Il criminale che meritava la “damnatio memoriae” non il Nobel

Hemingway criminale?

BERLINO – Hemingway si sarebbe macchiato di crimini di guerra durante il secondo conflitto mondiale. Avrebbe ucciso con gusto e per divertimento almeno 122 soldati tedeschi. Alcuni dei quali sarebbero stati prigionieri indifesi e inermi. Almeno così sostiene Rainer Schmitz, un giornalista del settimanale conservatore di Monaco Focus, in un libro di cui il quotidiano popolare Bild pubblica oggi alcune anticipazioni. Le lettere non offrono prove indubbie di colpevolezza, ma dopo la polemica mondiale su Gunter Grass per la tardiva confessione (nel suo ultimo libro, Sbucciando la cipolla) di aver prestato servizio nelle Waffen-Ss, riesplode ancora una volta un caso sul passato bellico di un grande scrittore. E il colpo d’ effetto mediatico ed editoriale può riuscire. Il libro s’ intitola Che ne è stato del teschio di Schiller? Tutto ciò che non sapete sulla letteratura. Le lettere cui Schmitz fa riferimento in realtà sono già note. E non vengono considerate una prova schiacciante a carico dell’ autore de Il vecchio e il mare e di Per chi suona la campana. La stessa Bild infatti dubita. «Se quanto Hemingway racconta nelle missive è vero», nota il giornale, «vorrebbe dire che oltre a un tipico macho egli è stato anche uno spietato killer, un volgare assassino che ha abbattuto soldati prigionieri inermi e indifesi. Ma non è chiaro se egli scrivendo quelle righe abbia raccontato fatti realmente avvenuti, o se invece non abbia solo voluto fare lo smargiasso, come era spesso solito». I passaggi citati da Bild sono agghiaccianti. In una lettera del 27 agosto 1947 al suo editore Charles Scribner, Hemingway narra: «Una volta ho fatto fuori un crucco delle Ss, particolarmente insolente. Quando gli dissi che lo avrei ammazzato, il tipo mi rispose “non ci riuscirai, perché hai paura e perché appartieni a una razza inferiore e degenerata”. “Ti sbagli, fratello”, gli replicai. Gli sparai rapidamente tre colpi al ventre. Lui cadde in ginocchio, allora gli sparai alla testa. Il cervello gli uscì dalla bocca o dal naso». Un’ altra lettera fu inviata il 2 giugno 1950 ad Arthur Mizener, professore universitario alla Cornell University, Hemingway in persona si vanta di aver ucciso 122 tedeschi. «Uno aveva tentato di fuggire in bicicletta, avrà avuto non più di 17 anni, la stessa età che aveva allora mio figlio Patrick». Il giovane cadde colpito a morte dalle pallottole del Winchester M1, l’ arma d’ ordinanza di Hemingway. In alcune righe inviate alla sua futura moglie, Mary Welsh, lo scrittore nota: «Qui è tutto molto carino, molto divertente, molti morti, bottino tedesco, molte sparatorie». L’ eroe della letteratura moderna americana aveva dunque anche una seconda anima, di militare sanguinario? Bild pubblica ma insiste nel mettere le mani avanti: forse erano solo smargiassate, forse no. In guerra Hemingway prestò servizio come ufficiale in una divisione della U. S, Army in Europa e poi lavorò per lo Oss, i servizi segreti progenitori della Cia. L’ impegno contro il nazifascismo fu una sua passione, come la caccia grossa. Violenta, in ogni caso, fu come si sa la sua morte: il 2 luglio del 1961, nella sua tenuta a Ketchum, Ohio, egli si tolse la vita sparandosi con uno dei fucili da caccia della sua amata collezione.

ANDREA TARQUINI

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L’inciucio di Bibbiano

Il partito coinvolto in “Mafia Capitale”, che ha ricevuto finanziamenti da Buzzi; Il partito che ha fatto entrare in Italia centinaia di migliaia di africani e con loro la Mafia nigeriana; Il partito coinvolto nello scandalo che ha riguardato recentemente i più alti vertici della magistratura (Lotti-Palamara) ; il partito che ha tutelato e sponsorizzato le istituzioni benemerite del Forteto e di Bibbiano (violenze su minori sottratti con l’inganno alle famiglie legittime); il partito che ha salvato le grandi banche e ha buttato sul lastrico tanti piccoli risparmiatori (vicende di Banca Etruria ecc.); Il partito coinvolto nel disastro della Banca Monte dei Paschi, con sullo sfondo un omicidio fatto passare per suicidio (Rossi); il partito che in due anni (2017-2018) ha visto un così alto numero di arresti, tra vari amministratori locali, che neppure Cosa Nostra è arrivata a tanto; il partito che voleva una riforma della Costituzione dettata dalle grandi banche d’affari americane nella direzione di una espropriazione della sovranità al popolo italiano; il partito che ha abolito le principali garanzie sindacali dei lavoratori (art: 18 e una “flessibilità” sul lavoro che ha significato un annullamento dei diritti del lavoratore di fronte alla azienda)….elenco che potrebbe continuare, ma la domanda è: “COME E’ POSSIBILE CHE MILIONI DI ITALIANI CONTINUANO A VOTARLO?”, tanto da stare sopra al 20%?????

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Parole sagge

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Hollywood, Disney e i pedofili…


Marcello Pamio

Per riuscire a vedere il quadro globale è necessario allontanarsi un po’, perché solo quando ci mettiamo alla giusta distanza la visione risulta più completa.
Ben prima che lo scandalo dell’ebreo pedofilo Jeffrey Epstein sconquassasse in lungo e in largo il mondo, la cronaca ha registrato degli accadimenti strettamente interconnessi.
A marzo 2018 vengono arrestati – dopo ben 20 anni di denunce – Keith Raniere, il guru della setta NXIVM ed una dei suoi membri, l’attrice della serie televisiva «Smallville» Allison Mack.

Tanto per cambiare l’accusa è pesantissima: traffico sessuale di minorenni e pedofilia!
Nella rete di Raniene sono cadute sia supermanager che attrici, e questo ha fatto sì che in soli 20 anni egli sia riuscito ad accumulare un patrimonio di svariati milioni di dollari.
La sua perversione non aveva limiti: le sue schiave sessuali venivano addirittura marchiate a fuoco!

 

Tre mesi dopo questo arresto, la Walt Disney finisce nella polemica per aver licenziato l’attrice Roseanne Barr (foto), perché a favore della lotta di Donald Trump contro il “cancro” del pedosatanismo.
La ragione del licenziamento non è stata ovviamente per questa sua posizione, ma per alcuni insulti rivolti a Valerie Jarrett, l’ex consigliera di Obama.
Ma Disney ha due pesi e due misure, e a luglio 2018 licenzia il regista de «I Guardiani della Galassia» James Gunn (foto a destra) per alcuni suoi tweet riguardanti pedofilia e stupri, scritti anni prima.

La cosa sconvolgente non è il licenziamento, ma la riassunzione del regista avvenuta a marzo del 2019, come se nulla fosse.
Non conosciamo le vere motivazioni del reintegro, se sono economiche, visto che ha scritto e diretto due film della Marvel che hanno incassato oltre 1,6 miliardi di $, o di altra natura, magari più occulta…
Fatto sta che l’attrice Roseanne Barr ha perfettamente ragione quando ha scritto di essere disgustata dal supporto che ha ricevuto il regista.

Comportamenti questi della Disney assolutamente coerenti, visto che hanno reintegrato pure l’attore Brian Peck, nonostante la condanna di pedofilia e diversi mesi di carcere.

Il Daily Mail addirittura aveva reso pubblici gli 11 capi d’imputazione, tra cui: atti osceni, sodomia, penetrazione sessuale, copulazione orale, invio di materiale nocivo di minorenni maschi sotto i 16 anni, svelando così il legame fra pederastia e omosessualità. Ma sembra che alla casa di produzione di intrattenimento per bambini più famosa al mondo sembra non importare se si è pedofili o stupratori seriali.
Sembra quasi che chi difende la pederastia e la pedofilia debba essere reintegrato a prescindere, e la conferma arriva da Hollywood: i film che trattano queste tematiche vengono osannati e applauditi.
Esattamente quello che è avvenuto con il recente «Call me by your name» («Chiamami col tuo nome»).
Osservare come lavora la macchina hollywoodiana è sempre affascinante: da una parte è la fucina della pederastia e della pedofilia che incensa il mondo LGBTQ+ con sempre più film di propaganda, dall’altra nessuno al suo interno osa commentare e criticare le riassunzioni e riabilitazioni professionali di pedofili…

Ma Brian Peck non è certo l’unico attore condannato per abusi sessuali su minori e poi assunto dalla ABC (di cui la Disney è la proprietaria ufficiale) dopo la condanna.
Nel 1988, l’attore bambino Nathan Forrest Winters confessò alla madre che il regista Victor Salva lo molestava da parecchi anni. Fu riconosciuto colpevole di 5 fra 11 capi di imputazione, ammettendo di aver abusato di Winters, e la polizia lo trovò in possesso di videocassette e riviste pedo-pornografiche, ma il regista ha continuato a lavorare senza problemi. La sua ultima produzione è la serie Jeepers Creepers
L’elenco è lunghissimo, per cui suona strano vedere che un attore come Kevin Spacey viene scaricato dai produttori di «House of Cards» dopo le accuse di «molestie sessuali» verso un minorenne, ma tutti applaudono il debutto della pellicola pederasta?
Mentre Netflix annuncia che la produzione di House of Cards proseguirà senza l’Oscar, tutti i media e il cinema progressista si commuovono applaudendo «Call me by your name» che parla di un 17enne invaghitosi di un giovane uomo.
Tutto viene naturalmente tenuto sospeso sul filo del rasoio, perché un 17enne è pur sempre un minorenne, ma non è certo un bambino, e anche perché il 17enne è non solo consenziente ma appare come il più “audace” fra i due.
Strategia a dir poco geniale: fanno apparire il 17enne come il vero “provocatore”, quindi l’omoerotismo praticato con i più piccoli diventa lecito!
La conseguenza logica è che se un 17enne deve essere libero di vivere la propria sessualità come gli pare, perché non lo deve essere anche un 15enne, un 13enne o un 11enne, e via così senza nessun limite di età? Giustamente, dicono gli esperti, l’amore è amore e non dipende dall’anagrafe!

Ma chi conosce le strategie psicosociali messe in atto dalle potentissime lobbies omosessuali e/o pedofile sa bene che per ottenere l’accettazione della pedofilia è necessario far apparire il bambino «consenziente», quindi libero di scegliere e di innamorarsi di chi vuole.
Questa ingegneria sociale si chiama «Finestra di Overton».

Siamo passati dalla fase dell’autodeterminazione sessuale di ogni uomo, a quella dei diritti sessuali dei bambini: per cui se un bambino “ci sta” con un vecchio bavoso, NON è pedofilia, ma AMORE incondizionato, AMORE allo stato puro!
Giustamente per coerenza la colonna sonora del film «Mystery of Love» del cantante Sufija Steven, parla ambiguamente dell’amore fra lui e la nipote di appena 5 anni…
Il messaggio che sta passando è chiarissimo: con la scusa dell’«amore libero con chiunque», indipendentemente dal sesso e dall’età, stanno sdoganando la pedofilia!
Tra non molto dovremo finirla con lo stereotipo del cattivo, dell’orco pedofilo che stupra e abusa di bambini innocenti, perché si tratta di un atto d’amore spontaneo. Anzi, si finirà per rovesciare i ruoli: si darà la responsabilità al bambino che si è innamorato dell’uomo più grande, provocandolo, e a questo ultimo verrà riconosciuto il premio del “Buon Samaritano” per lo spirito di abnegazione, per aver soddisfatto le esigenze (anche sessuali) della piccola creatura!

Concludo riportando alla memoria due semplici esempi di messaggi subliminali che la Disney si è divertita a mettere nei suoi lavori, e forse si sta divertendo ancora…

L’8 gennaio del 1999 ha annunciato il ritiro dal mercato della videocassetta versione Home Video del cartone animato del 1977 «The Rescuers», uscito in Italia con il titolo «Le avventure di Bianca e Bernie» perché essa conterrebbe una «riprovevole immagine che passa sullo sfondo».
Dopo circa 38 minuti dall’inizio del cartone animato, mentre i due simpatici roditori planano tra i grattacieli a bordo di una scatola di sardine allacciata ad un gabbiano, in due fotogrammi appare alla finestra l’immagine di una donna in topless con la maschera sul viso satanica!

In una scena finale del cartone animato «La Sirenetta», durante il banchetto per le nozze del Principe Eric con la sirena Ariel, il granchio Sebastian assume una forma inequivocabilmente fallica…

Questa immagine sotto non è di un cartone, ma è la Gift Card della Disney…

Questi sono solo semplici esempi, ma le manipolazioni sono a centinaia.
Perché prendersi la briga di inserire consapevolmente svariati simboli, disegni, foto e immagini nei fotogrammi dei cartoni? Perché rischiare di essere scoperti e perdere la faccia? A che pro?
Si tratta dello scherzo – come hanno detto – di qualche buontempone o invece c’è un significato occulto che mira al condizionamento delle masse?
Questa ultima ipotesi è suffragata e supportata dal fatto che tutto quello che viene inserito e/o modificato ha sempre a che fare col sesso!

 

Per approfondire:

 

«La pedofilia dilaga fra i media, la politica e Hollywood», Benedetta Frigerio
http://www.lanuovabq.it/it/la-pedofilia-dilaga-fra-i-media-la-politica-e-hollywood?fbclid=IwAR0jtSMeUR2_gFtcUTFEvoHrjmVMfntCCv22bZEadysPnQ12oPbldBuCOks

«La Finestra di Overton sempre più aperta sulla pedofilia»
https://disinformazione.it/2018/07/24/finestra-di-overton-sempre-piu-aperta-sulla-pedofilia/

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Per capire la finalità del sistema “Bibbiano” bisogna richiamarsi al Forteto…

La setta del Forteto, che mirava a distruggere LA FAMIGLIA, relazione finale: richiesto lo scioglimento della setta ed il commissariamento della cooperativa

22 giugno 2016 SETTA DEL FORTETO, relazione finale. Una commissione parlamentare d’inchiesta per scavare alla ricerca delle verità più profonde, il commissariamento della cooperativa del Forteto e lo scioglimento dell’associazione e della fondazione. Queste le richieste prioritarie della commissione regionale d’inchiesta, che ha lavorato per far emergere le responsabilità politiche e istituzionali nella terribile vicenda del Forteto. 

http://www.gonews.it/2016/06/23/forteto-la-relazione-finale-chiede-sciogliere-la-setta-commissariare-la-cooperativa/

Questa terribile storia  ancora oggi viene censurata dai media di regime, o per lo più se ne parla poco troppo poco…

Il Forteto era e in parte è ancora, una “comune”- in realtà una sorta di lager – finanziata dalla Regione Toscana – dal ’97 al 2010 con oltre 1,2 milioni – dove si sperimentava omosessualità obbligatoria (gli sposi venivano separati), pedofilia, zoofilia e tutto quello che poteva essere negazione dell’ordine naturale delle cose. Tutto in nome di un’anarchia morale, oggi esaltata dal pensiero “progressista” tanto caro ad una certa area politica e culturale di sinistra, che vede la famiglia come gabbia, i legami come un freno alla libertà individuale e quindi, lavora per lo scardinamento di valori che ritiene sorpassati, fondendo ideologie comuniste con una sorta di “cristianesimo fai da te”, propagandato dal guru Fiesoli che nel 2015 è stato condannato a 17 anni di reclusione

http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/forteto-emessa-la-sentenza-17-anni-a-fiesoli/

SETTA FORTETO: il mostro di Marcinelle ed il mostro di Firenze

 L’inquietante caso del Forteto dimostra l’inesorabile intreccio tra una fitta rete di pedofili settari collegati ad ambienti esoterico/satanici  e gli ambienti politici governativi e affaristici, da cui ne scaturisce un quadro raccapricciante.
Questa struttura che propagandava un “nuovo tipo di società”, godeva di una complicità e copertura pressochè totale, da parte delle forze politiche, degli organi di controllo come la magistratura, le forze dell’ordine, gli assistenti sociali, psicologi  e chi doveva indagare sulle gravi vicende accadute. Nell’aprile del 2006 “La Nazione” titolava: “Un detenuto racconta di una super Loggia massonica e pedofila che avrebbe ordinato di compiere gli omicidi di Firenze. Si dava conto che le indagini per i delitti del Mostro stavano lambendo una comunità, ma il nome del Forteto esce raramente”.

Queste pseudo strutture sono solo di copertura, vengono gestite e finanziate dall’elite mondialista, che stanno  ampliando questo culto satanico e perverso CONTRO LA FAMIGLIA nella nostra società. 

Il caso del Forteto è da collegare con altri casi simili nel mondo, come per DUTROUXesempio i delitti del  mostro di Marcinelle in Belgio : Marc Dutroux, l’accusato degli omicidi e torture su delle bambine rapite da lui stesso,  era solo l’esecutore ultimo, dietro vi era una rete di pedofili collegata a sette sataniche, di cui fanno parte persone molto potenti,addirittura in questa storia è coinvolta la famiglia reale del Belgio e ampie coperture politiche…

Dutroux ha rivelato al suo avvocato che voleva “rapire molti bambini” e costruire “una città sotterranea” in una miniera, dove li avrebbe imprigionati . L’ultima rivelazione sull’ergastolano condannato nel 2004 per rapimento, omicidio, molestie e sequestro di minori arriva dal suo ex legale, che ha raccontato in un’intervista al settimanale Soir Mag alcune confidenze fatte dal suo assistito durante il lungo caso giudiziario, iniziato con l’arresto nel 1996.   “Si rende conto che nessuno mi ha mai chiesto perché avevo scelto quella regione?”, disse ad un certo punto Dutroux all’avvocato Julien Pierre. “La mia idea era di fare rapimenti di massa di bambini e creare in una miniera una specie di città sotterranea dove avrebbero regnato armonia, bene e sicurezza”.

http://www.askanews.it/esteri/belgio-l-orrendo-piano-di-dutroux-citta-sotterranea-per-bimbi_711755478.htm

I legami di Dutroux con il satanismo sono stati comprovati. Dal quotidiano fiammingo “Der Standaard”, si è appreso che almeno quattro poliziotti apparterrebbero alla sètta satanica Abrasax sospettata di aver comprato alcuni bambini dal pedofilo per utilizzarli durante dei rituali satanici. La prova di tale legame sarebbe una lettera indirizzata a Bernard Weinstein (complice di Dutroux), in cui si chiedeva all’uomo di ricordare a Dutroux che la grande festa era vicina e che era atteso il regalo per la sacerdotessa. La sacerdotessa sarebbe Dominique Nephtys, membro influente della “chiesa belga devota a Satana”. L’inchiesta individuò come mandanti personaggi di alto livello.

http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/collegamenti-tra-il-forteto-ed-il-mostro-di-firenze/

Tutto questo è accaduto anche alle porte di Firenze negli ultimi 40anni, coperto da quel sistema di potere per il quale non esistevano delinquenti, ma solo amici o nemici politici. E se eri un “amico politico”, allora, automaticamente, non potevi essere delinquente. E venivi finanziato, protetto e incensato.

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LA COOP SETTA IL FORTETO ED IL “PROFETA” FIESOLI

FINALMENTE  OGGI SI ‘ E’ GIUNTI alla relazione unanime che ha visto impegnati nel lavoro d’inchiesta i sei consiglieri che l’hanno composta: il presidente Paolo Bambagioni (Pd), i vicepresidenti Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e Andrea Quartini (Movimento 5 stelle), i consiglieri Jacopo Alberti (Lega Nord), Stefano Mugnai (Forza Italia) e Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra). Quella che ha concluso i lavori mercoledì 22 giugno 2016, è la seconda commissione regionale d’inchiesta sul Forteto (la prima, anch’essa con esito unanime, aveva operato tra il 2012 e il 2013). Aveva preso avvio nel settembre 2015.

L’analisi che emerge dalla relazione finale è impietosa. “Emerge chiara la responsabilità enorme del Tribunale di Firenze”, spiega Paolo Bambagioni. “C’erano già state delle sentenze contro i capi del Forteto, ma il tribunale ha continuato ad affidare bambini prima all’associazione, poi a cosiddette famiglie interne a quella comunità. Responsabilità gravissime: individuali, con nomi e cognomi di magistrati che hanno fatto le assegnazioni o che non hanno controllato come avrebbero dovuto, e responsabilità anche ideologiche, soprattutto nei primi anni”. Responsabilità “dei servizi socio-sanitari, che non ne escono bene”, prosegue Bambagioni. “Avevano l’obbligo di fare le verifiche e riferirle al tribunale, ma spesso l’hanno fatto molto male”. E poi la politica, “superficiale, con molti passaggi al Forteto anche di personaggi importanti, che hanno contribuito ad accreditare una immagine idilliaca di quella esperienza. E il centrosinistra, che ha governato in questi anni, ha le sue responsabilità”. Il mondo dell’informazione, “che dovrebbe essere più d’inchiesta, più libero da condizionamenti e invece o ha subito il fascino di abili manipolatori o non ha saputo tirare fuori la verità su quello che stava accadendo nel corso di tanti anni”. Il mondo economico, “sindacati, cooperatori, che hanno tenuto lo sguardo troppo fermo sulla tutela dell’attività economica del Forteto. Noi abbiamo chiesto il commissariamento della cooperativa, perché la discontinuità che è indispensabile ancora non si vede a sufficienza”.

Stefano Mugnai, oggi capogruppo di Forza Italia, era stato presidente della prima commissione d’inchiesta. “Quella del Forteto – dice – è una storia costellata di responsabilità personali, ma a monte c’è un conformismo culturale e politico che fa paura. Un conformismo che azzera la capacità di analisi critica dei fatti e che, siccome il Forteto si inseriva perfettamente nella vulgata maggioritaria nella nostra regione, diventava buono e virtuoso nonostante l’evidenza dei fatti e le denunce di tante persone nel corso degli anni testimoniassero il contrario”. Un “conformismo che è la negazione della democrazia, perché non accoglie il confronto, l’analisi critica dei fatti. In questi quarant’anni – dice ancora Mugnai – al Forteto c’è stato il sonno della democrazia, dell’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto delle istituzioni di fronte a un abominio che avveniva alle porte di Firenze, mentre veniva raccontato come un’eccellenza toscana”. Da Mugnai, un riconoscimento al lavoro del presidente: “Paolo Bambagioni ha svolto l’incarico con grande capacità e indipendenza, grazie a questo siamo arrivati anche questa volta ad una conclusione unanime”.

L’analisi delle molte e gravi mancanze ai tanti livelli porta alle richieste.

Per il Tribunale dei minori: la relazione conclusiva sarà trasmessa per valutazioni ed eventuali azioni conseguenti: al Consiglio Superiore della Magistratura; alle Procure di Firenze e Genova; al presidente della Repubblica; ai presidenti di Camera e Senato; al presidente del Consiglio dei Ministri; al presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Si chiede inoltre al Parlamento italiano una revisione del diritto minorile all’interno del sistema giudiziario nazionale. Al Ministero di Grazia e Giustizia di inviare i suoi ispettori presso il Tribunale dei Minori di Firenze al fine di verificarne l’operato nei casi legati al Forteto.

Per i servizi socio sanitari: alla Regione la richiesta di attivare una commissione tecnica di verifica sulle strutture di accoglienza per minori esistenti sul territorio. Sempre alla Regione Toscana viene chiesto di togliere il riconoscimento giuridico alla Fondazione Il Forteto, finalizzato allo scioglimento della stessa. All’Azienda sanitaria locale Area vasta Toscana Centro di presentare entro il 30 settembre 2016 una relazione dettagliata e motivata sui provvedimenti disciplinari richiesti nei confronti dei professionisti segnalati alla stessa Asl con apposita lettera. Al Comune di Rufina e agli altri Comuni coinvolti di presentare al Consiglio regionale entro il 30 settembre 2016 una relazione dettagliata e motivata sui provvedimenti disciplinari richiesti nei confronti dei dipendenti segnalati all’Ente con apposita lettera.

Al mondo dell’informazione: la commissione rivolge il rilievo che in questa vicenda il mondo dell’informazione si è più spesso adeguato al conformismo, e ha lasciato prevalere il pensiero dominante rispetto alla necessità di scavare e andare a guardare cosa c’era dietro alla realtà del Forteto.

Alla politica: la commissione chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare, “che potrebbe far emergere nuove gravi responsabilità ancora sconosciute”.  E il commissariamento della cooperativa del Forteto, affinché il Ministero dello Sviluppo economico giunga ad una rivalutazione dell’ipotesi di gestione commissariale per la cooperativa del Forteto. Alla Regione Toscana la commissione chiede di verificare ulteriormente la possibilità di disporre la sospensione o altri provvedimenti nei confronti del dirigenti coinvolti e segnalati con apposita lettera.

Al mondo dell’economia: ai sindacati, alle associazioni di categoria viene chiesta una presa di posizione decisa. Al mondo delle cooperative – Legacoop e Confcooperative – di promuovere linee guida per l’accreditamento che non riguardino sono aspetti formali, ma che implichino requisiti sostanziali di vigilanza e controllo del personale. Alla grande distribuzione, quando vanti una presunta eticità dei prodotti venduti, a valutare l’opportunità di commercializzare prodotti a marchio Forteto, fintanto che non si verificheranno i reali cambiamenti aziendali auspicati da questa commissione.

Alla Regione Toscana di dismettere con urgenza le proprie quote di Agriambiente Mugello al fine di eliminare qualsiasi equivoco nel rapporto con la cooperativa Il Forteto, di cui Agriambiente è a sua volta socia.

I COMMENTI DALLA REGIONE – “Mi piacerebbe vederlo in galera il Fiesoli, lui e tutti quelli che hanno abusato di bambini affidati alla cooperativa da servizi sociali e tribunale dei minori. E mi piacerebbe anche che interlocutori come Csm e procura, ai quali abbiamo inviato la nostra relazione, approfondissero altri aspetti e aprissero altri filoni d’inchiesta”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della commissione Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) a margine della conferenza stampa indetta nella sala Montanelli di palazzo Panciatichi. “Ho fiducia nella magistratura”, ha detto il vicepresidente augurandosi che “su questo viaggio nell’orrore sia fatta piena luce” e che “arrivino delle “restrizioni nei confronti dei colpevoli, anche per evitare che restino a piede libero fino al terzo grado di giudizio”. Donzelli ha inoltre confermato la volontà, anche questa espressa all’unanimità dalla commissione, di un “commissariamento della cooperativa”. “La fondazione deve essere chiusa – ha rilevato – cercando di salvare alcuni lavoratori e il buon prodotto che viene fatto, pur liberandolo da quel marchio, da quella storia e da quella infamia”. “Commissariamento” e “poteri grandi ad una commissione d’inchiesta parlamentare” sono i risultati di un “lavoro buono, durato nove mesi, che si conclude con un resoconto unanime”, che il vicepresidente Andrea Quartini (Movimento 5 stelle) ha evidenziato riconoscendo al presidente Bambagioni un “ruolo anomalo eppure svolto con sobrietà e rigore”. “In quella cooperativa – ha detto Quartini – è successo di tutto. Ed è successo nei confronti di minori indifesi che dovevano essere protetti dallo Stato”. “La Toscana – ha continuato – ha una grande possibilità: espiare un sentimento di colpa diffuso perché a troppi livelli, dal tribunale dei minori, alla politica, alle Asl fino a chi doveva controllare. Il rimorso è doloroso, addirittura ci commuove”. “Abbiamo lavorato tutti insieme per rispondere ad una legittima e doverosa esigenza di giustizia e verità”, ha detto Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) che ha parlato di un percorso dal quale è “emersa, chiara, una forte superficialità”. “Abbiamo riscontrato – ha rilevato – un modo di lavorare per così dire di routine, molto basato sul passaparola che è un po’ tipico della cultura odierna. Credo che questo metodo abbia influito tantissimo e credo sia necessario combatterlo”.

Per il consigliere, occorre infatti “trovare strumenti di verifica efficaci”. “Mettere insieme dei meccanismi – ha spiegato – che consentano di lavorare al meglio soprattutto dal punto di vista del controllo che non deve essere inteso come una spada di Damocle, ma come garanzia”. “Il giochino del Forteto doveva interrompersi nel 1978, con il primo arresto del Fiesoli e invece, grazie ad un blackout istituzionale che ha coinvolto più livelli, politica, tribunale, servizi, siamo arrivati al 2016 e al Forteto è stato permesso di operare in una cosiddetta zona franca” è stato il commento di Jacopo Alberti (Lega Nord). Il consigliere ha ripercorso il lungo lavoro della commissione che “ci ha permesso di ricostruire, tutti insieme e in un’unica direzione per la ricerca della verità, il corto circuito che ha portato a tutto questo”. “Mi auguro non accada più in futuro”, ha concluso Alberti, definendo il Forteto un “caso regionale e una vergogna nazionale”. Sul fronte economico, di nuova gestione e “salvaguardia della realtà produttiva”, anche Alberti si è detto convinto che nel nuovo assetto societario ci siano “ancora forti commistioni con il passato”.

Fonte http://www.gonews.it/2016/06/23/forteto-la-relazione-finale-chiede-sciogliere-la-setta-commissariare-la-cooperativa/

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Sparta: luce e gloria

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Propaganda omo a pieno ritmo


INVASIONE DI PERSONAGGI LGBTQIecc. PER LA MARVEL (AVENGERS), LA DISNEY (PAPERINO), LE FICTION TELEVISIVE (TRONO DI SPADE), ECC.
Oramai film, serie tv, libri, canzoni, includono sempre un personaggio omosessuale per indottrinare in maniera subdola le giovani generazioni
di Chiara Chiessi

Abbiamo detto in precedenza delle aperture della Marvel in tema LGBT; nell’ultimo film degli Avengers è presente una piccola parte in cui uno dei sopravvissuti parla en passant del suo fidanzato [vedi nota in fondo a questo articolo, N.d.BB].
Più si va avanti, e più ci si allarga verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma la notizia che daremo ora ha una portata rivoluzionaria, perché per la prima volta viene introdotto nell’universo Marvel un personaggio principale dichiaratamente LGBT.
Durante un congresso dedicato al Marvel Cinematic Universe (il Comic-Con 2019), il produttore Kevin Feige ha confermato che il personaggio Valkyrie, lasciata dall’amico Thor a capo del Regno di Asgard durante l’ultimo film, seguirà una storyline “queer”, diventando così il primo supereroe Marvel ufficialmente LGBT.
La notizia è stata confermata dalla stessa attrice Tessa Thomson la quale avrebbe detto che il suo personaggio sarà coinvolto nella ricerca di una Regina con cui governare e ci rivela anche che l’idea della bisessualità di Valkyrie era stata già abbozzata in Thor Ragnarok ed era stata girata anche una scena, cancellata poi nell’ edit finale, in cui si capiva perfettamente che l’eroina era attratta indistintamente da uomini e donne.
La Thompson è una sostenitrice dei temi riguardanti “l’inclusione di genere” a Hollywood ed era ovviamente al settimo cielo quando ha dovuto interpretare questa parte, anche perché, in un’intervista del 2018, ha dichiarato di essere attratta sia da uomini che da donne.
Dunque nel film in prossima uscita Thor: Love and Thunder (nelle sale nel 2021) avremo questa inaspettata (forse neanche tanto) “sorpresa”.
Il produttore, riguardo ai personaggi LGBT, ha anche dichiarato: “Non avverrà solo con Valkyrie, ma anche con altri personaggi presenti in alcuni dei film di cui abbiamo parlato oggi”.
Feige ha confermato infatti che in The Eternals, un film Marvel che parla sempre di supereroi, ci sarà un personaggio gay interpretato da un attore dichiaratamente omosessuale. Il personaggio in questione potrebbe essere Sersi o Hercules.
Continua dunque il martellamento ideologico a cui tutti, ma soprattutto i giovani che vedranno i film della Marvel, saranno sottoposti.

Nota di BastaBugie
: ecco altre notizie dal “gaio” mondo gay (sempre meno gaio).

IN AVENGERS IL PRIMO PERSONAGGIO LGBT
Lo scorso 24 aprile è uscito il film “Avengers- Endgame”, ventiduesimo film del Marvel Cinematic Universe, attesissimo in tutto il mondo (in soli 24 ore ha incassato oltre 5 milioni).
La trama, a grandi linee, è la seguente: dopo che il potere delle Gemme dell’Infinito ha decimato metà della popolazione, Thanos (Josh Brolin) ha assunto il ruolo di dominatore dell’universo, lasciando i Vendicatori in rovina.
Il semidio non farà altro che espandere il suo dominio tirannico… a meno che qualcuno non riesca a fermarlo. Quindi, senza avere il tempo di piangere i propri lutti, Vedova Nera (Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Capitan America (Chris Evans) e Bruce Banner (Mark Ruffalo) devono rimanere forti e radunare i membri superstiti degli eroi più potenti della Terra, arruolando inoltre i servigi di Capitan Marvel (Brie Larson).
Insieme, devono trovare un modo per riportare indietro i loro alleati scomparsi e sconfiggere il Folle Titano, o subire un’esistenza priva di speranza.
Tra i sopravvissuti alla strage troviamo il co-regista Joe Russo che interpreta un uomo addolorato dalla scomparsa del compagno.
Ecco la sua dichiarazione: “La rappresentazione è molto importante. Per noi era molto importante mostrare un personaggio gay. E volevamo che fosse uno di noi a interpretarlo per assicurarci la giusta integrità. Si tratta di un momento perfetto, perché uno degli aspetti più importanti dell’Universo Marvel è la diversità. Volevamo che fosse una cosa casuale. Interpreto un personaggio gay, ma questo fa parte della vita di tutti i giorni. Stiamo cercando di rappresentare gente comune. Questi sono film globali, visti da molte persone. Il pubblico deve rispecchiarsi con quello che vede sul grande schermo, deve identificarsi con qualcuno. Si tratta di una cosa importante. Il film verrà visto in alcuni paesi in cui l’omosessualità non è accettata. Vogliamo che il pubblico senta il nostro sostegno.”
Kevin Feige, CEO di Marvel Studios, per il futuro ha invece dichiarato: “Negli scorsi mesi non siamo stati timidi nel dire che sta arrivando una maggior inclusività. Posso garantire che già dal prossimo futuro ci saranno altri e soprattutto ben più importanti eroi LGBT nel MCU. Arriveranno presto”
Il fatto che anche la Marvel si sia piegata al gender diktat ci fa comprendere come oramai un film, una serie tv, una canzone per avere successo deve per forza includere un personaggio LGBT per indottrinare in maniera subdola le giovani generazioni.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 28 giugno 2019)

SU PAPERINO ARRIVA LA COPPIA LGBT
Ormai non possiamo più farci illusioni: la Disney è completamente asservita al gender diktat. Basti pensare a quello che è accaduto il primo giugno nel parco Disneyland Paris: il Magical Pride, cioè una celebrazione dell’ “orgoglio omosessuale” formato Disney con tanto di passerelle, sfilate e decorazioni arcobaleno.
Ma siamo ormai ben oltre e la notizia ci viene dall’Olanda: per la prima volta da aprile 2019, in uno dei numeri di Paperino ci sarà una coppia lesbica. Cosa è successo?
La richiesta sarebbe partita da una “bambina arcobaleno” di 10 anni, Fenna, assidua lettrice del famoso fumetto.
Intervistata da un notiziario per ragazzi, dopo aver sfogliato con una giornalista vari numeri del famoso fumetto e non avendo trovato neanche una coppia LGBT, avrebbe detto: «I miei genitori sono gay e lesbiche e penso sia importante venga considerato normale. Ma a Paperopoli è come se non esistessero affatto». «Si vedono sempre un sacco di coppie, alcune delle quali potrebbero anche essere Lgbt».
Il direttore dell’edizione olandese del fumetto, Joan Lommers, ha colto la palla al balzo e deciso di modificare una vignetta già esistente che mostrava ad un tavolino di un bar una donna con accanto un uomo, sostituendola con due donne con vicino un cuore.
Peccato che questa versione non abbia accontentato la piccola Fenna che avrebbe detto: “presentato così mi sembra decisamente ridicolo”.
Anche in altri contesti la Disney si è piegata all’ideologia LGBT.[…]
Una notizia più recente riguarda le dichiarazioni dei produttori del cartoon Pixar (studios acquistato dalla Disney) “Coco” (la storia di un bambino messicano che vuole diventare musicista): “Voglio dire, questo è un sogno, è vero. Penso che ci sia bisogno di ogni tipo di diversità, anche LGBTQ, e Coco credo che sia stato un grande esempio di diversità e rappresentazione. Tutti noi siamo molto entusiasti nell’avere personaggi del genere rappresentati come protagonisti in ogni Regno, quindi quello sarebbe un sogno, sarebbe una speranza, ora stiamo prendendo in considerazione tutto questo genere di cose”.
Tutto questo non fa che confermare ciò che sapevamo da tempo: si utilizza lo strumento della televisione, del cartone animato, della favola, del fumetto per violentare la normalità e l’innocenza dei più piccoli, utilizzando addirittura gli stessi bambini (come nel caso di Fenna) come paladini della causa LGBT.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 6 giugno 2019)

LA PERVERSIONE LGBT NEL TRONO DI SPADE
Chi non conosce il Trono di Spade? Si tratta di una serie statunitense di genere fantasy trasmessa dal 17 aprile 2011 al 19 maggio 2019, nata come adattamento televisivo  del ciclo di romanzi “Cronche del ghiaccio e del fuoco” di George Martin.
La serie racconta le avventure di molti personaggi ed è ambientata in un grande mondo immaginario costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere.
Gli intrighi politici, economici e religiosi dei nobili lasciano la popolazione nella povertà e nel degrado, mentre il mondo viene minacciato dall’arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia creature leggendarie dimenticate e fa emergere forze oscure e magiche.
La serie, oltre ad aver attirato molte critiche per scene di violenza fisica e sessuale, è famosa per la massiccia presenza di personaggi LGBT e di scene omoerotiche.
Abbiamo visto anche in altre serie la presenza di questo fenomeno, la cui spiegazione è molto semplice: attraverso la televisione, la musica, il cinema ecc… si vogliono educare le persone all’accettazione ed alla normalizzazione del mondo LGBT.
Vediamo alcuni dei personaggi LGBT della serie e le loro dichiarazioni.
Renly Baratheon è uno dei primi personaggi omosessuali apparsi nella serie, prima e seconda stagione. E’ il più giovane dei quattro fratelli Baratheon, quindi ultimo nella successione. Sposa per ragioni politiche Margaery Tyrell, ma in realtà, in quanto omosessuale, ama il di lei fratello Loras, con il quale ha una storia da molti anni, tenuta segreta, anche se conosciuta da molti.
Oberyn Martell è famoso per le sue abilità in combattimento. Tra i protagonisti principali della quarta stagione del “Trono di spade” è dichiaratamente bisessuale.
Yara Greyjoy è un personaggio visto nella seconda, terza, quarta, sesta stagione ma dall’ultima assume una maggiore rilevanza. Appoggiata dal fratello Theon diventa comandante della Flotta di Ferro e progetta di unirsi a Daenerys ed ai suoi draghi per riconquistare le Isole di Ferro. Rivela di essere lesbica da una scena omoerotica presente in un episodio.
L’attrice Gemma Whelan che l’interpreta ha dichiarato: “Non sapevo che Yara fosse omosessuale. A questo punto suppongo lo sia. Per quanto, in tutta onestà, non credo che le piaccia limitarsi a questo o a quella. Va bene con chiunque, l’importante è che sia divertente e interessante”
Ellaria, uno dei principali personaggi della quinta e sesta stagione, amante del principe bisessuale Oberyn Martel, è attratta, come il principe, sia da uomini che da donne.
Infine l’attrice Sophie Turner, che ha interpretato Sansa Stark nella serie, intervistata ha rivelato a Rolling Stones: “Sento di avere un’anima più vecchia di quella che è la mia reale età. Mi sembra di aver vissuto già abbastanza per sapere. Ho incontrato abbastanza ragazzi e ho incontrato abbastanza ragazze per essere consapevole. Tutti abbiamo fatto degli esperimenti. È parte della nostra crescita. Io mi innamoro delle anime, non dei generi.”
Quale sarà l’insegnamento che giungerà a tutti, ma soprattutto ai nostri giovani, nel vedere la serie riempiendosi gli occhi di scene di violenza sessuale ed anche omoerotiche?
Nel sapere che nelle interviste gli attori, visti dai ragazzi come dei modelli, dicono che “tutti abbiamo fatto degli esperimenti, va bene andare con chiunque, basta che sia divertente ed interessante”? È questo l’insegnamento che veramente gli vogliamo lasciare? Allora diamo loro l’esempio boicottando tutti i prodotti cinematografici, le serie, le canzoni in cui si esalta il sesso libero e la normalizzazione LGBT contro l’ordine naturale.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 24 giugno 2019)

Titolo originale: Primo supereroe ufficialmente LGBT
Fonte: Osservatorio Gender, 24 luglio 2019
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