LA MENZOGNA DELLA “VITA ARTIFICIALE”

Posted on luglio 18, 2010
CELEBRIAMO DARWIN
Paolo De Bernardi
Pubblicato su Splinder domenica 15 marzo 2009

I batteri unicellulari, presunti semplici, sono di una complessità indescrivibile, nonostante le apparecchiature sofisticate di cui disponiamo[1]. Un onesto genetista contemporaneo, come Shapiro, è costretto ad ammettere che la scienza, del più vile dei batteri, costituiti di una sola cellula, non è in grado di farne una descrizione. Abbiamo tecnologie che consentono di costruire portaerei o astronavi di dimensioni gigantesche e di una complessità estrema; eppure tutto questo non basta per descrivere la complessità della forma di vita più umile.
Della vita dunque la scienza contemporanea non ne sa nulla. In prossimità del centenario darwiniano in America hanno riprovato a fare l’esperimento di Miller, impostato sull’idea darwiniana che la vita sia nata dal fortuito combinarsi di elementi chimici; meglio se siamo vicini ad un vulcano, perché secondo questi scienziati, oltre al brodo chimico ci vogliono calore e scintille. Negli anni Cinquanta S.Miller fece tale prova, mescolando tutti quegli elementi chimici che secondo una visione biologica, tenuta a battesimo da Darwin, sarebbero stati necessari per “fabbricare” la cellula vivente. Senonchè dal calderone contenente il brodo nero puzzolente di ammoniaca non solo non ne uscì alcuna cellula vivente, ma nemmeno una misera proteina, che sarebbe stato indizio di esser sulla strada giusta. I signori ebbero la faccia tosta di sostenere che l’esperimento era quasi riuscito, perché pare che qualche aminoacido (precursore della proteina) si sarebbe prodotto, ma dei pochi che ne risultarono non tutti eran buoni per far una proteina. L’esperimento fece fiasco anche con Fox negli anni Sessanta. Recentemente ha rifatto fiasco l’allievo di Miller, un certo J.Bada, che all’Istituto Oceanografico della California (Scripps Institution) ha riprodotto un brodo fumante di vapori di ammoniaca dal quale sarebbero usciti almeno una ventina di aminoacidi (per capire il successo dell’operazione, possiamo dire che gli amminoacidi stanno alla cellula vivente come un filo di rame sta ad un computer; ritenere che siete ormai vicini alla costruzione di un computer perché vi siete procurati un filo di rame….dire che è faccia tosta è poco). Eppure a livello mediatico se la sono cavata dicendo che l’esperimento non era tanto volto a produrre la cellula vivente, quanto a stabilire il momento in cui sulla faccia della terra sarebbe comparsa la vita! (il computer è nato quando è stato prodotto un filo di rame!).
La Natura ha bocciato all’esame di biologia gli scienziati che hanno studiato su libri firmati da Darwin; ma ciononostante, questi scienziati che della vita non capiscono nulla, non demordono: insistono con la visione darwiniana della vita.
Non solo sono stati bocciati dal batterio unicellulare, la più umile delle creature, bensì anche da un animale semplice che non gode fama di grande intelligenza: la gallina. La scienza contemporanea non è arrivata a capire neppure il funzionamento dell’apparato digerente della gallina e ovviamente di queste gravi lacune sui libri scolastici e sui manuali di divulgazione non se ne parla. Risale alla fine del Settecento quello che è noto come “esperimento di Vauquelin”: se alimentate la gallina con della avena, nota per esser un cereale calcioprivo, secondo quanto la scienza contemporanea sa dell’apparato digerente, dovrebbe accadere che la gallina faccia uova prive di guscio, perché non essendo stata nutrita con calcio non avrebbe dove trarlo. E invece accade che la gallina fa delle uova fornite di un guscio ben robusto e ricco di calcio. Da dove lo ha preso? Gli scienziati contemporanei continuano a fare gli gnorri di fronte a questo fenomeno, che attesta la capacità della povera gallina di fare trasformazioni atomiche a freddo (cosa che per la “scienza” non è possibile): l’umile pennuto assorbe silicio e lo trasforma in calcio (ecco perché la medicina popolare, che per loro è superstiziosa e non scientifica, quando l’organismo aveva bisogno di calcio per saldare una frattura, raccomandava, tra le erbe, il siliceo equiseto. Ma a voi la medicina occidentale prescrive calcitonina e tanti latticini, che vi riempiranno di cisti).
Bocciati pure dalla gallina, i ripetenti, che della vita non hanno capito nulla, sono andati a mettere le mani sul dna. All’inizio (anche perché quella di C. Venter era una società di genomica quotata in borsa e doveva far credere agli azionisti che la genomica avrebbe fatto miracoli), essi hanno dato a credere che ogni gene fosse responsabile di una singola proteina (come se quello autisticamente lavorasse ignorando quello che fanno le migliaia di geni che lo circondano); senonchè poi è trapelato che i geni lavorano come in un concerto polifonico: nel determinare un certo carattere del vivente, vi contribuisce un numero vastissimo di geni e ciascuno in una misura imponderabile. Fine delle illusioni. Il mistero della vita resta lì, intatto. Ma anche intatta è restata l’arroganza dello scienziato, che ha Darwin come proprio patrono: di fronte alle migliaia e migliaia di geni di cui non avevano capito la funzione, i ripetenti hanno detto che si tratta di “geni spazzatura”, esattamente come faceva Darwin quando si trovava a non capire la funzione di un organo di un certo animale: essi, diceva, sono “organi abortivi o rudimentali”, cioè non servono a niente, sono un errore della natura, che avrebbe rifornito il rinoceronte e la balena di denti che non servono[2].
Capite che scienziati sono questi: quando non capiscono qualcosa, invece di dire “io sono ignorante, perché non capisco”, preferiscono dire che la natura ha sbagliato, producendo qualcosa che non serve a nulla. Quando alla ignoranza si aggiunge l’arroganza, allora abbiamo l’idiozia superba e blasfema, quella che intorno a sé non vede i miracoli o meraviglie della Natura (dal batterio, al mollusco, alla gallina; ritenendo, con arroganza blasfema, che la vita di Eluana fosse “artificiale”, un “ammasso di cellule morte”). Questa tradizione di idiozia superba e blasfema l’ha inaugurata Darwin, quando in un taccuino giovanile del 1838, la giovane promessa della scienza scriveva: Non è all’altezza della dignità di Colui che si presume abbia detto ‘Sia fatta luce’ e luce fu immaginare che Egli abbia creato una lunga successione di vili animali molluschi”. In realtà dovrebbero inchinarsi davanti al mollusco, sia lui che la lunga schiera dei ripetenti, che in 200 e più anni non sanno spiegare la digestione della gallina, prova che la scienza non ha fatto progressi, come raccontano. Se ha fatto progressi è solo nella capacità di deturpare la vita (ogm, clonazioni, ibridi, medicinali dannosissimi, manipolazioni genetiche della vita animale), ma nella comprensione si è lì, fermi al palo. Bocciati.
Ulteriori bocciature emergono dal campo medico. La medicina occidentale non capisce la causa della vostra infiammazione, mal di testa o lupus eritematoso, tant’è che sa solo rifilarvi antinfiammatori, antidolorifici, antistaminici, cortisoni: la grande diffusione, oggi, di questi “medicinali” è una delle prove migliori per poter dire che la medicina occidentale non funziona affatto. A onor del vero debbo dire che funziona eccellentemente come chirurgia, ed è efficace in qualche antibiotico (purtroppo son poche le patologie così trattabili), ma tutto il resto è fumo negli occhi, per i gonzi, disposti a credere, ad esempio, che esista un farmaco che rafforzerebbe le difese immunitarie. Ma come potete credere che possegga un tal farmaco chi non ha ancora trovato la cura vera del raffreddore (per esso ci sono solo farmaci sintomatici), che non sa descrivere neppure il funzionamento di una semplice cellula vivente!
Se mi avete seguito sin qui allora siete in grado di capire quanto sia falsa la nozione di “vita artificiale” usata per Eluana (e altri nella sua condizione), tale da legittimarne il distacco della spina. La vita artificiale non esiste e non è mai esistita. Ogni vivente, anche Eluana, anche il morto cerebrale, respira col proprio corpo, non è la macchina che respira per lui. Un apparato respiratorio artificiale o un apparato circolatorio artificiale i ripetenti non l’hanno mai inventato. La tecnologia non ha mai sostituito, col proprio, l’apparato respiratorio, l’apparato circolatorio, l’apparato digerente che son propri della Natura e la cui completa funzione ancora neppure si sa descrivere, anche quando si tratta dell’apparato circolatorio o respiratorio di Eluana, poiché funzionavano autonomamente. Quindi una vita artificiale non esiste. Esiste solo una “vita naturale aiutata”. Aiutata a prender cibo, aiutata a prender aria, aiutata a prender acqua. Se dovessimo dare eutanasia a tutti quelli che vivono “vita naturale aiutata”….quanti ne resterebbero al mondo?
Di Eluana si insisteva nel dire che la creatura oramai non reagiva più agli stimoli esterni, era totalmente passiva. Una vita così non è degna di esser vissuta per i barbari d’occidente. Ma lo sanno questi personaggi col burka scientifico che gli yogi, i buddisti, i monaci zen espandono la propria coscienza proprio quando sono assolutamente passivi e non reagiscono all’esterno e addirittura fermano i pensieri? La scienza, coi suoi rozzi macchinari, ha misurato l’attività cerebrale di uno yogi in samadhi? Chi vi dice che non può esserci coscienza senza attività cerebrale?
Sì, rispetto al cervello di Eluana e dei cosidetti “morti cerebrali”, il cui organo è immensamente più complesso del misero essere unicellulare che la scienza non sa neppure descrivere, la macchina che registra l’attività cerebrale è uno strumento rudimentale, che sta a Eluana, come un martello alla vostra auto. E’ come se il vostro meccanico volesse fare la diagnosi alla vostra auto a colpi di martello, basandosi su come risuonano radiatore e monoblocco ai colpi che lui picchia. Voglio dire che potrebbe esserci attività cerebrale senza che la macchina la rilevi. Quindi Eluana e i morti cerebrali potrebbero essere in meravigliosi stati meditativi, che gli asceti perseguono con grande fatica e spesso con insuccesso (asceti protetti e mantenuti dai popoli, perché preghiera e/o meditazione erano importanti quanto o più del lavoro degli ingegneri per la prosperità e stabilità sociale. Ma l’Occidente è laico, capite). Noi non sappiamo cosa accade in loro. Quando non si sa se una persona è innocente o colpevole, la si presume innocente, perché è meglio un delinquente fuori che un innocente dentro. Lo stesso dovrebbe farsi con la persona in stato vegetativo: dobbiamo presumere che voglia vivere, perché non abbiamo la certezza contraria.
I giovani, anche attraverso facebook, vengono spinti a fare testamento biologico, dopo aver loro fatto credere che esisterebbe una “vita artificiale” e che la vita non è degna di esser vissuta senza azione e senza espressione, e loro in massa, come i branchi di sardine che in mare si muovono all’unisono e contemporaneamente (ecco a che serve facebook), decidono che se cadono in quella condizione si stacchi la spina. Poverini. Di quella condizione (stato vegetativo persistente) non ne sappiamo nulla: è come se vi dicessero di scegliere sulla terra le cose utili che vi potrebbero servire quando sarete su un pianeta della galassia di Andromeda, dove non sapete neppure se le cose, invece di cadere dall’alto in basso, cadono dal basso in alto. Fare testamento biologico dicendo: mi siano tolti acqua e cibo, equivale a questo. Ma i lupi, usando i loro ripetenti, sono riusciti nell’intento maltusiano che ha governato tutta l’operazione. In Olanda, nei reparti neonatali degli ospedali, commissioni formate da bocciati, che non capiscono come una gallina digerisce il cibo, decidono se la vita di un neonato sia degna di esser vissuta o no, e se ritengono no, dall’alto della loro scienza, gli praticano l’eutanasia. In Italia i nostri ripetenti sono scesi in piazza per reclamare il diritto ad un testamento biologico che preveda sospensione di cibo e acqua, perché lo Stato -dicono- non deve imporre la “vita artificiale”; il Corriere della sera ha strillato che gli italiani si fidano troppo poco della scienza. Ma come? Se è da bacchettoni fidarsi di quelli vestiti di nero (preti), fidarsi di quelli vestiti di bianco (pluriripetenti) è emancipante? Sempre fede è.
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[1] Cf. J.A. SHAPIRO, Bacteria as multicellular Organisms, in “Scientific American”, giugno 1988, pp.82-89:”..i batteri possiedono elaborate capacità di sviluppo e comportamentali tipiche dei più elevati organismi (…) essi mostrano tali complessità biochimiche, strutturali e comportamentali che superano la descrizione scientifica.”, p 89.
[2] DARWIN C., Abbozzo del 1842, II 9

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