L’UOMO CHE GALLEGGIA SULLE GAMBE.

Il DEPISTAGGIO GENETICO DELLA MEDICINA OCCIDENTALE, OSSIA IL SISTEMATICO SCAMBIO DELL’ EFFETTO PER LA CAUSA, AL FINE DI OCCULTARE IL RAPPORTO AMBIENTE-CIBO E MALATTIA

Paolo De Bernardi pubblicato su splinder il 20 VIII10

Questo articolo può considerarsi un secondo epilogo e approfondimento del mio lavoro dal titolo, Evoluzionismo, caos, entropia. Contaminazione tecnocratica della scienza e mistificazione stocastica della natura, uscito in “Sapienza”, parte I, LVIII (2005), pp. 69-115; parte II, LIX (2006), pp. 63-97, che trovate anche qui, nel quale ho ripercorso le tappe della dissoluzione della scienza in Occidente nel corso del Novecento. Qui si entra nello specifico della medicina, per mostrare come anche essa sia andata soggetta alla stessa dissoluzione e inefficacia, per servire a una sinistra finalità politica: portare l’umanità alla più grave degenerazione fisica della storia, con conseguenti, inevitabili, degenerazioni morali e intellettuali.
INTRODUZIONE. Finchè i popoli vivono sulle terre coltivate, nelle o presso le foreste, sui monti o pendici di monti, presso i fiumi e i laghi, ecc., ci saranno sempre forti opposizioni alla attuale economia predatoria e devastatrice dell’ambiente, perché chi vive da lungo a contatto con la natura ed in simbiosi con essa si accorge e denuncia che la deforestazione, a cui gli stati son costretti, per risanare i debiti col Fondo Monetario Internazionale o con la Banca Centrale privata, produce riscaldamento del clima, minore capacità di rifornimento e rinnovo delle falde acquifere, così importanti per agricoltura e vita. Chi vive a contatto con la natura si accorge e denuncia che le continue trivellazioni alla ricerca di petrolio producono danni alle falde acquifere, al mare ecc. Chi vive a contatto con la natura denuncia i danni che le colture Ogm producono ai terreni a causa delle enormi quantità di glifosati che quelle sementi richiedono, fabbricate e brevettate per sopportare quelle abnormi quantità di veleni. Chi vive a contatto con la natura denuncia e si oppone ai guasti inflitti alla biodiversità dalla pratica monocolturale ibridata, dagli allevamenti intensivi, medicalizzati, che inquinano sia la terra che chi se ne nutre…Il proliferare di infrastrutture, pipeline di gas e petrolio, smaltimenti sotterranei e navi affondate di rifiuti tossici e/o radioattivi: sono alcuni degli aspetti macroscopici di questo tipo di economia, non compatibile con l’ambiente. Riuscire a portare la maggior parte della popolazione mondiale a vivere nelle megalopoli da milioni e milioni di abitanti è uno dei maggiori obiettivi della élite che domina l’Occidente. 1) Questo consente a quel tipo di economia di poter continuare il suo assalto predatorio all’ambiente in modo meno disturbato. 2) La gente che vive da tempo nelle megalopoli o che ci è nata non distingue un cibo sano dalla spazzatura, un cibo biologico da un Ogm, acqua pura da acqua semiputrida, aria sana da aria inquinata, cibo animale sano da cibo proveniente da animali ammalati, verdura fresca da verdura stantìa. Questa gente perciò mangia tranquillamente il cibo spazzatura che gli viene fornito da hard discount e fast food; e finchè può riempirsi la pancia a 90 centesimi col solito hamburger e una cola non scende in strada a fare una rivoluzione: continua a passare la giornata davanti al computer dove gli fanno credere di avere 300 amici e 5 amanti, mentre in realtà è più solo di un pastore di pecore sui monti della Macedonia. Di cosa accade alle foreste, ai monti, ai laghi, ai terreni agrari, alle fonti di acqua a questo tipo umano non gliene frega niente, del resto quasi non sa più distinguere un pesce da un pollo. Lui ha un “suo” mondo (o almeno questo crede l’autistico personaggio). 3) A questi milioni e milioni di anonimi gusci vuoti è facile, una volta che sono stati così globalizzati, imporre un pensiero unico, un comportamento unico, una moda unica, un cibo unico, una medicina unica, una scuola unica, ecc. E’ una massa controllabile. 4) Come tutti gli animali in cattività, questi nuovi tipi umani si accoppiano di meno, sono meno fertili, presentano molto più alte percentuali di omosessualità. E questo rientra nei progetti maltusiani dell’élite Per cacciare i popoli dalle terre bisogna far fallire le loro economie agricole sostenibili e di sussistenza; e a questo ci pensano i governi e i politici al servizio del Potere del Cane, con apposite leggine e finanziamenti, che sono l’epilogo e l’applicazione nelle realtà locali del diktat globalizzatore di Bretton Woods (1944. Rimando a quanto ho scritto sotto la categoria “storia”, si veda: Bretton Woods, ossia come è stata imposta la globalizzazione). Ma per nascondere alla gente che le megalopoli in cui sono costretti a vivere i popoli sono il peggior habitat possibile e che lì ci si ammala più e peggio che altrove, ci vuole l’appoggio della medicina occidentale, che partecipa attivamente al progetto di inurbamento dell’umanità, nascondendo sistematicamente ogni rapporto tra ambiente e malattia. Questo sistematico occultamento, insieme al cibo da 90 centesimi, consente l’accettazione da parte di gran parte dell’umanità della nuova condizione sociale e ambientale, ma anche serve a convincere i popoli che sono ancora a contatto con l’ambiente che quel tipo di economia di cui sopra, tutto sommato, non è poi così cattiva. Vediamo come si compie tale operazione, evidenziando una costante metodologica nelle procedure di ricerca proprie della medicina occidentale.
I.Uno dei primi segni di degenerazione dell’uomo occidentale, abitatore delle megalopoli, esposto a polluzione chimica e cibo avvelenato, lo colse George Oshawa negli anni Sessanta, quando mandò a dire agli occidentali “you are all sampaku”. Gli occhi, oggi, non solo sono sampaku, ma anche spenti e a mezz’asta, come di chi ha assunto valium. Non ci torno su, quelle cose le ha dette bene lui, non le ripeto. Tra gli anni Ottanta e Novanta si è cominciato a notare sempre più insistente la comparsa di individui privi di lobo auricolare, ridottissimo o assente (segno di scarsa forza generativa e renale), con l’orecchio sempre più a punta, tale che in molti casi essi somigliano più a dèmoni che a uomini. Il più drammatico segno di degenerazione dell’uomo occidentale si è affacciato negli ultimi venti anni, prima , come al solito, in America, e poi in un Europa sempre più simile a discarica: obesità e gambe a X. Su arti inferiori penosamente a X, tali da render impossibile la corsa o anche un passo sostenuto, molleggia e sembra galleggiare un corpo flaccido e obeso, quale non si era mai visto prima. Questo tipo di obesità non è minimamente da confondere con certe taglie forti di un tempo (spaccapietre e lottatori), né è, con sempliciotteria, da considerare come “disfunzione metabolica”. Si tratta di una malattia degenerativa, più esattamente di un tumore, della stessa natura del lipoma. L’obesità è un gigantesco tumore che cammina faticosamente su due gambe a X, si tratta infatti di una iperlipocitemia, cioè di una iperproliferazione di cellule di grasso, come in quel tumore detto “lipoma”. Se prendete polli di campagna allo stato brado, avete animali piuttosto piccoli, agili e veloci, dalle carni sode e ossa durissime. Se prendete polli da batteria, sedentari, pieni di vaccini, antibiotici e mangimi, osserverete che hanno zampe penosamente a X, che gli impediscono non solo di correre, ma perfino di camminare e sulle quali galleggia e molleggia un corpo obeso e flaccido. Le loro ossa le potete recidere con un paio di forbici da cartoleria, dopo cottura le loro carni si sfaldano e staccano dalle ossa per sola gravità. In realtà quando ve ne nutrite non mangiate un pollo, ma state mangiando un tumore. L’ipercitemia non è solo delle cellule di grasso qui, ma anche di quelle proteiche, che consentono di avere polli che giungono a maturazione in tempi quattro volte inferiore di un pollo allo stato brado, con doppio o triplo peso corporeo. Ma è un tumore con le sembianze del pollo. Una fragola grande quasi come una mela è un tumore vegetale, ottenuto con fitormoni e altri fattori che stimolano la proliferazione cellulare. Mele grandi come noci di cocco sono tumori vegetali, ottenuti con ibridazioni e trattamenti che esasperano la proliferazione cellulare. Così è cibo tumorale quei suini e vitelli spinti a raggiungere il loro peso massimo in pochi mesi, anziché in un anno o due, come avveniva cento anni fa. Perfino il pane odierno è tumorale, spinto da violenti lieviti chimici a compiere l’intera lievitazione in poco più di un ora, contro le quasi 24 ore del pane di cinquanta anni fa, a base di pasta acida. Aggiungete anche il fatto che il cibo odierno è morto, perché tutto pastorizzato: latte pastorizzato, formaggi di latte pastorizzato, vino pastorizzato, maionesi e salse di uova pastorizzate, hamburger che lasciati un anno sul tavolo rimangono identici al primo giorno, come le bevande che lo accompagnano; se aggiungete che questo cibo è zeppo di chimica; e infine osservate che è monotono, perché sono due o tre tipi di cibi animali che adotta la dieta contemporanea, due tipi di cereali, due tipi di verdura e tre di frutta (e questa monotonia espone a carenze di vitamine e minerali; i cibi vengono da terreni sfruttati e concimati non organicamente, quindi poveri di minerali traccia); allora avete che la situazione alimentare-ambientale dell’uomo che galleggia sulle gambe è descritta da quanto segue: cibo tumorale-cibo morto-cibo chimico-cibo monotono.
II. Andiamo ora a vedere come la medicina occidentale, quella che raccomanda pastorizzazione e trattamento chimico del cibo ai fini della buona conservazione, pensa di affrontare la malattia detta “obesità”. Nel 2000 gli scienziati della University of Medicine and Dentistry del New Jersey vanno a frugare a livello genico per vedere se l’obesità sia associata a qualche modifica genetica, rilevabile da qualche strana proteina in circolazione. Chiunque non si sia bevuto il cervello, o non se lo sia fatto formattare presso qualche università angloamericana (dove ha dovuto pure pagare), intuisce benissimo che non solo ci sarà qualche disfunzione genica in uno che mangia cibo morto, chimico, tumorale e monotono, ma addirittura ci sarà una devastazione. Avete osservato il vostro gatto. Quello che avevate 20 anni fa e viveva fuori, dove si nutriva di topi, non si è mai ammalato; quello che avete oggi, in appartamento e sul divano, nutrito a crocchette è mostruosamente deforme. Volete che nel suo corpo non ci siano modifiche genetiche significative? Se fin qui avete capito, allora non vi sfuggirà che geni difettosi o strane sintesi proteiche non sono la causa della malattia, ma ne sono uno degli effetti. Andare perciò a cercare la soluzione per l’obesità senza individuare e rimuovere la sua vera causa è una presa in giro e un depistaggio. Questo depistaggio, del far passare uno degli effetti della malattia (quello genico) come se fosse la sua causa, è divenuto sistematico nella medicina occidentale, tenuta al cappio dalla solita élite. Ashim Anand e Kiran Chada annunciano di aver scoperto una proteina (In vivo modulation of Hmgic reduces obesity, in “Nature Genetics” 24, 377-380, 2000) che se eliminata o resa inefficiente consente di mangiare cibo obesizzante a volontà senza che ci si ingrassi (almeno così funziona sui topi). La stampa divulgativa ne dà l’annuncio in termini trionfalistici, tipo:”scoperta la causa dell’obesità!”, ma in realtà si sta facendo quanto segue. 1) Si persiste nel negare il rapporto causale tra cibo-ambiente e malattia. 2) Poiché la causa non la si rimuove, l’effetto sull’organismo resta, solo che si sta chiedendo all’organismo di reagire in modo diverso dall’obesità. 3) L’organismo manifesterà (se davvero la terapia sull’uomo funzionerà) una nuova e più grave degenerazione dell’obesità; ecco il comparire continuo di nuove malattie che la medicina occidentale non cura, bensì riformula su altri piani, su altri tessuti, su altri gruppi di geni. 4) All’uomo contemporaneo gli si manda a dire: continua il tuo stile di vita, vivi nelle megalopoli avvelenate e nutriti di cibo tossico, la medicina sta lavorando affinchè i sintomi del cibo tossico tu li sopporti meglio e più a lungo, perché questo è e deve restare il tuo habitat, come vuole l’élite che domina la politica e la medicina in occidente.
III. Un consorzio di ben 99 ricercatori francesi del Centre National de Séquençage di Evry e americani dell’Institute for Systems Biology di Seattle e dell’Università di St Louis, firma su “Nature” un articolo in cui annunciano l’avvenuto sequenziamento del cromosoma umano 14 (Heilig R, et al. 2003. The DNA sequence and analysis of human chromosome 14, in “Nature” 421, 6923: 601-7. PMID 12508121), evidenziando che in esso vi sono una serie di geni che, se mutati, danno luogo a una sessantina di malattie: ipertiroidismo, retinite pigmentosa, acromatopsia, tumore al colon, alcune leucemie, ecc.; qui abbiamo anche uno dei sette “loci” dell’Alzheimer. La stampa divulgativa annuncia che son state scoperte le cause genetiche di importanti malattie. In realtà si è fatta una operazione inutile e fuorviante, perché si sono solo evidenziati gli effetti che una malattia provoca a livello microbiologico e genetico. Effetti che speciosamente son detti cause. La malattia Alzheimer a livello macro si manifesta con certe forme di demenza, mentre a livello micro si manifesta come danno ad alcuni geni del cromosoma 14. Ma la causa dell’Alzheimer o del tumore al colon è lungi dall’esser scoperta. Ammesso anche che i ricercatori trovino modo di agire sui geni dell’Alzheimer, annullandoli, così che l’organismo a livello macro non risponda più con segni della demenza, che cosa avranno così fatto? Avranno fatto sì che l’organismo, ancora esposto a inquinamento da alluminio, manifesti in modo diverso gli effetti patologici di quel tipo di inquinamento, in un modo diverso e peggiore di quella degenerazione neurologica. Stanno riformulando la malattia su un altro piano. Stanno inventando un’altra malattia. E’ noto da decenni che l’alluminio è una delle principali cause dell’Alzheimer, ma questi signori il legame ambiente-cibo e malattia lo occultano, perché l’èlite che mette loro a disposizione centri di ricerca, soldi, riviste e notorietà vuole che l’uomo contemporaneo viva nelle megalopoli inquinate e si prenda il cancro. Perciò i ricercatori non devono fare ricerca seria, ma gingillarsi nella ricerca genetica, facendo passare l’effetto per la causa. Il messaggio è il seguente: 1) La gente continui a far la fila nelle farmacie per farmaci e vaccini contenenti idrossido di alluminio (o a usare stoviglie di alluminio); 2) la medicina lavora affinchè gli effetti dell’alluminio si risentano poco o nulla sul cromosoma 14 e quindi sul sistema neurologico, facendolo degenerare in modo che lo si avverta meno, più sopportabilmente, o addirittura facendo spostare gli effetti su altri cromosomi.
IV. Ricercatori dell’Università di Padova pubblicano una ricerca (AA.VV., Mutation in the Insulin-Like Factor 3 Receptor Are Associated With Osteoporosis, in “Journal of Bone and Mineral Research” 23 V; 4 II 2008), nella quale si evidenzia che il fenomeno dell’osteoporosi è associato alla mancanza dell’ormone INSL3 e a una mutazione genetica nel RXFP2 (peptide 2 della famiglia delle relassine) e questa viene fatta passare come la causa microbiologica dell’osteoporosi. Non si indaga sulle abitudini alimentari e ambientali dei soggetti osservati. Non si verifica cioè se tali persone bevono quotidianamente 3 litri di coca cola, il cui contenuto di acido fosforico provoca osteoporosi, come non si è riusciti a nascondere (Katherine L Tucker, Kyoko Morita, Ning Qiao, Marian T Hannan, L Adrienne Cupples and Douglas P Kiel, Colas, but not other carbonated beverages, are associated with low bone mineral density in older women: The Framingham Osteoporosis Study, in “Am. J Clin. Nut”,84, 4, 2006, pp. 936–42.). Quindi come si procede, che messaggio si manda? 1) L’effetto di uno stile di vita squilibrato, che porta a modifiche genetiche e ormonali, vien fatto passare come la causa. 2) Si lavora a livello microbiologico per consentire a coloro che bevono 3 litri di cola al giorno di poterlo fare senza avere come effetto collaterale l’osteoporosi. 3) In questo modo, mantenendo attiva la causa e impedendole di manifestare i suoi effetti su “RXFP2”, si promuove l’insorgere di una nuova malattia, ossia si fa sì che gli effetti si manifestino su altri tessuti e su altri gruppi di geni. 4) All’uomo contemporaneo vien detto che può e deve continuare il suo stile di vita, anzi la medicina lo aiuterà, se possibile a bere anche 4 litri di cola, senza che lui abbia gravi effetti collaterali a livello di metabolismo del calcio (salvo poi l’insorgere di altri problemi e più gravi su altri piani).
V. Apprendo dalla stampa che all’inizio di quest’anno è stata costituita una task force europea per la lotta alla distrofia miotonica di tipo 1, o malattia di Steinert (“La nazione” 23 II 2010). A che è rivolta la ricerca? E’ ovvio: tenterà di mettere a punto una terapia genetica, perché il prodursi nel cervello della proteina Tau, responsabile delle demenze e dell’autismo, dovuto ad accumulo di Rna tossico nel nucleo delle cellule cerebrali è sicuramente a causalità genetica. Malgrado esista una letteratura medica inequivocabile che addita nei vaccini la causa dei moltissimi casi di autismo, sconosciuti prima degli anni Cinquanta, (vedi la letteratura che riporto nell’articolo “Vaccinazioni”), non si va a vedere se una alta percentuale di malattia di Steinert sia dovuta all’accumulo di mercurio nel sistema nervoso, contenuto nei vaccini come conservante. No questo non si tocca. Perché i vaccini sono un’arma biologica strategica, con la quale l’élite inserisce nel sangue di miliardi di persone quel che crede opportuno, per le sue politiche di riduzione della popolazione. Quindi è scientificamente corretto andare in cerca di un qualche “interruttore molecolare”
VI. Stessa cosa per la sclerosi multipla, altra malattia neurovegetativa del sistema nervoso centrale. Lo sforzo principale della ricerca medica non è volto a individuare la causa e rimuoverla (anche qui un grosso ruolo è dovuto all’inquinamento da metalli pesanti e alla carenza di certi minerali), bensì lo sforzo è rivolto, come annuncia il New England Journal of Medicine (Kappos L. et al. A Placebo-Controlled Trial of Oral Fingolimod in Relapsing Multiple Sclerosis, in “New Eng J Med” 362,2010, pp. 387-401. Cohen J.A., et al.,Oral Fingolimod or Intramuscular Interferon for Relapsing Multiple Sclerosis, in “New Eng J Med” 362, 2010, pp. 402-415) nell’individuare un principio attivo che blocchi i globuli bianchi che innescano l’infiammazione che danneggia il sistema nervoso: il “fingolimod”, che renderà più sopportabile la malattia ai 2 milioni e mezzo che son colpiti al mondo. Nessuna ricerca della relazione causale cibo-ambiente e malattia. La medicina non deve urtare la politica: questa vuole che l’uomo viva nelle megalopoli degradate. L’uomo deve degenerare, fino a galleggiare penosamente sulle gambe
VII. Anche il Parkinson -altra malattia frutto di quella modernità che, si dice, grazie alla medicina avrebbe allungato la vita delle persone- ha le sue connessioni con l’ambiente, visto che trova maggior diffusione in quelle zone rurali che ricevono trattamenti con diserbanti, tipo “paracquat” . (K. Ossowska, M. S’Mialowska, K. Kuter, J. Wieron’ska, B. Zieba, J. Wardas, P. Nowak, J. Dabrowska, A. Bortel, I. Biedka, G. Schulze e H. Rommelspacher, 2006, Degenerazione dei neuroni mesocortical dopaminergici ed attivazione dei processi compensativi indotti tramite una gestione di lunga durata del paraquat in ratti: Implicazioni per la malattia del Parkinson “, in “Neuroscienza” 141, 4, 2155-2165. doi:10.1016/j.neuroscience.2006.05.039). Ma la connessione ambiente malattia va occultata per non pestare i piedi a importanti colossi dell’agroalimentare come Sygenta o Monsanto, che promuovono una agricoltura chimica (e infatti, già uno studio del gennaio 1999 comparso su “Jama” del Parkinson Institute di Sunnyvale, di California, indicava i diserbanti ed escludeva cause genetiche). Quindi diamo la colpa ai geni e andiamo a cercare in qualche cromosoma i loci del Parkinson, in modo che la gente, anche se esposta a diserbanti, non manifesti tremori e non chieda così di interrompere l’avvelenamento dell’ambiente.
VIII. Stessa metodologia per un’altra delle nuove malattie (anche questa guarda caso comparsa a ridosso della guerra, con l’avvento del cibo industriale e con la medicalizzazione di massa), cioè la Lou Gehrig o Sla (sindrome amiotrofica laterale). L’organismo diventa progressivamente un sepolcro a seguito di paralisi di tutti gli organi, finchè si raggiunge l’apparato respiratorio, con conseguente decesso. Ebbene lo scientificamente corretto sta lavorando alacremente alla ricerca di una terapia genica. Ci mancherebbe. Si tratta sicuramente di una malattia “genetica”. Se riusciamo a far arrivare ai giovani calciatori questa voce, avverrà che continueranno a prender più volentieri gli antidolorifici, gli antiinfiammatori e i miorilassanti di cui li imbottiscono (la partita non si può non fare, la squadra è perfino quotata in borsa). Infatti li stavano assumendo controvoglia da quando, in Italia, un esperto come Lamberto Boranga ha indicato quella triade di farmaci come la più probabile causa della malattia, dichiarandolo sui giornali (“La Nazione” 13 I 2001). Il business legato al calcio (diritti TV, ecc.) deve andare avanti. La medicina sapientemente occulti il rapporto cibo-ambiente e malattia, e mandi a dire che la causa, come la soluzione, sono genetiche, rivelando che la “causa” di questa malattia sta in una mutazione del gene VPC (Valosin Containing Protein) presente sul cromosoma 9 (Bryan Taylor et al., Exome Sequencing Reveals VCP Mutations as a Cause of Familial ALS, in “Neuron” 68 (5), pp. 857-864, 9 December 2010). Ok, prendetevi in giro.
IX. Chi andrà a cercare se non vi sia qualche connessione tra la celiachia e altre malattie autoimmuni con l’enorme consumo che si fa di vegetali ibridati. Ormai si trovano solo piante ibridate nelle coltivazioni e sulle tavole, perché i colossi del sementiero costringono gli agricoltori a ricomprare il seme ogni anno, gli ibridi essendo sterili. Il grano che consumiamo è prevalentemente il “creso”, una varietà mutata geneticamente con l’irradiazione nucleare. Tutto questo non va appurato. Lo scientificamente corretto occulta il rapporto malattia e cibo-ambiente, per far credere che l’effetto microbiologico e genetico dell’inquinamento o del cibo spazzatura sia la causa. Così facendo servono la politica del Cane, il quale vuole che sul piano ambientale non si modifichi nulla. L’uomo deve degenerare, fino a galleggiare penosamente sulle gambe ripiegate all’interno. Si nutra di cibo tumorale, morto, chimico e monotono. La medicina, per celiachia e altre malattie, va in cerca delle sue componenti molecolari, per poi neutralizzarle (a quel tipo di causa l’ organismo non dovrebbe reagire con quell’effetto chiamato “celiachia”)
X. Sarà difficile quanto il trovare una mosca bianca imbattersi in una persona colpita da cancro al cervello, alla quale, sia prima che dopo l’intervento e i soliti trattamenti radio e chemio, sia stato chiesto se fa assunzione o no di significative quantità di aspartame al giorno, onde correggere uno stile di vita che potrebbe determinare il reinsorgere della malattia. Nonostante si sappia per certo che anche piccole dosi di aspartame possono causare il cancro al cervello, tuttavia nessun protocollo prevede che il medico lavori sulla causa, rimuovendola. (FDA studies show Aspartame link to brain tumors, PrWeb, 12 aprile 2005; mentre l’Istituto B.Ramazzini di Bologna ha avvertito l’Istituto Superiore di Sanità che l’aspartame provoca anche linfomi e leucemie negli animali da laboratorio; Ansa 14 VII 2005). Questo neurotossico è presente in 6000 prodotti alimentari e medicinali ed è rifilato a milioni di obesi per la dieta ipocalorica. La causa non va indicata né rimossa. E’ becero conformismo scientifico in oncologia stringere le spalle sulle cause che portano al cancro, quando ci sono evidenti statistiche che provano la relazione causale ambiente-alimentazione e cancro, in base a disposizioni geografiche e abitudini alimentari che vedono le percentuali di colpiti variare enormemente a seconda della residenza e delle abitudini alimentari. Il messaggio è questo 1) Il paziente continui pure a consumare le sue tre confezioni al giorno di caramelle all’aspartame e usi quest’ultimo per dolcificare i 4 caffè al giorno che prende; noi occultiamo il rapporto cibo e malattia. In compenso la medicina è attrezzata per operarlo di nuovo e per fargli altri cicli di chemio. 2) La medicina non andrà a pestare i piedi a quei giganti dell’industria alimentare che basano più della metà del loro fatturato sui prodotti dietetici ipocalorici a base di aspartame. Come ci impegniamo a lavorare per sconfiggere il cancro? Col solito metodo. Ci impegniamo a scoprire i meccanismi molecolari e genetici che presiedono alla formazione della cellula tumorale, cercando di metter a punto farmaci che colpiscano quella cellula sul nascere, oppure intervenendo con farmaci intelligenti e di tipo staminale che riparino i geni di quei cromosomi che sono stati modificati. E’ questo il solito “bla bla bla” dei Veronesi e dell’oncologia scientificamente corretta, che deve far finta di fare molto, anche usando termini a effetto come “oncologia post-genomica”, oppure “proteomica” oppure “orizzonti epigenetici dell’oncologia”, per gettare fumo negli occhi ai gonzi. E’ pura stupidità che tratta gli effetti genetici e molecolari della malattia “cancro” come se quelli fossero la causa. Questa, alla quale sono indirizzate le strette di spalle, rimane sinistra e insidiosa, capace di portare i suoi effetti su altri piani, altri tessuti e altri geni, se proprio insistono questi petulanti ricercatori che vorrebbero che le cause non manifestino i propri effetti. Per non parlare di quegli annunci patetici, ogni tanto ricorrenti: “presto avremo un vaccino tutto italiano contro il cancro”. Siamo alla pura imbecillità, punto di arrivo dell’estremo e pervicace tentativo di nascondere il rapporto causale cibo-ambiente e malattia, come vuole la élite. L’uomo deve degenerare fino a galleggiare penosamente sulle gambe. Si nutra di cibo morto, tumorale, chimico e monotono.
XI..Qualcuno prova a farmi notare che la medicina occidentale è forte, in quanto mette a disposizione della gente gli strumenti per la dialisi, i trapianti di organi, ecc. I progressi come si vede sono enormi. Scherziamo? Dare a mezza umanità la sedia a rotelle è un progresso tecnologico-medico? Vorremmo dire che è un totale fallimento della medicina, la quale si guarda bene dal dirvi che se continuate disinvoltamente, come si addice a persone superficiali, immature e viziate a prendere tutti quegli antidolorifici (e antistaminici), per ogni piccolo dolore, mestruale o articolare che vi capita vi provocate una insufficienza renale, che richiederà dialisi e poi trapianto (infatti non vi dicono che dopo la prima dialisi il rene smette di funzionare del tutto; ve lo dico in altre parole: se mettete in dialisi una persona con reni sanissimi, questi smettono di funzionare!). La gente ha abboccato all’adagio: “voi avete diritto a non soffrire, a non sentire dolore”, col risultato che solo in dieci anni le insufficienze renali sono aumentate in percentuali spaventose (dal 1996 al 2000 solo in Umbria si parla del 40%). Dialisi e trapianti sono segno di progresso? Nessuno dice alla gente che certi antibiotici e l’alimentazione con cibo morto, a lungo conservato e trattato chimicamente rende il fegato enormemente più debole e soggetto a finire in cirrosi. Il fegato è l’organo verde e del verde, nel senso che trae vitalità e salute dalle verdure fresche, anzi croccanti e vive e da cibi non pastorizzati, ma ricchi di enzimi, lieviti, funghi, saccaromiceti, muffe, ecc.. Solo questi hanno su di lui potere riparatore e rafforzante. Nelle megalopoli degradate è impossibile riuscire a mangiare un cibo ricco di vitalità; è tutto morto e a lunga conservazione. Se mangiate tre mesi di fila al solito fast food quel cibo che non marcisce mai, avrete con facilità un fegato cirrotico o precirrotico. A questo punto basta bere anche solo un paio di birrette e siete spacciati; mezza bottiglia di vino è già troppo per voi, specie se è vino –come lo è- da cantina sociale e pastorizzato. Lo scienziato occidentale cretino vi dirà che l’alcool, si sa, è causa di cirrosi. Cretino appunto, perché dovrebbe sapere che i suoi bisnonni, e forse nonni, di vino, avendo l’orto sotto casa, ne bevevano da due a cinque litri al giorno e nessuno è morto di cirrosi. Vada a informarsi. Il più astemio dei monaci medievali beveva un litro e mezzo di vino e un litro e mezzo di birra al dì. Il cretino di cui sopra chiama indistintamente alcool tanto la birra-vino, quanto la vodka e il wisky. Invece c’è un abisso; solo questi due sono propriamente alcool, mentre la birra-vino non pastorizzati sono da annoverare nella categoria “cibo”, infatti lasciati all’aria si trasformano, in quanto sono pieni di saccaromiceti e lieviti. Vodka e wisky non si modificano neppure dopo anni. Invece di trastullarsi con la genomica lo scienziato occidentale scopra perché i suoi nonni con tre litri di vino al giorno non andavano in cirrosi, mentre a lui saltano le transaminasi solo con un paio di bicchierini di quel vino da 20 euro a bottiglia che beve al noto ristorante. Ma la medicina scientificamente corretta non individua, né tantomeno rimuove la causa. Non sia mai. Vi dice che in caso di cirrosi potete andare avanti lo stesso, stiamo mettendo a punto una molecola antivirale (se ne è parlato a Vienna nel 2010 al Congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del fegato), chiamata “entecavir” , oppure c’è il trapianto. Una pratica medica estrema e di emergenza che ora è divenuta di routine e muove solo in Italia un giro di affari molto grande (incluso l’immunosoppressore ciclosporina).
XII. Nelle megalopoli degradate, dove è impossibile trovare verdure fresche, si può stare settimane senza riuscire a procurarsi una zuppa di verdure, si consumano pressochè solo proteine, grassi idrogenati e farine vecchie (rovina del cardiovascolare), ossidate e prive di minerali; se a questa situazione precirrotica aggiungete che c’è un enorme consumo di cibi ibridati e modificati geneticamente (creso), nei quali è onnipresente lo zucchero, tantissimo zucchero, che mai prima d’ora a tali dosi era stato consumato dall’umanità, allora avete aperto la porta alle mille malattie. (Quale scienziato occidentale, quale università o istituto di ricerca si metterà a fare studi sugli effetti prodotti dal massiccio consumo di zucchero o di vegetali ibridati, nelle patologie tipiche della modernità? Ma scherziamo? Vogliamo rovinarci le carriere o perdere i finanziamenti che riceviamo ogni anno? Vogliamo pestare i piedi a giganti dell’ibridazione come la Pioneer? Quale rivista scientifica “seria” sarebbe disposta a pubblicare un tale studio? Cerchiamo piuttosto di dire che la colpa è dei geni e che le molte malattie tipiche della modernità -allergie, celiachia, Crohn- sono dovute a modifiche delle sequenze geniche e così non andiamo a disturbare nessuno). Ho forti sospetti (non prove) che quella complessiva impostazione alimentare, che ho sopra indicato, causi celiachia e morbo di Crohn, ma sono sicuro che le otiti purulente, le carie dentali, le cefalee croniche, dermatiti che non rispondono a nessun trattamento, diverticolite, gengivite, stitichezza cronica, rigidità arteriosa, pressione alta, ascessi e ferite che tendono a non rimarginare, disfunzioni tiroidee siano dovute, nella stragrande maggioranza dei casi a quello stile di vita. Ma tutto questo dal punto di vista medico-farmaceutico è una risorsa, e lo deve rimanere. Infatti al mal di testa di tizio rispondiamo somministrandogli i farmaci che servono a controllare l’Alzheimer, cioè il “donepezil” e la “rivastigmina”, mica andiamo a cercare se tizio passa i pomeriggi sul divano, davanti alla TV, dove mangia quasi mezzo kg di arachidi al giorno. Chi gli dice di smettere? Anzi noi con queste due molecole a tizio gli consentiamo di mangiarne perfino 8 etti al giorno di arachidi, seguite dalla solita bibita gassata, dolcificata da nausea, senza che lui avverta particolari mal di testa. L’uomo contemporaneo ha diritto a non sentire dolore, recita l’ultima conquista della medicina occidentale, quella che ha scoperto la “terapia del dolore”. E’ l’ultimo abominio dell’estrema conservazione, che a livello ambientale e alimentare non vuole cambiare nulla.
XIII. Ying Jin, Stanca A Birlea, Pamela R Fain, Christina M Mailloux, Sheri L Riccardi, Katherine Gowan, Paulene J Holland, Dorothy C Bennett, Margaret R Wallace, Wayne T McCormack, E Helen Kemp, David J Gawkrodger, Anthony P Weetman, Mauro Picardo, Giovanni Leone, Alain Taïeb, Thomas Jouary, Khaled Ezzedine, Nanny van Geel, Jo Lambert, Andreas Overbeck, Richard A Spritz., Common variants in FOXP1 are associated with generalized vitiligo, in “Nature Genetics”, vol.42, pp.576–578, 2010. Stuoli di ricercatori accorrono a firmare articoli su “Nature Genetics” per spiegare che la vitiligine è dovuta a modifiche in soltanto dieci geni, coinvolti nella risposta immunitaria ed in particolare in quelli che, come il FOXP1, regolano l’espressione genica,la funzione dei linfociti T e proteine chiave nel meccanismo di difesa dell’organismo. Invece si sarebbe dovuti ripartire da quanto era già chiaro negli “Archives of Dermatology and Syfilology “ del marzo 1937 (Cornblett T., Vitamin C and Pigment, 35, pp.471-479), dove era messo in evidenza che la vitiligine era dovuta ad una carenza di vitamina C e in altri casi era dovuta a carenza di acido-paramminobenzoico (Sieve BF. The clinical effects of a new B-complex factor, para-aminobenzoic acid, on pigmentation and fertility, in “South Med Surg” 1942 ,March;104; pp.135-39.). Ed è somministrando quest’ultimo a un campione di 48 pazienti, aventi la vitiligine da più di due anni, che Benjamin Sieve della Tuft Medical School, 70 anni fa, ottenne la totale remissione della vitiligine nel 100% dei casi (Staff del Prevention Magazine, The Complete Book of Vitamins, tr. it., Firenze 1982, p. 630). Altro che geni; la modifica di questi ultimi non è causa della malattia, ma suo effetto, dovuta a carenza e/o cattiva assimilazione delle vitamine del gruppo B (ma ai medici è meglio non far sapere che il Paba aumenta la fertilità nelle donne del 50%, altrimenti vanno a monte i piani di riduzione della popolazione che assillano quelli che dirigono la medicina occidentale; inoltre fallirebbe quel settore paraveterinario della farmaceutica, dove i varii antinorii con provette, banche del seme e una mole di attrezzature rendono incinte le donne occidentali; e anche questo muove un vasto giro di affari).
XIV. Una delle peggiori cretinate parascientifiche che vengono trasmesse nelle scuole italiane, con danno alla salute a moltissime persone, recita come segue: “lo zucchero fa bene al cervello”. E neppure quelli che si occupano di medicina e di scienze sono più in grado di distinguere fruttosio, mannitolo, lattosio, glucosio da cereali, da un lato e saccarosio dall’altro. E’ tutto zucchero, mentre tra le due cose c’è una differenza abissale, quella cioè che passa tra un prodotto chimico e un cibo naturale. E’ ovvio che il prodotto chimico è il saccarosio, mentre il glucosio ricavato dai cereali o il fruttosio della frutta sono prodotti naturali (anche se di derivazione naturale, il saccarosio resta immutato per anni, ecco perché lo dico chimico). Il glucosio dello zucchero chimico entra in circolo sanguigno già solo toccando la bocca, mentre quello naturale entra in circolo solo dopo la digestione e la mediazione del fegato. Non dovrebbe esser difficile capire di quale zucchero ha bisogno il nostro organismo e quindi cominciare a raccontare ai ragazzi le cose per il loro verso. Gli atleti che vincevano le olimpiadi nell’antica Olimpia come facevano a correre senza il saccarosio o le barrette di cioccolato? E i mietitori di un tempo come facevano a resistere ore e ore sotto il sole senza lo zucchero chimico, che fino a poco più di un secolo fa era un prodotto per la farmacopea, mentre solo nel corso del Novecento è diventato un prodotto per il consumo di massa. Ebbene il diabete è una malattia caratterizzata da un disordine ormonale e metabolico che presenta nei paesi occidentali una diffusione e un incremento spaventosi, con percentuali di crescita elevatissime. Se andate a vedere la situazione alimentare e ambientale di questo uomo diabetico e siete un po’ introdotti nella medicina, non potete fare a meno di dire: ”qui è impossibile non ammalarsi di diabete; l’impostazione alimentare dell’uomo contemporaneo pare studiato apposta per renderlo diabetico”. Andiamo a vedere come. 1) Nell’alimentazione occidentale è onnipresente il saccarosio che viene utilizzato in laboratorio per indurre il diabete negli animali da esperimento. Il violento e repentino innalzamento nel sangue dei livelli di zucchero costringe le cellule B delle isole di Langerhans del pancreas a produrre insulina, che altrettanto violentemente deve abbassare tutto quello zucchero che manderebbe in coma il soggetto. Questi da una situazione eccitata e euforica prodottagli da tutto quel cioccolato passa a una ipotonia e quasi prostrazione conseguente al riabbassamento dello zucchero, giunto al limite della ipoglicemia. Perciò il soggetto torna a mangiare gelato, poi caramelle, ecc. entrando nella dinamica della dipendenza, che porta a esaurimento le cellule B, che smettono di produrre insulina. Dinamica simile, ma molto meno marcata, è data dal consumo di farine eccessivamente raffinate, tipiche di dolciumi e crakers di cui si fa abbondantemente uso. 2) Il mancato consumo di abbondanti quantità di verdure a foglia verde priva l’uomo contemporaneo della “mirtillina” una sostanza in grado di stabilizzare (senza condurre a ipoglicemia) lo zucchero nel sangue; le foglie di mirtillo ne contengono grandi quantità (come si scoprì nel 1927, esaminando una ricetta popolare per contrastare il diabete). 3) Insetticidi a base di cloro, usati nelle città, sono risultati diabetogeni (pesticide-derivative heptachlor epoxide e anche il polychlorinated biphenyls, ricerca in corso di pubblicazione da parte del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Stanford, California). 4) La raffinazione della farina e la concimazione chimica dei terreni (anziché organica) ha portato alla scomparsa dall’alimentazione umana di importanti minerali traccia, fondamentali per il corretto metabolismo del glucosio, come lo zinco, quest’ultimo molto presente nelle isole di Langerhans. 5) Anche il consumo di cortisone e di steroidi anabolizzanti (usati nell’allevamento dei polli) è stato riconosciuto responsabile di iperglicemia e di esaurimento delle cellule B. E i vitelli di allevamento sono zeppi di cortisone da quando la casalinga cretina chiede insistentemente al macellaio carne magrissima, che non può esistere se non in animali malati. Le hanno detto, a “Medicina 43″ di Londer, che suo marito ha il colesterolo un po’ alto (poco più di 200, mentre qualche anno fa si riteneva normale averlo fino a 260! Vedi come aumentano la clientela, abbassando i criteri della normalità!) e poi i dietologi in televisione ripetono che bisogna evitare i grassi. La poveraccia ci ha creduto e ora gli allevatori danno il cortisone ai vitelli, che li fa crescere con carni magrissime; ora suo marito e il suo bimbo invece del grasso (presunto) cattivo si beccano il cortisone (presunto) buono e certi metalli pesanti come il cromo, che aggiunti ai mangimi rendono le carni magre. 6) Alla donna occidentale contemporanea gli psicologi hanno detto che la salute psichica si chiama “autostima”, perciò non passa parte del suo pomeriggio a scegliere e lavare le verdure per fare il minestrone. Per rafforzare l’autostima va dal parrucchiere e in palestra. La sera, marito e figli trovano sul piatto pochi grammi di insalata (quella prelavata e pretagliata), che però bastano a riempire il piatto e a dare l’illusione che ci sia la verdura. La zuppa di verdure è fondamentale per tenere regolare la pressione, quanto l’attività fisica. Perciò quest’uomo che ha passato la giornata in ufficio e che la sera non dispone di zuppa di verdure fresche finisce in pressione alta e deve prendere un farmaco a base di “tiazide”, che mentre abbassa la pressione sanguigna, alza il bisogno di insulina, con effetti esaurenti sulle cellule B. Essendo questa la situazione, cosa fanno i bravi ricercatori occidentali? (Sofia Chiatamone Ranieri, Salvatore Fusco, Emiliano Panieri, Valentina Labate, Marina Mele,Valentina Tesori, Anna Maria Ferrara, Giuseppe Maulucci, Marco De Spirito, Giuseppe Ettore Martorana, Tommaso Galeotti, and Giovambattista Pani, Mammalian life-span determinant p66shcA mediates obesity-induced insulin resistance in “Proceedings of the National Academy of Sciences USA” July 12, 2010, doi:10.1073/pnas.1008647107 ). Vanno a cercare il gene responsabile del diabete, quello che codifica per la proteina p66 e promettono che, se si riesce a distruggere quel gene lì, accadrà che chiunque potrà continuare a mangiare impunemente tutto il cibo diabetogeno che vuole, senza sviluppare diabete. E così consentono all’uomo contemporaneo di mantenere le sue buone abitudini e i comportamenti impostigli dal Potere del Cane.
XV. Concludo esaminando come ultimo caso una “nuova” malattia. Poteva mancare? Del resto troppe se ne dovranno vedere di nuove malattie, se avete capito che il procedere della medicina oggi è strutturalmente iatrogeno: essa riformula la malattia su altri piani, tessuti, cromosomi, perché la causa non va mai individuata e rimossa. La nuova patologia la chiamano “sindrome da stanchezza cronica”, il cui sintomo più importante è quello di una stanchezza che subentra anche dopo il minimo sforzo, e che non si riesce a recuperare nemmeno dopo un lungo sonno notturno. Che cosa farà lo scientificamente corretto? Ormai avete capito, fa depistaggio: va a cercare le modifiche genetiche corrispondenti e invece di considerarle come effetto di un condizionamento ambientale e alimentare dichiarerà che sono la causa e inizierà a lavorare affinché quella causa ambientale-alimentare produca sintomi ridotti o addirittura diversi da quelli che produce ora. Eccolo pronto il bravo scienziato, William Reeves dell’Università di Wichita, Usa, che su “Pharmacogenomics” annuncia, intanto che la stanchezza cronica è ereditaria, poi indica la sequenza alterata dei cinque geni che consentono al corpo di recuperare le energie dopo uno sforzo (Suzanne D. Vernon and William C. Reeves. “The challenge of integrating disparate high-content data: epidemiological, clinical and laboratory data collected during an in-hospital study of chronic fatigue syndrome, in “Pharmacogenomics” 2006,7: pp.345-354). Per esperienza diretta di vari casi e per studio (forse un giorno mi deciderò a pubblicare la dissertazione ematologica che ho dedicato a questo argomento e che ho fatto conoscere a qualche amico medico) posso dire che il tra 70 e 90% dei casi la SSC è un problema di tipo ematologico e a livello di questa branca della medicina si è compiuto uno dei depistaggi e mistificazioni più insidiosi verso l’uomo contemporaneo. Premettiamo che circa 40 anni fa i criteri per definire l’anemia erano diversi da quelli odierni. Infatti un uomo adulto era ritenuto normale quando avesse avuto 16 di emoglobina e un volume globulare intorno a 85-90. Oggi invece si ritiene normale un uomo adulto che abbia 13 di emoglobina e un volume globulare da 78; un simile caso 40 anni fa invece sarebbe stato dichiarato anemico. L’ematologo odierno se hai 16 di emoglobina ti chiede se sei fumatore, perché gli risulta che hai l’emoglobina troppo alta. Se hai 13 e gli chiedi se puoi fare la maratona e donare il sangue ti risponde: ma certo! Quello di 40 anni fa direbbe: Lei è impazzito, se solo mi chiede queste cose! Che cosa è accaduto? Semplice: di mezzo c’è l’avvento della medicina dei trapianti, quella che esige fiumi di sangue per i propri interventi. Come fare per trovare tutto questo sangue? Basta abbassare sempre più il limite ematologico sotto il quale le persone sono ritenute anemiche e impossibilitate a donare il sangue. A questo punto si può anche andare nelle scuole, dove ragazzi in tenera età, si e no maggiorenni, sono inclusi nel parco donatori, coi vantaggi che vi dirò per la loro salute. Un uomo con una emoglobina compresa tra 13 e 15 e un volume globulare tra 78 e 85 può anche rientrare in una normalità di parametro clinico, ma con la sua normalità potrebbe non esser in regola, cioè lui si sente bene e lavora sodo quando ha 16,5 di emoglobina e 90 di volume globulare, perché solo a queste condizioni ha ferro sufficiente nel fegato nella milza e nei muscoli. Se io lo faccio donatore e gli porto l’emoglobina a 14 e il volume a 83 accadrà una cosa per l’organismo molto ovvia, ma troppo difficile da comprendere per la maggior parte degli ematologi. Essendo per l’organismo più importante la funzione respiratoria di quella motoria, esso avrà più cura che il ferro sia nel sangue o nei muscoli, milza e fegato? Il ferro che ha a disposizione l’organismo dedica maggiormente al sangue che ai muscoli, per salvare in primis la funzione respiratoria (si può vivere senza correre, ma non si può vivere senza respirare); perciò inizia a drenarlo da milza, fegato e muscoli per portare l’emoglobina almeno a 15,5 e il volume globulare a 87. Che è accaduto? Che questo individuo ha una carenza di ferro senza anemia. Si sente stanco, non riesce più a fare la solita attività sportiva, dopo una faticata non recupera, e così dopo l’attività sessuale; ha meno appetito e digerisce male; ecc. E infatti se andate a vedere le analisi una piccola spia che qualcosa non va a livello ematologico la trovate nell’indice di deformazione globulare un po’ alto (sopra a 13) e nei globuli bianchi un po’ alti (intorno a 7×10^). Tutti parametri che rientrano nella normalità clinica, ma la cui lieve alterazione indica che, se le cose nel sangue sono abbastanza contenute e messe a posto, nella milza, muscoli e fegato le cose non vanno bene. Questa patologia, carenza di ferro senza anemia, agli inizi del Novecento era conosciuta dai medici e aveva un nome, cioè “clorosi”. Ora è totalmente sparita dai testi di ematologia e se dite a un ematologo che si può avere carenza di ferro senza anemia e che questa condizione può dare sintomi gravemente invalidanti, come io ho potuto constatare, quello si mette a ridere. Se gli portate un tale paziente, dopo aver guardato le analisi, lui vi dirà o che è affetto da una patologia psichiatrica (depressione), oppure che è affetto da una nuova malattia: la Sindrome da Stanchezza Cronica. Infatti il suo ematocrito è perfetto in tutti i valori. Questa patologia, o meglio difetto, perché non si tratta di vera patologia, anche se la forma acuta e cronica vi può condurre, è strategica per l’élite che domina l’Occidente; infatti mantiene le persone in uno stato di malattia cronica pressochè tutta la vita e si manifesta con un corteo sintomatologico estremamente soggettivo e variegato, cosa che aumenta enormemente la sua già difficile individuazione: si va dalla stanchezza cronica, alla eiaculazione precoce, dalla gastrite-ulcera alle vene varicose, dall’ansia alla pelle secca, dalla perdita di capelli alla eccessiva magrezza, dalla tachicardia alla anoressia, dalla stitichezza cronica a strani dolori alla regione del fegato, transaminasi alte, ecc, ecc. Tutti questi disturbi, apparentemente sconnessi, nel contesto della medicina occidentale, che si guarda bene dall’individuare e rimuovere la causa della malattia, ricevono ciascuno un trattamento separato e ovviamente palliativo, ma riescono a sostenere un business farmaceutico pari o addirittura superiore al cancro. Rivelare che basterebbe somministrare qualche scatola di integratore di ferro, per la spesa complessiva di 15 euro è assolutamente proibito, capite (dire poi che basterebbe infilare una notte 7 chiodi di ferro in una mela e mangiarla il giorno dopo, per la spesa di 2 euro è roba da provocare le crisi isteriche alla maggior parte degli ematologi occidentali). Quindi starei dicendo che non bisognerebbe donare? Quelli che si sono posti dall’inizio del paragrafo subito questa domanda li pregherei di lasciare questo blog. Agli altri dico che non tutti potrebbero donare, non così indiscriminatamente. Lo può fare chi ha una assimilazione del ferro molto efficace, con un blocco intestinale non severo (il Fe è assimilato in maniera molto lenta e prudente nell’intestino, dove il minerale viene chelato), mentre chi ha un blocco intestinale elevato e impiega mesi e mesi per ripristinare il Fe depleto non lo dovrebbe fare, perché va in clorosi cronica. Mentre chi dona dovrebbe assumere integratori. Ma non mi risulta che vengano date tali raccomandazioni, oggi nemmeno più alle donne incinte, con conseguente impressionante impennata delle depressioni post partum, che la medicina occidentale raccomanda di curare con psicofarmaci. Il risultato è l’impressionante numero di infanticidi e suicidi. Nelle scuole stuoli di insegnanti e operatori asl, esperti, raccomandano indiscriminatamente di donare, perché non ci sarebbero controindicazioni, ma qui usciamo dal tema della sindrome da stanchezza cronica per entrare nella “sindrome da stupidità cronica”.
XVI. La stragrande maggioranza di quelli che insegnano nelle scuole, di ogni ordine e grado, sono afflitti da quest’ultima sindrome. Essi contribuiscono involontariamente a occultare il compito esoterico della medicina occidentale (che è quello di portare l’umanità a estrema degenerazione), mediante affermazioni prive di fondamento, tipo: oggi si vive più a lungo e meglio grazie alla medicina, soprattutto mediante vaccini e antibiotici. Contro la stupidità di questo luogo comune vi porto alcuni dati, presi soprattutto dall’ambito filosofico, che è il campo da cui provengo. Pirrone di Elide è vissuto 90 anni; Democrito 106; Gorgia 108 e come il precedente in perfetta salute, senza badanti vaccini o antibiotici; Protagora 90, quando la nave su cui viaggiava affondò; Senofane 91; Talete 90; Platone mi pare più che 80; Dante dice che i 35 anni sono il mezzo del cammin di nostra vita, significando che nel medioevo si vive mediamente 70 anni; Newton 85, Kant 79; Goethe 83. Se questi numeri li mettete a media con l’alta mortalità infantile, presente in epoche in cui per l’infanzia non c’era il riguardo di oggi, oppure con i 25 anni di vita di chi moriva in battaglia, allora avete che la vita media ad Atene è di 28 anni. Ma queste sono stupidaggini. Quanto a qualità della vita dico questo: Socrate, condannato a morte a 70 anni, ha praticato fino all’ultimo la danza egizia, mentre da noi i settantenni hanno già la badante. Leonida quando combatté alle Termopili per un numero impressionante di ore, affrontando circa 80 combattimenti, aveva 60 anni. Guglielmo di Rubruck, il francescano mandato nel 1253 da Luigi IX presso i Mongoli, per un viaggio di 6000 km, gran parte fatto a piedi e scalzo, quando partì aveva 60 anni. Un uomo del Quattrocento combatteva con indosso una armatura di 37 kg, più la spada, arrivava a 40; provate a mettere 40 kg addosso ad un uomo di oggi e chiedetegli di muoversi a lungo e velocemente, come quando si combatte, vedete che accade. I nostri nonni agli inizi del Novecento non avevano il crick per alzare i carri, ma non perché non sapessero inventarlo, bensì perché avevano tanta forza che se si rompeva una ruota del carro con sopra 5 quintali di grano, sapevano alzarlo da soli e metterci un asse sotto. Non avevano tecnologia perché non ne avevano bisogno. Noi per portare un secchietto di legna da ardere in mansarda usiamo il tiro elettrico, i nostri nonni quando portavano il grano sulle ripide scale del granaio tenevano sotto ciascun braccio un sacco da 50 kg e bevevano 40 bicchieri di vino al giorno. Quando ero ragazzo le sacche di cemento dei muratori erano di 50 kg, perché anche per un ragazzo che l’estate va a lavorare coi muratori per pagarsi gli studi o qualche svago, maneggiare mezzo quintale è una cosa normale e media. Le sacchette di cemento odierno sono da 25 kg! Oggi la medicina raccomanda all’uomo delle città di fare 20 minuti di passettini al giorno per mantenersi in buona salute (meglio se in comode pantofole e accompagnati da qualche badante), mentre la passeggiata quotidiana di un Manzoni oscillava tra i 20 e i 40 km, uomo questo cresciuto senza i benefici della medicina occidentale contemporanea. Se parlate con qualche badante anziana proveniente dal Sud America rurale, vi dice che da loro gli anziani non hanno bisogno di assistenza come in Europa; fino all’ultimo i vecchi sono autosufficienti. Michelangelo, morto intorno agli 80, ha scolpito (l’ultima Pietà) fino ad una settimana prima di morire. Se parlate con un 80enne, egli vi concederà che oggi ci sono tante medicine, dialisi, supporti medicali, tecnologie raffinatissime, ma alla fine vi dirà: “ma ai nostri tempi non c’erano tutte le malattie che ci sono oggi!”. Chi è evoluto e sviluppato, chi ha mille medicine per mille malattie, oppure chi non ha bisogno affatto di medicine?
XVII. Il prof. Cesare Maltoni è stato (mi pare è morto nel 2001) uno dei più insigni oncologi a livello mondiale, già presidente della Società Italiana per la prevenzione, diagnosi e terapia del tumore, direttore dell’Istituto Oncologico Addari del policlinico di Bologna, ed è riuscito a cogliere ed evidenziare il nesso che esiste tra l’incremento delle patologie neoplastiche ed il degrado ambientale. Vi riporto qui i passi più significativi di un suo articolo del 1986, del quale lui stesso, più di dieci anni dopo, ha sottolineato l’attualità, nonostante l’oncologia avesse già intrapreso la via della genetica (ma questo bravo medico e scienziato non s’è fatto incantare). Scrive Maltoni: “…l’intervento più efficace nella strategia di controllo è il controllo stesso degli agenti cancerogeni ambientali (prevenzione primaria)..I tumori rappresentano il problema più grave del nostro tempo..Di fatto il cancro è la prima causa di morte per singola malattia..Nei nostri contesti storici una persona su tre si ammala e una su quattro muore di cancro; il cancro è l’unica grande malattia in aumento..Un ammalato costa alla società 200 milioni lire l’anno..Si può dire che il cancro è l’indice biologico di un alterato rapporto uomo-ambiente, e che il problema del cancro è un tutt’uno con il problema dell’ambiente..Dal 1945 ad oggi si calcola che l’industria chimica ha sintetizzato circa 8 milioni di composti nuovi, cioè non esistenti in natura. Di questi, oltre 70 mila sono entrati nel ciclo industriale. La quantità prodotta di composti nuovi è sconcertante: ogni anno, per esempio, vengono immessi nel mercato 50 milioni di tonnellate di solventi clorurati, molte centinaia di migliaia di tonnellate di propellenti, ecc..Il 90- 95% di tutti i tumori dipende da fattori esogeni identificabili; l’aumento dei tumori è dovuto all’aumento potenziale cancerogeno ambientale.. Indagini su emigrati hanno dimostrato che quando abitanti di un paese o aree ad alto rischio per un dato tumore emigrano in paesi o in aree a basso rischio per lo stesso, l’incidenza nelle successive generazioni si attesta sui valori del paese o delle aree ospitanti. Ciò prova che le reazioni in eccesso sono dovute a fattori ambientali..Alti livelli di arsenico nell’acqua potabile in alcune aree del globo, determinano un aumento dell’incidenza di carcinomi cutanei che vive nelle stesse aree..Secondo un resoconto dell’Istituto Nazionale del cancro degli USA del 1984, nell’acqua da bere sarebbero presenti 1565 contaminanti, in larga misura artificiali, 117 dei quali accertati come cancerogeni..I nitrati usati come i fertilizzanti, una volta ingeriti, possono essere trasformati nel cavo orale e nello stomaco in nitriti e, in presenza di amine secondarie, dare origine a nitrosamine, (noti cancerogeni). Per quanto riguarda i pesticidi, numerosi di essi sono stati dimostrati cancerogeni e mutageni. Fra gli erbicidi, i clorofenoli sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento e lo sono, probabilmente, anche sull’uomo. Risultano cancerogeni sperimentali fra gli insetticidi: l’aldrin, l’aramite, il BHC, e il lindano, il clorobenzinato, il DDT e sostanze associate, il mirex e il terpene; e fra i fungicidi, il quintozene, la tiourea… I bifenili policlorurati..Per i mangimi vanno ricordati: i ceroidi e le bioproteine, risultati cancerogeni nelle trote e nei topi. Gli ormoni estrogeni usati negli allevamenti per accelerare la crescita corporea degli animali, sono risultati cancerogeni sia negli animali che nella specie umana..I dolcificanti artificiali, ciclamati e saccarina, sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento. Tra gli aromatizzanti sintetici: il safrolo, l’isosafrolo, sono stati sperimentalmente dimostrati cancerogeni. Oggi vengono prodotti numerosi aromatizzanti sintetici destinati all’alimentazione….Coloranti: coloranti azoici idro e liposolubili sono stati impiegati per colorare bevande e cibi. Numerosi composti appartenenti a questa famiglia sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento…i nitriti, usati per conservare e “rinfrescare” le carni [servono a dare alla carne, altrimenti marrone, un colore rosso vivo]. Solventi: solventi clorurati sono usati nell’industria come estraenti. Fra questi il tricloetilene e il cloruro di metilene, impiegati nell’industria olearia e nella decaffeinizzazione del caffè, sono di recente stati dimostrati cancerogeni sull’animale da esperimento…Propellenti: idrocarburi insaturi clorurati e flouroclorocarburi, usati come propellenti, sono stati di recente dimostrati cancerogeni sull’animale da esperimento….Dai contenitori plastici possono migrare, nelle bevande e cibi in essi contenuti, monomeri residui e altri materiali solubili usati nell’industria plastica…alcuni monomeri plastici, come il cloruro di vinile, l’acrinolitrile ed il cloruro di vinilidene che costituiscono la bese di plastiche usate per contenitori di cibi e bevande, sono stati dimostrati cancerogeni per l’animale da esperimento, ed il cloruro di vinile anche per l’uomo è cancerogeno” Tratto da AA.VV. Atti del convegno di Nocera Umbra, sul tema cibo-ambiente e salute, 3,4,5 XI 1995, Pollenza di Macerata 1995, pp. 98-116). Ecc. Ma credo che sia sufficiente. E così, mentre il direttore dell’ Istituto Europeo di Oncologia, Veronesi dice che la prevenzione primaria consiste nell’andarsi a fare screening continui e che la causa del cancro è genetica, Maltoni e i medici dell’Isde (Associazione dei medici per l’ambiente, fondata da L. Tomatis) dicono che la prevenzione primaria è la bonifica ambientale e il controllo della polluzione chimica. Ma a questi niente notorietà, niente congressi a Miami Beach in Hotel a 5 stelle, niente finanziamenti particolari, niente hostess in minigonna. E mentre Veronesi annuncia, con cadenza quinquennale, che con l’angiogenesi, con la post-genomica, con la proteomica tra poco sconfiggeremo il cancro (sono 50 anni che fa tali annunci), i medici dell’Isde a maggio 2010 hanno denunciato che sono in enorme crescita i tumori infantili, in Europa crescono al 1,2% annuo, in Italia addirittura al 2%, con un incremento del 3,2% nel primo anno di vita. Ciò, viene sottolineato dall’Isde a causa della continuamente crescente polluzione chimica ambientale e alimentare (si veda la monografia: ISDE Italia, Gestione dei rifiuti e rischi per la salute, Ediz. Medico Scientifiche, 2009). E questo è in linea, se ci fossero dubbi, con precedenti autorevoli pronunciamenti. Dichiarava nel 2000 Morando Soffritti, allora vicedirettore della Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali B. Ramazzini: “I fattori ambientali sono la principale causa dell’insorgenza di tumori. Se si continuerà a non curare l’ambiente, la mortalità per questa malattia andrà ben oltre l’attuale soglia del 32/33%. Il mondo nel quale viviamo non è più in grado di sopportare altri disastri e i danni provocati dall’uomo finiscono per ritorcersi contro l’uomo stesso (“La Nazione” 21 I 2000). OMS e Leganbiente rendono noto nel 2001 che intorno ai poli petrolchimici di Brindisi e Augusta-Priolo (Siracusa) i decessi per tumore sono in aumento del 10%; a Brindisi addirittura del 32,8% se si isolano i tumori del sistema linfopoietico (“Liberazione” 27 I 2001)
XVIII.Quando una madre in pena porta il proprio figlio dall’ematologo che sentenzia la leucemia e le dice che quella leucemia “è dovuta” (sic! che vorrà dire se non “è causata”?) a una modifica del gene della nucleofosmina (presente in un terzo delle leucemie mieloidi acute e detto NPM1), la poveretta, che ha avuto la fortuna di non andare all’università, e quindi sa ancora fare 2+2, chiede a cosa “è dovuta” questa modifica genetica, che ha portato il figlio in leucemia; nel senso che per i primi 8 anni di vita la modifica non c’era, ora come mai è comparsa? La poveretta va mentalmente in cerca di una causa esterna al corpo del suo bambino e sta pensando che negli ultimi due anni sono cambiate nella loro vita un paio di cose importanti: 1, sono andati ad abitare in un luogo a forte inquinamento elettromagnetico e 2, il bambino è da molto tempo diventato dipendente da caramelle e merendine al gusto di amarena, che consuma ogni giorno in quantità. Quei coloranti artificiali e quegli aromi chimici, oppure l’elettrosmog, potrebbero aver portato il bambino alla malattia, chiede la donna all’ematologo di recente premiato a Berkeley per i suoi studi sul NPM1? Anche perché nella sua semplicità la donna pensa che prima di ogni cura bisognerà individuare e rimuovere la causa. Che risposte le darà lo scienziato, esperto in ematologia, tra i dieci più citati nella letteratura medico-scientifica mondiale? Innanzitutto…..stringerà le spalle, facendo capire e dicendo alla signora che: ”non ci sono studi che comprovino un rapporto causale tra questi fattori citati da Lei e la malattia; vede signora, ci sono solo ipotesi non suffragate da sperimentazioni di laboratorio; tutte le ipotesi sono ammissibili e nessuna”. E qui lo scienziato che ha ricevuto la laurea honoris causa a Yale mentisce: gli studi ci sono solo che vanno cercati, specie quelli che sono stati rifiutati dalle riviste mediche più in vista. E’ lo scienziato che deve cercarsi gli studi perché non saranno questi ad andare da lui. La signora, non ancora fattasi scoraggiare, torna a chiedere: ”ma qualcosa deve essere accaduto di importante nella vita di mio figlio da condurlo alla malattia, e questo qualcosa non deve esser un fattore da poco, come tale può esser individuato, perché non si tratta di un piccolo foruncolo, ma di una leucemia, cioè uno sconvolgimento di tutto il tessuto ematico che per prodursi ha bisogno di qualcosa di grosso, e se è grosso deve esser individuabile, per poter esser rimosso!”. Ovviamente la signora non conosce e non ha raccolto le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (tenuta al guinzaglio dalla Fondazione Rockefeller), come invece fa l’ematologo; secondo la benemerita Organizzazione una corretta procedure medico-scientifica odierna non può prescindere dall’individuazione delle “componenti” geniche della malattia, senza le quali non sarebbe possibile formulare alcuna terapia. Perciò l’ematologo alza le sopracciglia e fa capire alla signora che lui con lei ha deciso di avere pazienza, perché capisce la sua situazione, nella quale è difficile essere lucidi. Quindi con tono pacato riprende il discorso: “vede signora, la scienza ha finalmente messo in evidenza la componente genetica di questa malattia, facendo fare alla medicina un passo in avanti importantissimo, scoprendo ad esempio di recente che nel 20% dei casi di leucemia acuta mieloide, si ha una mutazione del gene DNMT3A (DNA metil-trasferasi A, vedi quel che scivonoTimothy J. Ley, et al., DNMT3A Mutations in Acute Myeloid Leukemia, in N Engl J Med 2010; 363:2424-2433 December 16, 2010) ; noi oggi, unitamente alla chemioterapia, disponiamo di un farmaco che agisce sulle cause genetiche della malattia; se non interveniamo lì, cioè alla radice, suo figlio sarà sempre esposto a un qualche fattore ambientale scatenante, che noi non possiamo dire quale possa essere”. E così la signora, che in un primo momento aveva sapientemente pensato di cambiare casa e di smettere di dare aspartame, coloranti e aromi artificiali a suo figlio, desiste; dà fiducia alla scienza come l’ematologo internazionale le chiede di fare e sottopone fatalmente il figlio alla chemio unitamente a qualche farmaco biologico (notate il nome accattivante che gli hanno trovato), che dovrebbe agire sul gene e sulle proteine anomale che determina. Quando la signora chiede se sia il caso o no di interrompere per suo figlio quelle caramelle e merendine, lo scienziato con tono bonario e con un sorriso risponde: “non credo proprio signora che sia questo ad arrecare del male a suo figlio, anzi che lui abbia in questo momento delle gratificazioni può esser importante, anche dal punto di vista clinico, dato che la serenità psicologica gli consentirà di esser più forte quando dovrà affrontare le cure. Quanto a i tralicci signora, le assicuro che io ci vivo vicino da 30 anni e non abbiamo mai avuto problemi”. E così il bambino non ha più neppure sua madre e il suo buon istinto dalla sua parte; ora è solo e spacciato. Sapete come finirà. Ma questo non incrinerà la fama dello scienziato, che quest’anno terrà un corso di oncologia ematologica nientemeno che ad Harvard. Il tipo ovviamente non è un criminale, ma è solo un immaturo un po’ furbacchione che ha fiutato in che direzione si fanno soldi, carriera e notorietà; ride a trentasei denti per la foto sul giornale, dove c’è scritto che con le sue scoperte ha dato un grande aiuto all’umanità. In realtà sta perpetrando crimini contro l’umanità e lui stesso, spesso ne è vittima. La povera signora neppur sospetta che non solo avrebbe dovuto salvaguardare il figlio da quell’aspartame, da quei coloranti invitanti e dai tralicci ad alta tensione, ma perfino da quei petti di pollo e da quegli hamburger di vitello coi quali pensa di nutrire amorevolmente il figlio; infatti contengono ormone della crescita bovina e steroidi anabolizzanti, che quando va bene producono disorientamento sessuale (aumentano i casi di omosessualità) nei bambini e mestruazioni a 10 anni, mentre quando va male producono il cancro (senza contare le altre sostanze, presenti nei mangimi, come i cancerogeni gallato di propilene, tossichinine, Bth e Bha, che devono contrastare l’effetto irrancidente che ha quel cromo, destinato a render le carni magre; esse si sommano a 1 grammo di antibiotici per chilo di mangime, ai farmaci coccidiostatici, al Lasix, farmaco diuretico che dovrebbe cancellar le tracce di farmaci proibiti, circa 200 cortisonici, quindi tetracicline, sulfamidici e furanici che inducono immunodeficienza nell’uomo). Anzi perfino il tavolo dove il bimbo fa i compiti è a rischio: è verniciato con prodotti contenenti formaldeide, altro potente cancerogeno, che troverà anche sui formaggi a pasta dura, usata per eliminare quei batteri che producono bozze e rigonfiamenti sulle forme, che poi nessuno acquisterebbe. In questo momento non vanno bene neppure i detersivi che usa per la lavatrice; l’imbiancatura della camera del bimbo è fatta di prodotti molto tossici e la vernice con gli anni spolvera (il piombo in essa contenuto provoca disordini comportamentali e violenza nei ragazzi, come ha dimostrato più di una decina di anni fa H. Needleman su Jama; la patologia va trasformata in risorsa, perciò non si proibisce il piombo nelle vernici per casa e scuola, ma si prescrive il Ritalin ai bambini irrequieti) ; i sanitari del bagno della signora contengono significative quantità di scorie radioattive, che una legge italiana (in linea con la politica del cancro) consente di riciclare nei sanitari del bagno, nelle mazze da golf, nelle mattonelle dei pavimenti, ecc (DM del 15 XII 1970). Quanto agli scintillanti fast food, che sembrano luna park, dove spesso portava il bimbo, la situazione è questa: “E allora perché gli hamburger e le patatine dei fast food non marciscono (tanto che in America qualcuno si è divertito a fondare un museo degli hamburgers mummificati dal 1989, e da 20 anni sono ancora lì intatti)? La risposta più facile potrebbe essere che sono fatti con tanti agenti chimici che nemmeno la muffa li attaccherebbe. In parte è vero, ma non è tutto. La verità è che molti cibi trattati non si decompongono né vengono attaccati dalle muffe, insetti o topi. Provate a lasciare della margarina fuori nel cortile e vedrete che niente la attaccherà. Anche la margarina sembra essere immortale! Le patatine durano decenni. Le pizze congelate resistono notevolmente alla decomposizione. Avete presenti le salsicce e le carni trattate vendute a Natale e durante le feste? Potete tenerle per anni e mai andranno a male. La ragione essenziale per cui le carni non si decompongono è il loro elevato contenuto di sodio. Il sale è un grande conservante, come ben sapevano gli esseri umani che lo hanno usato per millenni. Le polpette di carne dei fast food sono così piene di sodio che sono da considerare carne trattata, senza parlare degli agenti chimici presenti. Sulla carne non ho dubbi circa la loro mancata decomposizione. La domanda che mi faccio invece è perché capita lo stesso con i panini? Questa è la parte che mi spaventa, dal momento che il pane naturale comincia a creare muffa dopo qualche giorno. Cosa può mai esserci nei panini dei fast food che li preserva dalla vita microscopica per oltre due decenni? In realtà, se non siete dei chimici non riuscirete nemmeno a leggere la lista degli ingredienti a voce. Ecco cosa contengono i panini, così come indicato nella pagina internet (non in quello italiano, ndt) di uno dei più noti fast food : Farina arricchita (farina di grano sbiancata, farina di frumento maltata, niacina, ferro ridotto, tiamina mononitrato, riboflavina, acido folico, enzimi), acqua, sciroppo di alto fruttosio (HFCS, potente diabetogeno), zucchero, lievito, olio di soia e/o olio di soia parzialmente idrogenato (causa di malattie cardiache), contiene il 2% o meno di: sale, solfato di calcio, carbonato di calcio, glutine di grano, solfato di ammonio, cloruro di ammonio, agenti ammorbidenti per la pasta (lattato steaorile di sodio, estere diacetiltartarico di mono- e digliceridi degli acidi grassi, acido ascorbico, azodicarbonamide, mono- e digliceridi, monocalcio fosfato, enzimi, gomma di guar, perossido di calcio, farina di soia), propionato di calcio e propionato di sodio (conservanti), lecitina di soia.” (Mike Adams, in naturalnews.com)
Se la signora venisse a sapere che dalle cipolle all’acqua minerale (ogni tot anni la UE, invece di bloccare la polluzione chimica, innalza i livelli di arsenico tollerabili nelle acque minerali e di diossine tollerabili nella carni animali, nell’agosto 1999 portò la diossina da 100 a 200 nanogrammi per kilo!), dalle mozzarelle all’olio, dai lucidi per le scarpe al lucida cruscotti per auto, dagli sciampi contenenti sodium lauryl sulfate e parabeni mutageni, alle tinte per capelli, che tutto, proprio tutto, perfino il pane quotidiano, è avvelenato e intossicato (perché le farine trattengano più acqua, si aggiungono allume, solfato di rame e solfato di zinco, mentre per non farlo diventare raffermo troppo presto si aggiunge glicole etilenico) e che suo figlio è una di quelle tante creature che non ce l’ha fatta a sopravvivere in questa cloaca di veleni, probabilmente ne uscirebbe sconvolta, griderebbe qualcosa contro il cielo, lancerebbe qualche brutta imprecazione contro l’intellighenzia del suo paese. Si chiederebbe, ma questi che c…o fanno; invece di denunciare forte queste cose avendo possibilità di studiare, di leggere l’inglese, di scrivere sui giornali e di parlare in televisione, i vari Magriss, Severini, Margarine Hacke, Vattimi, Galli sulla Loggia, i Popper, gli Henri-Levvy, gli Echi, i Toni Negro passano il tempo in convegni dal titolo “Populismo e democrazia”; “Liberalismo e Postmodernismo: quale rapporto?”, “I limiti della rappresentatività politica”,ecc.. Così i soldi pubblici? Questa è cultura? Le riviste dei Gesuiti e Famiglia Cristiana, pronti ad andare anche contro il Papa, pur di fare i progressisti e i finiani, vogliono farci credere che il problema più urgente del paese è che il premier faccia chiarezza pubblicamente sui suoi rapporti con la gnocca. La signora non sospetta chi è l’intellettuale occidentale: è uno che deve esser capace di parlare per ore senza dire niente, ottenendo però alla fine annuizioni e applausi; oppure deve saper parlare per ore con tutta serietà di argomenti futili (“Democrazia, mercato e letteratura, quale rapporto?”); l’importante è che dimostri di non aver capito nulla di quel che accade intorno a lui;a quel punto può vincere la cattedra universitaria, scrivere per Adelphi e il Corriere della Sera, può essere invitato a parlare al Convegno “Democrazia e limiti della rappresentatività”, ricevere finanziamenti da quella Fondazione ecc. Se poi oltre a dimostrare di non aver capito nulla della civiltà occidentale, fa del depistaggio (consapevole o inconsapevole che sia) dicendo ad esempio le solite cretinate, magari con qualche inedito: che è la civiltà dominata dalla techne, oppure che è una civiltà entrata in un modo di vivere e pensare post-moderno; che viviamo ora in un pluralismo unipolare e in un unipolarismo plurale, spiegando in volumi e volumi il suo significato, allora gli si spalancano le porte di tutte le università occidentali. Ma ve lo immaginate un Echo o un Henri-Levvy che andassero in giro a dire che mai l’umanità è degenerata fisicamente come oggi è accaduto; che mai sulla terra c’è stato un popolo dove un individuo su sei soffre e muore di fame, tanto le risorse e le terre sono iniquamente divise; che mai sulla terra è stato mangiato dagli uomini cibo più scadente e avvelenato; che mai un popolo sulla terra ha avuto così tante malattie come noi le abbiamo; che mai sulla terra c’è stato un popolo così totalmente privo della medicina; che mai un popolo sulla terra ha vissuto in un ambiente più devastato e inquinato del nostro. Se questi dicessero che l’uomo occidentale contemporaneo è un vero miserabile e disperato e quindi –peggio ancora- tentassero di individuare i responsabili di questi crimini immensi perpetrati contro l’umanità, pensate che verrebbero chiamati a parlare alla Yale University o alla London School of Economics? Dovrebbero anche dire che illuminismo e liberalismo hanno condotto alla peggior miseria della storia umana. Verrebbero invitati alla Fiera del libro a Francoforte? Vincerebbero qualche premio Pulitzer? Presiederebbero la giuria dei premi letterari Bagattella che si tengono in Italia? Perciò se gli intellettuali occidentali vogliono fare la vita tranquilla e agiata, guadagnare tanti soldi senza faticare, cioè scrivendo qualche articolo per il Corriere, qualche libro buttato giù in 15 giorni, e stare in cattedra a parlare di luoghi comuni, devono dire che l’uomo contemporaneo è il frutto più avanzato di una lunga evoluzione biologica (!); devono dire che la medicina occidentale è eccezionalmente avanzata; devono dire che la civiltà occidentale in fatto di diritti umani è superiore a tutte le altre, presenti e passate; devono dire che possiamo stare tranquilli, perché ci sono le asl e gli organismo europei a controllare, monitorare costantemente l’ambiente in cui viviamo, quindi se c’è il via libera all’aspartame, ai sequestreni, a quei farmaci come tamoxifene e talidomide, all’uranio impoverito nei sanitari, a un pochino di diossina nelle carni e arsenico nelle acque minerali è perché questi Organismi, dopo aver ben ponderato le cose, hanno visto che si può fare. Quindi anche loro danno una mano all’ematologo internazionale, che torna col premio da Berkeley, facendo capire alla signora che se suo figlio sta morendo di leucemia è perché si tratta di una questione genica, in ultima analisi la colpa è del bambino stesso e anche dei genitori e nonni che gli hanno trasmesso un patrimonio genetico di basso profilo Come ragiona la pseudomedicina occidentale? Essa dice: in questa cloaca di veleni 50 persone si ammalano, mentre 50 riescono a sopravvivere. Questo che vuol dire? Forse che va bonificata la cloaca? No di certo! Chi ci va da Pioneer e Monsanto a dire di smettere di diffondere sementi innaturali o diserbanti; chi ci va dai giganti dell’alimentare a dirgli di smettere di riempire i supermercati di bevande all’aspartame, di coloranti, sequestreni, bevande all’acido fosforico; chi ci va ai vertici UE a dire che non si può ogni due anni innalzare il livello di diossina, tollerabile nella carne di animali che pascolano in prossimità di siti inquinatissimi, dove le falde acquifere sono piene di trielina, atrazina e arsenico; chi va all’Istituto Superiore di Sanità a gridare che le ultime tecniche di conservazione e lavorazione dei cibi (pesce surgelato, marmellate, pasta ecc.) sono dannosissime per la salute umana e vanno bloccate, anche se la UE protesta; che gli ormoni della crescita e le castrazioni chimiche degli animali sono dannosissime per la salute umana, che bisogna proibire di smaltire scorie radioattive negli elettrodi per saldatura, ecc, ecc. La medicina occidentale allora dice: tutto questo resta immutato, ciò che va corretto sono le modifiche genetiche che si producono in quelle 50 persone che non ce la fanno a vivere nella cloaca chimica e si ammalano. Noi dobbiamo far lo sforzo, con la medicina genomica di consentire a quei 50 di sopravvivere accettabilmente, decentemente e più a lungo possibile nella cloaca chimica. Quando la signora in lacrime ci viene a dire che forse la malattia di suo figlio è dovuta a cause ambientali, noi gli diciamo: “ma vede signora, ci sono tanti bambini che non si sono ammalati, eppure vivono nello stesso ambiente di suo figlio; questo vuol dire che suo figlio ha una certa debolezza a livello di quel cromosoma che gli altri non hanno; noi è lì che dobbiamo intervenire, per consentire a sua figlio di sopravvivere e fare ciò che fanno gli altri bambini”. Questo sofisma e menzogna è sufficiente a tappare la bocca a molti genitori e altri reclamanti.
XIX. E il vostro medico di base che fa? E ridotto ad un vero robot. Anche a lui all’Università e ai Master è stato formattato il cervello e riprogrammato in modo che sul suo motore di ricerca la parola “causa ambientale e alimentare della malattia” non si trovi; se digitate sul display “cibo e malattia”, vi apparirà insistentemente la scritta “no content was found”. Facciamo un esempio: un tale ha avuto la sfortuna di comprare un bel libro sui benefici del lievito di birra per la salute. E in effetti dopo due settimane dall’assunzione ha ricevuto grossi benefici. Senonchè continua a prenderlo per mesi, non sospettando che un alimento o una certa erba per un po’ ti giova, ma se lo prendi a lungo ti danneggia (senza dire che non a tutti giova). All’ottavo mese inizia a comparire un sanguinamento di gengive, dovuto ad accumulo di calore interno. Quando va dal medico, questi neppur si sogna, come invece avrebbe fatto un medico del Cinquecento, dell’Ottocento o dell’antica Grecia, di chiedergli cosa sta mangiando o bevendo, dove sta dormendo ecc., bensì gli rifila subito un bel colluttorio disinfettante, un gel gengivale e raccomanda quello spazzolino da denti con quel dentifricio. Il tipo torna a casa contento, ma dopo un paio di mesi, pur restando pressoché inalterato il sanguinamento gengivale, gli compaiono dermatiti di tipo infiammatorio all’interno della piega del gomito e tra coscia e polpaccio, insomma dove la pelle sta maggiormente a contatto e produce maggiori sudorazioni in estate. Tornato dal medico, ottiene la prenotazione per la visita dermatologica, che si conclude con la prescrizione di due o tre pomate a base di antibiotici, cortisonici, e sostanze anti-funghi. Il tipo torna a casa e ha ormai il comodino coperto di medicine; regolarmente assume il suo lievito, che se ha fatto bene il primo mese deve continuare a far bene anche dopo un anno che lo si assume. Finalmente compaiono sulle gambe di tizio ferite ulcerose, che non si rimarginano facilmente e qualcuna di esse produce anche del pus. Il tale torna diligentemente dal medico, che gli prescrive nuovi antibiotici, altre pomate disinfettanti e delle pomate (presunte) cicatrizzanti (quella dei cicatrizzanti è una presa in giro pari a quella dei farmaci che rafforzerebbero il sistema immunitario; sono superstizioni come quella delle indulgenze nel Cinquecento, quando la gente sborsava parecchi soldi per acquistare un viaggio di andata in paradiso al proprio parente defunto, che ancora languiva in purgatorio). Capite che risorsa rappresenta tutto questo! Ecco perché il vostro medico al momento che lo programmano all’università deve esser rigorosamente all’oscuro dei rapporti cibo e malattia, ambiente e malattia. Senza che voi siate medici (nel senso reale e non contemporaneo del termine; “medico” nel senso di chi sa curarvi veramente, non chi vi rifila palliativi), capite che un tale che passa la giornata seduto, in auto, in ufficio, sul divano, al ristorante e mangia le stesse calorie che si meriterebbe solo uno che quel cibo se lo è sudato, ossia uno che ha lavorato manualmente da sei a otto ore, oppure uno che ha fatto uno sport pesante, se insomma un sedentario (termine che deriva da “sedere”) mangia lo stesso cibo di uno spaccapietre o di un lottatore di greco-romana, non ci vuole molta scienza o buon senso per capire che quel dolore di tipo reumatico, forse artritico, che ha alla spalla sinistra da più di un anno è collegato con uno stile di vita che da un punto di vista igienico-preventivo può esser detto “folle” come minimo. Ma per la medicina occidentale questa follia e l’ignoranza del caso sopra sono una risorsa. E infatti mi sono fermato un giorno davanti ad una farmacia di un piccolo paese e per due ore ho contato le persone che entravano in farmacia e quelle che entravano nel piccolo alimentari accanto. Ho stimato che nell’arco della giornata la farmacia ha avuto 300 presenze, mentre l’alimentari non arrivava a 50; e mentre la gente usciva dalla farmacia con una o due buste zeppe di prodotti, dall’alimentari se ne uscivano con magri pacchetti. Un extraterrestre avrebbe senz’altro detto che la farmacia è il luogo dove gli umani prendono cibo, mentre un “alimentari” probabilmente è un negozio di cosmetici. E infatti mi conferma R. Raschetti, coordinatore del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità italiano, che attraverso la stampa del 9 VII 2010 fa sapere che la spesa per il consumo di farmaci in Italia -udite, udite!- è cresciuto del 60% negli ultimi 10 anni. In testa sono i farmaci cardiologici e oncologici Tasso di crescita annuo del 5%. Conoscete azioni e investimenti migliori di questi? Al signore col dolore alla spalla (e come lui che soffrono di dolori cronici, in Italia si stima che sia un 25% della popolazione! “La Nazione” 22 VI 2010, stando ai dati dell’Unità Terapia Antalgica dell’Ospedale di Pisa) il Servizio Sanitario Nazionale italiano si accinge a fornire gratis un elettrostimolatore antidolore, il cui elettrodo è posizionato nello spazio epidurale, mentre il corpo dell’apparecchio è posto sotto cute, dotato di una batteria anche essa sottocutanea che si ricarica posizionando sulla cute una apposita piastra caricabatterie. L’attrezzo, messo a punto dall’Unità Terapia Antalgica dell’Ospedale di Pisa servirà a tramutare i segnali del dolore che viaggiano lungo il sistema nervoso in dei formicolii. In pratica un malato, invece di sentire mal di denti, o mal di testa, avvertirà dei tollerabili e modesti formicolii. Quindi coloro che come organo sviluppato hanno solo il sedere, che passano la giornata tra sedili auto, sedie e poltrone, mentre mangiano come lottatori sumo e per di più cibi iperproteici e tanti dolci, potranno finalmente continuare a farlo, senza i fastidiosi sensi di colpa che il dolore lancinante alla spalla vorrebbe farti avere. Per avere la coscienza a posto con se stesso quest’uomo farà i venti minuti al giorno di passettini, che la medicina contemporanea gli raccomanda; anche in corridoio e in pantofole può andar bene. L’uomo contemporaneo può continuare a gratificarsi, può rafforzare, come si dice, la sua autostima. Gli ospedali della medicina occidentale sempre più assomigliano a delle città, sono giganteschi, tant’è che si danno ai corridoi a alle sale i nomi delle vie e delle piazze come si fa con le città. In nessun luogo ho mai visto visi più lunghi e tristi, come la gente che qui transita. Anche al cimitero la gente trova la forza di fare una battuta e sorridere. Qui no. Inconsciamente le persone sentono che questi sono luoghi di disperazione, qui non c’ è via di uscita dalla malattia, perchè in effetti questi sono i luoghi programmati per moltiplicare le malattie all’infinito, ecco perché crescono a dismisura.
XX. Questi sono i drammi individuali, mentre sul piano collettivo abbiamo comportamenti improntati alla stupidità inconsapevolmente autolesiva: ogni anno le asl dispongono le irrorazioni chimiche dei centri abitati per tutelare la popolazione dalle punturine di zanzara, che per quanto tigre, sempre zanzara resta, non ha mai portato nessuno a invalidità; le società stradali per eliminare le erbacce dai margini della strada, da quest’anno, in Italia hanno pensato bene di ricorrere al diserbante “glifosato”; migliaia e migliaia di chilometri di strade ricevono tonnellate e tonnellate di diserbante, senza che le asl facciano minima obiezione (mentre ne fanno quando qualcuno sparge letame per i campi), con beneficio, capite, di orti, giardini, animali domestici e selvatici, falde acquifere,ecc.; pressoché tutto il grano prodotto in Italia è trattato con diserbanti; le acque degli acquedotti pubblici sono sistematicamente trattate con cloro, noto cancerogeno; per non parlare delle attuali tecniche di conservazione dei cibi, che vanno dalla irradiazione al cobalto sino all’utilizzo dei pericolosi sequestreni, ecc.. Questo io chiamo “politica del cancro” ai danni di una popolazione inconsapevole, oppure “guerra occulta, a bassa intensità, ai danni dei popoli”. E tutto questo con la complicità di una classe medica ignorante, collaborazionista, a volte corrotta, che ha perfino ricusato la fedeltà alla vita abiurando al Giuramento di Ippocrate. Dico “corrotta” e faccio un paio di esempi. Coi finanziamenti della potentissima in Italia lobby delle industrie delle acque minerali sono riusciti a far passare come raccomandazione medica oramai universale che bere due litri di acqua al giorno farebbe bene alla salute (e sparite tutte le fontane dal nostro territorio, non è difficile indovinare di quale acqua si tratta e con che giro d’affari, se davvero 50.000.000 di italiani lo facessero tutti). D’estate la cosa non è grave, ma bere d’inverno, senza avere sete, tutta quell’acqua lì fa davvero male; e infatti il soggetto dopo un po’ di settimane comincia ad avere crampi ai polpacci e l’iperacidità gastrica. E anche qui, che risorsa! Nessuna individuazione e rimozione della causa, ma prescrizione del “Polase” per i crampi (che non passano), e del “Maalox” per l’acidità di stomaco. La Nestlè ha finanziato istituti di ricerca e università per far dire e ripetere dai medici che il cioccolato fa benissimo: sarebbe antidepressivo, ottimo nutriente e conterrebbe quegli antiossidanti che servirebbero a prevenire il cancro. La maggior parte della gente abbocca a questa propaganda e si ritrova inguaiata: soprattutto le donne e i bambini sviluppano una dipendenza da cioccolato, con sbalzi d’umore e notevole riduzione dell’appetito (cosa che nei bambini è grave). Se un tipo che mangia 400 grammi di cioccolato al dì si presenta dal medico, dicendo che ha nausea e forte mal di testa non è previsto dai protocolli che venga fatta una ricognizione del suo stile di vita, individuata e rimossa la causa, ma gli si rifila l’”Aulin” e lo si manda a casa.
XXI. Ai branchi di ricercatori che si accalcano alla porta della redazione di “Nature Genomics” o “Pharmacogenomics” per veder firmato un loro articolo in cui annunciano di aver messo a punto un interruttore molecolare, voglio render meglio chiaro il senso della loro metodologia depistata. Essi si comportano come quel tale “scienziato” che dopo aver messo la pentola d’acqua sul fuoco dichiara che la causa dell’ebollizione dell’acqua è la dilatazione del metallo della pentola. Altrettanto fanno gli stuoli di ricercatori, che di fronte a un uomo messo a vivere nella cloaca chimica (equivalente al fuoco, nel nostro esempio) e che sviluppa Parkinson (equivalente alla bollitura dell’acqua), dichiarano che la causa del Parkinson è nei geni (la dilatazione del metallo, nel nostro esempio). Ora capite cosa intendo dire che la scuola occidentale rincretinisce le persone? I geni sono collocati tra noi e il nostro ambiente; essi traducono in malattia e sintomatologia nel nostro corpo tutto ciò che di malato si trova nell’ambiente. Essi ci ricordano ogni momento che il nostro ambiente e il nostro corpo sono due risvolti di una stessa cosa, che se volete potete chiamare natura. Tutto ciò che subisce un guasto o uno squilibrio nella natura esterna è subito tradotto ed espresso nella natura interna, che è il nostro corpo. Il genoma umano e animale dice e ripete insistentemente, che noi siamo in simbiosi col nostro ambiente, del quale dovremmo avere la stessa cura che abbiamo del nostro corpo. Ma la scienza, la medicina e la politica del Novecento hanno fatto e fanno di tutto per recidere e/o misconoscere il legame simbiotico uomo e ambiente, come ho mostrato in Evoluzionismo, Caos ed Entropia; legame confermato ancor più dalle dinamiche e dalle leggi della genetica. Ma questo va contro i progetti di globalizzazione e di sradicamento dell’uomo dalla terra, per inurbarlo; va contro il modo contemporaneo di condurre le guerre; va contro una potente industria chimica che dovrebbe stare sotto il controllo degli stati, subordinando i suoi operati all’interesse della salute pubblica. E’ interesse di tutti gli Stati imporre una moratoria sulla chimica come lo si è fatto per il nucleare. Per subordinarla alla politica la medicina occidentale è stata depistata e corrotta, per compiere una delle operazioni più criminali della storia. Perciò sappiano gli stuoli che si accalcano presso quelle redazioni, che quando si mettono in cerca degli interruttori molecolari non stanno difendendo la salute della gente (che stupidamente li reputa eroi della scienza), bensì stanno difendendo il paracquat ed altri diserbanti, come il glifosato,, chiedendo al nostro genoma di stare zitto e di non tradurre nel nostro mondo interiore (corpo) un danno e uno squilibrio del mondo esteriore. Loro stanno difendendo l’aspartame, disseminato in tutti i nostri cibi, chiedendo e imponendo ai nostri geni di non denunciare mediante la malattia che quello è un veleno; loro stanno difendendo la cola, chiedendo e imponendo ai nostri geni di non dire mediante osteoporosi che quella è una non bevanda; loro stanno difendendo il cibo morto, chimico tumorale e monotono dei fast food e degli hard discount, pesantemente diffamato dal nostro genoma, che, producendo obesità, dichiara quel cibo equivalente a spazzatura Anche sapendo che sono i grassi idrogenati a causare gli infarti, gli stuoli si guardano bene dal parlarne male, e preferiscono andare a frugare nel genoma, per vedere se non vi sia qualche modifica genetica associata al fenomeno, per dirle, eventualmente di stare zitta e di non produrre più infarti, perché i grassi chimici idrogenati sono uno dei pilastri della globalizzazione e dell’urbanesimo, infatti consentono ai cibi di stare mesi e mesi sugli scaffali senza avariarsi. Togliere di mezzo i grassi idrogenati significherebbe uscire dalla produzione industriale del cibo, per entrare in quella artigianale, locale, fatta di filiere corte e di consumi a breve, possibile in piccoli paesi o villaggi. Vogliamo scherzare? Perciò stanno dando una caccia spietata ai geni associati all’infarto, per strangolarli subito con qualche interruttore molecolare, perché la sua denuncia, per di più così insistente come lo è l’infarto, è la più smaccatamente politica di tutte. I grassi idrogenati non si toccano, perché sono la realizzazione sul piano alimentare dei diktat di Bretton Woods (vedi sotto “storia”). Gli stuoli di collaborazionisti difendono non la salute della gente, ma la legittimità a stare sul mercato e sui nostri comodini di tutti quegli antidolorifici, miorilassanti e antinfiammatori che provocano la Sla, vanno infatti in cerca di quei geni che hanno letteralmente sputtanato quei prodotti dicendo che sono tutto il contrario delle medicine, dicendo che quella robaccia fa rivoltare Ippocrate nella tomba e lo hanno detto proponendo un uomo il cui corpo è simile a una bara, in mezzo allo sgomento di chi vi ha assistito, essendo una delle malattie peggiori conosciute dall’umanità. I geni del nostro corpo vanno dicendo in giro che lo zucchero non è un alimento per l’uomo e lo dicono producendo una malattia incurabile dalla medicina di oggi, che è il diabete; gli stuoli, come cani da presa al servizio del Padrone, sono sulle tracce di questi geni per azzittirli definitivamente. Non solo prendono le difese dello zucchero, ma anche di quei pesticidi agricoli a struttura molecolare simile all’alloxana (attacca il pancreas) che a Partinico, vicino Palermo, dieci anni fa, provocarono numerosi casi di coma diabetico infantile, dimostrando in altri termini che la ricerca delle cause genetiche delle malattie è un depistaggio. Lavorano “questi scienziati” per consentire che nelle carni di pollo rimangano quei 100 microgrammi di antibiotici per kilo di carne, che la UE autorizza, tenendo sotto controllo e attenuando gli inevitabili sintomi che quei medicinali producono sul nostro organismo, affinchè nulla si modifichi anche nell’allevamento degli animali. Questo è il senso politico dell’operazione. Quanto al senso logico e medico, scopritelo da soli, riflettendo su questo: anche se un arrogante scienziato riuscisse a impedire al metallo della pentola messa sul fuoco di dilatarsi e all’acqua di bollire, pensate che lo stare ripetutamente sul fuoco della pentola non si manifesti in qualche altro effetto, più strano e meno controllabile? Rendere l’uomo sempre più stordito e insensibile, anche con l’impianto di elettrostimolatori vicino alla colonna vertebrale, che trasformano il dolore in formicolii, oppure con le terapie molecolari, che colpiscano i geni mutati o le cellule tumorali, in modo che le reazioni all’ambiente siano meno eclatanti, però continuando a mantenerlo nella cloaca chimica, porterà ad una ancora più grave devastazione e tossicità di ambiente e cibo. Il cancro, ad esempio, non è un nemico estraneo al corpo, come tale (come vorrebbero, questi ricercatori, tradendo una idiota mentalità Rambo-holliwoodiana) da colpire con qualche bazooka, perchè esso è una spia, un segnalatore: il cancro è lo stesso corpo che si è modificato in simbiosi con l’ambiente. Non gli si può chiedere di non modificarsi, perché non gli si può chiedere di non esser in simbiosi col suo ambiente. Dove e di che dovrebbe vivere? Sparare al cancro con mentalità da cow boy è da mentecatti, perché si sta sparando all’organismo stesso. E’ come se di fronte alla spia rossa del cruscotto che segnala basso livello di olio nel motore, un tale estraesse la pistola e la spegnesse sparandoci sopra. Conferma così di aver visto molti film holliwoodiani, ma che livello di idiozia gli assegnate da 1 a 10? Si tratta innanzitutto di restituire equilibrio, esterno ed interno, prima di qualsiasi tentativo diretto sul fattore macro (che sono le cellule mutate che formano la massa visibile) o sul fattore micro (i geni mutati, che sono un effetto del danno ambientale, che è la causa). Quindi, lo svoltare decisamente nello stile di vita, alimentare e ambientale, è il fattore assolutamente primario, l’esatto contrario di ciò a cui lavorano gli stuoli, che vorrebbero tenere ambiente e cibo immutati.
XXII. La banda di criminali che tiene le fila della medicina occidentale ha operato il depistaggio genetico della medicina, rendendola impotente, perché tratta l’effetto come se fosse causa. In questo modo si occulta il rapporto malattia e cibo-ambiente e si consente il mantenimento di questo modello economico devastante, un habitat degradato, con effetti maltusiani notevoli. A queste masse umane si sta cercando oggi di dare a credere che la sede e la causa delle malattie sia nei geni. Per ora si parla di “geni associati a questa o quella malattia”, oppure si dice nel linguaggio scientifico che “questa o quella malattia ha in questo cromosoma uno dei suoi loci”, ma la tendenza è di arrivare progressivamente a dire tout court che la causa della malattia è nei geni. A questi verrà imposta la prima parte della teoria darwiniana: anche i geni subiscono piccole mutazioni, molte delle quali invece di portare evoluzione porterebbero malattia, in barba al principio della omeostasi genetica, che è il principio fondamentale e poco ricordato della genetica: il Dna è una struttura estremamente conservativa, che esclude proprio ciò che questi cripto darwinisti vorrebbero attribuirgli: la variazione. In questo modo il rapporto ambiente inquinato e malattia è occultato. La medicina curerebbe agendo lì. Dichiara raggiante alla stampa lo scozzese Iain Mattaj, direttore generale del prestigioso Laboratorio Europeo di Biologia molecolare di Heidelberg, il più importante centro di ricerca sulle biomedicine in Europa, a cui collaborano molti paesi, tra i quali l’Italia: “La medicina molecolare è il campo delle scienze della vita che studia la base molecolare delle malattie ed esamina le cure dal punto di vista genetico. Questo è il futuro della medicina” (La Nazione 18 V 2010). Trastuzumab, rituximab,bevacizumab, imatinib, gefitinib, erlotinib… ecco i nomi dei nuovi farmaci “biologici”, come vengono definiti, i quali hanno lo stesso compito del valium e degli antibiotici negli stalloni di allevamento dei maiali. Sono farmaci che devono aiutare i poveri animali a sopportare meglio l’atroce condizione in cui sono costretti. Continue infezioni da sovraffollamento ed esasperata aggressività dovuta alla ristrettezza degli spazi al non potere fare una corsa risanante e liberatoria. I farmaci biologici, dunque, come valium e antibiotici per maiali devono aiutare l’uomo, ridotto in cattività nelle megalopoli da milioni e milioni di abitanti, a sopportare la situazione innaturale e inquinata in cui vivono, a sopportare meglio gli effetti negativi del cibo spazzatura intossicante. Tutti questi veleni agiscono sui geni, provocando qui effetti micro, che i geni poi traducono in sintomatologie macro. La medicina genomica coi suoi farmaci biologici chiede e impone a questi geni (ai fattori di crescita e agli inibitori di enzimi) di lavorare meno, di tradurre meno, in modo che gli effetti devastanti che questo habitat provoca sull’uomo contemporaneo siano a livello macro meno visibili, meno evidenti, in modo che il drammatico e gigantesco problema del rapporto causale ambiente degradato e malattia passi sotto silenzio, in modo che nessuno lo denunci, in modo che appaia un problema tutto sommato marginale. In questo modo il processo di degenerazione dell’uomo contemporaneo procede sinistro, manifestandosi su altri piani, fino alla produzione di un gigantesco tumore che penosamente galleggia su malferme gambe a X, oramai impossibilitato perfino di correre, incapace di godere perfino di questo piccolo assaggio di libertà, ultimo piccolo gesto di ribellione. Penso di aver a sufficienza dimostrato che il compito della medicina occidentale contemporanea non è quello di curare le persone; bensì il suo è un compito politico, cioè tenere incarcerato l’uomo contemporaneo allo stile di vita impostogli dalla pubblicità, dall’urbanizzazione e da innumerevoli raccomandazioni mediche ingannevoli, recepite da organismi statali e sovrastatali (UE) che poi le impongono alla gente con leggi ad hoc, secondo i desiderata dell’élites che, tenendosi invisibile, domina l’Occidente
XXIII. Ora provate a chiedervi se quelli che governano la medicina occidentale (non certo Mattaj, che è un semplice portavoce) sono gli amici o i nemici dell’umanità. E su questo invito a fare qualche riflessione quelli che si occupano di Tradizione e di Teologia

Versione inglese
MODERN MAN DECAYED
(L’uomo che galleggia sulle gambe)
Western Medicine’s genetic smokescreen: the standard assertion of the effect as the cause to conceal the environment-food-disease relationship
Paolo De Bernardi
Translation by TIG (www.tig.org.za)
This article may be considered a second epilogue and elaboration of my monograph Evolution, Chaos, Entropy. Technocratic Contamination of Science and Stochastic Mystification of Nature, published in Sapienza, part I LVIII (2005), pp. 69-115; part II, LIX (2006), pp. 63-97 and posted on this website, where I traced the phases of the dissolution of science in Western countries during the 20th Century. This article focuses specifically on Medicine, to show how it has also suffered from the same dissolution and inefficacy, serving a sinister political aim: to lead humankind to the most serious physical degeneration in history, resulting in an unavoidable moral and intellectual decline.
INTRODUCTION
As long as people live on cultivated lands, in the forests or close to them, in the hills, on hill-sides, or next to rivers and lakes, and so on, there will always be a strong opposition to the current predatory economy devastating the environment. This is because those living a long time in contact with and in symbiosis with Nature are aware and report that deforestation, compulsorily carried out by the states because they’re constrained to pay debts to the International Monetary Found or the private Central Bank, causes global warming and the reduction of water tables, which are so important for agriculture and life.
Those living in contact with Nature are aware and report that continuous oil drilling damages water tables, the sea, etc. Those living in contact with Nature report the damages GMO cultivation causes the land on account of the huge amounts of glyphosates required by those patented seeds manufactured to put up with those abnormal amounts of poisons.
Those living in contact with Nature report and reject the damage caused to biodiversity by hybridised monocultivation and intensive and medicalised battery farming, which contaminate both the land and people feeding on them…. Proliferation of infrastructures, gas and oil pipelines, underground waste disposals, and sunken ships carrying toxic and/or radioactive waste – all these are macroscopic aspects of this kind of economy, incompatible with the environment.
One of the main objectives of the elite dominating Western countries is to make most of the world population to live in megalopolises of millions and millions of inhabitants.
1) This permits this kind of economy to continue its predatory assault on the environment with less opposition.
2) People living for a long time in megalopolises or born in them are unable to distinguish healthy from junk food, organic food from GMOs, pure from almost putrid water, healthy from contaminated air, healthy meat from that coming from sick animals, or fresh vegetables from stale ones. For this reason these people thoughtlessly eat junk food, enticed by discount and fast food stores; and as long as they can fill their stomachs for 90 cents on a hamburger and a fizzy drink, they have no interest in demonstrating in the streets to start a revolution: they continue to spend their day in front of their computers, believing they have 300 friends and 5 lovers, whereas in fact they are more lonely than a shepherd in the Macedonian hills. Such people do not care at all about forests, hills, lakes, agricultural lands, water springs – they cannot tell a fish from a chicken. They have their “own” world (or at least this is what these autistic characters think).
3) Being a controllable mass, once these millions of anonymous empty shells have been globalised in this way, one type of thought, one sort of behaviour, one fashion, one food, one kind of Medicine, one style of school, etc, is easily imposed on them.
4) Like all animals in captivity, this new kind of people have less sex, are less fertile and show much higher rates of homosexuality. And this suits the elite’s Malthusian projects.
To drive people off their land it is necessary to make their sustainable and subsistence agricultural economies fail. And the way the governments and politicians in service of the Bitch take care of it is by dint of ad hoc laws and funding that are the result and the application in their local life of Bretton Woods’1944 globalizing diktat (See my article under the category “History”, Bretton Woods: How globalization has been imposed). However, in order to conceal from people that the megalopolises where they are compelled to live are the worst possible habitat, making people sick more often and worse than anywhere else, Western Medicine’s support is required, since it is actively involved in the project of urbanization of human beings systematically concealing the relationship between environment and disease.
This systematic cover-up, together with 90 cent junk food, makes most people accept their new social and environmental situation; but it is also useful for convincing those people still in contact with the environment that the above-mentioned economy, all things considered, is not so bad. Let’s see how this scheme is carried out, and how it shows a constant methodology applied to the research procedures typical of Western Medicine.
I. One of the first signs of the degeneration of Western people living in megalopolises and exposed to chemical pollution and poisoned food was noticed by George Oshawa in the sixties, when he told Western people “you are all sampaku”. Today the people’s eyes are not only sampaku, but also dull and half-closed, as with people on Valium. I will not deal with this subject nor will I repeat it, since Oshawa has already stated this very well. Between the eighties and the nineties the presence of people without the ear lobe or with a very reduced or absent lobe (which is a sign of scarce generative and kidney strength), or even point-shaped became more conspicuous, in many cases making people look like devils rather than human beings. The most serious sign of degeneration of Western people, namely, obesity and bowed legs appeared in the last twenty years, and as usual, first of all in the USA and then in Europe, which looks like more and more like a dump.
Apart from awkwardly bowed lower limbs, which make running or vigorous walking impossible, flaccid and obese bodies are seen, looking as though they were wobbling and floating, sorts of bodies never seen before. However, this sort of obesity certainly cannot be mistaken with certain outsized people of yore (stone breakers and fighters), nor can it simply be considered a “metabolic disorder”. We are dealing with a degenerative disease, more exactly a tumour of the same kind of a lipoma. Obesity is a giant tumour stumbling on two bowed legs. In fact we are dealing with hyperlipocytemia, namely, hyperproliferation of fatty cells, as in the tumour called “lipoma”.
Country chickens in the wild are small, agile and quick, their flesh is hard and their bones are very strong. Battery chicken are sedentary, filled with vaccinations, antibiotics and poultry feed, and their legs too are awkwardly bowed, preventing them not only from running, but even from walking. On top of those legs floats and wobbles an obese and flaccid body. Their bones can be cut with common scissors, and after cooking them their flesh detaches from their bones with hardly more than the pull of gravity. Actually, when people eat them they are not eating chicken but a tumour.
Not only fatty cells suffer from hypercytemia, but also protein cells. This permits breeding chickens reaching maturity four times as fast as wild chickens, and they are twice or three times heavier. But they are really tumours looking like chickens. A strawberry almost as big as an apple is a vegetal tumour obtained by means of phytohormones or other factors stimulating cell proliferation. Apples as big as coconuts are vegetal tumours, and are obtained by hybridations and treatments exasperating cell proliferation. Other tumour-like foods are swine and calves driven to reach their maximum weight within a few months, whereas a hundred years ago it used to take one to two years.
Even today’s bread is tumour-like, being leavened by aggressive chemical yeasts in a little bit more than an hour, whereas fifty years ago bread based on acid dough used to take almost 24 hours. Besides, today’s food is dead, since it is all pasteurized: pasteurized milk, cheese made of pasteurized milk, pasteurized wine, mayonnaises and egg sauces; hamburgers left one year on the table which remain the same as the first day, same as the drinks taken with them. Moreover, this food full of chemicals is ultimately monotonous, considering that today’s diet is composed of two or three varieties of meat, two types of cereals and vegetables, and three types of fruit. This monotony exposes people to a lack of vitamins and minerals. The food comes from exploited and non-organically fertilized soils, and therefore lack trace minerals. It is therefore easy to see that the food consumed by men decayed can best be described as tumour-like-dead-chemical-monotonous.
II. Let’s see how Western Medicine, recommending food pasteurization and chemical treatment to preserve food regards the disease called “obesity”. In 2000, scientists of the University of Medicine and Dentistry of New Jersey looked in the genes to see whether obesity is associated with genetic changes and detected by odd circulating proteins.
Anyone whose brain has not been reprogrammed by an Anglo-American university (where he even had to pay) intuitively knows perfectly well that not only will some genetic disorders be found in people eating dead, chemical, tumour-like and monotonous food, but also the devastation of their health. If you remember your cat, the one you had 20 years ago, living outdoors and eating mice, it never got sick, whereas the one you have today, living in a flat, lying on a sofa and fed on biscuits is tremendously deformed.
Is it not entirely predictable that such a cat’s body would suffer significant genetic changes? So, if you have understood so far, it will not escape you that defective genes or odd protein syntheses are not the cause of disease, but effects of them. It follows that searching for the solution of obesity without identifying and removing its real cause is a mockery and a ridiculous distraction.
This ridiculous diversion – passing off one of the effects of disease (the genetic one) as though it were the cause – has become routine in Western Medicine, which is controlled by the usual elite. Ashim Anand and Kiran Chada reported having found a protein (‘In vivo modulation of Hmgic reduces obesity’, Nature Genetics 2000, 24; 377-380) that, if eliminated or neutralized would allow the unlimited consumption of fattening food without weight gain (at least this has been seen in mice). The popular press announced this triumphantly, such as: “The cause of obesity was discovered!”, but what they are actually doing is the following:
1) They keep neglecting the food-environment-disease relationship. 2) Since the cause is not removed from the body, the effects remain, except that the body is required to react in a different way than becoming obese. 3) The body will show (as long as the therapy actually works in human beings) a new and more serious degeneration than obesity. This is why new diseases which are not cured by Western Medicine turn up all the time, but it reconceives them in other ways, with reference to other tissues and other group of genes. 4) Today’s people are told: go on with your lifestyle, keep on living in your poisoned megalopolises and eating toxic food. Medicine is intended to enable you to bear the symptoms of toxic food better and longer. This is and must be your habitat. These are the wishes of the elite controlling politics and Medicine in Western countries.
III. A team of 99 French researchers of the Centre National de Séquençage at Evry, and Americans of the Institute for Systems Biology at Seattle and the University of St Louis published a paper on Nature announcing the sequencing of the human chromosome 14 (Heilig R, et al., The DNA sequence and analysis of human chromosome 14, Nature 2003, 421, 6923: 601-7 PMID 12508121) In this paper they showed that this chromosome contains some genes which, if mutated, cause about sixty diseases: hyperthyroidism, pigmented retinitis, achromatopsia, colon tumour, some types of leukaemia, and so on, and that one of the seven “domains” of Alzheimer’s disease can also be found here.
The popular media then announced that the genetic causes of important diseases had been discovered. Actually, it was useless and misleading, for all that had been shown was the effects of diseases at the microbiological and genetic levels. These effects are fatuously called causes. Alzheimer’s disease at the macroscopic level presents as certain forms of dementia, whereas at the microscopic level it presents as damage in some genes of the chromosome 14.
However, the cause of Alzheimer’s disease or colon tumour is far from discovered. Even if researchers were able to influence Alzheimer’s genes by cancelling them, so that the body no longer presents with signs of dementia at the macroscopic level, what have they actually done? Still exposed to aluminium contamination, they have made the body express the pathological effects of it in a different and worse way than neurological degeneration. They have reconceived the disease at another level. They have invented another disease.
For decades now, it has been well-known that aluminium is one of the main causes of Alzheimer’s disease, but these people conceal the environment-food-disease relationship because the elite who provide them with research centres, money, magazines and fame want people today to live in polluted megalopolises and to contract cancer. This is why researchers must not conduct serious research, but must fiddle around with genetic research instead, passing off the effect for the cause. The message is the following: 1) People must keep on queuing up in pharmacies and buying drugs and vaccinations containing aluminium hydroxide (or cooking with aluminium pans); 2) Medicine is trying to prevent aluminium from showing in the chromosome 14 and therefore in the neurological system, making it degenerate so that this effect is not seen so much and rendering it more bearable, or even shifting the effects on other chromosomes.
IV. Researchers of the University of Padua published a research paper (Ferlin, A et al., Mutations in the Insulin-Like Factor 3 Receptor Are Associated With Osteoporosis, Journal of Bone and Mineral Research, 4 February 2008, 23(5), highlighting that osteoporosis is associated with a lack of the INSL3 hormone and a genetic mutation of the RXFP2 (relaxin family peptide 2), and this is passed off as the microbiological cause of osteoporosis. They do not investigate the food and environmental habits of the subjects examined. That is, they do not check whether these people drink three litres of Coca Cola every day, whose phosphoric acid content causes osteoporosis, because this cannot be concealed (Tucker, KL et al., Colas, but not other carbonated beverages, are associated with low bone mineral density in older women: The Framingham Osteoporosis Study,The Am. J Clin. Nut 2006;84(4):936-42).
So, what do these researchers actually do? What message do they convey? 1) The effect of an unbalanced lifestyle leading to genetic and hormone changes is passed off as the cause. 2) They concern themselves with microbiology only so as to allow those people drinking three litres of Coca Cola a day to keep on doing so without suffering osteoporosis as a consequence. 3) Thus, since the cause is kept active and the expression of its effects on the “RXFP2” is blocked, a new disease is promoted, that is, the effects are made to appear in other tissues and other groups of genes. 4) People today are told to carry on with their lifestyle, and furthermore, if possible, Medicine will help them to drink even four litres of Coca Cola without suffering serious side effects in calcium metabolism (except other much more serious problems appear at other levels).
V. I have learned from the newspapers that at the beginning of this year a European task force was established to fight myotonic dystrophy type 1, also called Steinert disease (La Nazione, 23 February 2010). What is the aim of this research? It’s obvious: to try to develop a genetic therapy, since the appearance of the Tau protein in the brain, which is responsible for dementia and autism following the accumulation of toxic RNA in the nucleus of brain cells is certainly due to genetic causes. Even if the scientific literature unequivocally points to vaccination as the cause of a lot of autism cases, which were unknown before the fifties (see the scientific literature quoted in my paper called Vaccinations), no one investigates whether a high percentage of Steinert disease is caused by the accumulation of mercury in the nervous system, as a result of mercury preservative in vaccines. No, this question is taboo. The reason is vaccinations are a strategic biological weapon, by means of which the elite inserts in the blood of billions of people what they want in order to carry out their policies of population reduction. Therefore searching for some “molecular switches” is scientifically correct.
VI. The same thing applies to multiple sclerosis, another neurodegenerative disease of the central nervous system. The main effort of medical research is not focused on detecting the cause and removing it (even in this disease we can see the important role of heavy metal contamination and the lack of certain minerals). Instead, as the New England Journal of Medicine announced it (Kappos L. et al., A Placebo-Controlled Trial of Oral Fingolimod in Relapsing Multiple Sclerosis, New Eng J Med 2010 Feb 4; 362(5):387-401. Cohen J.A., et al., Oral Fingolimod or Intramuscular Interferon for Relapsing Multiple Sclerosis, New Eng J Med 2010 Feb 4 362(5):402-415) their effort is focused on detecting an active principle blocking white cells causing the inflammation which damages the nervous system: the “Fingolimod” which will allegedly render the disease more bearable to the two and a half million people in the world suffering from it. No research is conducted on the relationship food-environment-disease. Medicine must not obstruct political designs: the latest want people to live in polluted megalopolises. People must degenerate and end up floating awkwardly on their legs.
VII. Parkinson’s disease – another illness also resulting from modern life, in which Medicine claims to have extended the human life-span – is also associated with the environment, in that it appears mostly in rural areas treated with pesticides such as Paraquat (Ossowska, K. et al., Degeneration of dopaminergic mesocortical neurons and activation of compensatory processes induced by a long-term Paraquat administration in rats: implications for Parkinson’s disease, Neuroscience, 2006 Sep 15;141(4):2155-65). However, the environment-disease relationship is concealed so as to avoid implicating colossal food companies such as Sygenta and Monsanto promoting chemical agriculture (in fact, a study published in January 1999 in JAMA by the Parkinson Institute at Sunnyvale, California, pointed to herbicides and excluded genetic causes). The result is that genes are blamed and chromosomes examined to find the domain of Parkinson’s disease, so that, even if exposed to pesticides, people do not develop tremors and do not demand the end of environmental pollution.
VIII. The same method is applied to another new disease (coincidently, even this disease appeared at the time of the war with the advent of industrial food and mass medicalization), namely, Lou Gehrig disease or LAS (lateral amyotrophic syndrome). The body progressively becomes a tomb following the paralysis of all organs, and ultimately the respiratory track is affected resulting in death. Scientifically correct researchers then busy themselves looking for a genetic therapy. But naturally. It certainly is a “genetic” disease.
If we were able to convey this information to young football players, they will be keener to be stuffed with pain killers, anti-inflammatory and muscle relaxing drugs (since the match cannot be stopped and the team is even listed in the stock exchange). In fact, in Italy football players have been taking these drugs unwillingly since the expert Lamberto Boranga pointed them out as the more likely cause of the disease and reported it to the newspapers (La Nazione, 13 January 2001). But the football business (television rights and so on) must go on. Medicine must skilfully conceal the food-environment-disease relationship, and must tell that both the cause and the solution are genetic, that is, the “cause” of this disease is brought about by the mutation of the gene VPC (Valosin Containing Protein) present in the chromosome 9 (Taylor, B et al., Exome Sequencing Reveals VCP Mutations as a Cause of Familial ALS, Neuron 9 December 2010; 68(5): 857-864). Fine, let’s be taken for a ride.
IX. Who is going to look into whether there is any relationship between celiac disease and other autoimmune diseases on account of today’s high consumption of hybrid vegetables? Only hybrid plants are cultivated and eaten today, since giant seed companies compel peasants to buy seeds every year, hybrids being sterile. The wheat we eat is mainly creso, a variety genetically modified by nuclear radiation. All these things are never controlled. The scientifically correct approach conceals the disease-food-environment relationship, so as to make people believe that the microbiological and genetic effect of pollution or junk food is the cause. In this way researchers are compliant with the Bitch’s policy, namely, nothing must be changed at the environmental level. People must degenerate, and ultimately must float awkwardly on their bowed legs. They have to eat tumour-like, dead, chemical and monotonous food. Medicine is searching for the molecular causes of celiac and other diseases in order to neutralize them (the body must not react to this with the effect called “celiac disease”).
X. It is difficult to find a person suffering from brain cancer who has been asked, before and after surgery and the usual radiotherapy and chemotherapy, if he takes significant amounts of aspartame every day or not, so as to correct a lifestyle which could lead to the reappearance of the disease. In spite of the established fact that even small doses of aspartame can cause brain cancer, no protocol requires doctors to work on the cause and remove it (FDA studies link aspartame to brain tumors, Private Website, 12 April 2005; whereas the B. Ramazzini Institute in Bologna warned the Italian Health Institute (Istituto Superiore di Sanità) that aspartame also causes lymphomas and leukaemia in lab animals, Ansa, 14 July 2005). This neurotoxic compound is contained in 6000 foods and drugs and is given to millions of obese people in low calorie diets. The cause is neither pointed out nor removed.
It’s vulgar scientific conformism in oncology to shrug one’s shoulders concerning the causes of cancer, while there are conspicuous statistics demonstrating the environment-food-cancer relationship, according to which the rate of sufferers vary enormously depending on the place of residence and food habits. The message is the following: 1) Patients must just keep on eating three bags of sweets with aspartame a day and sweetening their four cups of coffee a day with it, because the food-disease relationship is concealed. To compensate, Medicine is equipped to operate on patients again and to provide them with further chemotherapy courses. 2) Medicine will not step on the giant food industry manufacturers with over half of their revenue from low calorie diet foods based on aspartame. How do they commit themselves to fighting cancer? Applying the usual method.
Doctors commit themselves to discovering the molecular and genetic mechanisms that govern the formation of tumour cells, in an attempt to develop drugs which attack those cells at their origin, or providing intelligent or stem cell drugs to fix the genes of those chromosomes that have been changed. This is the usual spiel of Veronesi and the like and scientifically correct oncology, pretending to do a lot, using catchy words such as “post-genomic oncology”, or “proteomics” or even “cancer’s epigenetic horizons”, so as to create a smoke-screen to dupe everyone. But it’s just nonsense, since it deals with the genetic and molecular effects of “cancer” disease as though those effects were the cause.
As long as these arrogant researchers keep on insisting the causes do not to show their effects, the real cause, at which shoulders are shrugged, remains sinister and insidious and affects other tissues and genes. Not to mention pathetic repeated announcements: “A vaccination against cancer developed in Italy alone will soon be available.” This is just nonsense. We have reached the heights of the obstinate attempt to conceal the food-environment-disease relationship, as wished by the elite. People must degenerate and ultimately float miserably on their legs. They have to eat dead, tumour-like, chemical and monotonous food.
XI. Someone pointed out to me that the reason Western Medicine is powerful is because it offers people dialysis, organ transplantation, and so on. Its developments appear to be enormous. Is it a joke? Can wheel-chairs given to half humankind be considered technological-medical progress? Rather, we should say that this is Medicine’s complete failure. It conceals the fact that if people continue casually taking all those pain killers (and antihistamine drugs) for any small pain (behaviour characteristic of superficial, immature and spoilt people), either menstrual or in the joints, they bring on kidney failure, which will require dialysis and transplantation (actually people are not told that after the first session of dialysis kidneys stop working completely. In other words: if people with completely healthy kidneys undergo dialysis, their kidneys fail!).
People have swallowed the hook baited with the notion “You have the right to avoid suffering and pain”, and as a result the rate of kidney failure has risen enormously in just 10 years (in Umbria alone, between 1996-2000 kidney failure went up 40%). Can dialysis and transplantation be considered a sign of progress? People are not told that certain antibiotics and dead, long preserved and chemically treated food seriously weakens the liver and dooms it to cirrhosis. The liver is the green organ and is associated with green food, which is to say, its health and vitality depend on fresh, crispy and live vegetables, and on non-pasteurized food rich with enzymes, yeasts, fungi, saccharomycetes, moulds and so on. Only this kind of food has a restoring and strengthening effect on the body. It is impossible to eat food full of vitality in polluted megalopolises because everything is dead and preserved for a long shelf-life.
If for three months on end people eat food that never perishes in the usual fast-food shop, their livers will quickly become cirrhotic or pre-cirrhotic. At this point it is enough for such people to drink just two beers and they are done for; even half a bottle of wine is too much for them, especially if the wine is from the local consortium – as it is – and comes pasteurized. Moronic Western scientists tell people that alcohol is a well-known cause of cirrhosis. These morons should know that their great grandparents and maybe also their grandparents before them, who had a vegetable garden at the back of their house, used to drink from two to five litres a day and no one ever died from cirrhosis. They should know this. The most abstemious of medieval monks drank a litre and a half of wine and the same amount of beer every day. The above-mentioned morons nebulously lump beer and wine together with vodka and whisky and call it alcohol.
But there is a huge difference: the two latest are alcohols in the strict sense of the word and are quite distinct from non-pasteurized beer and wine which can be considered “food”. Actually, because they are full of saccharomycetes and yeasts they change if left open, whereas vodka and whisky do not change even after years. Instead of messing around with genomics, Western scientists should look into why their grandparents did not suffer from cirrhosis even if they drank three litres of wine a day, whereas their own transaminases rise with just two glasses of wine at twenty euro a litre drunk in well-known restaurants. Scientifically correct Medicine does not detect, much less removes the cause. It cannot. It tells you that in cases of cirrhosis you can carry on as before, because scientists are developing an antiviral molecule (as was said in Vienna in 2010 during the annual Conference of the European Association for Liver Research) called “Entecavir”; otherwise transplantation is available. This is an extreme and emergency medical practice that has now became routine, whose profitability in Italy alone is huge (including for the immunosuppressive drug cyclosporine).
XII. In polluted megalopolises it is impossible to get fresh vegetables and it can take weeks to get a fresh vegetable soup, since what is mostly consumed is proteins, hydrogenated oils as well as old oxidated flours lacking minerals (damaging the cardiovascular system). If apart from this pre-cirrhotic condition one also considers the enormous consumption of hybrid and genetically modified food (creso) containing lots of sugar as always, such huge amounts of which have never been consumed by people before, it is obvious that the door has been opened to a thousand diseases.
But who among Western scientists, what university or research institute will investigate the massive consumption of sugar or hybrid vegetables as the cause of the pathologies typical of modern times? Only a joker would propose such a thing. Who wants to damage his career or lose his annual grant? Who wants to step on the toes of such giant hybrid companies as Pioneer? What “serious” scientific magazine would publish such research? They’d rather claim that genes are to be blamed and that the several diseases typical of modern times – allergies, celiac disease, Crohn disease – are due to changes in the genetic sequences, and in this way not bother anyone.
Though I do not have any proof I strongly suspect that the above-mentioned approach to food as a whole causes celiac disease and Crohn disease, but I am certain that suppurating otitis, dental cavities, chronic headaches, dermatitis which do not improve with any treatment, diverticulitis, gum disease, chronic constipation, artery hardness, high blood pressure, abscesses and wounds which do not heal, as well as thyroid problems are in most cases caused by lifestyle. But from a medical-pharmaceutical point of view, all this is good for business, and must remain so. So that if someone has a headache he is given drugs useful for treating Alzheimer’s disease, such as “Donepezil” and “Rivastigmine”, but no one enquires whether that person spends all afternoon lying on a sofa watching TV and eating almost half a kilogram of peanuts a day.
Who is going to tell him to stop? Instead, prescribed these two drugs the person is allowed to eat up to 800 grams of peanuts a day followed by the usual soda drink sickeningly sweetened, without getting headaches. Today as Western Medicine declaims its most recent triumph, people have the right not to feel pain, thanks to “pain killing therapy”. It’s the last abomination of extreme liberalism, which wants nothing changed at the environmental and food level.
XIII. Mobs of researchers rush to publish articles in Nature Genetics explaining that vitiligo is caused by changes in just ten genes involved in the immune response and particularly in some of them, such as the FOXP1 regulating gene expression, the activity of lymphocytes T and the key proteins in the body’s immune system (Jin Y et al., Common variants in FOXP1 are associated with generalized vitiligo, Nature Genetics, 2010, 42:576–78). Instead of such, they should have picked up on what it was already clear in the Archives of Dermatology and Syfilology in March 1937 (Cornblett T., Vitamin C and Pigment, 35, pp.471-79), where vitiligo was shown to be caused by a lack of vitamin C or paraminobenzoic acid (Sieve BF. The clinical effects of a new B-complex factor, para-aminobenzoic acid, on pigmentation and fertility, South Med Surg 1942 (March);104:135-39)
Seventy years ago Benjamin Sieve of Tuft Medical School succeeded in curing all 48 patients in his study suffering from vitiligo for over two years (Prevention Magazine writers, The complete Book of Vitamins, Italian translation, Florence, 1982, p. 630). Genes have nothing to do with it, in that the change they suffer is not the cause of the disease, but its effect. The change is caused by the lack and/or poor assimilation of vitamins of the B group. (But it is better not to tell doctors that PABA increases female fertility by 50%, or the plans of those running Western Medicine for the reduction of population would be wrecked. Not to mention the para veterinary wing of pharmaceutical corporations, making Western women pregnant by dint of several Antinori-like doctors using test-tubes, semen banks and any number of devices, which huge business would also collapse if this were announced.)
XIV. Among the worst pseudo-scientific nonsense conveyed by Italian schools that is damaging the health of many people, is that “sugar is good for the brain”. But not even those dealing with Medicine and science can distinguish fructose, mannitol, lactose, glucose from cereals on one hand, and saccharose on the other. Everything is considered sugar, whereas the difference between them is enormous, the one being a natural compound and the other a chemical one. It’s obvious that saccharose is a chemical compound, whereas the glucose obtained from cereals and the fructose from fruit are natural substances (I call it chemical because even if it derives from a natural source, saccharose remains unchanged for many years).
Glucose from chemical sugar reaches the blood as soon as it enters the mouth, whereas natural sugar reaches the blood only after digestion and passing through the liver. It is obvious which sugar our body requires, so we should start telling youngsters the facts. How did the athletes winning the Olympic Games in ancient Olympia manage to run without saccharose or chocolate bars? And how did the harvesters of the past endure the sun for hours on end without chemical sugar, which had been a pharmaceutical product and only became a mass-market product in the 20th Century?
Diabetes is a disease characterized by a hormonal and metabolic disorder. It is widely spread in Western countries and the number of people suffering from it is increasing at an enormous and striking rate. If the food and environmental condition of these diabetic people is analysed by people with any knowledge of Medicine, they cannot but say: “It’s impossible not to contract diabetes, since the way people are fed today seems to be planned to make them diabetic.”
Let us see how: 1) Saccharose is present everywhere in today’s food, and is employed in labs to induce diabetes in lab rats. A violent and sudden rise of sugar levels in blood compels the B cells of the pancreas’ Langerhans isles to produce insulin which has to reduce just as violently all the sugar that would otherwise cause the individual to fall into a coma. So the person swings from an excited and euphoric condition caused by all that chocolate, to a hypotonic and almost paralysed condition following the diminution of sugar, reaching the limits of hypoglycaemia.
This is why the subject again starts eating ice-creams, sweets, etc., bringing about an addiction leading to the exhaustion of B cells, which stop producing insulin. The same mechanism but much less striking can be seen in the widely extended consumption of excessively refined flours contained in sweets and crackers.
2) Low amounts of green vegetables deprive people today of “mirtilene”, a substance capable of stabilising blood sugar (without leading to hypoglycaemia). Blueberry leaves contain a high quantity of them (as was discovered in 1927 when a popular prescription to fight diabetes was examined).
3) Chlorine-based insecticides used in cities have been shown to cause diabetes (pesticide-derivative heptachlor epoxide and polychlorinated biphenyls are examined in a research soon to be published by the Department of Paediatrics at Stanford University, California).
4) Refining flour and chemical fertilising (as opposed to organic fertilising) lead to the disappearance of important trace elements such as zinc, which are fundamental for proper metabolism of glucose contained in human food. Zinc is present in high amounts in Langerhans isles.
5) The consumption of cortisone and anabolic steroids (employed in chicken farming) has been blamed for hyperglycaemia and the exhaustion of B cells. Furthermore, veal from breeding farms has been full of cortisone ever since moronic housewives began demanding insistently very low-fat meat from the butchers, which can only be present in diseased animals.
These housewives were told by LOnder in Medicine 43 that their husbands suffer from slightly high cholesterol (a little over 200. Yet only a few years ago up to 260 was considered normal! One can see how they increase the number of their clients just by reducing the criteria for normality!). And then dieticians go on TV and repeat that fatty foods must be avoided. These poor people believed them, and livestock breeders now treat calves with cortisone to make their veal lean. Instead of (allegedly) bad fat, their husbands and children now get (allegedly) good cortisone along with such heavy metals as chrome, added to feeds to make the meat lean.
6) Psychologists tell Western women today that psychological health is based on “self-esteem”, and this is why they no longer spend part of their afternoon choosing and washing vegetables to make a soup. To lift their self-esteem they go to the hairdresser’s and to the gymnasium. In the evening, their husbands and children find a few grams of salad (prewashed and cut) with their meal, enough to fill their plates and create the illusion that they are eating vegetables. A vegetable soup is as fundamental to normal blood pressure as physical activity. This is why these men spending their days in offices who do not eat fresh vegetable soup in the evening end up with high pressure and have to take a drug based on “thiazide”, which lowers blood pressure and at the same time increases the need for insulin, causing the exhaustion of the B cells.
This being the case, what do the great Western researchers do? They search for the gene responsible for diabetes codifying the protein p66 and claim that if that gene were destroyed, anyone would be able to go on eating all the diabetic food they want with impunity, without developing diabetes. (Chiatamonte Ranieri S et al., Mammalian life-span determinant p66shcA mediates obesity-induced insulin resistance, Proceedings of the National Academy of Sciences USA July 12, 2010.) Thus today’s people are allowed to keep their good habits and behaviour imposed by the Bitch.
XV. I will conclude by examining a “new” disease, not to be forgotten. If you have understood that the tendency of contemporary Medicine is structurally iatrogenic, then it is clear that it gives rise to new diseases: only, Medicine reconceives them elsewhere: to tissues, to chromosomes – their true cause must never be detected and removed. The new pathology is referred to as “chronic fatigue syndrome”, and the main symptom is fatigue setting in even after a small effort, and which cannot be alleviated even by a long night’s sleep. How does scientific correctness approach it? You guessed: by throwing us off track. It looks for corresponding genetic changes, and instead of considering them as the effect of environmental and food conditions, it declares the genetic changes to be the causes and is intended to make the environmental-food cause to actually reduce the symptoms or produce even quite unrelated ones.
So we have the great scientist William Reeves of Wichita University, USA, announcing in Pharmacogenomics that chronic fatigue is hereditary, and pointing to the altered sequence of the five genes which permit the body to restore its energy after exercise (Vernon, SD and Reeves, WC, The challenge of integrating disparate high-content data: epidemiological, clinical and laboratory data collected during an in-hospital study of chronic fatigue syndrome, Pharmacogenomics 2006;7:345-54). Having regard to my direct experience with several cases and my studies (one day I might publish my haematological dissertation on this subject which I have shown to some doctor friends of mine) I can state that between 70-90% of cases of CFS are blood disorders. One of the most insidious smokescreens and mystifications has been carried out by this branch of Medicine.
Let’s remember by way of introduction that about 40 years ago the criteria defining anaemia were different from today’s. An adult was considered normal when he had a haemoglobin count of 16 and a globular volume of about 85-90. But today it is considered normal for an adult to have a haemoglobin count of 13 and a globular volume of 78. This would have been considered anaemia 40 years ago. If a person has a haemoglobin count of 16 today, haematologists inquire whether he smokes, because they consider this too high. If a person has a count of 13 and asks his doctor whether he can run a marathon and donate blood, he would certainly agree. 40 years ago haematologists would have replied, “Are you mad?” What has happened? It is quite simple: organ transplantation appeared and it requires never ending quantities of blood. Where is it to be found? It suffices to increasingly decrease the haematological limit under which people are considered anaemic and unable to donate blood.
At this point they can even go to schools, where even young children are included in donor groups, with the following benefits for their health: A man with a haemoglobin count of 13-15 and a globular volume of 78-85 can be considered normal according to clinical parameters, but he may not be normal at all by his own measure, that is, he feels fine and works hard with a haemoglobin count of 16.5 and a globular volume of 90, since only under this conditions his liver, spleen and muscles have enough iron. If he’s made a donor and his haemoglobin count drops to 14 and its volume to 83, something very obvious will take place in his body, but this is apparently too difficult for most haematologists to understand. Since oxygenation of cells is more important than movement, will iron primarily be in the blood rather than in the muscles, spleen or liver?
Most bio-available iron in the body is conveyed to the blood rather than the muscles, primarily to protect respiratory function (people can live without running, but not without breathing); thus the body starts to leech iron from the spleen, liver and muscles to raise the haemoglobin count to at least 15.5 and the globular volume to 87. What has happened? This subject suffers from a lack of iron without anaemia. He feels tired, is unable to practise the usual sports and cannot restore his energies after exercise and sex; he is less hungry, his digestion is poor and so on. In fact, his tests show a small sign that something is wrong in the blood: a slightly higher index of globular deformation (above 13) and a slightly higher number of white cells (about 7×10^). All these parameters fall within the clinically normal, but a slight change in them indicates that even if in the blood things are fine, there is something wrong in the spleen, muscles and liver. At the beginning of the 20th Century this pathology, that is, lack of iron without anaemia, was already known to doctors and was called “chlorosis”.
Today this word has disappeared completely from haematology books, and if haematologists are told there can be a lack of iron without anaemia and that this condition can bring about symptoms that are seriously impairing as I ascertained, they would laugh. If a patient suffering from this disorder is taken to them, after looking at the tests haematologists would claim that either the patient is suffering from a psychiatric pathology (depression) or from a new disease: chronic fatigue syndrome.
In fact his blood test is perfect. This pathology, or rather, the defect, since it is not a true pathology, even if its acute and chronic form can lead to a disease, is strategic for the elite dominating Western countries, for it actually keeps people in a condition of chronic disease almost all their lives and presents a series of symptoms which are extremely subjective and varied, increasing enormously its already difficult detection: chronic fatigue, premature ejaculation, gastritis-ulcer, varicose veins, anxiety, dry skin, loss of hair, excessive weight loss, tachycardia, anorexia, chronic constipation, strange pains in the liver area, high transaminases and so on. In Western Medicine, each of these apparently unrelated disorders whose cause Medicine avoids detecting and removing, have different and obviously palliative treatments, keeping the pharmaceutical business in them equal to or even higher than those of cancer.
You’ll understand that one may absolutely not mention that it is enough to prescribe iron supplements at the cost of 15 euro. Or to mention that it is enough to put seven nails in an apple during the night and eat it the following day at the cost of just 2 euro provokes hysterical reactions among most Western haematologists. Do I mean therefore that it is not necessary to donate? Those who wonder about this should stop reading. To everyone else I would answer that not everyone should donate, not so indiscriminately. The people assimilating iron effectively and without serious intestine blockage (iron is chelated and assimilated in the intestine very slowly and cautiously) can donate, whereas those with serious intestine blockage and whose exhausted iron can only be restored slowly after many months, should not donate, since they can contract chronic chlorosis. In any event, blood donors should take supplements.
However, I don’t think that such recommendations are given today, not even to pregnant women and the result is a striking increase of post partum depressions treated by Medicine with psychiatric drugs. The result is the striking number of infanticides and suicides. At school, lots of teachers, health workers and experts indiscriminately recommend blood donation, alleging no counter-indications, but this is where we move from chronic fatigue syndrome to “chronic stupidity syndrome”.
XVI. Most teachers, irrespective of their category, are affected by the latter syndrome. They unintentionally contribute to hiding the occult purpose of Western Medicine (namely, to lead people to degenerate) with groundless claims, such as that people live longer and better lives today thanks to Medicine, chiefly vaccinations and antibiotics. The stupidity of this platitude is shown by some facts derived from philosophy, my own field: Pirrus from Elida lived 90 years, Democritus 106 and Gorgias 108 and all in perfect health without carers, vaccinations or antibiotics. Protagoras was 90 when he went down with a ship, Senofanes 91, Tales 90. I think Plato lived over 80 years. Dante Alighieri said that 35 years is half of our life, which means that in the middle ages people lived an average of 70 years. Newton lived until 85, Kant 79, and Goethe 83.
If these figures are related to the high infant mortality, which existed even at times when childhood was not considered as it is today, or to the 25 years of age of those dying during battle, you’d realize that the average life-span in Athens was 28 years. However, this is nonsense. As to the quality of life: Socrates, condemned to death at 70, practised Egyptian dance until the end, whereas at 70 people today already have carers. Leonidas was 60 when he fought about 80 fights at the Thermopiles for hours on end. The Franciscan monk William von Rubruck was 60 in 1253 when he was sent by Louis IX on a 6000 km trip to Mongolia, most of it walked barefoot. Men of the 5th Century were used to fight carrying a 37 kg armour and another 3 kg spade. Consider what would happen today were men given 40 kg to bear and asked to move quickly for a long time, as during a battle.
At the beginning of the 20th Century our grandparents did not use jacks to lift carts. This was not because they couldn’t invent them, but because they were so strong that if a cart wheel bearing 500 hundred kilograms broke, they knew how to lift it by themselves and place an axis under them. They did not have technology because they did not need it. But today we use electric carts to move a small bucketful of logs to the attic whereas our grandparents carried 50 kg bags of wheat under each arm while going up the steep stairs of the granary and drunk 40 glasses of wine a day. When I was a child a builder’s cement bag weighed 50 kg, because for youngsters working on holidays with builders to pay their studies or an amusement, it was normal to carry half a quintal. Today’s cement bags contain just 25 kg!
Today Medicine recommends people living in cities to walk just 20 minutes a day to keep fit (better in comfortable slippers and accompanied by carers), whereas the daily walk of Manzoni and the like ranged from 20 to 40 km a day, being men brought up without the beneficial effects of today’s Western Medicine. Old carers from rural South America say that unlike in Europe, old people in their countries do not require carers, since up to the end of their lives they are self-sufficient. Michelangelo, who died when he was about 80, was still engraving the last Piety one week before he died. While admitting the existence of drugs, dialysis, medical aid and other highly advanced technologies, an 80-year-old man today would ultimately say: “But when I was young, the whole range of today’s diseases did not exist!” So, who is evolved and developed? Those with a thousand drugs for a thousand diseases, or those not needing drugs at all?
XVII. The late Professor Cesare Maltoni (I think he died in 2001), one of the world’s most famous oncologists, former president of the Italian Society for Cancer Prevention, Diagnosis and Treatment and director of the Addari Cancer Institute at Bologna’s hospital, understood and highlighted the relationship between the increase in cancer and environmental pollution. The following are the most important excerpts from his 1986 article. More than ten years after writing it, Maltoni himself stressed its importance today, even if oncology had already gone down the genetic road (this great doctor and scientist was not misled). Maltoni said: “ … the best prevention strategy is the control of environmental cancer agents (primary prevention) … Cancer is the most serious problem of our time … Actually, among all diseases cancer is the leading cause of death … Currently, one person in three develops cancer and one in four dies of it. Cancer is the only increasingly important disease … A cancer patient costs the state 200 million liras a year … Cancer can be considered the biological evidence of a disrupted human-environment relationship, and the problem of cancer is absolutely associated with the environmental problem … From 1945 the chemical industry has reportedly synthesized about 8 million new substances unknown to Nature. Among these substances over 70 000 are employed for industrial purposes.
The quantity of new substances produced is striking: for instance, 50 million tons of chlorinated solvents are produced and sold every year, as well as several hundreds of thousands of tons of propellants, and so on … Between 90 and 95% of all tumours are associated with detectable exogenous factors, and the increase in cancer rates is caused by the increase in environmental cancer potential … Research studies on emigrants have found that when people of a certain country or area at high risk for a certain cancer emigrate to countries or areas at low risk for the same cancer, the incidence of cancer in the successive generations correspond to that of the host country or area.
This demonstrates that excessive reactions are due to environmental factors … High levels of arsenic in drinking water in some areas of the world determine the increase in the incidence of skin cancer in people living in those areas … According to a 1984 report of the US National Cancer Institute, drinking water allegedly contains 1565 pollutants, most of them artificial, and 117 of them have been shown to be carcinogenic … Nitrates used as fertilizers, once swallowed, can be transformed in the mouth and stomach into nitrites, and in the presence of secondary amines can bring about nitrosamines (well-known carcinogenic substances). As for pesticides, several have been shown to be carcinogenic and mutagenic. Among herbicides, chlorophenoles showed to be carcinogenic in experimental animals and they are probably carcinogenic also in human beings. Among insecticides, the experimental carcinogenic substances are: aldrin, aramite, BHC, linden, chlorobenzinate, DDT and related compounds, mirex and terpene. Among fungicides, quintozene, tiourea … polichlorinated bifeniles … As for animal feeds: ceroids and bioproteins are carcinogenic for trout and mice.
Estrogen hormones used in farming to speed up animal growth have been shown to be carcinogenic both in animals and human beings … Artificial sweeteners such as cyclamate and saccharine have been shown to be carcinogenic in laboratory animals. Among synthetic flavour enhancers: safrol and isosafrol have been shown experimentally to be carcinogenic. Today, numerous synthetic flavour enhancers are applied to food … Among colouring agents: hydro and lyposoluble azoic substances have been used in drinks and food. Numerous compounds of this kind have been shown to be carcinogenic in experimental animals … nitrates, used to preserve and “refresh” meats [that is, used to give brown meat a bright red colour]. As for solvents: chlorinated ones are used as extractors in industrial processes. Among these, trichloroethylene and methylene chloride, used in the oil industry and in decaffeinated coffee, have recently been shown to be carcinogenic in experimental animals …
As for propellants: chlorinated unsaturated hydrocarbons and fluorocarbons have recently been shown to be carcinogenic in experimental animals … Plastic containers used in the plastic industry for drinks and food left-overs may release monomers and other soluble materials … Some plastic monomers such as vynil chloride, acrylonitrile and vinylidene chloride, contained in plastic food trays and beverage bottles, are carcinogenic for experimental animals. Furthermore, vynile chlorure is also carcinogenic for human beings.” (Excerpts from the minutes of the Conference on Food-Environment-Health at Nocera Umbra, November 3-5 1995, Pollenza di Macerata, pp.98-116)
There are many other compounds but I think it’s enough. So, whereas the director of the European Cancer Institute Veronesi claims that primary prevention requires continuous screening and that the cause of cancer is genetic, Maltoni and Isde’s (Association of Doctors for the Environment, founded by L Tomatis) doctors counter that primary prevention means environmental improvement and chemical pollution control. But these doctors are not recognised, do not hold conferences in 5-star hotels at Miami Beach, do not receive special funds and are not served by hostesses in short skirts.
Whereas Veronesi announces every five years that by means of angiogenesis, post-genomics or proteomics cancer will soon be defeated (he has been announcing this for 50 years now), in May 2010 Isde’s doctors reported that infant cancer is increasing enormously: 1.2% in Europe a year and in Italy it even reaches 2%, increasing 3.2% during the children’s first year. Isde highlights that this is caused by increasing chemical, environmental and food pollution (see ISDE Italia’s 2009 monography Management of Waste and Health Risks (Gestione dei rifiuti e rischi per la salute), Medico Scientifiche Editions). This is consistent with previous authoritative claims putting the matter beyond doubt. In 2000 Morando Soffritti, then deputy director of the B. Ramazzini European Cancer and Environmental Sciences Foundation said: “Environmental factors are the main cause of tumours. If the environment continues to be neglected, the mortality due to this disease will exceed today’s 32-33% threshold. Our world cannot bear more disasters and the damage we cause it ends up boomeranging on ourselves. (La Nazione, 21 January 2000) The WHO and Legambiente pointed out in 2001 that next to Brindisi’s and Augusta-Priolo’s (Siracusa) petrochemical industries deaths due to tumours are increasing 10%. Even 32.8% in Brindisi if the tumours of the lymphatic system are considered separately. (Liberazione, 27 January 2001)
XVIII. When distressed mothers take their children to haematologists dogmatically diagnosing leukaemia and are told that “it is due to” a change in the nucleophosmin gene (called NPM1 and present in a third of acute myeloid leukaemia) the poor mothers, who were fortunate not to go to the university and therefore still know 2+2=4, enquire what caused this genetic change leading their children to leukaemia, because there was no such change in the first eight years, so why now? The poor mothers look for an external cause and note that in the last two years two important things changed in their lives: they moved to a place with high electromagnetic pollution and their children have long been addicted to consuming large quantities of black cherry flavoured sweets and snacks every day.
These women ask haematologists with their degrees from Berkeley for their studies on NPM1 whether artificial colourings, chemical flavour enhancers or electrosmog could have made their children sick. Moreover, in their simplicity those women think that before any treatment it is necessary to detect and remove the cause. What would these scientists reply, being among the most quoted haematology experts in the world’s scientific literature? First of all…. they will shrug their shoulders and tell these women that “there are no studies showing an association between the factors mentioned by them and the disease. They are merely suppositions which have not been verified by trials; anything goes”. But these estimable scientists who were awarded honoris causa degrees at Yale are lying: there are studies, only you have to look for them, especially those that have been rejected by leading medical journals. The scientists have to look for them because they don’t just present themselves.
Unwilling to be put off, these women persist in asking: “But something important must have happened in our children’s lives leading to the disease and this must be some significant factor and as such it can be detected, because it is no small boil in question, it is leukaemia, namely, a serious blood disorder and as such it must have some serious detectable cause which can be removed!” Obviously these women, unlike haematologists, do not know or follow the WHO’s guidelines (under the sway of the Rockefeller Foundation). According to this worthy organisation, no correct medical procedure can do without the detection of the genetic “elements” of the disease.
This is the reason why haematologists raise their eyebrows, which means that they decided to be patient with these women, since they understand the difficulty of their situation and that they cannot think clearly. Therefore they calmly repeat: “As you see, science has finally highlighted the genetic element of this disease, which shows how Medicine has advanced: for instance, it has recently been found that 20% of myeloid acute leukaemia cases show a mutation of the DNMT3A gene (DNA methyltransferase A, see Ley, TJ et al., DNMT3A Mutations in Acute Myeloid Leukemia, N Engl J Med 363:2424-33 December 16, 2010). Today, together with chemotherapy, we have at disposal a drug addressing the genetic causes of the disease. If we don’t go to the root of the problem, your children will always be vulnerable to unpredictable environmental triggering factors.” Thus these women, who at first had wisely thought of moving home and avoiding aspartame, colouring agents and artificial flavouring in their children’s diets, give up. They rely on science, as the international haematologists require, and fatally submit their children to chemotherapy and other “biological drugs” (please note the catchy name they were given) which should have an action on the corresponding anomalous gene or on the proteins determined by it.
When these women ask these scientists whether their children should avoid eating those sweets and snacks, they reply smiling kindly: “I don’t think those things harm your children at all. On the contrary, it may be important for them now to be pampered, even from a clinical point of view, since psychological health will allow them to be stronger when it’s time to face the treatment. As for the electricity pylons you mention, I assure you that I have been living near them for 30 years and we have never had any problems.” The result is that the children do not even have their mothers with their good instincts on their side. They are alone and done for. Their fates are foretold. But the scientist’s reputation is unscathed. And the next thing he’s teaching haematological oncology at Harvard.
Clearly these guys are not criminals, merely immature and slightly cunning persons with noses for money, careers and fame. They appear smiling in the newspapers, where their claims are presented as a boon for mankind. Actually, they are committing crimes against mankind and themselves, since they are also often victims. These poor women do not suspect that not only should they have kept their children away from aspartame, enticing colouring agents and electricity pylons, but also from chicken breasts and veal hamburgers with which they think they are lovingly feeding their children. In fact, both contain growth hormones and anabolic steroids, which at minimum cause sexual disorientation (the homosexuality rate rises) in children and menstruation beginning at 10 and at worst cause cancer (without mentioning the compounds in animal feed, such as propylene gallate, toxic quinines, Bth and Bha, which are carcinogenic and whose aim is to counteract chrome’s rancid effect on meat, administered to make it lean. In addition, we find 1 gram of antibiotics in every kilogram of feed, coccidiostatic drugs, Lasix, which is a diuretic drug that allegedly masks the traces of forbidden drugs, as well as about 200 cortisone drugs, namely, tetracycline, sulfamidesm and furanes inducing immunodeficiency in human beings). Even the table where children do their homework poses a risk: it is varnished with compounds containing formaldehyde, another strong carcinogenic agent, also applied to mature cheeses to get rid of the bacteria that cause undesirable lumps and swellings.
Not even washing powders are safe anymore; the paint in children’s rooms contains very toxic compounds and with time it sheds toxic dust (the lead contained in it causes behavioural disorders and violence in children, as H. Needleman showed over 10 years ago in Jama. The pathology must become a business, this is why lead in paints for houses and schools is not forbidden, but restless children are prescribed Ritalin); these women’s bathroom’s fittings contain significant amounts of radioactive waste, since an Italian law (in line with cancer politics) allow to recycle them in bathroom’s fittings, golf clubs, floor tiles, and so on (municipal by-law, 15 December 1970).
As for gleaming fast food stores, which look like fun fairs and where these mothers were used to take their children, the situation is as follows:
So why don’t fast food burgers and fries decompose in the first place? [a guy who bought his McDonald’s hamburgers in 1989 – burgers that still haven’t decomposed in over two decades, has an entire museum of non-decomposed burgers in his basement].
The knee-jerk answer is often thought to be, “Well they must be made with so many chemicals that even mold won’t eat them.” While that’s part of the answer, it’s not the whole story.
The truth is many processed foods don’t decompose and won’t be eaten by molds, insects or even rodents. Try leaving a tub of margarine outside in your yard and see if anything bothers to eat it. You’ll find that the margarine stays seems immortal, too!
Potato chips can last for decades. Frozen pizzas are remarkably resistant to decomposition. And you know those processed Christmas sausages and meats sold around the holiday season? You can keep them for years and they’ll never rot.
With meats, the primary reason why they don’t decompose is their high sodium content. Salt is a great preservative, as early humans have known for thousands of years. McDonald’s meat patties are absolutely loaded with sodium — so much so that they qualify as “preserved” meat, not even counting the chemicals you might find in the meat.
To me, there’s not much mystery about the meat not decomposing. The real question in my mind is why don’t the buns mold? That’s the really scary part, since healthy bread begins to mold within days. What could possibly be in McDonald’s hamburger buns that would ward off microscopic life for more than two decades? As it turns out, unless you’re a chemist you probably can’t even read the ingredients list out loud. Here’s what McDonald’s own website says you’ll find in their buns. Enriched flour (bleached wheat flour, malted barley flour, niacin, reduced iron, thiamin mononitrate, riboflavin, folic acid, enzymes), water, high fructose corn syrup [HFCS, a powerful compound that causes diabetes], sugar, yeast, soybean oil and/or partially hydrogenated soybean oil [which causes heart diseases], contains 2% or less of the following: salt, calcium sulfate, calcium carbonate, wheat gluten, ammonium sulfate, ammonium chloride, dough conditioners (sodium stearoyl lactylate, datem, ascorbic acid, azodicarbonamide, mono- and diglycerides, ethoxylated monoglycerides, monocalcium phosphate, enzymes, guar gum, calcium peroxide, soy flour), calcium propionate and sodium propionate (preservatives), soy lecithin.(Mike Adams, naturalnews.com). If these women came to know that ranging from onions to mineral water (from time to time, instead of stopping chemical pollution, the UE increases the level of arsenic accepted in mineral waters and dioxins in meat: in August 1999, it increased the level of dioxins accepted from 100 to 200 nanograms a kilogram!), from mozzarellas to oils, shoe polish to car dashboard polish, from shampoos containing sodium lauryl sulfate and mutagenic parabens, hair dyes – everything, even everyday bread is poisoned and toxic (for flour to hold more water, alum rock, copper and zinc sulphates are added, and to prevent bread perishing too soon ethylene glycol is also added). If only these women knew that these children are just some of the many creatures that were not able to survive this poisonous sewer, they’d probably be shocked; they’d curse heaven and the intelligentsia of their country.
Given their opportunities to study, read English, write in journals and speak on TV, these women would wonder what on earth Magriss, Severini, Margarina Hacke, Vattimi, Gallo sulla Loggia, Popper, Henri-Levvy, Umberto Echo, Toni Negro and the like are doing, since instead of campaigning to bring these facts to public attention, they just waste time in conferences such as “Populism and Democracy”, “Liberalism and Post-Modernism: what is the connection?”, “The Limits of Political Representativity”, and so on. Can public funds be spent like this? Can this be called culture? Jesuits’ magazines and Famiglia Cristiana (The Christian Family) even criticise the Pope to look progressive, support the archconservative Fini and try to make believe that the country’s most urgent problem is to make the Prime Minister explain publicly his relationship with young women. These women do not suspect what these Western intellectuals actually are: people capable of speaking for hours on end without saying anything, at the end of which they’re always applauded; or they have to give seemingly serious talks for hours on end on useless subjects (such as “Democracy, Market and Literature, what’s the connection between them?”); the important thing for them is to show that they understood nothing of what matters; this wins them university professorships, book contracts with prestigious publishers and column space in the newspapers; they get invited to speak at conferences such as “Democracy and limits of representativity”, receive research grants from corporate foundations, etc. Then, if besides showing they have not understood anything of Western civilization, they distract (consciously or unconsciously) by telling for instance the same nonsense, maybe adding something untold before: that our civilization is dominated by technology, or that it is a civilization that started a post-modern way of living and thinking; that now we live in a one-directional pluralism or in a plural one-directional fashion; by talking about this in no end of books, they’re welcomed by all Western universities. But can you imagine Umberto Echo or Henri-Levvy and the like thinking and talking about the facts that never before have people been so physically weak; one in six people die of starvation because the resources and lands are divided unfairly; men eat poorer and more contaminated food; people have so many diseases and lack medicines; people live in devastated and polluted environments. If they said that today’s Western people are wretched and desperate and therefore – even worse – they made an attempt to detect the culprits of these huge crimes against humanity, do you think they would be called to lecture at Yale University or at London School of Economics? They should also state that Illuminism and Liberalism lead to the worst misery in human history. Would they be invited to Frankfurt Book Fair? Would they win a Pulitzer Prize? Would they be members of the jury of the worthless literary prizes that are awarded in Italy? So if Western intellectuals want a quiet and comfortable life and earn lots of money effortlessly, for example by writing some articles for the Corriere della Sera, rushed-out books, and speaking at universities about platitudes, they must say that today’s man is the most developed result of a long biological evolution (sic!); that Western medicine is exceptionally advanced; that Western civilization is superior to other past and present civilizations as to human rights; that we can be quiet, since local health care authorities and European organizations control our environment, and therefore if aspartame, sequestrenes, tamoxifene and thalidomide and similar drugs, depleted uranium in the bathroom fittings, a little bit of dioxins in meats and arsenic in mineral waters are given the go-ahead, is because these organizations approved them after due consideration. Therefore, they also help international haematologists awarded a prize at Berkeley by telling mothers that if their children are dying of leukaemia it is due to a genetic cause and in the final analysis the children themselves are to be blamed, as well as the parents and grandparents for transmitting a low level genetic profile to them. What does Western pseudo-Medicine have to say? It says: in this poisonous sewer 50 people get sick, whereas 50 manage to survive. What does it mean? That the sewer be eliminated? Certainly not! Who can tell Pioneer and Monsanto to stop spreading unnatural seeds and herbicides; who can tell giant food companies to stop filling supermarkets with drinks containing aspartame, colouring agents, sequestrenes and phosphoric acid; who can tell the European Union authorities that the tolerated level of dioxins in the flesh of animals grazing next to highly poisoned places, where the ground water is full of trieline, atrazine and arsenic cannot be increased every two years; who can tell the Italian Health Institute that the latest methods of preserving and processing food (frozen fish, preserves, pasta, etc) are very harmful to human health and must be stopped, even if the EU complains; that growth hormones and the chemical castration of animals are very harmful to human health; that nuclear waste in wielding electrodes must be forbidden and so on. Western Medicine says: all these must be left unchanged, because what must be corrected are the genetic changes in those 50 people that are unable to survive in the chemical sewer and get sick. Medicine looks to genomics to help those 50 people survive in the chemical sewer for as long as possible. When mothers cry that perhaps their children’s disease has environmental causes, they are told: “Look, many children living in the same environment as yours have not fallen sick. This means your children have weak chromosomes unlike the others. We have to intervene at that level to allow your children to survive and do what the other children do.” This lying sophism is enough to silence many parents and other critics.
XIX. And what does your doctor do? He is reduced to being a total robot. At the university he was brain-washed and reprogrammed to eliminate the words “food and environmental cause of disease” in the search engine. So if “food and disease” are searched for, a “no content was found” message will always turn up. For instance, some unlucky person buys a nice book about the health benefits of yeast. And after taking it for two weeks he has great benefits. But he continues taking it for months on end, without suspecting that a food or a certain herb is beneficial for a certain time, but harmful if taken for a long time (not to mention that not everyone benefits from them). By the eight month his gums become inflamed and start bleeding. His doctor, then consulted, doesn’t even think, like a doctor of the 1600s, 1900s or in ancient Greece, to ask him what he’s eating and drinking, where he’s sleeping, etc. Instead, he immediately prescribes him a nice disinfectant mouthwash, a gel for his gums and recommends such and such tooth brush and tooth paste. The guy goes home pleased, but two months later, besides his unchanged bleeding gums, he’s now got inflammatory dermatitis at the inner elbow and behind his knees, that is, where the skin rubs itself and sweat is mostly produced in summer. He now sees a dermatologist and is given several ointments containing antibiotics, cortisone and antifungal compounds. This guy goes home and covers his bed-side table with drugs. He regularly takes his yeast thinking that if it was beneficial for a month it will be beneficial for a year. Ulcers appear on his legs that won’t heal and some of them even release pus. He goes back to his doctor for more antibiotics, other disinfectant creams and (alleged) healing ointments. (These healing creams are a mockery like the drugs that allegedly strengthen the immune system. These are superstitions like the indulgences of the 1600s, when people used to spend lots of money to buy a ticket to paradise for their dead relative, still languishing in purgatory). This is huge business! This is why at the time your doctor is being reprogrammed at university, he is kept in the dark about the relationship between food, environment and disease. You don’t need to be a doctor (I mean the person who really heals people, no the one who prescribes palliative drugs) to understand someone who spends his days sitting down, in a car, in an office, on the sofa, in the restaurant and eating as much as someone would need doing physical work, namely, someone who has worked manually from 6 to 8 hours, or someone who has practised a heavy sport. In brief, if a sedentary (the word derives from “arse”) person eats the same food as a stonebreaker or a Graeco-Roman wrestler, it’s obvious that rheumatic pain, perhaps arthritic suffered in the left shoulder for over a year, is associated with a lifestyle that is “crazy” from a hygienic-preventive point of view. However, the craziness and ignorance of the above-mentioned case is good for business in Western Medicine. One day I stopped in front of a pharmacy in a small town and for two hours I counted the people entering the pharmacy and those entering the small food store beside it. I calculated the pharmacy had 300 customers a day, whereas the food store had less than 50. And whereas the people left the pharmacy with bags of pharmaceutical products, they left the food store with hardly anything. An extraterrestrial creature would have certainly concluded that the pharmacy was the place where human beings get their food, whereas the “food store” was probably a cosmetics shop. In fact, Roberto Raschetti, coordinator of the bulletin of the Italian Health Institute, confirmed to me that the 9 July 2010 edition states that the expenditure on drugs in Italy increased by 60% in the last 10 years. The best-selling drugs are those for heart ailments and cancer and their sales increase 5% a year. Can there be any other shares and investments better than these? The above-mentioned man with a pain in his shoulder is among the estimated 25% of the Italian population suffering from chronic pain according to the Pain Treatment Ward of Pisa Hospital quoted in La Nazione, 22 June 2010. The Italian National Health Service is about to provide a free pain-killing electro stimulator, whose electrode is placed in the epidural area. The device is placed under the skin and comes with a subcutaneous battery recharged by a battery charger placed on the skin. The device has been developed by the Pain Treatment Ward of Pisa Hospital and will reduce pain signals along the nervous system to tingling. In effect, a sick person instead of having tooth- or headache will just feel a tolerably modest tingling. So those whose only developed organ is the arse, spending their days in the car’s seat, chairs and arm-chairs, and at the same time eating as though they were wrestlers, in addition to hyper protein food and so many sweets, will be able to continue doing so without a throbbing shoulder pain to make them feel something is wrong. In order to feel they’re doing the right thing, these people will walk for 20 minutes a day as recommended by today’s Medicine even in slippers and along a corridor. People today can feed their self-esteem. Western hospitals increasingly look like cities, and being that enormous the corridors and wards are given the names of streets and squares as in cities. I’ve never anywhere else seen longer and sadder faces than those of the people in hospitals. Even at the cemetery people bear up to make a joke and smile. But not in hospitals. People unconsciously feel that this a place of desperation, that here there is no way out for the disease, since in fact these are the places programmed to multiply diseases no end, and this is why they grow so fast.
XX. These are single dramas, whereas from a general point of view there are behaviours shaped to create unconscious self-detrimental stupidity: every year local health authorities establish chemical spraying of inhabited areas to protect the population from mosquitoes. Even if they are tiger mosquitoes and have never crippled anyone, they’re still mosquitoes. In Italy, road firms have decided to resort to “glyphosate” herbicide this year to eliminate weeds along the roads. Thousands of kilometres of road get tons of herbicides. The local health authorities do not object – whereas they object to someone spreading manure in their fields. You would think it is also beneficial to vegetable gardens, domestic and wild animals and ground water. Almost all the wheat produced in Italy is spread with herbicide. Public water reservoirs are routinely treated with chlorine, a well-known carcinogenic substance. Not to mention today’s food preservation methods, from cobalt radiation to dangerous sequestrenes, etc. This is what I call “cancer politics”, damaging a population kept ignorant, or “a low intensity, hidden war on people”. And this takes place with the complicity of ignorant, collaborationist, sometimes corrupted doctors, who have effectively forsworn their Hippocratic Oath. Here are some examples of corrupt doctors. Funded by the powerful mineral water lobby, they recommended drinking two litres of water a day as good for health (and since all the springs in our area have disappeared, it is not difficult to guess what kind of water it is, and the business behind it, were 50 million Italians to follow the recommendation). This consumption is not harmful during summer, but drinking so much water in winter without being thirsty is really bad. In fact, after a few weeks, people start having cramps in the thighs and gastric hyperacidity. More medical business! There is neither identification nor removal of the cause, instead prescription of “Polase” for cramps (which do not stop) and “Maalox” for stomach acidity. Nestlè has financed research institutes and universities to make doctors state and repeat that chocolate is very good for health: that it is antidepressant and a very good nourishing food containing antioxidants to prevent cancer. Most people swallow this propaganda and find themselves in trouble, women and children mainly, who develop chocolate addiction with mood swings and appetite reduction (serious in children). If a person eating 400 grams of chocolate a day tells his doctor he has nausea and a strong headache, no questions are asked about his lifestyle to detect and remove the cause; but he is merely sent home with some “Aulin”.
XXI. Let us examine the diversionary trick of the gang of researchers flocking to Nature Genomics or Pharmacogenomics to publish their articles about the development of a molecular switch. They are like the “scientist” who puts water in a pan to boil and then claims that the cause of the water boiling is the expansion of the pan’s metal. This gang of researchers do the same. When presented with a man living in the chemical sewer (the fire in our example) who develops Parkinson’s disease (the boiling of water) they claim that the cause of the disease is in the genes (the expansion of metal in our example). Do you see what I mean when I say that Western schools make people brain-dead? Genes are between ourselves and our environment and express in our body into disease and symptomatology all the things that are diseased in our environment. Genes constantly remind us that our environment and our body are two sides of the same thing, which can be called Nature. If Nature is damaged, it is immediately translated and expressed in the damage of internal Nature, namely, our body. The human and animal genomes claim and repeat insistently that we are in symbiosis with our environment, which we should look after like our body. But the science, Medicine and politics of the 20th Century have made us disregard the symbiotic link between man and environment, as I have shown in Evolution, Chaos and Entropy. This link has been further confirmed by genetics’ dynamics and laws. However, this goes against the projects of globalization and the uprooting of men from the Earth, namely, urbanization; it goes against today’s way of making war; it goes against a powerful chemical industry that should be controlled by governments, subordinating their actions to public health interests. It is in the interest of all governments to implement a moratorium on chemistry, like the one implemented on nuclear energy. Western Medicine has been thrown off track and corrupted to subordinate itself to politics and carry out one of the most criminal projects in history. The gangs in the scientific journals should know that when they look for molecular switches, they are not defending people’s health (the same people who foolishly consider them scientific heroes) they are defending Paracquat and other herbicides such as glyphosate and requiring our genome not to express in our internal world (body) the damage and imbalance of the external world. They defend aspartame contained in all our food and require that our genes do not react to the fact that aspartame is a poison with disease. They also defend soda drinks and require our genes not to express with osteoporosis the fact that those are not drinks. They defend the dead, chemical, tumour-like and monotonous food of fast food and big discount chains heavily vilified by our genome; by producing obesity, our genome states that that food is rubbish. Even though they know that hydrogenated fats cause heart attacks, the gang refrain from criticising them and instead poke around the genome to see whether there is a genetic change associated with the phenomenon, ultimately to require from it to keep silent and not to cause any more heart attacks, since chemical hydrogenated fats are one of the pillars of globalisation and urbanization, preserving food for a long shelf-life without getting spoiled.
Eliminating hydrogenated fats would end industrial food production and return it to localized short supply chains and immediate consumption, only feasible in small countries or villages. This is why they relentlessly hunt for genes associated with infarction to knock them out with some molecular switch, since infarction shows what is really going on. Hydrogenated fats are untouchable, being the fulfilment in the food arena of Bretton Woods’ diktat (for further information see History). The gangs of collaborationists do not defend people’s health, instead the legitimacy of the marketing and prescribing of all those pain-killers, muscle relaxing and anti-inflammatory drugs which cause lateral amyotrophic sclerosis. They search those genes which have literally badmouthed those compounds claiming that they are completely the opposite of remedies and that this trash would turn Hippocrates in his grave.
Our genes announce that sugar is not a food for man and they do so by causing an incurable disease, namely, diabetes. These gangs, like hunting dogs, look for these genes to silence them for ever. Not only do they defend sugar, but also those pesticides with a molecular structure similar to alloxane (damaging the pancreas). Ten years ago at Partinico, close to Palermo, they caused numerous cases of infant diabetic comas. This showed that research for the genetic causes of disease is a smokescreen. These “scientists” are researching how to allow chicken meat to keep 100 micrograms of antibiotics a kilogram, as authorized by the EU, by trying to control and limit the unavoidable symptoms those drugs cause in our bodies, so that nothing changes in animal farming.
This is the political aim of the operation. As for the logical and medical sense of it, you can discover it by yourselves in this way: even if an arrogant scientist were able to stop the metal of the pan on the fire to expand and the water to boil, don’t you think that being the pan repeatedly on the fire wouldn’t it react to the treatment it receives in an even stranger and less controllable way?
Making people duller and less sensitive, even installing electro stimulants close to their spines to transform their pain into tingling, or with molecular therapies which attack mutated genes or tumour cells, so that their reactions to the environment are reduced, but at the same time keeping them in the chemical sewer, will lead to a more serious environmental and food devastation and toxicity.
For instance, cancer is not an enemy foreign to the body, and as such to be attacked with bazookas (as these researchers like to do, showing a stupid Rambo-Hollywood mentality), since it is a probe, a detector: cancer is the body itself which has changed in symbiosis with the environment. It cannot be required to change, since it cannot be asked not to be in symbiosis with the environment. Where should it live and what should it live on? Shooting cancer with a cowboy mentality is imbecilic, since the body itself is being shot at. It is like seeing the red light on the dashboard showing low engine oil and solving the problem by shooting at it. This confirms that doctors have seen many Hollywood films, but what rank of idiocy would you give them from 1 to 10?
Above all, the body’s balance must be restored, both internal and external, before any direct attempt is conducted on the macroscopic factor (namely, the mutated cells contained in the visible mass), or on the microscopic factor (the mutated genes, which are an effect of the cause, that is, the environmental damage). Therefore, a substantial change in lifestyle, food and environment is the absolutely primary factor, exactly the opposite of the gang’s research, who would keep these unchanged.
XXII. The gang of criminals calling the shots in Western Medicine have transformed the effect into the cause in a smokescreen rendering Medicine powerless. In this way the relationship between disease and food-environment is concealed allowing the continuation of this devastating economic model as well as a polluted habitat, with remarkable Malthusian results. Today, these human masses are made to believe that the site and the cause of disease is in the genes. So far, they speak about “genes associated to such and such disease”, or they claim with scientific language that “this chromosome is one of the sites of this or that disease’, but the tendency is to simplistically claim that the cause of the disease is in the genes. The first part of Darwin’s theory will be imposed on them: even genes suffer small mutations and many of them, instead of leading to evolution they allegedly lead to disease, in spite of the principle of genetic homeostasis, which is the little remembered but fundamental principle of genetics: DNA is an extremely conservative structure, which excludes precisely what these crypto-Darwinists would like to ascribe to it: variation.
In this way, the polluted environment-disease relationship is concealed. Medicine allegedly heals by acting on the genes. Iain Mattaj is the Scottish director of the well-respected European laboratory of molecular biology at Heidelberg, which is the most important research centre on biomedicines in Europe and with which many countries collaborate, including Italy. He brightly stated to the press: “Molecular Medicine is the field of life sciences which studies the molecular basis of disease and examines treatments from a genetic point of view. This is the future of Medicine.” La Nazione, 18 May 2010. Trastuzumab, rituximab, bevacizumab, imatinib, gefitinib, erlotinib…. these are the names of the new so-called “biologic” drugs, whose aim is the same as Valium and antibiotics administered in pig breeding centres. These drugs must help the poor animals to endure better the atrocious conditions in which they are constrained. Continuous infections are caused by overcrowding and increased aggression is due to the insufficient space to run, which is healthy and liberating. Therefore, biological drugs such as Valium and antibiotics for pigs should help people, being reduced to captivity in megalopolises of millions of inhabitants, to bear the unnatural and polluted condition in which they live and to stand better the harmful effects of poisonous junk food.All these poisons cause micro effects on genes, and are then expressed by the genes in macro symptomatology. Genomic Medicine with its biological drugs requires these genes (namely, growth factors and enzyme inhibitors) to work and express less, so that the devastating effects our habitat cause in today’s people be less visible and observable from a macroscopic point of view. In this way, the serious and enormous problem of the polluted environment-disease relationship passes unremarked and therefore not reported.
Thus, the degeneration process of today’s people continues ominously and expresses itself at other levels, culminating in the appearance of a giant tumour floating miserably on top of unsteady bowed legs, not even able to run and enjoy even this small taste of freedom, the last small gesture of rebellion. I think I have shown sufficiently that the objective of today’s Western Medicine is not to heal people, but is political, namely, to keep today’s people imprisoned in the lifestyle imposed by advertising, urbanization and countless deceptive medical recommendations acknowledged by government and supra sovereign agencies (EU) and then imposed on the people with ad hoc laws, according to the wishes of the elite controlling Western countries, who is able to do so by keeping itself invisible.
XXIII. You may wonder whether those controlling Western Medicine (certainly not Mattaj, just a spokesman) are friends or enemies of humankind. I invite those dealing with Tradition and Theology to think about this.

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