INETTI, INDECENTI, TRADITORI

Al consiglio straordinario le mezze calzette hanno ottenuto che il paese lo prendesse ancora più nel c…o

– rafforzare la missione tritone, alias di “negriero”, significa che se prima c’erano 10 navi a caricare i kobobo davanti alle coste libiche, ora ce ne saranno 20. Quindi se prima in Sicilia ne sbarcavano 400 al giorno, ora ne sbarcheranno 800 al giorno.

-Germania, Inghilterra e Francia hanno detto che loro aiutano a “soccorrere” i barconi nel Canale di Sicilia, ma i kobobo non li vogliono nei propri paesi. Se li deve incollare l’Italia.

– La Spagna , che pur è vicina al Nordafrica, non si sogna neppure di mandare navi a “salvare” i kobobo in mare; altrettanto fa la Grecia. La Spagna intorno a Gibilterra ha innalzato reticolati alti 5 metri e i migranti che provano ad arrampicarsi vengono presi a fucilate

-Solo dei dementi verificano il diritto di asilo dei migranti dopo che ti hanno invaso. L’Inghilterra accetta 4 o 5 mila migranti all’anno verificando le loro domande nei paesi di origine. Qui da noi invece si spendono risorse per andarli a caricare, si spende per mantenerli mesi in hotel e poi si spende per, eventualmente, rispedirli (pochissimi, perchè una volta entrati non li togli più)

-Il degrado del tessuto sociale così ottenuto mette in crisi uno degli ultimi settori produttivi del paese, cioè il turismo. Chi vorrà venire in un paese degenerato socialmente, lavorativamente, ambientalmente, con gente che gira in ciabatte per le città, con “imprenditori” che pagano, come in Sicilia, la manodopera agricola a 1,5 euro l’ora; campi nomadi, baraccopoli, scippi, furti, spaccate e stupri ovunque? Inghilterra, Germania, Austria, sta roba non la vogliono. Salviamo i kobobo in mare, ma ve li incollate voi, che siete realmente coglioni e collaborazionisti.

– Pietà per le vittime della tratta e rispetto. Ma raddoppiare la missione tritone, significa incentivare ancora più gli sbarchi e gli scafisti (“basta che riusciamo ad arrivare a qualche miglio dalle coste libiche che i coglioni italiani e i furbi nordeuropei ci vengono a caricare e ci portano in Sicilia”)

-Rispetto assoluto per le vittime, alle quali va impedito di affogare. Ma il rispetto per popolazioni che se li devono incollare e subire, come se non ci fossero limiti all'”accoglienza” (alias di invasione), non lo nomina nessuno. Vero “alte cariche istituzionali”?

– Noto che sono tutti uomini tra 20 e 40 anni che sbarcano. Sono loro le vittime delle guerre, delle miserie e delle carestie? No, le vittime sono gli anziani, le donne e i bambini che per la maggior parte dei casi rimangono nei paesi di origine a subire i martirii e i conflitti; questi non partono. Quelli che fuggono, avendo quella età anagrafica e condizioni di salute da lavoratore e combattente, sono dei traditori delle proprie famiglie e dei propri paesi, per i quali non sprecano energie e denaro. Sprecano soldi e rischiano la vita per venire in Europa e poter avere il tablet, vivere senza lavorare e avere un profilo su fb. Del loro paese, della loro famiglia, della terra loro predata e devastata dalle multinazionali non gliene frega un cazzo. “Voglio l’ i-pad, l’ i-phone; vado in Europa per fare il rapper” (ma per migliorare o salvare il mio paese non spendo un soldo, nè una goccia di sangue, meglio spesi nel Canale di Sicilia). Meno che meno gliene frega di rispettare regole e leggi del paese che li accoglie; cacano e pisciano nelle fontane monumentali del paese e altre amenità (triplicato lavoro per forze dell’ordine a parità di retribuzione. Grazie scafisti di governo).

Cronaca | giovedì 23 aprile 2015, 09:12 savonanews
Si introduce a casa di una donna con una scusa e tenta di violentarla: profugo 23enne
Il nigeriano, ospite di un centro d’accoglienza, ha chiesto un bicchiere d’acqua, entrando così nell’appartamento e tentando la violenza: la 42enne è riuscita a divincolarsi e chiudersi in una stanza
Si è introdotto nell’abitazione di una donna, con la scusa di bere un bicchiere d’acqua, e ha tentato di violentarla. I Carabinieri hanno arrestato ieri sera a Savona A.C., 23 nigeriano, con l’accusa di violenza sessuale.
L’uomo, profugo ospite presso un centro d’accoglienza ubicato nelle vicinanze dell’abitazione della 42enne, ha chiesto alla donna di avere un bicchiere d’acqua. Con questa scusa si è introdotto all’interno dell’abitazione e dopo averla spinto contro il muro dell’ingresso della stessa ha tentato di violentarla.
La 42enne ha però opposto resistenza ed è così riuscita a divincolarsi, chiudendosi all’interno di un’altra stanza dell’appartamento, Da lì ha chiamato immediatamente i Carabinieri, che giunti sul posto hanno raccolto la testimonianza.
Con la descrizione fisica dell’uomo i militari si sono recati presso il vicino centro di accoglienza, dove hanno rintracciato ed identificato il 23enne nigeriano. Per lui sono dunque scattate le manette ai polsi con l’accusa di violenza sessuale: l’uomo si trova attualmente rinchiuso nel carcere Sant’Agostino.

Cinzia Gatti

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PER LA FESTA DEI COLLABORAZIONISTI (la storia di questo paese è una storia di traditori e collaborazionisti)

Ecco come Matteo Renzi commentava l’acquisto di Indesit da parte dell’americana Whirlpool (luglio 2014):
“La considero un’operazione fantastica. Ho parlato personalmente io con gli americani a Palazzo Chigi. Perché non si attraggono gli investimenti e poi si grida “al lupo”, riscoprendo un’autarchica visione del mondo che pensavamo superata. Noi, se ci riusciamo, vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto, come a Termini Imerese, nel Sulcis, come nel Veneto. Il punto non è il passaporto, ma il piano industriale. Se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti”
Ed ecco com’è andata a finire, notizia di oggi da Corriere.it:
“Non c’è futuro per lo stabilimento Indesit di Carinaro. Resta ora da vedere cosa ne sarà dei circa 800 lavoratori. È quanto si è appreso al Ministero dello Sviluppo dove il piano industriale di Whirpool, che il gruppo ha presentando ai sindacati, prevede la chiusura del punto produttivo del Casertano che era già stato svuotato di una parte delle linee di produzione e dove, come già detto, esiste ancora una forza lavoro pari a circa 800 unità. Ma il piano, nella sua interezza, prevede 1.350 esuberi in totale: 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca, secondo quanto annunciato da Gianluca Ficco della Uilm nazionale.”
Newspedia.it 16 IV 2015

Svendere di nuovo l’Italia. E’ questa la vera missione di Renzi?
 
di Marcello Foa

Un paio di mesi fa, poco dopo la nomina di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, un amico che lavora nella finanza e che mi segue con molta simpatia ma anche con un certo scetticismo riguardo alle mie tesi, mi fa un discorso di questo tenore: “E’ già la terza volta che una grande banca d’affari parla bene della Borsa di Milano e invita a investire nei titoli italiani. Stesso approccio, stesse argomentazioni, non so cosa stia succedendo. La situazione a noi non sembra cambiata ma queste coincidenze non mi tornano. Mi sa che questa volta hai ragione tu”.

Sui grandi giornali e sui siti, praticamente nulla se si esclude qualche trafiletto sul Sole 24 Ore.
Poi, tra fine marzo e i primi di aprile, l’informazione riservata a pochi privilegiati del mondo bancario, diventa pubblica. I quotidiani iniziano a battere sullo stesso tasto. Inizia Repubblica il 26 marzo, con Federico Fubini che avverte: “I fondi pronti a comprare “Ma è una fiducia a tempo riformare spesa e burocrazia” . Scrive Fubini: “Erano anni che l’Italia non raccoglieva un interesse simile sui mercati“, svelando che pochi giorni prima “un gruppo di investitori si è ritrovato nella sede di Royal Bank of Scotland, nel miglio quadrato della City di Londra. I gestori di fondi presenti erano circa trecento e in aggregato rappresentavano istituzioni che controllano ogni giorno molte migliaia di miliardi di dollari sui mercati globali. Fra gli altri c’erano colossi americani come Blackrock, Fidelity, Blackstone, hedge fund di punta come quello di George Soros o Glg, fondi pensione, banche, più l’antica aristrocrazia europea del risparmio gestito con Schroders. (..) Il 70% degli investitori raccolti ha sì detto che nei prossimi tre mesi «comprerà attivi italiani», mentre solo il 30% non pensa di farlo“.

A ruota il Corriere della Sera in prima pagina :  ”Capitali esteri a caccia d’Italia”. Fabrizio Massaro spiega che fondi Usa, arabi e cinesi puntano su Borsa e made in Italy. Nel mirino banche, industria manifatturiera, moda e turismo.
E ancora: “ Così Goldman Sachs vende il nuovo corso politico. Garzarelli, capoeconomista del colosso Usa: :prezzi bassi e nuova stabilità. Rispetto alla Spagna avete fondamentali più solidi. Renzi? Per i mercati è un leader fuori dagli schemi.”
Il Sole 24 Ore abbandona il riserbo e titola: “Piazza affari fa il pieno di capitali esteri” , a firma di Morya Longo

Nell’ultimo mese il tono non è cambiato. La grande finanza internazionale continua a credere all’Italia. E si scoprono altri dettagli interessanti. Ad esempio che Matteo Renzi ha incontrato il Ceo di Blackrock, Larry Fink, il più grande fondo di investimento al mondo (un colosso da 4’300 miliardi di dollari  che, se fosse uno Stato, sarebbe la quarta potenza al mondo dopo Usa, Cina e Giappone). Evento salutato da tutti. “Commenti positivi“, informa Radiocor mentre la Repubblica si entusiasma: “Il più grande fondo del mondo da Renzi.Blackrock crede nella ripresa italiana” .

Pian pianino il puzzle si compone, In Italia, lo sappiamo benissimo, la situazione non è certo migliorata rispetto a qualche mese fa. Anzi, a giudicare dai disastrosi dati sulla disoccupazione e dalle cifre record del debito pubblico è persino peggiorata; però quei mercati che nel 2011  avevano gettato discredito sull’Italia usando arbitrariamente lo strumento dello spread – Italia che in realtà era uscita meglio di altri Paesi dalla crisi dei subprime – ora ignorano le cattive notizie. L’Italia è diventata, brava, buona, promettente. Da premiare con la fiducia.

Non sono un economista ma ho seguito da vicino tante crisi finanziarie e questa proprio non me la bevo. Ad attrarre l’interesse dei grandi fondi, delle banche d’affari e delle multinazionali non sono solo i valori relativamente  bassi (ma neanche troppo) di Piazza Affari. C’è dell’altro. E sembra strettamente connesso all’inaspettata e rapidissima ascesa a Palazzo Chigi di Matteo Renzi.

Forse a fornirci la chiave è il Corriere della Sera nell’articolo già citato di Massaro (“Caccia ai capitali esteri”). Leggete questo passaggio:
<<Ma l’acquisto di azioni a Piazza Affari potrebbe essere solo un assaggio in vista di quella che si annuncia come la più grande operazione di privatizzazione degli ultimi anni. Lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non ha nascosto l’ambizione del governo di volere mettersi in scia: «L’attenzione del mercato è crescente e va sfruttata nel migliore dei modi», ha detto giorni fa a Cernobbio. L’obiettivo delle privatizzazioni è duplice: «Accrescere l’efficienza delle imprese privatizzate e ovviamente ridurre in modo consistente il debito pubblico». Il primo banco di prova potrebbero essere le Poste: «È stato avviato il processo di privatizzazione, è una sfida importante per il Paese e verrà sottoposta al vaglio del mercato». Gran parte della fortuna politica del governo si gioca sul successo delle vendite di Stato: l’incasso per il Tesoro potrebbe arrivare a oltre 15 miliardi da Poste (il cui 40% da solo vale 4-5 miliardi), Fincantieri, Enac, Cdp Reti, Sace, Grandi Stazioni,StMicroelectronics. Per i fondi si tratta di comprare a prezzi favorevoli, per le banche d’affari di guadagnare sugli incarichi di vendita.>>

Improvvisamente sembra tutto chiaro o, perlomeno, un sospetto fondatissimo si insinua in noi. E la mente corre al passato. I grandi gestori internazionali non hanno mai dimenticato, con riconoscenza, Romano Prodi, il leader della sinistra moderata, che permise lo smantellamento dell’IRI e portò a buon fine le ambitissime privatizzazioni. Si sa, in Italia certe cose può farle solo la sinistra. Privatizzazioni che però si risolsero in un eccellente affare per chi compra e in una fregatura per chi vende o nella sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati. Cose che capitano, per carità. Ma fanno riflettere. E sorgere qualche dubbio.
Renzi è di sinistra, come Prodi. Come lui è graditissimo a Wall Street, ai grandi fondi come Blackrock, nella City. Ed è più deciso di Enrico Letta che a sua volta godeva di buone credenziali in quegli ambienti ma era troppo lento e prudente e, nessuno nel momento del bisogno, lo ha difeso.

Vuoi vedere che la vera missione del mirabolante Matteo Renzi è quella di portare a termine le privatizzazioni ovvero di svendere quel che resta di buono in Italia?

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/05/03/svendere-di-nuovo-litalia-e-questa-la-missione-di-renzi/

 

Marco Mori

Equitalia oggi sta vessando un numero spropositato di italiani. Chi non ha avuto il “piacere” di tenere tra le mani una delle sue famigerate cartelle? I media continuano ad elevare la lotta all’evasione a panacea di tutti i mali senza mai riflettere sul fatto che, dal 1992 in poi, è stata proprio l’evasione fiscale ad impedire alla finanza di distruggerci. Per chi lavora Equitalia in realtà? Chi c’è dietro a questo attuale livello di pressione fiscale? Secondo voi lo scopo è la giustizia sociale?
Si tratta, è inutile girarci intorno, di un disegno criminoso. Con un fisco vampiro si punta alla distruzione della domanda interna ed alla recessione, per fare in modo che il costo psicologico di non fare le riforme diventi superiore a quello di farle. Lo disse testualmente Mario Monti nella celebre frase che, insieme alla confessione alla CNN sulla distruzione della domanda interna e allo speech in cui ammette che stanno tenendo il controllo del bilancio dello Stato per salvare la finanza, lo inchioda alle sue responsabilità nel progetto di distruzione degli stati nazionali che passa attraverso la distruzione del benessere dei cittadini.
La vera riforma che vogliono i mercati è la cancellazione degli Stati nazionali, la cancellazione delle democrazie. Insomma, vogliono la nostra sovranità in totale violazione del dettato costituzionale e commettendo reati palesi per tutti (tranne che alla dormiente Procura della Repubblica di Roma) contro la personalità dello Stato.
Se un paese tassa più di quanto spende si smantella da solo. Non può sfuggire alla comprensione delle masse che la moneta non cresce spontaneamente in natura. È semplicemente creata dal nulla. Dunque puoi lavorare quanto vuoi, fare le riforme che vuoi, ma alla fine il pallottoliere non mente. Se dreni ogni anno moneta dall’economia la gente sarà sempre più povera. Se l’evasore rimanesse nel possesso dei suoi soldi e li spendesse in Italia, conserveremmo un po’ di moneta in più nel sistema economico, rallentando il tracollo. Equitalia invece drena e inaridisce, con il risultato di spazzare via la democrazia.
La lotta all’evasione è ormai raccontata come la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Se evado 50 euro e vengo beccato, questi mistificatori ci raccontano che lo Stato ha 50 euro in più, ma si dimenticano di dirci che ci sono 50 euro in meno nell’economia reale e che il saldo macroeconomico resta invariato! E in ogni caso, data l’incostituzionalità dell’attuale sistema tributario che calpesta il principio della capacità contributiva, diventa difficile stabilire un confine tra evasione del cittadino ed estorsione compiuta a nome e per conto dalla finanza dai traditori che occupano le nostre istituzioni.
Dal 1992 in poi l’Italia, per rispettare il vincolo del 3% del deficit annuo in rapporto al PIL, ha tassato più di quanto ha speso. Vi è stata una serie record di avanzi primari che ci hanno via via impoverito fino ad arrivare all’attuale drammatica situazione. Chi oggi inneggia alla lotta all’evasione e caldeggia i tagli alla spesa pubblica persiste nell’andare esattamente dove vuole la finanza: verso la cancellazione dello Stato, con la conseguente cancellazione della democrazia sostituita dal potere di coloro che creano moneta dal nulla, senza alcun vincolo o limite.
Come si esce dalla crisi economica, dunque? Solo applicando alla lettera l’art. 47 Cost.: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. Disciplina, coordina e controlla il credito”. Ma il risparmio si fa aumentando la moneta circolante! Ovvero creandone di più o comunque lasciandone di più nelle tasche dei cittadini. Il risparmio si fa solo ed esclusivamente con il DEFICIT! E come si fa ad avere disponibilità di moneta da immettere nel sistema attraverso la spesa pubblica? Serve la sovranità monetaria!
La Repubblica deve coordinare e controllare il credito e non subire i diktat delle banche, addirittura creando un apparato fiscale tale da auto smantellarsi in favore di intelligenze straniere. Più Stato, decisamente. E strappiamo la creazione di moneta ai privati. È l’idiozia più grossa che sia mai stata concepita.
E non veniteci a raccontare che lo Stato creerebbe inflazione abusando, per scopi clientelari, della spesa pubblica! Siamo in deflazione: c’è meno moneta di quanta ne serve! Abbiamo vissuto al di sotto le nostre possibilità nonostante corruzione e sprechi.
Si scrive Equitalia ma si legge Goldman Sachs, Jp Morgan e così via: Equitalia oggi lavora per le banche d’affari internazionali.

Fonte: Byoblu

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ANCORA UN GRAZIE AGLI SCAFISTI GOVERNATIVI

Ad Al Fano O’ Scafista a Gentilone O’ Barcone, con un invito alla Presidente Boldrina a passare una sola notte, una sola, con tre africani – tra 20 e 40 anni, come sbarcano da noi ogni giorno a centinaia- ospiti a casa sua. Scambi culturali da 30 cm. Tutta gente di governo che continua a prendere ordini da Incalza. Mentre Matteo O’ Massione si sente in continuazione con la city e con wall street, da dove provengono i suoi “consiglieri”, che plaudono per le riforme che riducono il paese come la Grecia: fame, miseria, tagli, precariato, debiti a vita; lavorare e crepare non per la famiglia e il Paese, ma per Fondo usuraio spietato, che taglia pure a invalidi e malati di sla. Lo applaudono a Washington, vai, sei sulla strada giusta, come vuole il Fondo usuraio internazionale, di cui Iniquitalia è la longa manus. L’Italia cresce, con 4 suicidi al giorno per disoccupazione, che nella cupa disperazione di gente senza lavoro si sommano a 2 o 3 stragi in famiglia al giorno. Masse umane sempre più psichiatrizzate per la disperazione da lavoro e tasse, tradotta in semplice depressione Chiudono 2 aziende ogni 5 minuti in Italia, dove si svaligiano 680 case al giorno. Tasse da suicidio, pane tolto ai figli. L’Italia sta rinascendo, assicurano i non eletti, da Mari O’ Monti a Renzo O’ Massione. Strade dissestate, scuole che cascano in testa ai bambini, frane e dissesti del territorio ovunque. Scippi ,furti, rapine, stupri, da non poter più uscire di casa. Polizia, Forestale, Carabinieri, Pompieri, senza mezzi e senza benzina L’Italia è uscita dalla crisi, assicura O’ Mas-sion. Magistrati che scarcerano dopo un solo giorno di galera “immigrati” e bande dell’est che hanno rovinato la salute e la vita a italiani che lavorano e pagano le mostruose tasse di questo Paese. Questa è la piena realizzazione del programma massione di gettare il Paese nel Caos, per fagocitarlo e distruggerlo e farne un Ogm. 4000 immigrati entrati nel 2011, si è passati, ogni anno in crescendo, a 168000 nel 2014, ne entreranno 250000 quest’anno. Il viminale stanzia 604 milioni di euro per andare a caricare i “rifugiati” in Libia a cui si sommano 80 milioni della Ue, più quello che stanziano regioni e comuni, non si sa, ai fini di “operazione negriero”. Nostri soldi spesi per comprare corda e sapone per noi medesimi.

„Attraversa il sottopasso tra via Del Macello e la stazione e viene aggredito da due nordafricani, salvato da un passante“
Fontivegge  fuori controllo: in due rapinano e picchiano a sangue un giovane disabile di Perugia. Nel tardo pomeriggio di giovedì 16 aprile, intorno alle 19 circa, un giovane disabile residente a Fontivegge attraversa il sottopassaggio di collegamento tra via Del Macello e la stazione. Il ragazzo viene fermato da due giovani maghrebini con la scusa della richiesta di una sigaretta, ma le loro reali intenzioni vengono rapidamente rivelate e i due gli intimano di consegnare il borsello che porta a tracolla, con il portafogli e il telefono cellulare.
La povera vittima chiede disperatamente aiuto ai passanti e i due rapinatori si danno da fare per accelerare l’operazione: uno dei due gli strappa di dosso il borsello, mentre l’altro lo colpisce con inaudita violenza al viso, facendogli quasi perdere i sensi.
Per fortuna le grida del ragazzo giungono all’orecchio di un giovane di passaggio che si lancia in difesa della povera vittima mettendo in fuga i due rapinatori e recuperando il borsello. Il riconoscimento dei due nordafricani è praticamente immediato. Scattano le ricerche e Fontivegge viene “battuta a tappeto”. Intorno alle 20 la Polizia individua uno dei due rapinatori in via Campo di Marte.
Alla vista dei poliziotti della Mobile il tunisino cerca di darsi alla fuga imboccando le scalette che portano al parco della Verbanella, ma viene placcato (in due tempi).
Il pregiudicato individuato, Kalech Belhassen, ventiquattrenne tunisino (ma ha diversi “alias”), è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per la rapina consumata ai danni del povero disabile, in concorso con un connazionale ancora ricercato.
All’esito della formalizzazione dell’arresto il rapinatore, d’intesa con il Pubblico Ministero di turno Abbritti, è stato rinchiuso nel carcere di Capanne.
“Numerosi i suoi trascorsi giudiziari a Perugia – spiega la polzia in una nota – : sbarcato a Lampedusa nel 2011, dal giugno 2011 è stato arrestato in diverse occasioni per svariati ipotesi delittuose che vanno dallo spaccio di droga all’evasione, in una vera e propria “escalation” criminale che culmina nella rapina perpetrata ieri, ulteriormente aggravata non solo dalle violenze perpetrate a carico della vittima, ma soprattutto dalla sua condizione di disabilità, della quale i due rapinatori hanno evidentemente approfittato”. Adesso è caccia al secondo balordo. In tutta la città.
http://www.perugiatoday.it/
17 IV 2015

http://www.notixweb.com/?p=25378
http://www.notixweb.com/?p=25363
http://ripuliamolitalia.altervista.org/brucia-la-cascina-dei-rom-e-i-pompieri-vengono-derubati-mentre-cercano-di-salvarli/
http://ripuliamolitalia.altervista.org/ragazza-aggredita-con-una-mannaia-arrestato-afghano/
http://ripuliamolitalia.altervista.org/dal-pd-toscano-unaltro-scempio-voi-nomadi-votate-per-noi-intanto-vi-regaliamo-la-casa/

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RINGRAZIAMO GLI SCAFISTI DEL GOVERNO

IL VIDEO DEL BRUTALE PESTAGGIO LO POTETE VEDERE SULL’EDIZIONE DELLE 12,25 DEL 17 iv 2015  DEL TELEGIORNALE DI STUDIO APERTO (verso la fine). SALVATELO E MOSTRATELO ALLA BOLDRINA A PAPA FRANCESCO AGLI SCAFISTI DEL GOVERNO E AI MAGNACCIA DELLE COOPERATIVE NEGRIERE

 

Hanno pestato a sangue i gestori della Pagoda di Tortona ma il giudice li ha liberati con obbligo di soggiorno fuori provincia
Due rumeni, uno 30 anni  e l’altro 37 (i nomi però i carabinieri non li hanno divulgati): erano stati arrestati perché, in preda ai fumi dell’alcol, martedì scorso avevano picchiato a sangue i gestori del bar ristorante “La Pagoda” di Tortona con sede nei pressi della rotonda ex Liebig..
Le immagini del pestaggio sono andate in onda venerdì pomeriggio su una TV privata nazionale e chi le ha viste non ha potuto far altro che confermare quanto inizialmente dichiarato dai carabinieri che per primi le avevano visionate, cioè che il pestaggio sarebbe avvenuto con una violenza inaudita, tanto è vero che uno dei fratelli che gestiscono La pagoda, pur essendo fuori pericolo di vita rischia di perdere un occhio.
L’arresto è stato “convalidato” dal Tribunale di Alessandria però i due romeni non sono in carcere, ma sono liberi di circolare liberamente in ogni zona tranne che in provincia di Alessandria, perché il Giudice, in attesa del processo, ha disposto nei loro confronti solo l’obbligo di abitare fuori provincia.
Quindi dopo un paio di giorni in cui sono rimasti rinchiusi nella Camera di sicurezza della caserma di Tortona sono stati scarcerati.
Ogni ulteriore commento ci pare superfluo.
17 aprile 2015 da oggicronaca.it

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