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INFAMI

TRADITORI DELLA PATRIA, PER VOI L’ANTENORA, 9° CERCHIO DELL’INFERNO
Il Paese del diritto romano, la terra dove Cicerone scrive il Somnium Scipionis; la terra del monachesimo benedettino che ha salvato l’Europa dalla barbarie, conservando in centinaia di biblioteche opere preziosissime; la terra delle grandi opere scolastiche nel XIII sec. Quando la riscoperta di aristotele innesca una fioritura culturale vasta e profonda. Questa è la terra della Divina Commedia. Con Umanesimo e Rinascimento, abbiamo una fioritura culturale tra le più rare al mondo, quando il Ghiberti scolpisce la Porta del Paradiso a Firenze; anni in cui lavorano un numero così alto di geni in campo artistico, filosofico letterario che non si può non rimanere sbalorditi: Ficino, Pico, Bandinelli, Leonardo, Giotto, L’Ammannati, Ariosto, Leonardo, Michelangelo, producendo una mole di capolavori che il mondo ci invidia . Nel Seicento, col Barocco, Roma aumenta ancor più il suo già immenso patrimonio artistico. Nel frattempo nasce tra Seicento e Settecento la scienza moderna, come oggi la conosciamo e col dibattito sul diritto, sulla legge naturale, sulla natura dello stato (dibattito già avviato nel sec. XVI), si pongono le premesse per la nascita in Europa degli stati contemporanei nell’Ottocento. Assieme alle lotte per l’indipendenza (Grecia, Italia, Germania ecc), si gettano le basi di quello che si chiama “Stato sociale”, inventato dal Bismarck e non dagli inglesi, come vogliono far credere i libri di storia. Qui si gettano le basi della civiltà europea, che riconosce i diritti alle donne incinte, agli invalidi, agli anziani, ai lavoratori . In Italia per avere un vero stato sociale e non una presa in giro (come in Inghilterra o come sotto Giolitti) bisognerà aspettare Mussolini (se voi conoscete benefici come “pensione di invalidità”, “buonuscita”, “tredicesima” ecc. è grazie a lui). L’Italia è il Paese dove è stata scritta, dopo la II Guerra la Costituzione dello Stato più importante del mondo, o una delle più importanti. Non parliamo, nel frattempo, di quanti geni della ricerca tecnologica o scientifica abbiamo avuto dal Seicento a oggi. Le garanzie di stato sociale si sono rafforzate a fine anni Sessanta e son culminate nello Statuto dei lavoratori. Ius soli significa che noi consegnamo tutta questa eredità dei nostri Padri, assieme a una lingua che è la quarta più studiata al mondo. A chi la consegnamo? A Gente che quando il Canova scolpiva Amore e Psiche continuava da millenni a condurre stili di vita tribali, fatti di caccia, pesca e pastorizia; con tutto il rispetto (provo invidia per chi tranquillo va a pascolare le pecore), ma lo dico per far notare le differenza. E loro sono andati avanti così per millenni mentre da noi si lottava per costruire uno stato efficiente, una sanità a portata di tutti, abitazioni con standard sempre più igienici, condizioni e orari di lavoro umani. E noi queste cose le dovremmo mettere a disposizione del primo arrivato, per il solo fatto che ha messo piede in questo Paese e ci è nato? Quanto sono in grado di apprezzare e capire la traduzione ficiniana di Platone? Delle fontane del Bernini e di altre fonti storiche e di pregio artistico non gliene frega nulla, loro ci pisciano dentro, ci si lavano i piedi lerci, perchè circolano perlopiù in ciabatte. Non sentono bisogno di andare in bagno per la loro fisiologia, ma la fanno (come da innumerevoli episodi riportati dai giornali) sul marciapiedi, dietro un’ auto a pochi bassi dalla Bibioteca Nazionale di Firenze o Roma, della cui importanza non sanno nulla e nulla vogliono sapere. A loro interessa e basta avere le nike ai piedi, il tablet per far fb, e mangiare cibo industriale e cola. Neppure sanno che l’Italia è il primo produttore di cibo biologico al mondo e non gliene frega nulla delle eccellenze alimentari, perchè loro vogliono cibo standard e industriale. Dell’amore per la terra richiesto dalle nicchie di specificità e per la produzione bio a loro non importa nulla. Loro non amano la terra sono globalizzati, son fuggiti dalla propria terra natia, abbandonando i genitori, le sorelle, le mogli e i figli (non mi vorrete far crdeder che son tutti celibi questi mnaschi tra 20 e 40). Non amano la terra, loro vogliono Londra, la megalopoli dove si possa vivere senza faticare, dove c’è lo shopping (in una struttura dell’ozio che li ospita hanno chiesto loro di aiutare a imbiancare una parete; sono andati dai carabinieri a fare un esposto, dicendo “qui vogliono farci lavorare”). “Io non voglio stare nel mio paese con moglie e figli a pascolare capre”. Scherziamo? Coltivare la terra e custodire frutteti? Lasciatela tutta a Monsanto, ci pensa lei a coltivarla. Questa è la peggior feccia globalizzata, alla quale non solo non frega un tubo dei simboli del pavimento del Duomo di Siena o degli affreschi del Signorelli nel Duomo di Orvieto, ma neppure del fatto che gli animali delle savane del loro paese stanno scomparendo per effetto delle cementificazioni urbanistiche, della chimica in agricoltura, degli Ogm, dei bracconieri o del turismo venatorio, permesso da un governo che al ricco industriale americano dà il diritto di abbattere un leone per 50000 dollari .E chissenefrega. Ius soli in Italia? Ma gli dovrebbero togliere la cittadinanza e il diritto di voto nel loro stesso paese, perchè hanno tradito questo e le proprie famiglie, mogli e figli abbandonati per bere coca cola e per acchiappare lo smartphone a Londra. Rischiando pure la vita nella traversata. Esser globalizzati è sinonimo di follia. Dare lo ius soli a questa gente è un crimine contro l’umanità e la civiltà; altro crimine è il voler meticciare un popolo, come l’italiano, con 100-110 di quoziente intelletivo (tra i più alti del mondo) con gente che ha si e no 55-60. Dentro al diritto di cittadinanza sta la tradizione trasmessaci dai nostri Padri e il sangue da essi versato nelle guerre per l’indipendenza, per la difesa dei confini, dell’integrità territoriale, non la si può, non la si deve regalare a un pinco pallino, per il solo fatto che è nato qui e che parlicchia italiano. Lui è cittadino del Paese dove sta l’eredità dei suoi avi (Padri, da cui Patria), che hanno forgiato valori, lingua, costumi; la cittadinanaza non è fatta solo di diritto di voto.Uno con la pelle nera o gialla non può esser chiamato italiano. Numa Pompilio, Dante, Giordano Bruno, Manzoni, Guglielmo Marconi, Ettore Maiorana si rivoltano nelle tombe a fronte di tanto scempio pidiota.

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Emergenza glifosato: togliamo questo veleno dai nostri supermercati (PETIZIONE)

  • Maggio 11, 2016

  • Scritto da Marta Albè

Il glifosato è un diserbante potenzialmente nocivo sempre più presente nelle acque superficiali secondo gli ultimi dati ISPRA. A lanciare l’allarme è la coalizione italiana #stopglifosato che ha iniziato a collaborare con Aavaz per vietare questa sostanza in Europa.

Presto la Commissione Europea dovrà decidere se rinnovare l’autorizzazione alla vendita e all’utilizzo del glifosato in territorio UE per i prossimi 15 anni. Nel frattempo il Parlamento Europeo ha chiesto di ridurre a soli 7 anni il rinnovo e di limitare l’impiego del glifosato all’ambito professionale, ma ciò potrebbe non bastare per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini.

Alla fine dello scorso anno l’OMS, tramite lo IARC, ha inserito il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo. Il glifosato – ingrediente principale dell’erbicida RoundUp di Monsanto – è così diffuso che se ne trovano tracce nella pasta e nei cereali per la colazione, nelle acque superficiali e persino nei salvaslip ecologici, oltre che nelle birre.

Come riporta l’Aiab secondo i dati Ispra per quanto riguarda le acque superficiali:

“Gli erbicidi sono le sostanze maggiormente presenti e tra questi, al primo posto il Glifosato e il suo metabolita AMPA presenti rispettivamente nel 39,7% e nel 70,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nella maggior parte dei casi con percentuali superiori ai limiti di qualità ambientale delle acque previsti dalle norme, anche se i dati per queste due sostanze sono rilevati fino ad oggi solo in Lombardia e Toscana”.

Secondo Mariagrazia Mammuccini, portavoce della colazione #stopglifosato, si tratta di dati superiori a qualsiasi aspettativa che mostrano come la salute dei cittadini e dell’ambiente sia a forte rischio.

Aavaz e la coalizione italiana #stopglifosato hanno inviato una lettera al ministro Martina per chiedere un incontro sul tema della tutela de consumatori, della salute, dell’ambiente e del territorio. Quasi 1 milione e mezzo di cittadini hanno firmato la petizione di Aavaz per chiedere di vietare il glifosato in Europa.

Il ministro Martina per quanto riguarda l’Italia mira ad eliminare del tutto il glifosato entro il 2020 e vuole la cancellazione dei sussidi nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale 2014 – 2020 per le aziende che utilizzano ancora questo diserbante, sotto accusa per la sua potenziale pericolosità per la salute dell’uomo e per l’ambiente.

In particolare il Manifesto Stop Glifosato ci ricorda che:

“Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato da Comuni e Provincie per la pulizia delle strade, dalle ferrovie per quella dei binari ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica. Persone, piante e animali possono essere esposte in molti modi al glifosato e ai prodotti commerciali che lo contengono, sia per esposizione diretta durante le applicazioni in agricoltura e nel giardino, che attraverso l’acqua, le bevande e gli alimenti di origine vegetale (pane, pasta, cereali, legumi, nei quali viene spesso usato come disseccante prima del raccolto), la carne e i derivati, in particolare laddove gli animali vengano nutriti con derivati da piante OGM”.

Le preoccupazioni per il glifosato non riguardano soltanto l’Italia e l’Europa. Infatti negli Stati Uniti l’Environmental Protection Agency (EPA) lo scorso 29 aprile aveva pubblicato online e poi subito ritirato la propria attesissima valutazione di rischio sul glifosato. Il rapporto sul glifosato sarebbe apparso e poi scomparso dal sito web dell’EPA nel giro di tre giorni.

L’EPA in seguito ha spiegato che il nuovo rapporto era stato pubblicato online per errore e che la valutazione sul glifosato non è ancora definitiva. La valutazione sarà completata entro la fine del 2016. L’EPA ha spiegato che servono ulteriori approfondimenti per comprendere il legame tra glifosato e rischio di cancro. Al momento non sappiamo ancora se l’EPA confermerà o smentirà il parere dello IARC sul glifosato.

Nel dubbio e nell’attesa, secondo il principio di precauzione, preferiamo tutelarci da sostanze potenzialmente nocive per la salute e per l’ambiente e schierarci dalla parte di chi vorrebbe che il glifosato fosse subito vietato in Italia e in Europa.

Firma qui la petizione per vietare il glifosato e leggi qui il Manifesto #stopglifosato.

Marta Albè

Fonte foto: Stop Glifosato

Leggi anche:

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TTIP e impunità per i banchieri ” il giornale” 17 V 2016

DALLA SOVRANITÀ DEGLI STATI A QUELLE DELLE MULTINAZIONALI
“Penso che il TTIP non sia un accordo di libero scambio (…) Voi potete firmare un accordo di libero scambio con gli Usa, ma sarebbe di tre pagine“. Così ha detto il premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, nel 2014 durante un Lectio Magistralis al Parlamento italiano.
Il TTIP (il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti) invece di pagine ne ha 248, almeno quelle che Greenpeace è riuscita a svelare con la pubblicazione (non autorizzata) dei TTIP-leaks.
Perché il TTIP sarà pure un accordo commerciale come dicono, ma è tenuto segreto e protetto neanche fosse il caveaux di Fort Knox; controllato a vista da guardie armate che impediscono persino ai parlamentari di poterlo consultare fuori dalle stanze che lo custodiscono. Eppure influirà sulla vita, la salute, il consumo, i diritti, il futuro di 800 milioni di persone, ma nessuno deve sapere di cosa si tratta: non lo devono sapere i cittadini, non lo devono sapere i parlamenti, non lo deve sapere la società civile
La ragione, secondo molti, è che attraverso il Trattato una fetta enorme del potere sarà trasferito dai cittadini alle aziende, alle multinazionali che sono in prima fila nella gestione dell’accordo e nell’obbligo di segretezza.
In altre parole, le sovranità nazionali diventeranno un soprammobile della storia a vantaggio delle sovranità delle corporation.
In molti sono sul piede di guerra: Jorg Riss, il responsabile di Grennpeace presso l’UE, ha spiegato sul Guardian: “la posizione dell’Europa è pessima, ma quella degli Usa è terribile”; assistiamo “ad una corsa al ribasso nell’ambito ambientale, in quello della tutela dei consumatori e della salute pubblica”.

IMPUNITÀ AI BANCHIERI
Eppure ci potrebbe essere un ulteriore ambito sul quale influirebbe in maniera massiva il nuovo trattato: quello bancario.
Qualche giorno fa il giornale economico tedesco Deutsche Wirtschafts Nachrichten (DWN) ha sollevato l’ipotesi che l’approvazione del TTIP impedirebbe i ricorsi e le cause contro istituti di credito e agenzie di rating quando queste si macchiano di reati di truffa, manipolazione del mercato e speculazione ai danni di Stati o di cittadini.

Gli Stati Uniti stanno spingendo per ampliare, all’interno del Trattato, il campo d’intervento del cosiddetto ISDS (l’Istituto di Risoluzione delle Controversie tra investitore e Stato), lo strumento che consente alle multinazionali di aggirare eventuali norme nazionali dei singoli stati (nel caso fossero ritenute penalizzanti per l’attività dell’azienda) rivolgendosi ad una sorta di tribunale economico.
Nato negli anni ‘50 come strumento di tutela delle aziende (soprattutto occidentali) dal rischio di espropriazioni da parte di governi (soprattutto nel Terzo Mondo), negli ultimi anni l’Istituto è diventato una cosa diversa: una sorta di strumento con cui le multinazionali possono fare causa agli Stati nel caso i governi applichino legislazioni o indirizzi strategici che le aziende ritengono contrarie o dannose per i propri interessi e i propri investimenti.
Come scrive Giorgio Garbasso su EuNews: “l’idea di concedere il diritto a un’impresa di fare causa a uno Stato diventa un’altra arma in mano alle multinazionali contro la sovranità degli stati”.

Ed è quello che avverrebbe anche nel settore bancario. Secondo il DNW, gli americani (ma non solo loro) sono preoccupati dalla possibilità di ricorsi che istituzioni e cittadini europei potrebbero fare al sistema bancario per i disastri compiuti in questi ultimi anni; multe, condanne, risarcimenti sono rischi che i banchieri non vogliono correre.
Il giornale tedesco cita espressamente le inchieste italiane contro le agenzie di rating internazionale e quella più recente contro Deutsche Bank: inchieste che sembrano confermare che la caduta nel 2011 del governo Berlusconi fu attuata proprio attraverso un’azione di destabilizzazione dei poteri finanziari che manipolarono il mercato, violando le leggi allo scopo di indebolire un governo democraticamente eletto (come il complotto del 2011 fu il primo caso di guerra ibrida contro la sovranità di un Pese della Ue, lo abbiamo spiegato qualche giorno fa qui).

Se il TTIP fosse già in vigore, l’inchiesta di Trani non sarebbe neppure nata perché al massimo si sarebbe giocata in un tribunale arbitrale dove i governi e i loro cittadini danneggiati non hanno reale influenza.

Insomma, il TTIP, lungi dall’essere uno strumento di maggiore crescita economica, è l’ennesimo tentativo di svuotamento delle sovranità nazionali a vantaggio del sistema finanziario e della tecnocrazia economica, operato in questo crepuscolo delle democrazie occidentali.


Su Twitter: @GiampaoloRossi

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DOPO LA FIRMA DEL TTIP ANCHE IN EUROPA SARA’ LIBERALIZZATO IL GLIFOSATO (già usato come diserbante dai decerebrati amministratori)

12-11-2014 Fracrán, Province of Misiones Since Jesica Sheffer (11) was seven years old, she suffers from a tendon malformation that prevents her from standing up straight. In spite of her condition, she practices the art of Chinese embroidery, tends her vegetable garden and occasionally cooks for the whole family. Her mother, Ramona Angélica de Lima, is of African descent and has six children. Ramona and her husband came to the village of Fracrán 30 years ago when very few families were living there. Fracrán is a tobacco producing area with a high incidence of people affected by agrotoxins.  11-12-2014 Fracrán, San Vicente, Misiones Jesica Sheffer (11) padece desde los siete años una malformación de tendones que le impide erguir su cuerpo. Sin embargo trabaja en las artes del bordado chino, cuida las plantas de su huerta y en ocasiones cocina para toda la familia. Su madre Ramona Angélica de Lima es descendiente de Africanos y madre de 6 hijos. Ella junto a su marido llegaron hace 30 años al pueblo de Fracrán cuando lo habitaban muy pocas familias. Fracrán es una zona productora de tabaco con un alto índice de personas afectadas por los agrotóxicos.

12-11-2014 Fracrán, Province of Misiones
Since Jesica Sheffer (11) was seven years old, she suffers from a tendon malformation that prevents her from standing up straight. In spite of her condition, she practices the art of Chinese embroidery, tends her vegetable garden and occasionally cooks for the whole family. Her mother, Ramona Angélica de Lima, is of African descent and has six children. Ramona and her husband came to the village of Fracrán 30 years ago when very few families were living there. Fracrán is a tobacco producing area with a high incidence of people affected by agrotoxins.
11-12-2014 Fracrán, San Vicente, Misiones
Jesica Sheffer (11) padece desde los siete años una malformación de tendones que le impide erguir su cuerpo. Sin embargo trabaja en las artes del bordado chino, cuida las plantas de su huerta y en ocasiones cocina para toda la familia. Su madre Ramona Angélica de Lima es descendiente de Africanos y madre de 6 hijos. Ella junto a su marido llegaron hace 30 años al pueblo de Fracrán cuando lo habitaban muy pocas familias. Fracrán es una zona productora de tabaco con un alto índice de personas afectadas por los agrotóxicos.

12-07-2014, Alicia Baja- Colonia Aurora, Province of Misiones Lucas Techeira is three years old and he was born with ichthyosis, a skin disorder that causes the skin to be dry and cracked. He is locally known as the crystal boy. His father Arnoldo left his job at the tobacco fields when his son was born. 32-year-old Rosana Gaspar, Lucas’s mother, says that she always manipulated glyphosate at home to use in her vegetable garden. 07-12-2014, Alicia baja- Colonia Aurora, Misiones Lucas Techeira tiene tres años y nació con Ictiosis, una afección que resquebraja la piel. Comúnmente se lo conoce como niño cristal. Su padre Arnoldo tuvo que abandonar  su trabajo en las plantaciones de tabaco  cuando nació su hijo. Su madre, Rosana Gaspar de 32 años, manipuló sin protección glifosato en su huerta durante el embarazo.

12-07-2014, Alicia Baja- Colonia Aurora, Province of Misiones
Lucas Techeira is three years old and he was born with ichthyosis, a skin disorder that causes the skin to be dry and cracked. He is locally known as the crystal boy. His father Arnoldo left his job at the tobacco fields when his son was born. 32-year-old Rosana Gaspar, Lucas’s mother, says that she always manipulated glyphosate at home to use in her vegetable garden.
07-12-2014, Alicia baja- Colonia Aurora, Misiones
Lucas Techeira tiene tres años y nació con Ictiosis, una afección que resquebraja la piel. Comúnmente se lo conoce como niño cristal. Su padre Arnoldo tuvo que abandonar su trabajo en las plantaciones de tabaco
cuando nació su hijo. Su madre, Rosana Gaspar de 32 años, manipuló sin protección glifosato en su huerta durante el embarazo.

12-11-2014  Fracrán, Province of Misiones When Cándida Rodríguez gave birth to Fabián Piris, he was given one year to live. He is now eight years old and suffers hydrocephalus, an irreversible brain disorder that causes mental disability. During her pregnancy, Cándida manipulated Roundup in the tobacco fields together with her husband. Their house is located a few yards away from a sawmill where they use highly toxic chemicals to season the wood.  Only in the area around the National Highway 14 where this family lives, twelve hundred people were born with cleft lip, hydrocephalus and other disabilities that could be a consequence of the poisons used in the tobacco and yerba mate fields.  11-12-2014 Fracrán, San Vicente, provincia de Misiones Cuando Cándida Rodriguez dio a luz a Fabián Piris le diagnosticaron un año de vida. Actualmente tiene ocho años y padece hidrocefalia y un retraso mental irreversible. Durante el embarazo Candída manipuló Roundup junto a su marido en las plantaciones de tabaco. La casa donde viven está ubicada a pocos metros de un aserradero donde se cura la madera con químicos altamente tóxicos. Sólo en la zona de la ruta nacional 14 donde vive esta familia fueron detectadas 1.200 personas con labio leporino, hidrocefalia y otras discapacidades que serían consecuencia de los venenos que se usan en las plantaciones de tabaco y yerba mate.

12-11-2014 Fracrán, Province of Misiones
When Cándida Rodríguez gave birth to Fabián Piris, he was given one year to live. He is now eight years old and suffers hydrocephalus, an irreversible brain disorder that causes mental disability. During her pregnancy, Cándida manipulated Roundup in the tobacco fields together with her husband. Their house is located a few yards away from a sawmill where they use highly toxic chemicals to season the wood.
Only in the area around the National Highway 14 where this family lives, twelve hundred people were born with cleft lip, hydrocephalus and other disabilities that could be a consequence of the poisons used in the tobacco and yerba mate fields.
11-12-2014 Fracrán, San Vicente, provincia de Misiones
Cuando Cándida Rodriguez dio a luz a Fabián Piris le diagnosticaron un año de vida. Actualmente tiene ocho años y padece hidrocefalia y un retraso mental irreversible. Durante el embarazo Candída manipuló Roundup junto a su marido en las plantaciones de tabaco. La casa donde viven está ubicada a pocos metros de un aserradero donde se cura la madera con químicos altamente tóxicos. Sólo en la zona de la ruta nacional 14 donde vive esta familia fueron detectadas 1.200 personas con labio leporino, hidrocefalia y otras discapacidades que serían consecuencia de los venenos que se usan en las plantaciones de tabaco y yerba mate.

OGM, pesticidi e morti silenziose Alessandra Corrente “lavocedeltrentino”


Il reportage del fotografo argentino Pablo Ernesto Piovano non lascia spazio a dubbi.(vedi tutto cliccando qui)

Le sequenze di scatti, presentati anche durante il Festival della Fotografia Etica del 2015, mostrano la crudeltà e la pericolosità di un sistema di produzione che ha ucciso e sta uccidendo nel silenzio dei media e del mondo politico.

Siamo di fronte a un’emergenza che colpisce più di 12 milioni di persone.

L’Argentina è stata tra i primi Paesi al mondo a utilizzare le colture geneticamente modificate in agricoltura, applicando le tecnologie OGM nella produzione di semi di soia, mais e cotone.

Dal 1996 l’Argentina ha aumentato in maniera sfrenata la sua produzione di colture OGM tanto da diventare il terzo più grande produttore di colture biotech nel mondo, dopo gli Stati Uniti e il Brasile.

Nei campi fotografati da Piovano si usano dosi massicce di pesticidi, tra cui il glifosato, un composto chimico altamente tossico, che è l’ingrediente principale del diserbante Roundup della Monsanto.

Nel mese in corso la Commissione UE discuterà con gli Stati Membri sul rinnovo dell’autorizzazione per l’utilizzo in Europa del glifosato, nonostante il fatto che il comitato scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2015 ha catalogato il glifosato come probabile cancerogeno per animali ed esseri umani.

Un tavolo di più di 30 associazioni nazionali del mondo dell’ecologia, dell’ambiente e dell’agricoltura biologica (tra cui FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF) ha inviato una lettera aperta a tutti i parlamentari europei del nostro Paese per invitarli a non votare a favore di questo rinnovo che durerebbe per altri 15 anni.

 

Secondo TerraNuova, in Argentina, per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato.

Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate si sarebbe verificato un aumento di tre volte i casi di tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato. Senza contare le malformazioni.

Nel 2014, una mamma Argentina, Sofia Gatica, a seguito del decesso della figlia appena partorita per “un grave difetto congenito“, ha deciso di andare oltre la diagnosi dei medici e di condurre delle indagini personali.

Le sue ricerche le hanno permesso di scoprire che proprio nella provincia di Cordoba, da quando il governatore dello Stato ha approvato le disposizioni per una strategia di politica agricola votata alla coltivazione intensiva gestita dalla multinazionale Monsanto, la mortalità infantile è aumentata del 1750% in un solo decennio.

Nel corso degli anni, a Sofia si sono unite altre madri dando vita al gruppo “Mothers of Ituzaingo. Con l’aiuto anche di Raul Montenegro, un accademico che ha la cattedra di Biologia presso la Facoltà di Scienze dell’alimentazione dell’università di Cordoba, il gruppo di madri ha denunciato la Monsanto per “genocidio”. L’8 gennaio 2014, è arrivata la sentenza che ha dichiarato “incostituzionale la costruzione degli impianti della Monsanto“.

Questo sconvolgente quanto drammatico e reale reportage, che Piovano ha realizzato percorrendo più di 6000 km nelle terre argentine, vincendo anche molti premi, mostra l’assoluta impotenza dell’uomo di fronte alla morsa disumana delle multinazionali e dell’uso massiccio dei pesticidi.

Come spiega lui stesso, in alcune porzioni di popolazione, i casi di cancro nei bambini sono triplicati in meno di 10 anni. Gli aborti spontanei e i difetti di nascita sono cresciuti del 400%.

Pare che tutto questo non sia sufficiente a impedire l’utilizzo di questi prodotti anche in Europa.

Pare che tutto questo non tocchi ancora le coscienze degli uomini, a volte sorde, a volte incapaci di essere destate anche a causa dell’omertà di molti mezzi di comunicazione.

Pare che tutto questo segni la vittoria di un solo potere, quello delle multinazionali.

A quale prezzo?

a cura di Alessandra Corrente

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Più immigrati meno figli. Ce lo chiede la UE – ed El Papa.

Di Maurizio Blondet , il 7 maggio 2016

Il web è (giustamente) in ebollizione per quel che hanno detto, dopo aver firmato un accordo italo-tedesco sulla formazione, le due ministre dell’istruzione, Stefania Giannini e Johanna Wanka.  Prendo da IntelligoNews, il primo a dare l’allarme:

“L’Italia deve prendere spunto dalla Germania e colmare la discrepanza che ci divide dai tedeschi. L’accordo odierno è solo l’ultimo passo dopo il Jobs Act e La Buona Scuola per riformare radicalmente il nostro sistema”, secondo la Giannini. E ha dipinto, con la Wanka, una società completamente nuova: “Non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi. La flessibilità induce le persone a spostarsi individualmente, il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più”. E ancora: “Dobbiamo tendere sempre più verso un modello americano, in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico”.

Affermazioni che poi la Giannini ha cercato di attenuare.  Per esempio avrebbe detto “la flessibilità ‘non’ è sinonimo di precariato”.

Ma è davvero strano che tutti i presenti abbiano mal inteso i discorsi delle due dementi.  Nel resoconto più completo che ho trovato (su  un sito di insegnanti), la  Giannini ha annunciato giuliva: “L’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli”.  Le riforme Hartz, quelle della precarizzazione della forza-lavoro poco produttiva, a cui vengono assegnati mini-jobs con mini-salari  da  480 euro al mese.

Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere”, ha  continuato  la Giannini. “Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo impostato su un modello di economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti“.

“Le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo famigliare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione”.

“Le vite degli italiani, le nostre vite, stanno andando incontro a enormi cambiamenti, figli della globalizzazione e delle riforme messe in atto per starle al passo. Vite più precarie lavorativamente e affettivamente, in cui il successo economico di un Paese, come nel caso tedesco, non si traduca in aumento della natalità o della stabilità individuale e sociale. Sarà sempre più difficile creare una propria famiglia stabile e prendersi cura dei propri figli”.

Ovviamente è stato obiettato che in questo splendido nuovo ordine precario e nomade,  sparita la famiglia, crollerà la natalità: nei due paesi, Italia e Germania, che hanno una demografia già collassata. Entrambi i paesi hanno un tasso di natalità di 1,2 figli per coppia, il che significa l’estinzione delle rispettive nazioni  per la fine del secolo.  Qui è intervenuta l’altra giuliva, la Wanka,  che ha giulivamente comunicato: “In dieci anni la popolazione tedesca si è ridotta del 22 per cento. L’unico settore in cui la produttività è diminuita è quello dei figli”.

In dieci anni riduzione del 22 per cento. In venti, del 40. In trenta, del 70 per cento o giù lì. Ma la “competitività  tedesca”  verrà mantenuta, anzi  potenziata: sempre meno lavoratori, sempre più prodotti manifatturati a basso costo.  In una Germania senza più tedeschi.  E’ per questo, ha spiegato la Wanka tutta allegra, che  stiamo importando centinaia di migliaia, anzi milioni di immigrati. ““i nuovi arrivi hanno una precisa funzione economica, perché vanno a inserirsi all’interno di uno spazio lasciato vuoto”.

Quindi è proprio questo che hanno detto.  Le loro parole, che certamente ripetono ad orecchi  istruzioni dalle due  sceme ricevute, coincidono troppo bene con l’accelerazione del progetto mondialista che vediamo in corso: accelerazione della destabilizzazione in Medio Oriente,  trattati transatlantici fatti ingollare a forza  agli occidentali delle due sponde, Israele, Katar  e Arabia Saudita inseriti a forza nella NATO (1), Israele di fatto inserita nella Unione Europea insieme alla Turchia (fine dei visti d’entrata per 80 milioni di  loro),   con l’accettazione da parte di Berlino e quindi Bruxelles  del dispotismo  ottomani ed incivile, anti-europeo  che Erdogan sta  instaurando.  E’ la fine d’Europa,  della civiltà europea con le sue articolazioni nazionali, le sue culture diverse e tuttavia unificate dal cristianesimo. Ed è  impressionante edere con quanto tempismo “El Papa”  appoggia, anzi consacra – fra gli applausi dei media e dei politici progressisti –  questo progetto mondialista (parodia dell’universalità cristiana) :  l’inondazione d musulmani sarà un bene per nonna Europa”, la renderà “feconda”. Ma non è preoccupato, “Francesco” , che vi scompaia   il cristianesimo? Nient’affatto. Come ha spiegato Eugenio Scalfari – il suo interprete autorizzato –   qualche sera prima al Teatro Eliseo, “Questo è il primo Papa che ha detto che Dio è uno, e non è di nessuno. I cristiani sono una delle confessioni”.

Il  Papa del G.A.D.U

Il sogno massonico si realizza: un Papa a capo della religione generale per il mondo,  de-sacramentata,  quella del  Dio generico, il Grande Architetto dell’Universo,  buono (loro credono)  per eternizzare il sistema terminale.

Già “L’Osservatore Romano”  ha pubblicato  lo scorso 26 aprile, un importante articolo per la svolta in corso,  intitolato “Il disagio dei monoteismi” , a firma  Marco Vannini,  studioso della mistica ma su posizioni   gnostiche.

Sul giornale della ex Santa sede, Vannini   sostiene ed esalta la tesi (tipicamente massonico-gnostica) “che i monoteismi, tutti, in testa il giudeocristianesimo, sono per essenza esclusivi e violenti nei confronti di ogni altro credo, all’opposto degli antichi politeismi, per essenza pacifici”. E continua:

“In un tempo di rinnovata violenza in nome di Dio, una vera tolleranza religiosa, capace di riconoscere la relatività senza scivolare nella banalità, può sussistere solo superando la distinzione mosaica tra vera e falsa religione  (…) “Nel nostro mondo globalizzato la religione può trovare posto solo come ‘religio duplex’, ovvero religione a due piani, che ha imparato a concepirsi come una tra le tante.(…) Siccome, nonostante la globalizzazione, non ci sarà mai un’unica religione, un’unica verità, un unico Dio, la ‘religio duplex’ è quella che permette di restare uniti e solidali nel comune destino umano”.  (2)

Non è  forse questa la religione di El Papa? Ostile ai cattolici, “chiusi farisaici” legati alla dottrina, alla “verità” che va superata in nome della “carità”. E del business che deve restare “efficiente” per il capitale  globale.   Infatti, ha detto Scalfari “Oggi questa questione è di un’importanza enorme”,  ed è appunto nel senso indicato da Wanka: inseir i nuovi arrivati nel sistema produttivo tedesco, il più efficiente.  Francesco e Wanka uniti nella lotta per il governo mondiale.  Voluto dal capitalismo terminale, che ha una fretta eccezionale  di questi tempi.

Far durare il capitalismo terminale

Le due sceme infatti hanno –   orecchiando quel che è stato loro ordinato – hanno stilato un Progetto singolare: quello di trasformare in Utopia desiderabile  un sistema economico non sostenibile – quello della deflazione e del debito impagabile  – che loro hanno creato. Rendere permanente, eterno,  il Capolinea  dei Creditori che  hanno perseguito con tanta “efficienza” la massima retribuzione del Capitale, fino all’usura, da  svuotare i paesi dalle popolazioni di lavoratori  dell’europa,  qualificati perché preparati da un civiltà che fino a ieri fu industriale, ma nutrita di una cultura più antica e più alta, e innervata di cristianesimo,    illudendosi  di sostituirli con negri e  islamici, senza qualificazione alcuna, e senza alcuna “etica del lavoro”, perché anche quella – come tutti gli elementi della civiltà – è un lascito cristiano.

Nulla di meglio che riportare quel che mi ha scritto l’amico Gianluigi Marletta:

Ecco cosa ci preparano i poteri forti.

“L’aspetto positivo dei nostri governanti è che non si nascondono più nelle loro dichiarazioni (non ne hanno più bisogno). La ministra Giannini spiega che: nella società futura NON ci sarà più spazio per la famiglia perché tutti dobbiamo abituare di essere sballottati per i continenti a cercare lavoro;  visto che gli europei neo-schiavi non faranno più figli, dovremo riempire il nostro paese di migranti. Ecco fatto! Capite a cosa sono serviti femminismo, rivoluzione sessuale, gender, immigrazione selvaggia e destabilizzazione di interi continenti? Dovete essere precari, anaffettivi, migranti perenni. Parola di ‘ministra’ della Repubblica”.

Eh sì: tutte le goie dell’edonismo libertario si sono rovesciate nella neo-schiavitù. Il nomade anaffettivo avrà pur sempre la pornografia per  consolarsi mentre  si sballotta da continente a continente a cercare lavoro.   La fine della famiglia, sogno del Capitalismo terminale – e di Satana – è  finalmente realizzato.

Il punto (piccolo insignificante) è che questa “civiltà”  di  satana   che  rende  i vostri figli schiavi nomadi e masturbatori,  non è, semplicemente,  sostenibile. E loro la vogliono rendere eterna, gli usurari. Si fanno aiutare da El Papa. Ma fallirà “per le sue stesse contraddizioni”; come fu già il sovietismo.

Lo mette in chiaro Ettore Gotti Tedeschi, economista, che è stato per breve tempo “Il banchiere del Vaticano” (prima di essere espulso: non  vogliono cattolici nella Santa Sede di Bergoglio)

Sulle soluzioni della ministra tedesca Wanka, Gotti Tedeschi dice:

“Le considerazioni di Wanka sono insostenibili. L’”accoglienza” reale, benefica,  [di tanti immigrati]    si può realizzare solo in condizioni di equilibrio economico, non di grave crisi – come quella attuale –   che aggraverà il modello stesso di accoglienza. L’integrazione vuole investimenti altissimi, e le risorse non ci sono; andranno perciò sottratte alle spese per la sanità e pensioni degli anziani. Quello che non capiscono questi burocrati è che le soluzioni da loro prospettate provocheranno una rivoluzione epocale, sociale, culturale e politica. Vedrete alle prossime elezioni quali partiti prenderanno il potere in Europa…

Già: i partiti “populisti, xenofobi”,   che stanno crescendo. E contro questo progetto.  Il sistema terminale li reprimerà con tutti i mezzi, anche violenti,  e provocherà lo scontro.

Gotti Tedeschi: “Se si vuole esser pragmatici, si facciano anche i conti. Quanti immigrati sono necessari per compensare il gap di popolazione ( senza vere soluzioni economiche ) ? diciamo, solo per l’Italia, dieci milioni? Ma se è vero, se è vero che per risolvere la crisi economica europea sono necessari una cinquantina di milioni di emigrati, abbiamo capito finalmente cosa stanno progettando i governanti europei, magari con l’appoggio della Autorità morale? Mah!”.

“Il  problema  che questi vogliono risolvere  è dovuto proprio alle politiche malthusiano-ambientalistiche avviate negli anni ’70 quando si varò il Nuovo Ordine Mondiale,  dove sempre grazie alle politiche anti-natalità degli anni ’70, si avviò la crisi economica che oggi qualcuno vuol risolvere con le politiche di immigrazione. In pratica si vuole risolvere gli effetti (e non le cause) agendo proprio sugli effetti. Per capire, basterebbe andarsi a rileggere quello che l’Oms (Organizzazione Mondiale Sanità) scriveva nel 1992, invitando ad occuparsi di chi è sano e produttivo (e non di chi è anziano e malato), lasciando intendere che l’immigrato ha questi caratteri. Il direttore generale Oms (Hiroschi Nakaijama) spiegava anche che l’etica cristiana non poteva  più esser applicata in futuro. Non mi meraviglia pertanto neppure la considerazione che “ non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi”. E’evidente che uno dei veri obiettivi è proprio la distruzione della famiglia (cristiana) che educa i figli soggettivamente, sottraendoli alla educazione omogenea “di Stato” voluta dalla cultura gnostica.

“Si pensi solo alla difficoltà che sta rivelandosi   nella “integrazione europea” per la  dfferenza di visione protestante e cattolica!”.  Integrar in questa anche i musulmani a milioni, e di colpo, sarebbe come ripetere l’errore di “quando è stato fatto l’Euro, con lo stesso superficiale approccio usato a fine anni ’90, questa volta dal punto di vista socio competitivo. Scusatemi se riaffermo che il nostro problema vero è l’inadeguatezza della nostra classe dirigente politica (e religiosa). Amen”.

Amen.

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Come le centrali della NATO controllano la politica dell’UE sui rifugiati

DA sputniknews

Mondo

10:05 08.05.2016(aggiornato 10:09 08.05.2016) URL abbreviato

Punti di Vista

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Un fiume incontrollato di profughi di guerra da Siria, Libia, Tunisia e altri Paesi islamici destabilizzati dalle rivoluzioni colorate della ‘primavera araba’ di Washington, ha creato il più grande caos sociale nell’UE, dalla Germania alla Svezia alla Croazia, dalla fine della seconda guerra mondiale.

Merkel convinta della correttezza della sua politica sui migranti

Ormai è chiaro che più di qualcosa di sinistro è in corso, minacciando di distruggere il tessuto sociale del nucleo della civiltà europea. Pochi si rendono conto che l’intero dramma è orchestrato non dalla cancelliera tedesco Angela Merkel, o dagli anonimi eurocrati della Commissione UE di Bruxelles. È orchestrato dalla cabala di think tank della NATO.

L’8 ottobre 2015 tra il grande flusso di centinaia di migliaia di rifugiati inondanti la Germania da Siria, Tunisia, Libia e altri Paesi, una nuova e sicura di sé cancelliera tedesco Angela Merkel proclamava in un popolare programma televisivo tedesco che “ho un piano”, occasione per una frecciata tagliente ai partner della coalizione guidatu dal capo della bavarese CSU, Horst Seehofer, critico verso la posizione di accoglienza dei profughi di Merkel nella primavera 2015, che ha visto più di un milione di rifugiati entrare in Germania solo l’anno scorso. Da quel momento, con determinazione di ferro, la cancelliera tedesca ha difeso il criminale regime di Erdogan in Turchia, partner essenziale del suo “piano”. La maggior parte del mondo ha visto con stupore come abbia ignorato i principi della libertà di parola e deciso di perseguire pubblicamente un noto comico della TV tedesca, Jan Boehmermann, per le sue osservazioni satiriche sul presidente turco.

Turchia, pugno duro di Erdogan contro curdi e media

Era stupita da come il simbolo della democrazia europea, la cancelliera tedesca, abbia scelto d’ignorare l’imprigionamento da parte di Erdogan dei giornalisti e la chiusura dei media dell’opposizione, procedendo nei piani per imporre di fatto la dittatura in Turchia. Era perplessa per come il governo di Berlino abbia scelto d’ignorare le prove schiaccianti di come Erdogan e la famiglia materialmente favoriscano i terroristi del Daesh in Siria, in realtà creatori della crisi dei rifugiati. Era stupita di vedere spingere l’UE a consegnare miliardi di euro al regime di Erdogan per il presunto accordo sul flusso di rifugiati dai campi profughi turchi alla vicina UE passando per la Grecia e non solo.

Piano Merkel

Tutte queste azioni apparentemente inspiegabili della una volta pragmatica leader tedesca, sembrano risalire all’adozione di un documento di 14 pagine preparato da una rete di gruppi di riflessione pro-NATO, sfacciatamente intitolato “Piano Merkel”. Ciò che la neo-sicura di sé cancelliera tedesca non disse alla sua ospite Anne Will o ai telespettatori fu che “il suo” piano le era stato consegnato solo quattro giorni prima, il 4 ottobre, come documento dal titolo Piano Merkel, da un neonato think-tank internazionale, ovviamente ben finanziato, chiamato Iniziativa per la Stabilità Europea o ESI.

Unione Europea: con la Turchia e i Saud. Fino all’ultimo greco

Il sito dell’ESI indica avere uffici a Berlino, Bruxelles e Istanbul, Turchia. Il sospetto è che gli autori de piano ESI l’abbiano intitolato come se provenisse dall’ufficio della Cancelliera tedesca e non da loro. Più sospetto è il contenuto del Piano Merkel dell’ESI.

Oltre ad accogliere già più di un milione di rifugiati nel 2015, la Germania dovrebbe “accettare di concedere asilo a 500000 rifugiati siriani registrati in Turchia nei prossimi 12 mesi“. Inoltre, “la Germania dovrebbe accettare le richieste provenienti dalla Turchia… e fornire un trasporto sicuro ai candidati… già registrati presso le autorità turche…” E infine “la Germania dovrebbe accettare di aiutare la Turchia ad avere esenzioni sul visto di viaggio per il 2016“.

Il cosiddetto piano Merkel è un prodotto dei think tank legati a NATO-USA e a governi dei Paesi membri della NATO o potenziali soci. La massima “seguire il denaro” è istruttiva in questo caso, per vedere chi realmente dirige l’Unione europea oggi.

ESI

L’ESI nasce dai tentativi della NATO di trasformare il Sud-Est Europa dopo la guerra istigata dagli USA in Jugoslavia negli anni ’90, portando alla balcanizzazione del Paese e la creazione di una importante base USA e NATO, Camp Bondsteel in Kosovo. L’attuale presidente dell’ESI, direttamente responsabile del documento finale Piano Merkel è il sociologo austriaco residente ad Istanbul Gerald Knaus. Knaus è anche membro del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR) e dell’Open Society.

Wikileaks: USA e Soros promotori dello scandalo “Panama Papers” per attaccare la Russia

Fondato a Londra nel 2007, l’ECFE è un’imitazione dell’influente Counsil on Foreign Relations di New York, il think-tank creato dai banchieri Rockefeller e JP Morgan nel corso dei colloqui di pace di Versailles del 1919, per coordinare la politica estera globale anglo-statunitense. Significativamente, il riccone creatore dell’ECFR è il miliardario statunitense e finanziatore delle rivoluzioni colorate George Soros. Praticamente ogni rivoluzione colorata è stata sostenuta dal dipartimento di Stato degli USA dal crollo dell’Unione Sovietica, come in Serbia nel 2000, Ucraina, Georgia, Cina, Brasile e Russia. George Soros e le propaggini delle sue Open Society Foundations finanziano di nascosto ONG e attivisti per la “democrazia” per insediare regimi pro-Washington e filo-NATO.

I membri scelti, chiamati membri del Consiglio o associati dell’ECFR londinese comprendono il co-presidente Joschka Fischer, ex-ministro degli Esteri del Partito dei Verdi tedesco che spinse il suo partito ad appoggiare l’illegale bombardamento di Bill Clinton della Serbia nel 1999, privo del sostegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli altri membri del Consiglio del think tank Counsil on Foreign Relations europeo di Soros includono l’ex-segretario generale della NATO Xavier Solana, il falsificatore ex-ministro della Difesa tedesco caduto in disgrazia Karl-Theodor zu Guttenberg; Annette Heuser, direttrice esecutiva del Bertelsmann Stiftung di Washington DC; Wolfgang Ischinger, presidente della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera; Cem Ozdemir, presidente dei Buendnis90/Die Gruenen; Alexander Graf Lambsdorff, deputato del partito liberale tedesco (FDP); Michael Sturmer, corrispondente Capo del Die Welt; Andre Wilkens, direttore della Fondazione Mercator; il difensore della pederastia al Parlamento europeo Daniel Cohn-Bendit. Cohn-Bendit, noto come “Danny il Rosso” nelle rivolte studentesche francesi del maggio 1968, fu membro del gruppo autonomista Revolutionaerer Kampf (Lotta Rivoluzionaria) a Ruesselsheim, in Germania, insieme al suo stretto alleato e ora presidente dell”ECFR Joschka Fischer. I due continuano ari trovarsi nell’ala “Realo” dei Verdi tedeschi.

Ex socio di Soros prevede recessione economia USA e “bolla” del dollaro

Le Open Society Foundations è la rete che “promuove la democrazia” esentasse creata da George Soros per promuovere il “libero mercato” pro-FMI dopo il crollo dell’Unione Sovietica, per liberalizzare il mercato delle economie ex-comuniste aprendo le porte al sistematico saccheggio dell’inestimabile patrimonio minerario ed energetico di quei Paesi. Soros fu l’importante finanziatore del team economico liberale di Boris Eltsin, tra cui l’economista da “Terapia d’urto” di Harvard Jeffrey Sachs e il consigliere liberale di Eltsin Egor Gajdar. Già è chiaro che il “Piano Merkel” è il Piano Soros in effetti. Ma c’è di più, se vogliamo comprendere l’ordine del giorno più oscuro dietro il piano.

I finanziatori dell’ESI

© flickr.com/ fliegender

“Un’eredità dall’ambasciatore”, ecco i finanziamenti USA per la propaganda all’estero

L’Iniziativa per la Stabilità Europea, il think-tank di Gerald Knaus collegato a Soros è finanziato da un impressionante serie di donatori. Il suo sito web li elenca; oltre alle Open Society Foundations di Soros, vi è la Mercator Stiftung tedesco legato a Soros, e la Robert Bosch Stiftung. Altro finanziatore è la Commissione europea. Poi, curiosamente la lista dei finanziatori del piano Merkel comprende un’organizzazione dal nome orwelliano, l’United States Institute of Peace. Alcune ricerche rivelano che l’Istituto della Pace degli Stati Uniti non ha nulla a che fare con la pace, essendo presieduto da Stephen Hadley, ex-consigliere dell’US National Security Council dell’amministrazione guerrafondaia neo-con di Bush-Cheney. Il suo consiglio di amministrazione comprende Ashton B. Carter, l’attuale falco neo-con segretario della Difesa dell’amministrazione Obama; il segretario di Stato John Kerry; il Maggiore-Generale Federico M. Padilla, presidente della National Defense University degli Stati Uniti. Questi sono alcuni architetti molto stagionati della strategia del Dominio a Pieno Spettro del Pentagono per il dominio militare mondiale degli USA. Gli autori del “Piano Merkel” dell’Iniziativa per la Stabilità Europea, oltre alla generosità delle fondazioni di George Soros, indica come ‘primo’ finanziatore il German Marshall Fund* degli Stati Uniti.

Come ho descritto nel mio libro, il think tank German Marshall Fund è tutt’altro che tedesco; “E’ un think tank statunitense di Washington DC. Di fatto, la sua agenda è la distruzione della Germania del dopoguerra e più in generale degli Stati sovrani dell’UE per adattarli al programma di globalizzazione di Wall Street“.

Il German Marshall Fund di Washington è coinvolto nell’agenda del cambio di regime mondiale degli Stati Uniti d’America in combutta con il National Endowment for Democracy finanziato dagli Stati Uniti, le fondazioni Soros e la facciata della CIA chiamata USAID.

Come descrivo nel libro, “Il principale obiettivo del German Marshall Fund, secondo la sua relazione annuale del 2013, è sostenere l’agenda del dipartimento di Stato nelle cosiddette operazioni di costruzione della democrazia nei Paesi ex-comunisti dell’Europa orientale e sud- orientale, dai Balcani al Mar Nero. Significativamente il loro lavoro include l’Ucraina. Nella maggior parte dei casi, collabora con l’USAID, ampiamente identificata quale facciata della CIA collegata al dipartimento di Stato, e la Stewart Mott Foundation che finanzia la National Endowment for Democracy finanziata dal governo degli Stati Uniti“.

America in declino: la previsione di Brzezinski

In particolare, la stessa Stewart Mott Foundation finanzia il Piano Merkel dell’ESI, come anche il Rockefeller Brothers Fund. Tutto questo dovrebbe far riflettere da chi e per quali obiettivi è stato firmato l’accordo Merkel-Erdogan sulla crisi dei rifugiati nell’UE. La fazione Rockefeller-Bush-Clinton negli Stati Uniti intende usarlo quale grande esperimento d’ingegneria sociale per creare caos e conflitti sociali nell’UE, mentre allo stesso tempo le loro organizzazioni non governative, come NED, Freedom House e fondazioni Soros, si agitano in Siria, Libia e nel mondo islamico? La Germania, secondo l’ex-consigliere del presidente degli Stati Uniti e amico intimo dei Rockefeller, Zbigniew Brzezinski, è il “vassallo” degli Stati Uniti nel mondo post-90? Finora, c’è la prova abbastanza netta che sia così. Il ruolo dei think tank collegati a Stati Uniti e NATO è fondamentale per comprendere come la Repubblica Federale di Germania e l’Unione europea siano in realtà eterodirette da oltre Atlantico.

Originariamente pubblicato da F. William Engdahl sul sito Katehon


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http://it.sputniknews.com/mondo/20160508/2633097/Come-le-centrali-della-NATO-controllano-la-politica-dell-UE-sui-rifugiati.html#ixzz488xawJxG

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