PICCHETTY = LA PATRIMONIALE

 

COME SI ARTICOLA IL BOLSCEVISMO ECONOMICO DEL PORTAVOCE PER L’ECONOMIA DEL GRANDE PARASSITA (mal comune, mezzo gaudio)

Che cosa si intende con “patrimonio”? La ricchezza di un cittadino francese o italiano è costituita dal reddito che è lo stipendio, ad esempio un salario di 1600 euro mese e il patrimonio, che è quello che, ad esempio, il signor Rossi viene ad ereditare quando moriranno i suoi anziani genitori, che gli lasceranno una casetta in campagna con un ettaro di terra a viti e olivi. Ebbene questo patrimonio che il Rossi eredita senza aver guadagnato con le sue fatiche è ciò che fa gola al Grande Parassita, che con la bava alle fauci incarica Picchetty di farne oggetto di soverchia tassazione (patrimoniale).

Il patrimonio ereditato è stigmatizzato da Picchetty come retaggio di una cultura iperfamiliarista, atavica, intrisa di mammismo; l’eredità è ricchezza guadagnata senza merito e senza lavoro. Ma la cosa più grave è questa. E’ proprio la ricchezza patrimoniale ereditata la vera causa delle crescenti diseguaglianze nella società capitalista del XXI secolo, come si intitola il volumone di quasi mille pagine, dove spiega le sue tesi (Il capitale nel XXI sec). Per capirci: il signor Bianchi vive in città e come Rossi guadagna 1600 euro mese, ma non erediterà come Rossi un capitale di circa 200.000 euro perchè i suoi genitori non si sono mai comprati una casa, loro hanno sempre vissuto in affitto e i soldi risparmiati li hanno spesi in viaggi all’estero. Vedete la diseguaglianza e come essa poggi sul patrimonio? Ora sentiamo la ricetta del Picchetty per ritornare all’uguaglianza, che sarebbe giusta (ecco il suo marxismo).

Nel mondo ci sono 800 milioni di persone che mangiano un piattino di riso ogni due giorni. I restanti abitanti del pianeta hanno la possibilità di mangiare un piatto di riso ogni due ore, alcuni moltissimo di più. Avete due possibilità per raggiungere l’uguaglianza: o sollevate gli 800 milioni, facendo sì che possano mangiare tre o più volte al giorno, oppure abbassate la restante umanità al livello degli 800 milioni, facendo sì che posseggano così poco da non potersi permettere più di un piattino di riso ogni due giorni. Qual è la ricetta di Picchetty, suggeritagli dal Grande Parassita? Indovinate… Bravi avete indovinato. Il principio di fondo della filosofia picchettyana così recita: MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO.

Ora bisogna capire COME riuscire a togliere al signor Rossi la casa e il podere che lo rendono così ingiustamente diverso dal signor Bianchi. Trovato! Ecco la genialità dell’Opera di Picchetty! Far pagare a Rossi tasse per una percentuale che potrebbe andare dal 45% al 75%, stabilita in base all’ostinazione con cui Rossi non si decide a svendere casae poderetto. Rossi con 60% di tassazione dei suoi averi, a fronte di 1600 euro di salario e due figli che studiano non ce la fa a pagare. Che accade?

Vediamo ora DOVE finisce il patrimonio di Rossi. Questi mette in vendita la proprietà ereditata per 200.000 euro. Passano mesi e poi anni, ma non si trova un cane che compri. Con questa crisi di liquidità chi compra? Alla fine arriva un fondo d’investimento internazionale, un Blackrock, o un soros internazionale coi suoi Quantum Fund che a Rossi propongono un acquisto del suo patrimonio per 120.000. Rossi, grazie alla tassa patrimoniale così elevata è con l’acqua alla gola, e svende a quelli che sono longa manus visibile del Grande Parassita (loro prendono soldi dalla Federal Reserve che stampa montagne di dollari, purchè abbia la carta e l’inchiostro, non serve altro). Nell’ipotesi che Rossi riesca a pagare tasse così alte, lavorando la notte e facendo crepare la moglie (anche lei a lavorare, oltre a dover badare la casa), ecco che questi soldi (spremitura del patrimonio) vanno a ripagare gli 80 miliardi di interessi che lo stato italiano ogni anno paga su un debito pubblico vicino ai 2100 miliardi, contratto col Grande Parassita. Oppure una parte vanno per far funzionare la macchina dello stato, visto che la Bce ha l’ordine di non comprare i titoli di stato. E se i soldi non glieli dà la Bce, allora lo stato si aggrappi ai patrimoni dei cittadini, raccomanda caldamente Picchetty. Ecco come possiamo finalmente ritrovare l’uguaglianza nella società capitalista del XXI secolo. E finalmente ripartirà la crescita, perchè lo stato, visto che i soldi non li stampa la Bce, potrà attingere, secondo le indicazioni di Picchetty, a quella ricchezza degli italiani che per l’80% è di tipo patrimoniale, ereditata. Quando questa è spremuta con le tasse o finisce nelle fauci dei soros internazionali ecco che ridà ossigeno e dinamismo ad un’economia che ora è statica e asfittica, assicura il genio.

La Bce su indicazione del Grande Parassita non deve stampare e non deve comprare i titoli del debito pubblico dello stato, perchè solo così si riuscirà a smobilitare e mettere sul mercato quel patrimonio immenso a favore dei soliti pescecani della finanza internazionale, con le tasche piene di soldi dati loro dal Parassita. Operazione paragonabile solo a quella dell’Inghilterra dopo l’Atto di supremazia (1534), quando Enrico VIII mette in svendita i beni immensi della Chiesa cattolica, oppure paragonabile alla abolizione delle manimorte e del fidecommisso durante la Rivoluzione francese, quando immensi patrimoni ecclesiatici e nobiliari furono messi sul mercato e svenduti, soprattutto ai fermiers, come allora si chiamavano gli squali della finanza, coi quali lo stato francese aveva un enorme debito pubblico.

Naturalmente Picchetty esalta la politica economica degli Usa, dove per eredità superiori a certe cifre, lo stato si mangia quasi la metà del valore; se la prende con l’Italia, dove le eredità sono tassate solo dell’8%; e si incazza con Berlusconi che nel 2001 le aveva totalmente detassate. Criminale (la deve smettere di difendere gli italiani; giustamente Economist l’ha definito “unfit”. Il popolo italiano è nostro gregge, che noi lupi -innominabili- abbiamo diritto a mungere, tosare e macellare). L’eredità è qualcosa di non meritato, perchè non te la sei guadagnata, dice l’insigne economista francese ( sicuro che è “francese”?)

Notate come per favorire l’attecchimento delle tesi dell’esimio economista francese, passato alla ribalta in un battibaleno (tanto è geniale), si stia fomentando L’INVIDIA SOCIALE, quella che alla fine reclama l’eguaglianza e la giustizia alla Picchetty: fate sì che anche i ricchi divengano poveri! Ecco perchè Hollande a cena non vuole lo champagne:”è roba da ricchi” (sottinteso: non bisogna essere ricchi). Ecco perchè i giornali italiani stanno dicendo che la Litizzetto si deve vergognare per il numero di appartamenti che possiede. Promuovere l’invidia sociale è quello che la massostampa ora deve fare, affinchè sia invocata a furor di popolo la tassazione feroce dei patrimoni, che così finiranno nelle fauci degli uomini del Parassita. (Non credano gli urlanti che quei beni, praticamente confiscati, vadano a loro; gli urlanti avranno solo la soddisfazione di vedere i ricchi in miseria, secondo il grande principio dell’invidia sociale:mal comune, mezzo gaudio).

Il politico che volesse sposare le tesi economiche di Picchetty troverebbe certamente l’appoggio della sinistra al caviale, tipo Hollande, che si rifiuta di bere champagne; dei centri sociali (“è gggiusto tassà i ricchi ar 70%”); delle caritas e dei preti stupidi (“è giusto essere tutti poveri come nel Vangelo”); delle femen, dell’arcigay, delle donne in viola, degli animalisti e vegetariani (“bisogna essere tutti poveri e mangiare solo erba”), degli immigrati (“è giusto che chi ha due case ne dia una a noi”).

Quasi mille pagine spese per dire che i politici per realizzare la giustizia sociale devono saccheggiare i patrimoni ereditati. Tutti quelli della sinistra snob-chic tengono sul comodino il volumone del Picchetty. Chi non ce l’ha corre a comprarlo, perchè si vergogna di andare a quella cena con gli amici, dovendo ammettere di non aver letto Picchetty. Domani sera ci sarà una conferenza di Picchetty forse a Roma o a Milano, è a pagamento, ma vale la pena, perchè si tratta di un vero vip. Time , Economist e Foreign Affairs vogliono farne l’uomo dell’anno e inserirlo, come è stato  fatto con la Kyenge (sic! Hanno premiato il suo impegno a favore dell’immigrazione in Italia degli africani, come vuole CFR), tra i cento pensatori più profondi del pianeta! (Ma allora mettete tra i pensatori profondi anche Carminati che ha fatto entrare in Italia tanti immigrati, come vuole CFR). Accorrete italiani.
PDB

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