(Luigi Ciancio) – Quello che la maggioranza degli italiani non ha compreso è :

Se domani cadesse Assad ,gli USA si acconterebbero di far fuori i russi sul piano energetico in quell’area e la Siria sarebbe alla mercé di:

Isis
Al Qaida
Fronte islamico
Turcomanni
Fsa
Giordania
Turchia
Qatar
Sauditi
E qualche sigla fondamentalista autonoma.

Che provvederebbero alla pulizia etnico religiosa di copti, cattolici, sciiti, yazidi, alawiti e a instaurare uno stato confessionale ultra fondamentalista con i curdi soliti creduloni a vivere in una bagnarola con i fucili puntati a vista…

Tutto questo legittimerebbe varie comunità islamiche finanziate da turchi e sauditi in tutta l’Eurasia, dal Kosovo al Turkmenistan, pronti ad armarsi e a cercare legittimazione a colpi di bombe e mitra

Assad rappresenta l’ultimo tassello fisso che evita un effetto domino devastante per i popoli europei.

Un assalto alla laicità per mano di petromonarchie ed Erdogan.

Ma continuate a credere ad Assad che gasa i piccoli bimbi dei villaggi ribelli con sarin, napalm, cloro e olio di palma.

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COME AGISCONO I MAFIOSI DI OPEN SOCIETY

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L’apolide mondialista: Macron e la nuova sinistra

TECNOCRATE AFFASCINANTE
Emmanuel Macron è il nuovo volto della sinistra francese e il più recente prodotto dell’élite globalista i cui sogni di dominio sono turbati dall’incubo Le Pen.
Perché dopo la Brexit e dopo Trump, l’oligarchia del denaro che governa l’Europa e l’Occidente, non può permettersi la vittoria del Front National in Francia che darebbe un colpo mortale alla sopravvivenza dell’Ue, della zona Euro e del sistema di potere tecno-finanziario.

Sia chiaro, Macron non è un tecnocrate alla Mario Monti: triste, grigio, anziano, con il culto della sobrietà polverosa. Macron è colto, bello, ricco, elegante, ammaliante nei modi e affascinante nella retorica; è il candidato ideale che piace alla gente che si piace (e sopratutto che conta).
Ha una storia personale viva, una moglie di 25 anni più grande incorniciata da classe e raffinatezza; l’ideale per i tabloid patinati e per i giornali di tendenza; un modellino di narrazione radical-chic.
Ha frequentato le scuole migliori: diploma al Lycée Henri-IV (uno degli Istituti più prestigiosi di Francia); laurea alla Nanterre di Parigi (l’Università che ha sfornato Presidenti, Primi Ministri, banchieri); specializzazione all’ENA.
Ha iniziato a lavorare nell’Ispettorato Generale delle Finanze uno dei sette “Grand Corps” dello Stato, i centri di potere della tecnocrazia.
Poi nel 2008 è entrato alla corte dei Rotschild come banchiere d’affari. Qui ha fatto il colpo grosso mettendo in piedi l’operazione di acquisizione da parte della Nestlé, del colosso farmaceutico americano Pfizer; Peter Babreck, il patron della Nestlé, di lui dirà: 
“è un giovane saggio che sa padroneggiare la tecnica e gli esseri umani”.

E così, tra un’operazione finanziaria e l’altra, Macron ha accumulato una fortuna e ha maturato la voglia di scendere in politica; ovviamente nel Partito Socialista, perché il cuore dei banchieri e dei tecnocrati batte sempre a sinistra.
Nel 2012 è diventato Vice Segretario Generale dell’Eliseo e nel 2014 Ministro dell’Economia nel primo Governo Valls. Nel 2015 fonda il suo movimento “En Marche!” con cui lancia la candidatura alle presidenziali e giorno dopo giorno, porta con sé pezzi dell’ormai agonizzante Partito Socialista.

Una carriera sfolgorante ed incredibilmente veloce; anche troppo per i tempi della politica francese. La sua ascesa fulminea ha destato sospetto anche oltre Manica, tanto che The Spectator ha cercato di indagare sui potenti amici che lo sostengono da dietro le quinte con l’obiettivo non solo di “dividere i socialisti ma di sostituirli”.

Oggi Macron sembra essere l’unico in grado di contendere l’Eliseo alla Le Pen. Il rivale che poteva insidiargli pezzi di elettorato era il gollista Fillon, fatto fuori da una puntuale quanto provvidenziale inchiesta giudiziaria.

UN REPLICANTE DI SOROS?
Ma sopratutto 
Macron è il perfetto prodotto di laboratorio dell’ideologia dominante: un tecnocrate, banchiere di sinistra, con idee più illuminate che illuministe, progressista, multiculturale, ecologista ma a favore della globalizzazione; pro-immigrazione, vuole più Europa, più “integrazione” cioè più potere a Bruxelles e in politica estera condivide le posizioni guerrafondaie sulla Siria ed è ostile alla Russia di Putin in perfetta sintonia con l’agenda atlantista.

Le sue idee politiche sembrano prese direttamente dai documenti dell’Open Society di George Soros; come il nome del suo Movimento (En March!) così incredibilmente uguale a Move.On, l’organizzazione di cui Soros è il principale finanziatore e che appoggia le politiche liberal dei candidati democratici negli Stati Uniti.

Attorno a Macron si è raccolto il gotha del potere finanziario, mediatico e industriale francese: in primis Pierre Bergé il grande industriale miliardario e filantropo definito non a caso il Soros di Francia; ma a torto perché Bergé è uno dei più straordinari interpreti del nostro tempo; l’uomo che ha amato Yves Saint Laurent trasformando il suo genio in industria.
Bergé, omosessuale e laicista estremo che vuole l’abolizione di tutte le festività cristiane in Francia, filantropo in prima linea per le battaglie progressiste, è anche l’azionista di maggioranza di Le Monde (di cui detiene il 64% delle quote insieme a Pigasse l’altro banchiere enfant prodige della sinistra francese) e Nouvelle Observateur.

Nel team di Macron, ha un ruolo guida Bernard Mourad, l’uomo di Morgan Stanley in Francia e poi a capo del comparto media del colosso olandese Altice/Sfr che gestisce oltre 60 testate (quotidiani e periodici) tra cui Liberation, Le Figaro, L’Express, radio e tv come RMC e BFM; ruolo da cui si è dimesso per gestire la campagna elettorale.

LA FRANCIA E’ SOLO UNO SPAZIO
“Non esiste una cultura francese; esiste una cultura in Francia… ed è molteplice”così Macron si è espresso in un comizio a Lione.
Alain Finkielkraut, filosofo conservatore, uno dei più lucidi pensatori del nostro tempo, commentando la frase ha scritto: 
“tra «francese» e «in Francia» vi è la distanza che separa una nazione da una società multiculturale” perché per coloro “che sono sotto la bandiera progressista, la Francia non è una storia e non è neppure un Paese, è solo uno spazio”. E così la Francia-spazio di Macron è un luogo neutro dove le culture si ritrovano per caso; una chiesa cristiana o una moschea non fanno differenza perché appunto, “non esiste una cultura francese”.

Macron incarna perfettamente l’ideale dell’apolide mondialista per il quale cultura, tradizioni, lingua, nazioni, sono incidenti della storia rispetto all’unico valore universale: quello dell’homo oeconomicus. Per lui, il conflitto con l’Islam in Europa è colpa di un modello sociale sbagliato e il terrorismo islamista “è solo frutto di mancanza di opportunità economiche”.

Macron è chiaro in questo: non possiamo finire “agli arresti domiciliari dell’identità”Secondo il perfetto Verbo mondialista, l’identità di una nazione è una costrizione, una forma di reclusione da cui evadere; una sovrastruttura complessa da eliminare per dare libero sfogo al sogno dell’uomo universale perfetto ingranaggio del sistema economico dominante; l’uomo senza radici che può essere tutto e niente. Per questo Macron è a favore dell’immigrazione e della Francia multiculturale.

Nelle elezioni francesi si rinnova il nuovo grande conflitto di idee e visioni che dilania l’Occidente: quello tra chi auspica una società abitata dall’uomo mutante (entità interscambiabile) contro chi difende una nazione abitata dall’uomo reale (soggetto consapevole di memoria storica e identità); in pratica la lotta tra “astrazione mondialista” di chi non è nulla e può diventare ciò che il potere gli consente, e “dirittto sovrano” ad essere ciò che si è per diventare solo ciò che si vuole.


 

Su Twitter: @GiampaoloRossi   marzo 2017

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Approvata legge pro-gay che istituisce il reato di libero pensiero

L’Umbria approva la norma regionale contro l’omofobia. Che però di fatto fa nascere un tribunale degli omosessuali in ambito lavorativo e scolastico

Giuseppe De Lorenzo   il giornale- Gio, 06/04/2017 – 12:48 La scusa è sempre la stessa: evitare le discriminazioni gay. Ma dietro la norma contro le “violenze determinate dall’orientamento omosessuale” approvata dal Consiglio regionale dell’Umbria si nasconde molto di più.Un retroterra ideologico con l’unico malcelato obiettivo di mettere un bavaglio, coprire i dissenzi, importare un modello unico di pensiero così tanto alla moda quanto minoritario.

La legge è tutt’altro che un semplice elenco di buone intenzioni per evitare che i gay vengano ghettizzati. Anzi. Si è trasformata in una sorta di editto con cui le associazioni Lgbt potranno diventare gli inquisitori unici in ambito sanitario, lavorativo e scolastico. Grazie alla leggina voluta dalla maggioranza Pd che sostiene la governatrice Catiuscia Marini, sigle come Arcigay e Anddos avranno libertà di azione nel trasmettere alle scuole l’ideologia gender, nel controllare aziende e enti pubblici e nel promuovere iniziative per far conoscere (e apprezzare) la cultura Lgbt. Non vorremmo esagerare, e neppure rimediare nuova querela, ma se la dottrina da diffondere è quella dei circoli delle dark room, dei glory hole e delle orge omo documentate in più servizi giornalistici, allora c’è motivo di essere preoccupati.

Discriminati per cosa?

Per capire tutte le ambiguità della norma umbra pro-Lgbt bisogna partire da una lacuna di fondo che rende tutti gli articoli museruole alla libertà di parola: nell’articolo 1 si parla infatti di “lotta alle discriminazioni omosessuali”, senza però spiegare nello specifico quali atti o espressioni vadano considerate offensive. Come spiegato dal consigliere regionale Sergio De Vincenzi, “la legge non definisce la fattispecie della discriminazione, ma afferma il principio della percezione della discriminazione slegata dal fatto reale accaduto”. In sostanza, basta che un gay si senta emarginato per accusare chiunque di omofobia. Anche se non è successo nulla. Per esempio: un padre racconta al figlio che i gay non possono avere bimbi? Potrebbe essere considerata una posizione lesiva della dignità omosessuale. E così potrebbe essere punito da chi ha di fatto istituito il reato di libero pensiero.

Controllo di “qualità gender” nelle imprese

Chi ha avuto l’ardire di leggere fino a questo punto, si sieda e si prepari ad osservare da vicino i punti oscuri dell’ignobile legge. Partiamo dal mondo del lavoro. Il Pd ha avuto la straordinaria idea di assegnare alle suddette associazioni il ruolo di “monitoraggio” in ambito professionale. Costringendo imprese, aziende e pmi a sottostare ai capricci dei leader gay. Diranno che non è vero, ovviamente. Ma sono stati gli stessi promotori ad ammettere nel corso della discussione in aula che alcuni commi sono stati scritti da “loro”, ovvero sotto dettatura delle sigle omosessuali.

Le mani sulle scuole

La legge infatti non è difensiva, ma offensiva. Nel senso che non intende solo limitare gli atti di bullismo, ma vuole “favorire la diffusione” della cultura dell’identità di genere. Per trasmettere l’idea che il sesso sia la “percezione che una persona ha di sé” e non un dato biologico, è prevista l’offerta di eventi culturali pro-gay, la promozione di “corsi di formazione professionale per il personale scolastico”, di “seminari per i genitori” e di “interventi di consulenza” da parte delle Asl in modo da “rimuovere gli ostacoli” all’accettazione della propria identità di genere. Se dunque un genitore non vuole che a suo figlio venga insegnato che il martedì può mettersi il trucco e il mercoledì vestirsi di azzurro, si faccia da parte. Non spetta a lui decidere come educare il pargolo, ma alle sempreverdi associazioni Lgbt in collaborazione con l’Asl. Per fortuna le opposizioni sono riuscite a far emendare l’articolo in cui era previsto l’indottrinamento diretto sui giovani, eliminando i corsi sul gender da scuola e limitandoli a genitori ed insegnanti. E non è poco.

L’Osservatorio-tribunale

Poi però per elevare le sigle gay a giudici di ultima istanza sulle realtà (omo)sessuali, l’Umbria ha ben pensato di creare un Osservatorio regionale speciale che profuma di dittatura della minoranza. Ne faranno parte 6 membri del mondo Lgbt e solo 3 delle associazioni delle famiglie. E hanno il coraggio di chiamarla parità, maledetta coerenza. L’Ente peraltro avrà l’importante ruolo di monitoraggio dei fenomeni di discriminazione e di denuncia di eventuali atti omofobi. A dargli man forte ci sarà il Co.Re.Com, il Comitato Regionale per le Comunicazioni con il compito di imporre la linea del pensiero unico a televisioni, giornali e pubblicità. Controllando i “contenuti” scomodi e organizzando programmi appositi per trattare tematiche omosessuali. Guai a chi non s’allinea.

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PONGONO LE BASI PER LA GUERRA CIVILE (vanno appesi prima che sia troppo tardi)

ANCORA UNA PROVA CHE I 5S SONO ETERODIRETTI DA wASHINGTON, IN LINEA COI NEOCON, CON LA OPENS SOCIETY DI SOROS, CON PAPA BADOGLIO. NON SOLO NON VOGLIONO FERMARE LE PARTENZE DALLA LIBIA, MA HANNO VOTATO UNA LEGGE RIGUARDANTE I MINORI IMMIGRATI NON ACCOMPAGNATI CHE SARA’ UNA CATASTROFE PER 4 MOTIVI: 1) non avendo documenti, tutti i giovani maschi che sbarcano diranno di essere minorenni (autocertificazione), anche se hanno quasi la barba bianca. Su che base puoi dir loro che sono maggiorenni?. 2) tutti questi presunti minorenni saranno incentivati a venire dal fatto che hanno la certezza di non esser respinti; 3) la legge prevede per loro studi gratis, tirocini, corsi di formazione, alloggi, palestre, corsi di lingua, tutto gratis. E come per le case popolari avranno in queste graduatorie la precedenza sugli italiani, che se vogliono fare un corso di studi, un master, se lo devono pagare profumatamente.4) questi presunti minorenni intoccabili (state certi che se rubano o stuprano, il giudice concedera’ loro tutte le attenuanti) hanno un costo enorme sulla collettivita’. Mi pare di aver capito che uno di questi garofani costi ai comuni qualcosa come 25.000 euro l’anno, ma sono cifre quasi segrete e potrebbero essere superiori. Tutti soldi tolti agli italiani.———————————-E adesso chiedetevi come mai l’iva sta per essere portata al 25%, come mai si mette mano all’aggiornamento del catasto per farci pagare più tasse sulla casa; capite come mai bisogna tagliare altri 10 milardi alla sanità, dopo aver tagliato alle forz dell’ordine, alla forestale; capite perchè la nostra benzina è la più cara del mondo (70% del costo è fatto di tasse), ecc. I globalisti di cui sopra, inclusi gli gnomi di Bruxelles e i pedofroci dell’onu, vogliono che il popolo italiano si sveni per caricare e mantenere negri. Le cifre sono mostruose e nascoste. Basta ricordare che nel 2014 la Cgia di Mestre (istituzione seria come poche) stimava il costo dell’emigrazione (caricarli, curarli, mantenerli, preparare appartamenti per loro, ecc) in 80 miliardi (ottanta miliardi !). ora che i flussi sono più che quadruplicati la cifra è irriferibile, ecco perchè ci stanno spremendo in tasse (e tagli) come limoni. Pd e 5S: processo per alto tradimento. Le coop rosse si sfregano le mani, per un minore lo stato non ci dà solo 37 euro, ma 3 volte tanto al giorno. I pretofroci delle carita$ hanno la bava alla bocca, pensando non solo ai soldi, ma a tanto bendidio di ragazzotti, sicuramente carenti di …affetto.

La, prova che chi ha votato la legge è un manipolo di mentecatti è data da questo ulteriore passaggio: il minore o presunto tale può richiedere di continuare a fare il “minore” fino a 21 anni (sic!). In soldoni: un ragazzo di 16 va mantenuto a spese degli italiani per 5-6 anni. Se ha o dichiara di avere 14 anni, per 7-8 anni. Al costo di circa 25.000 euro l’anno , fatevi due conti. Anno scorso i minori, o presunti tali erano 25.000, quest’anno se ne possono prevedere ulteriori 50000. Fatevi due conti. Sono fior di miliardi di euro, solo per i minori o presunti tali. Aggiungete l’esercito di 350000 (tra anno scorso e quest’anno) che manteniamo in hotel. E’ semplicemente pazzesco. Questo governo di sinistri, per un italiano invalido al 100% spende 3000 euro l’anno, contro i 14000 circa che spende per un negro, giovane e in piena salute, in hotel a non fare un cazzo per anni (e se decide di fare qualcosa delinque). Questa follia determinerà per i prossimi anni un flusso incessante di “minori” verso l’Italia da tutta l’Africa. Milioni di famiglie spenderanno denaro e faranno carte false per mandare proprio figlio in Italia, dove per cinque-sette anni avrà vitto, alloggio, vestiti, telefono gratis. Cinema, scuola, tirocini, palestra, corsi di formazione e di lingue….tutto gratis (e il viaggio a casa in estate per salutare i suoi non sarà pagato?). Superprotetto, specie se dichiara di essere oltre che minore, anche gay, sicuro che non andrà in galera neppure se stupra i bambini. CATASTROFE. Pd e 5S devastatori del Paese. Alto tradimento. Plotone….Più iva, più tasse, più rendita catastale per noi italiani….

PDB

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