MANGIARE OGM TI RENDE UN OGM, ANCHE CON UN SOLO PASTO!(E rende sterile come vogliono gli oligarchi globali, impegnati a ridurre la popolazione)

-Anche un solo pasto ad Ogm può rendere il consumatore (anche gli umani) un Ogm, nel senso che la flora intestinale può assumere la modifica genetica del vegetale ingerito (=essere tossico a certi insetti, oppure resistente ad antibiotici e diserbanti). E’ quello che sostengono microbiologi come Gianni Tamino o genetisti come Michael Antonio.
-Con la “democrazia” ora, in Ucraina, è sbarcata anche Monsanto, che ha aperto una sede nel paese del grano. Potete star certi che anche qui verrà applicato lo stesso decreto Bremer (2004) applicato in Iraq dopo l’arrivo della “democrazia”. Il quale decreto proibisce ai contadini di mettere da parte ogni anno parte del seme raccolto per utilizzarlo nella semina dell’anno successivo. I contadini non possono più fare ciò che facevano da millenni, bensì devono ogni anno ricomprare i semi da “venditori autorizzati” e il principale (per le sementi convenzionali) o solo (per gli Ogm) venditore autorizzato è Monsanto
– L’Europa si accinge a impiccarsi firmando il TTIP con gli Usa. Tra le altre cose carine che le caderanno in testa ci sarà la biopirateria, che in Usa è già una triste realtà. Che significa? Significa che le grandi aziende sementiere si brevettano i pistacchi di Bronte, la cipolla di Tropea, la fagiolina del Trasimeno, come se fossero cose create da loro e se tu agricoltore le vuoi seminare devi comprare i semi da loro e pagare i diritti d’autore!,
-Nei paesi che si aprono all’ agricoltura “democratica” degli Shapiro (padroni di Monsanto), dopo un po’ di anni, il glorioso e multiuso diserbante di questa ditta, il glifosato, diventa così diffuso e onnipresente che in America te lo ritrovi pure nelle pappine artificiali per neonati che ti passano nei reparti neonatali degli ospedali (segno questo sicuro che la “democrazia” attecchisce nel paese di nuova conquista). Vedi ultimo articolo che riporto.

-L’imposizione degli Ogm nella alimentazione umana risponde all’obiettivo di forte riduzione della popolazione mondiale, come vogliono gli oligarchi globali; infatti questo tipo di cibo rende sterili.

I PERICOLI DEGLI ORGANISMI MODIFICATI GENETICAMENTE
A CURA DEL DOTT. ARDEN ANDERSEN
http://www.cpmedical.net/newsletter/the-dangers-of-gmos
Traduzione di Maria Schiaffino
L’ingegneria genetica è per lo più diventata un termine comune, e di solito le persone la considerano utile per trattare le malattie umane, per coltivare gli organi per i trapianti, e anche la mettono sullo stesso piano delle ricerche sulle cellule staminali, e di quelle sulla tecnologia agricola necessaria per nutrire una popolazione mondiale in continua crescita.
Si asserisce che le coltivazioni modificate geneticamente sono solamente una derivazione delle coltivazioni derivate dalle tecniche di innesto e miglioramento delle piante, che vengono adoperate sin da quando gli esseri umani cominciarono i piani di incrocio e selezione delle piante. L’ingegneria genetica applicata alle piante, però, non è in nessun modo la stessa cosa degli innesti e incroci delle piante.
COS’È L’INGEGNERIA GENETICA
L’ingegneria genetica è un processo infettivo nel quale il materiale genetico viene introdotto all’interno del nucleo delle cellule attraverso un vettore, ovvero un aggeggio meccanico invasivo, che può essere un agrobatterio o un clavibatterio, ed è qualcosa di completamente casuale.
Poiché il materiale genetico non viene acquisito tramite il processo naturale, ovvero, la meiosi e la fertilizazzione, non ci sono fattori di controllo associati al materiale genetico infettivo, e non c’è niente che sia in grado di controllare che questo materiale genetico infettivo venga attivato oppure inattivato. Di conseguenza, gli ingegneri genetici devono per forza aggiungere un attivatore al materiale genetico, affinché le cellule eseguano la replicazione di questo materiale.
Per fare questo, loro aggiungono un virus, di solito il virus del cavolfiore a mosaico, a cui è stato tolto il rivestimento proteico normale, così come lo si trova allo stato naturale. Questo virus nudo è quello che dà avvio all’attività del materiale genetico infetto introdotto all’interno del nucleo cellulare delle piante attraverso l’agrobatterio, oppure il clavibatterio. Comunque, non c’è alcun modo di inattivarlo, quindi la replicazione del materiale genetico infettivo è sempre attiva.
A questo complesso infettivo viene aggiunto un gene marcatore degli antibiotici, affinché possano essere aggiunti antibiotici alle colture cellulari per uccidere qualsiasi cellula che non si sia riusciti ad infettare da questo complesso genetico. Le cellule rimaste vive dopo la somministrazione degli antibiotici hanno il complesso genetico infettivo, nonché resistenza agli antibiotici.
Questo complesso genetico infettivo è come se fosse una “verruca” sul materiale genetico di queste piante infette, e rimane in tutte le cellule rilasciate successivamente dalle piante. Poi, queste cellule vengono fatte crescere nelle colture cellulari fino a diventare piante intere, e vengono clonate e replicate per produrre eventualmente semi, per poi essere adoperati nella diffusione commerciale. Ogni cellula di ogni pianta avrà questo complesso infettivo, ivi inclusi il virus e il gene col marcatore della resistenza agli antibiotici, ed è stato dimostrato che entrambi vengono trasferiti alla flora intestinali delle persone che se ne nutrono.
Zobiole e coll. dimostrarono che la semplice presenza del gene resistente al glifosato nelle cellule del mais, della soia, oppure della bietola, riduce l’efficienza di esse nei confronti del metabolismo del manganese del 30 percento1. È stato anche scoperto che il rame, il ferro e il zinco erano più bassi nelle linee resistenti al glifosato, ovvero, resistenti al Roundup1. Inoltre, Huber riferì che la soia dal gene resistente al glifosato richiede una cifra pari al 50 percento in più d’acqua rispetto a quelli che non sono organismi geneticamente modificati2.
Un metodo più recente di ingegneria genetica, difatti inserisce del RNA artificiale sintetizzato all’interno delle cellule delle piante. Questo metodo produce un RNA intruso che circola all’interno del nucleo delle cellule in maniera casuale, e che altera molteplici processi genetici e metabolici che non hanno necessariamente a che fare col programma d’ingegneria genetica originariamente previsto.
I PERICOLI E I RISCHI DEGLI OMG
Ci sono diversi pericoli nelle coltivazioni modificate geneticamente. Così come abbiamo menzionato sopra, il semplice inserimento di questo complesso genetico infettivo aumenta la richiesta di ATP nelle cellule delle piante, e successivamente diminuisce il valore nutrizionale di esse dal 13% al 52%, a seconda dei nutrienti studiati. Poiché l’ingegneria genetica applicata alle piante è un processo infettivo, i cultivar più deboli devono per forza essere selezionati, visto che essi sono più succettibili alle malattie e agli insetti infestanti.
Le coltivazioni modificate geneticamente, al contrario delle promesse di resistenza alla siccità, richiedono dal 30 al 50% in più di acqua dalle coltivazione omologhe non Omg. Le coltivazioni modificate geneticamente, al contrario delle promesse di uso ridotto di pesticidi, hanno portato ad un aumento nell’impiego di pesticidi in tutto il mondo. In questo aumento oltre all’uso di pesticidi, in tutto il mondo si è aggiunto l’aumento delle malattie in diverse coltivazioni, il ritorno di malattie precedentemente ritenute insignificanti, come ad esempio l’avvizzimento di Goss nel granturco, e la comparsa diffusa di erbacce resistenti agli erbicidi. Inoltre, il promesso aumento nella resa delle coltivazioni modificate geneticamente si è anche dimostrato falso.
LE CONSEGUENZE DEGLI OMG SULLA SALUTE
Nel campo della medicina e in particolare della medicina nutrizionale, la questione più incalzante a portata di mano è la sicurezza, oppure la totale mancanza di essa nelle coltivazioni modificate geneticamente. Le coltivazioni Omg non sono sostanzialmente lo stesso delle coltivazioni non Omg in assoluto, sia dal punto biofisico sia da quello immune. “Sostanzialmente lo stesso” non significa che qualcosa sia lo stesso, e i gemelli identici potrebbero essere sostanzialmente lo stesso, ma non sono lo stesso.
Poiché le coltivazioni modificate geneticamente vengono infettate da un complesso genetico estraneo attivato attraverso i virus, vengono giustamente ritenute dal sistema immunitario di tutti i mammiferi quale materiale proteico estraneo, come qualcosa di antigenico, e perciò generano una risposta difensiva da parte del sistema immunitario dell’organismo
L’infiammazione è la risposta universale nei confronti dell’assunzione del “cibo” Omg. Tutte le ricerche, ivi incluse quelle eseguite dalle aziende produttrici stesse, fanno vedere reazioni avverse negli animali che mangiano coltivazioni Omg. Queste reazioni avverse comprendono l’infiammazione intestinale, l’indigestione, crampi, diarrea, reflusso gastrico, mal di stomaco, cambiamenti nel comportamento, risposte infiammatorie delle più svariate, che comprendono irritazioni della pelle, articolazioni e muscoli doloranti, mal di testa, muco nasale, tosse, e consequenze potenzialmente più gravi, che comprendono disturbi ormonali e degenerazione del fegato e dei reni. Un problema scoperto sia negli animali, sia negli esseri umani, è la tendenza a una diminuzione nella fertilità, che ha accompagnato l’aumento nell’impiego del cibo geneticamente modificato.
Séralini e coll. eseguirono una metanalisi di tutte le ricerche in vivo pubblicate sugli esperimenti sul granturco e sulla soia Omg, e scoprirono che c’erano anormalità nel fegato e nei reni degli animali nutriti con gli Omg, ovvero, le femmine avevano anomalie al fegato, e i maschi ai reni3.
Ermakova e Surov, presso l’Accademia Russa delle Scienze, studiarono rispettivamente femmine di topi e criceti gravide, e scoprirono gli stessi problemi. Ciò che preoccupa ancora di più è il fatto che nella terza generazione, gli animali erano divenuti sterili4 e 5.
Le persone addette alle vendite delle aziende produttrici Ogm asserirono che le proteine modificate estranee non sarebbero state un problema, anche se venissero assunte, perché non sarebbero soppravissute dopo il passaggio dal sistema digestivo. Ancora una volta, la scienza annuncia con grandi fanfare il battage pubblicitario.
Una ricerca canadese dimostrò che il 93% delle donne incinte avevano nel proprio sangue la proteina Cry1(b) proveniente dalle coltivazioni Bt modificate geneticamente, ed essa è anche stata trovata nel sangue dell’ 80% dei propri feti. Bt è la proteina che induce il rilascio della tossina insetticida Bacillus thuringiensis, tramite la quale vengono infettate le coltivazioni modificate geneticamente, ivi incluso il granturco più commerciale, e che è indirizzata verso gli insetti che attaccano quella coltivazione in particolare.
Più importante ancora, la quantità di questa proteina nel proprio sangue era superiore alla quantità assunta. Ciò voleva dire che la proteina non solamente sopravisse benissimo dopo che il cibo era stato digerito, ma anche che il materiale genetico rilasciato da questa proteina è stato trasferito in maniera orizzontale alla flora batterica autoctona delle donne incinte, nonostante le affermazioni delle aziende secondo le quali ciò non dovrebbe avvenire. Di conseguenza, le donne incinte produssero da sé questa proteina, e la riprodurranno per sempre6.
Ciò che preoccupa ancora di più è una ricerca che verrà pubblicata tra poco, sui mangimi forniti a tre specie diverse di mammiferi, che comprende la proteina Cry1(b) proveniente dalle coltivazioni Omg. Questo studio dimostrò in maniera definitiva che gli animali nutriti con questa proteina sviluppavano liquefazione intestinale patologica, e il loro comportamento assomigliava quello degli individui autistici molto gravi. Purtroppo, il ricercatore che ha eseguito questa ricerca è stato minacciato e intimidito perché presentò la propria ricerca per essere pubblicata.
Inoltre, se tutto questo non fosse sufficiente, una ricerca scientifica fuori dalla Francia, eseguita da Séralini e coll., dimostrò che dopo l’assunzione di una dieta che comprende solamente il 10% di cibo modificato geneticamente, il 50% dei topi maschi, e il 70% dei topi femmine svilupparono tumori alla mammella, malattie nel fegato e nei reni, e morte precoce7.
Un articolo pubblicato nel 2013 sul Journal of Hematology and Thromboembolic Diseases dimostrò che la tossina Bt modificata geneticamente può causare leucemia nei topi8.
L’INSABBIAMENTO NEI CONFRONTI DEL ROUNDUP
Ciò che accompagna la maggioranza delle coltivazioni modificate geneticamente è il proprio compagno alleato micidiale, ovvero, il glifosato. Il glifosato è stato brevettato agli inizi degli anni Sessanta, originariamente come sostanza disincrostante e chelante, e poi è stato scoperto che aveva proprietà erbicide, ed è stato successivamente brevettato dalla Monsanto quale erbicida, e formulato per diventare il prodotto molto noto chiamato Roundup.
Originariamente i venditori affermavano che il glifosato fosse biodegradabile , e talmente sicuro da poter essere bevuto (!). Il Roundup è stato irrorato in tutto il mondo con funzione diserbante, come se fosse un dono del cielo e come se non fosse tossico. Sin dal 2000, ripetute ricerche tossicologiche e scientifiche, ivi inclusi più di 150 articoli pubblicati in riviste sottoposte alla revisione paritaria eseguita da specialisti, dimostrano che il glifosato-Roundup è gravemente tossico a concentrazioni centinaia di volte minori a quelle contenute nelle irrorazioni agricole. Inoltre, è stato scoperto che esso causa difetti alla nascita, alterazioni nel DNA, e cancro. Per quanto riguarda la letteratura nei confronti di queste scoperte, cfr. l’appendice di mio libro “La piaga contenuta nel cibo” (Food ‘Plague).
Un articolo pubblicato ad Aprile 2013 su Entropy riferisce che il glifosato inattiva gli enzimi P450, che sono qualcosa di fondamentale per la salute e la sopravvivenza di tutti gli esseri umani e gli animali9.
Tutti i benefici promossi dalle coltivazioni modificate geneticamente, a cominciare dall’affermazione secondo la quale esse dovrebbero produrre rese maggiori, adopererebbero meno pesticidi, sarebbero più tolleranti alla siccità, nonché sarebbero più resistenti alle malattie, più convenienti , e sarebbero più sicure, hanno ripetutamente dimostrato di essere falsi dalla ricerca eseguita dall’USDA-ARS e dall’Università per la concessione della terra (Land Grant University). Difatti, ciò che è stato dimostrato è che è successo completamente l’opposto da ciò che affermano i sostenitori degli Omg.
Complessivamente, vengono impiegati più pesticidi, in particolare il glifosato, che provocano problemi più gravi nelle coltivazioni, nonché nella salute degli animali e degli esseri umani. Il costo dei semi e quello della licenza per acro sono più alti di quelli nelle coltivazioni non Omg, e la resa delle coltivazioni non Omg, confrontata strettamente a quella delle coltivazioni Omg, è molto migliore e molto più redditizia per gli agricoltori10.
COME SI FA PER EVITARE GLI OMG
Le coltivazioni modificate geneticamente più comuni comprendono il granturco, la soia, il cotone, e la canola. C’è diversa frutta e anche coltivazioni vegetali che sono in fase di sviluppo, oppure che sono state immesse sul mercato da poco tempo, e che sono state modificate geneticamente, senza consentire al pubblico il beneficio di una chiara etichettatura, affinché le persone siano in grado di identificare quali sono i cibi da evitare. Ecco un servizio di informazione eccellente per i consumatori su Internet, ai fini di ricavare informazioni su quali cibi sono modificati geneticamente o no: http://www.nongmoproject.org.
Poiché l’impiego e la distribuzione dei prodotti e dei sottoprodotti derivati dal mais, la soia, la canola e il cotone è diffuso, è molto difficile che i consumatori riescano a evitare i componenti modificati geneticamente nel proprio cibo confezionato, nei ristoranti, e negli integratori. La lecitina è uno degli additivi più comuni aggiunto a molti prodotti. L’olio di canola, di granturco e di cotone viene spesso impiegato in tutte le patatine fritte e nel cibo fritto. A meno che l’etichetta affermi specificamente che nessuno di questi componenti sono Omg, essi provengono inevitabilmente da fonti modificate geneticamente.
I prodotti derivati dalla proteina della soia vengono molto adoperati nel cibo per i bambini, bibite proteiche, hamburger vegani, ed in altri prodotti alimentari vegetariani. Diverse aziende produttrici di alimenti adoperati nella medicina, impiegano la proteina della soia come base dei loro prodotti. A meno che qualsiasi di questi prodotti venga etichettato espressamente come non Omg, essi derivano da fonti modificate geneticamente.
I prodotti derivati dal mais vengono molto usati da tutta l’industria alimentare, in particolare nei prodotti confezionati quali l’amido di mais, la farina di granturco, il dolcificante artificiale fatto dal mais ad alto contenuto di fruttosio, e l’olio di mais. A meno che il produttore affermi esplicitamente che non sono Omg, essi derivano da fonti modificate geneticamente.
LA POLITICA DIETRO LE QUINTE
Quando i consumatori capiscono che noi abbiamo già il patrimonio genetico per produrre da 5 a 6 volte la quantità di cibo prodotto oggi, e che possediamo già la tecnologia per correggere il problema delle erbacce, le malattie e gli insetti infestanti, e che quella tecnologia risolverà il problema del riscaldamento globale e del rilascio di CO2, loro capiranno subito che non abbiamo bisogno delle coltivazioni modificate geneticamente. Una volta che i consumatori conoscono i fatti scientifici veri, rifiuteranno totalmente gli Omg .
Difatti, loro hanno già cominciato a farlo. Nonostante le numerose leggi a favore degli Omg, quale la Sezione 735 dell’HR 933, ovvero, il progetto di legge di stanziamento del 2013, che consente agli agricoltori di proseguire a coltivare coltivazioni Omg, e a Monsanto di proseguire a vendere i propri semi Omg, anche se un giudice regionale dovesse ordinare di porre fine ad esse, oppure gli Omg dovessero dimostrare di essere pericolosi, diversi consumatori stanno facendo pressione sui politici ai fini di richiedere l’etichetta nei cibi modificati geneticamente. Sebbene alcune di queste misure non siano state approvate, quale quella nella California, nel Connecticut la legge sull’etichetta negli Omg è stata recentemente approvata sia dalla Camera dei comuni, sia dal Senato.
La legge sul diritto di sapere nei confronti del cibo modificato geneticamente è stata recentemente introdotta nella Camera dei comuni e nel Senato americani. Se la legge fosse approvata, i produttori di alimenti dovrebbero etichettare chiaramente tutti i prodotti che sono stati modificati geneticamente, oppure quelli che contengono ingredienti modificati geneticamente, altrimenti i prodotti verrebbero classificati dall’FDA come “etichetatti male”. Tuttavia, è molto probabile che la legge non trovi abbastanza sostegno nell’Assemblea legislativa, affinché venga approvata.
CONCLUSIONE
Riepilogando, le coltivazioni modificate geneticamente hanno portato ad un ulteriore demineralizzazione del nostro cibo. Esse hanno portato all’infezione del nostro cibo tramite virus estranei e instabili, e anche alla trasformazione del nostro cibo in sostanze estranee, che inducono infiammazione, e che causano il cancro. Le coltivazioni modificate geneticamente hanno portato ad un forte aumento nell’impiego di pesticidi in tutto il mondo, ad una diminuzione nella riserva di semi delle coltivazioni alimentari mondiali, e nella sicurezza alimentare, e ad un aumento nel costo di produzione delle coltivazioni, mentre producono al contempo una diminuzione nella resa delle coltivazioni.
Quando vengono considerati gli effetti del cibo modificato geneticamente, che degradano la salute, si capisce che il cibo odierno è forse diventato la nostra minaccia più grossa, e il nostro rischio più tossico.
LETTERATURA SCIENTIFICA
Zobiole LHS, e coll. (2009) Il suolo delle piante (Plant Soil), n. 328, pp. 57-69.
http://www.gmwatch.org/latest-listing/51-2012/14164-glyphosate-and-gmos-impact-on-crops-soils-animals-and-man-dr-don-huber.
Séralini G-E, e coll. (2011) Le scienze ambientali in Europa (Environmental Sciences Europe), n. 23, p. 10.
Ermakova I. (2006) EcosInfo, n. 1, pp. 4-10.
http://www.responsibletechnology.org/article-gmo-soy-linked-to-sterility.
Aris A and Leblanc S. (Maggio 2011) Reprod Toxicol., n. 31(4), pp. 528-33.
Séralini G-E, e coll. (2012) Tossicologia applicata al cibo e alla chimica (Food and Chemical Toxicology), http://dx.doi.org/1016/j.fct.2012.08.005.
Mezzomo BP, e coll. (2013) J Hematol Thromb Dis, n. 1, p. 104.
Samsel A and Seneff S. (2013) Entropia (Entropy), n. 15(4), pp. 1416-63.
Sheridan C. (2009), Nature Biotechnology, n. 27, pp. 588-9.

[Cfr. “La roulette genetica, il rischio per la nostra vita. Il modo in cui gli alimenti geneticamente modificati danneggiano te e la tua famiglia” (Genetic roulette. The gamble of our lives. How genetic engineered foods harm you and your family), a cura di Jeffrey M. Smith: https://www.youtube.com/watch?v=iuiGIvWXtIY, dal minuto 3.35 al minuto 4.51 parla Arden Andersen: “Il sistema immunitario è un sensore elettromagnetico, non riconosce le sequenze estranee, avviene una reazione, un attacco, un’ infiammazione”.
Cfr. p.12 e 13 di “L’argomentazione contro gli Omg. L’opinione di un investitore ambientalista sulla minaccia ai nostri sistemi di alimentazione mondiali” (The Case against GMOs. An Environmental Investor’s View of the Threat to our Global Food Systems) di Settembre 2014 a cura di Portfolio-21 http://portfolio21.com/wp-content/uploads/dlm_uploads/2014/10/Portfolio-21-The-Case-Against-GMOs.pdf: “Nel 1998, una nuova specie di patata resistente agli afidi è stata presentata per essere approvata. Il Ministero scozzeze dell’Agricoltura, l’Ambiente e la Pesca veniva capeggiato da Arpad Pusztai, un biochimico molto noto, che eseguì esperimenti indipendenti [sui topi]. La risposta immune di essi indicò che le patate modificate venivano trattate dall’organismo come se fossero entità estranee”.
Cfr. lo studio che conferma che il DNA proveniente dal cibo Omg può essere trasferito agli esseri umani che se ne nutrono: http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0069805: “…Tramite le tecniche basate sulla PCR sono stati rilevati frammenti di DNA estraneo nel tratto digestivo e nei leucociti delle trote arcobaleno nutrite da soia modificata geneticamente37, e altri studi riferiscono risultati simili nelle capre38, nei maiali39, 40 e nei topi5”. 5. R. Schubbert, U. Hohlweg, D. Renz, W. Doerer (1998) “Riguardo alla sorte del DNA estraneo assunto per via orale nei topi: associazione cromosomica e trasmissione placentare al feto” (On the fate of orally ingested foreign DNA in mice: chromosomal association and placental transmission to the fetus), Mol Gen Genet, n. 259, pp. 569–576. 37. P. Chainark, S. Satoh, I. Hirono, T. Aoki, M. Endo (2008) “Disponibilità di un componente del foraggio modificato geneticamente: indagini sul DNA estraneo assunto dalle trote arcobaleno oncorhynchus mykiss” (Availability of genetically modified feed ingredient: investigations of ingested foreign dna in rainbow trout oncorhynchus mykiss), Fisheries Science, n. 74, pp. 380–390. 38. R. Tudisco, V. Mastellone, M. I. Cutrignelli, P. Lombardi, F. Bovera, e coll. (2010) “Riguardo alla sorte del DNA transgenico e valutazione degli effetti metabolici nelle capre nutrite da soia modificata geneticamente e nei loro cuccioli” (Fate of transgenic DNA and evaluation of metabolic effects in goats fed genetically modified soybean and in their offsprings), Animal, n. 4, pp. 1662–1671. 39. R. Mazza, M. Soave, M. Morlacchini, G. Piva, A. Marocco (2005) “Valutazione del trasferimento di DNA modificato geneticamente dal foraggio ai tessuti animali” (Assessing the transfer of genetically modified DNA from feed to animal tissues), Transgenic Res, n. 14, pp. 775–784. 40. R. Sharma, D. Damgaard, T. W. Alexander, M. E. Dugan, J. L. Aalhus, e coll. (2006) “Rilevamento del DNA transgenico ed endogeno delle piante nel cibo digerito e nei tessuti di pecore e di maiali nutriti con colza transgenica pronta per il glifosato” (Detection of transgenic and endogenous plant DNA in digesta and tissues of sheep and pigs fed Roundup Ready canola meal), J Agric Food Chem, n. 54, pp. 1699–1709, ndt].

Glyphosate (Monsanto Roundup) Found in Hospital Feeding Tube Liquid
By Global Research News
Global Research, January 16, 2015
Moms Across America 5 January 2015
Region: USA
Theme: Biotechnology and GMO, Science and Medicine

Thanks to Moms Across America supporters; our sponsors and private citizens donating thousands of dollars in three days to pay for testing, glyphosate has been found in feeding tube liquid which is given to babies and children with cancer in hospitals.
Microbe Inotech lab detected 6 out of 20 (30%) of Pediasure samples from the same batch tested postive at levels above 75ppb at 800-1110 X higher than has been shown to destroy gut bacteria in chickens (.1ppb).  Only 50ppT ( trillion) was shown to cause liver, kidney and sex hormone changes in rats. These samples were sent by a Moms Across America supporter.This is the exact brand used in the pediatric rehabilitation hospital where she worked and was fed patients needing tube feeding in critical care.
Moms Across America finds it appalling that our health care providers have been led to believe this feeding tube liquid is safe. Our children and loved ones who are depending on our health institutions to support their immune system and recovery. Instead they are being fed a liquid which scientists and knowledgeable care givers now believe is doing the exact opposite.
The Pediasure Enteral Nutritional Drink tested is loaded with GM corn syrup, soy, and sugar, which have been shown to cause inflammation, and are sprayed with gyphosate during the growing season and at harvest as a drying agent. See EPA allowable levels glyphosate on 160 of our food crops here.

Glyphosate is scientifically accepted to function as a chelator; which draws out the vital nutrients of any living thing it touches.
It is a patented antibiotic; destroying gut bacteria, where 70% of the immune system lies, and the body’s ability to create Tryptophan/Serotonin, and Melatonin, which regulate insulin/diabetes and protect from sleeplessness, depression, bipolar and violent behavior.
It is a proven endocrine disruptor; which impacts, deforms or halts the development of a fetus, leading to miscarriage, birth defects, infertilityand sterility.
It is also  a cell disintegrator; breaking down the blood brain barrier and allowing toxins into the brain, (correlating the rise of autism with the increased use of gyphosate as close as 99%.)
The rise of autism is 99% correlated with the increased use of glyphosate. New studies find glyphosate also feeds antibiotic resistant bacteria.
Pediasure Enteral Nutritional Drink samples for Glyphosate detection by ELISA assay. Detectable level 75 ppb. Lab report here.

A description of how glyphosate impacts the body from MIT PhD. scientist Stephanie Seneff:
1) Glyphosate is an antimicrobial agent (antibiotic) and it perferentially kills the good bacteria, which causes an overgrowth of pathogens in the gut. This leads to leaky gut syndrome and inflammatory issues.
2) Glyphosate chelates rare minerals like manganese, cobalt, molybdenum, copper, iron, sulfur, selenium, etc., and this disrupts the management of these very important nutrients throughout the body.  The minerals end up piling up in the wrong places, causing both toxicity and deficiency at the same time.
3) Glyphosate disrupts cytochrome P450 enzymes in the liver, which are important for many things, two of which are activating vitamin D and detoxifying multiple toxic chemicals and drugs.  Acetaminophen (tylenol), for example, becomes toxic when these enzymes aren’t working.
4) Glyphosate works synergistically with the aluminum, mercury, and glutamate in vaccines to cause much greater harm than would be the case if there were no glyphosate present in the blood when the vaccine was administered.
5) Glyphosate interferes with the shikimate pathway, which is used by both microbes and plants to produce the essential aromatic amino acids. Our own cells don’t have this pathway, and they depend upon food sources and synthesis by gut microbes to supply these nutrients. They are precursors to many biologically important molecules such as the neurotransmitters serotonin, melatonin, dopamine, and norepinephrine, melanin, vitamin E, vitamin K, etc.
In my view, the core pathology in autism is insufficient sulfate in the cerebrospinal fluid in the brain.  This causes a severe impairment in neurogenesis and an inability to “clear the trash.”  It’s indirectly caused by sulfur deficiency, melatonin deficiency, impaired sulfate synthesis, impaired sulfate transport, and excess flushing of sulfate through the kidneys – all induced by glyphosate.  There’s also neuroexcitotoxicity from glutamate and glyphosate and aluminum working synergistically.
Stephanie Seneff, Co-Author Glyphosate papers
Senior Research Scientist
MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory

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