NON LE DATE L’8 X MILLE A CHI INVOCA ULTERIORE IMMIGRAZIONE DI GIOVANI MASCHI AFRICANI. MANDATEGLI I LANZI

NON DATE L’8 PER MILLE A CHI DEVASTA IL PAESE E IL FUTURO DEI VOSTRI FIGLI, FAVORENDO ANCHE L’ISLAMIZZAZIONE DI ITALIA E EUROPA. QUESTO BADOGLIO SI E’ RIVELATO UN CAMPIONE DELL’ANTICATTOLICESIMO. SEGUE LA TEOLOGIA DI SCALFARI, BONINO, DE BENEDETTI E DI QUELLI CHE STANNO INTORNO A REPUBBLICA DELLA SERA, LONGA MANUS DEI NEOCON CABALISTI AMERICANI (SOROS INCLUSO). CON LA TEOLOGIA DELLA MISERICORDIA VOGLIONO FAR PASSARE UN MESSAGGIO CARO ALLE SETTE PEDOSATANISTE AMERICANE: “FA TUTTO QUEL CHE TI SUGGERISCONO VENTRE E BASSO VENTRE, TANTO POI DIO PERDONA TUTTO”. COI SOLDI DEL VOSTRO 8 PER MILLE I GRASSI E LUBRICHI CARDINALI (NON SO SE MAGNASCO O SBERTONE) SI SONO COMPRATI A ROMA IL PALAZZO CONTENENTE LA SAUNA GAY PIù GRANDE D’EUROPA. COI VOSTRI SOLDI “Monsignor Paglia, l’esaltatore di Pannella e della sua spiritualità, ha commissionato l’affresco nella cattedrale di Terni al sodomita militante Cinalli, dominata “ dalla figura di Cristo che sale al cielo tirandosi dietro due reti cariche di figure umane nude o seminude, con diverse figure di omosessuali e trans”, e in cui lo stesso Paglia s’è fatto ritrarre per scherzo, con lo zuccotto vescovile” (blondet). I RECENTI E PIù IMPORTANTI DOCUMENTI SULLA FAMIGLIA SONO STATI FATTI SCRIVERE DA TEOLOGI DI LINGUA TEDESCA DICHIARATAMENTE OMOFROCI.QUESTA E’ TEOLOGIA DELLA DEPENALIZZAZIONE. Sì ALL’ABORTO, Sì AI RISPOSATI NELLA CHIESA, Sì AI CONTRACCETTIVI, SI AI RAPPORTI PREMATRIMONIALI, SI ALL’EUTANASIA; E PER STARE AL PASSO COI TEMPI E CON SOROS-REPUBBLICA DELLA SERA, NON DICIAMO Sì ANCHE AI CORSI DI EDUCAZIONE SESSUALE PER BAMBINI DI 5 ANNI, CON SPIEGAZIONI SULLA MASTURBAZIONE? E ALLE FAVOLE GAY, CON DUE PRINCIPI AZZURRI CHE POMICIANO, DIREMO DI NO? E VISTO CHE MANCANO I PRETI, NON INTRODURREMO LE PRETESSE? E VORREMO NEGARE LORO UNA SESSUALITA’? ANCOR MENO LA NEGHEREMMO SE DOVESSE ESSER DI NATURA OMOPEDO, PERCHE’ QUESTA E’ LA SESSUALITA’ DELL’AVVENIRE. BANDIRE GLI ETERO, SONO OBSOLETI.
 
DATE L’8 PER MILLE ALLA CHIESA ORTODOSSA, OPPURE AGLI ALPINI, CHE NON SONO PEDOFROCI, MA NON ALLA BABALON SCALATTA, ORAMAI COVO DI PEDERASTI (ECCO PERCHE’ OSSESSIVAMENTE RIPETONO CHE BISOGNA ACCOGLIERE AD OLTRANZA I GIOVANI MASCHI AFRICANI. VOGLIONO CARNE E CARNE, TANTA CARNE). 
ps: Questa teologia della misericordia, che consente di sperimentare ogni peccato e depravazione, nella certezza che tanto Dio ci perdonerà, non ha tanto a che fare col Vangelo o con la Tradizione della Chiesa, piuttosto essa è il riverbero della “teologia holliwoodiana”, che dice:”noi ti apprezziamo e ammiriamo, se sperimenti tutte le perversioni immaginabili (quelle che ti suggeriamo nei nostri films). Questo ti rende degno della nostra considerazione sociale, artistica (oscar, leone d’oro, ecc), umana e affettiva (donne a non finire se fai la “vita spericolata”)”. Tradotto, questo vuol dire che ottieni considerazione solo se ti comporti da suicidario. E infatti quasi tutta la filmografia e la musica di tale star system sono una continua incentivazione al male e infine al suicidio.
Questo messaggio holliwoodiano, a sua volta è il riverbero della “teologia satanista”, il cui dogma fondamentale dice che: sperimentare il male fino in fondo, fino a perdersi, fino a suicidarsi,garantisce una sorta di salvezza (!?). Ecco da quale mammella deriva il latte che papa Badoglio succhia attraverso repubblica della sera, il solo giornale che lui legge, come egli stesso ha ammesso, e dal quale trae ispirazione la sua superficiale parenetica, fatta di umanitarismo laico e laido, visto che si tratta del rivestimento esterno, da esibire al mondo, del male oscuro che sta all’interno, il quale ha l’obiettivo di viaggiare in incognito, ingannando quasi tutti, dietro la parvenza dei buoni propositi, che lastricano la sua via (salviamo i negri, poveri disperati; aiutiamo a morire con dignità i malati terminali; diamo emancipazione alle donne con l’aborto libero; liberalizziamo le droghe per sconfiggere i trafficanti, usiamo gli ogm per sfamare i poveri; facciamo educazione sessuale ai bimbi per evitare loro l’aids e le gravidanze precoci; i vaccini rafforzano il sistema immunitario dei bimbi, come la pillola anticoncezionale garantisce una protezione anticancro (lo assicurano i soliti studi delle solite univeristà americane); videogiochi violentissimi e cartoni animati zeppi di messaggi subliminali satanisti aiutano i giovani a crescere più intelligenti, parola dei soliti scienziati cui fa eco repubblica della sera, che invita i genitori a non preoccuparsi di questo tipo di imput, “bisogna guardare quei videogiochi e cartoni con ironia” (se poi tuo figlio ha tentato di cavare gli occhi al gatto, questo è un problema di disagio familiare -cioè è colpa dei genitori e della famiglia che è una cellula reazionaria, producente disagio psichico- in questi casi si ricorre allo psichiatra e al prozac)…... PDB

CONTO SUL UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA’.

 Maurizio Blondet  14 marzo 2017  30

Un amico mio omonimo scrive:

Gregory Baum, sacerdote che oggi ha 93 anni e si è spretato, in occasione del suo ultimo libro pochi mesi fa, ha rivelato di essere omosessuale da quando aveva quarant’anni, cioè dal 1964.

Dirai: che  importa che una decrepita checca faccia outing.

Ebbene, Baum fu l’estensore della prima parte del documento conciliare Nostra Aetate, da cui parte la Nuova Rivelazione quella per cui gli ebrei non sono tenuti a convertirsi, perché, tanto, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili [nonostante tutti i passi dell’Antico Testamento che dicono a chiare lettere il contrario] ed Israele è il popolo di Dio [checché ne dica tutto il Nuovo Testamento ed in particolare S. Paolo sul fatto che la Chiesa è il Nuovo Israele, prefigurato anche dai Profeti del Vecchio Testamento].

Inoltre Baum fu quello che indusse la Chiesa canadese a rifiutare la Humanae Vitae ed è stato un sostenitore del matrimonio omosessuale. Interesserà notare che Baum:

  1. era di madre ebrea e quindi considerato ebreo per le regole rabbiniche;

  2. era giunto in Canada dopo la guerra come rifugiato ebreo;

  3. aveva ricevuto l’incarico dal card. Agostino Bea, che si è poi scoperto essere massone (v.  Bulletin de l’Occident Chrétien NR.12,  Luglio, 1976) “

 

Da questi figuri è stato “fatto” il Concilio

Baum fu un “peritus”, ossia un esperto: di quelli che veramente fabbricavano  i documenti nelle commissioni a nome dei loro vescovi, i quali quasi sempre non sapevano né capivano le questioni e nemmeno le manipolazioni, avendo fiducia in quei loro “periti” teologi  che si erano portati dai vari paesi.  Anzi, ha scritto  uno storico del periodo, simpatizzante: “Il Concilio fu fatto da Gregory Baum; ha partecipato a  varie commissioni incaricate di preparare i documenti…Cominciando a lavorare nel novembre 1960,  finì insieme al Concilio nel dicembre 1965,  una esperienza che culminò con la sua stesura del  primo testo di Nostra Aetate”, appunto quel documento che dichiara non necessaria la conversione degli ebrei.

Il teologo Baum.

Ora a 93 anni, costui racconta di aver avuto il primo rapporto omosessuale a 40 anni con un uomo  “incontrato in un ristorante di Londra; fu eccitante..”,    però  non si spretò, conducendo una doppia vita  per decenni come ascoltatissimo e influentissimo “teologo”; solo molto tempo dopo gettò la tonaca e  – chissà perché  –   sposò una “ex suora divorziata”  (pure divorziata…); la quale però, racconta lui, “non fece  problema, quando traslocammo  a Montreal  nel 1986, e io incontrai Normand, un ex prete, e mi innamorai di lui”. Normand  “era gay e accettò ben volentieri il mio abbraccio sessuale”.

Il meglio però è perché decise di non fare  acting-out:”Non ho professato pubblicamente la mia omosessualità perché questo atto di onestà avrebbe ridotto la mia influenza come teologo critico”.

Grazie alla  sua disonesta doppiezza, fu ancora  in veste di  potente “teologo critico” che il cripto-sodomita Baum organizzò la rivolta dei vescovi del Canada contro la Humanae Vitae, l’enciclica di Paolo VI che  manteneva il divieto per i cattolici di ricorrere ai  mezzi anticoncezionali artificiali.   Una enciclica sofferta, del dubbioso Montini, che  deluse i modernisti e i globalisti (potenti gruppi per la crescita-zero demografica  fanno capo a miliardari come Rockefeller), e accese ire e disubbidienze  ecclesiastiche.  “Se non fosse stato per l’ombra scura di Baum, la sua influenza su certi vescovi, sull’establishment teologico canadese  e i gruppi di pressione, i vescovi canadesi non avrebbero  rifiutato  di obbedire al Papa”.

Ora, naturalmente, ognuno può essere contro il divieto cattolico della contraccezione, e ormai se  ne infischiano anche la massima parte dei cattolici nominali.  Non è questo il punto.  Il punto è che questo ha agito per mezzo secolo a “riformare” la Chiesa, in assoluta malafede.   Il  punto è che questo, invece di liberare la Chiesa, noi e  anche se stesso andando a vivere la sua vita da libero finocchio, volle restare  al solo scopo di mantenere il potere  – di “teologo importante” e  “autorevole”  –  per sovvertire dal’interno la morale di una organizzazione che gli dava – diciamo – lo stipendio e da cui traeva la sua “autorità”. Ingannando e offendendo così anche l’ultimo dei fedeli.

Ora, spero si capisca che anche la più laicista delle organizzazioni, il partito radicale, il giornale La Repubblica, la Massoneria – non tollererebbe un simile fenomeno di malafede, al suo interno un membro influente che gli lavora contro, di nascosto, dissimulando la sua appartenenza ad  un altro partito  o giornale.  Lo smaschererebbe, lo  licenzierebbe. Come minimo, gli toglierebbe ogni diritto di parlare per l’organizzazione.

Invece, solo la Chiesa cattolica pullula di queste  doppiezze e disonestà che  parlano a  nome di una fede su cui sputano in privato, e di un Cristo cui  non credono. Il Concilio Vaticano II  è stato praticamente scritto e plasmato da anime doppie come Baum; il perito  cui tanto devono il cardinal Kasper e Bergoglio, e  da cui  il giovane  Ratzinger  fu affascinato, l’eminenza grigia dietro le  quinte di tutte le innovazioni, il gesuita Karl Rahner,  mentre  con altezzosa sicumera di cattedratico   “lavorava” al Concilio Vaticano II scriveva lettere erotiche all’amante Luise Rinser : “Coccolina” lui, “Pesciolino”  lei,   infantilismi vezzosi.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/29/le-lettere-vietate-del-gesuita-innamorato.html

Vi prego di capire che non è moralismo sessuofobico. E’ il senso di offesa che un cittadino di una patria (la fede cattolica lo è) prova per   dei colpevoli di   alto tradimento.  Che  hanno ingannato tutti i credenti – i concittadini – con la loro doppia vita e dissimulazione, mancanza di sincerità e di franchezza – una viltà  abietta che una patria punisce con la fucilazione alla schiena.  Come hanno osato ingannarci? Per decenni ci siamo sforzati di obbedire al Concilio, accettandone  le ambiguità, stranezze e discutibili novità; adesso questo, a 93 anni e mezzo secolo dopo, ci viene a dire  impunemente che la sua “autorità”  come teologo  era un trucco per adattare la Chiesa al suo vizio privato.  Come osa?

E soprattutto: che Concilio è il Vaticano II, fabbricato da questi falsari  morali? Perché dobbiamo obbedire a Nostra Aetate che contraddice  le parole di Cristo e di Pietro sugli ebrei?

Solo dieci anni dopo Lutero, ecco i lanzi. Speriamo…

In questo autunno – anzi gelido inverno della Chiesa piove sul bagnato. Un papa di dubbia elezione fa’proiettare scimmie sulla facciata della Basilica.  In Vaticano  si esalta Lutero; si  celebra un rito congiunto con un vescovo anglicano che ha appena aperto  Canterbury ,  la sua cattedrale, al rito massonico. Una commissione mezzo segreta studia una Messa ecumenica, per poterla concelebrare con  gli avversari della Presenza Reale,  e quindi cambiando la formula della consacrazione – trucco per la quale i “periti” del caso sono andati a scovare e  proporre una formula   trovata cervelloticamente   tra le curiosità archeologiche, l’anafora di Addai e Mari del rito nestoriano di Mosul: quei  “periti” saranno come Baum? E lo scopriremo 50 anni dopo?  Non credo abbiamo nessun obbligo di obbedire.  Piove sul bagnato, in questo gelido inverno della Chiesa:   torna persino  il Terzo Segreto di Fatima: nuove conferme alla affermazione di Socci, rabbiosamente contrastata, secondo cui il Papato non ha pubblicato integralmente il Segreto –  perché da qualche parte vi si profetizzerebbe  di una “cattiva Messa” e  di un “cattivo  Concilio”.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-fatima-torna-il-mistero-del-terzo-segreto-19224.htm

Ogni giorno qualche amico mi riporta qualche enormità vaticana o ecclesiastica, e mi chiede: cosa ne pensi?  Penso che non c’è più da preoccuparsi, ormai:  facciano quel che vogliono, il tempo ricorda molto il decenni del cosiddetto “Rinascimento”, e che fu in realtà una fastosa, tragica e impudente  crisi della fede;   quello dove papi ebri di potere, e cardinali coi ragazzini di vita, fecero della Chiesa una  cosa grandiosa, neo-pagana, erotizzata; dove molti potenti e ricchi occhieggiavano alla “riforma”, ma soprattutto  al vizio,  greco  o no.  Poi arrivarono i lanzichenecchi,  uccisero preti e laici,  violentarono suore  mogli , ragazzini  e ragazzine, saccheggiarono  tutti gli ori, i tesori e le cantine,  profanarono statue della  Vergine  odiata,  cacarono sulle reliquie, terrorizzarono quel clero,  il Papa tremebondo si nascose a Castel Sant’Angelo  mentre   184 svizzeri si fecero massacrare per proteggerne la ritirata;  lo stupro continuò per giorni –   come noto,  quando se ne andarono, lasciarono la peste. La città di Roma era in realtà una fogna, perché i ricchissimi papi  che pagavano milioni a Raffaello e Michelangelo,  avevano abbandonato  –  come oggi – la manutenzione delle cloache antico-romane;  ed era così insalubre, gonfia di febbri, malarie e dissenterie, che la popolazione s’era ridotta a un paesotto: fra ori  e marmi vaticani e greggi che brucavano fra le rovine, l’odor di piscio e di fritto,  e abbondanza di sterco  di cavallo, di vacca e di gallina, erano accampati non più di 55 mila abitanti. Quando i lanzi sparirono, erano rimasti  in ventimila.

Sì, spero solo nel nuovo Sacco di Roma. E sono tranquillo, perché immancabilmente la punizione  divina verrà.  Allora, il castigo venne molto presto: dopotutto,  Lutero aveva appeso le   sue 95 tesi  solo dieci anni prima, e i lanzi, tizzoni d’inferno pieni d’odio al  Papa, ne erano sue creature scatenate.  Da quant’è che sventola la falsa bandiera islamica del falso califfo?  E il turco tracotante s’è appena risvegliato.

Daesh potrebbe far peggio di così   alla sede del Cattolicesimo?

Questo sfogo segue a quell’altro, dopo la scoperta che Monsignor Paglia, l’esaltatore di Pannella e  la sua spiritualità, è anche quello che  ha commissionato  l’affresco  nella cattedrale di Terni al sodomita militante Cinalli, dominata  “ dalla figura di Cristo che sale al cielo tirandosi dietro due reti cariche di figure umane nude o seminude, con diverse figure di omosessuali e trans”, e in cui lo stesso Paglia s’è fatto ritrarre per scherzo, con lo zuccotto  vescovile.  Ciò ha suscitato l’indignazione del periodico cattolico online La Nuova Bussola Quotidiana.
Il punto interessante è che in un gruppo “social” (o come si chiama), ha suscitato la nobilmente sarcastica reazione di Franco Cardini, lo storico medievalista e cristiano, nonché fiorentino di nascita, il che conta:

Che i puri e coraggiosi editori della “Nuova Bussola Quotidiana”   procedano senza deflettere sulla via di questa generosa, sacrosanta  battaglia! Che la trasferiscano anche al passato, sì da purificare  una volta per tutte la Chiesa dalle brutture commesse con l’alibi  dell’arte. Ma che cosa sono tutti quei dipinti osceni dell’ambiguo  Botticelli, dell’ipocrita Ghirlandaio,  dell’ignudomane Michelangelo, queste concessioni indecorose all’omosessuale dichiarato Leonardo da Vinci, questi adulatorii salamelecchi al fallocrate Raffaello, queste  rese vergognose dinanzi al Bernini che ritraeva santa Teresa d’Avila in pieno orgasmo e osava paragonar quell’osceno contorcersi in un  ributtante piacere all’estasi divina,  questi cedimenti al pederasta  sodomita assassino Benvenuto Cellini, queste lodi inconsulte allo  stupratore Caravaggio, questo dilinquoso commuoversi dinanzi alle note  del “Requiem” del massone Mozart…ma dove andremo a finire, se nel  nostro stesso passato nascondiamo queste brutture! Che avesse ragione  il pur eretico ma almanco casto Calvino (Giovanni, mi raccomando: non  Italo) a tanto deprecar le infamie dipinte e scolpite? Seguiamo il  detto del valoroso cavaliere cristiano Brancaleone da Norcia: “Via  stracci penduli, e caccavelle…Disciplina!”. FC
Questo molto divertente intervento del grande Cardini attribuisce  l’indignazione della Bussola (e la mia) a moralismo e sessuofobia; invece è  motivata dallo scoprire nella gerarchia traditori della patria cristiana che si sono nascosti per decenni in malafede,  dirigendo istituti  “autorevoli”  ed accademie pontificie,  occultando i loro vizi contro natura, per poi propalarli adesso che, a loro giudizio, il neo-papa “riformatore”, ecologo e luterista  e di manica larga, applaudito dai poteri forti, lo consentirebbe.

A parte il fatto che il  sodomita ideologico Cinalli, che ha avuto la committenza da Paglia, non è nemmeno lontanamente paragonabile a Botticelli o  Raffaello, e  quindi è abusivo parlare qui di “arte”.   A  parte il fatto che nessun Raffaello o Leonardo avrebbero rappresentato in una chiesa i loro vizi privati, come manifesto e incitamento.  A parte il fatto che, come ha rilevato Stefano Maria Chiari, “ L’opera di Terni invece palesa un intento: la  piena giustificazione non del peccatore convertito, ma del peccato  praticato; essa si connota come anticristiana in essenza”; o come obietta Luigi Copertino, “Cinalli non mostra alcun tormento in tal senso ma solo l’esaltazione di una sessualità non pura, non luminosa, ma oscura, ammorbante”. Dunque, ancora una volta, il sodomita e il suo  committente ecclesiastico hanno  voluto offendere  chi crede al valore della castità  (non solo cristiano: chiedete ai buddhisti…) e si sforza di obbedire a Gesù in questo campo.

Detestabile Michelangelo

A parte tutto ciò, e sapendo che è temerario voler aver ragione su Cardini, storico eruditissimo, amico intelligente  e fiorentino, dunque amante profondo di quell’arte rinascimentale   che sente “sua” di cui cita gli autori, eccelsi,  la mia tentativa risposta è stata: “INFATTI QUEI PITTORI E SCULTORI del Rinascimento sono un segno evidente della crisi morale e religiosa, gigantesca,  della gerarchia
ecclesiastica  del loro tempo:  quella che ha commissionato le loro opere. Dal punto di vista della fede, quelle carni e muscoli,  quelle statuarie copiate da quelle romane,  e   gli orgasmi  al posto dei rapimenti mistici,  sono un sintomo di deviazione gravissima”.

Lo so che è un tema gigantesco, quello del Rinascimento  e la sua luminosa riscoperta della  classicità, che  è  allo stesso tempo allontanamento dalle luci della Cristianità. Se   lo sfioro, è solo perché vi vedo un’analogia con l’oggi: la crisi della Chiesa, allora come adesso, non nacque “dal basso”; da una richiesta o rivoluzione di popolo, ma dalla gerarchia romana.  Strapieni di soldi delle decime che venivano dal mondo intero, e dalla vendita delle indulgenze, papi nepotisti ebbri di potere, cardinali di grandi famiglie si diedero alla mondanità. Era una mondanità  più alta, fine di gusti, rispetto a quella di Paglia, Baum, e Francesco; ma era la mondanità dell’epoca nel modo più evidente; anzi la Chiesa di allora fu l’apice  della mondanità in Europa, era l’altissimo clero a dare l’esempio alle corti d’Europa.

Ordinato da un cardinale.

Era la gerarchia che   commissionava le cappelle sistine,  le stanze raffaellesche,  le estasi di Bernini e e le chiese (splendide) del Borromini; che chiamarono a Roma pittori   saliti a fama a Firenze  per “Nascite  di Venere” e “Primavere” pagane,   commissionate da laici miliardari, i Medici.  Più tardi,  cardinali diedero a Caravaggio le commesse pubbliche “religiose”  e commesse private come il ragazzo di vita  nudo, dal riso  sfrontato,   che col titolo Amor Omnia Vincit,   tenevano nelle loro stanze  e si mostravano l’un l’altro cardinali nel giro del massimo committente del Merisi, il cardinale Francesco Maria dal Monte, di cui un biografo attesta che “si dilettava della frequentazione di ragazzi”, e che se “ prima dell’elezione di Urbano al soglio papale scaltramente celasse tutto ciò, dopo  l’elezione di Urbano, sciolto ormai dal freno della speranza di essere eletto papa, assecondava apertamente il suo gusto: già vecchio e quasi privo della vista, più simile ad un tronco d’albero che ad un uomo, e di conseguenza non più in grado di cedere alle tentazioni, ciononostante un giovincello fu da lui reso ricco”.

Ancora una volta; non è moralismo.  Oggi, poiché li vediamo come “classici”, non  riusciamo più a cogliere la rivoluzionaria innovazione che quegli artisti rappresentarono,  piantando nell’iconografia sacra,  dentro le chiese, le anatomie,  gli scorci dei corpi, i guizzi muscolari, le carni bianche in cui sapevano rendere il marmo. Ma non erano loro i responsabili della rivoluzione iconografica, profondamente anti-teologica: erano i loro committenti, i cardinali, i papi.  Quei committenti in porpora invero corruppero  pittori e scultori con le loro committenze “mondane”, riempiendoli di soldi li protessero ed eccitarono nelle loro passioni giovanilmente  teppistiche, rabbie, rivalità, veri odii: Cellini che prende a pugni Michelangelo, Bernini che pesta con una sbarra e insegue in chiesa con la spada sguainata il fratello perché l’ha spiato e visto uscire dal letto dell’amante, Costanza Bonarelli; Caravaggio, sappiamo come visse, forse ha una scusa nell’avvelenamento da piombo; l’odio e la rivalità con Borromini,  cui intuiva la superiorità creativa, fu leggendario, come gli sottraesse le commesse è maggiori e più pagate, è noto; Borromini stesso  si uccise ficcandosi  nel fianco la propria spada. Lo scusa l’evidente sua gravissima depressione cronica,  turba suicidaria; il punto è che si uccise  “per rabbia”, si infisse la spada  per impeto e dispetto  perché il servo  aveva disubbidito alla sua richiesta di portare un lume.  Per grazia di Cristo, non morì subito,  poté confessarsi e dettare  il suo testamento.

Mi vien da pensare che sarebbero stati migliori – dopotutto erano dei giovinastri provinciali – se  le gerarchie milionarie   non li avessero viziati e coperti con la loro manica larga, con la loro mondanità amorale.

Certo è  difficile pensare a questi affrescatori e pittori di chiese  rinascimentali e barocche, bellissime,  come artisti religiosi. Un segno inequivocabile è il popolo credente non ha mai  pregato davanti alla Natività di Caravaggio, a una statua del Bernini o a una Madonna di Raffaello: è semplicemente impossibile, sono opere della mondanità.  Nessuno  si tiene in casa una cartolina del Tondo Doni  per scopi di pietà.  Il Giudizio Universale della Cappella Sistina non ha mai, ne sono convinto, aiutato a convertire nessuno; ammiriamo   il tour de forze michelangiolesco, la  vastità e  spropositata concezione (hollywoodiana?) del complesso, ma con una intima riserva  spirituale.  E’ noto che Dostojevski,  visitata la Sistina, di quel  titanico  Gesù di Michelangelo disse: “Sembra un soldato tedesco, gli manca solo la sciabola al fianco”.

A Dostojevski parve un soldato tedesco

Si può pregare davanti a un’immagine del Beato Angelico, anzitutto santo e poi pittore. Di fronte alla  Trinità di Roublev.  Pittori di icone che si preparano spiritualmente, secondo metodi ascetici  codificati, prima di mettere mano al pennello. Si potrebbe pregare davanti a un tanka dove un monaco buddhista, prima monaco poi artista, dopo profondo esame di sé analogamente  al pittore russo di icone, ha minuziosamente raffigurato la Ruota della Manifestazione, i suoi regni e loka,  i suoi animali e i suoi titani, gli inferni e i padiglioni dei suoi paradisi –senza mai una “novità” prospettica o muscolare, ripetizione esatta del Vero Universo interamente contenuta  nel Signore della Compassione, rigorosamente ne varietur.

A noi cattolici,   dopo il Medio Evo, nulla più di simile. Le immagini venerate ci sono venute dall’alto. Sono immaginette, Sacri Cuori,  che una nostra cara santa vide e si ingegna far dipingere, Vergini di Guadalupe rimaste stampate su un grembiule di palma,  medagliette  minuziosamente descritte dall’Apparizione, Cristi con fasci di luce dal petto della Kovalska: tutte immagini senza pretesa d’arte, devozionali. A cui chi resta ancora cristiano, chiede miracoli e li ottiene.

Ma non sono stati i cardinali. E’ ora di dirlo: siete stati troppo mondani. Allora  in modo alto, almeno. Oggi, dozzinale, basso e vile.  Con Concilio avete dichiarato “la misericordia”, ossia la manica larga: e l’applicate anzitutto a voi.

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M5S, INTERCETTARE IL DISSENSO PER POI NEUTRALIZZARLO (finta opposizione), PER MANTENERE IL PAESE SERVO DEGLI INTERESSI ATLANTICI. SOLO I FORCONI SONO STATI UN VERO MOVIMENTO DI OPPOSIZIONE

M5S, LA STAMPELLA DEL POTERE ?

 

Le recenti elezioni regionali certificano l’arretramento del M5S che perde 900.000 voti rispetto alle europee del 2014 e quasi 2 mln di voti rispetto alle politiche del 2013: è il prezzo della defezione di Beppe Grillo, ritiratosi nel novembre 2014 dalla guida del movimento perché “un po’ stanchino”. Perché Grillo abdica quando la situazione economica dell’Italia, sempre più esplosiva, permetterebbe di assestare il colpo definitivo al governo Renzi e realizzare la “rivoluzione araba” promessa nel 2013? La risposta è che M5S è la stampella dell’establishment euro-atlantico. Dall’American Chamber Of Commerce alla Telecom Italia, come è stata assemblata la piattaforma di Gian Roberto Casaleggio: l’arroganza è tale che è apposta pure la firma “nuovo ordine mondiale”.

Italia: poligono per le sperimentazioni politiche

Quando una nuova arma è perfezionata è abitudine sperimentarla in qualche poligono di tiro lontano dal territorio metropolitano, oppure in qualche teatro bellico: ne sanno qualcosa i cittadini sardi che subiscono gli effetti del poligono sperimentale Salto di Quirra, il più grande della NATO in Europa, oppure i ribelli Houthi dello Yemen, contro cui è stato di recente scagliata unabomba termobarica, immortalata nel video che mostra tutta la potenza devastatrice dell’ordigno1. Le armi convenzionali sono solo uno degli strumenti cui il sistema euro-atlantico ricorre per esercitare il proprio dominio. Esiste poi un vasto arsenale di armi riconducibile alla “guerra psicologica”, combattuta contro nemici esterni o contro le opinioni pubbliche di paesi alleati se non, come sempre più spesso capita, direttamente contro i propri cittadini: rientrano tra le armi psicologiche gli attentati falsa bandiera, la propaganda contro governi ostili, gli omicidi politici e le rivoluzioni colorate.

Anche in questo campo l’Italia, uscita sconfitta dall’ultima guerra, ha il triste primato di essere uno dei poligoni preferiti dalla NATO, dove sono testate le nuove armi psicologiche che, se funzionanti, sono poi applicate all’occorrenza in altri Paesi. È nel Bel Paese ad esempio che è sperimentata la strategia delle tensione, applicata poi negli stessi USA con gli attentati dell’11 settembre e le lettere all’antrace.

Le basi della strategia della tensione sono poste nel settembre 1963, tre mesi prima che nasca il primo governo di centrosinistra (DC,PSI, PSDI, PRI) presieduto da Aldo Moro: è in quei giorni che dall’Ufficio Ricerche Economico Industriali del SIFAR parte una relazione riservata indirizzata al generale Giovanni Allavena, capo del controspionaggio del Servizio Informazione Forze Armate. Qui si contempla, pur di arginare l’avanzata comunista, la possibilità di 2:

creare gruppi di attivisti, di giovani, di squadre che possano usare tutti i sistemi, anche quelli non ortodossi, dell’intimidazione, della minaccia, del ricatto, della lotta di piazza, dell’assalto, del sabotaggio, del terrorismo”.

Ad attuare questo innovativo, eversivo, disegno (che metabolizza molti dei concetti della guerra rivoluzionaria marxista-leninista) è chiamato il maggiore Adriano Magi Braschi, tra i massimi esperti della NATO in guerra psicologica e futuro ponte tra servizi segreti e terrorismo nero, anche internazionale (è infatti in stretto contatto anche con l’Organisation armée secrètefrancese).

Due anni dopo, nel maggio del 1965, si svolge presso l’hotel romano Parco dei Principi, il convegno organizzato dall’Istituto di studi militari Alberto Pollio che posa il primo mattone della futura strategia della tensione: intervengono alla conferenza il suddetto maggiore Magi Braschi, alti esponenti delle forze armate e dei servizi, accademici e figure di spicco dell’estremismo di destra (tra cui Pino Rauti e Guido Giannettini).

La fine del mondo bipolare e la volontà di procedere a tappe forzate verso il “nuovo ordine mondiale” (Stati Uniti d’Europa, allargamento della NATO nell’est Europeo, neoliberismo e finanza selvaggia) comporta per l’establishment euro-atlantico la necessità di sbarazzarsi della vecchia classe politica dei “paesi alleati”, con sui si è vinta la guerra fredda: abituati a ritagliarsi una certa libertà di manovra entro i paletti della NATO e propugnatori dell’intervento dello Stato nell’economia, questi politici sono infatti obsoleti nel nuovo assetto unipolare.

In Italia è quindi testata una nuova arma psicologica che negli anni a venire sarà largamente impiegata in tutto l’Occidente: gli scandali mediatici-giudiziari, con cui si discreditano e/o eliminano politicamente singole figure o intere classi dirigenti. Quest’arma psicologica, recentemente impiegata contro i vertici della FIFA rei di non aver cancellato i mondiali in Russia del 2018, si avvale di illeciti o di ipotesi di reato, portati alla luce se e quando la vittima disobbedisce alle direttive o occorre sostituirla con uomini più freschi e fidati.

La prima e, la più potente in Europa Occidentale, bomba mediatica-giudiziaria è sganciata su Milano nel 1992, facendo leva sulfinanziamento illecito dei partiti che, fino a quel momento, era stato il segreto di Pulcinella della politica italiana: è l’inchiestaMani pulite condotta, come ha ammesso l’ex-ambasciatore americano Reginald Bartholomew prima di morire per un tumore 3, dal pool milanese di Francesco Saverio Borrelli in stretto contatto con il consolato americano di Milano. Il console generale americano a Milano, Peter Semler, riceve nei suoi uffici il futuro uomo simbolo di Mani Pulite, il magistrato Antonio Di Pietro, quattro mesi dello scoppio dell’inchiesta: scopo dell’incontro è essere “informato” sulle implicazioni politiche delle indagini.

Antonio Di Pietro (che attira l’ammirazione del console Semler perché sa usare il computer “a differenza di gran parte degli italiani”) entra alla procura di Milano nel 1985 e la sua padronanza degli strumenti informatici (poi persa nel tempo se, come vedremo in seguito, per aprire il suo blog deve avvalersi di Gianroberto Casaleggio) gli consente di essere cooptato nel 1989 dal Ministero della Giustizia come consulente per l’informatizzazione.

Di Pietro, il cui italiano incerto corrobora le voci di una laurea in giurisprudenza parecchio opaca, ha un trascorso nel SISDE: negli anni ’80 figura tra i poliziotti di scorta al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa 4 ed un appunto del centro Sisde di Milanoafferma che in quegli stessi anni Di Pietro è in contatto con un diplomatico USA attivo nel nord Italia e con una società vicina alla CIA5. Perché gli americani inseriscono Di Pietro nel pool di Mani pulite, quando la squadra di Borelli sarebbe capace di condurre l’inchiesta contro i vertici della Prima Repubblica anche senza il suo apporto? La spiegazione è duplice: la volontà di avere un proprio referente fidato dentro la squadra di Mani Pulite e, non meno importante, il piano di lanciare Di Pietro, l’eroe nazionale che libera l’Italia dal marciume del DC ed il PSI, come nuovo astro nascente della politica italiana.

Tutti i media del periodo infatti, dal Corriere a Repubblica, preparano il terreno in questo senso6 e, non appena Di Pietro lascia la toga nel dicembre del 1994, gira l’ipotesi che l’ex-magistrato si schieri a destra dell’arena politica, usando come base di partenza il Movimento Mani pulite.

Nel luglio del 1995 Antonino Di Pietro compie il terzo misterioso viaggio negli USA dalla scoppio di Mani Pulite (un primo nell’ottobre del 1992 finanziato dalla United States Information Agency ed il secondo nel 1994 prima di lasciare la magistratura): là è ricevuto dall’American Enterprise Institute7 (lo stesso pensatoio che 15 anni sforna dopo Matteo Renzi) e dal politologo Edward Luttwak.

Al suo ritorno in Italia, stupendo tutti i collaboratori, Di Pietro decide di non entrare in politica con un soggetto autonomo bensì appoggiandosi al centro-sinistra. A Washington devono avergli spiegato che sono infatti i governi di sinistra che negli anni successivi spadroneggeranno dopo l’effimera esperienza del governo Berlusconi I: il loro compito è infatti smantellare l’industria di Statoagganciare l’Italia all’euro a qualsiasi costo e piegarsi alla politica angloamericana nei Balcani.

Tonino è ministro dei lavori pubblici del governo Prodi I (1996) e poi nuovamente ministro delle infrastrutture del governo Prodi II (2006-2008): è nella veste di responsabile di questo dicastero che l’ex-pm, in ottimi rapporti con gli USA, nomina nel febbraio 2007 Gianroberto Casaleggio ed i fondatori della Casaleggio associati (Mario Bucchich e Luca Eleuteri) come esperti del ministero per le strategie comunicative ed i nuovi media8.

Siamo entrati nella sperimentazione dell’ultima arma psicologica, concepita ed applicata con discreto successo già in Ucraina con la rivoluzione arancione del 2004: l’impiego della rete per influenzare l’opinione pubblica, screditare i governi ostili e, all’occorrenza, organizzare manifestazioni di piazza o moti contro le istituzioni.

È nel 2004 che Casaleggio allestisce il sito Beppegrillo.it e, a distanza di tre anni, replica l’operazione con il sito di Antonio Di Pietro: è singolare che tra le centinaia di esperti di comunicazione operanti in Italia, un ministro della Repubblica italiana si affidi “per imparare a schiacciare i bottoncini di Twitter e di Facebook” 9 allo stesso guru informatico che sta preparando il primoVaffanculo-day contro il governo Prodi.

La collaborazione tra l’ex-pm di Mani Pulite e Casaleggio prosegue per tre anni, finché Di Pietro si accorge che non è più lui a dettare la linea politica del proprio sito, bensì a subirla, talvolta anche con imbarazzo a causa del toni sempre più aggressivi e denigratori dei contenuti: nel settembre del 2009 si consuma il divorzio tra il segretario dell’Idv e l’esperto informatico.

Da quel momento Di Pietro non è più un socio, seppur di minoranza, della corazzata Casaleggio bensì un rivale politico con cui spartirsi il voto di protesta: a due riprese, man mano che il governo Berlusconi IV affonda sotto il peso degli scandali-mediatici giudiziari e si avvicinano le elezioni, Tonino è liquidato. Nel febbraio del 2010 è pubblicata sul Corriere delle Sera un foto di 18 anni prima che immortala Di Pietro a cena con l’allora capo del Sisde del Lazio, Bruno Contrada, ed uno 007 in servizio all’ambasciata americana. Poi, nel novembre del 2012, la conduttrice di Report Milena Gabanelli assesta il colpo letale all’Italia dei Valori con un’inchiesta sui rimborsi elettorali.

Addio Di Pietro!

Il sol dell’avvenire è ora il Movimento 5 Stelle, nato e cresciutio attorno al blog Beppegrillo.it messo a punto da Casaleggio. È quindi il tempo di indagare sul passato del guru informatico, diviso tra Olivetti, esoterismo e finanza anglosassone.

Casaleggio: tra Olivetti, Telecom, Goldman Sachs e nuovo ordine mondiale

Telecomunicazioni e servizi segreti sono pressoché diventati sinonimo dopo le rivelazioni dell’ex-tecnico informatico della CIA Edward Snowden, che nel 2013 dimostra come l’NSA intercetti e sorvegli illegalmente americani e stranieri, semplici cittadini o capi di Stato, appoggiandosi anche a servizi segreti alleati per coprire i rispettivi territori nazionali. Al vertice della piramide che vaglia centinaia di petabite al giorno è il Five Eyes, l’alleanza spionistica tra le potenze anglosassoni (USA, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada). Sotto, in base ad affinità politiche e peso internazionale, scendono a cascata gli altri Paesi della NATO.

È superfluo dire che l’Italia, dove il governo Letta neppure fiata quando esplode lo scandalo NSA, è considerata un’espressione geografica, preziosa solo perché dalla Sicilia transitano i fondamentali cavi sottomarini che connettono l’Europa con tutto l’Oriente ed il Sud America: il controllo di Telecom Italia cui fa capo la rete fissa e le linee transoceaniche (Telecom Sparkle) è quindi fondamentale per Washington, tanto che ciclicamente ricorre l’ipotesi di una fusione con la texana AT&T. La penetrazione dei servizi angloamericani nell’ex-monopolio dei telefoni affonda le radici già nel dopoguerra e, dal confezionamento di dossier alle intercettazioni diffamatorie, è sempre stata usata per esercitare il ferreo controllo sul Paese.

È nella cornice Telecom/servizi segreti che deve essere inquadrata la figura di Gianroberto Casaleggio. Perito informatico, mai laureato, entra nel 1975 alla Olivetti dove incontra la prima moglie, la britannica Elizabeth Clare Birks da cui ha un figlio. Il padre di Gianroberto è interprete di lingua russa e questo è dato interessante perché Adriano Olivetti (1901-1960), l’imprenditore visionario che lascia un’impronta indelebile all’azienda, è appassionato di letteratura russa. In particolare Adriano Olivetti, che con il nome in codice “Brown” è in stretto contatto con i servizi segreti inglesi sin dalla primavera del 1943 10, è un fervido seguace dell’esoterismo ed occultismo russo 11: Helena Blavatsky, fondatrice della Società teosofica ed autrice del libro Iside Svelata, ed il teosofo russo Vladimir Sergeevič Solov’ëv.

Ad un occultista russo, George Gurdjieff (1877-1949), Gianroberto Casaleggio si richiama espressamente, definendosi suo discepolo 12. Il profilo esoterico di Gianroberto Casaleggio si arricchisce poi di nuovi importanti particolari nel marzo del 2013, quando sul settimanale Panorama compare l’intervista al massone Giuliano Di Bernardo, ex-Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dove, commentando la visione del guru di M5S, sono evidenziate le forti analogie tra il Casaleggio-pensiero e l’esoterismo della massoneria speculativa. Sia per Casaleggio che per l’ex- Gran Maestro del GOI, in un futuro non troppo lontano scompariranno le differenze ideologiche, politiche e religiose, ma secondo Di Bernardo 13:

Per me a governare sarà una comunione di illuminati, presieduta dal “tiranno illuminato”, per Casaleggio a condurre l’umanità sarà la rete.

Nel 1999, con un’azzardata scalata a debito che lascerà un segno indelebile, la Olivetti di Roberto Colaninno, attiva nella telefonia con Omnitel ed Infostrada, lancia un’offerta pubblica d’acquisto su Telecom Italia, arrivando a detenerne il 51%. Da circa un anno l’ex-monopolio dei telefoni è guidato da Franco Bernabé che, legato a doppio filo con l’establishment euro-atlantico (è uno dei massimi referenti italiani del Round Table, nella veste di membro del Council on Foreign Relations,gruppo Bilderberg, International Councildi JP Morgan evice presidente di Rothschild Europe 14), è reduce dell’esperienza in ENI, dove da amministratore delegato ha curato la privatizzazione del gigante petrolifero italiano al motto di “vendere, vendere, vendere” 15.

Il 22 febbraio del 2000 l’Olivetti acquista, per 52 mld di lire, dalla britannica Logica Plc il 45% della società Logicasiel, di cuiFinsiel (controllata da Telecom Italia) detiene il restante 55%: la società, che cambia il nome in Webegg Spa, è quindi ora in mano al 100% al gruppo Telecom Italia/Olivetti16.

La britannica Logica plc non è un’azienda qualsiasi, bensì il colosso inglese delle nuove tecnologie: nel 1974 è la prima azienda europea ad importare sul Vecchio Continente il papà di internet (Arpanet) quando è ancora un tecnologia militare statunitense e, in quegli stessi anni, disegna la rete elettronica per lo scambio di dati tra banche(il celebre SWIFT, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication).

La neonata Webegg Spa che, si legge nel comunicato aziendale,“offre consulenza e soluzioni informatiche alle aziende che si organizzano in rete su modello delle web company”17 è davvero ben inserita nel comunità economica anglofona, se si considera che appena un anno prima, nel 1999, ha siglato un accordo di collaborazione con la società di nuove tecnologieNeon (New Era Of Networks, con sede in Colorado), fondata nel 1995 dal responsabile informatico di Goldman Sachs, RickAdam18 (laurea a West Point, già ufficiale della US Air Force ed ex-esperto informatico presso il colosso degli armamenti Litton Industries19, poi Northrop Grumman. Un personaggio decisamente in odore di servizi).

Amministratore delegato delle ex-Logicasiel, ora Webegg spa, è nientemeno che Gianroberto Casaleggio,affiancato dai fidi collaboratori che il guru porterà poi con sé nelle future esperienze aziendali e politiche: Luca Eleuteri (direttore generale tra il 2000 ed il 2003), Mario Bucchich (responsabile della comunicazione tra 2000 e 2003) e Enrico Sassoon (membro del cda dal 2001 al 2003 20). Merita qualche approfondimento quest’ultimo: Sassoon, membro del consiglio della camera di commercio americana in Italia sin dal 1998 e direttore responsabile della Harvard Business Review dal 2006, ha le sembianze del classico “agente di collegamento” tra l’ambasciata americana di Via Vittorio Veneto e gli uffici della Webegg Spa.

Come sono le prestazioni economiche del gruppo Webegg? Nel 2011 il bilancio si chiude con 91 mln di fatturato ed un utile di 6 mln 21; nel 2002 la società è consolidata da Telecom, gli utili crollano a 45 mln e l’utile a 2,8 mln; nel 2003 continua la caduta dei ricavi che si attestano per la Webegg Spa a soli più 19 mln 22. Nonostante i non eclatanti risultati, la Webegg di Casaleggio non bada a spese per i propri dipendenti, come se la società godesse di qualche connaturato privilegio: tre sedi con uffici avveniristici, feste di fine anno con celebri personaggi delle tv, trasferte internazionali per partecipare a tornei di calcio aziendali, etc. etc.

L’enigmatica attività di Casaleggio in Webegg, tale da richiedere la collaborazione del responsabile informatico di Goldman Sach e la consulenza della camera di commercio americana, si interrompe bruscamente sotto il governo Berlusconi II: nel giugno del 2001 il Cavaliere vince le elezioni, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Proveraacquista nel luglio successivo, grazie al placet del governo, il controllo di Telecom Italia e, a distanza di due anni, Gianroberto Casaleggio è costretto a lasciare la Webegg Spa. Poi, nel giugno del 2004, la controllata della Telecom è venduta alla società Value Partners.

Con l’avvento del governo Prodi II (2006-2008), Tronchetti Provera perde la sponda con l’esecutivo: prima si dimette dalla presidenza e poi accetta un nuovo patto di controllo che diluisce progressivamente la percentuale di Pirelli fino all’uscita definitiva. È facile scorgere nella salace satira 23 di Beppe Grillo fa contro Tronchetti Provera, eletto a suo bersaglio preferito finché questi non cede Telecom, una vendetta di Casaleggio per la chiusura del “laboratorio Webegg”.

L’ex-perito informatico dell’Olivetti non si perde d’animo: traghetta i suoi uomini più fidati e soprattutto il consigliere dellaAmerican Chamber of Commerce in Italy, Enrico Sassoon, verso nuovi lidi e nel gennaio del 2004 nasce la Casaleggio Associati. Èmolto significativo che il blasonato Sassoon (è corrispondente de il Sole 24 Ore e consulente per le maggiori multinazionali americani operanti in Italia), anziché permanere nel cda di Webegg, decida di seguire Casaleggio nella neonata impresa. Corrobora il sospetto che Sassoon, più che alle nuove tecnologie, sia interessato allo specifica attività cui sta lavorando l’enigmatico perito.

Siamo nel 2004 ed internet è parte integrante dell’allora innovativa strategia angloamericana per rovesciare i governi ostili, ossia le rivoluzione colorate: l’Ucraina è teatro di un primo tentativo di cambio di regime, la rivoluzione arancione finanziata da George Soros e dal Dipartimento di Stato americano 24, dove sono massicciamente impiegati blog e siti d’informazione, ampiamente pubblicizzati dai media anglofoni.

Proprio in quell’anno, stando alla ricostruzione ufficiale, Beppe Grillo legge un libro di Casaleggio, ne rimane affascinato e gli telefona25. I due si incontrano al termine di uno spettacolo a Livorno e stordendolo con racconti sull’esoterista Gurdjieff e sul celebre scrittore dell’imperialismo inglese, il massone Rudyard Kipling, Casaleggio convince il comico genovese (fino ad allora un fervente luddista 26) ad affidarsi alle sue mani per la creazione del blog Beppegrillo.it.

La verità deve essere probabilmente un’altra: il comico genovese (che con l’ex agente del Sisde Antonio di Pietro condivide il profilo giustizialista, anti-casta e demolitore) deve essere stato segnalato da qualcuno come idoneo al progetto che Casaleggio sta sviluppando. Chi è questo qualcuno? Gli indizi portano all’ex-colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto: amico di Grillo sin dagli anni ’90 27, in contatto sin dal 2000 con Franco Bernabé che lo nomina 12 anni dopo consulente strategico in Telecom, Rapetto è docente alla NATO School di Oberammergau e consulente del Pentagono in materia di sicurezza 28.

Una peculiarità che Casaleggio conserva dalla precedente esperienze in Webegg è la prodigalità negli investimenti: nell’autunno del 2004 la neonata società di Casaleggio sigla infatti un accordo di collaborazione con Enamics, società di Stanford fondata “dall’esperto mondiale di IT ed autore di best seller internazionali” 29 Faisal Hoque, che costruisce le architetture informative per giganti come GE, MasterCard, American Express, Northrop Grumman, PepsiCo, IBM, Netscape, Infosys, JP Morgan Chase, etc. etc.

Come è possibile che un divo dell’informatica che lavora per i colossi delle finanza e degli armamenti americani si lasci coinvolgere nei progetti di una neo-costituita ed anonima azienda italiana? Bisogna forse porre la domanda ad Enrico Sassoon ed ai suoi amici dell’American Chamber of Commerce in Italy, perché difficilmente la Casaleggio Associati avrebbe le risorse finanziarie per pagare la parcella di Faisal Hoque.

Arriviamo ad un punto fondamentale: se in Telecom Italia i progetti del guru di Beppe Grillo erano finanziati direttamente dall’ex-monopolio dei telefoni, dove trae ora sostentamento la Casaleggio Associati? In rete sono disponibili i bilanci per il triennio 2009-201230 che mostrano ricavi ed utili in costanti calo, passando da un 1,6 mln a 1,4 e da un attivo di 118.000 € ad un perdita di 57.000 €. Nulla si sa circa i clienti, ma se si considera che nel 2012 il sito beppegrillo.it è già nato da otto anni, M5S da tre, e che circa un milione di ricavi proviene dai servizi venduti dall’ex-Sisde Antonio Di Pietro 31, sorgono spontanei i dubbi sulla capacità della Casaleggio Associati di stare sul mercato senza qualche aiuto interessato.

Di certo, come nel caso di Antonio Di Pietro, è la Casaleggio Associati che produce i contenuti del blog di Grillo, stabilisce la linea politica, decide quando e contro chi alzare i toni.

Direttamente prodotti dalla Casaleggio Associati e diffusi in rete dalla società milanese sono i celebri video Prometheus – la Rivoluzione dei media 32 (2007) e Gaia – The future of politics (2008): prescindendo dagli scenari ivi contenuti (terza guerra mondiale, pace perpetua, fusioni tra colossi della rete, trionfo dell’informazione angloamericana), è interessante soffermarsi sui richiami esoterici che, come abbiamo precedentemente visto, sono parti integrante del profilo di Casaleggio. Si cita espressamente il “nuovo ordine mondiale” che, da George Bush senior a Giorgio Napolitano passando per Jacques Delors è sulla bocca di tutti i membri dell’élite euro-atlantica. Inoltre, al termine di Prometheus (personaggio chiave della dottrina massonica/teosofica), compare il celebre occhio divino nel triangolo raggiante.

Siamo nel 2008: sfruttando il sito Meetup per l’organizzazione di incontri e manifestazione, Grillo ha iniziato da tre anni a radicarsi sul territorio e, l’8 settembre dell’anno precedente, si è tenuto in diverse piazze italiane il Vaffanculo-Day con cui il comico genovese (condannato nel 1985 a 14 mesi di reclusione per omicidio colposo) pubblicizza l’iniziativa “Parlamento pulito” contro la casta, la corruzione, i segretari di partito, i politici condannati in appello, etc. etc.

Già in quell’occasione a dare un particolare rilievo mediatico al Vaffanculo-day di Grillo sono, ça va sans rien dire, i media anglofoni: in particolare la BBC inglese (che fomenta disordini a casa altrui dai tempi della rivoluzione iraniana del 1979) non perde mai di vista il comico giustizialista, diffondendo su radio 34, televisione e internet, gli spettacoli con cui, come ai tempi di Mani Pulite, si demolisce la classe politica italiana.

I tempi sono quindi maturi per il primo incontro ufficiale tra l’astro nascente della politica italiana ed il corpo diplomatico americano in Italia: nell’aprile del 2008, George Bush junior imperante, si consuma il pranzo/esame tra Beppe Grillo e l’ambasciatore americano Ronald Spogli (lo stesso che di lì a poco ammonirà Silvio Berlusconi per i suoi pericolosi legami con la Russia).

Al termine dell’incontro, l’intimo amico di Bush, consigliere tra l’altro della J. William Fulbright Foreign Scholarship(emanazione del Round Table), scrive soddisfatto un cablo al segretario di Stato Condoleeza Rice dal titolo “Lunch with italian activist Beppe Grillo: No hope for Italy. Un obsession with corruption” 35. Grillo, dice Spogli, è un tipo berbero ma capisce di tecnologie ed è all’avanguardia nella lotta contro la corruzione che mina l’economia italiana (insomma, il Di Pietro degli anni 2000).

L’esame è superato e dalla politica arriva il via libera al progetto sui cui i servizi d’informazione britannici e statunitensi lavorano dai tempi della Logicasiel/Webegg: il 4 ottobre 2009, al Teatro Smeraldo di Milano, nasce il Movimento 5 Stelle come filiazione del blog di Beppe Grillo, appena eletto dalla rivista americana Forbes a settima celebrità mondiale della rete 36.

Dalla “rivoluzione araba” allo “sono un po’ stanchino”

Arriviamo all’interrogativo decisivo: a cosa serve il Movimento 5 Stelle?

In base alla storia recente, i movimenti politici finanziati dagli angloamericani e costruiti attorno alla rete, sono riconducibili a tre tipologie: movimenti per rovesciare governi ostili, per rovesciare governi amici e, infine, per mantenere lo status quo,fornendo una valvola di sfogo al malcontento.

Alla prima categoria è riconducibile il golpe ucraino del 2014 o l’attuale tentativo angloamericano di rovesciare il governo macedone di Nikola Gruevski: tramite siti d’informazione, blog e microblog si organizzano manifestazioni e proteste contro l’esecutivo in carica, accusandolo normalmente di corruzione, brogli elettorali e repressione dei dissidenti (stranamente nessuna protesta è mai scoppiata nel Regno Unito contro l’infamante piaga della pedofilia che da sempre affligge la BBC eWestminister 37). La protesta ha la tendenza a fallire perché l’apparato di sicurezza, fedele al governo, reprime i disordini: occorrono quindi attentati falsa bandiera di grande impatto mediatico, come l’impiego di cecchini o attentati dinamitardi, per conseguire il risultato.

Il secondo caso è quello della Tunisia o dell’Egitto del 2011: fantomatici blogger incitano alla rivolta con l’ausilio della reteOtpor!/CANVAS, il movimento di protesta si evolve in un’aperta disobbedienza alle istituzioni, le forze di sicurezza fedeli agli USA non reprimono i disordini, ed il cambio di regime si conclude con un limitato spargimento di sangue e la fuga del premier.

Il terzo caso è invece quello del Movimento 5 Stelle che, dopo aver dato ottimi risultati Italia, è riprodotto perfino negli Stati Uniti attraverso il movimento Occupy Wall Street, finanziato dal miliardario George Soros, come ammesso dall’agenzia Reuters nell’ottobre del 2011 prima di ritrattare rapidamente 38.

Scrive infatti il fondatore di Occupy Wall Street, il trentenne Micah White, sul blog di Grillo 39:

Al momento il M5S è il più importante movimento sociale al mondoSiete voi che ci state mostrando la strade dove andare, la direzione. E adesso vi voglio spiegare perché il vostro movimento è così importante. Noi siamo come il popolo eletto, siamo i prescelti, i prescelti per creare una nuova realtà. Ci troviamo davanti a tre grosse sfide, che hanno bisogno di soluzioni urgenti.

Sia in Italia, colonia americana sin dal 1945, che, a maggior ragione negli USA, non c’è nessuna volontà di rovesciare l’establishment né di metterlo in discussione: come le rivoluzioni colorate di Ucraina, Georgia o Libia, si agisce sì sul malcontento e sulla frustrazione della popolazione per organizzare manifestazioni e occupazioni di luoghi pubblici, ma lo scopo è offrire una valvola di sfogo, impedendo che l’accumularsi della tensione esploda in autentici disordini o moti di piazza contro la classe dirigente.

Da quando l’Italia è precipitata nella depressione economica, l’unica genuina ed autentica protesta è stata quella dei Forconi, commercianti e piccoli imprenditori piegati dalla crisi, non a caso ignorati o disprezzati dai media, messi in quarantena dal M5S 40 e duramente repressi dalle autorità giudiziarie 41.

Il Movimento 5 Stelle ha quindi il compito, in una prima fase, di catalizzare la protesta esacerbando i toni, e poi, superate le scadenze elettorali decisive, sterilizzare i voti raccolti, lasciando ai partiti d’establishment la possibilità di governare indisturbati, autonomamente o in coalizione se necessario.

Il sito Beppegrillo.it e M5S fa proprie le tematiche più impellenti per l’elettorato e più scottanti per la UE/NATO(l’ostilità verso la moneta unica, il rifiuto alle installazioni militari americani, l’impopolarità delle sanzioni alla Russia, lo sdegno per la responsabilità degli angloamericani nel golpe ucraino, etc.) ma poi le castra, proponendo soluzioni irrealistiche o limitandosi a qualche innocua invettiva (il referendum sull’euro cui la nostra Costituzione non riconoscerebbe nessun valore, l’esultanza per la sentenza per il provvedimento della procura di Caltagirone con cui è stato sospeso il MOUS, generiche indignazioni contro la rivoluzione colorata ucraina, etc. etc.).

Ripercorriamo la breve parabola del M5S per dimostrare la nostra tesi.

Nell’autunno del 2012 imperversa la campagna elettorale per le imminenti politiche, dove, tra l’altro, l’apparato del PD è riuscito a bloccare l’Opa ostile di Matteo Renzi, cavallo di Troia degli americani, presentando Pierluigi Bersanicome candidato premier.

Il duo Casaleggio-Grillo alza al massimo i toni dello scontro, non perché voglia espugnare i palazzi romani con la forza e mettere in discussione il sistema, ma perché deve risucchiare tutto il voto di protesta: è la fase dei “giornalisti carogne”, “se va avanti così ci sarà una rivoluzione violenta”, “il sistema sta collassando”, “la rivoluzione è iniziata” etc. etc..

L’imponente tsunami tour che porta Grillo in 87 città, e di cui manca qualsiasi rendicontazione sui costi e sulle fonti di finanziamento 42, è un grande successo di piazza. Il 25 febbraio 2013, prima ancora che le urne siano chiuse, sul sito OpenDemocracy finanziato da George Soros si può leggere 43:

There is no telling what the outcome of today’s remarkably uncertain Italian elections will be. But the real story might just be Beppe Grillo’s Movimento 5 Stelle, which could become the third political force in the country, and set a model for others in Europe to follow.

La profezia di Soros è corretta, perché M5S, raccogliendo il 25% delle preferenze, si afferma come la terza forza del Paese, dietro alle coalizioni guidate da Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi.

A questo punto scatta la seconda fase della strategia per cui M5S è stato studiato, ovvero la sterilizzazione del voto di protesta: entrati in Parlamento, i grillini bocciano qualsiasi tipo di alleanza in Parlamento, bollato come “inciucio”, condannando così all’irrilevanza gli 8 mln di voti raccolti.

Il problema che si pone per gli angloamericani è ora quello di sbarazzarsi di Pierluigi Bersani, portando Matteo Renzi prima alla segretaria del PD e poi a Palazzo Chigi.

A inizio di aprile 2013, in vista delle elezioni del nuovo presidente della repubblica, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo si recano in pellegrinaggio all’ambasciata inglese per discutere sulle votazioni del nuovo presidente della Repubblica 44.

È significativo che gli inglesi propongano loro la riconferma di Giorgio Napolitano: il loro obbiettivo è infatti bloccare ad ogni costo l’elezione di Romano Prodi, considerato anti-americano e filo-russo, assestando così un colpo definitivo anche a Pierluigi Bersani. Grillo si adegua, dichiarando che i suoi parlamentari non voteranno mai il professore bolognese 45, mentre Matteo Renzi coalizza i famosi 101 parlamentari che affossano Prodi 46: l’effetto domino non riserva sorprese e cadono prima Bersani e poi il premier Letta. L’americano Matteo Renzi è finalmente a Palazzo Chigi e può recitare un simpatico teatrino con il sodale Beppe Grillo, quando si incontrano tête-à-tête nel febbraio del 2014.

Siamo nella primavera del 2014 e si avvicinano le fondamentali elezioni europee di maggio, importanti non perché si decide la composizione dell’inutile Parlamento europeo, ma perché servono a dare un’investitura pseudo-democratica a Matteo Renzi, il cui ultimo vaglio elettorale risale alle comunali di Firenze del 2009.

Grillo riveste i panni dell’agitatore blanquista, coadiuvato dai sondaggi falsati e dai media che danno il M5S ad un soffio dal PD o addirittura in testa47: urlando come un ossesso “Siamo il primo partito! Siamo al 60%! Chiederemo le dimissioni di Napolitano e vinceremo le politiche!”, Grillo spinge il voto moderato, allarmato da una vittoria del M5S, verso il PD di Renzi. È la celebre vittoria del 40%, stranamente sfuggita a qualsiasi sondaggista, che consente a Renzi di presentarsi come il trionfatore delle europee, celebrato da tutti i media di regime (“Si legge PD, si scrive DC” 48, “Con Renzi ha vinto il partito della Nazione” 49).

Arriviamo all’autunno del 2014: malauguratamente per Renzi, ma soprattutto per 60 mln di italiani, le ricette della Troika si confermano fallimentari, il terzo trimestre del 2014 si chiude con un -0,1% rispetto all’anno precedente e ci si avvia versol’ennesima stagione di recessione, con un -0,4% su base annua 50.

Beppe Grillo la congiuntura economica dovrebbe fornire l’assist decisivo: la cura della BCE-UE-FMI sta precipitando l’Italia nella depressione economica, Renzi ha fallito nell’impresa di rivitalizzare l’economia, la disoccupazione continua a crescere e pure il malcontento… è tempo di assestare il colpo decisivo al governo e scatenare quella “rivoluzione araba” promessa nel 2013 (51).

Invece Giuseppe Piero Grillo che fa?

Sostiene di essere “un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump” 52 e, tra lo sconcerto della base, passa la palla ad undirettorio di cinque parlamentari del M5S, sotto l’occhio vigile della Casaleggio Associati. Adieu, révolution!

Da allora, ghiottissime occasioni per mandare al tappeto le fatiscenti istituzioni della Repubblica italiana scorrono placidamente sotto i ponti (perché M5S non organizza un oceanico Vaffanculo-day in Piazza del Popolo contro Mafia Capitale? Misteri d’Italia).

In cambio, l’establishment euro-atlantico, lo stesso che marchia i video della Casaleggio Associati coll’occhio divino nel triangolo irradiato, prepara l’ennesima mostruosa trasformazione del M5S, questa volta in partito di governo da sostituire/affiancare al già fuso PD di Matteo Renzi.

Sull’americana La Stampa del 3 giugno si legge infatti l’articolo 53 “D’Alimonte: l’anti Renzi non può essere Salvini. Il politologo:con l’Italicum sarebbe più favorito Di Maio”.

Stanno apparecchiando un governo Renzi-Di Maio per tenerci agganciati alla UE?

P.S.: non ce ne vogliano i grillini per il nostro articolo. A noi interessa solo la verità. Per il resto, chioserebbe Gianroberto Casaleggio con un’equivocabile motto massonico 54, “honi soit qui mal y pense”.

Federico Dezzani

Fonte: federicodezzani.altervista.org

Tratto da: Lo Sai

2 La altre Gladio, Giacomo Pacini, Einaudi Storia, 2014, pag. 275

10 Il Golpe Inglese, Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella, Chiare Lettere, 2011, pag. 58

54 http://www.beppegrillo.it/2012/05/honi_soit_qui_mal_y_pense.html

di FEDERICO DEZZANI 

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Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.

Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, “Giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata.  «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».

Ho copiato e incollato da “Senza Nubi”, sito del professor Sandro Carlo Mela.  Che è stato docente di medicina interna all’Università di Genova, ha avuto diversi incarichi scientifici al CNR, è  co-autore di  583 pubblicazioni scientifiche, delle quali 212 su riviste internazionali,  con  1823 citazioni da riviste internazionali.

Suo anche il commento che segue: “È notevole che siano stati proprio il Public Health England ed il Cancer Research Uk a sentire il bisogno di rivedere criticamente il proprio operato, raccogliendo una casistica imponente e traendone infine le conseguenze. Ci si pensi bene. Questa è l’essenza della metodologia scientifica.  Fare ipotesi. Verificarle. Accettarle se i fatti le corroborino e rigettarle se i fatti le contraddicano.  Quanto è duro accettare che i fatti smentiscano le teorie!”.

Gli antiblastici come causa di morte precoce. Lancet.

Poiché  il professor Mela è scienziato e scrittore elegante, penso questo sia stato il suo modo di  intervenire nella canea giornalistica innescata da un  caso di cronaca. Regolarmente riportato dai media in questi termini:  “I genitori rifiutano la chemio, lei muore a 18 anni di leucemia”. Naturalmente accusando i genitori di aver ammazzato la figlia  perché credono a ciarlatani (“il dottor Hamer”), ché se invece  avessero portato la figlia dal celebre professor Veronesi, che l’avrebbe sottoposta alla chemio,  la fanciulla sarebbe ancora viva.

A Veronesi nessun  giornalista  ha mai chiesto conto di quanti, nella sua lunga carriera, ne ha ammazzati con la chemio. I lavori dei due importanti istituti  sanitari pubblici inglesi, riportati da Mela, dimostrano che c’è una percentuale da alta a ragguardevole di pazienti che viene addirittura stecchita dalla chemio. Nei primi trenta giorni dal trattamento.

I giornalisti soprattutto, hanno colto il caso o i due casi di cronaca per lanciarsi in una battaglia morale: non solo contro di due genitori che hanno accusato di aver ucciso la figlia, ma in genere contro la diffidenza della “gente”  contro tutto ciò che è scientifico, o anche solo ufficiale: c’è chi ha messo la diffidenza generale del pubblico per la chemio sullo stesso piano del “il rigetto dei partiti”;   il rifiuto delle vaccinazioni   alla stessa stregua  di un rigetto anarchico e cieco verso ogni autorità;  il discredito verso “il celebre oncologo Veronesi” alla stessa stregua del “populismo” che “abbiamo visto emergere anche nelle elezioni in Germania”.  Insomma vedono, i giornalisti, un rigurgito di passatismo, oscurantismo e pensiero magico, un ritorno al Medioevo,   che si sentono in dovere di combattere con l’ironia dei loro Lumi. Invocando anche i giudici, se occorre, perché sottraggano la patria potestà dei genitori anti-chemio  e affidino  i figli malati  per forza pubblica a Veronesi e alla sua  terapia citotossica con metalli pesanti ed iprite; la libertà dei pazienti non è accettabile, se essa sfocia in superstizione e cure con vitamina C o veleno di scorpione.

Manca la cultura generale

Il problema è la quantità di Lumi in possesso di detto giornalisti.   Nell’ascoltare Radio 24,  mi è capitato di ascoltare  – per esempio –   che per alcuni di qui valorosi redattori,  la funzione di insetti impollinatori era una scoperta recentissima, dovuta alla lettura di qualche articolo sulla sparizione delle api  che mette in pericolosa produzione di frutta. Alcuni erano persino increduli del processo, “finalmente anche i più testoni di noi l’hanno capito”,  ha detto giulivo un giornalista. Sentito con le mie orecchie. Ora, la meravigliosa simbiosi fra le api e gli alberi da frutta è una nozione che dovrebbe essere nota già dalle elementari.  Anche giornalisti radiofonici (che si ammette siano di qualche tacca sotto i colleghi “della carta stampata”) dovrebbero saperlo. A cosa serve, sapere  la funzione impollinatrice, se si è giornalisti economici o dello spettacolo? Serve: è un elemento di quella che si chiama “cultura generale”, senza la quale,  sfuggono le complessità del discorso scientifico. Infatti costoro, nella missione che si era dati di condannare la famigli che aveva sottratto la figlia alla chemio, e per estensione- – la loro battaglia contro “il populismo”, han rimbeccato i lettori con argomenti di mera fede: bisogna credere a Veronesi, perché egli è famoso, e rappresenta la Scienza.

E' così ricco che possiede un lungomare
E‘ così ricco che possiede un lungomare

Nel caso, essi  non sono in grado di informarsi. Ignorano che   su questi temi, è utile consultare come fonte il sito del National Cancer Institute (fondato da Nixon nel ’71 per ‘sconfiggere il cancro’,e che il cancro ha sconfitto – reca onestamente tutti i dati , lo stato dell’arte della ricerca, e avverte che nessuno dei trattamenti che indica uno per uno può essere definito “cura del cancro”).

Invece i media italiani hanno dato spazio al Veronesi che ha detto e ripetuto: “Il cancro non è più una malattia incurabile, e le moderne terapie possono salvare la vita”. Affermazione, così come espressa, menzognera.  Gli oncologi parlano di “sopravvivenza a cinque anni” del malato trattato con la chemio, che  è cosa molto meno ambiziosa che  guarigione. A proposito del  caso dei genitori che hanno evitato alla ragazza la chemio,   qualche giornalista ha tirato fuori che la cosa era particolarmente colpevole,  perché con la chemio  c’è, nel caso, una sopravvivenza del 63 per cento.  E’ già un miglioramento rispetto al 50% (di sopravvivenza a 5 anni) vantato  fino ad alcuni anni fa. Ma  come e dove si ottengono queste percentuali? L’ha spiegato il dottor Francesco Bottaccioni membro dell’Accademia delle scienze di New York, docente di psico-oncologia alla Sapienza (cito da Cancro SpA di Marcello Pamio):

“Il 50% di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numero dei malati, come si è indotti a  credere, ma la media delle varie percentuali di  guarigione dei diversi tipi di cancro. Per capirci: si somma, ad esempio, l’87% di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 di quella del polmone e si fa  la media delle percentuali di guarigione, senza calcolare che i malati di carcinoma al testicolo sono 2 mila l’anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone sono attorno alle 40 mila”.

Ora, chiunque vede che questo è  un metodo di conteggio disonesto, indegno di un settore che si dichiara “scientifico” e di una pretesa “scienza” chiamata oncologia;   un metodo truffaldino che giustifica ad abbondanza  la diffidenza  crescente dei pazienti, e autorizza i peggiori sospetti  sui veri motivi per cui si continua ad imporre la “cura” chemioterapica.

La triste verità è che la sopravvivenza a cinque anni nel caso, poniamo, di carcinoma del pancreas è il 2 percento. I l che significa che il 98 per cento dei pazienti sono morti. A cinque anni, sono trapassati  il 90% dei malati di glioma cerebrale,  l’80 per cento dei colpiti da melanoma maligno, il 92,5 per cento dei  cancri polmonari;  è scomparso il 98 per cento dei colpiti dal carcinoma del fegato, e il 100 per cento degli affetti da carcinoma della pleura.  Si può dire che “il cancro oggi non è più una malattia incurabile”? E che i malati devono affidarsi ad occhi chiusi a Veronesi invece che ai “ciarlatani”?  Non esistono statistiche sui pazienti di ciarlatani: c’è il fondato sospetto che i loro dati di sopravvivenza cinque anni sarebbero se non migliori, pari a quelle vantate dalle false statistiche degli oncologi.

Infatti. E la prova è nella monumentale indagine clinica condotta da Dal Dipartimento di Oncologia Radiologica del Northern Sidney Cancer Center e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology il dicembre 2004. E’ intitolato:  “The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies”, ossia: Il contributo della terapia citotossica  alla sopravvivenza nei cinque anni  nei tumori maligni di adulti”.

Uno studio colossale. Sono stati  seguiti per 14  anni 155 mila pazienti americani ed australiani  colpiti da  tumore. Alla fin fine,  i ricercatori concludono che 3.306 di questi sopravvissuti a cinque anni possono  ragionevolmente essere attribuiti alla chemio.    3,303 su 154.971 pazienti, significa un tasso di ‘guarigioni’ del 2,3 per cento in Australia e del 2,1  in Usa. A che scopo prescrivere – e obbligatoriamente –  un medicinale che mette l’inferno nel corpo del paziente (come disse il professor Staudacher), per un tasso di guarigioni del 2 per cento? Qualunque cura di ciarlatano può vantare un 2%, se tenesse le statistiche dei suoi pazienti.

La  conclusione degli studiosi di Sidney infatti è questa: “…E’ chiaro che la chemioterapia citotossica dà solo un contributo minore alla sopravvivenza da cancro.  Per continuare la prescrizione [gratuita nel servizio sanitario nazionale] di farmaci chemioterapici,  si richiede con urgenza una rigorosa valutazione del rapporto fra costo ed efficacia e dell’impatto sulla qualità della vita”.  Di fatto, sconsigliano il servizio sanitario nazionale di continuare a pagare per questi costosissimi “farmaci” che  rendono miserabile la vita del paziente, e non fanno guarire.

Chi sa l’inglese può leggere lo studio integrale qui:

http://www.chrisbeatcancer.com/wp-content/uploads/2011/12/contribution-of-chemotherapy-to-5-year-survival.pdf

Rapporto-Morgan-chemioterapia-efficacia

Chi ha pazienza di guardare le tabelle contenute nelle prime pagine dello studio, vedrà che anche la percentuale del 2.3 per cento di guarigioni a 5 anni con la chemio deve essere fortemente ridimensionata: dipende dal tipo di tumore. Vi sono tumori, al pancreas, alla milza, il melanoma – in cui la sopravvivenza è segnata da una lineetta orizzontale: significa zero. Nessun sopravvissuto, chemio o non chemio.  La miglior efficacia della chemio viene attribuita per il cancro al testicolo, che come abbiamo visto è uno dei pochi di cui  gli oncologi vantano una sopravivenza dell’87%  per cento. Il che significa che guarisce quasi sempre da sé. Lo studio australiano  dà  qui un tasso di sopravvivenza del 47%: si può dunque addirittura temere che la chemio  peggiori il decorso di un tumore tutto sommato modestamente pericoloso.

Ma naturalmente, bisogna consultare le fonti, saper cercare nella letteratura scientifica: cosa che evidentemente i genitori della ragazza morta hanno fatto – hanno rifiutato a ragion veduta la terapia letale –  e che non hanno fatto i giornalisti illuministi senza cultura generale,che hanno accusato quella famiglia di omicidio, di irresponsabilità superstiziosa,  e lanciato intimidazioni a tutti coloro (medici e pazienti) che tentato le terapie alternative,  incitando i giudici ad incriminarli.  Cosa che alcuni procuratori hanno pure fatto.

I giornalisti non sanno e non vogliono consultare le fonti – primo dovere del giornalista. Si sono accontentati, nella loro battaglia contro l’Oscurantismo sanitario, a riportare come vangelo  un articolo commissionato al professor Veronesi. Senza nemmeno rendersi conto che  costui  fa’ una confessione incriminante:

“Bisogna liberare la chemioterapia dallo stigma di cura devastante, che fa paura più del cancro stesso.  (…) Va detto che in passato è stata utilizzata in modo improprio e per molti anni è stata effettivamente prescritta a dosi altissime, senza alcuna considerazione per gli effetti che avrebbero avuto sul malato.

“Allora vigeva in oncologia il principio del massimo trattamento tollerabile: si applicava in chirurgia, in radioterapia e in chemioterapia la dose (o l’amputazione) maggiore che il paziente potesse tollerare.  […]   Ma  negli ultimi decenni è avvenuta una rivoluzione di pensiero per cui nella cura dei tumori si applica il principio del minimo trattamento efficace: si ricerca la dose più bassa o l’intervento più limitato in grado di assicurare l’efficacia oncologica. Così è sparita la chirurgia mutilante, la radioterapia ustionante e anche la chemio che devasta inutilmente l’organismo”.

Veronesi dunque ammette: per decenni abbiamo dato dosi letali di sostanze velenose, alchilanti,  metalli pesanti, radiazioni  – ammazzando migliaia di pazienti, e devastandoli  inutilmente. Adesso abbiamo imparato: quindi, cancerosi, venite a noi con fiducia. La ricerca citata dal professor Mela vi dice che ne ammazziamo solo l’8 per cento nei primi trenta giorni.  In alcuni ospedali anche il 50%….

Quanti ne ammazza il giornalismo presuntuosamente incompetente? Che scambia per razionalità la propria ignoranza, per progressismo il  proprio superstizioso scientismo, basato sul “principio di autorità” più sbagliato?  Urgono studi clinici e statistici.

 

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09/03/17 Comunicato n. 5

 

ZACK CLEMENTS VIVO DOPO 20 MINUTI DI ARRESTO CARDIACO

 

Il giovane Zack Clements si accascia al suolo durante una partita di football. Dopo 20 minuti di arresto cardiaco e di rianimazione, proprio mentre sta per essere dichiarato morto, il cuore torna a battere e non riporterà alcuna lesione cerebrale, contrariamente a quanto previsto. E’ accaduto in Texas, USA.

 

In Italia per Decreto la “certificazione della morte per arresto cardiaco può essere effettuata da un medico (uno solo) con il rilievo grafico continuo dell’elettrocardiogramma protratto per non meno di 20 minuti primi” (D.M. 582/94 art.1). Non è obbligatoria per legge la presenza del medico in quei 20 minuti durante i quali le apparecchiature possono registrare attività cardiaca e quindi richiedere tempestive manovre rianimatorie. Cinismo? Sciatteria?

 

Quello del giovane Zack è un altro caso che dimostra che la dichiarazione di morte cardiaca in 20 minuti è affrettata, iniqua e liquidatoria.

 

Ma la frenetica corsa all’espianto per procacciare organi, non solo da persone vive in cosiddetta “morte cerebrale” come finora impone la legge, ha ispirato i criminali di alcuni Stati (prima Washington nel 1997) a prelevare organi anche da persone in arresto cardiocircolatorio e respiratorio da 1-5 minuti, quindi con cervello vivo, che vengono preparate immediatamente senza autorizzazione della persona nell’attesa che scorrano i 20 minuti per l’esecuzione finale. Ad alcuni pazienti vengono somministrati preventivamente farmaci specifici per mantenere ben irrorati gli organi in previsione dell’arresto cardiaco nonostante tale arresto possa essere reversibile!

 

Tale crimine è praticato anche in Italia, illegalmente, all’insaputa dei cittadini, sotto le mentite spoglie di una sperimentazione che però è praticata a piene mani in alcuni ospedali almeno dal 2010, e ciò solo per incrementare la disponibilità di organi, in quanto la “morte cardiaca” è una condizione che si verifica più frequentemente della c.d. “morte cerebrale”. Il Corriere della Sera il 10.01.2017 ne elogia la pratica. La vergogna italiana sta nel fatto di procedere per imitazione affaristica nonostante illustri medici australiani abbiano espresso pubblica condanna e chiesto una moratoria. Vedi nostro Comunicato del 17.09.2015 www.antipredazione.org.

 

In questa realtà illegale e manipolatoria le DAT (disposizioni anticipate di trattamento) in discussione all’Aula della Camera dal 13 marzo sono trappole mortali per ottenere che il cittadino sia lui stesso ad autorizzare, anni prima quando è sano, il veto a trattamenti e cure. Massimo della furbizia istituzionale che punta al risparmio con l’eliminazione e l’uso dei malati e dei moribondi.

 

Breve video su Zack al seguente link: http://video.virgilio.it/guarda-video/torna-in-vita-dopo-20-minuti-di-morte-ecco-cosa-ha-visto_bc5312045841001

Lega Nazionale Contro
la Predazione di Organi

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COMUNICATO STAMPA

ANNO XXXIII n. 5

09 Marzo 2017

 

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI

E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 – Telefax 035-235660

lega.nazionale@antipredazione.org

www.antipredazione.org

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Comunicato Equivita 10.03.2017

Comunicato EQUIVITA

10.03.2017

__________________ 

Quello che tutti devono sapere

 

Come recentemente diffuso da GREENPEACE e poi da molti scienziati e molte Ong, il glifosato, diserbante utilizzato in agricoltura, è stato classificato dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come “probabilmente cancerogeno”.

l’International society of doctors for environment (ISDE, in italiano “Medici per l’ Ambiente”) ha recentemente chiesto all’Europarlamento e alla Commissione europea di bandire immediatamente e permanentemente la produzione, il commercio e l’utilizzo del glifosato su tutto il territorio europeo. Questa sostanza è presente ovunque, nei prodotti da forno, nelle acque superficiali e di falda, nel latte materno e in quasi la metà dei campioni di urine di abitanti di molte città europee.

Stiamo quindi assistendo a una vera e propria alterazione dell’equilibrio ambientale, ad una inconsapevole sperimentazione planetaria su di noi di una sostanza potenzialmente molto tossica.

Tra i principali rischi: il linfoma, il carcinoma della mammella, i tumori della sfera riproduttiva, l’infertilità maschile, la disbiosi intestinale. 

Alcuni stati europei ne hanno da tempo vietato la vendita (Russia e Danimarca), l’Olanda lo ha fatto qualche mese fa  e la Francia ci sta lavorando.

Va detto che l’attuale battaglia contro il glifosato (il diserbante più diffuso, ma solo uno dei molti in uso, che rappresentano una sola categoria dei tanti pesticidi in uso) è una battaglia assai importante, anche perchè emblematica: serve a mettere in evidenza il rischio assai grave di un modello di sviluppo agricolo industriale errato, che favorisce i  profitti economici di alcuni produttori (in particolare le aziende che, attraverso i brevetti sulla materia vivente hanno “conquistato” immensi territori agricoli con le colture Ogm) e trascura la sicurezza di tutti, in particolare dei più deboli, come i bambini.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ha sin dagli anni ’90 intrapreso la battaglia contro i pesticidi, in particolare contro:

 – I diserbanti (come il Glifosato) il cui uso viene quadruplicato nelle colture Ogm (vedi rapporto IAASTD dell’ONU)

 – Gli insetticidi, il cui uso è autorizzato e promosso con disinvoltura da molti Comuni, nei luoghi maggiormente abitati – per le disinfestazioni antizanzare in particolare – il più delle volte senza la minima logica scientifica e senza le più elementari precauzioni per gli abitanti.

 

EQUIVITA, allo stesso modo di altri scienziati sollecitamente intervenuti, ritiene importantissimo che la UE non autorizzi il rinnovo del brevetto al Glifosate, ma tiene a precisare che la lotta dei cittadini europei ha un target più elevato:

– Impedire che gli interessi commerciali delle aziende chimiche-biotec abbiano il sopravvento sulla tutela della salute e dell’ambiente,

– Impedire che gli organismi europei che detengono potere decisionale sul nostro futuro siano inquinati da conflitti d’interesse.

A tale fine accludiamo la lettera inviata da Greenpeace al direttore dell’ECHA (la traduzione in italiano entro breve):

 

http://www.greenpeace.org/eu-unit/Global/eu-unit/reports-briefings/2017/20170306_Open_Letter_ECHA_CoI_Concerns.pdf

 

Il glifosato viene usato in grandi quantità non solo nelle zone agricole, ma anche all’interno di parchi e riserve naturali, in giardini, laghetti, aiuole, bordi di marciapiedi, strade, ferrovie, verde scolastico e anche, ovviamente, nel verde privato come le zone condominiali.

 

Quello che potete fare:

A)

Firmare e far firmare a tutti l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) “Stop Glifosato” su:                                                   <https://stopglyphosate.org/it>

in modo che la UE venga sommersa da un numero mai raggiunto prima di firme.

B)

Rivolgervi ai sindaci del vostro comune diffidandolo dal fare o proseguire la lotta insetticida alle zanzare adulte (con irrorazione di insetticidi) in quanto essa non solo rende tossico l’ambiente in cui vivono i cittadini, ma produce l’effetto contrario a quello desiderato: rendere le zanzare in breve tempo più numerose e aggressive. Avendo un ciclo di vita brevissimo esse sviluppano infatti assai rapidamente una “resistenza” tale che le dosi di veleno utilizzato devono essere aumentate di anno in anno (l’unica lotta efficace alle zanzare è quella larvicida con sostanze naturali).

I cittadini, soprattutto i bambini – ma anche gli animali domestici e selvatici – vengono infatti  esposti ad un micidiale cocktail fatto di diserbanti, insetticidi, polveri sottili, benzene e altri composti della combustione. I grafici che illustrano l’aumento impressionante dell’incidenza dei tumori nei bambini non vengono mai pubblicati. Eppure, basterebbe applicare le leggi più elementari e basilari di tutela della salute – quelle basate sul Principio di Precauzione – per prevenire un numero molto esteso di tragedie. 

C)

Non dare alcun valore alle prove di tossicità delle sostanze, se fatte su animali. Sono sempre più numerose le testimonianze scientifiche che dimostrano la non preditività del metodo di sperimentazione animale (www.equivita.it), mentre esso costituisce un buon alibi per una maggiore libertà nella commercializzazione delle sostanze potenzialmente tossiche per noi (e delle loro molteplici combinazioni che ci colpiscono ogni giorno). I metodi d’indagine tossicologica eseguiti su materiale umano, come cellule e tessuti, poi utilizzati in sistemi computerizzati, risultano assai più predittivi e affidabili, nonchè esaustivi (con essi si possono, ad esempio, valutare gli effetti combinatidi un erbicida e di un insetticida). Sono anche immensamente più rapidi ed economici e ci consentono di ottenere una assai maggiore tutela della salute e dell’ambiente.

           

 

            Comitato scientifico EQUIVITA

            Tel: 06 32110421/ 335.8444949 –www.equivita.it

            ccp: 1026977056 intest “Fondo Imperatrice

            nuda contro la sperimentazione animale”

 

 

FIRMATE TUTTI per l’Iniziativa dei Cittadini Europei : <https://stopglyphosate.org/it>

Comunicato Equivita 16/03/17

Inoltro da parte di EQUIVITA del

 

Comunicato GREENPEACE del 15.3.2017

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l’ECHA ignora le prove che il glifosato potrebbe causare il cancro

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ROMA, 15.03.17 – LAgenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha deciso di respingere le evidenze scientifiche che mostrano che il controverso diserbante glifosato potrebbe causare il cancro. La valutazione dell’ECHA potrebbe ora aprire la strada al rinnovo per ulteriori 15 anni dell’autorizzazione per l’uso in Ue di questo diserbante, classificato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).

Greenpeace sottolinea che questa conclusione dell’ECHA arriva nonostante lampanti evidenze di cancerogenicità emerse e il parere contrario di oltre 90 scienziati indipendenti. Inoltre, la valutazione dell’ECHA si basa anche su studi non pubblicati, commissionati dagli stessi produttori di questo diserbante. 

«L’ECHA ha fatto un gran lavoro per spazzare sotto il tappeto le prove che il glifosato potrebbe causare il cancro», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.

«I dati a disposizione sono più che sufficienti per vietare il glifosato in via cautelativa, ma l’ECHA ha preferito voltare lo sguardo dall’altra parte. Ora spetta quindi all’Italia rimuovere subito il glifosato dai nostri campi, a cominciare dai disciplinari agronomici di produzione integrata, dato che persone e ambiente non possono diventare topi da laboratorio dell’industria chimica», conclude Ferrario.

Come avvenuto per il parere dell’EFSA, anche la valutazione dell’ECHA è stata preparata sulla base di un dossier iniziale redatto dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR). La valutazione sul glifosato effettuata da questo istituto è stata pesantemente criticata da ONG escienziati indipendenti, secondo i quali è in contraddizione con le evidenze scientifiche.

 Diverse organizzazioni per la tutela di salute e ambiente hanno inoltre sollevato preoccupazioni circa possibili conflitti di interesse all’interno della commissione incaricata della valutazione del glifosato dell’ECHA, e all’utilizzo per la propria valutazione anche di studi non pubblicati forniti dalle aziende.

Quasi 500.000 cittadini dell’Unione europea hanno firmato in sole cinque settimane la petizione che chiede alla Commissione europea di vietare il glifosato in Ue, riformare il processo di approvazione dei pesticidi, e fissare obiettivi vincolanti per ridurre l’uso dei pesticidi nell’Unione europea.

 

Link Iniziativa dei cittadini europei per vietare il glifosato:

 

http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/stop-glifosato/

 

CONTATTI:

Ufficio stampa, 06.68136061 int. 203/123

Felice Moramarco, ufficio stampa, 348.7630682

Federica Ferrario, campagna Agricoltura sostenibile, 348.3988616

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LA BALLA DEL “SALVATAGGIO” NEL CANALE DI SICILIA (fortemente sostenuta da repubblica della sera)

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