COMMEDIA ITALIOTA TRAGICOMICO DEMENZIALE

Se per certi versi non fosse drammatica la situazione del Paese, ci sarebbe da svellicarsi dalle risate nell’osservare da un lato un ministero dell’interno che con pignoleria certosina raccomanda a prefetti e sindaci di far servire a colazione ai “profughi” paraculi il cappuccino con fette biscottate e marmellata (coi sindaci che devono stipulare convenzioni coi bar, che si devono impegnare a portare la colazione ai signorini, ai quali bisogna dare la donne di servizio, perchè loro il letto non se lo rifanno, nè spazzano la stanza; devono fare convenzioni coi ristoranti per garantire menù senza maiale, ecc); dall’altro lato, un paio di giorni fa si è assistito a Termini a una scenetta come questa: scende dal treno un gruppo di turisti che vengono avvistati da un branco di rom poco lontano, i quali iniziano a rincorrerli per strappar loro i bagagli. Urla , gente che corre e inciampa, capotreno che riesce ad intervenire in extremis e a disperdere il branco inseguitore.Roba da non credere. Ecco l’Italietta ridotta al tragicomico da un branco di dementi ragazzetti inetti in tutto e neppur votati. Stanno affossando perfino la stagione turistica, ultima risorsa che aveva un paese ridotto a disperazione. Nelle grandi stazioni italiani sui diskplay sta scritto a caratteri cubitali: “Attenzione ai borseggiatori!”, come dire, cari turisti state alla larga da qui.
23/05/2015 06:05
CAPITALE SOTTO ASSEDIO
“Mi danno soldi per un immigrato e 5 concittadini fanno la fame”
La rabbia del sindaco di Mandela, Scarabotti:”Devo trovare monolocale e ristorante. E qui c’è chi non lavora” . Fonte “il tempo”
Con 916 abitanti si vince un rifugiato. È tutto messo nero su bianco dal Viminale e non c’è scusa che tenga: ogni Comune deve fare la propria parte nell’applicare il piano di accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Così, i paesi con meno di mille abitanti ma più di 300 devono ospitare uno straniero; con più di mille due immigrati; con quattromila abitanti un Comune vede recapitarsi sei extracomunitari. E così via. Unici esentati i piccoli paesi con meno di 300 anime. La circolare del Ministero dell’Interno parla chiaro: nessun Comune può rifiutarsi. Neppure Mandela – nella Valle dell’Aniene, area della provincia di Roma considerata «depressa» – che conta, appunto, 916 abitanti. Lì andrà a vivere un rifugiato. E il sindaco locale, Gianni Scarabotti non può farci niente: deve allargare le braccia, far buon viso a cattiva sorte, rimboccarsi le maniche e provvedere. Scarabotti, sconsolato, non sa proprio come fare. E racconta con semplicità a Il Tempo il disagio.

Sindaco, le tocca un solo immigrato. Paradossale.
«Già. Il Viminale, attraverso la Prefettura, ci ha inviato la comunicazione che dobbiamo ospitare un rifugiato».

Uno solo?
«Sì, perché abbiamo meno di mille abitanti e più di trecento. Licenza ne prenderà due, Vicovaro con quattromila abitanti invece sei. A Castel Madama ne andranno 40. Gli unici esentati sono i Comuni di Percile e Rocca Giovine, che ne hanno meno di 300».

Cosa vi chiede la Prefettura?
«Di ospitare un rifugiato in una struttura idonea».

Bene. Il suo Comune ce l’ha?
«Ma cosa ha? Con meno di mille abitanti possiamo avere una struttura idonea? Non c’è neanche una banca, un bancomat: nessun istituto di credito apre uno sportello qui. Certo che non ce l’abbiamo…».
E come farà?
«Dovrò trovargli un posto… Prendergli una casa in affitto. Che ne so… Un monolocale».

Quanto costa al mese un monolocale a Mandela?
«Più o meno 300 euro».

E chi paga?
«Lo Stato. Nella circolare i Comuni vengono informati che riceveranno una diaria di 35 euro al giorno per pernottamento, tre pasti, vestiti, pulizie, assistenza. Fanno mille euro al mese più o meno».

Così 300 se ne vanno per il monolocale. Ne restano 700 per il vitto.
«Già. E, vede, anche questo è un bel problema…».

Si spieghi.
«Non avendo una struttura idonea ad accogliere rifugiati, chi cucina? Dovrò fare una convenzione con una trattoriola locale, dovrò organizzarmi… Magari con 7-10 euro a pasto me la cavo. Come paghiamo i vestiti? E le pulizie chi le fa? E poi c’è il problema del menù…».

Prego? Il menù?
«Eh certo! Nella circolare, ad esempio, ci si dice che a colazione dobbiamo servire caffè e latte o thè con biscotti o fette biscottate e marmellata. Ma dobbiamo portarglielo a casa? E chi glielo porta? Magari potremmo fare una convenzione con un bar dove può ritirare il cibo».

Capisco. Torniamo però al menù.
«Mettiamo il caso che qui arrivi un musulmano, dobbiamo preparargli un menù adeguato alla sua religione. Questo ci chiede il Viminale. Però noi qua abbiamo cinghiali, maiali… Mica la mangiano questa carne i musulmani! I ristoranti preparano cucina locale: carne alla brace, amatriciana. C’è il maiale! E che gli cucinano in alternativa? Pollo? Riso in bianco? Per non parlare della lingua. Se non parla inglese o francese come facciamo? Non siamo preparati, non c’è personale specializzato».

Non crede ci siano problemi d’integrazione?
«Certo!!! Ma non con la cittadinanza locale… Assolutamente, anzi. Mi chiedo solo: cosa fa un solo immigrato che vive a Mandela? Fa il turista? Va in giro per il paese tutto il giorno? Prende la licenza da caccia? Qui non c’è lavoro, come fa a trovarne uno? Deve fare come i cento immigrati che vivono in un centro gestito da privati a Licenza: da cinque anni ogni giorno prendono il pullman vanno a Roma e tornano la sera. Un dormitorio».

Impossibile proprio che si trovi un lavoro?
«Beh… Non so… Guardi, noi abbiamo in paese cinque compaesani che vivono in condizioni di difficoltà. Non lavorano. Ogni mese il Comune gli dà 350 euro, un buono lavoro».

Cos’è un buono lavoro?
«Un sussidio. Non lavorano e gli aiutiamo economicamente. Ovviamente prendendo quei soldi da un bilancio comunale di soli 1,8 milioni di euro l’anno e togliendoli ad altri servizi: giardini, strade, anziani».

Mi sta dicendo che un immigrato vive con mille euro al mese e cinque italiani con 350 ciascuno?
«Esatto. Però attenzione: a noi lo Stato non ridà un centesimo dei soldi che diamo ai nostri compaesani senza lavoro. Anzi, ci toglie i soldi dell’Imu, taglia ogni anno i trasferimenti ai piccoli Comuni. Però il governo ci dà i soldi per il rifugiato».

Non possono neanche accusarla di razzismo. Lei ha organizzato a Mandela una giornata in onore di Nelson Mandela con l’ambasciatrice del Sudafrica in Italia. Perché ricordare «Madiba»?
«Mandela è una figura simbolo, un esempio per tutti nella lotta per la salvaguardia dei diritti civili e politici, nella lotta al razzismo e all’apartheid. Ritenevamo giusto ricordare un uomo che è stato da esempio per tutto il mondo e ha dato una gran lezione all’Occidente cosiddetto civilizzato».

Torniamo all’emergenza immigrazione. Cosa ne pensano i suoi colleghi sindaci dei Comuni limitrofi?
«Ho parlato con loro, con Vicovaro, con Licenza. Il problema coinvolge tutta la Comunità Montana. Anzi, coinvolge la Provincia di Roma, il Lazio… tutta l’Italia… Siamo pieni di piccoli Comuni. Guardi cosa sta accadendo a Marino…».

Cosa farete?
«Chiederemo un incontro al prefetto Gabrielli, altrimenti saremo costretti a manifestare sotto Palazzo Valentini».
Daniele Di Mario

Ecco la quotidianità del paese di che è fatta (tutto rigorosamente taciuto da repubblica della sera e tg rai)

http://www.notixweb.com/?p=30779
http://www.notixweb.com/?p=30732
http://www.notixweb.com/?p=30727
http://www.notixweb.com/?p=30721
http://www.notixweb.com/?p=30718
http://www.notixweb.com/?p=30715
http://www.notixweb.com/?p=30712
http://www.grandecocomero.com/bagno-mc-donalds-zingarelle-calci-pugni-rapina/
http://www.piovegovernoladro.info/2015/05/24/romeno-aggredisce-la-vicina-di-casa-86-enne/
http://www.piovegovernoladro.info/2015/05/24/ponte-di-nona-sfilata-contro-nomadi-e-degrado/

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PIU’ DI 80 MILIARDI ANNUI ! Ecco il mostruoso costo della tratta negriera che deve restare rigorosamente segreto

CON QUESTA MOSTRUOSA CIFRA, CHE UN GOVERNO ETERODIRETTO DAL TRILDERBERG STANZIA SEGRETAMENTE QUEST’ANNO PER NEGRIZZARE L’EUROPA, CI SI POTEVA NON SOLO FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA DEL PAESE, SALVANDO MILIONI DI POSTI DI LAVORO E VITE UMANE (suicidi per disoccupazione), MA CE N’ERA IN AVANZO PER REDDITO DI CITTADINANZA, PER RIPARARE STRADE, PER ASSUMERE PERSONALE NEGLI OSPEDALI DOVE SI MUORE PER CARENZA DI PERSONALE, PER RIDARE FINANZIAMENTI E DIGNITà A POLIZIA, CARABINIERI (devono comprarsi divisa estiva coi soldi loro), VIGILI DEL FUOCO, GUARDIA DI FINANZA, FORESTALE (tolti Land Rover Defender e date misere pandine, dove quegli omoni neppur c’entrano) CHE I TRADITORI DEL PAESE VORREBBERO SMANTELLARE-ACCORPARE

Alto tradimento, corte marziale, plotone di esecuzione. I gaglioffi governativi rispondono ad un ordine di travaso dell’Africa in Italia e se possibile Spagna e Grecia, per un’operazione, di ispirazione satanista, di cancellazione del cattolicesimo e poi degli ortodossi, realizzando nel contempo, il melting pot (solo se spariscono cattolicesimo e ortodossia si potranno avere matrimoni gay, con tanto di adozione di bambini, coi quali fare il bagnetto e altro). Non devono esserci etnie pure in Europa (solo LORO difendono accanitamente il diritto alla non mescolanza di sangue). E questo piano ai nostri danni son riusciti a metterlo in piedi coi nostri soldi (da questo solo riconoscete chi sono questi signori?).Guardate pubblicità e cartoni animati; negli ultimi mesi sono pieni di personaggi di colore accanto a gente di etnia bianca. E’ un bombardamento ideologico continuo a favore del merding pot.

 

Immigrati in Italia, nel 2065 saranno il 25% Rondini: ci estingueremo
Pubblicato il Dossier sull’immigrazione, curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar. I dati sono inquietanti, ma si riferiscono ai regolari, gli unici censibili

Elisabetta Colombo
mercoledì 29 ottobre 2014 20:26 la padania
Siamo destinati all’estinzione. E’ questa la convinzione di Marco Rondini, deputato della Lega Nord a commento dei dati emersi dal Dossier sull’immigrazione, curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio) «Contrariamente a quanto predicano buonisti e filoimmigrazionisti per convenienza, capeggiati dal ministro dell’invasione Alfano, i demografi sostengono quanto la Lega denuncia da tempo: siamo destinati all’estinzione. Nel 2065 gli stranieri in Italia saranno il 25%».
I dati sono senza dubbio allarmanti e l’emergenza che il Paese sta vivendo con i continui sbarchi è, come sottolinea Rondini, insostenibile anche da un punto di vista economico «anche se ciò non scoraggia il folle progetto di Alfano e Renzi. Continuano a sostenere Mare Nostrum, l’operazione che traghetta clandestini dall’Africa all’Italia e a mantenere enti inutili come l’Unar, l’organizzazione che paghiamo per fornirci dati che chi gira per le strade conosce perfettamente. Le proporzioni di questa invasione stanno già minando la coesione sociale che si basa su comuni radici etno-culturali».
Le cifre parlano chiaro: sono ormai 5.364.000 gli immigrati presenti in modo regolare sul territorio italiano all’inizio del 2014 e l’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione totale ha raggiunto l’8,1%: in 27 province supera addirittura il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (31%). Un quarto della popolazione straniera risiede in quattro province (Roma, Milano, Torino e Brescia). Gli stranieri residenti in Lombardia (oltre 1 milione) rappresentano il 22,9 per cento del totale nazionale. Attualmente a far crescere la popolazione immigrata sono soprattutto gli ingressi per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi). E sono state 130 mila le persone sbarcate in Italia nei primi 9 mesi del 2014. Le persone presenti nei centri di accoglienza a fine settembre 2014 sono 61mila e il dossier sottolinea inoltre che sono ancora pochissimi i ritorni assistiti, se ne contano solo poche centinaia di casi, a causa della scarsa disponibilità di fondi.
E aumentano anche le denunce contro gli stranieri con un incremento del 29,6%, ma si parla di denunce contro autori noti , le uniche prese in considerazione, in quanto consentono un’analisi per cittadinanza, anche se sono un quarto di quelle totali. E dalle contraffazioni alle lesioni dolose, ogni comunità ha i suoi reati. Ma questo è un altro capitolo.

barbara saltini 29/10/2014 alle 21:16:10 rispondi
SOLO QUALCHE NUMERO … CHE CI STA FACENDO DARE I NUMERI
Basta con slogan inutili gridati nelle piazze di Milano o Venezia. La Lega può e deve organizzare una grande manifestazione davanti al Parlamento di Bruxelles, il luogo giusto per rivendicare che gli italiani vogliono essere PADRONI A CASA LORO!… e non solo noi del nord ma aanche quelli del sud che, come noi, subiscono ll’invasione.
Solo qualche numero:
un recente studio fatto dalla CGIA di Mestre e pubblicato, stima in 80 miliardi di € all’anno il costo dell’immigrazione in Italia. Di questi 80 miliardi annui, dal 2012 vengono stanziati e spesi per gli sbarchi 1,6 Mld, non che negli anni precedenti se ne spendessero molti di meno.
Di seguito i dati resi pubblici dalla commissario agli Affari Interni Cecilia Malmstrom: l’Unione Europea dal 2007 al 2013 ha riversato sull’Italia il 13.4% del capitolo destinato alla gestione dell’asilo e dell’immigrazione. L’Italia ha ricevuto in sei anni € 478.745.000 € di cui 250.000.000 (circa 41 milioni all’anno) sono stati impiegati per la difesa delle frontiere marine e terrestri. Noi, solo per la difesa delle frontiere marine e terrestri dal 2007 al 2013 abbiamo speso 9 Mld!
Dati ministeriali: l’accoglienza dei profughi ci costa 3 milioni di € al giorno (3 Mld e mezzo all’anno), questi denari sono distribuiti tra le Associazioni, Onlus e Coop varie, tra cui la Caritas, che ospitano questi immigrati.
L’anno scorso il governo ha persino dato 500 € a testa a oltre 13.000 “profughi” (più di 6.500.000) purchè lasciassero il territorio nazionale, questo ha scatenato le ire tedesche . quasi tutti sono ritornati in Italia.
Sono stimati in circa 10 milioni gli immigrati che sono nella soglia di povertà ed usufruiscono gratuitamente di tutti i servizi sanitari, scuole, autotrasporti ecc. alla maggior parte di questi vengono dati sussidi pubblici. Ovviamente devono pure mangiare, vestirsi, avere cellulari e qualche comodità moderna per cui molti delinquono: mercato della droga, della prostituzione, furti organizzati e, quando va bene, piccola criminalità.
Dati OSAPP: un detenuto costa complessivamente allo Stato 12.000 € al mese 240.000 € all’anno (più o meno come un deputato). Oltre 24.000 (il 40% dei 67.000 detenuti) sono immigrati.

Dati EUROSTAT 2013:
l’Italia ha accolto il 64% delle richieste d’asilo
la Francia il 17%
la Gran Bretagna il 18%
la Germania il 26%
il Belgio il 32%
la Svezia il 53%
L’Italia, con il 64%, è il primo paese europeo in fatto di accoglienza. Al 12% riconosce lo stati di rifugiato, al 30% i motivi umanitari, al 22% assicura una “protezione sussidiaria” per cinque anni rinnovabili. Per non dilungarmi oltre quanto già non stia facendo cito solo la Francia che da asilo al 17% di coloro che ne fanno richiesta, al 15% riconosce lo stato di rifugiato mentre solo al 2% assicura la “protezione sussidiaria”.
Ma noi italiani siamo buoni, ad aprile abbiamo anche abolito le legge Maroni sul reato di clandestinità che all’Europa non piaceva (. chiedetevi perchè…). Noi siamo bravi più di tutti, dei tedeschi dei francesi, dei belgi, degli inglesi … DI TUTTI!
E se cerchiamo di difendere il nostro Paese dall’invasione indiscriminata e dai costi miliardari ci facciamo la figura dei razzisti e ciò non è etico .. .. guai a dire che c’è qualche milione di italiani sull’orlo del baratro, che non ce la fa più, che dovrebbero essere aiutati ma lo Stato non ha i soldi perchè, oltre agli sperperi noti e meno noti, mantiene da solo un numero enorme e imprecisato di persone che con la compiacenza e l’interesse delle mafie invadono le nostre terre e vengono pure pagati per questo!! .. NO, questo non si deve dire perché agli intellettuali di sinistra e ai catto-comunisti viene il mal di pancia!!!!!

50 FAMIGLIE ITALIANE SENZA CASA ACCAMPATE COME “VERI PROFUGHI”: NON E’ UNA PROVOCAZIONE, MA LA CONSEGUENZA DI CHI, IN DIFFICOLTA’, VIENE SCAVALCATO DAI “FINTI PROFUGHI” DEI BARCONI PER MERI MOTIVI POLITICI 22 v 2015

Il primo campo profughi per italiani senza casa
La protesta di 50 famiglie romane. Nella ex scuola alla periferia nord della capitale saranno ospitati 100 migranti. E agli italiani non resta che accamparsi
E’ il primo campo profughi per cittadini italiani, in Italia. Il cartello all’ingresso dell’accampamento di circa 50 famiglie romane racconta una storia di italiani in difficoltà che si vedono scavalcati dai migranti.
A Casale San Nicola, periferia nord di Roma, sono giorni che donne, anziani e bambini dormono in tende per chiedere al Comune e al sindaco Ignazio Marino di destinare l’ex scuola privata Socrate a loro e non ai migranti che a breve arriveranno. “Questa è una vera e propria emergenza”, ha detto Alfredo Iorio, il leader del movimento “Nessuno tocchi il mio popolo” che rivendica l’utilizzo dello stabile per le famiglie bisognose romane. Prima che per i migranti.
“Attualmente vaghiamo ospiti a casa di amici o parenti, tante sere ci siamo ritrovati a dormire in macchina. Questa – raccontano a romatoday.it – è una condizione che ti toglie la dignità ma allo stesso tempo di dà la forza per trascorrere la notte in tenda, al freddo, in questo presidio in mezzo al nulla. Vorremmo tanto quella casa popolare che ci spetta“. Invece non l’avranno, probabilmente. Perchè la decisione di destinare il casale ai richiedenti asilo è ormai stata presa. E anche i lavori di adeguamento della struttura vanno avanti, dopo le denunce del Comitato che ne avevano evidenziato le lacune strutturali.
Così hanno preso le loro tende e hanno creato il primo campo profughi per italiani. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Anche Fratelli d’Italia si è associata alla protesta, con il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli che è sceso in strada con i cittadini romani. Secondo l’onorevole, il luogo non sarebbe idoneo anche per un motivo di numeri: “Altera l’equilibrio del quartiere – ha detto- qui ci abitano poche centinaia di persone, circa 250 famiglie in tutto il comprensorio, è quindi troppo piccolo per ospitare cento immigrati. Non può esserci capacità di assorbimento”.
Ma in fondo, la domanda che si pone chi da lunedì tutte le mattine si risveglia sotto una tenda è semplice e lineare: “Questo è un casale che potrebbe ospitarci tranquillamente,non capiamo però perché prima di noi vengano i profughi“. Domanda legittima.

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GUARDATE IL VIDEO.Così capite di che razza di animali quelli del pd vorrebbero che riempiste le vostre case

http://www.ilgiornale.it/video_embed/1130214.html?ratio=640

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STAZIONE DI MILANO. ITALIA RIDOTTA ALLA SCABBIA DAL PIU’ VANDALICO GOVERNO DELLA SUA STORIA (quest’anno attrarremo molto turismo)

profughimilanoprofughimilano2profughimilano3profughimilano5STAZIONEMILANOA Udine le strutture di accoglienza sono piene e decine di immigrati dormono ai giardinetti: ma Alfano ne invia a migliaia dove la situazione è già al limite
Altro che nuovi arrivi irreggimentati dal Viminale. In Friuli l’emergenza profughi è giunta ormai a livelli insopportabili.Testimonianza ne è la notte che quarantaquattro migranti sono stati costretti a trascorrere all’addiaccio, in un parco pubblico, a Udine. A decine si sono presentati alle porte della ex caserma Cavarzerani, dove già sono ospitati altri immigrati. I volontari della Protezione Civile, però, non hanno potuto fare altro che rimandarli indietro: le disponibilità erano esaurite e loro debbono far rispettare gli elenchi forniti dalla Prefettura.
Così gli afghani e i pachistani si sono dovuti arrangiare ed hanno trascorso la notte all’aperto: una situazione inaccettabile per loro come per i cittadini udinesi. “È necessaria una rigorosa verifica delle presenze prima di garantire l’accesso di persone a una struttura pubblica – spiega il prefetto Provvidenza Delfina Raimondo – dapprima i migranti devono presentarsi alla Questura per presentare la dichiarazione di indigenza e la contestuale richiesta di asilo e non appena l’elenco delle persone che hanno formalizzato la procedura ci viene fornito, cerchiamo di garantire accoglienza nei limiti delle disponibilità.”
Altrimenti, è il ragionamento del prefetto, chiunque potrebbe entrare nei centri. Dove il rispetto rigoroso delle regole di ingresso è imprescindibile, se si vuole evitare il caos.
Nel frattempo, però, gli immigrati continuano ad arrivare e nonostante gli sforzi delle migliaia di volontari che ogni giorno si prodigano per cercare la soluzione migliore per profughi ed abitanti molto spesso non riescono a trovare una sistemazione adeguata. Prima di prendersela con i presidenti delle Regioni – il Friuli era una di quelle più sotto pressione – Alfano dovrebbe forse fare un giro a Udine per constatare con i propri occhi quale sia la situazione.
http://www.ilgiornale.it/

 

http://www.piovegovernoladro.info/2015/04/24/monza-madre-e-figlia-contagiate-dalla-scabbia-ma-tu-stai-sereno-guarda-la-tv-che-va-tutto-bene/

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ALTRO CHE MAFIA CAPITALE! QUESTA E’ ALTA MAFIA TRANSNAZIONALE CUI IL GOVERNO RISPONDE

Mentre i “profughi” si lamentano di dover spostarsi a piedi per andare da dove dormono alla struttura dove mangiano (100 metri!), mentre lamentano che lo stato italiano non dà loro soldi (come risulta dall’ormai famoso video girato all’Hotel Alpi di Bolzano, vedi mia pagina di fb ), che l’albergo dove risiedono non è adeguato…..che il vitto non è di loro gradimento…che vogliono il wi-fi, la televisione…che non devono esserci donne sposate (situazione impura)…

COPPIA DI ITALIANI DORME IN STRADA DA UN MESE
7 V 2015
Da circa un mese, Giuseppe e Angela dormono per strada. “La loro abitazione”, così la chiamano, è un piccolo angolo appartato dietro una siepe nel prato verde del Foro Italico, a Palermo. Lo riporta il giornale di sicilia
Entrambi poco più che quarantenni, nonostante la povertà li abbia costretti alla strada, sono in attesa del loro primo figlio. Angela è infatti al primo mese di gravidanza. “Dovrei essere felice e lo sono. Ma come faccio a non avere paura? Senza una casa, un lavoro, come affronterò i futuri mesi della gravidanza. Come faremo vivere questo bambino?”. VIDEO QUI >>>
Disoccupati, venuti in città per un lavoro promesso da un amico, poi sfumato a causa della crisi, Giuseppe e Angela, di Catania lui e di Sciacca lei,sono adesso senza un’occupazione. “Così senza un lavoro – racconta Giuseppe -, non possiamo permetterci di sostenere le spese dell’affitto di una casa. La nostra speranza è quella di avere presto un alloggio, anche per dare un tetto al figlio che presto avremo”.
Intanto, su intervento diretto del sindaco Leoluca Orlando, venuto a conoscenza della storia, stamattina Angela e Giuseppe avranno un incontro con un assistente sociale del Comune, che, valutate le loro esigenze, si occuperà e seguirà passo passo il loro caso.
http://www.imolaoggi.it/

Ecco perché Soros investe in Italia con le «cooperative rosse»
di Manuela Vento    7 marzo 2014Commenti (1)
Il sole24h
Il business delle cosiddette cooperative rosse che – a guardarle un po’ più da vicino hanno perso già da tempo il loro smalto più genuino – ha fatto ululare George Soros divenuto in questi giorni con il 5% del capitale sociale il terzo azionista del gruppo controllato da Coop Adriatica e Unicoop Tirreno tramite il fondo Quantum Strategic Partners.
Un investimento che potrebbe sembrare incomprensibile se non si cogliesse dal repentino cambio di passo degli ultimi eventi politici l’assegnazione del ministero del lavoro e delle politiche sociali, sotto cui è passata la vigilanza sulle Coop (prima era del ministero del lavoro), a Giuliano Poletti già presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane. Il lupo di Wall Street, con un patrimonio che secondo le stime della rivista Forbes tocca i 20 miliardi di dollari, dunque, ha fiutato immediatamente la vocazione capitalista delle cooperative italiane; intuizione più che naturale considerato anche il giro d’affari delle sue imprese cooperative in Argentina.
Certamente l’investimento di Soros è stato accolto positivamente non soltanto dai mercati internazionali ma anche dagli analisti finanziari italiani visto che Igd insieme a Beni stabili spa costituisce l’unica realtà nostrana nel settore Siiq (società di investimento immobiliare quotata) che si occupa principalmente di centri commerciali e che il patrimonio del nostro Paese è composto da: 19 tra ipermercati e supermercati, 19 tra gallerie commerciali e retail park, 1 city center, 4 terreni oggetto di sviluppo diretto, un immobile per trading e 7 ulteriori proprietà immobiliari.
L’Istat, inoltre, ha registrato una dinamica di crescita delle cooperative italiane che interessa il decennio 2001-2011 e che potrebbe essere un ulteriore elemento di interesse per il magnate statunitense. Positivi sono anche i dati dell’ultimo rapporto dell’Euricse che registra circa 60 mila cooperative italiane con ricavi per 120 miliardi di euro, investimenti pari a 114 milioni, un’occupazione che interessa circa 1,3 milioni di lavoratori di cui il 67% è a tempo indeterminato e costituisce l’11% dell’occupazione nostrana.
Ma non è solo la formula della cooperazione ad attirare gli investimenti di Soros quanto l’intreccio del business delle Coop ramificato fino alla Compagnia delle opere di CL (comunione e liberazione) con cui condividono alcuni appalti di Expo 2015 a Milano come ad esempio quello della Cmc di Ravenna per il Tunnel della Tav Torino-Lione. A far gola anche il sodalizio tra alcune delle grandi catene Coop quali Liguria, la Nova Coop e Coop Adriatica con il gruppo alimentare dell’imprenditore Oscar Farinetti, Eataly distribuzione.
Nonostante la crisi, dunque, il modello delle Coop riesce ad ottenere risultati maggiori rispetto a modelli tradizionali e si presta a una nuova forma di business che sa resistere di fronte alle difficoltà economiche e proporre con entusiasmo nuovi settori e nuove forme di cooperazione riuscendo a captare quelle nicchie di consumatori che fuggono (o almeno credono) dalla produzione capitalista per privilegiare migliori condizioni dei lavoratori insieme all’attenzione per la qualità e la sicurezza della salute.
http://www.euricse.eu/it/node/2461

Di Salvatore Santoru
Che sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti “black bloc”, e ogni volta è la stessa storia:automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via.
Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti nelle primavere arabe, e solitamente compaiono nei “riots”,  ad esempio in quelli delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi, e tattiche praticamente identiche si sono viste nelle proteste di Ferguson e  Baltimora delle comunità afroamericane.
Tutti questi eventi hanno qualcosa in comune, visto che sia primavere arabe, sia le proteste di Ferguson che di Baltimora e molti altri “riots” in giro per il mondo sono stati finanziati da George Soros, che è anche tra gli ideatori di Otpor! e delle “rivoluzioni colorate”, tramite la “Open Society Institute” che presiede.
http://de.wikipedia.org/wiki/Otpor!#Finanzierung
http://de.wikipedia.org/wiki/Open_Society_Foundations
Il principale sito internet della galassia “antagonista” e “no global”  ( da una cui frazione derivano i black bloc) mondiale è il portale “Indymedia”, che per la sua creazione è stato finanziato dalla Open Society di Soros con ben 70mila dollari.
Si veda:
http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Indymedia
E oltre:
Interessante risulta il fatto che Soros stesso è critico, come molti black bloc e tutti i movimenti altermondialisti(molti di essi finanziati dallo stesso), verso l’economia di libero mercato e il sistema capitalista basato sulla classe media e la proprietà privata, e sostiene la creazione di un nuovo ordine mondiale basato sulla fine delle sovranità nazionali e la concessione di maggiori poteri per l’ONU, ente in cui ha diversi  agganci, tra cui quello dell’economista “progressista” e “socialista” Jeffrey Sachs, che sostiene da anni obiettivi nobili come la redistribuzione della ricchezza tra tutti le nazioni del mondo, per mettere  “fine della povertà” entro il 2015, ed inoltre ente che è visto molto benevolmente dagli “no global”.
http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Jeffrey_Sachs.
Interessante risulta anche che durante le riunioni di gruppi come il “Council o Foreign Relations” ( finanziato anche questo da Soros, http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Council_on_Foreign_Relations ), della Trilaterale o del Bilderberg, i black bloc non si sono mai visti, visto che l’area politica più vicina ad essi ritiene che non sono importanti nonché argomento dell’odiato “complottismo” da essi accusato di “fascismo”, mentre i veri nemici sarebbero il capitalismo e il fascismo che pervaderebbero la società, e il sistema della proprietà privata su cui si fondano.
Su quest’ultimo punto, i black bloc e gli “antagonisti” più vicini ad essi giustificano l’azione di distruggere le automobili e le vetrine dei negozi, quasi sempre di piccoli commercianti, in quanto proprietà privata e quindi espressione del “capitalismo” da essi combattuto, e per il resto la distruzione della città viene considerata di primaria importanza in quanto l’ordine essi lo associano al “fascismo” o comunque alla “civiltà borghese” odiata, mentre il caos al nichilismo “rivoluzionario” necessario per la creazione di un nuovo ordine mondiale fondato sull’assenza della proprietà privata e delle sovranità nazionali, che descrivono come migliore ma …
risulta che anche Soros nonché i principali esponenti dell’alta finanza e dei cosiddetti “poteri forti” internazionali la pensino in modo sostanzialmente simile, visto che per entrambi il problema è l’esistenza della classe media e del sistema di libero mercato, e in questo modo l’utopico e speranzoso “no nation, no border” degli antagonisti viene a realizzarsi in una costruzione di un mondo post-capitalista, senza nazioni e senza frontiere sotto guida dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali, egualitario e collettivista  per la massa ma guidato dall’avanguardia “rivoluzionaria” rappresentata dalle più influenti e ricche personalità “progressiste” (Soros, Buffet e compagnia ), insomma una sorta di “neofeudalesimo” spacciato come la realizzazione dell’utopia socialista, una versione “liberal” dell’URSS. Sembrerà magari ancora irrealistico, ma sembra che tutto ciò non sia poi così lontano dalla realtà, e a tal riguardo si pensi al fatto che Soros, oltre ad essere tra i maggiori finanziatori del Partito Democratico USA, lo è diventato anche di quella sinistra postcomunista che se fino agli anni 90 guardava all’URSS, oggi guarda agli USA e nemmeno così incoerentemente, e a tal proposito c’è da segnalare, che oltre a comprarsi parte dei gioielli industriali italiani, lo stesso Soros fa affari d’oro con le “coop rosse”…

Fonte: Informazione Consapevole

 

COMMENTO.Adesso capite perchè le navi della marina militare e della guardia di finanza devono fare la spola e caricare i presunti rifugiati. Devono riempire bene le coop dove ha investito il signor soros, sennò poverino che ha fatto a fare quegli investimenti?. “Giusto” dicono de benedetti, gad lerner, nuland, friedmann, kissinger, uniti ai centri sociali e agli scafisti di governo . Capite anche perchè i black bloc sfasciano tutto ogni volta che qualcuno manifesta contro la tav, contro la troika , contro i poteri bancari con annessa equitalia e contro la mangiatoia di expo. Sono proteste che vanno delegittimate con eventi di violenza estrema contro cose e persone, in modo che la gente comune pensi che quelli contro la tav o contro la troika sono solo dei bastardi da tenere in galera. La polizia a Milano ha avuto ordine di non fermarli e di non arrestarli. Grande re soros , a tuo confronto Napoletame è una nullità (Capite anche perchè quelli della sinistra, antagonista e no, il problema del signoraggio bancario neppure lo nominano nei loro programmi politici, come vuole chi scrive loro il programma)

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ALTO TRADIMENTO. CORTE MARZIALE

Il primo atto di guerra contro il Paese lo compie Mari O’ Monti, uomo di Goldman, attraverso la distruzione della domanda interna, mediante la riforma fiscale. Tradotto: a causa di tasse altissime, di tagli al personale nella Pa, di tagli a pensioni, di aumentati licenziamenti, gli italiani non hanno più soldi in tasca da spendere e il sistema si avvolge su se stesso. Meno si spende per comprare prodotti e più le fabbriche licenziano, più le fabbriche licenziano e meno soldi ci sono da spendere per cibi, vestiti, auto vacanze e se non c’è chi compra le fabbriche chiudono al ritmo di 2 ogni 5 minuti
Il secondo atto di guerra è quello dell’invasione, messa in atto in tutta la sua drammaticità e devastazione dagli omuncoli di questo governo (scafisti immondi), facendo esattamente i voleri dei vertici europoidi, che hanno il compito, come dice O’ Monti a chiare lettere, di provocare con crisi economica ed emigrazione una situazione disperata nella quale possa apparire salvifico un intervento dell’Europa, con conseguente forte limitazione della sovranità nazionale (fine di ogni democrazia, processo iniziato col golpe del Napoletame) E la regia è sempre quella: le multinazionli atlantiche e banche di City e Wall Street che vogliono la sparizione degli stati sovrani.
Cosa che dovrebbe avvenire col terzo atto di guerra che è l’approvazione del TTIP
Alto tradimento e corte marziale per i collaborazionisti che stanno facendo sbarcare sulle coste del Paese migliaia di “rifugiati” ogni giorno. Ora si capisce chi fornisce a questa gente i 6-8 mila euro per la traversata (cioè la solita Mano Uncinata di open society, unita ai collaborazionisti vertici europoidi), appoggiandosi a mafie nordafricane messe in piedi appositamente da questi criminali internazionali per dare a Italia e Europa un secondo colpo mortale, (dopo la crisi economica) con la tratta negriera. Il popolo italiano, invece di farsi rammollire e colpevolizzare dai preti, dai pidioti, dai saltimbanchi di rai e repubblica della sera, che continuano a dargli del razzista, dovrebbe scendere in massa in Sicilia e intimare a governo e navi della marina e giuardia di finanza di riportare sulle coste africane quelli che hanno (ci sta bene) salvato in mare, ma non continuare con quest’atto criminale, da alto tradimento verso la Nazione, di travasamento dell’Africa in Italia. Traditori. Corte Marziale

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