INFAMI DI GOVERNO

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TRADITORI DELLA PATRIA, PER VOI L’ANTENORA, 9° CERCHIO DELL’INFERNO
Il Paese del diritto romano; la terra dove Cicerone scrive il Somnium Scipionis; la terra del monachesimo benedettino che ha salvato l’Europa dalla barbarie, conservando in centinaia di biblioteche opere preziosissime; la terra delle grandi opere scolastiche nel XIII sec. ,
quando la riscoperta di Aristotele innesca una fioritura culturale vasta e profonda. Questa è la terra dove è apparsa la Divina Commedia. Con Umanesimo e Rinascimento, abbiamo una fioritura culturale tra le più rare al mondo, quando il Ghiberti scolpisce la Porta del Paradiso a Firenze; sono gli anni in cui lavora un numero così alto di geni in campo artistico, filosofico letterario che non si può non rimanere sbalorditi: Ficino, Pico, Bandinelli, Leonardo, Giotto, L’Ammannati, Ariosto, Leonardo, Michelangelo, producendo una mole di capolavori che il mondo ci invidia . Nel Seicento, col Barocco, Roma aumenta ancor più il suo già immenso patrimonio artistico. Nel frattempo nasce tra Seicento e Settecento la scienza moderna, come oggi la conosciamo e col dibattito sul diritto, sulla legge naturale, sulla natura dello stato (dibattito già avviato nel sec. XVI), si pongono le premesse per la nascita in Europa degli stati contemporanei dell’Ottocento. Assieme alle lotte per l’indipendenza (Grecia, Italia, Germania ecc), si gettano le basi di quello che si chiama “Stato sociale”, inventato dal Bismarck e non dagli inglesi, come vogliono far credere i libri di storia. Qui si gettano le basi della civiltà europea, che riconosce i diritti alle donne incinte, agli invalidi, agli anziani, ai lavoratori . In Italia per avere un vero stato sociale e non una presa in giro (come in Inghilterra o come sotto Giolitti) bisognerà aspettare Mussolini (se voi conoscete benefici come “pensione di invalidità”, “buonuscita”, “tredicesima” ecc. è grazie a lui). L’Italia è il Paese dove è stata scritta, dopo la II Guerra mondiale la Costituzione dello Stato più importante al mondo, o una delle più importanti. Non parliamo, nel frattempo, di quanti geni della ricerca tecnologica o scientifica abbiamo avuto dal Seicento a oggi. Le garanzie di stato sociale si sono rafforzate a fine anni Sessanta e son culminate nello Statuto dei lavoratori. Ius soli significa che noi dovremmo consegnare tutta questa eredità dei nostri Padri, assieme a una lingua che è la quarta più studiata al mondo a gente che abusivamente sbarca sulle nostre coste, senza neppure una richiesta formale di asilo (il 97% dei quali, tutti giovani maschi, non fugge da nessuna guerra). A chi consegnamo tale eredità? A Gente che quando il Canova scolpiva Amore e Psiche continuava da millenni a condurre stili di vita tribali, fatti di caccia, pesca e pastorizia; con tutto il rispetto (provo invidia per chi tranquillo va a pascolare le pecore), ma lo dico per far notare le differenza. E loro sono andati avanti così per millenni mentre da noi si lottava per costruire uno stato efficiente, una sanità a portata di tutti, abitazioni con standard sempre più igienici, condizioni e orari di lavoro umani. E noi queste cose le dovremmo mettere a disposizione del primo arrivato, per il solo fatto che ha messo piede in questo Paese e ci è nato? Quanto sono in grado di apprezzare e capire la traduzione ficiniana di Platone? Delle fontane del Bernini e di altre fonti storiche e di pregio artistico non gliene frega nulla, loro ci pisciano dentro, ci si lavano i piedi lerci, perchè circolano perlopiù in ciabatte. Non sentono bisogno di andare in bagno per la loro fisiologia, ma la fanno (come da innumerevoli episodi riportati dai giornali) sul marciapiedi, dietro un’ auto a pochi bassi dalla Bibioteca Nazionale di Firenze o Roma, della cui importanza non sanno nulla e nulla vogliono sapere. A loro interessa e basta avere le nike ai piedi, il tablet per far fb, e mangiare cibo industriale e cola. Neppure sanno che l’Italia è il primo produttore di cibo biologico al mondo e non gliene frega nulla delle eccellenze alimentari, perchè loro vogliono cibo standard e industriale. Dell’amore per la terra richiesto dalle nicchie di specificità e per la produzione bio a loro non importa nulla. Loro non amano la terra, sono globalizzati, son fuggiti dalla propria terra natia, abbandonando i genitori, le sorelle, le mogli e i figli (non mi vorrete far crdeder che son tutti celibi questi maschi tra 20 e 40). Non amano la terra, loro vogliono Londra, la megalopoli dove si possa vivere senza faticare, dove c’è lo shopping (in una struttura dell’ozio che li ospita hanno chiesto loro di aiutare a imbiancare una parete; sono andati dai carabinieri a fare un esposto, dicendo “qui vogliono farci lavorare”). “Io non voglio stare nel mio paese con moglie e figli a pascolare capre”. Scherziamo? Coltivare la terra e custodire frutteti? Lasciatela tutta a Monsanto, ci pensi lei a coltivarla. Questa è la peggior feccia globalizzata, alla quale non solo non frega un tubo dei simboli del pavimento del Duomo di Siena o degli affreschi del Signorelli nel Duomo di Orvieto, ma neppure del fatto che gli animali delle savane del loro paese stanno scomparendo per effetto delle cementificazioni urbanistiche, della chimica in agricoltura, degli Ogm, dei bracconieri o del turismo venatorio, permesso da un governo che al ricco industriale americano dà il diritto di abbattere un leone per 50000 dollari .E chissenefrega. Ius soli in Italia? Ma gli dovrebbero togliere la cittadinanza e il diritto di voto nel loro stesso paese, perchè hanno tradito questo e le proprie famiglie, mogli e figli abbandonati per bere coca cola e per acchiappare lo smartphone a Londra. Rischiando pure la vita nella traversata. Esser globalizzati è sinonimo di follia. Dare lo ius soli a questa gente è un crimine contro l’umanità e la civiltà; altro crimine è il voler meticciare un popolo, come l’italiano, con 100-110 di quoziente intelletivo (tra i più alti del mondo) con gente che ha si e no 55-60. Dentro al diritto di cittadinanza sta la tradizione trasmessaci dai nostri Padri e il sangue da essi versato nelle guerre per l’indipendenza, per la difesa dei confini, dell’integrità territoriale, non la si può, non la si deve regalare a un pinco pallino, per il solo fatto che è nato qui e che parlicchia italiano. Lui è cittadino del Paese dove sta l’eredità dei suoi avi (Padri, da cui Patria), che hanno forgiato valori, lingua, costumi; la cittadinanaza non è fatta solo di diritto di voto. Numa Pompilio, Dante, Giordano Bruno, Manzoni, Guglielmo Marconi, Ettore Maiorana si rivoltano nelle tombe a fronte di tanto scempio pidiota.

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