; in seguito sopraggiungono deformazioni alla spina dorsale, spalle incurvate, dimagramento, occhi gonfi, lacrimosi e dolenti, che ben presto diventano miopi, tosse,dispnea e respiro corto, e così pure tutte le malattie femminili dello sviluppo. In molti casi il dolore agli occhi è tanto forte da procurare una cecità incurabile, una totale disfunzione dell’occhio; e quando la vista rimane abbastanza buona da consentire il lavoro, la tisi pone in generale ben presto termine alla breve e triste vita di queste crestaie31.

“Il commissario dottor Loudon [membro della Commissione governativa di inchiesta sulle condizioni di lavoro in fabbrica], dice: ‘Ritengo che sia stato dimostrato con sufficiente chiarezza che i fanciulli hanno dovuto lavorare con orari irrazionalmente e crudelmente lunghi, e che anche gli adulti debbono sobbarcarsi una quantità di lavoro che forse nessun essere umano potrebbe sopportare. La conseguenza è che molti muoiono prima del tempo, altri sono afflitti per tutta la vita da una costituzione difettosa, e, fisiologicamente parlando, è anche troppo fondato il timore che vi sarà una discendenza indebolita a causa della costituzione minata dei sopravvissuti’ . E infine il dottor Hawkins [commissario incaricato dell’indagine sul Lancashire], a proposito di Manchester: ‘Credo che la maggior parte dei viaggiatori debba rimanere impressionate dalla bassa statura, dalla magrezza e dal pallore che con tanta frequenza si riscontrano nella gente di Manchester, soprattutto tra gli operai delle fabbriche. Non ho mai visto in nessuna città della Gran Bretagna o d’Europa una simile degenerazione della figura o del colorito rispetto alla media nazionale’32.

“Da una relazione del Ministero degli Interni, risulta che in Inghilterra l’aumento dei delitti ha proceduto con rapidità incredibile. Il numero degli arresti per motivi criminali era il seguente: nel 1805 era di 4605 unità, nel 1825 di 14437 unità, nel 1842 di 31309 (…) I delitti stessi, come in tutti i paesi civili, sono nella stragrande maggioranza, delitti contro la proprietà, dunque proprio quelli che hanno la loro radice nella mancanza di qualche cosa, perché uno non va a rubare ciò che già possiede. Il rapporto tra i delitti contro la proprietà e il numero della popolazione, che nei Paesi Bassi è 1: 7140, in Francia 1: 1804, era in Inghilterra 1: 799”33.

A parlare non sono solo le esperienze dirette di Engels, che potrebbero essere tendenziose, ma giornali come il “Times” o l’”Artisan”, oppure le varie inchieste governative citate. Tant’è che uno storico come E.J.Hobsbaum, che ha scritto l’introduzione per l’edizione citata dell’opera di Engels, afferma: “La verità è che l’opera di Engels rimane oggi,come era nel 1845, il miglior libro sulla classe del tempo. Gli storici che sono venuti dopo lo hanno considerato e continuano a considerarlo tale, salvo un gruppo recente di critici spinti da livore ideologico. Non è l’ultima parola sull’argomento, perché 125 anni di ricerche hanno arricchito le nostre conoscenze sulle condizioni della classe operaia, in particolare per quanto riguarda le zone di con le quali Engels non era venuto a contatto diretto. È un libro del suo tempo. Ma è un libro che spetta un suo posto nella biblioteca di chiunque studi la storia del diciannovesimo secolo e di chiunque si interessi del movimento operaio. Rimane un opera indispensabile e una pietra miliare nella lotta per l’emancipazione dell’umanità”34

Una legge del 1834 doveva proibire il lavoro a fanciulli sotto i 9 anni, ma le cose non cambiarono gran che, ricorda Engels35. Scrive uno storico contemporaneo:”Nell’industria tessile, i fabbricanti trovarono un’altra soluzione alla loro difficoltà: l’assunzione in massa di donne e soprattutto bambini. La filatura era un lavoro facile da imparare e richiedeva una forza muscolare non eccessiva (…) Ma i ragazzi venivano preferiti anche per altri motivi, più decisivi. La loro debolezza era garanzia di docilità (…) Inoltre costavano molto poco. Talvolta si pagava loro un compenso insignificante, che variava da un terzo ad un sesto del salario di un operaio adulto, e in molti casi, ci si limitava a fornire loro vitto e alloggio come pagamento (…) Presso i fabbricanti di chincaglie di Birmingham l’apprendistato iniziava all’età di sette anni; presso i tessitori del nord e del nord-ovest, i bambini lavoravano a cinque anni o anche a quattro, non appena venivano considerati capaci di prestare attenzione e ubbidire (…) Alla mercè dei padroni che li tenevano rinchiusi in edifici isolati, lontano da testimoni che si potessero commuovere per le loro sofferenze, erano sottoposti ad una schiavitù disumana. La giornata lavorativa era limitata soltanto dal completo sfinimento delle loro forze, e durava 14, 16 o anche 18 ore (…) Si aggiunga a questo la cattiva ed insufficiente alimentazione: pane nero, zuppa d’avena e lardo rancido. A Litton Mill gli apprendisti contendevano ai maiali allevati nel cortile della fabbrica il contenuto del trogolo (…) Infine la promiscuità della fabbrica e del dormitorio favoriva lo sviluppo di una pericolosa corruzione, specialmente quando si trattava di bambini, disgraziatamente incoraggiata dall’indegna condotta di alcuni padroni e capireparto che ne approfittavano per dar sfogo ai loro bassi istinti”.36

Un vero movimento operaio e popolare fu il Cartismo, nella cui petizione del 1838 troviamo quanto segue:” (…) Soffriamo sotto il peso di un carico di tasse le quali, tuttavia, sono ben lontane dal soddisfare l’esigenze dei governanti. I nostri commercianti tremano sull’orlo del fallimento; gli operai muoiono di fame (…) Stolta fu la speranza degli amici del popolo che nella Legge di Riforma del 1832 si sarebbe trovato rimedio alla maggior parte delle ingiustizie se non a tutte (…) La Legge di Riforma ha trasferito il potere da una [nobiltà] ad un’altra fazione [borghesia], e ha lasciato il popolo nella miseria di prima (…) Diciamo che devono essere abrogate le leggi che rendono i viveri cari e quelle che fanno il denaro scarso; che la tassazione deve esser fatta cadere sulla proprietà, non sull’attività industriale; che il bene dei molti, essendo l’unico suo obiettivo legittimo, deve esser l’unica preoccupazione del governo (…).”37.

XII. LE RAGIONI DI UN MANCATO ’48 IN INGHILTERRA. Ebbene è ora interessante andare a leggere le motivazioni riportate dai più diffusi manuali di storia circa la mancanza di un ’48 in Inghilterra. Come mai l’isola non fu toccata dalla “primavera dei popoli” del 1848, che invece travolse l’Europa. La ragione pressoché unanime della storiografia conformista è che l’Inghilterra, dove prima che altrove aveva fatto la sua drammatica comparsa la “questione sociale”, aveva provveduto per tempo ad attuare una serie di riforme (felici) che hanno reso inutile le barricate, gli scontri, i conflitti che hanno colpito il resto d’Europa. Si parla di stagione del grande riformismo sociale che vanno dal 1832 (Reform Bill, che dà potere elettorale alla borghesia) al 1847, quando si stabilisce la giornata lavorativa di 10 ore nelle fabbriche. Nel 1833 c’è l’abolizione della schiavitù nell’Impero britannico, nel 1834 altra legge per le masse di poveri (gli storici fanno passare per “riforma di stato sociale” l’abolizione dell’obbligo per le parrocchie di integrare i salari dei miseri ; e potenziamento delle workhouses, ancora a vantaggio di imprenditori che cercano manodopera gratis) e limiti al lavoro dei fanciulli (non possono lavorare sotto i 9 anni); nel 1835 si ampia il suffragio nelle elezioni amministrative (a favore della piccola borghesia), nel 1846, abolizione dei dazi sui grani esteri, con conseguente calo dei prezzi all’interno del paese (altro favore alla borghesia industriale, che invece di alzare i salari agli operai ottiene dal governo l’importazione dei grani esteri a basso costo, a danno dei produttori inglesi. In realtà, più che un provvedimento a favore dei poveri il governo riconosce che il proprio sistema agricolo, benché “moderno” e recintato, è insufficiente al fabbisogno interno, quindi deve importare) . Ma non è certo stata data soddisfazione alle richieste cartiste, movimento che, col suo milione di firme, ripresenterà invano la sua petizione al Parlamento, nel 1842 e nel 1848, nonostante la “grande stagione delle riforme”, come la chiamano gli storici conformisti (1832-1847), a significare che la legge sul lavoro minorile del 1834, l’abbassamento del costo del grano del 1846 e la riduzione a 10 ore della giornata lavorativa poco o nulla risposero alla questione sociale, semmai allentarono la tensione sociale, dal momento che il pane fu un po’ più accessibile e ciò rende le masse meno vogliose di scendere in strada. Il movimento cartista finirà per sparire di lì a poco; ma non perché con quelle riforme l’Inghilterra abbia risolto la questione sociale, come vogliono far credere i manuali di storia conformisti, i quali scrivono:”Questi fenomeni mettono in luce come anche in Gran Bretagna esistessero motivi di tensione sociale e politica presenti nel resto d’Europa, che non sfociarono però in ribellioni aperte in quanto le strutture politiche inglesi mostrarono una straordinaria capacità di mediazione e ottennero così un fortissimo grado di legittimazione presso i cittadini”38. Si tenga conto che intorno agli anni Venti dell’Ottocento si compie la definitiva scomparsa del mondo contadino, il sistema dei campi aperti è finito, pressoché tutta la terra della Gran Bretagna è recintata; il ceto popolare inglese è ormai stretto tra recinzioni di campagna e fabbriche di città (comprese le workhouses), in entrambi i casi è dura vita da salariato. L’alternativa sono gli ostelli per poveri e le carceri; le cifre sull’esponenziale aumento della crminalità sopra riportare parlano da sole (rapporto crimini e popolazione intorno al 1845, nei Paesi Bassi è 1: 7140, in Francia 1: 1804, in Inghilterra 1: 799). Quando perciò un manuale di storia scrive a proposito dell’assenza di un ’48 in Gran Bretagna: “Il sistema politico inglese aveva raggiunto infatti un grado di flessibilità tale da poter assorbire senza particolari traumi le richieste provenienti dalla base della società…”39, in realtà sta significando che quel sistema liberale-liberista riesce a fare da muro di gomma alle richieste degli strati più bassi della società civile, in modo da non soddisfare mai le richieste del popolo, ma sempre riuscendo a stemprare le tensioni, quelle che almeno mettono a rischio la stabilità politica. Questo riuscire a non concedere nulla (dura repressione del luddismo nel 1830), o a concedere poco quando il rischio rivoluzionario è concreto (pane meno caro nel 1846) è chiamato dagli storici conformisti “flessibilità” oppure “fortissimo grado di legittimazione presso i cittadini”. Se si dovesse dare un proprio nome ad ogni cosa lo si dovrebbe definire “muro di gomma”. E una delle ragioni della “gommosità” di tale sistema politico, sta nel fatto che la Gran Bretagna, la culla del costituzionalismo, non ha una costituzione scritta! Una costituzione nel momento in cui viene scritta gode in genere del consenso di tutte le parti sociali, perciò, quando un parlamento legifera o quando un esecutivo fa dei decreti-legge, essi devono essere conformi alla costituzione scritta, altrimenti possono essere invalidati (da corti costituzionali apposite); ma se sono conformi alla costituzione scritta sono, di diritto, conformi alla volontà generale del paese. Non essendoci una costituzione, scritta come in Gran Bretagna, gli atti legislativi come quelli relativi alle recinzioni o quelli che istituiscono i lager del lavoro coatto possono -come è stato- creare la brutale sottomissione di un ceto all’altro, senza che ci siano appigli “legali” per fermare l’abuso, che ha visto la totale scomparsa del ceto contadino. Se non è guerra sociale questa, che altro nome vogliamo dargli? Terminata col mondo contadino, la guerra ora si avvia con le masse operaie (luddisti e cartisti) e dei poveri. Pensate che “fortissimo grado di legittimazione” ha presso i propri cittadini questo sistema politico! Tanto da non aver bisogno di un ’48.

Essere storiograficamente corretti, significa perciò far passare la guerra sociale avvenuta in Gran Bretagna come “grande stagione di riforme e flessibilità che ha riscosso fortissimo consenso tra i cittadini, al punto da aver potuto evitare i moti quarantotteschi” (sottintendendo che i paesi dove questi sono avvenuti erano “rigidi e privi di consenso popolare”); sfogliate decine e decine di libri di storia e noterete il conformismo politicamente corretto; il quale ignora volutamente tutta la documentazione storica sopra vista circa questione sociale e povertà, mentre non esita a dar per buona la falsa testimonianza del Gladstone sul Regno delle due Sicile, non valorizza quelle testimonianze storiche di viaggiatori che nella prima metà del XIX affermano che il popolo a Napoli non soffre la fame, il cibo è a buon mercato, le tasse sono basse, la criminalità altrettanto, non si vedono barboni che dormono all’addiaccio e non si vedono uomini che contendono ai porci il cibo nel trogolo. Scrive la scrittrice Fredika Bremer: “Avevo sentito parlare delle spaventevoli condizioni di miseria del popolo napoletano che ho voluto prendere una carrozzella per farmi condurre proprio nei quartieri più poveri della città e dei suburbi. Con grande sorpresa vi ho trovato meno indigenza di quanto avessi previsto. Dappertutto ho visto gente al lavoro e persino nelle più povere abitazioni letti comodi e biancheria pulita, tutto era ordinato e a posto. In città c’era sovrabbondanza di generi alimentari..”40

Essere storiograficamente corretti significa interpretare la ferrovia Napoli-Portici, la prima nella Penisola e costruita dai Borbone, non come prova dello sviluppo industriale del meridione, ma come prova (presunta) del non consenso che i Borbone avrebbero avuto presso il popolo, che l’avrebbero fatta costruire come via di fuga in caso di disordini di piazza. Invece la Gran Bretagna, potete immaginare, negli stessi anni godeva di “fortissimo consenso presso i cittadini”. La realtà è che i meridionali amavano i propri sovrani borbonici, al punto di votare monarchico in massa al referendum 2 giugno 1946, ma non rimpiangendo i Savoia…

XIII. LA CARESTIA IRLANDESE. Per capire come gli storici conformisti collaborino a occultare il fatto che il sistema politico liberale-liberista anglosassone produce la guerra sociale, per dare il potere alle elites del denaro, vediamo un caso paradigmatico, riferito sempre a questi anni. Riguardo all’ultima grave crisi alimentare europea, quella irlandese del 1846-1847, che, per intenderci, provocò un milione di morti su una popolazione di nove milioni. Uno dei più diffusi manuali di storia41ritiene che essa “fu provocata soprattutto dal diffondersi di una malattia della patata, che in alcune zone, come l’Irlanda e l’Europa centrale, era diventata, più dei cereali, la principale base dell’alimentazione”. Altrove si ribadisce che “la patata in Irlanda divenne presto l’elemento base della vita contadina”42, ma non si spende una riga per spiegare come mai questi contadini abbiano smesso di mangiare grano e un po’ di carni per preferire le insipide e povere patate (che notoriamente indeboliscono e rincretiniscono), al punto da consumarne fino cinque kili a testa per giorno. Non avrebbe certo dilatato a dismisura l’ampiezza del manuale una riga come questa che non poco avrebbe chiarificato la dipendenza irlandese dalla patata:”pressoché tutta la produzione di grano e bovini dell’Irlanda se ne andava in Inghilterra, sotto scorta militare”, in ossequio alle leggi del mercato43; il cibo, anche se prodotto sulla terra nostra e dei nostri padri, deve andare a chi bene lo paga per acquistarlo. Ma ai delfini si fa ripetere che la causa di un milione di morti in Irlanda fu un parassita della patata.

XIV LA REPUBBLICA ROMANA. Altro esempio, riferito a questi anni, di correttezza storiografica. A proposito delle vicende della Repubblica romana del 1849 si sono messi in evidenza molteplici aspetti, perfino la partecipazione di elementi “alternativi”, come quella di donne, ebrei e circoli, ma come emerge da un volume uscito di recente44, benché tali vicende trasudino (ci si scusi il termine) continuamente di riferimenti all’Inghilterra e agli Stati Uniti, ci si guarda bene dal dedicare un capitolo al ruolo, ai finanziamenti, al sostegno che dettero gli inglesi all’abbattimento del potere temporale della Chiesa e all’istituzione di una repubblica, che, tra i suoi punti qualificanti, stabiliva che il debito pubblico doveva essere “nazionale e inviolabile”, come proponeva l’ebreo romano Leone Carpi45, che si recava a Parigi per riscuotere dai Rotschild aiuti finanziari promessi alla nascente repubblica (ci fu l’opposizione del governo francese). Esempi:durante la fase repubblicana emerge che i francesi avevano bloccato un corriere inglese diretto a Roma, suscitanto forti proteste da parte della diplomazia britannica46. La giornalista statunitense Margaret Fuller Ossoli, sostenitrice della repubblica, era in contatto con un uomo di affari americano (tale Cass) e col console statunitense N. Brown, che parteggiavano per i repubblicani. Grazie alla Fuller la Repubblica romana ottenne regolari relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, che infine concessero passaporti per la fuga ai repubblicani sconfitti. La Belgioioso, altra eroina repubblicana, al momento della fuga, sua e di altri ribelli, si rivolge ai consoli inglese e americano. Navi inglesi e americane (come la “Elisabeth”), conducono i ribelli o a Malta, o in America47. Insomma, si evidenzia abbondantemente nei libri di storia l’opposizione della Francia alla Repubblica romana, si cita l’avversione di Austria, Russia, Prussia, ma non si spende un rigo (salvo pubblicazioni specialistiche48) per evidenziare quanto interesse vi aveva quella potenza che da poco aveva bombardato la Cina (guerra dell’oppio), perché questa non solo non accettava che gli inglesi spacciassero oppio sul proprio territorio, ma si atteggiava, come del resto facevano lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie, a potenze autocratiche, non liberiste, non aperte alla globalizzazione dei mercati e della finanza, quella che, infine proclama una Banca centrale privata, con la quale gli stati contraggono un debito pubblico, che deve essere “nazionale e inviolabile”, in modo che i popoli inizino a lavorare per pagare gli interessi ai banchieri.

XV. LA PIEMONTESIZZAZIONE DEL REGNO DUOSICILIANO. Le vere ragioni per cui la Gran Bretagna non tollera un Regno delle due Sicilie così com’è, ragioni che gli storici conformisti sono chiamati a occultare, sono quelle esposte sopra: si trattava di un regno molto potente e in più c’è da aggiungere che il Regno delle due Sicilie produce la quasi totalità (90-95%) dello zolfo del mondo (solfare siciliane), elemento indispensabile per le armi da sparo, che non aveva voluto concedere lo sfruttamento e il monopolio di tali miniere all’Inghilterra, al punto che ne stava per scoppiare una guerra (1836). Il Banco di Napoli aveva una riserva aurea di circa quattro volte superiore di quella di tutte le restanti banche d’Italia messe insieme. I 443 milioni di lire oro, pari a circa 200 miliardi di euro attuali, furono predati da quella nuova entità statale, che altro non era che estensione del regno sabaudo (in questo regno c’erano 32 conservatori, 761 istituti di beneficienza, 1131 monti frumentari; il teatro S.Carlo nasceva 40 anni prima della Scala; ci sono regge eloquenti come Capodimonte, Caserta, Portici ) . Insomma l’annullamento di questo potente Regno, da compiersi attraverso la sua piemontesizzazione, che ne avrebbe abbattuto la politica agricola con il protezionismo del 1887 e annullato il potenziale industriale con l’affidare a industrie estere le commesse statali o alle poche del nord Italia, interessava a qualcuno più di tutti, ma che i manuali lasciano nell’ombra: “…è evidente che è stata volutamente lasciata nell’ombra la mano che diresse tutte le fasi dell’Unità d’Italia, la nazione che più di ogni altra intendeva beneficiare di questa nuova realtà politica: l’Inghilterra, o per meglio dire la Massoneria inglese e non solo. Se all’esterno e sul piano geopolitico e internazionale un tale Stato proiettato sul Mediterraneo (da poco era stato aperto il canale di Suez) faceva ombra alla maggior potenza coloniale, sul piano interno e sociale cos’è che disturbava? Disturbava terribilmente un modello di stato che non dà spazio agli speculatori; disturbava un modello di stato che non consente l’accumulazione dei beni nelle mani delle élites rapaci; come? I Borbone limitarono e colpirono l’accumulazione latifondista con l’imposta detta “fondiaria”. Moltissimi beni feudali furono assegnati ai Comuni affinché li distribuissero ai contadini nullatenenti in enfiteusi perenne (il contrario della guerra sociale che il liberismo fa al mondo contadino, in quanto questo è detentore delle risorse alimentari). Istituirono un protezionismo doganale a difesa dei manufatti e prodotti agricoli duosiciliani. Istituirono l’”arrendamento” (sul modello degli antichi regolamenti annonari), e cioè solo dopo che fosse stato saturato il mercato interno si potevano vendere altrove le eccedenze; introdussero la “calmierazione al ribasso” dei prodotti della terra, cioè questi beni non potevano essere pagati ad un prezzo inferiore a quello stabilito dallo Stato. Tutti provvedimenti che favorivano la distribuzione della ricchezza limitando gli squilibri sociali; tutti provvedimenti che facevano digrignare i denti agli speculatori, a quelli che sostengono lo slogan “meno stato più mercato”, a quei liberisti che invocano la deregulation, quella che consente l’accumulazione capitalistica ai danni delle fasce più deboli; quelli che insomma, dopo l’unità d’Italia, si impossessarono, tra terre tolte agli istituti religiosi e terre demaniali destinate a usi comuni, di più di due milioni e mezzo di ettari di terra (2.565.253, secondo E. Sereni), prevalentemente in Italia meridionale Lazio e Isole. Questo, unito allo smantellamento della economia del sud, col togliergli le commesse e col protezionismo del 1887, determinerà da lì fino allo scoppio della Grande Guerra 14.000.000 di emigrati dal sud Italia!      Ma il Regno delle Due Sicilie, sotto i Borbone, grazie a quell’illiberale istituto che fu l’arrendamento non conobbero la terribile esperienza irlandese del 1847: il popolo che moriva di fame vedeva il grano e i bovini andarsene sotto scorta armata in Inghilterra, mentre questa col freddo occhio malthusiano guardava a quel milione che morivano di fame senza batter ciglio:al grande banchetto della natura non c’è posto per tutti, diceva Malthus, è perciò “naturale” che i poveri periscano; nessun abominio del cosidetto “mercato”; possiamo osservare senza sensi di colpa la morte per fame di quel milione di persone; è la natura! Perciò tranquilli, anche per ciò che accade in Africa oggi: se si tolgono terre e risorse ai popoli, non è abominio del libero mercato, ma è la natura che vuole che i poveri periscano; non sentiamoci in colpa. Ora capite perché gli storici addestrati (quando non sono i servizi segreti stessi a scrivergli la traccia) allorché scrivono della società e politica inglesi usano, oramai meccanicamente (tale che nella mente della gente divenga cliché) i seguenti aggettivi: dinamico, flessibile, moderno, progredito; quando invece si tratta di scrivere del Regno delle due Sicilie, costruiscono il cliché coi seguenti: oscurantista, retrogrado, rigido, gretto, statico. Stessa scelta di aggettivi si ha quando si scrive di paesi che non abbiano adottato lo stesso modello politico e soprattutto economico anglosassone.

XVI GARIBALDI MEGLIO DI LEONIDA. Gli storici politicamente corretti continuano meccanicamente ad accreditare l’immagine di un Garibaldi eroe solitario che con mille ladroni (così Garibaldi li definì in un discorso del 5 XII 1861 al parlamento di Torino) avrebbe sconfitto un esercito di 50.000 o 80.000 uomini! Gli è pari solo Leonida! Alla domanda insopprimibile di come coi suoi Mille si sia potuto impadronire di un Regno di 9 milioni di persone gli storici conformisti non possono dirvi che i Mille furono accolti dalla popolazione festante, perché le spedizioni dei Fratelli Bandiera nel 1844 e poi quella di Pisacane nel 1957 erano fallite; anche se Mazzini rassicurava quei poveri martiri che sbarcando al sud Italia avrebbero trovato le masse contadine pronte ad accoglierli e ad unirsi a loro contro i Borbone. Invece il popolo li uccise; essi credettero alla propria stessa propaganda (anzi di Mazzini, che però non partecipò agli sbarchi), secondo la quale il popolo meridionale non vedeva l’ora di essere liberato dai Borbone per unirsi all’Italia piemontese. Se poi vedete le percentuali di meridionali che si arruolano coi Cacciatori delle Alpi o coi Mille, trovate percentuali irrisorie. Che cosa vi dice allora lo storico conformista? 1. Che Garibaldi e i suoi si muovono rapidamente sul territorio, contando su l’effetto sorpresa e tecniche di guerriglia, essendo banda di irregolari (!); 2. Che dopo la prima vittoria contro l’esercito regolare i mille possono contare su un fattore psicologico, che sarebbe questo; i borbonici oramai si sentono “abituati a perdere” contro i garibaldini, quindi ogni volta che li vedono si….predispongono ad una sconfitta (!!); 3 L’esercito borbonico era “disorganizzato” a tal punto che….quasi si autosconfisse (!!!), facendovi capire che questi soldati non sapevano stare in riga, non sapevano caricare il moschetto..ecc. Insomma sono disposti ad arrampicarsi sugli specchi pur di non dirvi la verità, e cioè queste cose: 1 Che a proteggere lo sbarco a Marsala (che tra l’altro avveniva sul molo di un esportatore di vini inglese) c’erano 4 navi da guerra inglesi, prima la Argus e l’Intrepid, poi la Amphion e la Hannibal, comandata da Mundy ,che fa perfino una relazione della vicenda49 , quindi manco a dire che manchi la documentazione. Dopo lo sbarco, il viceconsole inglese sull’isola Cossins accompagnò a cavallo per qualche kilometro i garibaldini e fece da tramite per le lettere che l’eroe nizzardo spediva a giornali o personaggi politici 2. A Londra si procede all’arruolamento di una legione garibaldina, i cui volontari, per non dare nell’occhio, venivano registrati come escursionisti-turisti dell’Etna. I bandi per la raccolta di volontari furono pubblicati dal “Daily News”50. Questi altri mille furono un altro dei tanti sbarchi che si successero sotto la protezione delle navi inglesi e piemontesi (circa 17 sbarchi,finché le camicie rosse divennero 25.000). 3. Mazzini a Londra bussa presso le varie logge e presso grossi industriali che fiutano affari d’oro ad una eventuale scomparsa del regno meridionale; questo, sommato a quanto sborsano altre logge americane, canadesi e scozzesi, consente di raggiungere la notevole cifra di 3 milioni di franchi oro, senza contare i 2 milioni di franchi oro dati da Cavour alla Società nazionale51; altro che 92.000 lirette, come ci racconta la storia ufficiale, come sola disponibilità degli eroi! (tutto questo non potrebbe avvenire senza lascia passare inglese, visto che a capo della Gran Loggia Madre inglese c’è la regina) 4 Questi soldi servirono a corrompere i vertici dell’esercito borbonico. Una vignetta su un giornale del tempo (Charivari) raffigura i soldati dell’esercito borbonico con la testa di leone, gli ufficiali con la testa d’asino, i generali senza testa e con le tasche piene di soldi. Le prove? Il generale Fileno Briganti, che aveva lasciato Reggio nelle mani dei garibaldini senza combattere fu ucciso a Mileto dai suoi soldati al grido “fuori il traditore” dopo che era stata intercettata una lettera a lui rivolta da Garibaldi che lo invitava ad un incontro segreto. I comandanti Giuseppe Caldarelli e Giuseppe Ghio furono sottratti dai garibaldini alla minaccia di linciaggio dei propri soldati. Il generale Landi si ritirò a Palermo invece di affrontare i garibaldini; si conosce il prezzo del suo tradimento: 14.000 ducati. Si parla di almeno 16 alti ufficiali che tradirono52 .. Decisivo fu il tradimento di Luigi Conte d’Aquila, fratello di Ferdinando II, che riuscì a portare nella setta massonica molti comandanti delle navi da guerra…(tant’è che l’ammiraglio piemontese Persano scriveva a Cavour il 6 agosto 1860:”Gli stati maggiori di questa marina si possono dire tutti nostri, pochissime essendo le eccezioni”53). Quando anni dopo Garibaldi si recò 25 giorni in Inghilterra (per ringraziare?), al Christal Palace fece riferimento agli aiuti ricevuti da Palmerston, Gladstone e Russel , e disse:”Parlo di ciò che so, perché la regina e il governo inglese si sono stupendamente comportati verso la nostra natia Italia. Senza di essi noi subiremmo ancora il giogo dei Borbone a Napoli; se non fosse stato per l’ammiraglio Mundy non avrei giammai potuto passare lo stretto di Messina…il popolo inglese ci ha assistito nella nostra guerra al sud Italia”54 questo dichiarò Garibaldi nell’aprile 1864. Non oseranno gli storici politicamente corretti indagare su quel corrispondente del Times, l’ungherese Eber, che forniva a Garibaldi informazioni sul Regno duosiciliano; nulla ci dicano, per favore, di quell’agente del governo inglese, che accompagnava Garibaldi come un ombra, cioè:Laurence Oliphant; sciuperemmo il mito dell’eroe solitario…

XVII ALTRI ESEMPI DI STORIOGRAFICAMENTE CORRETTO. Esempio 1. Per essere storiograficamente corretti, nei libri di storia bisogna scrivere che negli ultimi anni del XIX secolo in Europa si era prodotta una pericolosa asimmetria tra irreversibile internazionalizzazione e interdipendenza dei mercati da un lato e imperi chiusi e nazionalismo, d’altro lato (HOBSON, Imperialism. A study, 1902; oppure l’economista G. Arrighi); come dire: tra i due fattori deve sparire il secondo (appunto come teorizza un club mondialista come quello di Roma di Peccei, che lo definisce “il disordine sotto il cielo”), facendo intendere che quando ci sarà più mercato, anzi, solo mercato, saranno finite le guerre!

Quanto alle “cause” della I guerra mondiale, la vulgata politicamente corretta così recita: è stata l’irrequietezza militarista e nazionalista della Germania a scuotere la stabilità europea, quella che era un prolungamento della “pace” dell’Ottocento, secolo che aveva come fattore di stabilità e pace proprio quella Gran Bretagna che aveva colonizzato metà dell’orbe terracqueo. Come dire: dove il mondo è dominato nello stile anglosassone del grande mercato, lì si è vicini a una pace perpetua….

In queste nuove vulgate, emerse negli ultimi dieci anni, nemmeno si accenna al ministro degli esteri francese T. Delcassé, che vicino ai circoli dell’alta finanza operante in Francia stava al gioco inglese di accerchiamento della Germania Guglielmina (nominare troppo Delcassé potrebbe far nascere la domanda “ma quali erano questi circoli finanziari? Chi li dirigeva e quale politica si proponeva da lì per la Francia?”). Questo accerchiamento diplomatico e coloniale, imbastito dall’Inghilterra, (cui i manuali recenti evitano di accennare) si concretizzava: nell’invitare e appoggiare la Francia a impossessarsi del Marocco nel 1904, e poi legando a sé e alla Francia la Russia concedendogli grossi vantaggi in Persia (1907). Non solo questo, ma quel che è più pietoso sentire è che gli Stati Uniti entrarono in guerra nel ’17 per “motivi umanitari”55 , omettendo di dire che: la Russia era già da tempo costretta a stare nell’Intesa per il fatto che il suo sviluppo industriale e militare era stato finanziato dalla Francia; quest’ultima, a sua volta, insieme all’Inghilterra, era finanziata nella guerra contro gli Imperi Centrali dagli Stati Uniti, i quali entrarono in guerra a fianco dei propri debitori non appena videro che la Russia stava per cedere . Se la Russia, persa la guerra, non fosse stata in grado di restituire il denaro alla Francia, neppure la Francia sarebbe stata in grado di onorare i crediti con i banchieri americani, che furono i veri promotori dell’intervento americano in Europa. Ma per tenere nascosto questo, per lasciare nell’ombra della storia il ruolo dell’alta finanza americana, bisogna trovare un diversivo, cioè far credere che l’America sia intervenuta….a seguito della illimitata guerra sottomarina dichiarata dai tedeschi il I° febbraio 1917 (ad esempio M.L Salvadori). Senonchè l’entrata in guerra degli Stati Uniti è del 6 aprile 1917. Parrebbe che ci abbiano pensato un po’. In realtà furono tempestivi, perché la disfatta dell’esercito russo appariva chiara dal marzo 1917, quando, abbattuto lo zarismo, si proclamò la repubblica e il velleitario intento di proseguire la guerra. Nell’architettare la menzogna storica gli storiografi collaborazionisti (che spesso sono solo degli insicuri, e come tali preferiscono aderire ai luoghi comuni correnti, pur di non rischiare in prima persona) adducono: chi il Lusitania (affondato nel maggio 1915!), chi l’ ampliamento della guerra sottomarina da parte dei Tedeschi, chi genericissimi interessi commerciali lesi degli americani, chi (ambizioso di più rapide carriere) perfino motivi umanitari, quali causa prossima dell’entrata in guerra degli Stati Uniti nella Grande Guerra.

Esempio 2. Va evitato dire che i governanti la Repubblica di Weimer abolirono il debito pubblico verso i propri cittadini, mentre fu solerte a pagare il debito pubblico verso banche americane (a qualcuno potrebbe venir la tentazione di chiedersi quali furono queste banche); alla popolazione della Germania toccò invece tanta inflazione al punto che per acquistare un kilo di burro ci voleva una carriola di banconote.

Esempio 3. Nello scrivere delle vicende relative alla Seconda Guerra Mondiale, si raccomanda allo storico che voglia essere “corretto” di avvalersi ampiamente delle “Memorie” di Churchill (che fu anche premio Nobel). Lo storico italiano Arrigo Petacco56 ha recentemente rivelato che tali memorie furono allora scritte (Churchill non aveva tempo, e quello che gli restava lo dedicava a wisky e anfetamine) da un agente dei servizi segreti britannici, tale W.F.Deakin; il futuro premio Nobel si limitò a firmarle. Nei sei volumi così prodotti non si accenna minimamente ad un carteggio privato tra Churchill e Mussolini, nonostante, ricorda Petacco, innumerevoli siano indizi e testimonianze a favore (basti pensare che fu incarico del generale Alexander far raccogliere a Dongo tutti i documenti mussoliniani). Deakin è oggi diventato uno “storico famoso” e ha fatto scuola e tendenza, al punto che, oggi, tutti gli storici inglesi negano con scandalizzata certezza l’esistenza di questo carteggio, dal quale sarebbe potuta emergere una versione diversa circa le cause della Seconda Guerra Mondiale, una versione diversa circa fatti importanti (olocausto, bomba atomica ecc.); insomma una versione che non è quella che i vincitori hanno voluto imporre.

XVIII. BRETTON WOODS. E’ raro trovare un libro di storia che parlando degli accordi di Bretton Woods del 1944 vi dica realmente che cosa si è deciso. Si limiterà a raccontare che il dollaro è divenuta moneta di riferimento nelle transazioni internazionali; anzi un Guarracino vi dirà che gli Usa “hanno accettato” di farsi carico della stabilità monetaria internazionale, insinuando anche qui qualche intento umanitario; si dirà che veniva stabilito un cambio fisso tra dollaro e oro; che si istituivano un Fondo monetario internazionale e una Banca mondiali, allo scopo di “aiutare” i paesi che si trovassero in difficoltà finanziarie e di “ricostruire”. Noterete le scelte dei verbi. Non vi verrà detto che le condizioni per ricevere questi “aiuti” da parte di un paese (che se vuole vendere o acquistare qualcosa è costretto a procurarsi i dollari) sono cinque, e cioè: 1) deregulation economica; 2) privatizzazioni; 3) tagli allo stato sociale e al pubblico impiego; 4) agevolare con detassazioni e privilegi multinazionali e banche estere; 5) destrutturate le economie di sussistenza e convertire l’economia agricola alle monocolture da esportazione.

Che significa deregulation? Significa che lo Stato in economia non dovrebbe avere alcuna regia. Ad esempio, imporre come regola che la partecipazione di privati al capitale azionario di poste e ferrovie, non debba superare il 50% o comunque mai raggiungere una maggioranza rispetto a quanto possiede lo stato significa consentire all’autorità pubblica di dirigere le politiche di questi due importanti enti della vita pubblica in modo che non sia mai contrario all’interesse della popolazione, essendo poste e trasporti servizi primari. La deregulation vuole che lo stato si estranei dall’economia e cioè vuole che abdichi al ruolo di tutore dell’interesse pubblico. Di quest’ultimo se ne premureranno i privati che mirano solo al proprio profitto. Che significa privatizzazioni? Quello che prima era pubblico come le autostrade dovrebbe essere venduto a privati, che, assicurano gli economisti da nobel, lo faranno funzionare con più efficienza, meno sprechi e meno debiti. Ma indovinate perché lo Stato giungeva ad indebitarsi nel gestire poste ferrovie e autostrade? Perché mirava a mantenere accessibili questi servizi primari a tutta la popolazione, anche quella meno abbiente e così teneva bassi i prezzi e quindi i profitti di tali enti. Vedete ora che sono privatizzati cos’è accaduto. Provate a restare in panne sull’autostrada e chiamate il carroattrezzi della società ora privatizzata e vedete cosa vi costa.

Agevolare e favorire le multinazionali sul proprio territorio serve appunto a realizzare i due punti sopra.

I tagli al pubblico impiego a allo stato sociale servono a mettere in condizione gli stati che hanno ricevuto prestiti in dollari da FMI o BM di restituirli. Ma allora quei soldi ricevuti in prestito a che servono ordinariamente? O ad acquistare armi da quelle multinazionali di cui si diceva ora, oppure ad ammodernare il paese con infrastrutture (aeroporti strade, linee elettriche, dighe indispensabili perché gli investitori esteri compiano i propri investimenti (sfruttamento minerario, turistico,ecc)

La destrutturazione delle economie di sussistenza a favore di monocolture da esportazione (cotone, soia, arachidi, caffè, tabacco, ecc) consente ad uno stato di avere dollari da poter restituire a FMI e BM, oppure a procurarsi dollari per importare i beni alimentari primari per la propria popolazione, che è divenuta dipendente dalle importazioni e quindi, a sua volta, dipendente dai dollari per poter sopravvivere. I loro piccoli appezzamenti di terreno o le terre comuni su cui sopravvivevano sono state o acquistate, o espropriate, o inglobate nel grande latifondo, del quale gli economisti che non vogliono rovinarsi le carriere decantano la maggior produttività, rispetto alle piccole proprietà precedenti. Cosa falsa anche questa, perché è risaputo che la piccola proprietà a colture diversificate che faccia usi di fertilizzanti organici da animali da cortile è molto più produttiva e meno inquinante della monocoltura chimica, transgenica e meccanizzata.

XIX. IL LIBERALISMO HA INVENTATO LA FAME. Il liberalismo e la sua essenza liberista ha inventato la fame, e il sottoproletario rurale, quello che per sopravvivere è costretto a stare su terre che ora sono “altrui”; è il cosiddetto squatter. Il fatto è che dalla politica delle enclosures, con cui si avviano l’economia e la politica che segneranno tutto l’occidente, a Bretton Woods, fino a oggi, l’umanità tutta è destinata a divenir squatter, perché i grandi istituti finanziari internazionali, nati da Bretton Woods o modellati su di essa, prendono in “gestione o tutela” le terre dei popoli indebitati e insolventi, quando non sono le grandi multinazionali ad averlo fatto, a seguito di quelle deregulation economiche e privatizzazioni che consente loro di predare terre, foreste, risorse a prezzo di svendita con la compiacenza di politici collaborazionisti, che vengono fatti passare per “coraggiosi attuatori delle privatizzazioni”, dai pennivendoli dei vari “corrieri della sera”. Questi storici ed economisti, nemmeno ora che è in corso la monopolizzazione delle sementi, dopo le terre, osano scorgere l’essenza del liberalismo, tanto i loro corsi di studio inibiscono intelligenza e capacità di sintesi, e tanto l’essenza dei corsi universitari odierni è quella di produrre un’attitudine generalizzata al conformismo.

Ebbene tutto questo non va detto, perché non va detto che il liberismo produce la fame dei popoli, ossia la loro dipendenza dai dollari (e non più dalla terra) per sopravvivere. Il liberalismo è nella sua facciata esteriore: libertà di stampa, opinione, tolleranza religiosa e rappresentanza politica, ma nel suo contenuto interiore che si sta rivelando come attuale globalizzazione, esso vuol sradicare i popoli dalla terra e dalle tradizioni, per concentrarli nelle megalopoli.

A Bretton Woods si sancisce il destino dei popoli del pianeta: debiti in dollari. Ma per indebitare tutti ci vogliono montagne di dollari che è impossibile stampare finchè c’è cambio fisso con l’oro. Senonchè nel 1971 Nixon introduce il corso forzoso mondiale del dollaro svincolandolo dall’oro. Siamo alla moneta vuota e inflazionata.

Insomma, tutte quelle formazioni politiche che ostacolano l’accumulazione di ricchezze nelle mani delle élites del denaro sono dichiarate politicamente scorrette, stati canaglia e dittature. L’esito sociale delle politiche liberali è quanto avvenuto nei paesi (vedi America Latina) sottoposti alle ricette neoliberiste: enormi latifondi in mano ad una percentuale piccolissima di popolazione (e questo accadeva nell’Inghilterra del Settecento, come in Africa oggi); sfruttamento delle ricchezze (del sottosuolo o genetiche) in mano a multinazionali estere (occidentali, anglo-americane); privatizzazione dei servizi primari. Ora la gran massa della popolazione, in queste nazioni sottoposte ai “risanamenti” neoliberisti, finisce per riempire le città dove vive ai limiti della povertà o in miseria. Contro questa massa sono messi in atto due provvedimenti, volti ad impedire che queste masse si rivoltino chiedendo la distribuzione o nazionalizzazione delle risorse del paese: 1) fornire cibo spazzatura a prezzi bassissimi, in modo che per pochi centesimi chiunque si possa riempire la pancia e appagarsi fino alla sera; 2) Attuare malthusianamente contro queste masse guerre a bassa intensità, ossia provvedimenti apparentemente volti alla loro salute pubblica, igiene, educazione ecc. ma in realtà volti a indebolirne la salute, a renderli sterili, ad aumentarne la mortalità. Perciò: fluoro nelle acque, aspartame nei cibi, polluzione chimica di cui non viene denunciata la pericolosità, cibo pastorizzato; medicina altamente iatrogena con protocolli defertilizzanti, diffusione anche nelle scuole delle pratiche anticoncettive, stili di vita malsani, modelli di convivenze alternativi alla famiglia; dissoluzione della famiglia naturale

Questo modello liberale storicamente lo si è imposto in vari modi: istigando la rivoluzione, come in Francia; sostenendo la decolonizzazione (in America Latina nei primi anni del secolo XIX); istigando i nazionalismi (in Grecia, in Italia, in Turchia..); attraverso la fitta rete delle società segrete (massoneria in primis, carboneria, eteria, sublimi maestri perfetti, ecc), grazie alle quali l’Inghilterra ha infiltrato quegli stati nei quali voleva estendere quel modello politico…

XX. IL FILO ROSSO DELLA STORIA D’ITALIA. Questo filo rosso si chiama dipendenza energetica, quella che poi implica la dipendenza politica, culturale, militare, ecc. Perché è utile per il padrone mantenere il proprio sottomesso in dipendenza energetica? Perché se osservate le due ultime guerre mondiali noterete che le potenze centroeuropee le hanno perdute a causa della non autosufficienza energetica e delle materie prime, quelle che non mancarono alla più grande potenza coloniale del pianeta, che non perse guerre, neppure quella contro Napoleone, che tentò un embargo,malriuscito.

La dipendenza energetica è dipendenza e deve essere dipendenza dal petrolio; e quasi tutto il petrolio del mondo è sotto controllo angloamericano: le famose sette sorelle.

A questo punto, se osservate una carta europea, capite che per mantenere l’Italia in questa dipendenza energetica dal petrolio bisogna impedirle di guardare in due direzioni: l’est e il sud.

Le si impedisce di guardare ad est non semplicisticamente perché c’era il comunismo, infatti ancor oggi che non c’è più tale spauracchio vige il divieto (vedi come si è boicottato nel 2006 un tentativo di accordo ENI-GAZPROM), bensì perché un blocco energetico-politico euro asiatico verrebbe a costituire una superpotenza di tali dimensioni che risulterebbe invincibile, ed è ciò che gli anglo-americani da sempre tentano , con ogni mezzo di impedire. Per questo, innanzitutto Italia e Germania non devono legarsi ad est. Ecco come si spiega la campagna diffamatoria e giudiziaria contro Schoeder che ha firmato, nelle ultime fasi del suo mandato, un accordo con la GAZPROM per un gasdotto sottomarino che unisce (pericolosamente) Germania e Russia, dove la prima fornisce altissima tecnologia e la seconda quasi inesauribili riserve energetiche e a basso costo!

L’Italia non deve guardare neppure a sud, all’incirca per lo stesso motivo. Se infatti si legasse energeticamente ai paesi arabi, essa diverrebbe, col suo sviluppo tecnologico la prima potenza industriale del mediterraneo e dell’Europa, visto che data la vicinanza, potrebbe avere accesso privilegiato alle risorse energetiche del nord africa e del medio oriente. Si riproporrebbe quel potente stato al centro del mediterraneo, come lo era il Regno delle due Sicilie borbonico, che la Gran Bretagna si impegnò ad eliminare utilizzando le ambizioni territoriali del Piemonte sabaudo, per avere lei il controllo di questo mare. Se guardate una cartina, vedete che non v’è nulla di più ovvio per l’Italia che sviluppare politiche energetiche ed economiche sul Mediterraneo, al centro del quale essa sta al centro come penisola, e al centro del quale essa starebbe come potenza economica e politica. E invece no. Tutti quei politici e manager che hanno tentato di fare questo, anche solo con una blanda politica mediterranea si sono rovinati: Mattei, Moro, Andreotti, Craxi… i quali non potevano non essere anche filopalestinesi, perché mediterraneo vuol dire molto mondo arabo….Ebbene il vero motivo per cui non si è ancora restaurata o raddoppiata la Salerno-Reggio Calabria è proprio questo divieto angloamericano di guardare a sud e al Mediterraneo. Il potere della mafia (quella col cui appoggio gli alleati sbarcarono in Sicilia nel ’43 e alla quale fu dato potere permanente sull’isola imponendo che essa avesse statuto autonomo, dopo avervi sbarcato 2000 membri di Cosa Nostra, tra cui Luky Luciano) è stato utilizzato a questo scopo, boicottando qualsiasi tentativo di sviluppo delle infrastrutture, affinché lo sviluppo industriale restasse a nord e guardasse all’Europa continentale e atlantica. Notate come la Commissione Europea (espressione degli interessi anglo-americani) prema per fare i trafori delle alte velocità al Nord e veda di cattivo occhio il ponte sullo stretto di Messina o una Salerno Reggio Calabria.

UNIONE EUROPEA. Se si è ben compresa questa premessa geopolitica che fa da filo conduttore tanto alla storia d’Italia, quanto a quella europea, allora ben si capisce che la cosiddetta “Europa unita” va in realtà intesa come “divisione dell’Eurasia” oppure come “Europa separata dall’Asia”. Sono gli Stati Uniti e l’Inghilterra ad aver promosso questa divisione sin dal dopoguerra proprio per impedire la formazione del blocco eurasiatico. Leggo dal Corsera:”L’idea di Europa unita sarebbe stata incoraggiata fin dalle origini dalla Cia, che ne avrebbe altresì foraggiato i sostenitori, dal cancelliere tedesco Konrad Adenauer, al primo ministro inglese Winston Churchill. Lo afferma il settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ in un articolo che sarà pubblicato la prossima settimana, basato su una serie di inediti documenti britannici e statunitensi. Stando a questo materiale, i servizi segreti Usa avrebbero accordato compensi a vari politici europei di primissimo piano per le loro prese di posizione a favore dell’europeismo. Tra questi appunto Adenauer, primo cancelliere tedesco del dopoguerra, cui sarebbe andato un vero e proprio ‘onorario’ per aver partecipato nel ’53 a New York a un convegno destinato a promuovere l’unità europea. Ancora prima, nel 1948 (…) Churchill avrebbe percepito un ‘incentivo’ per appoggiare il movimento europeista appena fondato”57

L’attuale Commissione europea è un organismo apparentemente sovrano, essendo “affiancata” da circa 3000 comitati “consultivi”, i cui membri e le cui riunioni sono perlopiù segrete.

XXI. MATTEI. Presidente dell’Eni dal 1953, Mattei ne ha fatto l’unica vera multinazionale italiana del petrolio (la sesta o settima nella graduatoria mondiale). Egli si impegna ad assicurare l’autonomia energetica all’Italia facendo accordi diretti coi paesi produttori e rompendo il monopolio energetico delle “sette sorelle”. L’espressione è dello stesso Mattei, e designano: due britanniche 1 Royal Dutch Shell, 2 Anglo-Persian Oil Company (poi detta British Petroleum); e le altre cinque americane: 3 Standard Oil of New Jersey (poi detta Exxon), 4 Standard Oil of New York (poi detta Mobil), 5 Standard Oil of California (poi detta Chevron), 6 Texaco, 7 Gulf Oil.

Un passo indietro: Mussolini nel 1929 non volle concedere agli americani lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi siciliani, infatti, già dal 1926, era stata creata l’Agip (Agenzia Generale Italiana Petroli), alla quale fu affidato il compito di perforare il territorio italiano. Il geologo texano J. Elmer Thomas tornò a mani vuote. Nel 1945, facendo pressioni sul senatore A.Petretti e sull’allora ministro del tesoro Soleri, gli angloamericani tornarono a chiedere l’eliminazione dell’Agip, con la scusa che il suo mantenimento avrebbe assorbito troppo denaro pubblico, oppure facendo dire, al proprio segretario di stato J.C.Grew, che era da fascisti tenere in piedi aziende energetiche di stato; sarebbe stato meglio affidare a privati il proprio approvvigionamento energetico (si tenga conto che nel 1949 le Sette Sorelle detengono 82% della produzione del greggio). L’ultimo tentativo gli americani lo fecero offrendo una cifra enorme per acquistare l’Agip, e Mattei che allora era Commissario straordinario dell’Agip si oppose, decidendo anzi di rilanciare l’azienda, che nel 1949 scoprì i giacimenti di gas e petrolio di Cortemaggiore (da cui la benzina italiana “Supercortemaggiore”). Sul New York Time il 16 luglio 1949 usciva un articolo dove si diceva che la politica energetica italiana, volta a sfruttare monopolisticamente le risorse del sottosuolo italiano, potevano mettere in crisi i rapporti Italia-Usa. In Italia, Don Sturzo attaccava Mattei e si felicitò, inviando un telegramma, con l’americana Gulf quando questa riuscirà ad ottenere in provincia di Ragusa, nel 1953, 100.000 ettari per lo sfruttamento petrolifero (che entro breve diverranno750.000), contro i 4.600 assegnati all’Agip (che non andò oltre i 5000). Mattei, con l’Eni che nasceva nel 1953, sosteneva (e praticava) che lo stato in un settore strategico come l’energia dovesse essere sovrano e non dipendente dai ricatti dei privati. Mattei nel 1957, contrario Don Sturzo, fece iniziare la costruzione della centrale nucleare di Latina (nel 1959 in tutto il mondo ve n’erano solo due), che iniziò a funzionare nel 1963, fino al 1986 (anno del referendum); nel frattempo allacciava rapporti a fini energetici coi paesi comunisti e coi paesi arabi, ai quali l’Eni faceva condizioni molto più favorevoli degli americani nello sfruttamento dei pozzi (il 50-50,sia dei profitti, che delle spese di estrazione). La sua morte nel 1962 fu fatta passare per disgrazia, ma nel 1994 le indagini sono state riaperte, dopo che un pentito di mafia aveva rivelato che “l’eliminazione del presidente dell’Eni derivò da un accordo tra un gruppo di non meglio identificati ‘americani’ e Cosa Nostra: a mettere la piccola bomba nel dispositivo del carrello dell’aereo dell’Eni sarebbero stati alcuni uomini della famiglia mafiosa del boss Giuseppe Di Cristina”58. Questa dichiarazione fa eco a quella di Tommaso Buscetta e di altri boss mafiosi, che affermavano esser l’uccisione di Mattei un favore fatto da Cosa Nostra alle Sette Sorelle. Tutto questo l’atlantista Montanelli (che non poteva tollerare che l’Italia facesse accordi energetici con Russia e Paesi arabi) lo bollava come “dietrologia” e ancor oggi l’atlantista “Corriere della sera”, in occasione del centenario della nascita di Mattei, scrive che “la pista di don masino (Buscetta) non c’entra”59. La procura di Pavia, dopo aver accertato che Mattei fu ucciso ha archiviato nel 1995 l’inchiesta per l’impossibilità, dopo tanti anni di raccoglier prove sui mandanti. Il contadino di Bascapé che raccontò ai giornali di aver visto l’esplosione in volo (dunque non disgrazia) fu pesantemente minacciato (ritrattò tutto, dopo essersi beccato anche un rinvio a giudizio con l’accusa di favoreggiamento); anche i familiari che cercavano la verità furono minacciati. Il giornalista Mauro De Mauro che svolgeva indagini sul “caso Mattei”, su incarico del regista Francesco Rosi, fu ucciso (oggetto di lupara bianca il 16 settembre 1970). La stessa morte di Pasolini potrebbe iscriversi in questo contesto, non casualmente avvenuta proprio quando stava per scrivere il romanzo Petrolio: “Con Petrolio –scrive D’Elia in Il petrolio delle stragi, Effigie editore- Pasolini aveva capito troppe cose, non solo del delitto Mattei, ma anche delle stragi. Il romanzo incompiuto conteneva un capitolo intitolato Lampi sull’Eni, per la cui stesura lo scrittore si era servito di documenti riservati dell’Eni in cui venivano avanzati sospetti sulla morte di Mattei.”60 . Grazie a questa coraggiosa politica di Mattei, contro la quale strillavano e ancor oggi strillano i corifei delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni, l’Italia, per la prima volta nella propria storia può avere accesso diretto alle fonti petrolifere, con contratti con paesi che le hanno consentito di approvvigionarsi di energia a basso costo (il petrolio russo costava il 20% in meno di quello americano), cosa che ha consentito il cosidetto “miracolo economico italiano”, facendo di questo paese la sesta potenza industriale del mondo, e consentendo alle famiglie di vivere con una bolletta energetica modesta. Molto di questo merito va a Mattei, il quale diceva:”Ho lottato contro l’idea fissa che esisteva nel mio Paese: che l’Italia fosse condannata ad essere un povera per mancanza di materie prime e di fonti energetiche….Io lotto contro il cartello [petrolifero anglo-americano] non solo perché è oligopolistico, ma perché è maltusiano e maltusiano ai danni dei paesi produttori, come ai danni dei paesi consumatori”61.

A questo punto, sempre tenendo fermo il filo conduttore:”mantenere l’Italia in dipendenza energetica e impedire il blocco eurasiatico”, ecco che si chiarisce ciò che questo noto giornalista non sa spiegarsi, ossia come mai nel 2000 venga abolita la direzione esteri dell’Eni e cioè quella rete di uffici di rappresentanza in paesi di quasi tutto il mondo, realizzata ai tempi di Mattei:”Fu questa la felice stagione della politica mediterranea dell’Italia, tanto criticata a Washington, a Parigi e a Londra….Con una nota del 3 agosto 1999 Vittorio Mincato (amministratore delegato) ha abolito la famosa direzione esteri…E Luciano Sgubini (direttore Agip, da sempre critico verso la struttura diplomatica dell’Eni) ha addirittura deciso, d’accordo con l’attuale presidente Mincato di dare il colpo finale alla ‘Farnesina’ dell’Eni e di chiudere definitivamente alcune sedi in Asia, Africa ed Europa (i nomi sono ancora segreti) e di richiamare in Patria uomini di grande esperienza”62. Provate a indovinare chi ha dato a questi signori l’elenco delle sedi da chiudere subito.

XXII. SERVIZI E STRATEGIA DELLA TENSIONE: Un giornalista e studioso del fenomeno “terrorismo”, che è stato anche consulente della “Commissione stragi” in Parlamento, Gianni Cipriani, ha raccolto in un libro dal titolo “Lo stato invisibile. Storia dello spionaggio in Italia dal dopoguerra ad oggi (Sperling e Kupfer)” un fittissima documentazione, dalla quale risulta che:“Il terrorismo degli anni di piombo, la cosiddetta “strategia della tensione’, le stragi fatte passare per anarchiche, sono tutti atti, direttamente o indirettamente, controllati dai servizi di spionaggio italiani americani e spesso israeliani, nell’ottica di un conflitto geopolitica allargato tra il blocco dell’Est e quello dell’Ovest (…) In quegli anni, a partire dal 1960, sul libro paga dei servizi segreti c’erano giornalisti, operai e capi reparto, forse magistrati, studenti universitari: tutti controllavano tutti (…) Un caso famoso è quello di Gianfranco Bertoli, sedicente anarchico individualista, condannato per la strage della Questura di Milano del 30 luglio 1974 (…) Quella strage era stata organizzata per uccidere il ministro democristiano Mariano Rumor (…) mossa strategica che era stata studiata dai servizi segreti al momento in cui era stata concepita l’intera operazione, per poi depistare le indagini verso gli ambienti anarchici, come era accaduto anche per la bomba di Piazza Fontana a Milano, del 12 dicembre del 1969 (…) Tutta la storia italiana della seconda metà del Novecento, secondo Cipriani, sarebbe intrecciata con i piani segreti dei servizi americani e israeliani, uniti nella lotta contro la minaccia comunista, attraverso l’utilizzo, non sempre consapevole, delle strutture parastatali nostrane”63.

Falco Accame, che è stato vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, in un intervento dal titolo “C’è un ramo dei servizi che nessuno conosce”, scrive quanto segue:”Per 50 anni è stata tenuta nascosta l’esistenza in Italia di un servizio segreto. Un servizio che, infatti, non compare tra quelli fissati dalla legge istitutiva dei servizi stessi: la legge 801/77, e cioè il Sismi e il Sisde (…) [tale servizio si chiama] Ufficio Centrale di Sicurezza (Ucsi) e opera in effetti come un servizio informazioni che può contare, per la raccolta di queste informazioni, su circa 30.000 carabinieri dell’apparato territoriale dell’Arma. Le informazioni raccolte, la cui natura non è stabilita da alcuna legge, riguardano cittadini italiani, non solo militari. Le informazioni, in spregio a quanto stabilito dalla cosiddetta legge 675 sulla privacy, come si è potuto sapere da un documento del Ministero della Difesa (in data 21 aprile 1998 pubblicato da un quotidiano ligure) riguardano tra l’altro opinioni politiche, stato di salute e vita sessuale, origini razziali od etniche, convinzioni religiose, adesioni a sindacati. E’ sorprendente che l’autorità per la privacy non sia intervenuta in merito, non ostante che la questione sia stata posta attraverso interrogazioni parlamentari e denunce scritte (…) il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti aveva definito [l’Ucsi} nella sua relazione al Parlamento, del 6 aprile 1995, come operante fuori dalla legge e contro la legge”64

XXIII. DOCUMENTI 1: Intervista di Silvia Cattori (giornalista) allo storico svizzero Daniele Ganser65, il quale, dopo aver dimostrato che durante la guerra fredda le false flag sono state un efficace strumento della strategia della tensione, attuata a fini politici e geopolitici, ipotizza che ancor oggi le false flag siano utilizzate nella dinamica geopolitica eurasiatica, e che l’11 settembre ne sia la più notevole

Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro”sugli eserciti segreti della NATO”. Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori. Questa strategia dura ancora oggi per suscitare il timore dell’islam e giustificare le guerre per il petrolio. Silvia Cattori: Il suo lavoro dedicato agli eserciti segreti della NATO (1), spiega come la strategia della tensione (2) e le operazioni “False Flag” (3 – operazioni “false bandiere”, è l’espressione usata per descrivere atti terroristici, portati avanti segretamente da governi o organizzazioni, per essere poi imputate ad altri) implicano dei grandi pericoli. Spiega come la NATO , durante la guerra fredda – in coordinamento con i servizi di informazioni dei paesi dell’Europa occidentale ed il Pentagono – si è servita di eserciti segreti, ha reclutato spie negli ambienti di estrema destra, ed ha organizzato atti terroristici attribuiti poi alla sinistra estrema. Apprendendo ciò, ci si può interrogare su quello che può passare a nostra insaputa. Daniele Ganser: È molto importante comprendere ciò che la strategia della tensione rappresenta realmente e come ha funzionato durante questo periodo. Ciò può aiutarci ad illuminare il presente ed a vedere meglio in quale misura è sempre in azione. Poca gente sa ciò che l’espressione “strategia della tensione” vuole dire. È molto importante parlarne, spiegarlo. È una tattica che consiste nel commettere degli attentati criminali ed attribuirli a qualcun altro. Con il termine tensione ci si riferisce alla tensione emozionale, a ciò che crea una sensazione di timore, di paura. Con il termine strategia, ci si riferisce a chi alimenta le paure della gente riguardo ad un gruppo determinato. Queste strutture segrete della NATO erano state equipaggiate, finanziate e addestrate dalla CIA, in coordinamento con l’MI6 (i servizi segreti britannici), a combattere le forze armate dell’Unione sovietica in caso di guerra, ma anche, secondo le informazioni di cui disponiamo oggi, per commettere attentati terroristici in diversi paesi(4).Così, fin dagli anni 70, i servizi segreti italiani hanno utilizzato queste armate segrete per fomentare attentati terroristici con lo scopo di causare la paura in seno alla popolazione e, in seguito, accusare i comunisti di essere gli autori. Era il periodo dove la parte comunista aveva un potere legislativo importante al Parlamento. La strategia della tensione doveva servire a screditarlo, indebolirlo, per impedirgli di accedere all’esecutivo. Silvia Cattori: Apprendere quello che sta dicendo è una cosa. Ma resta difficile credere che i nostri governi abbiano potuto lasciare la NATO , i servizi d’intelligence d’Europa occidentale e la CIA ad agire in modo da minacciare la sicurezza dei loro cittadini!
Daniele Ganser
: La NATO era il cuore di questa rete clandestina legata al terrore; il Clandestine Planning Committee (CCP) e l’Allied Clandestine Committee (ACC) erano sottostrutture clandestine dell’Alleanza atlantica, che sono chiaramente identificate oggi. Ma, ora che ciò è stabilito, è sempre difficile sapere che cosa facevano. Non ci sono documenti per provare chi comandava, organizzava la strategia della tensione, e come la NATO , i servizi di informazioni dell’Europa occidentale, la CIA , il MI6, e i terroristi reclutati negli ambienti di estrema destra, si distribuivano i ruoli. La sola certezza che abbiamo è che c’erano, all’interno di queste strutture clandestine, elementi che hanno utilizzato la strategia della tensione. I terroristi di estrema destra hanno spiegato nelle loro deposizioni che erano i servizi segreti e la NATO che li avevano sostenuti in questa guerra clandestina. Ma quando si chiedono spiegazioni ai membri del CIA o della NATO – ciò che ho fatto durante molti anni – si limitano a dire che potrebbero esserci stati alcuni elementi criminali che sono sfuggiti al controllo.

Silvia Cattori: Questi eserciti segreti operavano in tutti i paesi dell’Europa occidentale?
Daniel Ganser: Con le mie ricerche, ho dimostrato che questi eserciti segreti esistevano, non soltanto in Italia, ma in tutta l’Europa dell’Ovest: in Francia, Belgio, Olanda, Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Turchia, Spagna, Portogallo, Austria, Svizzera, Grecia, Lussemburgo, Germania. Inizialmente si pensava che ci fosse una struttura di guerriglia unica e che, quindi, questi eserciti segreti avevano tutti partecipato alla strategia della tensione, dunque ad attentati terroristici. Ma, è importante sapere che questi eserciti segreti non hanno tutti partecipato agli attentati. E comprendere ciò che li differenziava poiché avevano attività distinte. Quello che appare chiaramente oggi è che queste strutture clandestine della NATO, generalmente chiamate Stay Behind (5), erano concepite, in origine, per agire come una guerriglia in caso d’occupazione dell’Europa dell’Ovest da parte dell’Unione sovietica. Gli Stati Uniti dicevano che queste reti di guerriglia erano necessarie per superare l’impreparazione nella quale i paesi invasi dalla Germania si erano allora trovati. Numerosi paesi che hanno conosciuto l’occupazione tedesca, come la Norvegia , voleva trarre le lezioni dalla loro incapacità di resistere all’occupante e si è detto, che in caso di nuova occupazione, dovevano essere meglio preparati, disporre di un’altra opzione e potere contare su un esercito segreto nel caso in cui l’esercito classico venisse distrutto. C’erano, all’interno di questi eserciti segreti, persone oneste, patrioti sinceri, che volevano soltanto difendere il loro paese in caso d’occupazione.Silvia Cattori: Se comprendo bene, questo Stay behind il cui obiettivo iniziale era quello di prepararsi in caso di un’invasione sovietica, è stato deviato da questo scopo per combattere la sinistra. Di conseguenza, si è penato a comprendere perché i partiti di sinistra non hanno indagato, denunciato queste deviazioni prima? Daniele Ganser: Se si prende il caso dell’Italia, appare che, ogni volta che la parte comunista ha sfidato il governo per ottenere spiegazioni sull’esercito segreto che operava in questo paese sotto il nome di codice Gladio (6), non ci sono state risposte con il pretesto di segreto di Stato. È soltanto nel 1990 che Giulio Andreotti (7) ha riconosciuto l’esistenza di Gladio ed i suoi legami diretti con la NATO , la CIA e il MI6 (8). È in questo periodo che il giudice Felice Casson ha potuto provare che il vero autore dell’attentato di Peteano nel 1972, che aveva scosso l’Italia, e che era stato attribuito a militanti di estrema sinistra, cioè a Vincenzo Vinciguerra, apparentato Ordine Nuovo, un gruppo di estrema destra. Vinciguerra ha riconosciuto di aver commesso l’attentato di Peteano con l’aiuto dei servizi segreti italiani. Vinciguerra ha anche parlato dell’esistenza di questo esercito segreto chiamato Gladio. E ha spiegato che, durante la guerra fredda, questi attentati clandestini avevano causato la morte di donne e di bambini(9).Ha anche affermato che queste armate segrete controllate dalla NATO, avevano ramificazioni ovunque in Europa. Quando quest’informazione è uscita, ha provocato una crisi politica in Italia, ed è grazie alle indagini del giudice Felice Casson che siamo stati messi al corrente degli eserciti segreti della NATO. Nella Germania, quando i Socialisti del SPD hanno appreso, nel 1990, che esisteva nel loro paese – come in tutti gli altri paesi europei – un esercito segreto, e che questa struttura era legata ai servizi segreti tedeschi, hanno gridato allo scandalo ed incolpato la parte democristiana (CDU). Questi hanno reagito dicendo: se voi ci accusate, diremo pubblicamente che, anche voi, con Willy Brandt, avevate preso parte a questa cospirazione. Questo coincideva con le prime elezioni della Germania riunificata, che gli SPD speravano di vincere. I dirigenti del SPD hanno capito che non era un buono argomento elettorale; per finire hanno lasciato intendere che questi eserciti segreti erano giustificabili. Al Parlamento europeo, nel novembre 1990, voci si sono alzate per dire che non si poteva tollerare l’esistenza di eserciti clandestini, né lasciare senza spiegazione degli atti di terrore la cui origine reale non era delucidata, e che occorreva indagare. Il Parlamento europeo ha dunque protestato per iscritto alla NATO ed al presidente George Bush senior. Ma nulla è stato fatto. Soltanto in Italia, in Svizzera ed in Belgio, che indagini pubbliche sono state iniziate. Sono del resto i tre soli paesi che hanno fatto un po’di ordine in quest’affare e che hanno pubblicato una relazione sui loro eserciti segreti

Silvia Cattori: Cosa ne è oggi? Questi eserciti clandestini sarebbero ancora attivi?
Daniele Ganser: Per uno storico, è difficile rispondere a questa domanda. Non si dispone di un rapporto ufficiale paese per paese. Nei miei lavori, analizzo fatti che posso provare. Per quanto riguarda l’Italia, c’è una relazione che dice che l’esercito segreto Gladio è stato eliminato. Sull’esistenza dell’esercito segreto P 26 in Svizzera, esiste anche un rapporto del Parlamento, nel novembre 1990. Dunque, quest’eserciti clandestini, che avevano conservato esplosivi nei loro nascondigli ovunque in Svizzera, sono stati sciolti. Ma, negli altri paesi, non si sa nulla. In Francia, mentre il presidente François Mitterrand aveva affermato che tutto ciò apparteneva al passato, si è appreso successivamente che queste strutture segrete erano sempre attive quando Giulio Andreotti ha lasciato intendere che il presidente francese mentiva: “Voi dite che gli eserciti segreti non esistono più; ma, nel corso della riunione segreta dell’autunno 1990, anche voi francesi eravate presenti; non avete detto che ciò non esiste più”. Mitterrand fu molto contrariato con Andreotti poiché, dopo questa rivelazione, egli dovette rettificare la sua dichiarazione. Più tardi l’ex direttore dei servizi segreti francesi, l’ammiraglio Pierre Lacoste, ha confermato che questi eserciti segreti esistevano anche in Francia, e che anche la Francia aveva avuto delle implicazioni in attentati terroristici(10). È dunque difficile dire se tutto è passato. E, anche se le strutture Gladio sono state sciolte, potrebbero avere create delle nuove pur continuando a utilizzare la tecnica della strategia della tensione e del “False flag” Silvia Cattori: Si può pensare che, dopo il crollo dell’URSS, gli Stati Uniti e la NATO abbiano continuato a sviluppare la strategia della tensione e “False flag” su altri fronti? Daniele Ganser: Le mie ricerche si sono concentrate sul periodo della guerra fredda in Europa. Ma si sa che ci sono state altrove delle “False flag” dove la responsabilità degli stati è stata provata. Esempio: gli attentati, nel 1953, in Iran, inizialmente attribuiti a comunisti iraniani. Ma, è risultato che la CIA e il MI6 si sono serviti di agenti provocatori per orchestrare la caduta del governo Mohammed Mossadeq, questo nel quadro della guerra per il controllo del petrolio. Altro esempio: gli attentati, nel 1954, in Egitto, che si erano inizialmente attribuiti ai musulmani. Si è provato successivamente che, nell’affare chiamato Lavon (11), sono stati agenti del Mossad gli autori. Qui, si trattava per Israele di ottenere che le truppe britanniche non lasciassero l’Egitto ma vi rimanessero, per garantire la protezione di Israele. Così, abbiamo esempi storici che dimostrano che la strategia della tensione e la “False flag” sono state utilizzate dagli USA, la Gran Bretagna e Israele. Ci occorre ancora proseguire le ricerche in questi settori, poiché, nella loro storia, altri paesi hanno utilizzato la medesima strategia Silvia Cattori: Queste strutture clandestine della NATO, create dopo la Seconda Guerra Mondiale, sotto l’impulso degli Stati Uniti, per dotare i paesi europei di un esercito capace di resistere ad un’invasione sovietica, sono serviti soltanto per condurre operazioni criminali contro cittadini europei? Tutto porta a pensare che gli Stati Uniti controllavano qualsiasi cosa! Daniele Ganser: Avete ragione a sollevare la questione. Gli Stati Uniti erano interessati al controllo politico. Questo controllo politico è un elemento essenziale per la strategia di Washington e di Londra. Il generale Geraldo Serravalle, capo di Gladio, la rete italiana Stay-behind, lo spiega nel suo libro. Egli racconta che ha compreso che gli Stati Uniti non erano interessati alla preparazione di una guerriglia in caso d’invasione sovietica, quando ha visto che cosa interessava agli agenti della CIA, che assistevano alle esercitazioni d’addestramento dell’esercito segreto che dirigeva, era di assicurarsi che questo esercito funzionasse in modo da controllare le azioni dei militanti comunisti. Il loro timore era l’arrivo dei comunisti al potere in paesi come la Grecia , l’Italia, Francia. Ecco a cosa doveva servire la strategia della tensione: orientare ed influenzare la politica di alcuni paesi dell’Europa dell’Ovest. Silvia Cattori: Avete parlato dell’elemento emozionale come fattore importante nella strategia della tensione. Dunque, il terrore, la cui origine resta sfocata, dubbia, la paura che provoca, serve a manipolare l’opinione pubblica. Non si assiste oggi agli stessi metodi? Ieri, si utilizzava la paura del comunismo, oggi non si utilizza la paura dell’islam? Daniele Ganser: Sì, c’è un parallelo nettissimo. In occasione dei preparativi della guerra contro l’Iraq, si è detto che Saddam Hussein possedeva armi biologiche, che c’era un legame tra il Iraq e gli attentati dell’11 settembre, o che c’era un legame tra l’Iraq e i terroristi di Al Qaida. Ma tutto ciò non era vero. Con queste menzogne, si voleva fare credere al mondo che i musulmani volevano spargere il terrorismo ovunque, che questa guerra era necessaria per combattere il terrore. Ma, la vera ragione della guerra è il controllo delle risorse energetiche. A causa della geologia, le ricchezze di gas e petrolio si concentrano nei paesi musulmani. Quello che vogliono accaparrarsi, deve nascondersi dietro questo tipo di manipolazioni. Ora non si può dire che non c’è più molto petrolio poiché il massimo della produzione globale – “picco di petrolio” (12) – si verificherà probabilmente prima del 2020 e che occorre dunque andare a prendere il petrolio in Iraq, perché la gente direbbe che non occorre uccidere bambini per questo. Ed hanno ragione. Non si può nemmeno dire che, nel Mar Caspio, ci sono riserve enormi e che si vuole creare una conduttura verso l’oceano indiano ma che, siccome non si può passare per l’Iran al sud, né passare per la Russia al nord, occorre passare per l’est, il Turkmenistan e l’Afghanistan, e dunque, occorre controllare questo paese. È per questo che si definiscono i musulmani come “terroristi”. Sono grandi menzogne, ma se si ripete mille volte che i musulmani sono “terroristi”, la gente finirà per crederlo e per accettare che queste guerre antimusulmane sono utili; dimenticando che ci sono molte forme di terrorismo, che la violenza non è per forza una specialità musulmana. Silvia Cattori: Fin dal 2001, l ‘Unione europea ha instaurato misure antiterroriste. È sembrato in seguito che queste misure hanno permesso alla CIA di rapire gente, di trasportarli in luoghi segreti per torturarli. Gli Stati europei non sono diventati un po’ ostaggi e sottomessi agli Stati Uniti?
Daniele Ganser: Gli stati europei hanno avuto un atteggiamento abbastanza debole in relazione agli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Dopo avere affermato che le prigioni segrete erano illegali, hanno lasciato fare. Stessa cosa con i prigionieri di Guantanamo. Delle voci si sono alzate in Europa per dire: “non si possono privare i prigionieri della difesa di un avvocato”. Quando la signora Angela Merkel ha evocato la questione, gli Stati Uniti hanno chiaramente lasciato intendere che la Germania è stata un po’ implicata in Iraq, che i suoi servizi segreti avevano contribuito a preparare la guerra, dunque dovevano tacersi. Silvia Cattori: In questo contesto, in cui ci sono ancora molte zone d’ombra, quale sicurezza può portare la NATO al popolo che presumibilmente dovrebbe proteggere se permette a servizi segreti di manipolare? Daniele Ganser: Per quanto riguarda gli attentati terroristici manipolati dagli eserciti segreti della rete Gladio durante la guerra fredda, è importante potere determinare chiaramente qual è l’implicazione reale della NATO là dentro, di sapere ciò che è realmente avvenuto. Si trattava di atti isolati o di atti organizzati segretamente dalla NATO? Fino ad oggi, la NATO ha rifiutato di parlare della strategia della tensione e del terrorismo durante la guerra fredda, rifiuta ogni questione che riguarda Gladio. Oggi, ci si serve della NATO come un’una armata offensiva, mentre quest’organizzazione non è stata creata per svolgere questo ruolo. E’ stata attivato in questo senso, il 12 settembre 2001, immediatamente dopo gli attentati di New York. I dirigenti della NATO affermano che la ragione della loro partecipazione alla guerra contro gli Afgani è di combattere il terrorismo. Ma, la NATO rischia di perdere questa guerra. Ci sarà, allora, una grande crisi, dibattiti. Che permetterà allora di sapere se la NATO conduce, come afferma, una guerra contro il terrorismo, o se ci si trova in una situazione simile a quella che si è conosciuta durante la guerra fredda, con l’esercito segreto Gladio, dove c’era un legame con il terrorismo. Gli anni futuri diranno se la NATO ha agito esternamente alla missione per la quale è stata fondata: difendere i paesi europei e gli Stati Uniti in caso d’invasione sovietica, evento che non si è mai verificato. La NATO non è stata fondata per impadronirsi del petrolio o del gas dei paesi musulmani Silvia Cattori: Si potrebbe ancora comprendere come Israele, che ha interessi ad allargare i conflitti nei paesi arabi e musulmani, incoraggi gli Stati Uniti in questo senso. Ma non si vede quale può essere l’interesse degli stati europei ad impegnare truppe in guerre decise dal Pentagono, come in Afghanistan?
Daniele Ganser: Penso che l’Europa è confusa. Gli Stati Uniti sono in una posizione di forza, e gli europei hanno tendenza a pensare che la migliore cosa sia di collaborare con i più forti. Ma occorrerebbe riflettere un po’ di più. I parlamentari europei cedono facilmente alla pressione degli Stati Uniti che richiedono sempre più truppe su questo o quel fronte. Più i paesi europei cedono, più si sottomettono, e più si troveranno con problemi sempre più grandi. In Afghanistan, i tedeschi e i britannici sono sotto comando dell’esercito statunitense. Strategicamente, non è una posizione interessante per questi paesi. Ora, gli Stati Uniti hanno chiesto ai tedeschi di impegnare i loro soldati anche al sud dell’Afghanistan, nelle zone in cui la battaglia è più cruenta. Se i tedeschi accetteranno, rischiano di farsi massacrare dalle forze afgane che rifiutano la presenza di qualsiasi occupante. La Germania dovrebbe seriamente chiedersi se non fosse il caso di ritirare i suoi 3000 soldati di Afghanistan. Ma, per i tedeschi, disubbidire agli ordini degli Stati Uniti, di cui sono un po’ vassalli, è un passo difficile da fare Silvia Cattori: Cosa sanno le autorità che ci governano oggi della strategia della tensione? Possono continuare come ciò a lasciare guerrafondai fomentare colpi di Stato, rapire e torturare gente senza reagire? Hanno ancora i mezzi per impedire queste attività criminali? Daniele Ganser: Non so. Come storico, osservo, prendo nota. Come consigliere politico, dico sempre che non occorre cedere alle manipolazioni che mirano a suscitare la paura e fare credere che i “terroristi” siano sempre i musulmani; dico che si tratta di una lotta per il controllo delle risorse energetiche; che occorre trovare mezzi per sopravvivere alla penuria energetica senza andare nel senso della militarizzazione. Non si possono risolvere i problemi in questo modo; li peggiorano Silvia Cattori: Quando si osserva la demonizzazione degli Arabi e dei musulmani a partire dal conflitto israeliano-palestinese, ci si dice che ciò non ha nulla a che vedere con il petrolio. Daniele Ganser: Sì, in questo caso sì. Ma, nella prospettiva degli Stati Uniti, si tratta di una lotta per prendere il controllo delle riserve energetiche del blocco eurasiatico che si situa in questa “ellisse strategico” che va dall’Azerbaigian passando per il Turkmenistan ed il Kazachistan, fino all’Arabia Saudita, Iraq, Kuwait e Golfo Persico. È precisamente là, in questa regione in cui si svolgono le pretese guerre “contro il terrorismo”, che si concentrano le importanti riserve in petrolio e gas. Secondo me, non si tratta di altra cosa che di una sfida geostrategica dentro la quale l’Unione europea può soltanto perdere. Poiché, se gli Stati Uniti prendono il controllo di quelle risorse, e la crisi energetica peggiora, diranno: “volete gas, volete petrolio, molto bene, in cambio vogliamo questo e quello”. Gli Stati Uniti non daranno gratuitamente il petrolio ed il gas ai paesi europei. Poca persone sanno che il “picco del petrolio”, il massimo della produzione, è stato già raggiunto nel mare del Nord e che, quindi, la produzione del petrolio in Europa – la produzione della Norvegia e della Gran Bretagna – è in declino. Il giorno che la gente si renderà conto che queste guerre “contro il terrorismo” sono manipolate, e che le accuse contro i musulmani sono, in parte, della propaganda, rimarranno sorpresi. Gli Stati europei devono svegliarsi e comprendere infine come la strategia della tensione funziona. E devono anche iniziare a dire no agli Stati Uniti. Inoltre, negli Stati Uniti anche, c’è molta gente che non vuole questa militarizzazione delle relazioni internazionali. Silvia Cattori: Avete anche fatto ricerche sugli attentati dell’11 settembre 2001 e scritto un libro (13) con altri intellettuali che si preoccupano delle incoerenze e delle contraddizioni nella versione ufficiale di questi eventi come le conclusioni della Commissione d’indagine delegata da Mister Bush? Non temete di essere accusati di “teoria del complotto”?  Daniele Ganser: I miei studenti e altra persone mi hanno sempre chiesto: se questa “guerra contro il terrorismo” riguarda realmente il petrolio ed il gas, gli attentati dell’11 settembre non sono stati anch’essi manipolati? O è una coincidenza, che i musulmani di Osama bin Laden abbiano colpito esattamente nel momento in cui i paesi occidentali iniziavano a capire che una crisi del petrolio si annunciava? Ho dunque iniziato ad interessarmi a ciò che era stato scritto sull’11 settembre ed a studiare anche la relazione ufficiale che presentata nel giugno 2004. Quando ci si immerge in quest’argomento, ci si accorge di primo acchito che c’è un grande dibattito planetario attorno a ciò che è realmente avvenuto l’11 settembre 2001. L ‘informazione che abbiamo non è precisa. Quello che chiede precisazione nel rapporto di 600 pagine è che la terza torre che è crollata quel giorno, non è neppure citata. La Commissione parla soltanto del crollo delle due torri, “Twin Towers”. Mentre c’è una terza torre, alta 170 metri , che è crollata; la torre si chiamava WTC 7. Si parla di un piccolo incendio in quel caso. Ho parlato con i professori che conoscono perfettamente la struttura degli edifici; dicono che un piccolo incendio non può distruggere una struttura di una simile dimensione. La storia ufficiale sull’11 settembre, le conclusioni della commissione, non sono credibili66. Questa mancanza di chiarezza mette i ricercatori in una situazione molto difficile. La confusione regna anche su ciò che è realmente avvenuto al Pentagono. Sulle fotografie che abbiamo è difficile vedere un aereo. Non si vede come un aereo possa essere caduto là . Silvia Cattori: Il Parlamento del Venezuela ha chiesto agli Stati Uniti di avanzare ulteriori spiegazioni per chiarire l’origine di quegli attentati. Ciò non dovrebbe essere un esempio da seguire? Daniele Ganser: Ci sono molte incertezze sull’11 settembre. I parlamentari, gli universitari, i cittadini possono chiedere conto su ciò che è realmente avvenuto. Penso sia importante continuare ad interrogarsi. È un evento che nessuno può dimenticare; ciascuno si ricorda dove si trovava in quel momento preciso. È incredibile che, cinque anni più tardi, non si sia ancora arrivati a vedere chiaro.

[1] Nato’s secret Armies : Terrorism in Western Europe par Daniele Gabnser, préface de John Prados. Frank Cass éd., 2005. ISBN 07146850032005
[
2] C’est après l’attentat de Piazza Fontana à Milan en 1969 que l’expression stratégie de la tension a été entendue pour la première fois.
[
3] False flag operations (opérations faux drapeaux) est l’expression utilisée pour désigner des actions terroristes, menées secrètement par des gouvernements ou des organisations, et que l’on fait apparaître comme ayant été menées par d’autres.
[
4] « Stay-behind : les réseaux d’ingérence américains » par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 20 août 2001.
[
5] Stay behind (qui veut dire : rester derrière en cas d’invasion soviétique) est le nom donné aux structures clandestines entraînées pour mener une guerre de partisans.
[
6] Gladio désigne l’ensemble des armées secrètes européennes qui étaient sous la direction de la CIA.
[
7] Président du Conseil des ministres, membre de la démocratie chrétienne.
[
8] « Rapport Andreotti sur l’Opération Gladio » document du 26 février 1991, Bibliothèque du Réseau Voltaire.
[
9] « 1980 : carnage à Bologne, 85 morts », Réseau Voltaire, 12 mars 2004.
[
10] « La France autorise l’action des services US sur son territoire » par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 8 mars 2004.
[
11] Affaire Lavon, du nom du ministre de la Défense israélien qui a dû démissionner quand le Mossad a été démasqué comme ayant trempé dans ces actes criminels
[
12] Voir : « Odeurs de pétrole à la Maison-Blanche », Réseau Voltaire, 14 décembre 2001. « Les ombres du rapport Cheney » par Arthur Lepic, 30 mars 2004. « Le déplacement du pouvoir pétrolier » par Arthur Lepic, 10 mai 2004. « Dick Cheney, le pic pétrolier et le compte à rebours final » par Kjell Aleklett, 9 mars 2005.« L’adaptation économique à la raréfaction du pétrole » par Thierry Meyssan, 9 juin 2005.
[13] 9/11 American Empire : Intellectual speaks out, sous la direction de David Ray Griffin, Olive Branch Press, 2006  

XXIV. DOCUMENTI 2: Che tipo di azione doveva compiere Gladio67

L’ipotesi di una Gladio “segreta” che operasse all’estero con modalità di guerra non-ortodossa non è affatto peregrina, anzi, è in linea con modelli operativi ispirati a quelli della Cia. I contatti con la Cia sono documentati fin dall’inizio della nascita di Gladio, negli anni ’50, e si svilupparono con il memorandum di Roma del 20 dicembre ’72, di cui parla nel suo libro il generale Serravalle, capo dell’organizzazione dal ’71 al ’74”. Di Gladio come “scuola di eversione” aveva parlato, nel dicembre 1991, Antonio Maria Mira in un articolo sull’Avvenire, in relazione all’Operazione Delfino e a «uno strano documento di Gladio che – scriveva Mira – sta preoccupando i magistrati padovani e romani, il Comitato di controllo sui Servizi e la Commissione Stragi. E’ datato aprile ’66 e riguarda un’esercitazione denominata “Delfino” che si svolse nella zona di Trieste dal 15 al 24 aprile 1966, e che doveva procedere ad un programma di “attività provocatorie” coordinate dai servizi segreti ed in accordo con la Cia, che prevedevano la partecipazione delle unità di Gladio». Sull’argomento interveniva Antonio Garzotto nel ’92, scrivendo: «La “Delfino” altro non sarebbe che un “vademecum per la guerriglia”, messo a punto dalla Cia e concepito dal generale Westmoreland, il comandante Usa in Vietnam. Si trattava di un vero e proprio manuale di strategia della tensione: agenti della Gladio avrebbero dovuto infiltrarsi sia nelle file e nelle manifestazioni del Pci, ma pure nelle frange della sinistra estrema per provocare “azioni violente, moti di piazza, uccisioni”. Fare, insomma, “insorgenza”, in modo tale da sollecitare una forte reazione, la “controinsorgenza”, e legittimare un intervento di “stabilizzazione del potere” da parte dell’Autorità di Governo»68.

XXV. CASO MORO I servizi segreti italiani e le forze di sicurezza erano in quel periodo egemonizzate dalla loggia P2 (Propaganda 2), le cui azioni e obiettivi sono nettamente atlantisti. Va ricordato che uno dei capi dei servizi segreti di allora (SID),il generale Maletti e Francesco Cossiga, “gladiatore” confesso e già Ministro degli Interni nel periodo del sequestro dell’onorevole Moro, ammisero che la P2 aveva costituito un circolo di potere dell’oltranzismo atlantico e che Gelli stesso (a capo della P2) era alle dipendenze di personaggi d’oltreoceano. Inoltre Cossiga affermò, in un’altra occasione, che una sua fonte gli aveva riferito che la loggia coperta P2 era stata costituita nella base NATO e americana di Napoli ed era composta da militari e civili al servizio degli USA.

Al 1969 si può datare l’inizio della “strategia della tensione in Italia” ma anche nell’Europa occidentale. Secondo il “contractor” CIA Brenneke lo stesso Gelli era un “contractor” CIA e l’agenzia si serviva della P2 per alimentare il terrorismo e la tensione. Secondo il giornalista Paolo Cucchiarelli, Kissinger e l’ammiraglio Haig convinsero Gelli ad iniziare 400 alti ufficiali delle forze armate alla P2. Si trattava , evidentemente , di un reclutamento per un futuro colpo di stato o per azioni importanti all’interno dello stato. Il giornalista Bellini , ex collaborazione dei servizi segreti inglesi, riferiva del coinvolgimento di Kissinger nella strategia della tensione e nella strage di piazza Fontana. Nello stesso 1969 Luttwak , un “consulente” del Pentagono , scriveva “Tecniche per un colpo di stato” in cui venivano descritte le tattiche di “colpo di stato” tramite la penetrazione nelle istituzioni , insomma si tratta delle tattiche che poi verranno utilizzate dalla P2. Cossiga affermò sulla P2 che la lista completa degli appartenenti alla loggia era depositata al Pentagono e ciò farebbe pensare ad un legame proprio con la DIA (servizio segreto del Pentagono). Un altro piduista, il colonnello Viviani, in forza al SID, affermava che erano proprio gli americani della CIA a convincere i militari a iscriversi alla P2. Il vicecapo a Roma della CIA Sednaoui reclutava per la GLADIO (in fieri) fra i membri della loggia coperta, mentre il capostazione CIA Stone era lui stesso iscritto alla P2 ,segno che, forse, si trattava dell’ufficiale di collegamento fra CIA e P2. Secondo il massone Belluscio la stessa iscrizione alla massoneria (aggiungiamo per prudenza l’aggettivo “deviata”) era una condizione che favoriva l’accesso al livello di massima segretezza della NATO. Vi è quindi una connessione DIA – CIA – P2 e massoneria (deviata?) – GLADIO .

La P2 fu (è) promotrice di un progetto politico per l’Italia chiamato “Piano di Rinascita Democratica” che prevedeva fra l’altro il ridimensionamento del ruolo del Parlamento , l’infiltrazione delle istituzioni, l’indebolimento dei sindacati, il controllo dell’Esecutivo sulla Magistratura e il controllo della stampa e dei mass media in generale. Secondo Flamigni il Piano della P2 assomiglierebbe ad un documento della Trilateral (USA , Europa occidentale ,Giappone) , l’associazione dei Rockfeller che contribuì alla diffusione del nuovo “credo”neocapitalista e neoliberista. E questo è un punto importante, perché spiega come mai la maggior parte dei politici, uomini d’affari, direttori di giornali e opinion leader italiani provengano dalla Trilaterale o dal Bilderberg, organismi di cui i giornali non debbono parlare.

Rockfeller era un repubblicano dell’ala “liberal” e liberista. La Trilateral era una sorta di prolungamento del Council on Foreign Affairs e del Bildenberg il comitato euroatlantico. Queste grosse e potenti associazioni accoglievano alti massoni, politici, diplomatici, imprenditori, finanzieri, scienziati, intellettuali e giornalisti che si riconoscevano in un “pensiero” che predicava l’egemonia anglosassone, la collaborazione fra USA e Gran Bretagna da un lato e fra USA , Europa Occidentale e Giappone dall’altro, il neoliberismo e un elitarismo tecnocratico. La stessa amministrazione repubblicana di Reagan (fortemente sostenuto per la presidenza dai Rockfeller) adotterà una decisa linea neoliberista. Sulla Trilateral ci sono altri elementi interessanti da aggiungere: c’è l’ipotesi, che la Fondazione Rockfeller abbia finanziato la scuola di lingue parigina Hyperion e borse di studio per viaggi negli USA di intellettuali dell’estrema sinistra italiana quali il prof. Negri, teorico dell’Autonomia. Secondo un articolo di Pecorelli Toni Negri collaborava con i servizi segreti italiani. Probabilmente Pecorelli scriveva a ragion veduta visto che nella sua redazione lavorava un ex militante di Potere Operaio, l’organizzazione cui apparteneva Negri. Ad esempio l’Hyperion fu fondata da fuoriusciti italiani che avevano aderito al progetto brigatista della lotta armata entrati in contatto con intellettuali francesi provenienti dal Sessantotto. Si tratta dei cosiddetti nouveaux philosophes che si erano convertiti all’”antisovietismo” come Glucksmann e Levy. Il loro credo politico è molto vicino a quello dei neoconservatori tipo Ledeen, personaggio che ha avuto un ruolo importante nella vicenda Moro. D’altronde il fondatore del neoconservatorismo era un ex trockista chiamato Leo Strauss. Molti esponenti dell’ala neoconservatrice erano stati trockisti , o vicini all’estrema sinistra come lo stesso Ledeen. Secondo i neoconservatori americani i democratici erano attestati su posizioni troppo filoarabe per cui conveniva rivolgersi ai repubblicani reaganiani. I neoconservatori, infatti , sostenevano con forza l’asse USA – Israele. Su posizioni simili a quelle di Glucksmann e di Levy troviamo in Italia il leader di Lotta Continua Adriano Sofri e ricordiamo che il giornale Lotta Continua veniva stampato da una tipografia di proprietà di un uomo della CIA, tale Cunningham, che peraltro era molto vicino ai repubblicani. Alla fine non stupisce che Carter avesse perso le elezioni e che il reaganismo si fosse imposto.

L’11 giugno 2005, durante il Convegno dal titolo “16 marzo – 9 maggio 1978, Operazione Moro” organizzato dalla Fondazione Sandro Pertini e dalla sezione di Trevignano dei DS, Giovanni Galloni, già dirigente democristiano e collaboratore di Moro fece delle importanti rivelazioni. Innanzitutto ribadì come vi fosse animosità da parte del solito Kissinger nei confronti di Moro per la linea di collaborazione con i comunisti, ma anche da parte del Primo Ministro israeliano Rabin per la politica filoaraba dello statista democristiano,poi fece un accostamento, un paragone fra il caso di

Abu Omar e quello di Moro. Come è noto Abu Omar, sospetto reclutatore di terroristi islamisti, fu

rapito da un “commando” della CIA per essere portato nella base americana di Aviano e, da qui,

attraverso i voli segreti della CIA, in Egitto per essere “interrogato”. Il tutto avvenne, o con l’inerzia,

o con la complicità del SISMI italiano diretto da Pollari. Ricordando come vi siano delle buone

probabilità che, sia Hauser/Lausen, sia Stark fossero stati “esfiltrati” attraverso voli segreti forse

della CIA partiti dalla base americana vicino a Pisa, c’è qualche motivo di prestare attenzione alle

parole di Galloni, il quale lascerebbe intendere che l’operazione Moro è stata anche un‘operazione

americana (oltre che israeliana). Secondo l’ex democristiano due settimane prima della strage di via

Fani Moro gli aveva espresso delle preoccupazioni che riportò con le seguenti parole: “La cosa di

cui sono molto preoccupato è questa : io so che i servizi segreti americano ed israeliano hanno degli

infiltrati nelle Brigate Rosse, però questi servizi non ci hanno mai fatto comunicazione ai nostri

servizi e allo Stato, perché certamente le loro indicazioni potrebbero essere utili per la ricerca dei

covi.” Tralasciando il riferimento ai servizi segreti israeliani che potrebbe far intendere anche una

collaborazione con gli americani ma di cui non ci stiamo occupando, risulta chiaro che

l’infiltrazione americana nelle BR era cosa nota ed era nota perfino a Moro ed il fatto che i servizi

segreti americani fossero scarsamente collaborativi con i nostri servizi costituiva grave motivo di

preoccupazione69.

XXVI. DRAGHI è uno dei principali protagonisti delle vicende del 2 giugno 1992, la data più importante della storie d’Italia dopo l’8 settembre 1943. Insomma, al largo di Civitavecchia, a bordo del panfilo più prestigioso del mondo, il Britannia, di sua maestà la regina Elisabetta, si incontrano i rappresentanti delle maggiori banche d’affari della City di Londra e di Wall Street: Barings, Barclay’s, Warburg, che di fronte hanno i nostri (si fa per dire) Romano Prodi (presidente Iri), Beniamino Andreatta, Mario Draghi (direttore generale del Ministero del Tesoro) che dalle medesime banche si fanno dettare modi e tempi delle privatizzazioni dei più importanti settori dell’industria pubblica italiana70. Ciò che con delicato eufemismo è detto “modernizzare l’economia”, “necessità di privatizzare e di aprirsi agli investitori esteri”, come diceva l’allora ambasciatore Usa in Italia, R. Bartholomew. Insomma si tratta di mettere nelle mani di queste grandi banche d’affari (Goldman Sachs, Merril Lynch, Morgan Stanley, che si sono prese 3.000 miliardi di lire solo in commissioni) pezzi importanti della nostra storia e dei sacrifici degli italiani, un patrimonio di 100.000 miliardi di vecchie lire: IMI, Telecom (detta da Prodi “la madre di tutte le privatizzazioni) , Eni, Enel, Comit (la cui privatizzazione fu presieduta dalla banca americana Lehman Brothers), BNL, e quindi quasi tutto il sistema bancario italiano. A fare da catalizzatore a questa operazione c’è un certo Gorge Soros, l’ebreo ungherese che è divenuto uomo di punta della più potente dinastia bancaria del mondo, quella dei Rotschild, il quale, insieme ad un gruppo di finanzieri anglo-israeliani chiamati “British Invisibles” organizzò l’incontro del Britannia, rimasto rigorosamente invisibile, tanto alla cronaca dei giornali che ai libri di storia. Preliminarmente a questa azione di (s)vendita delle partecipazioni di stato, si decise sul Britannia, dandone l’incarico a Soros, un assalto speculativo alla lira, determinandone una svalutazione sui mercati internazionali del 30% (iniziò a vendere lire sui mercati a rotta di collo, costringendo l’allora governatore della Banca d’Italia C.A. Ciampi71 a bruciare 48 miliardi di dollari di riserve valutarie, nel tentativo di arginare il fenomeno svalutativo). In questo modo, Soros preparava il terreno alle banche che abbiamo sopra citato per acquistare quei grandi istituti italiani al 30% in meno del prezzo iniziale, facendo loro risparmiare 15.000 miliardi di lire

Draghi dal 1993 fu Presidente del comitato per le privatizzazioni e fu così che i grandi settori energetici, delle comunicazioni e bancari del nostro paese, passarono in mano private ed estere,ma anche industrie come la Motta-Alemagna Buitoni, l’Invernizzi, Locatelli, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Perugina, Peroni, Moretti, Mira Lanza, Fini, ma poi vi sono altri settori: Conforama-Emmezeta, Carrefour-GS, Rinascente Auchan. Per il settore delle telecomunicazioni Wind e Omnitel, passata all’inglese Vodafone, la Nuovo Pignone, importantissima industria meccanica, leader mondiale nel settore, è stata quasi regalata da C. A. Ciampi a General Electric; la Lamborghini passata alla Volkswagen; la gloriosa vespa Piaggio ha preso la stessa strada; anche i gruppi farmaceutici Carlo Erba e Farmitalia sono ora in mano straniere; anche la Standa, importante catena di supermercati non è più italiana, BNL passata a BNP Paribas (francese); Banca Antonveneta, passata ad ABN AMRO olandese. operando una vera deindustrializzazione del paese, secondo la migliore logica della globalizzazione, che recita: bisogna aprirsi agli investimenti esteri e bisogna rifiutare ogni protezionismo”(sic!); oppure, a giustificazione delle privatizzazioni, si afferma che “esse sono uno strumento per limitare l’influenza della politica”; la stessa argomentazione per giustificare l’indipendenza della banca centrale e la sua natura privata. Tutto questo avveniva sotto gli occhi di un presidente del consiglio Giuliano Amato, mentre Prodi guidava lo smantellamento dell’IRI.

Ad aiutare Soros (che nel 1999 si acquistava la Laverda) in questo giochino speculativo che a lui rendeva due milioni di dollari, ci si metteva l’”autorevole” agenzia di rating Moody ‘s, da molti ritenuta obiettiva e al di sopra delle parti, la quale in aiuto all’attacco speculativo di Soros alla lira, declassava i Bot, i buoni fruttiferi del Tesoro italiano.

Insomma il neogoverno Amato, a partire dal luglio 1992 comincia col mettere in vendita l’Efim e quindi si procede nel corso degli anni Novanta con Eni, Iri, Enel (ricavo 32.000 miliardi), Ina, il Credito Italiano (privatizzazione guidata da Goldman Sachs) , Telecom (ricavo 23.000 miliardi), per non parlare degli immobili, acquistati da Goldman Sachs per 3000 miliardi di vecchie lire. Così siamo divenuti il primo paese europeo maggiormente privatizzato, il secondo al mondo nella classifica mondiale delle privatizzazioni. Gli speculatori riescono, con la compiacenza di politici nostrani collaborazionisti (poi premiati facendoli salire alle più alte cariche dello stato) ad acquistare mediamente ad un terzo del loro valore importanti aziende pubbliche, che poi rivendono a pezzi, a costi molto più alti. Che queste aziende poi vadano male è quasi loro interesse che accada, perché essendo vitali per la società, il loro eventuale fallimento costringe lo stato a ricomprarle ai prezzi che vogliono loro…

Mario Monti, Mario Draghi, Romano Prodi: sono questi gli uomini di punta di Goldman Sachs in Italia, per la quale essi hanno più volte lavorato. Prodi ha consentito a questa banca di acquisire il Credito Italiano, il cui valore era stimato intorno agli 8.000 miliardi di lire, per soli 2.700 miliardi. L’Italgel, coi suoi 900 miliardi di fatturato, Prodi l’ha venduta per 437 alla Nestlé. La Cirio-Bertolli-De Rica, coi suoi 110 miliardi di fatturato, valutata intorno ai 1.350 miliardi, fu venduta da Prodi ad una ignota finanziaria lucana di un tal Francesco Lamiranda, per soli 310 miliardi; poi si scoprì che dietro il Lamiranda c’era la multinazionale olandese Unilever, di cui Prodi era stato consulente dal 90 al 9372. Capite come si fa a diventare Presidenti della Commissione europea, Presidenti del Consiglio, Presidenti della Repubblica?

Anche Stet e finmeccanica,

Quei settori della Democrazia Cristiana e del Psi di Craxi che cercarono di opporsi alla grande rapina si videro scatenare contro l’inchiesta Mani Pulite, messa in piedi ad arte per far credere alla gente che i loro nemici e i ladri fossero quelli che invece volevano difenderli.

XXVII. CHAVEZ. Questo ultimo caso (tra i tanti che si potrebbero indicare) è paradigmatico, perché le pressioni anglo-americane e il discredito che la stampa occidentale filoliberale cerca di gettare sul Venezuela di Chavez ha gli stessi motivi di allora; vediamo quali sono le riforme della rivoluzione bolivariana che tanto irritano gli speculatori internazionali. Premesso che il Venezuela è la V potenza petrolifera mondiale, essa prima della rivoluzione bolivariana vedeva 1% della popolazione possedere il 60% delle terre coltivabili, con un 85% di popolazione sotto la soglia di povertà. Insomma le enormi ricchezze derivanti dagli sfruttamenti minerari erano intascate dalle multinazionali titolari delle concessioni di estrazione, dalla Banca Centrale venezuelana, coi suoi 29 bilioni di dollari di riserve, ecc. Il paese per sfamare la popolazione deve importare il 70% del proprio fabbisogno alimentare, perché la gente, visti gli enormi latifondi, non ha terra: 9 abitanti su 10 vivono in città, e i più in stato di miseria.

  • Uno dei più rilevanti provvedimenti presi da Chavez è stato quello di revocare le concessioni minerarie alle varie multinazionali, che mediamente, come avviene in altri paesi latinoamericani o africani, lasciano al paese dove estraggono solo un 15-20% dei profitti, mentre per loro si tengono il 75-80%. Lo scopo della revoca delle concessioni è finalizzato a rovesciare queste quote, lasciando alla multinazionale il 20% e il resto al paese.

  • Altro fondamentale provvedimento è stato quello di tentare di sradicare il latifondo dal paese, mediante l’INTI, istituto nazionale delle terre, che ad esempio, nel 2005 è intervenuto su mezzo milione di ettari, da ridistribuire alla popolazione; alla fine del 2008 gli ettari ridistribuiti al popolo saranno 2.500.000. Si pensi che tra gli interventi degli anni prima ve n’era stato uno che aveva per oggetto solo 7 fattorie, ma la cui estensione territoriale comprendeva 1.740.000 ettari! Una legge sulle terre del 2001 impone tasse sul latifondo e la loro espropriazione quando sono improduttivi. In generale si vieta il possesso di più di 5000 ettari.

  • Chavez si è opposto alle privatizzazioni sia dei servizi primari che dei giacimenti minerari, che restano pubblici e statali.

  • Vengono espropriate e statalizzate quelle imprese che siano riconosciute di “pubblica utilità sociale” come zuccherifici o industrie del settore petrolifero

  • Chavez ha dato la priorità al pagamento del debito sociale arretrato dei salariati, piuttosto che al debito estero (che è in genere nei confronti dei soliti istituti che impongono ricette neoliberiste, come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale). Ad esempio: la principale compagnia telefonica del Venezuela, la CanTV è stata costretta dal governo a rimborsare ai dipendenti gli stipendi arretrati.

  • Quello che si fa chiamare il “presidente dei poveri” vuole utilizzare a scopo sociale 5 bilioni dei 29 bilioni di dollari che fanno la riserva della Banca Centrale venezuelana.

  • Sui mercati, i beni di prima necessità sono tenuti più bassi di un 30% rispetto a prima, poiché tra produttore e consumatore sono stati fatti scomparire i molti intermediari.

  • La scuola è ora gratuita, rispetto a prima, e ciò ha consentito di immettere nel sistema scolastico 600.000 nuovi studenti. Sono stati creati 700.000 nuovi posti di lavoro. E anche le 19 etnie indigene dello stato di Amazonas sono state chiamate a partecipare alla redazione della nuova costituzione.

  • Una delle cose più gravi che Chavez sta facendo agli occhi di chi cerca in ogni modo di fermare la rivoluzione bolivariana è la trasformazione delle riserve valutarie in Euro anziché dollari.

Ciò che anima le denigratorie campagne stampa occidentali è anche la preoccupazione che tali modelli statali e sociali vengano conosciuti e facciano da modello ad altri popoli. Quando un governo o un leader difendono il proprio paese dagli approfittatori e speculatori esteri, ecco che giornalisti e storici ligi alla propaganda liberale, parlano di ottuso e controproducente protezionismo; quando un governo o un leader difende gli strati popolari dalla rapina di speculatori e usurai è bollato (come una volta) di “paternalismo”, oppure di “populismo”. Mentre loro per democrazia intendono: un popolo il cui lavoro in gran parte è assorbito dalle tasse; e gran parte di queste sono interessi sul debito pubblico contratto dallo stato verso la banca centrale privata, che presta soldi allo stato per fare le manovre finanziarie, dal momento che secondo il dettame liberista lo stato deve abdicare alla sovranità monetaria (“ai fini di una stabilità dell’economia”, si affrettano a dire i portavoce degli usurai), e farsi prestare i soldi a interesse.

XXVIII. ESEMPI DI INFILTRAZIONE CULTURALE.

ECONOMIA. Ad esempio, negli anni Ottanta e Novanta J. D. Rockefeller finanziava la cosiddetta “Scuola di Chicago” che finì per imporsi, e dette fama a mediocri economisti, come Robert Lucas, disposti a sostenere che l’economia avesse una sua propria perfetta razionalità, di conseguenza, non occorreva alcuna legge o intervento dello Stato, perché il sistema sarebbe andato a posto da solo. L’economia, secondo i Chicago boys sarebbe come un’entità perfetta a sé stante, in grado di una perfezione che nessun essere vivente possiede. Gli economisti della scuola di Chicago dovevano convincere tutti che era necessario “globalizzare” l’economia e eliminare il potere dei governi. Come in campo medico, col protocollo Flexner, i Rockefeller riuscirono ad imporre un unico modello di medicina, eliminando e progressivamente rendendo illegali ogni altra forma di terapia, al punto che oggi è la stessa Onu che promuove e diffonde questo modello “terapeutico” su tutto il globo, così in economia stanno tentando di fare la stessa cosa: negli Usa chi tra gli economisti non aderiva alle tesi dei Chicago boys veniva isolato nel mondo accademico e degli studi. Bisognava convincere il pubblico che con l’assolutizzazione dell’economia si sarebbero risolti tutti i problemi dell’occupazione, e tutti a questo mondo avrebbero raggiunto salari molto alti….Non stiamo a insistere su queste tesi di evidente sempliciotteria e malizia. Lo stato, come pubblica istituzione voluta dalla società civile è un ostacolo alla predazione delle risorse da parte dei capitalisti globali, che mirano ad appropriarsi per pochi spiccioli di fortune energetiche e quant’altro. Per loro stessi che sono una elite va riservato quanto di meglio la terra può offrire. Per questo motivo le popolazioni devono essere tenute sotto controllo, anche nella loro crescita demografica. Thomas Robert Malthus (la sua teoria sarà ripresa da Lucas) sosteneva che le carestie e le epidemie erano “salutari” rimedi all’aumento demografico, indicato come problema più grave del pianeta. L’élite anglo-americana è seguace di Malthus, ma si rifà anche alle idee di Charles Darwin, secondo il quale la specie più forte domina, e quella più debole si estingue. Lo scopo di queste teorie è quello di imporre il sistema creato dall’élite dominante anglo-americana, che non lascia libertà né accetta una vera competizione, ma impone un assetto favorevole soltanto a pochi.

Le scuole in cui nascono queste teorie sono finanziate dagli stessi personaggi che fanno parte dell’élite, come John D. Rockefeller, finanziatore della scuola di Chicago. Le industrie petrolifere, farmaceutiche, belliche ecc., oggi controllano le maggiori università del mondo. Possono dunque decidere ciò che è “scienza” e ciò che non lo è, ciò che va divulgato e ciò che va occultato. Persino il Premio Nobel per l’economia non è possibile conferirlo liberamente. Infatti, esso in realtà non è un vero Premio Nobel perché non viene dato dalla Fondazione Nobel ma da un gruppo di banchieri della Banca Centrale Svedese. Solo i banchieri si arrogano il potere di valutare i sistemi economici, per paura che le teorizzazioni umane possano spaziare liberamente, come avviene in qualsiasi altro campo dello scibile. Il modello da loro premiato73[6] è quasi sempre quello liberale o neo liberale, che non mette in discussione lo strapotere delle banche e delle Corporation.

ALTRE ASTUZIE STATISTICHE. Sentiamo come l’Istat, l’italiano istituto di statistica, definisce la povertà. Si ritiene povero quel nucleo familiare di due persone che in un mese spenda meno di 920 euro. Sì, nella definizione si adotta il verbo “spendere”. Proviamo a ragionare: Che differenza c’è tra uno che ha speso 920 euro e uno che li ha risparmiati e quindi non ancora spesi? Ricco è colui che ha esercitato il potere di spesa o piuttosto colui che, avendo risparmiato e non ancora speso 920 euro, può spendere? Chi dei due può aggirarsi per i negozi del centro alla ricerca di qualcosa che gli interessi e chi invece può anche starsene a casa, perché avendo tutto speso non ha altro da tirare fuori dalle tasche? Insomma, se una famiglia durante un mese risparmia 3000 euro e riesce a tirare avanti con soli 500 euro, perché magari quel mese gira poco in auto, perché magari attiva il proprio orto e pollaio da cui ricavare carne uova e verdure, perché magari, invece di comprare altri abiti ripara e ricuce quelli dell’anno prima. Insomma, se una famiglia aumenta il proprio potenziale di spesa risparmiando, se invece del consumismo pratica la frugalità, ecco allora che passa per famiglia povera nella statistica. Se invece vive da cicala e spende perfino molto più dei 920 euro, giungendo come si fa in America a indebitarsi, per poter utilizzare indiscriminatamente le due o tre carte di debito che la banca gli concede volentieri, dietro pignoramento della casa, ben s’intende, ecco allora che la statistica annovera questa famiglia tra le ricche. Morale: in un paese dove le tasse sono alte, dove la gente spenda tutto o più di quello che guadagna, dove arrivi ad indebitarsi e a farsi pignorare la casa, dove insomma si renda totalmente soggetta al potere delle banche, ecco che secondo gli indicatori di povertà e ricchezza adottati dall’Istat tale paese sarebbe ricco. Un paese dove la gente fosse frugale, dove risparmiasse e aumentasse sempre più il proprio potenziale di spesa, tenendo bei gruzzoli da parte, anche in vista dei numerosi imprevisti della vita, secondo voi sarebbe da dirsi più povero rispetto a quel popolo che si dissangua in tasse spese sanitaria, o che si indebita per mantenere un tenore di vita la di sopra delle proprie possibilità?

I NOBEL CHE RACCOMANDANO DI FARE DEBITI. Questi economisti da Nobel, che escono dalle solite università, fateci caso, forniscono a governi e industrie le solite ricette, volte a tagliare lo stato sociale, affinché ognuno si paghi da sé la pensione o la cassa mutua, acquistando fondi privati gestiti… dalle banche; escogitano formule del lavoro flessibile affinché le industrie indebitate con le banche possano licenziare senza ostacoli sindacali, al fine, quando è il momento, di onorare più e prima i debiti con le banche, che gli stipendi degli operai, oppure di delocalizzare le fabbriche dove la manodopera costi quasi zero; fanno credere dalle cattedre e dalle pagine di giornali importanti che nelle privatizzazioni anche dei servizi primari, starebbe la salvezza degli stati, invitano, specie i pesci piccoli, a fidarsi sempre della borsa, anche quando molti si sono rovinati; studiano strategie per scippare la buonuscita che le aziende devono a fine carriera ai lavoratori, costringendoli a comprarsi fondi pensione privati, il cui valore a fine carriera dipende dalla borsa (naturalmente gli rifilano i subprime, dei quali urgono di disfarsi le banche americane)….Hanno talmente carta bianca nel raccomandare la rovina dei popoli, che nessuno si stupisce quando affermano –è il noto teorema Modigliani-Miller- che per un’impresa qualsiasi livello di indebitamento può essere ottimale74!

CERTE IDEOLOGIE DI SINISTRA. I cosiddetti “nouveau philosophes” B.H.Levy, A. Gluksmann, Coen-Bendit che si suole nominare tra i principali protagonisti del maggio francese nel 1968, altro non sarebbero, per un acuto osservatore della politica contemporanea come Marco Dolcetta, che strumenti della politica angloamericana intenta ad abbattere politicamente De Gaulle, che si opponeva ad un ingresso dell’Inghilterra nel progetto di Europa Unita, adducendo come motivo il fatto che l’Inghilterra non sarebbe stato altro che il cavallo di Troia degli interessi americani in Europa. De Gaulle voleva un’”Europa delle patrie”, che non abolisse le specificità nazionali, un’Europa che non fosse subordinata agli interessi americani, bensì prospettava un’Europa forte che facesse da terzo polo indipendente e mediatore tra le due superpotenze: Usa e Urss. A questo tipo di Europa si opponeva l’Inghilterra e fu per questo che la Francia adottava allora in seno agli organismi europei la politica della sedia vuota: non partecipava. E senza la Francia non si fa l’Europa. La contestazione fu perciò organizzata dai servizi atlantici nel tentativo di abbattere il gallismo, anche se essa dapprima fallì. La prova che i nouveau philosophes lavorarono e lavorano per l’atlantismo sta nel fatto che allora prospettarono un modo di esser di sinistra antisovietico, e oggi che l’Urss non c’è più sono rigorosamente anti-Putin, e cioè coerentemente in linea contro un eventuale blocco eurasiatico. Ad esempio:gli articoli di Gluksmann sul Corriere della sera sono monomaniacalmente contro ogni accordo energetico e/o commerciale fatto da qualche paese europeo con la russia, così come è monomaniacale l’insistenza sulla presunta non democraticità di Putin che ha sottratto la Russia alla predazione delle risorse energetiche da parte dei cosiddetti “oligarchi”, quasi tutti di origini israelitiche come Gluksmann.

“Infiltrazione culturale” significa promuovere, finanziare e pubblicare testi di autori come Adriano Sofri, o Toni Negri, che elaborino un tipo di ideologia di sinistra che sia compatibile con gli obiettivi atlantici: una sinistra che non sia filoaraba, che sia a favore della flessibilità del lavoro (cioè precariato e indebolimento del sindacato), che sia favorevole alla globalizzazione, nel senso di fare apparire il modello di sviluppo occidentale imprescindibile, illuministicamente universale, semmai da correggere un po’, ma non fungibile, e quindi da imporre, anche a suon di bombe, agli altri paesi non occidentali; essa dipinge come barbarie e violazione dei diritti umani ogni altra forma di civiltà. I circoli Bilderberg e Trilateral sponsorizzano un tipo di sinistra che al suo fondo sia totalitaria, come lo è l’ideologia neoliberista e neocon: su questa terra siamo tutti squatter, tranne loro, i veri padroni, come da biblica promessa..Ecco quindi come mai il quotidiano “Lotta continua” è edito da un elemento della Cia e come mai Sofri (che benedice le guerre Nato esportatrici di democrazia) sia editorialista di Panorama diretto da un Carlo Rossella, membro Bilderberg; ecco un Toni Negri finanziato dalla Fondazione Rockefeller, e vicino ai servizi segreti italiani, come diceva Pecorelli.

Un esempio noto di “infiltrazione culturale” è il nobel conferito a Pasternak col Dott. Divago. Esiste un organismo apposito, ma noto a pochi, ed è l’Usia che deve promuovere certe idee e correnti culturali economiche e spirituali.

L’IDEA DI EVOLUZIONE. La Blavatski sostenuta dai servizi inglesi è inviata in India per un’operazione di ingegneria genetica da compiere sulla spiritualità indiana: far entrare l’idea di “evoluzione spirituale”: Un vero abominio alla cui realizzazione si presteranno alcuni indigeni, come Aurobindo e altri, se si pensa che le grandi civiltà arcaiche, dai greci agli etruschi fino alla saggezza vedica hanno sempre pensato la storia come processo degenerativo, dall’età dell’oro a quella del ferro. Ma in quel modo, fatta penetrare l’idea di evoluzione in campo spirituale, diventa facile convincere un intero continente ad accettare l’idea di evoluzione in campo biologico, e poi politico e sociale. Alla fine anche l’India accetterà gli OGM come espressione di una tappa evolutiva della natura…..( Aleister Crowley, che ha abilmente confuso la spiritualità col satanismo, era , per sua stessa ammissione un agente dei servizi inglesi. Non c’è da stupire che i Beatles lo ritenessero una delle fonti “culturali” più importanti per loro).

L’idea di evoluzione, che fu invenzione di quegli illuministi francese che di francese avevano solo il nome (Voltaire non solo è un grande esaltatore del sistema politico inglese, ma anche della cultura e filosofia inglesi: Newton e Locke son ritenuti superiori a Cartesio. La concezione deistica della religione non è che un eco della nozione di Grande Architetto, propria della massoneria di cui i “Philosophes” francesi sono espressione) la ritroviamo nel marxismo e quindi nel liberalismo; ebbene essa è forse la più grande infezione intellettuale che sia stata inventata, poiché consente di far apparire come positivo ogni processo degenerativo o distruttivo. Tutto ciò che è cronologicamente successivo non può mai esser visto come corruzione o degenerazione, ma come tappa evolutiva. L’abolizione delle garanzie sindacali sul lavoro (promossa, oramai avete capito da chi e perché), deve esser vista come naturale evoluzione delle leggi del mercato e solo chi è retrogrado o utopista ne pretenderà il ripristino; Che gli uomini non comunichino tra loro, ma che inizino a vivere autisticamente tra computer e cellulare, o che tollerino di coabitare solo con un cane e non con i propri simili (attitudine che in realtà e promossa per una finalità sociale e politica ben precisa e non difficile da indovinare) è solo una evoluzione inevitabile dei costumi sociali, opporvisi è antistorico, da reazionari; che dilaghi il costume sessuale della pedofilia (in realtà vien fatto dilagare per iniziative ben precise) è un fatto di evoluzione dei costumi sessuali, non accettarlo è voler rimanere legati ad una idea metafisica e rigida della sessualità umana che non è solo finalizzata alla procreazione; che scompaia il cibo biologico e si affermino gli OGM (affermazione in realtà programmata e imposta con tutti i mezzi, essendo semi brevettati e che possono consentire il lucroso monopolio delle risorse alimentari); insomma è grazie all’idea di “evoluzione” che un popolo può accettare docilmente tutto ciò che l’elite dominante gli impone in maniera per lo più anonima, quasi si trattasse di semplice accidente storico.

APPENDICE 1

OPERAZIONI PER SCREDITARE IL TIPO DI RICOSTRUZIONE STORICA CHE AVETE APPENA LETTO

RECENSIONE A D. ICKE

David Icke, ex giornalista ed ex deputato verde inglese, è un “complottista”, e cioè egli ritiene, con una documentazione riportata in più di 15 volumi, che il mondo occidentale sia occultamente dominato da una élite in grado di direzionare gli stati e grandi organismi internazionali (come ONU, Banca Mondiale, Banche centrali e ovviamente stampa e televisioni). Questa élite, dice Icke, è satanista e pedofila, pratica sacrifici umani e si esprime con simbologie esoteriche (i grandi attentati degli ultimi anni, dopo l’11 settembre, in Inghilterra, come in Spagna o in Algeria ricorrono col numero 11, oppure sono agli antipodi di settembre, cioè in marzo). Essa di fatto governa la politica e la storia. Icke fa i nomi di alcuni che starebbero ai vertici, personaggi potenti, banchieri e petrolieri come i Rotschild, i Rockefeller e un ex segretario di stato influentissimo come Kissinger. Ciò che accomuna, ad esempio, questi tre nomi è il fatto che sono ebrei; quindi Icke è blandamente accusato di antisemitismo.

Senonché Icke, con fare da new age demenziale, esprime un amore universale, che “perdona tutti” anche i propri nemici, e infatti a p. 551 di E la verità vi renderà liberi75 scrive un capitolo dal titolo “Ti amo dottor Kissinger”, alla fine di un libro che documenta come questo signore sia, all’interno dell’élite che domina il mondo, uno dei peggiori nemici dell’umanità, sia per le guerre e colpi di stato organizzati (Cile, Libano, ecc.), sia per i provvedimenti malthusiani ai danni dei paesi più poveri (vaccini defertilizzanti, virus manipolati geneticamente veicolati nell’aria e nel cibo, spargimenti di uranio impoverito). Icke dispone di una mole enorme di materiale di non facile reperibilità; e sono proprio quelle informazioni di cui tanti seri ricercatori vanno a caccia, ma con fatica. Dispone di informazioni dettegliatissime su: guerra di Panama, Hitler, colpo di stato in Cile, storia e politica di Inghilterra e Usa, guerra del Golfo, rapporti Usa-Urss, conosce tutto su Consiglio delle relazioni estere (CFR), Trilaterale, Bilderberg, Club di Roma, storia della massoneria, la vicenda di Lady D., Mitterand, Sinn Fein, Merovingi, storia del Cristianesimo, storia della Bibbia, storia dei popoli antichi (egizi, sumeri, ecc), attentato di Oklahoma, attentato a Kennedy, questione Iran-Contra, guerra Vietnam, Mossad; sul caso Moro e la P2, lui ne sa molto di più di noi italiani; es: “il 10 novembre 1982 la corte sentì una testimonianza sconvolgente da una persona molto vicina a Moro, Corrado Guerzoni. Egli affermò che un politico delle alte sfere statunitensi aveva minacciato Moro che se non avesse cambiato la sua linea politica, avrebbe dovuto vedersela con loro…Anche la moglie di Aldo Moro, durante la sua deposizione, disse che ’una figura politica statunitense di alto livello’ aveva detto a suo marito ‘O abbandoni la tua linea politica o la paghi cara’. Chi fu l’uomo di cui fece il nome Corrado Guerzoni in Tribunale? Henry Kissinger. Di questo si parlò molto sui giornali italiani, ma non una sola parola apparve sul New York Times o sul Washington Post” (E la verità vi renderà liberi, p. 321). Egli ha perfino le prove del silenzio della stampa americana del tempo; cosa che ad una verifica –è da scommetterci- deve risultar vero. Inutile dire che dispone di informazioni proibitive su Calvi, Sindona, il Vaticano, Gelli, ecc. E’ indicativo che su queste cruciali e delicate vicende della storia italiana non indichi la fonte da cui le trae. A lui tutta questa roba viene fornita, con ogni verosimiglianza, dai Servizi; il tipo non ha neppure la faccia dello studioso e del ricercatore, gobbo e occhialuto, che passa le giornate a raccogliere e catalogare documentazione. Anzi, lasciatemi dire che ha tutta l’aria di uno che in vita sua non ha mai lavorato sul serio. E quei Servizi non solo gli danno accesso alle più proibitive informazioni, ma anche gli consentono di stare anni a scrivere migliaia e migliaia di pagine senza doversi preoccupare di sbarcare il lunario, consentendogli, inoltre, di recarsi tranquillamente da un angolo all’altro del mondo a fare conferenze (con finti gruppetti di protesta fuori la sala, che lo accusano di antisemitismo).

Icke è usato dall’élite che lui denuncia affinchè quelle informazioni (di molte delle quali chiunque può verificare la fondatezza) non vengano utilizzate e non siano citate da alcuno. In che modo si compie questo? L’autore, dopo aver esposto quella mole di documenti e quella credibilissima ricostruzione (a cui molti ricercatori, per uno o più aspetti,stavano arrivando) la scredita, accreditando se stesso come paranoide. E allora eccoti verso la fine del libro (Figli di Matrix, p.336) il capitolo dedicato alle “regine che mutano forma” , dove dà piena attendibilità a testimonianze di chi afferma aver visto la regina Elisabetta e suo figlio Carlo trasformarsi in giganteschi lucertoloni intenti a mangiare carne umana. Icke stesso dice di aver visto il presidente Bush trasformarsi per un attimo in lucertolone durante un’intervista; e accredita anche quelle testimonianze di donne che avrebbero avuto rapporti con persone che durante l’atto si sarebbero trasformate in lucertoloni. E a pag 552 di E la verità vi renderà liberi conclude con un liberatorio: “Ti amo dottor Kissinger. Vi amo D. Rockefeller, G. Bush e B. Clinton..un amore senza condizionamenti o possessioni. E’ l’amore che nutriamo nei confronti dei nostri figli. Non siamo sempre d’accordo su quello che fanno, ma li amiamo lo stesso”. In America la Società psichiatrica americana è ad un passo dall’includere nel novero delle patologie psichiatriche, come paranoia, l’idea complottista-cospirativa della storia e della politica, quella che insomma dubita delle verità ufficiali (tipo quelle fornite dal governo su l’11 settembre) e vede il mondo governato da una élite che sta dietro le quinte. Icke, che fa di tutto, e ci riesce, per accreditarsi come paranoide, vuole essere la prova che coloro che vanno in cerca di notizie nascoste e manipolate sono da patologia psichiatrica. Di quale argomento “proibito” ci si potrebbe occupare (dai vaccini, alla storia delle religioni, dalla finanza alla politica, dalla storia alla medicina) che non si trovi trattato nell’opera di Icke, il più paradigmatico e il più sistematico (volumi su volumi) dei complottisti e dei cospirativi? Icke e i Servizi hanno lavorato perchè nessuno le citi, nessuno le prenda sul serio, nessuno vi acceda. Anzi, chi le adotta seriamente è da considerare in odore di malattia mentale. Un tempo certe verità venivano semplicemente nascoste, oggi al tempo di internet dove non si riesce a nasconder nulla, vanno avvelenate e rese inutilizzabili con quella tecnica. Le plateali declamazioni di amore cosmico di Icke fanno parte della strategia volta ad accreditarsi come paranoide. In realtà non ama nessuno, perchè lavora per nascondere la verità, per renderla incomunicabile.

     Sentiamo ora come Icke demolisce l’altra sua importante opera: E la verità vi renderà liberi, con la solita tecnica dell’accreditare se stesso come psicotico-paranoide per screditare e rendere in-citabile (non citabile) tutto quel che di valido ha esposto, rendendo così inattingibile la vastissima e veridica documentazione portata. Egli descrive alla fine del libro il suo incontro casuale a teatro con l’ex presidente Jimmy Carter, che gli si sarebbe seduto accanto: “constatai che l’energia che emana da chi è veramente impegnato nella trasformazione spirituale è talmente forte che il nuovo ordine del mondo non ha alcuna speranza di successo. Mr. Rockefeller, dottor Kissinger, Mr Carter e compagnia, per voi è finita…durante lo spettacolo dissi ad Ayem che percepivo l’energia emanata dall’aura di Carter. Non sapevo esattamente cosa fosse ma c’era effettivamente un flusso d’energia che da lui arrivava fino a me. Alla fine dello spettacolo ero leggermente agitato e in seguito la mia agitazione aumentò. Mi ritrovai a contorcermi sul letto, urlando e ringhiando come un animale impazzito. Due amici, tra cui Ayem, si inginocchiarono al mio fianco proiettando amore verso di me.”(pagina 559). Oltre ai ringhi e urla, si noti come il tipo voglia screditare se stesso anche lasciando evidenziato, per il lettore non distratto, che il presidente invece di stare seduto accanto ad uno dei suoi uomini di scorta, oppure accanto a qualche amico o parente si sarebbe seduto distrattamente accanto ad un pinco pallino sconosciuto, al quale avrebbe stretto la mano.. Insomma, al lettore devono poter cader le braccia e deve provare una sensazione di discredito verso Icke e di conseguenza verso tutto ciò che ha scritto per migliaia di pagine documentate . Tutto va buttato al macero, nulla è utilizzabile, nulla è credibile: è tutto avvelenato dal marchio della paranoia. E sono questi stessi Servizi, che imboccano Icke, a riempire il web di siti complottisti e cospirativi i cui titoli e rubriche portano la dicitura “paranoia” e sue varianti (ho trovato siti nei quali sotto il link “paranoia” si trova una ricostruzione della storia e della politica guidate da una élite che sta dietro le quinte). Il terreno è pronto per poter additare tutta questa gente, che va in cerca di occulti manovratori, come malata e bisognosa di Prozac o TSO.

    Sentiamo ora come sapientemente sa avvalersi dell’elemento ridicolo-demenziale. A pagina 351 di Figli di Matrix egli accredita la testimonianza di un tal Walden che nei termini che seguono viene a sapere che George Washington apparteneva agli Illuminati (indicato da Icke come il vero gruppo occulto dominante la civiltà occidentale dal Settecento in poi): “Una notte, ero sdraiato supino e guardavo il soffitto nel tentativo di addormentarmi quanto sentii un forte sibilo. Qualcosa si mosse dentro di me alla velocità della luce [!], e una grande immagine di George Washington a figura intera, si fermò proprio davanti al mio viso, toccandomi il naso. Sentii una forte voce autoritaria che diceva: Washington fu uno di noi”. Poco sotto la testimonianza prosegue: “Walden fece esperienza di un rettile interdimenzionale. Era alto tra i due metri e mezzo e i tre metri e sessanta centimetri, e aveva piedi allungati. Aveva una membrana tra il tronco e le braccia, come un pipistrello, che a volte assumeva l’aspetto di un paio di ali e un’ appendice a forma di pinna sul dorso. La sua testa era grossa e allungata come un cocomero, la pelle era ruvida, a chiazze verdastre, e a Walden parve di vedere una coda. Questa entità sosteneva di essersi incarnata in molti corpi umani e disse: i miei occhi hanno assistito all’evoluzione del genere umano.”(E darwinista il pipistrello?) Si noti che per dare al lettore la sensazione del demenziale e del discredito, nella scenetta del Walden disteso la foto di Washington non si limita ad apparirgli di fronte, ma gli tocca pure il naso, dando il senso del ridicolo!  Mentre nella descrizione del pipistrello, che pare ripresa dalla letteratura potteriana, il dettaglio demenziale sta in quel “gli parve di vedere la coda” (poteva mancare una bella coda?).Si noti la valutazione volutamente pressappochista dell’altezza, con 110 cm di scarto, per accreditare una situazione allucinatoria (onde evitar testate, poteva il pipistrello interdimensionale scegliersi almeno una statura conforme ai soffitti delle abitazioni americane!). Insomma si vuole che il lettore, arrivato a quel punto della lettura, si domandi dentro di sè: “ma che cavolo sto leggendo!? Ma questo che scrive?”.

    Un ricercatore che volesse difendere pubblicamente i contenuti del libro di Icke, che volesse farne una recensione, che volesse citarlo in un volume, volesse parlarne in una sede istituzionale esporrebbe la sua credibilità intellettuale ad una dura stroncatura, quale si potrebbe fare con una recensione come questa. Icke è un ingegnere genetico. Come gli ingegneri della Monsanto mettono nei semi il gene terminator (che li rende sterili dopo la prima semina), affinchè quei semi si mescolino con quelli naturali, per arrivare a un tempo in cui esisteranno solo semi brevettati e autodistruggenti (per costringere i contadini a ricomprarli ogni anno), così l’ingegnere Icke, confeziona notizie sulla élite (satanista e pedofila) col gene dell’autoscreditamento (standosene sull’isola di Wight, che è dell’élite, e facendosi finanziare da  David Solomon). Questo perchè l’élite sa che all’epoca di internet vari ricercatori qua e là nel mondo stanno per arrivare a completare il puzzle su di essa, smascherandola, ciascuno portando una parte (pezzi facili da mettere insieme, grazie alla rete). Allora essa ha giocato d’anticipo, affidando all’ingegnere Icke il compito di rivelare il puzzle tutto intero, ma col terminator dell’ autoscreditamento, in modo che nessuno di questi ricercatori seri possa rivelare quel che ha scoperto dell’élite, senza che qualcuno possa loro obiettare che si tratta di “roba di Icke”, che di queste notizie ha il brevetto. Nessuno potrà andare in giro a profferire pubblicamente queste notizie modificate col gene della demenza e della paranoia, senza rischiare discredito, quando va bene, senza rischiare un trattamento sanitario obbligatorio o un prozac, quando andasse meno bene. Queste notizie biotech sulla élite, sparpagliate nella rete, grazie a tanti siti civetta e grazie a tanti editori, devono condurre al giorno in cui della élite sarà sconsigliato solo pronunciarne il nome (della rosa,ovviamente).

Nel volume Io sono me stesso, io sono libero, Icke espone la sua “filosofia”. Che potrebbe non esser tanto sua quanto di quelli che lo sponsorizzano. Dopo aver ricordato che la razza rettiliana domina la terra a partire da una quarta dimensione vibrazionale (da questa essi controllerebbero la terza dimensione e poi giù giù fino alla terra, che sarebbe tenuta in una prigione vibrazionale), e dopo aver detto che ciò si compie da millenni, rassicura il lettore che il campo energetico globale sta accrescendo la sua vibrazione (p.246), che dovrebbe portare la termine del dominio dei rettiliani. Il tutto è prospettato in visione evolutiva: la nuova spiritualità deve essere evolutiva; non per niente l’Inghilterra spedisce la Blavatsky in India per convincerne gli indigeni del contrario di quanto loro avevano sempre affermato (concezione propria anche di Esiodo), e cioè che l’umanità va dall’età dell’oro a quella buia del ferro (Kali yuga); bisognava con la Teosofia fare quella modifica genetica che introduce nella spiritualità l’idea illuminista e liberale, secondo la quale si va sempre meglio…Già prima della Blavatsky, era stato sponsorizzato Darwin per introdurre l’ottimismo in biologia…In questo Icke è politicamente corretto (“il viaggio d’evoluzione”, p.183). Sapete che c’è in gioco? Tutta il senso della politica. Dove la storia sia vista come progressivo deterioramento di un patrimonio originario (età dell’oro, iniziale rivelazione divina), come accade presso induismo, antica grecia, civiltà etrusca, civiltà amerinda, ecc, ecco che la politica è legittima ed ha un senso solo come rallentamento, o almeno tentativo di rallentamento del processo degenerativo; ad ogni novità che irrompa ci si deve opporre, perché quel tentativo di novità (i pacs e gli Ogm, ad esempio) sono tappe dell’involuzione. Se invece riesco ad infettare ogni settore della cultura con l’idea evolutiva, ecco che dovere della politica diventa non quello di opporsi ad ogni novità, ma semmai quello di promuoverla, perché così si promuove l’evoluzione. Ecco allora, che qualsiasi cosa l’élite proponga (sfascio della famiglia, promozione della sessualità omo, diffusione degli Ogm, urbanizzazione dei popoli, eutanasia attiva contro anziani e malati, precocizzazione della sessualità infantile, promozione della violenza sociale attraverso films e videogiochi, ecc.) esso diviene subito impegno della politica (quella “corretta” che si riempe la bocca di termini, come “sviluppo”, “riforme”, “progresso”, “moderno”). Una civiltà infettata dall’idea evolutiva non può opporsi a quanto l’élite (che sponsorizza Icke) propone attraverso il suo immenso potere mediatico; la politica che vi si opponesse sarebbe antistorica, antievolutiva, contraria allo sviluppo. Una volta lasciata passare l’idea evolutiva (già imposta ai bambini delle elementari) ogni movimento politico che si opponga ai pacs, Ogm, eutanasia ecc, è ipso facto delegittimato. Non ci si può più opporre a quel che vuole l’élite.

Ma il tipo è anche politicamente corretto quando si pone in linea con le preoccupazioni malthusiane dell’élite anglo-americana (Global 2000, è il più importante documento della politica estera americana, nel quale si afferma che per la propria sicurezza e per mantenere il primato mondiale gli Usa debbono urgentemente promuovere politiche di depopulation, specie verso il terzo mondo). Perciò a p.222 Icke parla di “prigione del matrimonio” inventata da una umanità che si sente insicura. Mentre ora che evolviamo in fretta grazie alle aumentate vibrazioni cosmiche, non abbiamo bisogno dell’altro/a come della propria metà. L’umanità “si sta aprendo alla propria integrità multidimensionale e non ha bisogno di assicurarsi l’altra metà in una relazione con un uomo o con una donna. Sono già integri…” (p.223). Quindi chi è single è evoluto e già entrato nel futuro, chi si sposa, invece non fa quel “balzo quantico” (p.184), che è segno di alta capacità vibrazionale

L’élite tecnocratica anglo-americana ha anche in mente di abbattere le religioni, sono esse infatti che si oppongono ai matrimoni omosessuali, all’eutanasia e all’aborto (che invece servono alle politiche malthusiane) , alle manipolazioni degli embrioni, al consumismo materialista, esse difendono la famiglia, si oppongono alla teoria secondo la quale il sentirsi maschi o femmine sarebbe un’ideologia, si oppongono alla sessualizzazione dell’infanzia, come vuole il reichismo; perciò Icke scrive a p. 204: “La stessa potenza della quarta dimensione [quella dove hanno quartier generale i rettiliani] ha creato e usato la religione, in particolare il cristianesimo, l’ebraismo e l’islamismo, per distruggere la verità sul sesso…”.

Ma il pezzo forte della filosofia dell’ex giornalista inglese compare dopo il capitolo dedicato alla descrizione dei riti satanici e pedofili ai quali è dedita l’élite dominante. A pag 90 riporta i dati di un importante agente dell’FBI il quale ha rivelato che in Usa ci sono: “750.000 persone che praticano il satanismo, mentre i sacrifici umani si aggirano sui 50.000-60.000…L’organizzazione dei rituali satanici è in contatto con l’ambiente degli asili infantili e degli ostelli dei profughi, in modo da garantire un continuo rifornimento di bambini. Per favore informatemi di quello che sapete”. Ancora a p. 68 a proposito degli abusi sessuali sui bambini: “Se sapete qualcosa, vi prego di dirmelo. Lo scambio di informazione avverrà in assoluta segretezza e se esse avranno un fondamento le renderò pubbliche. Se qualcosa vi trattiene, pensate almeno ai bambini”. A conferma della sua grande sensibilità per la causa dei bambini, a pag 91, nel momento in cui si accinge a descrivere l’uccisione e stupro di un bambino, scrive: “Dio, mi sento male al solo pensiero”. Il lettore avrà capito che si tratta di una persona molto sensibile… In questo appello accorato, rivolto ai suoi lettori, affinchè denuncino a lui quel che potrebbero aver scoperto in merito ai bambini, qualcosa di strano c’è. Lui non dice: raccogliete prove e poi andate dai carabinieri. Bensì dice rivolgetevi in segreto a me, poi ci penso io….Non sarà, fiduciosi lettori di Icke, che è iniziata la schedatura di testimoni scomodi di fatti inquietanti?

Prima di andare avanti a mostrare la correttezza politica di questo signore, ricordiamo che egli, senza esitazione, denuncia, con nome e cognome, mezza classe dirigente americana, che trasversalmente, tanto repubblicani che democratici, partecipa a festini pedofili, omicidi e satanisti nel boschetto boemo e altrove. Trovate nomi come Bush, Clinton, Kissinger, Cheney, capi della Cia, Pentagono, banchieri, giornalisti….eppure, nella presentazione del libro fatta dall’editore c’è scritto espressamente che Icke, oltre Inghilterra e Canada (anche in questi paesi ha fatto nomi e cognomi), gira gli Stati Uniti “raccontando ciò che ha scoperto” senza che nessuno lo disturbi (!). Sul libro c’è la foto del tipo che ride a più di 30 denti, nudo, con la foglia di fico che ha su scritto; “censored”. Andiamo avanti.

Il capitolo successivo a quello che descrive gli stupri dei bambini è dedicato all’autostima e all’onnipotenza della volontà. Uso a ragion veduta il termine onnipotenza, perché: “siamo noi a creare la nostra realtà” (p. 115). “…la coscienza del bambino si creerà a sua volta la propria realtà materiale fin dal momento della nascita….gli stessi principi che valgono per gli adulti, valgono anche per i bambini…Siamo noi a creare quando dove e con chi diventare persone e siamo noi a creare la nostra realtà.” (p.116). “E’ importante comunque capire che tutti noi ci creiamo la nostra realtà. So per esperienza che ci sono persone che accettano questo principio, ma poi cercano di negarlo quando capita loro qualcosa di spiacevole…non c’è nessuno da biasimare o su cui scaricare la responsabilità di quello che succede nella tua vita. Sei tu ad averne il controllo e puoi cambiare qualsiasi cosa tu voglia, cambiando la concezione che hai di te stesso.” (p.115).

Bene. Sulle cause della povertà esistono due teorie fondamentali: quella di Tommaso Moro e quella del reverendo T. Malthus. Il primo ha sostenuto che in Inghilterra la povertà ha iniziato a espandersi vertiginosamente con la vendita fatta da Enrico VIII dei terreni sottratti alla chiesa cattolica, oppure consentendo la vendita delle terre comuni dei villaggi. Su queste terre la gente vive di sussistenza (le terre sono dette open fields). Dalla metà del Cinquecento circa in poi, fino alla fine del Settecento la politica delle recinzioni provocherà un pauperismo urbano in Inghilterra, tale che nellOttocento il ceto contadino è scomparso (di questa dekulakizzazione nessuno parla). Quindi Moro dice: la privatizzione della terra e il latifondo è causa di povertà. La teoria di Malthus, fatta propria dal liberalismo, secoli dopo dirà invece che la causa della povertà sono i poveri stessi. La causa non va cercata in altri. Sono loro che hanno scelto di essere poveri, riproducendosi troppo o conducendo una vita da pigri e viziosi. Malthus come rimedio alla povertà proponeva la sterilità oppure il taglio dei sussidi affinchè quelli perissero.

Ebbene Icke estende la teoria malthusiana sulla povertà a tutta la condizione umana. Se sei brutto e sofferente è perché tu lo hai voluto (anche se non ti ricordi bene quando e come), se sei povero è perché così hai voluto forgiare il tuo destino. Se sei malato è perché tu hai voluto così. Perfino i bambini determinano il proprio destino, inclusi ovviamente quelli che vengono rapiti negli orfanotrofi per essere sacrificati nelle sedute sataniche….”non c’è nessuno da biasimare o su cui scaricare la responsabilità di ciò che accade”. Non si lamentino i contadini inglesi cacciati dalla terra, non si lamentino, oggi, i contadini africani o andini se si trovano inurbati nelle megalopoli, né si lamentino donne e bambini abusati: essi hanno creato il proprio destino a quel modo. Ma allora i cosidetti ricchi, quelli che si son presi le terre o i satanisti, che mangiano invece di farsi mangiare chi sono? Sono quelli che evidentemente hanno più autostima degli altri. Infatti Icke dice che la causa per cui una donna si trova ad avere un marito violento o che la comanda sta nel fatto che lei non si autostima. L’autostima, concetto tanto in voga oggi, non è che la trasposizione sul piano psicologico di quanto Adam Smith indicava come “mano invisibile” e cioè: l’egoismo. Se ciascuno segue il proprio egoismo in economia, tutto va a posto da sé. Se lo stato interviene, accadono allora i pasticci. In psicologia, il seguire il proprio interesse egoistico si dice autostima. Io mi amo, penso a me e a quello che mi piace, mi curo, tanto la salute che l’estetica, ho diritto a stare comodo e a faticare poco; ho diritto a fare una vacanza e a comprarmi la pelliccia, perché delle soddisfazioni ci vogliono…e ovviamente una carta di debito per cavarsi le voglie, altrimenti la società dei consumi non carbura. Sacrificio, frugalità ecc. sono atteggiamenti che indicano scarsa autostima, quindi propensione alla depressione, al suicidio -ci avvertono gli psicologi contemporanei…. Capite?. Il ricco quindi chi è nella prospettiva della filosofia-antropologia di Icke? E’ semplicemente uno che ha avuto il coraggio di amarsi, uno che si autostima, uno che ha creato la propria condizione umana in modo felice. La causa della povertà, l’esser vittima di abusi hanno la loro radice nel non amarsi….L’autostima confina e a volte si identifica con quel “pensa positivo!” con cui gli stessi sponsor di Icke anni prima avevano infarcito le correnti del new age demenziale: la società dei consumi e le borse richiedono degli idioti incrollabilmente ottimisti, autisticamente ricurvi sui propri bisogni e impegnati a rafforzare la propria autostima a colpi di carte di debito…

Abbiamo iniziato questa recensione dicendo che Icke è il maggior complottista in circolazione. Ci scusiamo col lettore per la lunghezza, ma si trattava di cercare il filo conduttore dei suoi scritti attraverso migliaia di pagine, e ora che lo abbiamo trovato, vediamo come sia sostanzialmente elementare il pensiero del tipo, e cioè è il solito pensiero che va in giro da trecento anni e che fa da nucleo ideologico dell’illuminismo, del liberismo, del positivismo, dei chicago boys, e dei valori diffusi dagli organismi Onu. Al termine di questa recensione possiamo affermare che il pensiero di Icke è la negazione di ogni complottismo, infatti, importando nella sua visione filosofica il nucleo della dottrina liberale-liberista, e cioè quanto dicono Adam Smith, Malthus e Darwin, il signor Icke può dire che se buona parte dell’umanità è stata ed è saccheggiata del petrolio, delle terre, delle risorse alimentari, genetiche e del sottosuolo, ciò è dovuto al fatto che questa parte dell’umanità non si autostima, essa ha scelto di essere predata e impoverita; questa parte dell’umanità è quella che non ha voluto fare il famigerato salto quantico. Le popolazioni della foresta amazzonica alle quali le multinazionali del petrolio devastano l’ambiente, con deforestazioni e trivellazioni inquinanti, sono popoli che son voluti restare indietro nella scala evolutiva. Questi non voglion fare salti quantici, non si autostimano: come può autostimarsi uno che ha voluto per sé un destino cattivo? Una fetta di popolazione di un determinato paese è passata dalla soglia di povertà alla povertà a causa della speculazione sulla moneta locale (che si è svalutata) di un certo personaggio di cui i giornali pudicamente non parlano. Forse la causa della loro povertà è quel “noto anonimo”. No. Questo è complottismo superficiale. Vogliamo sempre credere che dietro ai fenomeni economici, politici e storici ci sia sempre qualcuno che tira le fila. Questa è paranoia. In realtà la causa profonda dei poveri sono i poveri stessi, come diceva Malthus; la dottrina del reverendo aggiornata da Icke dice che se quella fetta di popolazione è diventata povera non è a causa di quel noto anonimo speculatore, bensì….di quella stessa fetta di popolazione che ha voluto per sé tale destino….

Chi sono allora quelli dell’élite che moltiplicano le loro ricchezze solo pigiando alcuni tasti di un computer, col quale trasferiscono montagne di denaro o di materie prime da una parte all’altra del globo; che con poche digitate di computer decidono le guerre e i prezzi del grano, che si concedono festini satanisti e pedofili? Assolveteli, perché non sono la causa della povertà dei poveri e della infelicità degli infelici sotto le guerre o sotto gli stupri, come vorrebbe l’idea complottista della politica e della storia. Essi sono semplicemente persone che si autostimano, che hanno veramente amato se stesse compiendo coraggiosamente l’oramai famoso salto quantico, quello che ti porta avanti nella scala evolutiva. Essi sono quelli che hanno avuto la prontezza e il coraggio di salire sulle onde ad alta vibrazione dell’evoluzione cosmica.

Volete, cari lettori che vi sintetizzi, in quattro parole, il senso e il messaggio delle circa 20.000 pagine scritte dal signor Icke: il più forte ha sempre ragione (è sempre più in alto nella scala evolutiva).

APPENDICE 2

I LATI OSCURI DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE

Nella retorica, l’Occidente è fatto dei seguenti valori: democrazia, libero mercato e soprattutto diritti umani.

Ciò significa che da noi non si costringono le donne al burka o all’infibulazione. Da noi, se un padre dà un ceffone al figlio va in galera76[1]; da noi se uno fa il mobbing al dipendente è punito. Da noi mica facciamo sposare le bambine a 13 anni, come fanno ancora certi barbari. Siamo talmente civili e attenti ai diritti umani che da noi si parla di “quote rosa”, vogliamo cioè che in Parlamento o altrove una parte di rappresentanti sia obbligatoriamente femmina. Se da noi un gatto, salito su un tetto, si mostra insicuro nello scendere si chiamano subito i pompieri e si blocca il traffico per le ore necessarie all’operazione. Siamo talmente avanti nei diritti umani che ormai stiamo mettendo in campo i diritti animali. Pensate che in Cina mangiano i cani. Noi i cani li vacciniamo e li portiamo ogni mese dal veterinario, col cappottino. Siamo migliaia anni luce distanti da tali paesi, dove ad esempio si vieta alle donne di guidare la macchina. Noi occidentali politicamente corretti promuoviamo consapevolmente la distruzione delle società organiche, fatte di usanze e tradizioni, perché sono molto intrise di elementi contrari alla corretta pratica dei diritti umani. Pensate solo a quel costume anatolico di portare in giro a guinzaglio un orso, da far ballare, con capriole e giravolte nelle piazze dei mercati da parte di certi cantastorie. Sono pratiche che devono finire, come l’orribile caccia alla volpe in Inghilterra (ormai vietata)

 Ma c’è un dato ufficiale che dovrebbe inquietare. E’ stato da poco (2007) istituito un dipartimento delle persone scomparse in Italia, su pressione dei familiari degli scomparsi e non per virtù delle alte istituzioni, che si sono mostrate così riluttanti alla cosa che non hanno saputo dare nemmeno un ufficio a questo alto commissario (Rino Monaco), che pare sia costretto a ricevere le persone a casa propria. Il dato ufficiale parla di circa 30000 scomparsi nel nulla in Italia negli ultimi 25 anni! C’è un ritmo di 8000 scomparse l’anno, in Italia, tra le persone censite77[2]. Solo tra i minori, dal 1983 a oggi sono stati ingoiati dal nulla 1757  italiani e 7963 stranieri. Senza contare quegli stranieri non censiti la cui scomparsa non sia stata regolarmente denunciata. Dal primo febbraio al 30 giugno 2008, solo tra i minori, abbiamo avuto in Italia 890 scomparse (“Nazione” 3 VIII 2008)! Siamo in Italia o nel Burundi? Che succede? Siamo nel Paese dove se uno ammazza un gatto si fa quasi gli stessi anni di galera che se avesse ucciso una persona. Amici animalisti, capirete che non sono assolutamente contrario alla difesa degli animali, ma porto tali esempi per mostrare come questa difesa sia soltanto una maschera ipocrita, cioè l’immagine dolce, emotiva , sensibile e sentimentale che la Bestia vuol dare di sé. La vostra pur giusta causa è strumentalizzata per nascondere il peggio. Ebbene gli eurocrati non ci piacciono perché fingono di ignorare un dato così grosso e drammatico, quale la sparizione di decine e decine di migliaia di persone in Europa, anzi alzano la voce quando col censimento si pone un ostacolo alla sparizione di bambini. Leggete qui sotto e vedete qual è il vero volto della democrazia e dei diritti umani che noi vogliamo esportare ed imporre.

DOCUMENTI 1

di Giuseppe Cosco

Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell’ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell’Interno nel 1996 sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo ’98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine.

Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: <<Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti>>. Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava: <<Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi>> e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini.Tra questi <<desaparecidos>> tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national biography: missing person”. [affermazione di Cosco che non condivido, se veramente fossero stati preoccupati non si sarebbero opposti al censimento di bambini rom PDB]

Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: <<La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un <<santone>> che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. …La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti>>.

Ciò che più lascia sconcertati di questa sètta è che, secondo Ted Gunderson, dirigente dell’FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, è, a quanto scrive la rivista “Nexus. New Times”, n. 23 (edizione italiana), la sua affermazione: <<La mia conferenza relativa ai ‘bambini scomparsi’ documenta che i Finders (Scopritori, ndt) di Washington, DC, sono un’organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un’operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di bambini>>. Egli, commenta Uri Dowbenko, autore dell’articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della sètta Finders deve essere chiuso per il motivo che è <<un affare interno della CIA>>.

Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di “Nexus”: <<Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che “esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno”>>.

L’avvocato John W. DeCamp, nel suo agghiacciante libro-denuncia: “The Franklin Cover-up”, che tratta di pedofilia nelle alte sfere del potere, scrive: <<Le droghe non rappresentano il livello più profondo del male sponsorizzato dal governo; io ritengo che il livello più infimo dell’Inferno sia riservato a quelli che hanno evocato e attuato il ‘Monarch Project’. ‘Monarch’ fa riferimento a giovani che in America sono stati vittime di esperimenti di controllo mentale eseguiti da agenzie del governo USA come la CIA oppure agenzie di intelligence militare>>. Il giornalista investigativo Anton Chaitkin, più volte citato nel libro di John W. DeCamp, spiega che questi esperimenti sono all’origine di una <<produzione di un’orda di bambini la cui anima viene frantumata, il cui scopo sarebbe spiare, prostituirsi, uccidere e suicidarsi>> (“Nexus”, n.23, cit.).

Jean Dagorno, docente di Analisi storiosociologica del quarto arrondissment dell’ “Ecole Superieur” di Parigi, eletto come indipendente a Bruxelles e famoso a livello mondiale per aver fatto esplodere la “bomba” Echelon (nella sua ormai famosa interrogazione sull’esistenza di un sistema di controllo delle comunicazioni, telefoni, fax, cellulari, ecc.) ha recentemente pubblicato un altro articolo-dinamite. Il professore sulla rivista francese “Etudes Storiosociologues (XV, nouvelle sèrie, page 14 et seguentes), nel suo saggio dal titolo: “Pourquoi moi?”, denuncia che i serial killer potrebbero essere il risultato di incredibili esperimenti e di ciò accusa la CIA. A sostegno della sua inquietante tesi si chiede, tra l’altro: <<Cosa faceva, nel 1959 Aldous Huxley, in compagnia dell’antropologa Margaret Mead e del lisergico Timothy Leary, nella cella di Charles Manson, il prototipo dei serial killer, lo pseudosatanista che avrebbe confessato la torbida verità nascondendola nell’autoaccusa di aver partecipato ai riti di The Process? Cos’era, infatti, The Process se non una setta organizzata dalla Cia, per reclutare i soggetti più labili sui quali sperimentare le “terapie” di Huxley, della Mead e di Leary?>>. Secondo Dagorno queste particolari terapie venivano effettuate iniettando, nei soggetti cavia, le sostanze dalle quali, venti anni dopo, si sarebbero ricavati i principi attivi degli psicofarmaci di terza generazione. Oggi gli psicofarmaci sono le medicine più consumate nel mondo. Ebbene la grave accusa consiste nell’ipotesi che gli psicofarmaci, in soggetti particolari, inibirebbero ogni tipo di freni morali trasformandoli in serial killer. Se Dagorno dovesse avere ancora ragione, come per Echelon, sarebbe davvero terribile.

Per quanto concerne le accuse fatte, da più parti, alla Cia di produrre assassini programmati, è di grande interesse quanto scrive Maurizio Blondet sulle scoperte di un’antropologa, Karen Steinherz. La studiosa ha, infatti, incontrato seri ostacoli in una sua particolarissima indagine e, racconta Blondet, alla fine: <<la Steinherz è giunta alla conclusione che il caso Manson (il guru malefico che spinse alcuni suoi seguaci ad uccidere persone che non conoscevano neanche, tra cui l’attrice Sharon Tate e altre 8 persone, ndr) non sia un’esplosione “accidentale” della violenza “latente in ogni società avanzata”, ma che invece possa configurarsi come un caso di manipolazione e di controllo di una personalità psicopatica da parte di “scienziati sociali” identificabili>> (M. Blondet, Complotti I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995).

Tutto ciò è gravissimo. Riporto, per rendere più chiaro quanto affermato dalla studiosa, un piccolo brano di un’interessante conversazione del giornalista Blondet con un enigmatico personaggio <<esperto di un genere assai speciale>>. Quanto segue è in relazione a certi fatti inerenti all’attentato subito dal presidente Reagan il 30 marzo del 1981 e di cui fu accusato uno squilibrato, John Warnock Hinckley. Il misterioso interlocutore esordisce: <<Come hanno fatto a convincere Lee Oswald a sparare a Kennedy? E Alì Agca a tirare al Papa? E’ la vecchia storia degli assassini solitari. Un pazzoide arriva dal nulla e bang-bang. (…). …bisogna scegliere uno squilibrato. Uno squilibrato è facile da ossessionare. (…). Ma è una cosa lunga in ogni caso, complicata. La preparazione può durare anni. Per questo in ogni momento i servizi hanno in preparazione psicologica una mezza dozzina di squilibrati da trasformare in assassini solitari al bisogno>> (M. Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, Ediz. Ares, Milano 1994).

Esperimenti diabolici su esseri umani. Giovanissimi devastati da “apprendisti stregoni” travestiti da scienziati. Una drammatica testimonianza di questi orrori viene da un giovane recluso, Paul Bonacci, che è detenuto al centro correzionale di Lincoln, in isolamento, perché più volte minacciato di morte, per via di accuse gravissime rivolte dal giovane ad insospettabili uomini di potere. Lo psichiatra che lo ha sottoposto a perizia, Beverly Mead, ha dichiarato che il ragazzo è sano di mente e, a suo parere, dice il vero.

Bonacci racconta: <<Ero nelle mani di un gruppo denominato Namba (North American man – Boy Love Association) che mi portava in riunioni a New York o a Boston. All’età di 9 anni, fui portato in un hotel con altri 5 ragazzi e ci hanno costretti ad avere rapporti sessuali mentre ci filmavano. In seguito mi obbligarono ad avere rapporti con bambini. Solo nel 1986 sono riuscito a slegarmi dal gruppo. (…). Nell’estate del 1985, Larry King (leader del progetto repubblicano di aiuti alla comunità di colore americana, ndr) mi portò, insieme ad un altro ragazzo, Nicholas, di Aurora, nel Colorado, in California per girare un film. …c’era un ragazzo in gabbia. (…). Ci fecero spogliare e indossare dei vestiti tipo Tarzan e ci obbligarono ad avere rapporti con il ragazzo nella gabbia. Ci dissero di picchiarlo. (…). Arrivò un uomo e iniziò a sbattere il ragazzo come se fosse una bambola. Prese una pistola, gliela puntò in testa e sparò… (Bonacci poi fa i nomi di alcune delle persone che hanno abusato sessualmente di lui, ndr) Alan Bair, Peter Citron, Larry King, Harry Anderson, il deputato Barney Franks, a Washington. (…). …nel 1984 mi portarono al ranch South Fork, a Dallas, nel Texas, in corso la Convention Repubblicana e Larry King organizzava dei party-pedofili>> (“Avvenimenti”, settimanale, 17 luglio 1991).

Paul Bonacci fu testimone di accadimenti ancora più spaventosi e prosegue il suo racconto con rivelazioni shoccanti: <<Sono stato testimone del sacrificio umano di un bambino di pochi mesi. Era la ricorrenza del tempo della nascita di Cristo e, in questo rituale annuale, tutti cantavano per pervertire il sangue di Cristo. Con un pugnale uccisero e fecero a pezzi il bambino; poi riempirono una coppa col suo sangue mescolandola ad urina e ci obbligarono a bere dalla coppa mentre loro cantavano: ‘Satana è il Signore…’>> (DeCamp J., The Franklin Cover-up, AWT, Inc. Lincoln, Nebraska 1992).

Le persone legate a King, leader del progetto Repubblicano di aiuti alla comunità nera tramite la “Credit Union” e il “National Black Repubblican Council”, erano dedite a <<rapimenti di bambini da impiegare nella prostituzione, produzione di snuff-film (film con morti in diretta) e party-pedofili. Dopo l’avvio delle indagini della Commissione Franklin, numerosi “incidenti” hanno allontanato la data del processo contro di lui. Dan Ryan, socio di King, è stato trovato strangolato nella sua macchina. Bill Baker… partner del vice-presidente del “National Blak Repubblican Council” nel business della pornografia, è stato ucciso con un colpo alla nuca. Curtis Tucker… si è “gettato” da una finestra dell’Holiday Inn. Charlie Rogers, amante di King, si è “fatto saltare” la testa con un colpo di pistola. Bill Skaleske, ufficiale del Dipartimento di Polizia di Omaha che dirigeva le indagini su King, è stato trovato morto… Joe Malek, altro socio del mercante di bambini e proprietario del Peony Park, dove si svolgevano i party dei pedofili, è stato trovato morto, ucciso da un colpo di pistola: la polizia ha archiviato il caso come suicidio. Molti testimoni sono restii a presentarsi… Mike Lewis, 32 anni, incaricato di proteggere le vittime-testimoni, è stato trovato morto per un attacco di diabete. La commissione Franklin si è poi definitivamente arenata quando l’investigatore incaricato delle indagini, Gary Caradori, è morto in un misterioso incidente aereo, dopo aver informato il suo ufficio di avere informazioni sensazionali: “è dinamite…”>> (“Avvenimenti”, settimanale, cit.).

In quasi tutta l’America si celebrano culti satanici, che praticano feroci cerimonie e, in non pochi casi, sacrifici umani. Dowbenko, sempre su “Nexus” n.23 (cit.) scrive: <<Secondo John Coleman, autore di Conspirators’ Hierarchy: The Committee of 300: “La setta degli Illuminati è viva e vegeta in America… Poiché tale setta è anche nota come satanismo, ne deve conseguire che la CIA, mentre Dulles ne era a capo, veniva controllata da un satanista; lo stesso dicasi per George Bush (membro dell’Ordine dei Teschi e Ossa)”>>. L’ex presidente americano George Bush, infatti, sarebbe stato iniziato nel 1943, alla sètta “Skull and Bones” dell’Università di Yale, fondata nel 1832. La “Skull and Bones”, assieme a società come il Rhodes Trust, secondo l’autorevole rivista inglese “Economist” (25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli “Illuminati di Baviera” di Jean Adam Weisshaupt (1748-1830). Bush, tra l’altro, è anche un 33° grado della Massoneria di Rito Scozzese, lo ha rivelato Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro della Massoneria italiana, al quotidiano “La Stampa” (23 marzo 1990).

Gli Illuminati di Baviera furono, secondo alcuni, i continuatori delle trame Templari e del grande disegno del governo del mondo. Serge Hutin scrive che gli Illuminati di Baviera erano in realtà <<una società segreta… la quale perseguiva veramente, tra i suoi fini, quello della progressiva distruzione del vecchio regime (monarchico e religioso)>> (S. Hutin, La frammassoneria, in “Storia delle religioni”, Laterza, Bari 1981). Essi, dopo l’annientamento del loro Ordine, si nascosero nella Massoneria ufficiale. Kenneth Grant, a tal proposito, conferma: “L’Ordine degli Illuminati fu soppresso nel 1786, ma Weishaupt ed un’intima cerchia di adepti continuarono ad operare in segreto dietro il paravento della Libera Massoneria, con cui l’Ordine si era collegato nel 1778” (Kenneth Grant, Il risveglio della magia, Astrolabio, Roma 1973). La setta degli Illuminati, fu la più pericolosa deviazione della Massoneria iniziatica.

Quanto ho raccolto in questo dossier, in relazione a certe efferatezze orripilanti, è tuttavia solo la punta di un iceberg di impensabili proporzioni. Nell’incredibile indifferenza dei mass media le stragi di innocenti continuano. A Los Angeles, in 22 comuni della contea, gli inquirenti stanno investigando su un gran numero di casi di pedofilia a sfondo rituale. In più parti del mondo si conoscono casi di bambini sacrificati a Satana. Ecco una terribile conferma: <<Satana ha preso piede anche in Sudafrica con tutti i raccapriccianti aspetti del suo culto, quali il sacrificio di bambini sgozzati sull’ ”altare” del principe delle tenebre… riunioni orgiastiche dove giovanissimi sono obbligati ad avere rapporti sessuali con cani o caproni, i simboli più oleografici di Lucifero>> (“Corriere della Sera”, 20 maggio 1990).

Le indagini vengono, quasi sempre, insabbiate, vi è come una congiura del silenzio, coperture misteriose. Ted Gunderson, per quanto riguarda gli Stati Uniti, ha affermato: <<Ho quattro testimonianze particolareggiate di tre detenuti coinvolti in rituali satanici e una di un sacerdote dello Utah, che mi hanno confermato l’esistenza di cinquantamila-sessantamila casi annuali di sacrifici umani. (…). Sono stati ritrovati numerosi cimiteri in tutto il Paese, con decine di cadaveri non identificati e nessuno ha indagato a fondo…>> (“Avvenimenti”, settimanale, cit.).

I crimini satanici sono in espansione in tutto il mondo. Per quanto concerne l’Inghilterra, Dianne Core, responsabile dell’Istituto Childwatch (Associazione di assistenza e protezione dei minori), ha denunciato connubi dei satanisti con lobby politiche che tendono a coprire le loro efferatezze. La dott.ssa Core ha, tra l’altro, affermato: <<Purtroppo non abbiamo ancora individuato il vertice della gerarchia che controlla il satanismo in Gran Bretagna. …godono di protezioni ad altissimo livello>>.

Pedofili satanisti sono presenti anche a Londra. Il “Corriere della Sera” del 18 marzo 1990, denuncia: <<Londra. Bambini torturati e violentati nel corso di riti satanici, feti estratti a forza dal ventre di madri minorenni e immolati… Ai confini della realtà suonano, infatti, i racconti di bambine e adolescenti offerte agli alti sacerdoti di una sètta e ai loro adepti per essere violentate. Una volta gravide, le piccole verrebbero costrette ad abortire e il feto di quattro mesi sacrificato per la purificazione dei satanisti che ne berrebbero il sangue o se ne ciberebbero. …Un’inchiesta condotta da 66 gruppi di ricerca della “Società nazionale per la prevenzione della crudeltà contro i bambini” nel Regno Unito conferma l’esistenza di tali pratiche…>>.

L’inglese Dianne Core, il 19 gennaio del 1998, alla cerimonia di fondazione del “Tribunale Internazionale Martin Luther King” denunciò che in Inghilterra nel mese di Aprile sarebbe iniziato un processo per stupro nei confronti di una giovane della quale disse: <<Fu violentata da quando era piccola fino all’età di 15 anni. Quando raggiunse la fecondità, fu messa incinta otto volte; ogni volta fu fatta abortire al quarto mese e i feti furono messi nel congelatore, quindi mangiati in una cena satanica a cui lei fu obbligata a partecipare>>.

Il rapporto tra pedofilia e satanismo è stato più volte provato. Diverse inchieste giornalistiche e molti responsabili di centri di protezione per l’infanzia hanno lanciato il messaggio che, più frequentemente di quanto si creda, il racket della prostituzione dei minori e della pedofilia sono gestiti da sètte sataniche. Telefono Arcobaleno, l’associazione contro la pedofilia il cui direttore è il parroco di Avola (Siracusa), don Fortunato Di Noto, ha scoperto e denunciato un sito satanista che mostra terribili foto di sacrifici umani a Satana e le vittime sono giovanissimi. Di Noto ha affermato: <<Si aveva il sospetto che il satanismo fosse in qualche modo legato alla pedofilia e ai sacrifici umani. Ma non si erano ancora rinvenuti siti così crudeli da ostentare le foto di sacrifici umani anche su soggetti minorenni. Le immagini a quanto pare non sono risultato di fotomontaggio>> (“Gazzetta del Sud”, sabato 1 Luglio 2000).

In Inghilterra un bambino ha fatto rivelazioni allucinanti. Il quotidiano “Il Giorno” (15/9/90) scrive: <<Nei suoi racconti confusi emergono truculente storie di uccisioni di neonati, di tombe aperte di notte, di cannibalismo e di riti misteriosi con diavoli e fantasmi e bambini costretti a bere pozioni misteriose prima di venir violentati e chiusi in gabbia. Le rivelazioni erano state fatte dal piccolo e da sua sorella in marzo, con l’aiuto di bambole e disegni>>. Misfatti, che sembrerebbero godere di protezioni ad alto livello.

Il giornalista Maurizio Blondet, nel corso di un’intervista (apparsa su “Teologica”, settembre/ottobre 1996), mi disse: <<Certi personaggi praticano strani riti su un’isola vicino a Washington. Sono personaggi di alto livello, si riuniscono, in notti di luna piena, e celebrano dei riti molto particolari. Naturalmente nessuno vuole indagare su questo perché si tratta di gente molto potente. Sono cose che si sussurrano. Allo stesso modo in certi “entourage” politici di alto livello si dice, molto sottovoce, che vengano stuprati dei bambini. Il tutto avviene in un sottofondo rituale di magia nera. Non sono persone comuni che fanno queste cose, si tratta di gente che ricopre altissime cariche, funzionari del Pentagono, etc.>>.

Orrori su orrori, che si intersecano in quella terra buia degli adoratori del diavolo. Ecco quanto scrive ancora “Il Corriere della Sera” (28/7/90): <<Orrore a Londra dopo la scoperta di un mercato di pellicole per pedofili con riprese dal vero>> e più avanti <<Scotland Yard teme che almeno venti bambini, scomparsi senza lasciare traccia negli ultimi sei anni, abbiano fatto una fine orribile. Una squadra speciale è stata formata per indagare nel lurido mercato dei video pornografici “snuff” destinati a pedofili sadici. La parola “snuff” in gergo significa “morire, spegnersi” e in questi video le piccole vittime sono riprese dalle telecamere mentre sono torturate e uccise dopo avere subito violenze sessuali. La polizia è convinta che almeno sei bambini siano morti in questo modo a Londra e nella contea del Kent. L’Inghilterra… ha appreso con orrore che in seno alla società circolano mostri pronti a filmare i tormenti, l’agonia e la morte di bambini per soddisfare il piacere perverso di tanti altri mostri pronti a pagare dieci milioni per una copia del film>>.

E’ una tragedia immane, che dilaga sempre di più ovunque. Le stime esatte delle giovanissime vittime sono impossibili e non esistono dati certi sull’entità del fenomeno, tuttavia, non meno di 250 milioni di copie di videocassette sono commercializzate in tutto il mondo, solo negli Stati Uniti sono stati venduti 20 milioni di video. Film sempre più ‘forti’, spesso, con torture seguite dalla morte del bambino. Ogni anno, nel mondo, un milione di minori di 18 anni è vittima dei commerci più turpi, che vanno dal sesso perverso nelle sue più svariate forme: prostituzione, turismo sessuale, pedofilia,pornografia, sadismo, etc., fino all’omicidio. Fatti orribili accadono in ogni parte di questo nostro pianeta. Sono recentissime le efferatezze compiute in Belgio. Fatti che, giorno dopo giorno, emergono identici a quelli appena narrati. Orrori, come quelli che sarebbero stati compiuti dal pedofilo criminale Marc Dutroux, ribattezzato il <<mostro di Marcinelle>>. Fatti truci e sconvolgenti, che la dicono lunga sulla diffusione di questo raccapricciante fenomeno.

Nei video del Dutroux <<si vedrebbero – scrive la “Gazzetta del Sud” del 23 novembre 1996 – bambine violentate fino ad essere uccise. La denuncia è stata fatta ieri durante le manifestazioni organizzate a Parigi in occasione della prostituzione minorile e a dare l’incredibile notizia è stata la signora Sophie Wirtz, a capo della sezione belga del “Movimento del nido”>>. Più avanti altri fatti terribili: <<Non si è ancora toccato il fondo dell’orrore in questa tragedia – ha detto la signora Wirtz – da due anni continuiamo a dire che le cassette video che fanno vedere la morte in diretta di bambini circolano in Belgio e temo che nell’affare Dutroux ci si orienti proprio verso questo genere di nefandezze>>. La Wirtz afferma che, dall’inizio dei fatti accaduti in Belgio, le video cassette di pornografia minorile sequestrate sarebbero 600. La presidente del “Movimento del nido”, nell’intervista pubblicata dal quotidiano, spiega che la pedofilia: <<non è un rapporto affettivo anzi è l’espressione del dominio sul bambino e lo stadio estremo di questo dominio è proprio la morte>>. Parole che bruciano come fuoco.

Nell’affare Dutroux c’è di tutto: pedofilia, omicidi, necrofilia, snuff-film e personaggi dell’alta società belga, del mondo dell’alta finanza, della politica, etc. Questa è almeno l’opinione dei cittadini belgi. E’ anche strano che ad oggi l’inchiesta non abbia portato ancora a nulla circa i complici del Dutroux, anzi, sembra essersi arenata. Sono tanti i misteri. E’ vero che le piccole vittime sono molto di più di quanto è stato detto? I cittadini belgi sono sgomenti. Orrori dell’Europa, che fa scempio dei bambini. Così, mentre in Belgio oltre 350 mila persone manifestavano in piazza contro il mostro di Marcinelle e i tanti misteri che circondano quei crimini, in Svizzera calava il più stretto silenzio sul magnate elvetico arrestato, in Sri Lanka, con l’accusa di aver violentato mille e cinquecento bambini.

Il fenomeno, si è visto, è mondiale. La zia di una delle due ragazzine assassinate da Mark Dutroux, il mostro di Marcinelle, ha fatto gravi dichiarazioni: <<Il mercato dei video porno che coinvolgono minori ha tentacoli in tutta Europa, in Olanda, in Germania e in Svizzera>>. Mostruosità di un mondo che abusa dei bambini, li stupra, li sevizia, li uccide brutalmente. Non è estraneo a questa efferatezza il revival dei culti satanici, che sono tornati in auge.

Dal quotidiano fiammingo “Der Standaard”, infatti apprendiamo, che almeno quattro poliziotti farebbero parte della sètta satanica “Abrasax”, sospettata di aver comprato bambine, dal killer-pedofilo Dutroux, per i loro riti. Si è arrivati a questa sconcertante scoperta grazie ad una lettera (un <<buono di comando>> si è detto) trovata durante una delle perquisizioni successive alla scoperta dei corpi di Julie e Melissa, nella casa di Bernard Weinstein, sepolto vivo dallo stesso Dutroux. In questa lettera firmata <<Anubis>> si chiedeva a Weinstein di <<non dimenticare di ricordargli che la grande festa si avvicina e noi attendiamo il regalo per la grande sacerdotessa>>. Evidentemente Weinstein doveva <<ricordare>> la promessa a Dutroux.

In più è stato trovato, anche, uno strano documento, nel quale, si faceva presente la necessità di trovare il prima possibile <<otto vittime da uno a 33 anni>>.<<Anubis>> è, al secolo, Francis Desmedt che è anche <<gran maestro>> della cosiddetta <<vieille religion>>, una specie di associazione internazionale di streghe. E la grande sacerdotessa ha anche lei un nome? Certo, si chiama Dominique Nephtys, anche lei un pezzo da novanta della <<chiesa belga di Satana>>. Chi sono gli altri membri di questa <<chiesa satanica>> rimasti segreti? E su quali protezioni hanno potuto contare?

Personaggi insospettabili continuano a fare scempio dei bambini e, spesso, rimangono impuniti. Recentemente il console aggiunto israeliano a Rio de Janeiro, Arie Scher, è stato accusato di pedofilia e traffico di minorenni è ed fuggito dal Brasile rifugiandosi in Israele.Scher sarebbe riuscito a scappare dal Brasile prima che le forze dell’ordine riuscissero a diffondere le sue generalità ai posti di frontiera. La polizia brasiliana ha raccolto, tra l’altro, le dichiarazioni di una ragazzina di tredici anni. La bambina <<avrebbe partecipato a varie festicciole “a luci rosse” nell’appartamento del console nell’elegante quartiere di Ipanema. La stessa ragazzina appare nuda, abbracciata al diplomatico, in una foto tra le numerose sequestrate nell’appartamento. Secondo la polizia, Scher e il suo complice, il professore di ebraico George Schteinberg, mantenevano nove siti Internet di pornografia e pedofilia>> (“Gazzetta del Sud”, 7 Luglio 2000).

Ma c’è di peggio. il settimanale “Diario” (anno V numero 15. Da mercoledì 12 aprile a martedì 18 aprile 2000) pubblica un servizio davvero pauroso: <<Dopo la terribile denuncia dell’eurodeputato Olivier Dupuis al congresso radicale, ‘Diario’ è andato a vedere che c’é di vero riguardo ai minori inseguiti e uccisi a fucilate per divertimento>>. L’inchiesta dal titolo: “La caccia ai bambini in Belgio” è firmata dal giornalista Gianluca Paolucci. Ecco un piccolissimo brano di quanto si legge: <<Place Fontenas, pieno centro di Bruxelles, a due passi dalla Grand’ Place e dai caffé alla moda… Il percorso che ha portato a PLace Fontenas è partito da Roma, dove, durante il congresso del Partito radicale, l’europarlamentare belga Olivier Dupuis ha lanciato una serie di affermazioni che hanno letteralmente gelato la platea. Ha raccontato che nel suo Paese c’é stato un periodo nel quale alcuni bambini venivano costretti a subire violenze di ogni tipo, dove alcuni di questi bambini venivano perfino uccisi, come conigli, durante delle partite di caccia “alle quali partecipano nobili, finanzieri, notabili e funzionari dello Stato”>>.

Nella nostra società il satanismo è un pericolo dilagante di cui, spesso, non se ne parla abbastanza, oppure lo si fa nel modo sbagliato. Gli adoratori del diavolo sono in aumento anche a Roma. Il quotidiano “Avvenire” del 5 settembre 1996 scrive: <<un’altra sètta satanica è stata scoperta a Roma. Tremila adepti, 5 milioni per iscriversi…>>. Il fatto che più <<lascia stupiti – dissero gli inquirenti – è l’apparente insospettabilità di molte delle persone indagate…>>. Si è anche appreso che: << sembra, che la congregazione contasse anche l’affiliazione di noti nomi del mondo dello spettacolo…>>.

In Inghilterra spariscono, ogni anno, circa centomila giovani. Scotland Yard, a Londra, deve occuparsi ogni giorno della sparizione di ben 2500 teenagers. I più vengono rintracciati, di alcuni non se ne saprà più nulla. Il giornalista Alfio Bernabei riporta altri fatti terribili accaduti a Londra: <<Carni di bambini e di feti umani sono state mangiate da uomini e donne che hanno preso parte a riti cannibalistici in Inghilterra in questi ultimi anni nel quadro di un sinistro revival di cerimonie sataniche. Alcuni bambini sono stati sacrificati su altari dopo aver subito torture e sevizie sessuali…>> (”L’Unità”, 9 agosto 1990). Sembra un’umanità impazzita.

Negli Stati Uniti questi orrori sono ancora più frequenti. E’ Modesto, <<la cittadina californiana che detiene il record nazionale Usa di chi sparisce nel nulla>>. <<Non è chiaro perché, ma questo fazzoletto di California a est di San Francisco, detiene il record per il più alto numero di persone sparite nel nulla in America. I mancanti all’appello sono ben 1.500, soltanto negli ultimi sei mesi. Il fenomeno è davvero preoccupante, enorme: negli Stati Uniti, ogni anno, viene compilata una lista di circa 100 mila nomi>> (“Diario della settimana”, n.17. Da mercoledì 28 aprile a martedì 4 maggio 1999).

Gli investigatori, almeno per alcuni di questi casi, puntano il dito sul mondo variegato e misterioso delle sètte sataniche. Questo è anche il pensiero di Fay Yager, dirigente il “Centro per la difesa dei bambini” (Children of the Underground). Il giornalista Giorgio Medail, nella trasmissione televisiva “Arcana”, trasmessa su Canale 5 (1989) affermava che negli Stati Uniti, secondo fonti attendibili, ogni anno vengono uccisi nel corso di riti satanici 50.000 persone, per lo più giovanissimi.

L’ex direttore dell’FBI di Los Angeles, Ted Gunderson, che ha dedicato molti anni ad indagare sui legami tra le sparizioni dei bambini e i riti satanici, affermò, in una puntata della trasmissione “Arcana”, che le vittime vengono torturate e poi uccise. Gunderson, tra l’altro, denuncia: <<Durante le mie indagini, ho scoperto che esistono organizzazioni che rapiscono bambini per poi utilizzarli per sacrifici umani durante feste sataniche. Questi fatti coinvolgono, ai più alti livelli politici, avvocati, giudici, gente di potere… Sì, questi gruppi satanici sono indubbiamente coinvolti nel traffico di droga, nella prostituzione minorile, nella pornografia e nella produzione di “snuff-film”… Ho raccolto testimonianze di bambini di otto, nove anni. Avevano disegnato cose orribili: gente, fuoco, un bambino nel fuoco, feticci satanici, bambini torturati. Come può un bambino immaginare cose simili se non le ha vissute?>> (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, in “Avvenimenti”, 17 luglio 1991).

Il perché questi orrendi crimini, nella stragrande maggioranza dei casi, restano impuniti e si fa poco a livello di indagini sarebbe dovuto al fatto, sempre secondo Gunderson, che manca la volontà politica. La legge non è severa, perché questi gruppi hanno protezioni ad alto livello. Negli USA si <<discute su due scandali legati alla prostituzione infantile: droga-party con la partecipazione di bambini ed uccisioni in diretta per produrre snuff-film, che hanno coinvolto politici… molto vicini alla Casa Bianca. I servizi segreti, che dipendono direttamente dal presidente, sono intervenuti insabbiando le indagini, le vittime sono finite in prigione e i testimoni sono scomparsi e morti in strani incidenti o suicidi>> (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.)

Ci si può chiedere, a questo punto, come fece il giornalista Giorgio Medail, nella trasmissione televisiva “Arcana”, andata in onda su Canale 5 (1989): <<Perché il governo non fa nulla? Perché giornali e televisione non denunciano il massacro? E, allora, ecco che l’ombra di una lobby satanica ai vertici del potere è plausibile, necessaria per coprire le attività del movimento…>>.

Il giornalista Paul Rodriguez del “Washington Times”, dopo una lunga e delicata indagine affermò: <<Sono riuscito a provare che personaggi legati alla Casa Bianca e ai servizi gestivano una rete di ragazzi di vita, ho trovato molti documenti che provano il coinvolgimento di Craig Spence – probabile ex agente della Cia, legato agli ambienti dei servizi della Casa Bianca, ex direttore dello staff di George Bush e figura chiave nello scandalo Iran-Contras – nell’organizzazione di party gay e di pedofili. Dalle prove emerge il nome di un altro deputato, Barry Franks. Ci abbiamo lavorato in quattro per oltre un anno e le informazioni raccolte sono agghiaccianti. L’FBI è stato estromesso dalle indagini e del caso si sono occupati i servizi segreti che dipendono direttamente dalla Casa Bianca. E tutto ciò è molto strano. La rete criminale aveva legami sia con esponenti repubblicani che democratici e si estendeva da New York alla Pensilvania, dal Nebraska alla California. Il reclutamento dei ragazzi avveniva in molti modi, alcuni venivano rapiti per strada e poi detenuti in fattorie particolari. E’ un business imponente, prendono i bambini scappati di casa, negli istituti di adozione, nei campeggi…>> (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.).

L’ex ministro per la Famiglia Antonio Guidi aveva avvisato: Il fenomeno è mondiale. Ma l’Italia, così com’è stata ed è un luogo di passaggio delle droghe, adesso è un punto di transito di bambini a rischio… Arrivano dai Paesi in guerra dell’Est, da quelli poveri dell’Africa. Parecchi di loro – chi può individuarne il numero? – sono destinati ad essere carne di riserva per i ricchi. Piccoli depositi di organi per i figli di chi ha denaro>>. Guidi alla domanda se alcuni di questi bambini venivano mutilati, per conseguenti trapianti in Italia, aveva risposto: <<In Italia, no. E’ impossibile. Ma attraversano le nostre terre come uccelli migratori, il cui destino è di essere abbattuti>> (”Il Giornale”, 4 settembre 1995).

Eppure l’Italia, scrive Giangiacomo Foà, è stata denunciata <<dall’autorevole quotidiano La Nacion di Buenos Aires che in un articolo di fondo si fa eco delle accuse di don Paul Baurell, professore di Teologia dell’Università di San Paolo, e delle denunce fatte il primo agosto 1991 a Ginevra da René Bridel, rappresentante nelle Nazioni Unite dell’Associazione internazionale giuristi per la difesa della democrazia. (…). All’articolo di fondo de La Nation ha fatto eco O Globo di Rio che ci definisce “i maggiori importatori di bimbi brasiliani”. Il corrispondente di O Globo a Romaafferma: “L’Italia è il più importante compratore di bambini…”. (…).

Anche in Perù la stampa ci accusa. Da mesi il quotidiano La Repubblica di Lima denuncia, con nome e cognome, coniugi italiani che sono arrivati in Perù per comprare bambini di pochi mesi o di pochi anni. Negli ultimi tempi avremmo <<importato>> 1.500 piccoli peruviani, molti dei quali – secondo la stampa di Lima – sarebbero stati poi assassinati per asportare i loro organi per trapianti>> (”Corriere della Sera”, 7 settembre 1991).

Quello dei bambini rapiti, schiavizzati, violentati, costretti a prostituirsi, immolati a Satana o uccisi per espiantare i loro organi è un orrore su scala planetaria. Eppure si continua a fare poco o nulla. Giornali e televisione non denunciano il problema in tutta la sua reale gravità. Ne parlano poco e male, di tanto in tanto. I pericoli per i giovanissimi, come si è visto, vengono da più fronti, non ultima è la constatazione che, sul nostro pianeta, aumentano sempre di più le sètte dedite al culto del diavolo. Lo stesso Guidi aveva avvertito: <<Alle soglie del 2000 si sta addirittura registrando un aumento di riti ‘religiosi’, mi raccomando le virgolette, che prevedono anche il sacrificio umano di bambini>> (”L’Italia settimanale”, 15 settembre 1995).

Fonte: http://cosco-giuseppe.tripod.com/index.htm

DOCUMENTI 2, (la propongo perché il buon lavoro di Cosco arriva fino al 2000)

A cura di Paolo De Bernardi

 

C’è una brutta storia olandese che si svolse, nel 1987, a Oude Pekela, un paese di poco meno di 8000 abitanti nel nord dell’Olanda, E’ uno dei casi più incredibili di abuso rituale avvenuto nei nostri giorni, che coinvolse 90 bambini, molti dei quali avevano 3 anni. Fu aperta un’inchiesta e fu chiusa quasi subito, con la convinzione che si trattasse di un caso di isteria di massa…Come facevano tanti bambini ad inventarsi delle storie tanto incredibili e coincidenti tra loro?” (“La Nazione” 28 IV 2007)

In Italia la lotta contro la pedopornografia, nel suo intreccio col satanismo è stata avviata e portata avanti con successo da un privato cittadino, da un prete, Don Fortunato Di Noto, il quale nel 2000 dichiarava che “la pornografia infantile è un’emergenza nazionale….il 55% dei provider di appoggio con maggior presenza di immagini pedopornografiche sono statunitensi, 13% dei paesi dell’est, 20% asiatici, 7% europei, 5% mediorientali”. Il prete ha parlato di lobby culturale protetta dai politici. Questo ha determinato problemi per la sua organizzazione “Telefono arcobaleno”, che poi ha dovuto chiudere78[3]. A sostegno di quanto afferma Don Di Noto, a cui si associava il procuratore di Torre Annunziata Ormanni, c’è una dichiarazione di Aldo Verdecchia, presidente dell’associazione “Giù le mani dai bambini”, il quale riferisce: “Sono 15 anni che denuncio e documento, con prove inconfutabili, le collusioni (rilevate nel 1997 anche da Ettore Picardi, sostituto procuratore presso il tribunale di Ascoli Piceno, e da lui segnalate alla procura distrettuale antimafia di Perugia) tra maniaci pervertiti e autorità giudiziarie, sanitarie e forze di polizia, gli sconvolgenti abusi e l’occultamento di quintali di materiale documentale compiuti dai magistrati del foro di Macerata. Pure l’allora Presidente della Repubblica Cossiga sollecitò più volte, invano, il Csm a far luce sui fatti. Tutto è stato inutile, e questi signori continuano ad esercitare funzioni istituzionali…L’unico politico che si è dato da fare è l’onorevole Antonio Guidi a cui ho consegnato un dossier di 500 pagine. E’ infatti stato oscurato dai media e minacciato di morte”. Verdecchia , riferisce Libero, ha segnalato i nomi degli appartenenti alla lobby ai ministri Livia Turco, Enzo Bianco, Piero Fassino, Umberto Veronesi e al presidente della Repubblica Ciampi. La levatura istituzionale delle lobby pedofile toccherebbe la stessa Onu. Lo psicologo olandese Gerard van den Aardveg affermava: “all’interno dell’Ilga (International Lesbian and Gay Association), riconosciuta come organo consultivo dell’influentissimo Economic and Social Council delle Nazioni Unite, è rappresentata un’organizzazione per l’emancipazione della pedofilia quale la Nambla (North American Man-Boy Lovers Association)…i programmi del movimento omosessuale e di quello di riforma sessuale implicano anche la parità dei diritti per i pedofili: ogni evoluzione permissiva conquistata dagli omosessuali comporterà un passo avanti anche per i pedofili. Non a caso da quando ai movimenti omosessuali vengono riconosciuti sempre più diritti, si è potuto assistere ad un’impennata della proliferazione della pedofilia. L’emancipazione della pedofilia viene manovrata molto in alto…nel 1994 il consiglio direttivo della associazione psichiatrica americana ordinò la rimozione della pedofilia dal settore delle patologie(“Libero” 2 XI 2000).

Il Fronte (pedofilo) di Liberazione del Bambino è nato negli Stati Uniti, ma è diffuso in tutto il mondo. C’è un sito italiano che vende foto hard di bambine da 6 a 14 anni, il server è registrato a Chieti, “il titolare è un personaggio ben noto alle procure e alle cronache di tutto il mondo: Alexander Kheilik, il più grande produttore di siti hard e pedo-pornografici, più volte coinvolto nelle inchieste italiane sui giri d’affare della pedofilia on line. Non è mai stato arrestato. Abbiamo scritto alla polizia postale, dice Don Di Noto, abbiamo segnalato l’indirizzo, il nome del fotografo. Non c’è stato niente da fare. Il sito, come chiunque può vedere, è ancora attivo. Perché? Non esistono risposte ufficiali. E’così e basta, eppure il reato è sotto gli occhi di tutti, forze dell’ordine comprese” (Libero 23 V 2001)

Il primo posto sul mercato, per giro d’affari, tocca al traffico di armi, il secondo posto, qualcuno penserà, spetta alla droga. Nossignori. Il secondo posto tocca al traffico di minori per finalità pedofile, pornografiche o di organi da espiantare. Nel 2003 è emersa in Italia la punta di un isberg. La procura di Pescara ha scoperto un traffico di bambini dall’Albania all’Italia, il cui numero si aggira intorno ai 500, la maggior parte di questi sono stati ingoiati dal nulla (pochi adottati abusivamente; Messaggero 2 X 2003); bambini da due a sette anni di età. Nel 2003 il Ministero dell’Ordine pubblico albanese rivela che sta indagando sulla sparizione di circa 6000 (seimila) bambini, i quali “potrebbero avere avuto come destinazione finale anche altri paesi oltreoceano, come ad esempio, gli Stati Uniti” (Il Messaggero 3 X 2003)

Nel 2007 l’organizzazione francese Arche de zoé tenta di portar via dal Ciad 103 bambini (dichiarati orfani) all’insaputa del governo di questo paese. Vengono scoperti e arrestati. Il presidente del Ciad Idris Deby aveva detto “Questa gente ci tratta come animali. E’ un traffico di bambini, destinato alla pedofilia e al traffico di organi da impiantare nei corpi di quegli europei che poi vengono in Africa a dare lezione di rispetto dei diritti umani” (Corriere della sera, 14 IX 2007). Per liberare quei signori, che Bernard-Henri Lévy, gran difensore del politicamente corretto, chiama “narcisisti del volontariato” (cioè gente che voleva liberare quei bambini dalle sofferenze che sarebbero loro toccate in Ciad!), si è mobilitato lo stesso presidente francese Sarkozy .

E’ in corso a Perugia un processo contro numerose persone di una setta satanica, che, nel folignate avrebbero violentato una bambina, dopo averla sottoposta a trattamento farmacologico, nel corso di una messa nera, con tanto di sacrifici animali e umani79[4].

“Dopo una lunga lista di denunce di abusi avvenuti tra gli anni ’50 e ’80 presso l’istituto per bambini Haut de la Garenne a St Martin, sull’isola che si trova nel Canale della Manica, in cui più di 150 persone si sono fatte avanti raccontando di aver subito sevizie, moleste sessuali, pestaggi, e altre torture, la polizia locale ha triplicato il numero di agenti che lavorano sul caso e che da ieri sono impegnati nella ricerca dei resti di addirittura altri sei bambini misteriosamente scomparsi, potenzialmente trucidati nelle cantine segrete dell’istituto….E’ stato proprio l’ex ministro della sanità dell’isola – sotto la corona inglese, ma indipendente dal governo britannico- a dare l’allarme, accusando il governo di aver insabbiato questo ed altri casi…Ieri il senatore Syvret ha rivelato che esiste anche un altro dossier di abusi presso un altro istituto dell’isola, che rivelerebbe la cultura di occultamento della verità praticata dal governo dell’isola di Jersey…Una giovane mamma di due bambini ha rivelato di essere stata drogata, picchiata e violentata dal personale dell’istituto, e di non esser stata ascoltata dalle autorità quando è poi riuscita a denunciare l’accaduto….Tra i sospettati, ci sono più di 40 persone, tra cui un pericoloso pedofilo noto come la ‘bestia di Jersey’, che regolarmente visitava l’istituto durante gli anni’60 e che attaccava i bambini, seviziandoli travestito da animale con una maschera e braccialetti di borchie” (La Nazione 27 II 2008). Si noti come quest’ultimo particolare corrisponda ai racconti dei bambini di Rignano Flaminio, inchiesta chiusa con un nulla di fatto. I bambini che hanno riferito le (presunte o reali) sevizie, dicevano che esse avvenivano con travestimenti da animali.

EPILOGO

La pedofilia è un aspetto del satanismo. Satanismo, pedofilia e persone scomparse sono tre facce di un medesimo fenomeno. Ho voluto riportare tutto il documento di Cosco, anche se ci sono alcune parti non strettamente attinenti, perché da la cifra di uno degli aspetti più essenziali della nostra civiltà occidentale, che illuministicamente riteniamo la migliore possibile e da esportazione. Il vero volto di Voltaire è Sade. Ritengo che prima di andare a sindacare in casa altrui, chiedendo, ad esempio, ai giapponesi che smettano di mangiare balene ; oppure chiedendo ai paesi “barbari” che diano la patente alle donne, o impedire a certi popoli di sposarsi a 14 anni come fanno da millenni, argomentando che si compiono violazioni dei diritti umani o animali, dovremmo, cari eurocrati e cara Presidenza della Repubblica, fare prima pulizia da noi, perché c’è molto da fare. Andiamo a cercare la pagliucca nell’occhio altrui, mentre abbiamo bei travi da smaltire. L’Europa che stiamo costruendo ha un’anima tenebrosa, che essa cerca di nascondere proponendo ipocritamente di mandare in galera i padri se tirano un ceffone correttivo al figlio. Strillano forte gli eurocrati politicamente corretti contro il censimento dei bambini rom; una volta censiti è molto più difficile farli sparire nel nulla. Perciò viva gli irlandesi, che senza leggersi il trattato di Lisbona hanno bocciato questo tipo di Europa.


APPENDICE 3

POLITICHE MALTHUSIANE

(Testo della relazione tenuta al Convegno “Scienza e Democrazia”, organizzato preso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli 15-17 maggio 2008)

Prima della caduta del muro di Berlino la direttiva fondamentale della politica estera Usa si chiamava “dottrina Truman”, consistente nella messa in atto di tutte le strategie possibili per il contenimento del comunismo; si doveva impedire che si diffondesse, specie nei paesi in via di decolonizzazione.

Qual è oggi la linea guida fondamentale della politica estera Usa, dopo la caduta dell’impero sovietico? Io mi azzardo a dire che questa linea fondamentale si chiama depopulation

Nel 1965, il presidente statunitense Johnson diceva che 5 dollari investiti nel controllo della popolazione valevano quanto 100 dollari investiti nello sviluppo economico. Nel 1969 in un discorso al Congresso sulla popolazione (18 luglio) Nixon diceva:”Crediamo che le Nazioni Unite dovranno prendere l’iniziativa di reagire contro la crescita della popolazione mondiale. Gli Stati Uniti collaboreranno interamente ai loro programmi in questo senso. Sono fortemente impressionato dalla incisività del recente rapporto prodotto dal gruppo di specialisti dell’associazione delle Nazioni Unite, di cui John Davidson Rockefeller III è il presidente.”.Risale al 24 aprile 1974 il “National Security Study Memorandum 200” per la Sicurezza Nazionale dal titolo eloquente: “Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero”.In questo memorandum confidenziale, desecretato nel 1989 (guarda caso anno del crollo del comunismo), Henry Kissinger proponeva: “lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo”, in particolare verso 13 paesi, in testa ai quali c’è l’America Latina80[1]. Il documento indica come obiettivo prioritario della depopulation quei paesi ricchi di materie prime che siano anche in grado di sostenere una espansione demografica. Esso individua linee guida che inducano questi popoli ad accettare un modello di famiglia ridotta, con l’invio di “tecnologia contraccettiva” e propagandando un modello di società a bassa natalità; il tutto è da proporre in modo discreto e subliminale, in modo da non suscitare reazioni di opposizione. Kissinger trasformò poi questo memorandum in un vero manifesto ambientalista per l’allora presidente Jimmy Carter che si chiamava «Global 2000», dove anche si prevedeva la scarsità alimentare programmata per ridurre la popolazione nel terzo mondo81[2]. Il mondo accademico in Usa, dietro le pressioni governative e di enti e fondazioni che finanziano i programmi di “depopulation”, sta perseguendo una linea maltusiana e di darwinismo sociale, che nelle aule delle università ha assunto toni martellanti, fino ad assumere i tratti del fanatismo antiumano in molti ambienti studenteschi. Nel 1991, il celebre Jacques Cousteau diceva che “il danno che la gente impone al pianeta è in proporzione alla demografia e anche allo sviluppo. Il danno è direttamente proporzionale al consumo, e la nostra società avanza verso consumi sempre maggiori e superflui. E’ un circolo vizioso paragonabile al cancro”. Quindi Cousteau concludeva: “per stabilizzare la popolazione mondiale, dobbiamo eliminare 350 mila persone al giorno. E’ una cosa terribile a dirsi, ma è anche peggio non dirla82[3]. Uno scienziato in vista, come Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista dell’università di Austin in Texas, in una relazione tenuta (2006) alla Texas Academy of Science ha dichiarato: “I carburanti fossili stanno finendo: sicchè dobbiamo tagliare la popolazione fino a due miliardi, un terzo di quella che c’è attualmente”; con toni da fondamentalismo ecologista, al motto di “salviamo la terra”, lo scienziato invocava qualcosa di molto più rapido nell’uccidere dell’Aids, un virus tipo l’ebola, che dovrebbe portare la popolazione alla cifra ideale indicata83[4].

Se davvero fosse questo il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser vero che l’uso dell’ uranio impoverito sui teatri di guerra potrebbe non servire solo a sfondare le corazze dei carri armati

1——URANIO IMPOVERITO Il Japan Times ha raccontato di una delegazione di tecnici giapponesi che hanno studiato nel 2003 gli effetti dell’uranio impoverito nell’Iraq meridionale.
Hanno visitato un ospedale locale che ricoverava fino a 600 bambini al giorno per avvelenamento daradiazioni; molti morivano rapidamente. Nello stesso 2003 il dottor Jawad Al-Ali, primario del centro oncologico principale di Bassora, ha detto in un’intervista: «
avvengono strani fenomeni che non ho mai visto prima. Il primo è il caso di pazienti con doppio e triplo cancro, per esempio con leucemia e cancro allo stomaco. Abbiamo avuto un paziente con due tumori, allo stomaco e a un rene; mesi dopo, ha sviluppato un cancro nell’altro rene: un cancro primario» [non una metastasi dei precedenti]. Nuha Al-Radi, nota scrittrice irachena e autrice di un libro di successo  («Baghdad Diaries», uscito nel 2004) scriveva: «sembra che tutti stiamo morendo di cancro. Ogni giorno si sente di un conoscente o di un  amico, o di l’amico di un amico, che sta morendo. Quanti muoiono negli ospedali, senza che lo sappiamo? Sembra che più del trenta % degli iracheni abbia il cancro, e ci sono tanti bambini con la leucemia».
Nel settembre del 2004 la scrittrice è morta di leucemia. Nuha Al-Radi scriveva quelle parole nel suo diario del 1993, dopo la prima «guerra del golfo»,  quando le forze americane avevano lanciato «solo» 300 tonnellate di proiettili DU (Depleted Uranium) per lo più in aree desertiche.
Nella seconda guerra del Golfo, si stima ne abbiano lanciato 1.700 tonnellate, e per lo più nelle città.
Le cifre sono puramente ipotetiche. Nella prima guerra del Golfo hanno servito 580.400 soldati USA. Nel 2000, ben 325 mila di questi reduci – partiti giovani e sani per la guerra dieci anni prima – soffrono di malattie invalidanti, e 11 mila sono morti: il 56% dei soldati partiti nel ’91 hanno problemi medici gravi. In un gruppo-campione di 250 reduci della prima Guerra del Golfo, il 67% hanno generato bambini con difetti genetici, o aborti malformati. Nell’ottobre 2003, Durakovic è andato in Iraq per tre settimane: ha raccolto oltre cento campioni di terreno, di urine di civili, di tessuti da corpi di soldati iracheni in dieci città, fra cui Baghdad, Bassora e Najaf.
«
I livelli di radioattività sono migliaia di volte superiori al normale», dice.
Nell’autunno del 2002, il gruppo di Durakovic aveva già fatto gli stessi rilievi in Afghanistan.
Il 30 % degli afghani intervistati aveva sintomi di malattie da radiazioni.
I vecchi dei villaggi gli hanno parlato di un 25% dei bambini inesplicabilmente malati.
«
Il nostro gruppo è rimasto sgomento dalla vastità degli effetti coincidenti con i bombardamenti, Senza eccezione, in ogni sito che era stato assoggettato ai bombardamenti e da noi visitato, ci sono malati. Una parte significativa della popolazione presenta sintomi coerenti con la contaminazione interna da uranio»: una specie di maligna influenza, con sanguinamenti dal naso e muco insanguinato,dolori alle articolazioni e ai reni. Molti dei giovani reduci americani non riescono più a camminare. Ma il DU, quando colpisce il bersaglio, si polverizza in particelle inferiori ai 10 micron, pari al particolato del fumo di sigaretta: viene perciò inalato con facilità.
E da quel momento rimane nell’organismo per decenni, sciogliendosi lentamente nel tessuto linfatico disperdendosi nella circolazione sanguigna. Il decadimento di questo finissimo materiale radioattivo (che ha un’emivita di 4,7 milioni di anni) produce nel corpo 26 emissioni radioattive al secondo, ossia 800 milioni l’anno. Ciò causa «
un milione di volte più danni genetici di quello che ci si aspetterebbe dalla radiazione in sé», ha scritto in un rapporto del 2001 Alexandra Miller, del Radiobiology  Research Institute di Bethesda, che è un ente delle forze armate americane84[5].

Se davvero fosse quello indicato il testo chiave della politica estera Usa, dopo la caduta del comunismo, allora potrebbe esser non casuale la diffusione di

 

2——–VIDEOGIOCHI VIOLENTISSIMI. Nell’ultimo che è uscito “Grand Theft Auto IV”, che il Corriere della Sera ritiene il più violento che esista, il ragazzo si identifica con un personaggio che fa punti se investe persone con l’auto o se spara sulla folla con armi pesanti. I 3500 negozi della catena che distribuiscono questo videogioco hanno visto le file notturne di giovani in attesa dell’apertura dopo la mezzanotte. Secondo l’economista e leader democratico americano Lyndon LaRouche, “l’intento è quello di privare intere nazioni della capacità di distinguere tra realtà e fantasia, tra bene e male. L’intento è quello di ridurre la popolazione mondiale, scatenando istinti omidici e suicidi, a meno di un miliardo di abitanti, dagli attuali 6,5 miliardi. E intendono farlo rapidamente. Ecco il perché di questa operazione, che diffonde i videogiochi per addestrare i giovani a uccidere e suicidarsi. Col dilagare dei ‘killer games’ sui computer, in Europa come negli Stati Uniti, assisteremo ad un fenomeno come quello dei terroristi suicidi in Medio Oriente”.

 

Se davvero fosse quello indicato il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser non casuale la grande rilevanza mediatica di

3——-NO KID. In Francia stanno diffondendo e facendo grande pubblicità ad un libro dal titolo NO KID di una certa Corinne Mayer, dal sottotitolo: 40 ragioni per non avere figli. Libro che avrebbe dato nascita, secondo Corsera85[6], alla generazione di donne “no kid”

Se davvero fosse quello il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser non casuale la capillare diffusione della

4———LA SOIA MALTUSIANA… 70 anni di studi su animali ed uomini hanno appurato che la dieta a base di soya provoca gravi disturbi alla tiroide. Qui, il componente colpevole è il fito-estrogeno o isoflavone, un ormone vegetale contenuto ad alte dosi nella soya, che è un inibitore dell’attività tiroidea e può causare cancro della tiroide. Il fito-estrogeno pone a rischio lo sviluppo sessuale dei lattanti nutriti con polveri a base di soya come surrogati del latte.
L’infertilità delle vacche nutrite con troppa soya è un fenomeno ben noto agli allevatori.
Nei bambini, l’estrogeno vegetale può contrastare la crescita dei testicoli e la quantità di sperma nell’adulto; nella bambine, una maturazione sessuale precoce con problemi nella vita adulta, dall’amenorrea alla mancanza di ovulazione. Tra le multinazionali che la diffondono,una di esse in particolare, la Archer Daniel Midland (ADM), ha promosso da decenni la produzione mondiale della soya, ed ha lanciato una enorme campagna per raccomandarla come «
proteina della salute»;essa promuove i congressi medici internazionali che magnificano le qualità salutari della soya, e commissiona gli «studi scientifici» che comprovano le miracolose doti del prodotto e dei sottoprodotti, e che le autorità sanitarie prendono per buoni86[7].

Se davvero fosse questo il testo base della politica estera Usa allora troverebbe spiegazione questa strana circostanza:

5——BANCHIERI GAY. Leggo dal Corriere della Sera: che Lehman Brothers, la colossale banca d’affari americana, seleziona, in Asia, aspiranti banchieri purché omosessuali87[8]

Se davvero fosse quello il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser non casuale che

7———-EDUCAZIONE SESSUALE AI GIOVANI. Con sorpresa , ma non poi tanta, ho scoperto che nei corsi di educazione sessuale che si tengono nelle scuole dell’obbligo la principale malattia venerea che ci si preoccupa di prevenire è la gravidanza. I ragazzi sono informatissimi di tecniche contraccettive, ma poi ho scoperto che non sanno riconoscere un’importante malattia venerea come la sifilide

Se davvero fosse questo il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser non casuale che

 

8—————IL NOBEL A GORE. Il diffusissimo documentario (An Inconvenient Truth) di cui è l’autore e che ha lanciato l’allarme sulla febbre del pianeta, sintetizza così l’allarme e le sue cause: “Stiamo assistendo alla collisione tra la nostra civiltà e la Terra , e sono tre i fattori responsabili di questa collisione. Il primo è l’aumento della popolazione! La mia generazione, quella del baby-boom, è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la popolazione aveva appena oltrepassato la soglia dei 2 miliardi. Ora ho 50 anni e la popolazione ha quasi raggiunto i 6 miliardi e mezzo ma secondo le aspettative di vita della mia generazione raggiungeremo i 9 miliardi.Ci sono volute 10 mila generazioni per arrivare a 2 miliardi di persone, ma se nell’arco di una vita dai 2 miliardi si passa a 9, questo significa che sta accadendo qualcosa di diverso. Stiamo creando sempre più pressione sulla terra, e la maggior parte di questa pressione viene esercitata dalle nazioni più povere del mondo. C’è una maggiore richiesta di cibo, una maggiore richiesta di acqua, ma le risorse naturali sono limitate.

 Se davvero fosse questo il testo chiave della politica estera Usa allora potrebbe esser non casuale che

 

9———-E’ IN CORSO UN PROGRAMMA GIGANTESCO DI GUERRA BIOLOGICA ma non possiamo dire con sicurezza che sia destinato a sconfiggere Bin Laden ; L’accusa viene da Francis Boyle. Che è l’estensore della Legge antiterrorismo contro l’armamento biologico approvata dal Congresso, nel 1989. E’ quella legge che Bush sta violando, dice Boyle. Il primo stanziamento per il 2001-2004 è stato di 14,5 miliardi di dollari, una somma colossale presentata come «lavori preparatori a scopo civile attinenti alla guerra biologica» (sic). Altri 6,5 miliardi sono stati destinati ad un «Project Bio-Shield», in base al quale il dipartimento Homeland Security (la sicurezza interna) sta accumulando decine di milioni di dosi di vaccini e farmaci contro l’antrace, il vaiolo ed altre malattie da agenti biologici.. Anche l’industria bio-tecnologica americana diventa così un’industria integralmente bellica. Sono oltre 300 le istituzioni scientifiche, con 12 mila addetti, che lavorano con germi patogeni adatti per la guerra biologica.
Richard Ebright, biologo molecolare alla Rutgers University, ha scoperto nelle statistiche del National Institute of Health che i finanziamenti ad istituti dediti alla ricerca su malattie infettive con potenziale applicazione bellica sono passati, dai 33 del 1995-2000, agli attuali 497.
Un vero Progetto Manhattan per la super-arma batteriologica, disperso tra numerosi laboratori privati e nascosto nelle pieghe dei bilanci anche sanitari
88[9].

 

Non insisto, perché oramai avrete capito come mai viene promosso il “diritto all’eutanasia”, passiva e attiva; ormai avrete capito perché vogliono limitare o abolire la vendita di integratori alimentari (hanno scoperto che il loro uso fa ammalare di meno); il Nobel a Yunus è stato dato perché il microcredito (che per ammissione di Yunus è destinato soprattutto alle donne) è un disincentivo alla maternità, dal momento che si è avviata un’impresa….; potreste non trovare distributori di acqua minerale per bere, ma troverete sempre e ovunque distributori automatici di condoms; c’è chi pone forti ostacoli per l’opzione “rifiuti zero” da attuare con la raccolta differenziata, il politicamente corretto va nella direzione dell’inceneritore, perché la diossina, che esso inesorabilmente produce, è uno dei più potenti de fertilizzanti che si conoscono…

 

Concludo questa breve rassegna con le parole dei Enrico Mattei, uno dei sicuri fautori del boom economico italiano tra gli anni Cinquanta e Sessanta:

 

10———— Mattei diceva:”Io lotto contro il cartello [petrolifero anglo-americano] non solo perché è oligopolistico, ma perché è maltusiano e maltusiano ai danni dei paesi produttori, come ai danni dei paesi consumatori”89[10].

 

Ebbene, i vaccini potrebbero essere uno strumento maltusiano; essi si prestano a tale operazione perché sono stati oggetto di una delle più spettacolari operazioni di ingegneria sociale della storia. Attorno ad essi, visti come utile misura profilattica contro le patologie virali, è stato costruito un consenso pressoché universale. Una percentuale altissima di persone e di popoli della terra è convinto di due cose: della efficacia e della innocuità dei vaccini. Questo fa sì che all’interno di politiche maltusiane globali essi possano esser visti come uno degli strumenti privilegiati, anzi ho il sospetto che essi siano il principale strumento maltusiano attualmente in uso. Quali sono gli elementi di supporto a questa ipotesi?

1——Nel 1995 si è scoperto che l’OMS di concerto con la Banca Mondiale, il Center for Disease Control, e la “filantropica” Fondazione Rockefeller, avevano da 25 anni finanziato la ricerca per la produzione di un vaccino defertilizzante, che alla fine prese la forma di vaccino antitetanico, nel quale era stato segretamente introdotta della gonadotropina coriale umana (hCG), che veniva veicolata nell’organismo grazie al tossoide del tetano. In questo modo l’organismo vaccinato doveva produrre anticorpi di hCG, in modo che nell’eventualità di una gravidanza, essendo basso nel sangue il livello di hCG, sarebbe stato altissima la probabilità di aborto90[11]. Col proclama di dover sconfiggere il “tetano neonatale” (sic!) l’OMS fece vaccinare milioni di donne delle Filippine91[12] del Messico e del Nicaragua, tra i 15 e i 45 anni. In questo programma di vaccinazione è stata coinvolta poi anche la Tanzania. Ci fu chi ebbe il coraggio di sospettare (il cattolico Comite pro vida;anche perché un protocollo che prevedeva 5 richiami di antitetanica in un anno appariva desueto) e di affidare le fiale di antitetanica ad un laboratorio indipendente, che scoprì la strana e non dichiarata presenza della gonadotropina umana; anticorpi di hCG furono trovati in 27 donne vaccinate su 30. Gli ufficiali dell’OMS cercarono dapprima di negare, poi di minimizzare, infine presentarono scuse pubbliche ed ufficiali92[13].

2———-Se davvero sono in corso politiche maltusiane, attuate mediante i vaccini, i più indiziati sono l’antiepatite B e l’antipolio; quest’ultimo aumenta il rischio di linfoma non-Hodgkin, e dei tumori in generale come del resto fanno tutti i vaccini, cosa messa in evidenza già 40 anni fa. Ma “a partire dagli anni Novanta questo genere di pubblicazioni scientifiche è diminuito; sarebbe interessante sapere da cosa dipende questo fenomeno.:”Ci sono scienziati che denunciano una sistematica censura anche su altri aspetti inquietanti della ricerca sul vaccino antipolio. Uno di questi , il professor J. Cribb, pubblica le proprie conclusioni su una prestigiosa rivista di filosofia scientifica inglese93[14] nel giugno 2001, affermando che:’La discussione scientifica sull’ipotesi che il vaccino antipolio sia all’origine della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è stata sistematicamente soppressa per oltre 12 anni’”.

3———-“Nel 1985, Robert Strecker, gastroenterologo e farmacologo (autore di un video e volumetto dal titolo Bio-Attack), ha concluso che l’Aids era stato provocato tramite la vaccinazione contro l’epatite B praticata sugli omosessuali… Nel 1987, Alan Cantwell Jr, dermatologo e ricercatore, giunse alle stesse conclusioni nel libro Aids, and the Doctor of Death94[15]; “…v’è una somiglianza tra le sindromi cliniche dell’H.I.V. e quelle dell’SV40 delle scimmie verdi dell’Africa. In certi individui, infatti, è stato riscontrato l’SV40. Il solo modo in cui un essere umano può assumere questo virus scimmiesco è per ingestione (mangiando la carne di scimmia) o per inoculazione insieme a un vaccino. Questo stesso SV40 è stato in effetti riscontrato anche nel vaccino Sabin contro la poliomielite, con cui per anni sono stati vaccinati milioni di bambini. E’ provato che l’SV40 provoca anomalie congenite, leucemia, cancro immunodepressione: tutti sintomi simili a quelli dell’AIDS. La dottoressa Eva Lee Snead (Some Call It Aids…I Call It Murder – The Connection Between Cancer, Aids, Immunization, And Genocid,San Antonio 1992) ha quindi dimostrato la relazione esistente tra leucemia, SV40 e Aids, che non sarebbe altro che una forma di leucemia”95[16].

4——Altro elemento che fa sospettare essere il vaccino antipolio strumento di politiche maltusiane è questo: il “San Francisco Chronicle” ha rivelato, nel 2001, documenti che provano come lotti di vaccino antipolio siano stati messi in commercio anche dopo che vi era stato individuato l’SV4096[17]

5——-Un altro medico, William Champbell Douglass97[18] ha accusato il National Cancer Institute di aver prodotto il virus dell’Aids per scopi militari , combinando il virus della leucemia bovina con uno della capra. Con questo virus sarebbero stati deliberatamente inquinati i vaccini antivaiolosi usati in Africa fino agli anni Ottanta e anche i vaccini antiepatite B offerti gratuitamente agli omosessuali statunitensi a fine anni Settanta. Insomma anche il Times, attraverso il suo responsabile scientifico Pearce Wright98[19], non può far a meno di notare che dove l’OMS ha patrocinato tra il 1967 e il 1980 la vaccinazione antivaiolosa a circa cento milioni di persone in Africa Centrale (Zaire, Zambia, Tanzania, Uganda, Malati, Ruanda e Burundi) proprio lì si è avuto il più vasto focolaio di Aids al mondo. Significativo quanto avvenuto in Uganda: nel gennaio 1987 inizia il programma di vaccinazione (antipolio e varicella) di tutti i bambini ugandesi; in ottobre dello stesso anno già si contano 2396 casi di Aids, nel giugno 1988, 4006, mentre prima delle vaccinazioni la malattia era sconosciuta99[20].

6——–Alle accuse e insinuazioni di questi ricercatori qualcuno potrebbe rispondere che l’inoculare nell’uomo, ad esempio, il virus della leucemia bovina, non provoca necessariamente la leucemia umana. Stessa obiezione si potrebbe far per gli altri virus. Inoltre si potrebbe obiettare che il fatto che in un vaccino si possano trovare dei virus è inevitabile dal momento che –si sa- essi son coltivati su tessuti animali. Non è così semplice. Debbo dare un’altra cattiva notizia. Ebbene c’è chi ha lavorato per consentire a questi virus animali di fare il salto di specie. Si tratta di un gruppo di scienziati, per lo più guidati da Robert Gallo,e facenti parte della Litton Bionetics (della galassia Rockefeller) che dalla fine degli anni Sessanta, guarda caso proprio a seguito dello Special Virus Cancer Program, hanno iniziato a combinare virus di scimmia col virus RNA della leucemia felina, o con quello del sarcoma della leucemia dei polli (che causa consunzione e immunosoppressione), per poi coltivarli lungamente su tessuti umani (globuli bianchi) in modo che sviluppassero quello che in gergo si chiama “apparato di attaccamento”(proteine tipo la gp 120), che consente il salto di specie100[21]. “Questo tipo di ricerca, nella quale il virus scimmiesco SV40 ed altri virus di scimmie vennero adoperati e poi mutati o incrociati con altri virus cancerogeni animali, iniziò negli anni Sessanta. I Contratti che sono riprodotti nel libro Emerging Virus dimostrano che fu il 12 febbraio 1962 che iniziò lo Special Virus Cancer Program, che ufficialmente si doveva occupare di ricerca anticancro, mentre poi è venuto a galla che esso fu varato dalla Cia insieme al National Institute of Health allo scopo di metter a punto un agente patogeno contro il quale l’uomo non abbia alcuna immunità naturale101[22]. Scott ritiene che questo tipo di ricerca sia stato avviato al fine di “tenere sotto controllo la popolazione”102[23] Esso era un programma estremamente segreto e ben finanziato che venne reso noto dopo che alcune persone all’interno dell’Istituto Nazionale di Sanità compresero di aver appena inoculato vaccini infestati da virus cancerogeni in più di cento milioni di persone in tutto il mondo”103[24]. L’ex direttore della sezione di Oncologia virale del Dipartimento di Biologia dell’americana FDA, W.J.Martin, che ha scritto l’introduzione al libro di Horowitz, dice che non c’è ragione per cui le autorità non ripuliscano i vaccini da tali virus essendoci capacità e tecnologie per farlo104[25]. Horowitz conclude l’intervista dicendo che: “questo adempie ad un evidente e ben articolato, ben documentato programma di riduzione della popolazione”105[26].

Questi virus “accidentalmente” o meno inoculati nell’organismo coi vaccini, ovviamente scavalcano (proprio in quanto iniettati) le naturali difese immunitarie. Essi anche producono alterazioni del DNA, danno luogo a forme aberranti di provirus che restano silenti nel corpo anche per molto tempo, finchè non trovano il terreno adatto restano in quello stato, ma quando, anche dopo anni, nell’organismo si verifica una forte variazione o uno squilibrio, che porti il PH medio su valori desueti (o troppo acido o troppo alcalino) ecco che quel virus dormiente della leucemia felina, o del sarcoma dei polli, se è stato adattato con opportuna coltura a vivere anche sull’uomo, si moltiplica e si fa virulento. Se questo avviene dopo 8 anni dalla vaccinazione, quale commissione medica ne riconoscerà la causalità? La cosa non può esser fatta neppure di diritto. Che vuol dire?

 

7—– Ufficialmente una commissione medica non sa e non deve sapere se nei vaccini vi siano o no citomegalovirus o pestivirus, in quanto essendo i vaccini brevettati la loro formula non può essere indagata-rivelata (sembra davvero tutto congegnato bene), cosicché la scoperta di virus in questo o quel vaccino la dobbiamo a soffiate di ricercatori che rischiano querele e mettono a repentaglio il proprio lavoro, e non solo, nel comportarsi così. Nessuna rivista scientifica può rivelare la presenza di virus cancerogeni e immunosoppressori nei vaccini. E questo è anche una conseguenza del fatto grave (per noi) che l’onere della prova nello stabilire efficacia e sicurezza dei vaccini non è a carico di chi li produce, ma di chi li subisce. Hai l’onere della prova, ma il sistema dei brevetti ti impedisce di provare. Ebbene se si dovessero includere tra i danneggiati da vaccino non solo coloro ai quali il danno si manifesta nelle poche ore successive all’inoculazione, come avviene di solito, e come previsto dalla definizione di “reazione alla vaccinazione”, ma anche coloro ai quali il danno si manifesta dopo anni, ecco allora che avremmo numeri spaventosamente diversi.

 

8———Dichiara un ex ricercatore del National Institute of Health, in un’intervista rilasciata a Rappoport: “Nel vaccino contro il morbillo Rimavex abbiamo rilevato la presenza di virus dei polli; nel vaccino antipolio la presenza di acanthamoeba, la cosiddetta ‘ameba mangiacervello’, nonché il citomegalovirus della scimmia. Virus schiumoso della scimmia nel vaccino antirotavirus. Virus del cancro aviario nel vaccino MMR. Vari microrganismi nel vaccino contro l’antrace. Ho riscontrato la presenza di inibitori di enzimi potenzialmente pericolosi in vari vaccini. Virus di anatra, cane e coniglio nel vaccino antirosolia. Virus della leucosi aviaria nel vaccino antinfluenzale. Pestivirus nel vaccino MMR.”106[27]

 

9———Aggiungo che un altro componente, “intruso” nei vaccini, sono le grandi quantità di metalli pesanti in essi contenuti. Come hanno rivelato Ugo Finessi e la Signora Santa Passaniti, a seguito della drammatica esperienza di suo figlio, nei tessuti di quest’ultimo -deceduto durante il servizio militare- sono state trovate altissime quantità di metalli pesanti, dal mercurio al piombo, dal cromo al rame, alluminio e altro. Si potrebbe spiegare la presenza di alluminio e mercurio, usati come conservanti, ma come sono possibili gli altri metalli? Dall’esperienza della Signora Passaniti è emersa la grande difficoltà a procurarsi i vaccini, altrettanto difficile è stato trovare chi sia in grado di analizzarli ed abbia la volontà di farlo. E poi: perché i militari possono avere, come è risultato, protocolli vaccinali diversi? Sono essi oggetto di sperimentazioni? Perciò, non essendo suo figlio mai venuto in contatto con l’uranio impoverito dei Balcani , la Signora sostiene che la causa della sua morte, come di moltissimi altri militari, sia da ricercare nei metalli pesanti “aggiunti” ai vaccini. Per quali finalità non sappiamo.

E’ vero, i vaccini sono uno dei capitoli più misteriosi della medicina; soprattutto perché una vera prova scientifica della loro presunta efficacia non è mai stata data, pur essendovene tutte le possibilità. Volete sapere da quando essi sono diventati un ancor più misterioso capitolo della medicina? Da quando il loro destino si è sinistramente intrecciato con quel ramo della virologia, che dal 1942 in poi è andata in cerca di armi batteriologiche; quella che alla fine degli anni Sessanta disponeva di ben 700 tipi diversi di virus, da manipolare, ibridare, coltivare su umani per consentire di divenire efficaci e letali anche sull’uomo; virologia sulla cui storia giornalisti e ricercatori, che non vogliono guastarsi le carriere, evitano di indagare; sessant’anni di ricerca virologica, apparentemente e ufficialmente volta a cercare una delle possibili cause del cancro, ma realmente e sinistramente protesa alle armi batteriologiche, per fini bellici o malthusiani; quella che prima agiva dietro lo Special Virus Cancer Program e metteva a punto con l’SV40 uno dei virus cancerogeni più potenti, mentre oggi col Progetto Genoma Umano lavora per trovare (questa è la mia convinzione) l’arma batteriologica etnica, cioè quei microrganismi che colpiscano selettivamente solo certe razze; E i vaccini potrebbero esser stati e potrebbero esser il veicolo di una politica malthusiana contro i popoli; ecco perché il sistema dei brevetti deve impedire di rivelarne la formulazione. Essi sono anche una delle prove più cogenti della non democraticità nella scienza oggi, essendo piuttosto espressione di una medicina tecnocratica, che si impone dall’alto, sulle cui reali finalità abbiamo poca trasparenza e molti sinistri indizi.

 

1 PIRENNE H., Storia d’Europa dalle invasioni al XVI secolo, Firenze 1956, p. 452

2 GUARRACINO S., Storia dell’età medievale. Dalla caduta dell’impero romano alla riforma protestante. Milano 1992, p. 596.

3 Ivi, p. 620.

4 DE CECCO M., Ascesa e declino dell’economia italiana, dal secondo dopoguerra ai nostri giorni, pro manuscripto 2003, Istituto Universitario di studi Superiori Pavia, p.9 (il ruolo della Banca d’Italia nelle relazioni finanziarie internazionali).

5 Ibidem.

6 Ivi p. 16 (il ruolo internazionale della banca centrale)-

7 MOREAU Emile, Memorie di un governatore della Banca di Francia, Cariplo-Laterza, Roma-Bari 1986.

8 “Sono lontani i tempi in cui gli eruditi, sbrigativamente, immaginavano che l’età medievale avesse goduto di una felice armonia sociale, la quale non conosceva, nelle città e nelle campagne, né grandi ricchi (tranne, ben inteso, i signori feudali), né miserabili, costituendo i mendicanti una eccezione in questa società naturalmente equilibrata” GRAUS F., Au bas Moyen Age. Pauvres des ville set pauvres des campagnes, “Annales” 1961, p.1053

9 FANFANI A., Le origini dello spirito capitalistico in Italia, Milano 1933, p.163

10 THOMPSON E.P., L’economia morale delle classi popolari inglesi nel secolo XVIII, in AA.VV., Società patrizia, cultura plebea, Torino 1981, pp.59-79.

11 PIRENNE H., Storia economica e sociale del Medioevo, Milano 1967, p. 204

12 GRAUS F., Au bas Moyen Age. Pauvres des villes et pauvres des campagnes, in « Annales » 1961, p. 1060-1061

13 “Nella crescente inflazione di metalli pregiati, nella instabilità dei prezzi da essa creata, misura vera della ricchezza è la terra; i grossi capitali sono investiti nella terra più per acquistarla che per migliorarne la produzione [….] I redditi goduti da costoro, e provenienti oltre che dalla terra, dai vari diritti demaniali, immobiliari o mobiliari (accense, appalti, ecc.) alienati dagli stati, tutti in estrema necessità di denaro a causa di guerre esterne e intestine…” BULFERETTI L., Problemi del Seicento, in “Itinerari”, nn. 22-23-24, dicembre 1956, p.504.

14 HEYWOOD W., Palio e ponte. Gli sports dell’Italia Centrale dai tempi di Dante fino al XX secolo, Siena-Londra 1904, rist. Palermo 1981, p.100.

15 Paradigmatico BERGERON L., La “rivoluzione agricola” in Inghilterra, in Storia economica e sociale del mondo, a cura di P. Léon, vol. III, Le rivoluzioni 1730-1840, Roma-Bari 1980, p….:”Un’opinione tradizionale vuole che la ‘rivoluzione agricola’, avendo sviluppato i suoi effetti prima dell’industrializzazione, abbia liberato la manodopera necessaria a costituire la famosa’armata di riserva’. In realtà in quel periodo non si è avuto nulla del genere (sic!); l’incipiente industrializzazione non ha attinto all’esodo dalle campagne, ma da una popolazione che andava aumentando o dalla immigrazione irlandese. Del resto si sono potute avere, all’epoca delle enclosures, ma non in connessione ad esse (sic!), importanti migrazioni dalle campagne alle città, legate ad un forte aumento del tasso di incremento naturale”. Bisogna mostrare che il liberismo, sin dal sua atto di nascita, ha portato solo bene, e che la miseria è prodotta dai poveri stessi che si riproducono troppo, come già voleva dar a credere Malthus, che mise in atto uno dei primi tentativi di assoluzione del liberismo con il famoso Saggio sul principio di popolazione nei suoi effetti sul futuro miglioramento della società, del 1798, tr. it. Torino 1977, p XXIX; nell’edizione del 1803 (p. 531) il reverendo scriveva:”Al grande banchetto della natura non c’è alcun posto libero per chi sia nato in un mondo dove tutti i beni sono già appropriati…sarebbe un grave errore far entrare nella sala del banchetto chi è di troppo (cioè i poveri), perché ben presto il numero dei postulanti aumenterebbe a dismisura, guastando l’armonia della festa e la letizia dei commensali. Le porte della sala vengono quindi sbarrate non appena la tavola è tutta occupata”.

16 SMYTHE T., Breve analisi del comune lamento di diversi uomini del nostro paese, in DE MADDALENA A., Moneta e mercato nel ‘500, Firenze 1973, pp.89-90

17 AA. VV., Rivolte e guerre contadine, Milano 1994, p.43

18 English Historical Documents, vol. X, a cura di Horn D.B. e Ransonne M., London 1957, p. 439-440, la petizione letta è del 28 febbraio 1769.

19 SPINI G., Storia dell’età moderna. Dall’Impero di Carlo V all’illuminismo, Roma 1960, p.278.

20 AA.VV., Rivolte e guerre contadine, cit., p.72-73

21 ALIANELLO C., La conquista del Sud, Milano 1982, p.8; AA.VV., La storia proibita. Quando i Piemontesi invasero il Sud, Napoli 2001, p.117

22 ENGELS F., La condizione della classe operaia in Inghilterra (1844-1845), Lipsia 1845, tr. it. Roma 1969, p. 65

23 Ivi, p. 68

24 Ivi, p. 70-71. Londra al tempo contava circa 40.000 prostitute.

25 Ivi p.72

26 Ivi, p. 73

27 Ivi, p.77. La relazione governativa è stata pubblicata a Edimburgo nel 1839, dal titolo Arts and Artisans at Home and Abroad, by J.C.Symons, ,p. 116 seg.

28 Ivi, p. 99.

29 Fatti riportati anche dal settimanale “Weekly Dispatch” aprile-maggio 1844

30 Ivi, p. 111

31 Ivi, p. 240

32 Ivi, p. 192

33 Ivi, pp. 166-167.

34 Ivi, p. 18

35 Ivi, p. 205.

36 MANTOUX P., La rivoluzione industriale, Roma 1970, cit. in DESIDERI A., Storia e storiografia, Messina-Firenze 1984, pp. 324-326

37 La petizione cartista del 1838, in DESISERI A., Storia e storiografia, cit., p. 331

38 GUARRACINO S.-DE BERNARDI A., La conoscenza storica, Torino 2000, p.353

39 MARCHESE R., Piani e percorsi della storia, Torino 2002, p. 271.

40 Citato in AA.VV., La storia proibita, cit., p. 85

41 GIARDINA A. et alii, Profili storici dal 1650 al 1900, Bari 1997, p. 422.

42 Ivi, p. 114.

43 WOODHAM-SMITH C. The Great Hunger; Ireland 1845-1849, London 1991 scrive “…no issue has provoked so much anger or so embittered relations between the two countries (England and Ireland) as the indisputable fact that huge quantities of food were exported from Ireland to England throughout the period when the people of Ireland were dying of starvation.” Traggo la citazione da http://en.wikipedia.org/wiki/Irish_Potato_Famine

44 AA.VV., La primavera della nazione. La repubblica romana del 1849, a cura di M. Severini, Ancona 2006 (?)

45 Ivi, p.232

46 Ivi, p. 213.

47 Ivi, p. 225

48 MONSAGRATI G., Alle prese con la democrazia. Gran Bretagna e USA di fronte alla repubblica Romana, in “Rassegna storica del Risorgimento” LXXXVI (1999), suppl. al fasc. IV.

49 )    MUNDY G.R., La fine delle Due Sicile e la marina britannica, 1863, riedito Napoli 1966

50 DE BIASE E., L’Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie, Napoli 2002, p.. 126-127, avvalendosi di documenti e testi di storici inglesi, citato in DI FIORE G., Controstoria dell’unità d’Italia, Milano 2007, p 97

51 Si veda DI VITA G., Finanziamento della spedizione dei mille, in AA.VV., La liberazione d’Italia nell’opera della massoneria, Foggia, 1990, p.379, citato in DI FIORE, op. cit., p. 397

52 )     Documenti dell’archivio Giuseppe Catenacci, riportati da DI FIORE, I vinti del risorgimento, Torino 2004, p.31

53 Carteggi di Cavour, La liberazione del Mezzogiorno, vol II, n.553, citato in AA.VV., La storia proibita, cit., p. 147

54 O’CLERY P.K., La rivoluzione italiana, il testo è di fine Ottocento, ripubblicato in tr. It., Milano 2000, p.374, citato in DI FIORE G., Controstoria dell’unità d’Italia, cit. p.100. Palmerston allora controllava da cima a fondo Giuseppe Mazzini e la sua “Giovane Europa” Degli inglesi che lo avevano aiutato ad attraversare lo stretto, Garibaldi disse: “io fui per la centesima volta il loro protetto” GARIBALDI G., Memorie, Milano 1982, pp. 252-253; AA.VV., La storia proibita, cit. p. 136; D. Mack Smith (La storia manipolata, Bari 1998), che ha voluto fare un’indagine sulle manipolazioni della storia, considera quella italiana del XIX secolo come un campione di eccezionale esemplarità, facendo notare come gli archivi dei Savoia degli anni Cinquanta e Sessanta siano spariti o comunque inaccessibili allo storico (a lui stesso tale accesso è stato ripetutamente negato). Per capire chi era e come veniva considerato ai suoi tempi Garibaldi, sentite cosa scriveva il 13 settembre 1860 il giornale torinese”Piemonte”in un articolo intitolato “Il creduto prodigio di Garibaldi”. “Le imprese di Garibaldi nelle Due Sicilie parvero sinora così strane che i suoi ammiratori han potuto chiamarle prodigiose. Un pugno di giovani guidati da un audacissimo sconfigge eserciti, piglia d’assalto le città in poche settimane, si fa padrone di un reame di nove milioni di abitanti. E ciò senza navigli e senz’armi… Altro che Veni, Vedi, Vici! Non havvi Cesare che tenga a petto di Garibaldi. I miracoli però non li ha fatti lui ma il generale Nunziante e li altri ufficiali dell’esercito che, con infinito onore dell’armata napoletana, disertarono la loro bandiera per correre sotto quella del nemico; i miracoli li ha fatti il Conte di Siracusa colla sua onorevolissima lettera al nipote; li ha fatti la Guardia Nazionale che, secondo il solito, voltò le armi contro il re che gliele avea date poche ore prima; li ha fatti il Gabinetto di Liborio Romano il quale, dopo aver genuflesso fino al giorno di ieri appié del trono di Francesco II, si prostra ai piedi di Garibaldi. Con questi miracoli ancor io sarei capace di far la conquista, non dico della Sicilia e del Reame di Napoli, ma dell’universo mondo. Dunque non state a contare le prodezze di Sua Maestà Garibaldi I. Egli non è che il comodino della rivoluzione. Le società segrete che hanno le loro reti in tutto il paese delle Due Sicilie, hanno di lunga mano preparato ogni cosa per la rivoluzione. E quando fu tutto apparecchiato si chiamò Garibaldi ad eseguire i piani […]. Se non era Garibaldi sarebbe stato Mazzini, Kossuth, Orsini o Lucio della Venaria: faceva lo stesso. Appiccare il fuoco ad una mina anche un bimbo può farlo. Di fatto vedete che dappertutto dove giunge Garibaldi la rivoluzione è organizzata issofatto, i proclami sono belli e fatti, anzi stampati. In questo modo credo che Garibaldi può tranquillamente fare il giro del mondo a piantare le bandiere tricolori del Piemonte. Dopo Napoli Roma, dopo Roma Venezia, dopo Venezia la Dalmazia, dopo la Dalmazia l’Austria, caduta l’Austria il mondo è di Garibaldi, cioé del Piemonte! Oh che cuccagna! Torino capitale dell’ Europa, anzi dell’orbe terracqueo. E noi torinesi padroni del mondo!”.

55 GUARRACINO-DE BERNARDI, cit., p. 16

56 “La Nazione” 10 VIII 2007

57 “Corriere della sera” 10 agosto 1997.

58 “La Nazione”, 13 aprile 2005. “Il cane a sei zampe (simbolo dell’Eni) morde e le Sette Sorelle strillano. Al Dipartimento di Stato, al National security council e al National petroleum council (e alla Cia) si accumulano i fascicoli. Ma è tardi. Dopo un incontro segreto Kennedy-Mattei, Washington giunge alla conclusione che bisogna accordarsi. Il sacrificio lo dovrà fare la più potente e riottosa delle Sette Sorelle, la Standard Oil del New Jersey (vale a dire la Esso)”, “La Nazione” 7 febbraio 2001; la Esso non è dei Rockfeller?

59 “Corriere della sera” 27 aprile 2006, p.58.

60 “Corriere della sera”, ivi p. 58. Ma si vedano anche i volumi Questo è Cefis, di Giorgio Steimetz e Profondo nero, di Peppino lo Bianco e Sandra Rizza (ed Chiarelettere), dai quali emerge che il romanzo Petrolio era dedicato a Eugenio Cefis, ritenuto da Pasolini il fondatore della P2 e tra i mandanti dell’omicidio Mattei. Secondo gli autori dei volumi sopra citati, il personaggio sarebbe coinvolto anche nelle morti di De Mauro e Pasolini stesso. In Profondo nero, sono riportate le dichiarazioni di Pelosi, condannato come unico responsabile dell’omicidio Pasolini, il quale ha confermato che quella sera a uccidere lo scrittore c’erano 5 persone e che l’omicidio fu di natura politica. Dopodiché Pelosi è incappato in una serie di guai giudiziari.

61 “Corriere della sera” 27 aprile 2006, p 57. A indicare come assolutamente improponibile la politica economica e industriale di Mattei il “Corriere” incarica Franco Debenedetti ex amministratore delegato della Olivetti e senatore DS, per il quale “C’è una sola politica industriale possibile oggi per l’Italia, ed è liberalizzare” e più avanti:” la difesa dei confini nazionali in economia è una manifestazione di debolezza e non di forza” quelle difese “sono scelte che alla fine impoveriscono il paese”. La vicenda della predazione della Pignone da parte della General Electric a prezzo stracciato (grazie a Ciampi) viene dal medesimo senatore così eufemizzata “la Pignone si è inserita con successo nel gruppo General Electric..”, ivi, p.56. Quei manager pubblici che hanno difeso l’interesse nazionale contro le privatizzazioni selvagge degli anni Novanta venivano polemicamente definiti dal Debenedetti , dal Corriere e dagli atlantisti in generale come “i nuovi Mattei”.

62 Il giornalista è Carlo Rossella su “Panorama” 2 marzo 2000, p. 130

63 Recensione di G. Bosticco su “Libero”, 6 marzo 2002, p. 22.

64 “La Nazione”, 10 ottobre 2000

66 Gideon Chern è finanziere ebreo che insieme ad altri partner (Shalom Goldburd, di evidente origine israeliana, e Bernard Taubenfled) diede vita negli anni Settanta alla Kroll Associates, una compagnia di sicurezza molto vicina alla Cia, responsabile della sicurezza delle Torri Gemelle al momento del loro crollo.

67 FALANCA S., Caso Moro: morire di Gladio, in “La voce della Campania” gennaio 2005

68Sul modello della “delfino” agivano i misteriosi black bloch al G8 di Genova, che indisturbati (le manganellate della polizia non le presero loro) distruggevano automobili, banche, negozi screditando agli occhi dell’opinione pubblica il movimento anti-global , la sua ideologia e valori, dai quali furono costretti a prendere le distanze quelle cariche istituzionali e politiche che non volevano farsi accusare di contiguità-complicità con un movimento teppista, criminale e nichilista (distruggere tutto senza saper proporre nulla di validamente alternativo). “Delfino” è un capitolo di “Chaos”: un progetto della Cia di infiltrare, nei paesi del blocco atlantico, i movimenti di reale opposizione politica, specie di sinistra, facendogli compiere attentati o atti screditanti, in modo da ottenerne la squalifica politica.

69 Nello studiare il caso Moro, non si può prescindere dal fondamentale “Archivio Flamini” che annualmente organizza convegni sulla vicenda; ad esempio:” Il 9 maggio 2006 si è tenuta un’importante conferenza sul caso Moro a Oriolo Romano, indetta dall’Archivio Flamigni, un centro di documentazione sponsorizzato dall’amministrazione provinciale di Viterbo. L’Archivio contiene i documenti raccolti negli anni dall’ex senatore Sergio Flamigni, il massimo esperto sulla vicenda Moro. Oltre allo stesso Flamigni, i relatori erano il giudice Rosario Priore e lo storico Giuseppe De Lutiis. L’Archivio Flamigni organizzerà ogni anno due conferenze, negli anniversari del rapimento e della morte dello statista democristiano. Lo scopo dell’iniziativa è quello di tenere vivo il ricordo del più grave attacco terroristico contro lo stato italiano e esercitare pressione perché la verità venga a galla. Come il sen. Flamigni ha sottolineato, nonostante tutti i processi finora celebratisi sul caso Moro, numerosi sono i misteri ancora da chiarire. Alla luce del lavoro compiuto dalla Commissione Stragi, presieduta dal sen. Giovanni Pellegrino, gli esperti sono convinti che negli ultimi giorni del rapimento, un “servizio segreto straniero” prese in mano la faccenda, allo scopo di trattare con le Brigate Rosse il rilascio di Moro e la consegna delle carte, con il memoriale e i documenti probabilmente trafugati dallo studio di Moro e dal ministero della Difesa. Ma poi, all’ultimo momento, fu presa la decisione di uccidere Moro. “Mi avevano promesso che l’avrebbero salvato”, disse Cossiga sbiancando in volto, all’annuncio del ritrovamento del cadavere di Moro, il 9 maggio. In seguito, Cossiga ha rivelato al sen. Pellegrino che il servizio segreto in questione era il Mossad. Il dott. Priore, che condusse diverse inchieste sul caso Moro, oltre a quelle famose su Ali Agca e su Ustica, ha smesso le vesti del magistrato per suggerire l’adozione di un “approccio storico-politico”. In primo piano, ha sottolineato Priore, c’è certamente la “conventio ad excludendum” che Moro intendeva sciogliere, nei confronti di una partecipazione del PCI ad un governo democratico. Nel contesto della divisione del mondo nei due blocchi, le potenze occidentali vedevano con “terrore” l’idea che qualche ministro comunista potesse consegnare segreti militari a Mosca. Allo stesso tempo, sarebbe infantile continuare a sostenere un approccio manicheo, secondo cui “è stata la CIA” o “è stato il KGB”. Ad esempio, persino un leader delle BR come Senzani aveva indicato l’esistenza di “un terzo giocatore” nel terrorismo italiano, e cioè la Francia di Mitterrand. E la politica filoaraba di Moro aveva trovato nemici in Israele, il che spiega perché una fazione del Mossad fosse ostile a Moro. “Se vi faccio l’elenco di tutti i i tentativi degli israeliani di compiere attentati sul nostro territorio, voi restate sconcertati”, ha affermato Priore, sottolineando la continuità della politica estera e di intelligence perseguita dalle potenze europee nei secoli XIX e XX. Il terzo relatore, il prof. De Lutiis, ha esplorato altri aspetti oscuri del caso Moro, riguardanti le complicità tra le BR, la criminalità organizzata e i servizi segreti. Egli ha collocato l’assassinio di Moro nel contesto di una lunga catena di omicidi politici: a partire dalla morte di Enrico Mattei nel 1962, “che oggi sappiamo con esattezza trattarsi di un assassinio”, seguita da quella di Kennedy, di Lumumba, Martin Luther King e Robert Kennedy. “Tutte queste persone avevano raggiunto un livello di governo o di influenza che avrebbe potuto cambiare la politica di grandi paesi nella direzione di autonomia nazionale e a favore dei diritti dei paesi più poveri”, ha detto De Lutiis. Due ospiti tra il pubblico, il regista Giuseppe Ferrara, che ha girato il famoso film con Gian Maria Volontè, e l’ammiraglio ed ex parlamentare Falco Accame, hanno consegnato all’Archivio Flamigni la loro documentazione. L’archivio contiene anche le pubblicazioni dell’EIR e il famoso dossier del POE del 1978, intitolato “Chi ha ucciso Aldo Moro”.

70Sulla vicenda si veda ANDRIOLA F.-ARCIDIACONO M., L’anno dei complotti, Baldini e Castoldi 1995.

71 L’Italia nel 2006 emetterà bot per circa 200 miliardi di euro, se oggi gran parte di questo debito è sui mercati internazionali e quindi in mano a banche anglo-americane, ciò lo si deve a Ciampi. Senonché, queste banche tengono in piedi quelle agenzie di rating che, declassando il debito pubblico dell’Italia, impongono un più alto tasso d’interesse sul nostro debito, che cresce..

72 Sarebbe utile leggere PINI M., I giorni dell’Iri, storie e misfatti, da Benedice a Prodi, Milano 2000.

73

74 SAMUELSON P. A., Quell’americano made in Italy, in “Il sole 24 ore” 17 II 2005; questo noto (e altrettanto Nobel) coautore di Modigliani affermava che questi di premi Nobel ne meritava almeno due.

75 I volumi di Icke che cito sono tradotti in Italiano da Macro Edizioni, S. Martino di Sarsina, Io sono me stesso, io sono libero, 1996; E la verità vi renderà liberi, uscito a Cambridge e finanziato da David Solomon, esce in traduzione italiana nel 2001 con la consistenza di 589 pagine. Esce l’anno successivo in italiano Figli di Matrix, pubblicato stavolta in Usa, ma sempre per i tipi della Bridge of Love Publications, con la consistenza di 617 pagine. Se poi qualcuno volesse approfondire ulteriormente il tema del complotto globale, c’è anche Il segreto più nascosto, della consistenza di 656 pagine; anche questo testo verosimilmente destinato a rivelare cose importanti, ma in modo che siano non utilizzabili; così che quelle cose le rivela mantenendole nascoste.

76[1] E’ la recente proposta del Consiglio d’Europa, dal titolo Alziamo le mani contro le punizioni corporali; gli eurocrati sono arrivati a “scoprire” la pericolosità e la dannosità della punizioni corporali, facendosi indirizzare da un certo prof Martin Nowak, docente di biologia dinamica alla sicuramente prestigiosa Università di Harvard. La ricerca di questo scienziato, sicuramente disinteressata e esente da orientamenti ideologici, è finita su Nature, altra prestigiosa rivista. Quando la notizia è arrivata agli psicologi nostrani, questi si sono messi subito in linea con le “scoperte della scienza”, e sono arrivati a dire che il ceffone correttivo è la causa del bullismo che affligge le scuole (sic!), esattamente il contrario di quello che dicevano la settimana prima che gli venisse rifilata la “verità scientifica” (vedi Maria Rita Parsi in “Di Più” 7 VII 2008, p. 27)

77[2] La Nazione, 16 VI 2007

78[3] “Siamo stati sottoposti ad ogni tipo di indagine, minacciati, intimoriti, fermati….da parte di una potentissima lobby pedofila, formata da menti raffinatissime, annidate in ogni angolo” La Nazione 3 IX 2000. Il film di Paolo Modugno “Territori d’ombra” dedicato al tema della pedofilia criminale in Italia, nessuna televisione ha accettato di distribuirlo, né di stato, né private. Dopo la Chiusura di Telefono Arcobaleno Don Di Noto fonda Meter, con le stesse finalità di lotta; solo nel 2003 sono stati denunciati 17.016 siti pedopornografici, 70% in più rispetto al 2002; dati che denunciano un fenomeno in enorme espansione: emergenza non solo italiana, ma anche europea e mondiale.

79[4] La Nazione, 3 IV 2007

80[1] Documento NSSM 200, par. 30, pp. 14-15.

81[2] Ivi, par. 37, p.23.

82[3] WATSON P.J., Top scientist advocates mass culling of 90% human population, in “PrisonPlanet”, 3 aprile 2006.

83[4] Ivi.

84[5] Questo paragrafo su Uranio Impoverito è tratto da http://www.effedieffe.com/, autore Maurizio Blondet

85[6] “Corriere della Sera” 16 IV 2008

86[7] Questo paragrafo sulla soia è tratto da http://www.effedieffe.com/, autore Maurizio Blondet

87[8] “Corriere della Sera” 16 I 2008

88[9] Questo paragrafo sui progetti di guerra batteriologica è tratto da http://www.effedieffe.com/, autore Maurizio Blondet

89[10] “Corriere della sera” 27 aprile 2006, p 57.

90[11] SCHUTZE MP, LeCLERC C, JOLIVET M, DERIAUD E, AUDIBERT F, CHANG CC, CHEDID L., A potential anti-pregnancy vaccine built by conjugation of the beta-subunit of human chorionic gonadotropin to adjuvant-active muramyl peptide, “American Journal of Reproductive Immunology and Microbiology” luglio 1987;14 (3); pp.84-90. JONES W.R., BRADLEY J., JUDD S.J., DENHOLM E.H., ING R.M., MUELLER U W., POWELL J, GRIFFIN P.D., STEVENS V.C., Phase 1 Clinical Trials of a World Health Organisation Birth Control Vaccine, in “The Lancet”, 11 giugno 1988, 1 (8598), pp1295-1298.

91[12] Per il dibattito sulla stampa locale, vedi: Tetanus vaccine campaign stopped, di Diana G. Mendoza e Bernadette Carreon in “Metro Today” (giornale di Manila) 15 marzo 1995 .

92[13] James Miller in Human Life International Reports Newsletter (vol 13, n. 6 giugno 1995). Questa organizzazione di difesa della vita e dei diritti umani (http://www.hli.org) ha portato alla ribalta la vicenda insieme al National Vaccine Information Center.

93[14] CRIBB J.,The origin of acquired immune deficiency syndrome: Can science afford to ignore it?, in “Philosophical Transactions of the Royal Society of London. Series B. Biological Sciences” 29 giugno 2001,356 (1410), pp.935-938. Scrivevano ricercatori della S. Francisco University nel 1994:”E’ noto che i vaccini antipolio furono contaminati con almeno un virus delle scimmie, l’SV40. Il trasferimento di questo virus dalle scimmie all’uomo attraverso vaccini contaminati è particolarmente rilevante per la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), poiché l’agente che causa l’Aids, il virus umano HIV, si pensa derivi da un virus precursore delle scimmie. Noi supponiamo che la pandemia di Aids possa esser stata originata dai vaccini antipolio contaminati somministrati ad abitanti dell’Africa Equatoriale dal 1957 al 1959”, ELSWOOD B.F., STRICKER R.B., Polio vaccines and the origin of Aids, in “Medical Hypotheses” giugno 1994, v. 42, pp.347-354, quanto letto è parte dello abstract. Sin dal 1950 si sapeva che vi erano virus, batteri e micoplasma capaci di produrre cancro e altre malattie. Questo aspetto della ricerca sul cancro è stato per decenni soppresso dalle maggiori autorità sanitarie internazionali, proprio quando a scopi militari e maltusiani si dava il via al segreto Special Virus Cancer Program, avviato negli anni Sessanta; su questa delicata fase della storia della virologia vedi CANTWELL A. jr, Aids: the mystery and the Solution, Los Angeles 1984; e ancora dello stesso: Aids and the Doctor of Death. An Inquiry into the Origin of the Aids Epidemic, Los Angeles 1988; The Cancer Microbe, Los Angeles 1990; Queer Blood: The secret Aids Genocide Plot, Los Angeles 1993.

94[15] LANCTOT G., La mafia mèdicale, cit., p. 157; “Il vaccino per l’epatite B sembra esser stato scelto apposta per lo scopo. Viene prodotto per manipolazione genetica ed è quindi molto più pericoloso dei tradizionali poiché introduce nell’organismo cellule estranee al suo codice genetico. Per giunta questo vaccino, ricavato da virus coltivati in ovaie di porcellini d’india, è indicato come possibile causa del cancro al fegato”, in dosi di tale vaccino somministrate in Alaska fu trovato il Rous Sarcoma Virus, (Ivi p. 141). CHAITOW L., I pericoli della vaccinazione e le possibili alternative, cit., p. 93: “Da molto tempo, fautori di metodi terapeutici naturali e medici capaci di riflessioni lungimiranti ci mettevano in guardia contro i rischi connessi con l’immunizzazione. Tra i loro avvertimenti, uno dei più frequentemente ripetuti era quello che la diretta introduzione nel sangue di microrganismi estranei non andava in qualche modo esente da pericoli a lungo termine. Cancro e malattie degenerative comparivano spesso tra le possibilità da loro menzionate…Il rapporto per il 1961-62 del Consiglio di Ricerca Medica del Regno Unito includeva una sezione dal titolo: La trasformazione della cellula ad opera di un virus tumorale, nella quale si poteva leggere, tra l’altro, la seguente affermazione:’Il più importante è il virus SV40, che si trova naturalmente nelle scimmie e causa sarcomi, in sede sperimentale, nei criceti. La cosa appare di grande rilievo, soprattutto quando si consideri che cellule renali di scimmia sono usate estensivamente per la produzione di vaccini antivirali come l’antipolio’”.

95[16] LANCTOT G., La mafia mèdicale, cit p. 158. Non sono stati pochi gli studi che hanno indicato il vaccino antiepatite B come veicolo di Aids: ANONIMO, The Risk of AIDS after Hepatitis Vaccination, in”JAMA”, 24-31 maggio 1985; 253(20):2960-2961. TAUBMAN L. B., KUMAR V.A., The Question of Possible Relationship Between Hepatitis B Vaccine and AIDS, in “American Journal of Medicine”, aprile, 1984; 76 (4); p. A59. KATO S., IWASAKI H., KIMURA M., TOGO Y., Hepatitis B Vaccination and AIDS, in “JAMA”, 5 luglio 1985; 254 (1)p.53.
SCHWARTZ AM, CHORBA T.L.,
Hepatitis Vaccine and the Acquired Immunodeficiency Syndrome, in “Annals of Internal Medicine” ottobre 1983, 99 (4); pp.567-568. PAPAEVANGELOU G.,KALLINIKOS G.,ROUMELIOTOU A., POLITOU K., Risk of AIDS in Recipients of Hepatitis B Vaccine, in “ New England Journal of Medicine”, 7 febbraio 1985; 312 (6); pp.376-377.

96[17] “San Francisco Chronicle” 22 luglio 2001.

97[18] DOUGLASS W.C., Who murdered Africa, in “Health Freedom News”, settembre 1987

98[19] “Times”, 11 V 1987.

99[20]Sulla strettissima relazione tra antipolio e Aids in Africa (e non solo) non si può ignorare il poderosissimo e documentatissimo: HOOPER E., The River: A Journey to the Source of HIV and AIDS, Boston 1999.

100[21] HOROWITZ L.G., Emerging viruses:Aids and Ebola. Nature, Accident or Intentional? Rockport MA (USA) 1996; questo libro, la cui pubblicazione è stata per molto ostacolata, ha messo in evidenza aspetti per nulla noti della storia della virologia che dovevano restare segreti.

101[22] Donald W. Scott, è presidente di The Common Cause Medical Research Foundation (Ontario, Canada), organizzazione dedicata alla ricerca sulle malattie degenerative del sistema nervoso, nonché direttore della rivista “Journal of Degenerative Diseases”. Il passo citato è tratto da Micoplasma e affezioni neurosistemiche, in “Nexus. New Time magazine” ed italiana, marzo-aprile 2002,VIII, n.37, p18.

102[23] Ivi, p.20

103[24] Intervista ad Horowitz, pubblicata su “Nexus” ed it., 1999, V, n. 19, p.22

104[25] Ivi, p. 21.

105[26] Ivi, p.22

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2 risposte a BUON ANNO AI MIEI LETTORI

  1. Mario ha detto:

    Buon anno e ben tornato

  2. Mario ha detto:

    Ottimo resoconto storico: qui c’è molto da imparare. Una importante guida per chi voglia comprendere la nostra storia e le nostre attuali condizioni di vita. Niente a che vedere con i soporiferi manuali di storia diffusi nelle nostre scuole.

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