PIU’ IMMIGRATI = PIU’ PIL. L’EUROPA TORNA A CRESCERE

PERCHE’ I VERTICI DI EUROSODOMA NON VOGLIONO FAR NULLA PER FERMARE I CONTINUI SBARCHI DI MIGRANTI

Paolo De Bernardi
– Perchè il loro Padrone, cioè il Grande Parassita, ha detto loro che il Fiscal Compact e le connesse politiche di auterità (spending review, tagli pensioni, chiusura piccoli ospedali, niente aumenti di stipendio agli statali, ecc) non si toccano (Moscovici e Padoan stanno dove stanno per controllare questo). Insomma Il Padrone ha detto che deve vincere il Partito del Rigore, contro quello della crescita. Ma questo che c’entra coi migranti?
-Il Padrone ha detto ai suoi servi che deve essere abbattuto lo Statuto dei lavoratori in Italia (picconare a partire dall’art. 18, fino a smantellare tutto l’impianto di garanzie sindacali). Ma questo che c’entra coi migranti?
– Una volta che l’Europa sarà piena di immigrati avverrà che la metà di essi che intendono lavorare, e non delinquesre o vivere di espedienti dalla dubbia legalità, faranno crollare il mercato del lavoro, cioè saranno disposti a lavorare per 3 euro l’ora. Un immigrato per lo più non sa cosa è una garanzia sindacale, figuriamoci se ha sentito mai nominare lo Statuto dei lavoratori. Ma questo come produce la vittoria del partito del rigore, quello del Fiscal Compact?
– Quando le industrie europee anzichè pagare un salario di 1000 o 1500 euro ad un operaio, ne pagheranno uno di 500 0 600 per 10 ore di lavoro al giorno, ecco che ritroveranno crescita e competitività e così avremo mostrato che il rigore paga e porta alla crescita. Così saranno messi a tacere quelli che tirano per la giacca Draghi affinchè stampi più moneta che stimoli la crescita (cosidetto “partito della crescita”). Così, grazie a gente che lavori per 3 euro l’ora, Eurosodoma non dovrà sborzare i 300 miliardi promessi per stimolare la crescita. Con gli immigrati risolviamo.
– A fronte dell’arrivo di una bolletta energetica alta, visto i cattivi rapporti con la Russia , questa perdita di competitività verrà compensata facendo lavorare la gente a 3 euro l’ora (se non lo fai tu caro italiano o francese, lo faranno gli immigrati) Quindi in Italia va abbattuto lo Statuto dei Lavoratori, in Francia va infranto il tabù del limite di ore settimanali che deve lavorare un operaio. Per lo stesso salario lavori 45 ore settimana, sennò sei sostituito, senza “giusta causa”.
-Economia della disperazione, la cui “crescita” è garantita da una estrema compressione dei salari, che solo la presenza di innumerevoli immigrati consente. Unita al fatto che la Bce non stampa e che quindi c’è poca moneta in circolazione, accade che la gente non compra e se l’industria riesce a vendere qualcosa all’estero è solo perchè la classe lavoratrice è tornata ai livelli dell’Inghilterra dell’ Ottocento: lavorare 12 ore die per solo vitto e alloggio (operai affamati che rubavano dal trogolo dei porci).
-Economia della disperazione, che per far apparire un Pil in crescita nell’ambito di politiche economiche di rigore (Fiscal Compact) arriva persino a conteggiare le attività mafiose, di spaccio e della prostituzione.
-Morale: Il Grande Parassita vuole mantenere i Paesi europei nella morsa del Fiscal Compact, ossia scarso denaro in circolazione, che costringe stato e famiglie a VENDERE, oro, terreni, case, palazzi, isole. Per consentire che ci sia crescita economica in una condizione simile (o almeno una parvenza), si promuove la guerra tra poveri lasciando che l’invasione dei migranti non si fermi mai, con un abbrutimento della classe lavoratrice mai visto prima.
Così i nemici della Vita e della Natura stanno stravolgendo questo Paese. Ovunque andiate noterete che gli italiani sono quasi scomparsi. Spariti. O chiusi in casa dalla paura. Nei locali e per le strade si parla una lingua senza articoli, con tutti i verbi all’infinito. Vi riporto qualche articolo che vi dà il polso della situazione reale e drammatica, mentre la stampa nazionale riporta in prima pagina solo cazzate. Con chi si è sposato Clooney?

Roma, nuovo assalto a un autobus
immigrati lanciano pietre contro i vetri
Corcolle, assaltato un altro bus: illesa l’autista. Due aggressioni in 24 ore, residenti in rivolta
Dopo l’episodio avvenuto sabato scorso contro la conducente dello 042, ora un nuovo caso: lancio di pietre contro il mezzo Atac 508, nessuno è rimasto ferito. Caccia agli aggressori
di LUCA MONACO “Repubblica” 22 IX 2014

Il bus assaltato sabato scorso a Roma  Ennesimo assalto a una vettura del trasporto pubblico a Corcolle. A farne le spese, per la seconda notte consecutiva è stata una donna. Dopo l’aggressione ai danni di Elisa D. B., la 33enne autista dello 042, finita in ospedale a causa delle sassate scagliate da un gruppo di stranieri alle 19.35 di sabato, 24 ore dopo è toccato a Federica G., questa volta rimasta illesa.

“La collega e a sua volta figlia di un responsabile di linea  – ha raccontato la presidente del sindacato Cambia-menti M410, Micaela Quintavalle –  era al volante del 508. Intorno alle 21 il bus è arrivato a Corcolle e lì si è scatenata di nuovo la violenza. Non ha fatto in tempo ad aprire le porte che un gruppo di migranti che attendevano da tempo alla fermata ha scagliato contro il pullman diverse pietre. Fortunatamente stavolta non ci sono state conseguenze per la collega. I vetri sono rimasti integri, l’autobus ha riportato solo qualche ammaccatura sulle fiancate laterali. Ma la paura è stata tanta”.

E ha aggiunto: “Il pericolo è stato scampato perché la gente del quartiere è accorsa in sua difesa e ha allontanato gli aggressori. Bisogna dire però, nonostante in questo caso siamo di frionte a dei barbari, che il problema della qualità scadente del servizio rimane. Basterebbe far passare gli autobus con la dovuta frequenza per far affievolire ogni tipo di tensione”.

Poi intervenuta ai microfoni di Radio Roma Capitale ha ricordato l’episodio del giorno prima: “Per quanto riguarda Elisa, invece, la collega del 042, si è trovata accerchiata da tantissime persone, ubriache, che hanno minacciato di violentarla. Era sconvolta, ma per fortuna non ha subito nessuna conseguenza fisica. Solo tantissima paura. Ma voglio sottolineare che le aggressioni, purtroppo, accadono anche agli autisti uomini”. Poi si è rivolta al sindaco Marino: “Adesso vorrei che faccia seguire alle parole i fatti. Abbiamo letto il suo comunicato stampa, ma questo è il momento di mettere in campo azioni concrete. Noi autisti non possiamo più fare da capro espiatorio. Pensiamo di organizzare un sit-in per la difesa alla salute di noi autoferrotranvieri”, ha concluso Quintavalle.

I residenti di Corcolle sono sul piede di guerra. Domenica sera hanno manifestato contro l’ennesima aggressione nel quartiere, sono scesi in strada e hanno occupato via Polense: “Basta violenza, non ne possiamo più”.

Duplice tentato omicidio per il controllo dello spaccio in città
21 settembre Repubblica.it
Colpi pistola contro nordafricani, uno ferito. Poco dopo un altro magrebino è stato accoltellato. Il pm Giovannini: segnale pessimo

BOLOGNA – Duplice tentato omicidio all’alba, per il controllo del mercato dello spaccio, all’ex Manifattura tabacchi di Bologna. Tre colpi di pistola sono stati sparati verso due nordafricani: uno illeso, l’altro è stato raggiunto ad una coscia. Trasportato all’ospedale, è stato operato: non è in pericolo di vita. Gli inquirenti ipotizzano un regolamento di conti tra tunisini originari di Tunisi e Sfax. Un “segnale pessimo e assai preoccupante” per Valter Giovannini, procuratore aggiunto e portavoce.

L’agguato è avvenuto verso le 5.30 ad un ingresso della struttura, situata alla periferia della città, un’area degradata e conosciuta per lo spaccio di stupefacenti. I due nordafricani erano seduti su un divanetto in una sorta di ‘reception’ destinata agli acquirenti, che ordinano la droga e poi la ritirano da una vicina finestrella, quando sono stati presi di mira a colpi d’arma da fuoco. Il bilancio poteva essere più cruento: il proiettile che ha raggiunto uno dei due ad una coscia non ha fortunatamente leso la femorale. La squadra Mobile indaga per risalire agli autori del duplice tentato omicidio.

Pochi mesi fa il procuratore aggiunto Valter Giovannini – che è anche coordinatore del pool criminalità comune e da anni segue l’argomento – aveva rilevato, parlando con i cronisti, che con le nuove norme sulle droghe leggere e sullo spaccio di lieve entità “per molti spacciatori ‘abituali’ si apriranno le porte delle carceri italiane, con conseguenze preoccupanti”. In estrema sintesi, aveva aggiunto, “quando la recente legge entrerà in vigore, essendo stata abbassata la pena massima per il cosiddetto ‘spaccio lieve’, in pratica quello su strada, che tanto affligge tutte le città, Bologna compresa, non sarà più possibile applicare il carcere, al massimo si potrà mettere il soggetto agli arresti domiciliari. Con un effetto però paradossale ed ovviamente non voluto dal Legislatore: rimarranno fatalmente liberi, salvo modeste misure del tutto inefficaci come il divieto di dimora e l’obbligo di firma, tutti coloro che non hanno un domicilio, vale a dire la quasi totalità degli spacciatori stranieri. E questo su Bologna, piazza elettiva nel nord Italia per lo spaccio di eroina bianca, che tante vittime ha causato, non può non suscitare preoccupazione”.

Un altro magrebino accoltellato. Due-tre ore dopo il duplice tentato omicidio, poco distante all’ex Manifattura tabacchi un altro magrebino è stato accoltellato. Ad accorgersi di questo secondo episodio – che potrebbe essere collegato al primo e sull’eventuale legame sono in corso accertamenti – gli agenti della squadra Mobile che si erano recati all’ospedale Maggiore per le indagini sulla sparatoria. Gli investigatori hanno notato due magrebini e inizialmente hanno pensato che fossero collegati al ferito per gli spari. In realtà si sono resi conti che erano lì per un altro episodio che ha visto un magrebino ferito da diversi colpi da arma da taglio. L’uomo, che non è grave, era arrivato all’ospedale con un taxi, quindi non era stata chiamata nè la polizia nè il 118. Quindi se gli agenti non avessero notato cosa era accaduto, probabilmente la notizia dell’episodio sarebbe arrivata agli investigatori nei prossimi giorni

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/09/21/news/duplice_tentato_omicidio_per_controllo_spaccio_a_bologna-96324852/?ref=HREC1-29

22 settembre 2014 Repubblica
Duplice omicidio a Bruzzano, le telecamere riprendono il killer in azione
Giovedì sera, portici di piazza Giustino Fortunato. Una telecamera riprende Kastriot Zhuba mentre si allontana dai tavolini di un bar, col dito fa un gesto di minaccia: ci vediamo dopo. È il prologo della mattanza di Bruzzano. La seconda scena immortala la fuga di Mondi Kthella, l’unico sopravvissuto alla furia del pluriomicida albanese, che fugge attraverso i giardinetti con una mano sulla schiena già colpita da un proiettile. Zhuba lo insegue, spara altre cinque volte a vuoto, Kthella verrà soccorso in via Angeloni. L’assassino torna camminando, calmo: sta andando a dare il colpo di grazia ad Arben Kthella, cugino del ferito. Poco dopo rapinerà la Opel Corsa del passante egiziano Ibrahim Sharara e lo ucciderà senza pietà

(a cura di Massimo Pisa)
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Alla materna “Quadrifoglio” su 66 alunni solamente uno è italiano
Redazione “Stampalibera”| 26-09-2014 Categoria: Società Padova, il cuore del Veneto è ormai degli altri, non è più dei veneti. Vi è il timore di circolar per strada dopo il tramonto in alcune zone. Fra le regioni italiane il Veneto si caratterizza per essere da sempre la regione più aperta alle culture di altre società,  con le quali sa imbastire collaborazioni e dialoghi; ma oggi la situazione si presenta penosa e fuori controllo. Ora dietro ai vetri neri delle Mercedes che sfrecciano silenziose nei centri storici delle città si scorgono visi di cinesi o mandibole e zigomi prominenti di individui slavi. In alcuni quartieri vi sono solo individui di pelle nera ed i poliziotti  non vi transitano volentieri da soli. La droga è servita ad ogni angolo di strada seppur imn maniera guardinga. I furti sono all’ordine del giorno nelle case, nelle auto, nelle fabbriche, nei luoghi pubblici, fino ad arrivare al furto dei cavi elettrici e dei combustibili dagli autotreni e dai trattori. La stragrande maggioranza di questi furti rimane senza giustizia ed oggi i cittadini veneti omettono di presentare le denuncie alle autorità di polizia, ritenendo la cosa superflua ed anzi una penosa perdita di tempo.Riuscirà il Veneto a non sparire? Sembra proprio di no la guerra è già persa. Mentre gli imprenditori e neo laureati veneti  emigrano in massa ormai, per mancanza di lavoro, i prefetti impongono l’ospitalità forzata a ogni tipo di immigrato, terroristi compresi, come denunciato dai vari ministri degli esteri da Bonino in su. Non vi è più dubbio alcuno circa la volontarietà politica di questa imposta invasione, funzionale alla distruzione della regione simbolo dell’imprenditorialità italiana. La domanda finale per tanti veneti è: quando partirà il saccheggio di massa delle abitazioni e delle fabbriche ad opera di gente che non lavora e che vive spesso apparentemente sopra le loro possibilità economiche? Forse aveva ragione il cooptato Berlusconi a sostenere gli africani in Libia. Con il costo di un africano mantenuto  in Italia senza lavoro si possono creare 10 posti di lavoro in Africa. Ma forse è proprio questo che i Poteri forti non vogliono. La distruzione dell’evoluta Libia  da parte della nostra aviazione per conto terzi,  avvenuta contro gli interessi nazionali, lo sta palesemente e drammaticamente a dimostrare. Il riconoscimento immediato del regime fantoccio instaurato in Libia ad opera del PD ne è la drammatica e penosa conferma.
Alla materna “Quadrifoglio” su 66 alunni solamente uno è italiano
ll caso dell’asilo all’Arcella denunciato dall’unica mamma padovana: «Un errore, ho scritto a Bitonci». Le maestre: «Dateci i mediatori linguistici»
di Felice Paduano

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Salvati da una nave da crociera sbarcano a Cipro: ma vogliono sbarcare in Italia (indovinate perchè? ndr)

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