PERCHE’ UE E USA VOGLIONO L’INVASIONE DI CLANDESTINI IN EUROPA

I VERTICI EUROPEI VOGLIONO PIU’ IMMIGRATI IN EUROPA PER AVERE PIU’ PIL; GLI USA VOGLIONO PIU’ IMMIGRATI IN EUROPA PER FAVORIRE IL TTIP

La miglior prova che quel che rivela Bisignani sia attendibile è data dal fatto che a Milano, durante la manifestazione contro l’invasione di clandestini, i 5 stelle si sono schierati coi centri sociali, contro Lega e Forza Italia e soprattutto contro gli italiani (contro i quali spara la curia meneghina). Sul perchè i vertici europei vogliono tanti immigrati, già mi sono pronunciato, nell’articolo “Più immigrati = Più Pil”. Riassumo: quando gli immigrati saranno disposti a lavorare nelle fabbriche italiane per 10 ore die, a 3 euro l’ora, fregandosene di garanzie sindacali e statuto dei lavoratori, ecco che anche gli altri lavoratori, italiani, francesi ecc., se vorranno guadagnare 30 euro al giorno dovranno cedere, in barba ai sindacati, destinati entro breve a sparire. Un’ industria europea che paghi un operaio 800 euro al maese per 60 ore settimanali torna ad essere competitiva e vende sia in Italia che all’estero. Il Pil cresce, ma non perchè Eurosodoma ha stampato denaro da immettere nell’economia e consentendo agli stati di sforare il 3%, cioè dando linfa e facendo uscire l’Europa dalla deflazione, bensì facendo crepare la classe lavoratrice.
Questo è anche quello che vogliono gli Usa in vista della prossima firma del TTIP, che i traditori vertici europoidi stanno in segreto firmando. Gente che guadagni 30 euro die (10 per mangiare; 10 per l’affitto; 10 per le bollette) ha una capacità di spesa pressochè nulla; ma questo è terreno fertilissimo per il TTIP; quando sbarcheranno le multinazionali americane in Europa, dopo la firma di un Trattato che consentirà loro di fare quasi tutto quel che loro pare sul territorio, invaderanno il mercato europeo con tanti prodotti GRATIS. Ti daranno il cellulare gratis, l’automobile gratis, lo i.phone gratis, il tablet gratis. Tu devi al massimo acquistare la scheda, le batterie, la benzina, qualche ricambio. Per una massa di gente con capacità di spesa quasi zero, ciò apparirà come una vera benedizione, che ovviamente farà fallire tutte le industrie europee, non in grado di darti una auto gratis. Senonchè tutti questi dispositivi che ti sono stati dati gratis (“ho trovato l’America” si diceva una volta), contengono una particolarità: sono predisposti per carpirti ogni informazione e dato. Registrano quante volte vai dal medico, a che ora esci la sera, quando hai le mestruazioni, il gruppo sanguigno, se vai a messa o frequenti i centri sociali, se prendi anticoncezionali, che partito voti, ecc. Questi dati supersensibili le multinazionali americane li vendono a carissimo prezzo alla Nsa, che ne è avidissima, essendo la sua funzione quella di realizzare un completo Grande Fratello, come vuole l’agenda del Governo Mondiale. Così le multinazionali si pagano quello che in Europa hanno dato gratis. Con quali soldi paga la Nsa i dati personali di tutta la popolazione, divenuta così trasparente come una velina? E’ ovvio coi dollari che la Federal reserve stampa a go-go, senza alcun limite, essendo quella semplice carta (che i coglioni accettano come mezzo di pagamento, decretando in tal modo la propria rovina); essa può essere stampata all’infinito! Infinita rovina dei popoli. Quella carta stampata a go-go finanzia le infinite guerre qua e là per il mondo, per sovvertire questo o quel paese. Finanzia i terroristi degli stati islamici (questi non lavorano e hanno armi, jeep, cibo, vestiti, munizioni, benzina, telefoni; che glieli dà?); finanzia le rivoluzioni colorate; finanzia le Ong destabilizzanti; finanzia la sovversione in Ucraina; finanzia la distruzione dell’Europa con la tecnica del gratis; finanzia l’infinita corsa al riarmo Usa che costringe anche gli altri paesi al proprio riarmo, facendo del mondo una polveriera; quella cartaccia finanzia all’infinito, essendo sempre stampabile, l’irrorazione chimica dei cieli; ecc. Infinita rovina dei popoli!
A margine di queste puntualizzazioni capiamo come e da chi sono eterodiretti i 5 stelle che si sono schierati a Milano in contromanifestazione a fianco dei nemici degli italiani, che con la curia vogliono più invasione. N. Farage si è accorto che quel movimento lì è un Ogm e lo ha scaricato. PDB

 

 

 

BISIGNANI RACCONTA IL RUOLO DEL GEOLOGO MARANZANA E DELL’ESPERTO DI REATI INFORMATICI RAPETTO PER ENTRARE IN CONTATTO CON GRILLO E SVELA I DISPACCI DEL 2008 DALL’AMBASCIATORE SPOGLI A CASA BIANCA E 007 – A SUPPORTO DELLE SUE TESI BISI CITA LA VISITA POST-VOTO DEI PORTAVOCE CRIMI E LOMBARDI ALL’AMBASCIATORE THORNE…
Francesco Specchia per “Libero“
LUIGI BISIGNANI
Te la dò io l’America, tanto per citare, banalmente, un Grillo d’epoca televisiva (mentre sullo sfondo, rarefatto, immaginiamo il complottista Giulietto Chiesa vestito da templare, tutto contento: «Ve l’avevo detto…»). Dunque, dietro il Movimento5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs «il re mondiale dei cambi» e l’ex lupo delle finanza George Soros. Detta così, dietro a Grillo potrebbero esserci anche Fu Manchu, Licio Gelli e il malvagio Ming dei fumetti di Flash Gordon (uno dei tre c’è).
GRILLO LOMBARDI CRIMI
Eppure, a leggere finanche in controluce il lungo, acrobatico, libro-intervista L’uomo che sussurra ai potenti (Chiarelettere) che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani; be’, t’accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».
Bisignani il lobbysta, Bisignani il faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi di Washington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», dice l’uomo. Dalla cui rivelazione si articola in un vero e proprio scoop. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».
VITO CRIMI ROBERTA LOMBARDI DUE CAPOGRUPPO TUTTI DA RIDERE
Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, l’oracolo grillesco in questioni energetiche eppur eversivo rispetto alla linea ecopolitica stile Latouche del movimento; e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo che ora lavora per la Telecom di Bernabè.
Grillo e gli emissari del dipartimento di Stato e dell’Intelligence si snasano, si scrutano, si trovano simpatici. Secondo un’anticipazione de La Stampa l’inizio del loro rapporto sarebbe, appunto , datato 4 aprile del 2008, quando l’allora ambasciatore Ronald Spogli aveva inviato al segretario di Stato Condoleezza Rice un rapporto in cui descriveva l’incontro avuto con l’ex comico.
Spogli descriveva l’attenzione del leader di M5S per il problema della corruzione, e concludeva il rapporto con una nota positiva: «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche, ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove».
GRILLO CASALEGGIO
Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine di una tesi di laurea, quasi in una subdola e divertita ostentazione di potere. Dopodichè, secondo Bisignani i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure «Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs, forse vede nei grillini il grimaldello per scardinare l’euro».
GIANROBERTO CASALEGGIO
E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano, che lavora per destabilizzare la moneta unica».
PM02 ANDREA CECCHERINI AMBASCIATOREUSA RONALD SPOGLI
Il faccendiere, a supporto delle proprie tesi, richiama quindi la recente visita dal capogruppo di M5S in Senato, Vito Crimi, e alla Camera, Roberta Lombardi, all’ambasciatore David Thorne all’indomani delle elezioni. Altro che Gruppo Bilderberg. Quindi Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale evocando un po’ testi esoterici come Il mattino dei Maghi di Louis Pauwels.
LAMBASCIATORE USA DAVID THORNE ANCHE LUI PRESENTE TRA I RELATORI
D’altronde, lo stesso Casaleggio perpetua volontà di Grillo di dialogare soltanto con i media stranieri, e quindi di farsi capire all’estero; e la traduce anche in una serie di incontri non ufficiali con personaggi d’oltreoceano. Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica. Soprattutto i grillini, che reagiscono chiudendosi a riccio. Per dire.
Alla Camera il deputato Daniele Del Grosso si chiede «Cos’è? Un libro di fantapolitica?». E il solitamente loquace Vito Crimi si limita a «Nessuna replica…Non la merita». Sarà. Ma ieri, dopo la presentazione de L’uomo che sussurra ai potenti, crocchi di giornalisti sostavano sotto la libreria Feltrinelli in una sorta di affannoso reading collettivo. Ognuno a controllare che accanto al nome di Grillo, della Cia, di Soros non ci fosse il proprio… dagospia.com
– See more at: http://www.losai.eu/grillo-do-lamerica-bisi-revelation-dietro-m5s-ci-son-cia-soros-goldman-sachs/#sthash.jJFBkxel.dpuf

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CI INGOZZIAMO DI OGM ATTRAVERSO GLI ANIMALI CHE MANGIAMO

Il Made in Italy è contaminato dagli OGM
Le Scienze
Dario Bressanini   (lo leggo da Sadefensa)

Come forse saprete il ministro delle Politiche agricole alimentari Nunzia De Girolamo ha firmato, con i ministri della Salute Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente Andrea Orlando, un decreto che vieta la coltivazione in Italia del mais OGM MON810.

L’annuncio del decreto è stato accompagnato da una serie di dichiarazioni come questa
”È un provvedimento che tutela la nostra specificità, che salvaguarda l’Italia dall’omologazione. La nostra agricoltura – prosegue De Girolamo – si basa sullabiodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi”

Questi discorsi, apparentemente saggi, in realtà sono solo fumosi e si sciolgono come neve al sole se esaminati con un po’ di razionalità. Perché mai la coltivazione di un mais OGM, perché solo di quello si parla, dovrebbe influenzare l’immagine dei prodotti italiani? Circa il 30% del mais coltivato in Spagna è geneticamente modificato, e non mi pare che l’immagine del celebre prosciutto “Pata Negra” o delle acciughe del cantabrico ne abbiano risentito. Perché dovrebbero? E cosa c’entra la biodiversità, parola di cui molti parlamentari si riempiono la bocca ma di cui spesso ignorano il significato? Mica stiamo parlando di specie selvatiche. Lo sanno vero che non c’è il mais selvatico (e dubito che conoscano il teosinte), e che il mais viene comunque acquistato ogni anno per seminarlo? E quindi la “biodiversità” del mais coltivato è quanto le multinazionali sementiere, le stesse che producono il mais OGM, decidono ogni anno di mettere in vendita?

Altre dichiarazioni sono altrettanto prive di senso: c’è chi teme una qualche “contaminazione” dei nostri prodotti, come se un mais OGM potesse rendere OGM anche dei pomodori coltivati lì a fianco, manco fosse un virus che inietta una qualche “essenza OGM” come nei film di fantascienza di serie B.

So bene che queste mie puntualizzazioni razionali non servono a nulla: le dichiarazioni riportate sopra paiono assolutamente sensate a chi le fa, non riuscendo a capire le obiezioni.

Su Facebook ho partecipato ad uno scambio di battute con la deputata del PD Susanna Cenni, prima firmataria della mozione anti OGM. Mi ha colpito molto questa frase:
“già 8 paesi in Europa (tra i quali Germania e Francia) hanno scelto di non utilizzare ogm nei loro paese”

Ho letto “utilizzare” e ho avuto una illuminazione. Non ha scritto “coltivare”, ha scritto proprio “utilizzare”. Possibile che chi ha votato la mozione voglia un’Italia OGM free, per sfruttare commercialmente questa immagine? Forse quei deputati pensano che adesso gli OGM in Italia non si “utilizzino” e quindi vogliono mantenere l’immagine “OGM free” dei prodotti italiani” (ammesso e non concesso che interessi a qualcuno, vedi la Spagna sopra).

Se è così mi spiace ma devo disilludere deputati e ministri: in Italia gli OGM non si coltivano ma si “utilizzano” eccome. Alla luce del sole. Legalmente. Senza alcuna opposizione.

L’industria mangimistica italiana utilizza circa 4 milioni di tonnellate di farina di soia ogni anno per produrre mangimi per animali. Di questi 4 milioni di tonnellate l’84% è OGM, importata da Brasile, USA, Argentina e Paraguay. Importiamo 3.350.000 tonnellate di soia OGM. Sono circa 55 kg di soia OGM per ogni italiano, deputati e ministri compresi.

Sono numeri enormi, e le navi che trasportano la soia sono impressionanti.

650.000 tonnellate invece sono OGM free (e costa mediamente l’8% in più della soia normale o OGM) di cui 550.000 di soia italiana (fonte: elaborazione Pellati Informa)

Perché la importiamo? Perché non se ne produce abbastanza. E non solo in Italia. Anche Francia, Germania e altri paesi Europei “utilizzano” gli OGM. L’Italia importa anche il 20% del mais di cui abbiamo bisogno.

Non potremmo importarla tutta OGM free? No. Al mondo si producono ogni anno 250 milioni di tonnellate di soia, di cui almeno l’80% è ormai OGM; percentuale in continuo aumento. Ed è sempre più difficile trovare sul mercato soia certificata non OGM. Ci sono paesi che la producono, come la Cina, ma sono a loro volta importatori, perché il loro consumo di carne e di prodotti animali è in forte crescita.

Entrate in un supermercato. Passata la zona frutta e verdura osservate i vari prodotti di origine animale: latte, formaggi, burro, yogurt, carne, salumi, uova e così via. Se l’84% dei mangimi italiani per animali utilizzano soia e mais OGM sappiate che voi ogni giorno acquistate e mangiate prodotti da animali alimentati a OGM a meno che non vi nutriate esclusivamente di prodotti biologici.

Anche prodotti DOP e IGP, certo (il vanto bla bla bla)! Il Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto di Parma, mozzarelle, culatelli e così via. Il vanto della produzione italiana che quei parlamentari vogliono scongiurare da una “contaminazione” di un campo di mais OGM di 6000 metri quadri in Friuli, destinato ad alimentazione animale, ma che invece viene prodotto acquistando regolarmente milioni di tonnellate di mais e soia OGM straniera, destinati ad alimentazione animale. A quanto pare il km zero per gli OGM vale al contrario.

Se non ci credete fate un giro in un consorzio agrario (magari uno gestito da quelle associazioni agricole che si oppongono agli OGM). Trovereste sacchi con queste etichette con la scritta “prodotto da semi geneticamente modificati“.

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Vi chiederete perché in un supermercato italiano i nostri prodotti (sempre il vanto bla bla bla) non riportano in bella vista “Prodotto da animali alimentati a OGM”. Ne avete mai visto uno? Ma è ovvio no? Le leggi europee e italiane lo permettono! Quale produttore di formaggio o di prosciutto o di latte o di bistecche vorrebbe l’etichetta infamante?

Se vi fosse una etichettatura obbligatoria l’ipocrisia della politica italiana ed europea sarebbe palese: non voler produrre quello che però vogliamo e dobbiamo acquistare. Chi in questo paese è favorevole all’uso degli organismi transgenici è invece spesso favorevole all’etichettatura, me compreso, perché almeno si capirebbe che l’opposizione di facciata qui da noi serve solo per sperare di lucrare una rendita di posizione basata su una falsa immagine di una Italia OGM free.

Queste sono cose stranote agli addetti ai lavori, e io qui lo scrivo da anni, ma dovrebbero anche esserlo ai nostri parlamentari. Nel 2009 le commissioni riunite Agricoltura e Istruzione hanno svolto una “indagine conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati utilizzabili nel settore agricolo italiano per le produzioni vegetali, con particolare riguardo all’economia agroalimentare ed alla ricerca scientifica”. Nella settima seduta il Dott. Giordano Veronesi, presidente di Assalzoo, associazione nazionale di produttori di alimenti zootecnici, nonché maggior produttore italiano di mangimi spiega molto bene come l’industria mangimistica italiana sia obbligata ad acquistare dall’estero soia OGM.

Nella mia azienda, che fattura oltre 2 miliardi di euro e produce 150 milioni di polli all’anno, 800.000 maiali e salumi per marchi come Montorsi, Negroni e AIA, importiamo ogni mese 40.000 tonnellate di soia OGM e 9.000 tonnellate di soia OGM free – che sul mercato italiano non e` reperibile, se non in minima parte – destinate all’alimentazione degli animali.

40.000 contro 9.000.

Ben 8 italiani su 10, come Coldiretti non manca mai di ricordare, sono contrari all’utilizzo degli OGM. Quindi Signori Ministri, è urgente vietare con effetto immediato le importazioni di OGM, al fine di non ingannare il cittadino. Non sono i 6000 metri quadri di mais OGM a Vivaro a gettare un’ombra sulla nostra produzione (il vanto bla bla bla). Sono le 3.350.000 tonnellate di soia OGM che importiamo. Per tacer del mais.

Giù la maschera: il “Made in Italy” è fatto con gli OGM. Vietate immediatamente le importazioni di OGM. O almeno imponete l’obbligo di etichettatura se nella filiera si usano OGM. Altrimenti siete solo chiacchiere e distintivo.

Dario Bressanini

P.S.: il brevetto sulla soia Monsanto sta per scadere, e nel 2014, come spiega Monsantostessa, gli agricoltori che lo desiderino potranno salvare i semi di alcune varietà e riseminarli nel 2015. Non solo: chiunque potrà copiarla e, come successo in India con il cotone Bt che non era protetto da brevetto, potrà produrre nel proverbiale garage biotech la propria versione della soia di Monsanto. Non è difficile prevedere che ne vedremo delle belle.

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I FILANTROPI DELLA “SOCIETA’ APERTA” CHE AIUTANO I BAMBINI (…a morire)

Bill & Melinda Gates Foundation Vaccine Empire on Trial in India

Health Impact News Editor Comments
While fraud and corruption are revealed on almost a daily basis now in the vaccine industry, the U.S. mainstream media continues to largely ignore such stories. Outside the U.S., however, the vaccine empires are beginning to crumble, and English versions of the news in mainstream media outlets are available via the Internet.
One such country is India, where the Bill & Melinda Gates Foundation and their vaccine empire are under fire, including a pending lawsuit currently being investigated by the India Supreme Court. Narayana Kumar of The Economic Times of India has just written a scathing report of fraud and scandals surrounding the Gates vaccine empire: Controversial vaccine studies: Why is Bill & Melinda Gates Foundation under fire from critics in India?
Kumar starts out his 4 page article by focusing on the current case before the India Supreme Court regarding deaths and injuries occurring during drug trials carried out over Merck’s HPV vaccine Gardasil. Vaccine trials were conducted on thousands of girls between the ages of 9 and 15. Many of the girls fell ill, and at least 7 died, and the lawsuit is alleging that in most of these cases, the girls and their parents did not even know what kind of vaccine trial they were participating in.
Most of the girls were students, and an investigation showed that as many as 120 girls who participated in the HPV vaccine trials “experienced adverse reactions such as epileptic seizures, severe stomach ache, headaches and mood swings. The Sama report also said there had been cases of early onset of menstruation following the vaccination, heavy bleeding and severe menstrual cramps among many students.”
Kumar points out that after these adverse reactions, a report was conducted to explain them all away as not related to the vaccines, so that the approval process could move forward to market the HPV vaccine in India. That report, according to Kumar, was funded by the Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF). Authorities in India have looked into BMGF, and see a huge conflict of interest:
Activists allege that these two institutions have a working relationship with pharma companies. The main charge against GAVI is that it has representatives from pharmaceutical companies on its board while the PHFI accepts grants from pharma companies. “BMGF and GAVI are pushing the [vaccine] agenda with governments around the world, including India,” says Ritu Priya Mehrotra, professor of Social Medicine and Community Health and School of Social Sciences, Jawaharlal Nehru University, Delhi. The community health activist says the biotechnology industry was pushing more and more vaccines into India and that the health ministry was not ensuring that adequate testing was done before recommending their use in government programmes. (Source.)
GAVI is an organization started in 2000 and funded by BMGF. In short, they work together with the World Health Organization (WHO), specifically UNICEF, to purchase vaccines from pharmaceutical companies for distribution in poorer countries. The Gates basically help poorer countries buy more vaccines, which in turn increases the markets of the vaccine manufacturers among poorer people who would not normally be able to afford them. WHO is the largest purchaser of vaccines in the world, but member country contributions via tax revenues often fall short of the volume of vaccines they wish to purchase and distribute, so BMGF stepped in to help form GAVI to make up the difference. Kumar reports:
The GAVI board comprises of a representative each of the pharma industry from the industrialized and developing countries, a sore point with some experts from the aid world. In an article in the The Guardian three years ago, leaders of international aid agencies such as Oxfam and MSF said the representatives of companies needed to step down from the GAVI board. “Pharmaceutical companies’ representation on GAVI’s board creates a conflict of interest. The current structure is far too cosy,” said the article quoting Mohga Kamal-Yanni, a senior policy adviser with Oxfam. (Source.)
Kumar then moves on from the HPV vaccine scandal and writes about the deaths of many infants soon after they were immunized with the Pentavalent vaccine, a five-in-one shot, which was promoted by BMGF and GAVI, even after the deaths were revealed. (Health Impact News previously reported this story here.) Kumar reports:
In an opinion piece published recently in Deccan Herald titled “New Vaccines: Gates Foundation’s philanthropy or business?”, Dr Gopal Dabade of the All India Drug Action Network said that GAVI had committed a $165-million grant for the phased introduction of Pentavalent in India and provides a subsidy of Rs 145 per injection for five years after which the government will have to pay the total cost of the vaccines. “BMGF is a founding partner of GAVI. Its initial grant helped establish GAVI and it continues to support its work. Some of the pharmaceutical companies have affiliation with BMGF to manufacture the vaccine,” Dr Dabade said.
Unlike the U.S., victims of vaccine harm and fraud will get their day in court as the Supreme Court in India takes up the HPV Gardasil fraud claims. Also unlike the U.S., investigative reporters like Narayana Kumar are doing their job and publishing their findings in the mainstream media, informing the public.
Source
Controversial vaccine studies: Why is Bill & Melinda Gates Foundation under fire from critics in India?
by Narayana Kumar
The Economic Times
Aug 31, 2014

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CAPI DI STATO EUROPEI:MAI COSì MISERI, DISPERATI E RICATTATI

 

 

I SERVIZI INFORMATIVI DELLA CIA SPINGONO VERSO UNA GUERRA CATASTROFICA CON LA RUSSIA
Postato il Sabato, 11 ottobre @ 07:10:00 BST di davide da “comedonchisciotte”

DI KURT NIMMO
infowars.com
Udo Ulfkotte, ex direttore del Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, ammette di aver lavorato per la CIA.

“Sono stato un giornalista per 25 anni. Mi hanno insegnato a mentire, a ingannare, a non dire la verità al pubblico” così Ulkfotte dichiara a Russia Today. “Ero appoggiato dalla CIA. Perché? Perché ero a favore degli americani”.

Ha deciso di dire la verità su come l’alta finanza controlla le aziende dei media e ha deciso di farlo ora per paura che scoppi una guerra in Europa.

“I media tedeschi e americani stanno cercando di portare la guerra in Europa e di portarla in Russia. Siamo a un punto di non ritorno e io voglio alzare la voce e dire.. che non è giusto quello che ho fatto in passato, ho manipolato le persone e ho fatto propaganda contro la Russia.”

Ulfkotte racconta che, in Europa e negli Stati Uniti, la maggior parte delle aziende di comunicazione, le cosiddette “non-official-cover”, lavorano per un’agenzia di intelligence. “Penso che sia, più di ogni altro, il caso dei giornalisti inglesi perché hanno un legame più stretto. È ancora il caso dei giornalisti israeliani e ovviamente di quelli francesi. È il caso di quelli Australiani, di quelli della Nuova Zelanda, di Taiwan.. ci sono molti paesi coinvolti” afferma Ulfkotte.
Operazione Mockingbird
Il controllo della CIA sui mezzi di comunicazione è ben documentato. All’inizio del 1948, l’ex avvocato di Wall Street Frank Wisner, come direttore dell’Ufficio dei Progetti Speciali (che presto divenne una parte della CIA), istituì Mockingbird, un’operazione finalizzata alla trasformazione delle aziende di comunicazione in un veicolo di propaganda per l’alta finanza. Wisner affidò a Philip Graham del Washington Post la direzione dell’operazione e il reclutamento dei giornalisti, molti dei quali avevano lavorato per i servizi di intelligence military durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Già nei primi anni ’50 Wisner aveva portato dalla sua autorevoli membri del New York Times, del Newsweek, della CBS e altri importanti mezzi di comunicazione”, così scrive Deborah Davis nel suo libro Caterina la grande: Caterina Graham e il Washington Post.

Nel 1953 l’operazione è stata affidata all’allora direttore della CIA Allen Dulles ed esercitava la sua influenza ben al di là dei media includendo il New York Times, le televisioni e in particolare CBS News sotto il controllo di William Paley. Oltre a quotidiani e televisioni, la CIA controlla la produzione cinematografica holliwoodiana”.

“La CIA archivia e raccoglie documenti supplementari con le altre organizzazioni tra cui: the New York Herald Tribune, Saturday Evening Post, Scripps-Howard Newspapers, Hearst Newspapers, Associated Press, United Press International, the Mutual Broadcasting System, Reuters and The Miami Herald”, così dichiarava Carl Bernstein, il rinnovato giornalista del Watergate, in un articolo sui Rolling Stone nel 1977.

Indizi riguardo alla propaganda via network della CIA, al suo “potente Wurlitzer”, come Wisner lo chiamava, esistono nelle rivelazioni del 1970 da parte del Church Committee.

“La CIA attualmente mantiene in tutto il mondo un intenso network di centinaia e centinaia di individui stranieri che lavorano nell’intelligence per la CIA stessa e che cercano, nei momenti più delicati, di influenzare l’opinione pubblica atraverso l’uso di una propaganda celata. Questi individui fanno si che la CIA possa avere accesso a un enorme numero di giornali e quotidiani, di elementi-chiave dell’informazione e delle agenzie di comunciazione, delle stazioni televisive e radiofoniche, delle pubblicazioni di libri e di altri sbocchi dei media stranieri”, così afferma il report di una commissione del Congresso nel 1976.

Come Alex Constantine ha documentato, l’operazione Mockingbird continua sotto diverse spoglie. Uno dei suoi più grandi promotori, Richard Mellon Scaife,, è venuto a mancare di recente.

I servizi informativi della CIA spingono verso una guerra catastrofica con la Russia

Udo Ulkotte si è fatto avanti perché ha paura che scoppi una guerra tra Stati Uniti, Europa e Russia.

“I media tedeschi e americani cercano di portare una guerra in Europa e di portarla in Russia” ha affermato a Russia Today. “Siamo a un punto di non ritorno e io voglio alzare la voce e dire.. che non è giusto quello che ho fatto in passato, ho manipolato le persone e ho fatto propaganda contro la Russia; e non è giusto quello che i miei colleghi fanno oggi giorno e quello che hanno fatto in passato perché sono stati corrotti per ingannare la gente e non solo in Germania, bensì in tutta Europa.. Sono piuttosto spaventato dalla possibilità di una nuova guerra in Europa e non mi piace trovarmi di nuovo in questa situazione perché la guerra non arriva mai da sola, c’è sempre qualcuno che la cerca e non si tratta solo di politici ma anche di giornalisti. …Noi abbiamo ingannato i nostri lettori, solo per arrivare alla guerra. ..Non voglio più tutto ciò; mi sono stancato di questo tipo di propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane, non in uno stato democratico dove vige la libertà di stampa.”

Per l’elite dominante, ovvero l’oligarchia finanziaria che controlla gli Stati Uniti, la guerra non è altro che uno strumento fatto su misura per concentrare e  mantenere il potere e per costituire un nuovo ordine monetario mondiale. Accecata dalla tracotanza e dall’arroganza, quest’elite dominante crede fermamente che una guerra contro la Russia potrà contenere quelle aspirazioni geopolitiche che vengono percepite come una minaccia, come accade con quelle della Cina. Controllare e sfidare la Russia, a dispetto di quelli che sono stati i titoli nella prima pagina della stampa, è stato il fulcro centrale della guerra in Ucraina.

La Russia conosce il risultato e si sta preparando all’inevitabile: la guerra termonucleare. Seppur impensabile fino a qualche anno fa la Russia sta ora considerando la possibilità di un esperimento delle sue forze militari e un possibile primo attacco alla NATO e agli Stati Uniti.

“Dal mio punto di vista i nostri nemici più importanti sono gli Stati Uniti e il blocco nord atlantico” così ha dichiarato lo scorso mese il generale Yury Yakubov della difesa militare russa.

Yakubov ha affermato che la Russia è riuscita a sviluppare la propria forza spaziale e aerea con il solo uso della propria terra, della propria acqua, del proprio spazio aereo e della propria forza nucleare.

“Inoltre, è necessario trovare un compromesso sulle condizioni in base alle quali la Russia potrebbe mettere in pratica un preventivo attacco con le Forze Strategiche Missilistiche”, ha dichiarato il generale.
Kurt Nimmo
Fonte:  http://www.infowars.com
Link: http://www.infowars.com/leading-german-journalist-cia-media-pushing-for-world-war/
6.10.2014

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di GUENDALINA ANZOLIN

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STAMPA RUSSA E STAMPA OCCIDENTALE (vedete con che avete a che fare)

Il discorso di Biden è importante per questi motivi:

1 Rivela che i vertici politici dell’ Europa sono sotto controllo-ricatto atlantico, se sono riusciti ad ottenete che i paesi europei accettassero di darsi martellate sui testicoli con le sanzioni alla Russia (Il Veneto vuole dissociarsi da questo, perchè a causa delle sanzioni stanno affondando)

2 Rivela che la crisi ucraina e le sanzioni alla Russia sono state imbastite dagli atlantici per distrarre e tenere impegnata la Russia in Europa, in modo che la Siria restasse sola.

3 L’Isis è creazione usraeliana, cioè una scusa sul campo e buona per bombardare Assad, come non si era riusciti a fare prima essendo troppo presente la Russia

4 Ammettendo candidamente che questa ennesima guerra in Medio oriente non interessa per nulla gli Usa, sta dicendo che si tratta dell’ennesima guerra che gli Usa, Golem 1, conducono a beneficio di Israele: frammentare Siria e Iraq secondo la dottrina Yinon (Israele è sicura solo se intorno non ha stat, ma tante piccole tribù in lotta tra loro). Anche Europa (Golem 2) e stati arabi (Arabia e Qatar, ossia Golem 3) sono obbligati, come per le sanzioni, a partecipare.

Ucraina e Isis: il vice di Obama rivela (per sbaglio) la verità
5 X 201 Marcello Foa
Questo è un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali. Un amico che pesca molto bene online mi ha inviato la segnalazione di alcuni articoli che recavano un titolo forte: “Il vicepresidente americano Joe Biden ammette di aver obbligato i Paesi europei ad adottare le sanzioni contro la Russia”.
Come mio dovere, verifico le fonti. E scopro che a dare questa notizia sono Russia Today e altre agenzie di stampa russe. Da esperto di spin mi sorge il dubbio che si tratti di una strumentalizzazione da parte di Mosca. E verifico ulteriormente. In pochi minuti.
Sì, Biden ha tenuto un lungo discorso sulla politica estera all’università di Harvard, discorso a cui i media americani hanno dato ampio spazio ma per evidenziare una battuta, anzi una gaffe su quanto sia frustrante fare il vicepresidente, espressa con un linguaggio molto colorito. Negli articoli, però, nessun riferimento alla frase sull’Europa.
Allora indago ulteriormente, vado sul sito della Casa Bianca dove è pubblicata la trascrizione integrale del discorso di Biden. E, come potete verificare voi stessi, la frase riportata dai media russi è corretta e l’indifferenza con cui è stata accolta dai media occidentali, ma anche europei significativa. Praticamente nessun giornalista ha saputo valutare la portata delle dichiarazioni di Biden. Il che è grave professionalmente, ma non sorprendente: a dare il tono sono state le agenzie di stampa e le tv all news che si sono soffermate sull’aspetto più leggero e sensazionale ovvero la gaffe di Biden; tutto il resto è passato in secondo piano. Anche sulla stampa più autorevole. Perché Biden poteva reggere un titolo, non due. E quelle dichiarazioni formulate nell’ambito di un lungo discorso in cui Biden ha toccato molti aspetti. Gli spin doctor della Casa Bianca si sono ben guardati dall’evidenziarle e sono scivolate via assieme ad altre.
Nessuna manipolazione, nessuna censura: se conosci le logiche e le debolezze dei media puoi orientarli a piacimento, Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
In realtà le dichiarazioni di Biden sono davvero sensazionali,una gaffe in termini diplomatici:
“Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia. “E’ vero che non volevano farlo. E’ stata la leadership americana e il presidente americano ad insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi”.
L’ammissione è fortissima: è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin, contro la sua volontà.
Poi un’altra strabiliante ammissione, sull’Isis, che l’America combatte con toni accorati salvo poi ammettere che il pericolo per gli stessi americani non è così rilevante:
“Non stiamo affrontando un pericolo esistenziale per il nostro stile di vita o la nostra sicurezza. Hai due volte più possibilità di essere colpito da un fulmine per strada che di essere vittima di un evento terroristico negli Stati Uniti”.
Dunque l’Isis non è una minaccia seria, così come non lo è più il terrorismo negli Stati Uniti.
Quando qualcuno dice la verità – e chi più di un vicepresidente americano? – il mondo appare molto diverso rispetto alla propaganda ufficiale. In Ucraina e sul terrorismo.
Ma se i media non ne parlano, la propaganda diventa, anzi resta apparente verità. E la vera verità limitata ai pochi che la sanno davvero cogliere e trasmettere.

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FIRMARE CONTRO I SEMI DEL DISASTRO E DELLA DISPERAZIONE

ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA

AIAB Umbria Via delle Caravelle 8/A, Perugia 075.5150265 075.5004763 aiab.umbria@aiab.it www.aiab.it/umbria

FIRMA LA PETIZIONE SE PENSI SIA IMPORTANTE DARE ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA MAGGIORI PRIORITA’ NELLE POLITICHE REGIONALI
IN UMBRIA, PROPRIO NEL CUORE VERDE D’ITALIA STIAMO PERDENDO LA GRANDE OPPORTUNITA’ CHE VEDE L’AGRICOLTURA BIOLOGICA COME MODELLO PIU’ AVANZATO CHE RAPPRESENTA AL MEGLIO IL FUTURO, NONCHE’ UNA CONCRETA OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO PER L’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI.
SECONDO I DATI DEL MINISTERO, NELLA NOSTRA REGIONE, IL NUMERO DEGLI OPERATORI BIOLOGICI E’ IN CALO E LE SUPERFICI DIMINUISCONO.
CHIEDIAMO ALLA NOSTRA REGIONE DI DARE MAGGIORE PRIORITA’ ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA NEL PIANO SVILUPPO RURALE E NELLE ALTRE POLITICHE REGIONALI, CON L’OBIETTIVO DI ARRIVARE AL 20% DELLA SUPERFICIE COLTIVATA, ENTRO IL 2020.
NUMEROSI PAESI EUROPEI E ALCUNE REGIONI ITALIANE HANNO GIA’ FISSATO QUESTO OBIETTIVO E LO STESSO VOGLIAMO ANCHE NOI.
Le scelte di politica agricola riguardano tutti i cittadini che la sostengono e finanziano con le proprie tasse. Da sempre i cittadini consumatori non sono chiamati ad esprimere il proprio parere per un settore che incide sull’alimentazione e l’ambiente.
Lo abbiamo sempre detto e non ci stancheremo mai di ribadirlo: il biologico non è semplicemente un metodo di coltivazione e allevamento, ma è un diverso modello di sviluppo. Un modello ispirato ai valori della sostenibilità ambientale e del rispetto del benessere animale, che mira a salvaguardare la biodiversità e la fertilità dei suoli, che promuove lo sviluppo dei territori e un’agricoltura familiare e di piccola scala, improntata ai principi della sovranità alimentare. Altro elemento imprescindibile per il biologico secondo l’AIAB, un rapporto più stretto ed equo tra produttori e cittadini consumatori. Tutto ciò, dunque, riguarda ogni singolo cittadino: firma anche tu!
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IN ITALIA IL BIOLOGICO E’ IN PIENA IN CRESCITA. 17,3% di consumi in più nei primi cinque mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; aumento del numero degli operatori che, al 31 dicembre 2013, risultano essere 52.383, 5,4% in più rispetto al 2012, e aumento del 12,8% della superficie bio coltivata che è pari a 1.317.177 ettari (circa il 10% della superficie coltivata nazionale). ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA
AIAB Umbria Via delle Caravelle 8/A, Perugia 075.5150265 075.5004763 aiab.umbria@aiab.it www.aiab.it/umbria

I CONSUMATORI SCELGONO SEMPRE PIU’ SPESSO I PRODOTTI BIOLOGICI PERCHE’:
Più salute con gusto Sicurezza igienico-sanitaria, contenuto nutrizionale e qualità organolettica, in altre parole nutrirsi con gusto: questo è quello che ciascuno di noi vuole dal cibo che porta a tavola. I prodotti biologici, proprio per le tecniche agronomiche adottate, in particolare il non uso di sostanze chimiche di sintesi, sono di norma più sicuri degli altri dal punto di vista igienico-sanitario. Diverse ricerche dimostrano, poi, che il valore nutritivo dei prodotti biologici è spesso superione a quello dei prodotti convenzionali. In particolare è stata rilevata di frequente una maggiore presenza di preziose sostanze antiossidanti. Infine, nei pochi studi che mettono a confronto il gusto dei prodotti convenzionali e di quelli biologici, questi ultimi si collocano in genere al livello della qualità medio-alta dei primi. È sempre più frequente, infine, il buon posizionamento dei prodotti biologici nei concorsi. Più amico dell’ambiente Inquinamento di aria, acqua e suolo; erosione e perdita di fertilità del suolo; riduzione della biodiversità; elevati consumi energetici e produzione di gas serra (il “contributo” dell’agricoltura è stimato attorno al 7%): questi sono alcuni dei problemi creati dall’agricoltura convenzionale e che nemmeno la sua versione geneticamente modificata è in grado di risolvere, anzi. Su tutti questi problemi l’agricoltura biologica ha invece dimostrato di essere capace di offrire delle soluzioni, sia attraverso l’applicazione del Regolamento Cee, sia attraverso regole più restrittive adottate volontariamente dagli agricoltori. L’agricoltura biologica, infatti, riduce al minimo il rilascio di residui nel terreno, nell’aria e nell’acqua, conserva la naturale fertilità del suolo, salvaguarda la complessità dell’agroecosistema e la sua biodiversità, consuma meno energia. Libertà dagli OGM Nel 1991, quando fu approvato il Regolamento Cee per l’agricoltura biologica, gli OGM – Organismi Geneticamente Modificati – erano molto meno noti e, soprattutto, erano molto meno diffusi di quanto lo sono oggi. Eppure, già allora un articolo di quel regolamento ne vietava espressamente l’uso in agricoltura biologica. Il movimento internazionale per l’agricoltura biologica, che aveva voluto e promosso quel regolamento, aveva intuito le incognite e i rischi insiti nell’uso di OGM in agricoltura. Come è risultato più chiaro dopo, si tratta di incognite e rischi che investono l’ambiente, la salute umana e la stessa possibilità dei popoli di scegliere cosa produrre e come alimentarsi. La strada proposta dall’agricoltura geneticamente modificata è l’opposto di quella proposta dall’agricoltura biologica: per questo la loro coesistenza è impossibile. Sai cosa mangi Sapere cosa si mangia significa conoscere nelle linee essenziali in che modo un alimento è prodotto in tutti i suoi passaggi, dal campo al punto vendita. Perché ciò sia possibile almeno due condizioni sono necessarie: un insieme di regole cui deve sottostare la produzione e la distribuzione di un cibo, uno o più organismi indipendenti che controllano l’applicazione delle norme e la certificano ai consumatori. Questo è ciò che accade per i prodotti biologici, con l’applicazione del Regolamento Cee 2092/91, attraverso un’attività d’ispezione che investe sia il processo produttivo, sia il prodotto finale, dal campo alla tavola. Si tratta di un sistema sicuramente suscettibile di miglioramento e attualmente, a oltre vent’ anni dall’inizio della sua applicazione, è sottoposto a un processo di revisione. Tuttavia, quello del biologico è ancora oggi quello che, almeno in campo alimentare, offre maggiori garanzie.

RACCOLTA FIRME Le scelte di politica agricola riguardano tutti i cittadini che la sostengono e finanziano con le proprie tasse. Da sempre i cittadini consumatori non sono chiamati ad esprimere il proprio parere per un settore che incide sull’alimentazione e l’ambiente. Per questo CHIEDIAMO ALLA NOSTRA REGIONE DI DARE MAGGIORE PRIORITA’ ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA NEL PIANO SVILUPPO RURALE E NELLE ALTRE POLITICHE REGIONALI, CON L’OBIETTIVO DI ARRIVARE AL 20% DELLA SUPERFICIE COLTIVATA ENTRO IL 2020

 

Vandana Shiva: “Io, spina nel fianco dell’industria Ogm. Vogliono screditarmi ma continuo a lottare”
Attacco del New Yorker alla leader del movimento mondiale contro gli organismi geneticamente modificati. E lei, a Repubblica, ribatte alle accuse una per una
dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI “repubblica” 3 ottobre 2014
“CATTIVO giornalismo, affermazioni disoneste, un tentativo sistematico di distorcere la realtà”. In questa intervista passa al contrattacco Vandana Shiva, la leader indiana del vasto movimento mondiale contro gli organismi geneticamente modificati (Ogm). Da New York è esplosa “l’affaire Vandana Shiva” con una risonanza internazionale. Seeds of Doubt ( i semi del dubbio), s’intitola l’ampio reportage che le ha dedicato il giornalista scientifico Michael Specter sul magazine New Yorker. Un attacco frontale alla reputazione della Shiva, alle sue tesi, perfino alla sua onestà. Scontro fra titani. Da una parte c’è la 62enne indiana che ha fondato nel 1987 il movimento Navdanya (“nove semi”), ha ricevuto il prestigioso Right Livelihood Award, guida una crociata globale contro la multinazionale Monsanto, si è costruita un immenso seguito, con alleati italiani come Slow Food e Terra Madre. Sul fronte opposto c’è una delle più prestigiose testate d’America, un tempio del giornalismo di qualità, diretto da David Remnick. E progressista doc.

È uno scisma all’interno dell’opinione pubblica liberal? Citando un pezzo di comunità scientifica che è ormai convinto della sicurezza degli Ogm, e ancor più della loro superiorità su ogni alternativa (coltivazioni tradizionali con alto uso di pesticidi, coltivazioni “bio” esposte a tossine), il reportage è una requisitoria contro la Shiva. È descritta come una ciarlatana, priva di basi scientifiche, abile a sfruttare paure irrazionali dell’opinione pubblica. Le accuse sono pesanti, per esempio sulle “correlazioni” infondate tra Ogm e autismo. O peggio: le campagne contro gli Ogm secondo economisti di Berkeley e Monaco sono responsabili di migliaia di morti per avere impedito l’adozione del Golden Rice, il riso arricchito con vitamina A che riduce la cecità tra i bambini dei paesi poveri. Specter cita una scienziata consulente della Commissione europea secondo cui “la paura degli Ogm non è veramente motivata dal pericolo di queste biotecnologie, ma dalla diffidenza verso le multinazionali che dominano l’agroindustria”. La comunità scientifica non è compatta, in realtà. Lo dimostrano le lettere al New Yorker. Eric Chivian, scienziato della Harvard Medical School, accusa Specter di “perdere credibilità perché omette serie preoccupazioni scientifiche” sugli insetticidi neuro-tossici usati per coltivare il mais geneticamente manipolato. I toni rasentano la guerra di religione, sul sito di Vandana Shiva appare, poi rimosso, un appello a trattare i pro-Ogm come “nazisti che vanno processati per crimini contro l’umanità”. A sua volta, lei elenca intimidazioni e minacce di morte. Dalla sua casa di New Delhi mi dedica un’ora del suo tempo al telefono e risponde a tutte le domande più spinose.

Cominciamo dai titoli di studio. Specter insinua il dubbio che lei si presenti come una scienziata mentre non lo è, la descrive come una che ha solo la laurea breve, anche se poi il direttore Remnick ha fatto su questo un’autocritica (“Nessuno contesta che abbia ottenuto un master in Fisica e sono dispiaciuto che non sia menzionato nell’articolo”). Lei è o non è una scienziata?
Dove ha studiato?
“Specter e l’industria biotecnologica vogliono screditarmi descrivendo me e i milioni di persone contrarie agli Ogm come anti-scientifici, romantici. I miei studi sono una spina nel fianco per loro. Ho preso un Ph. D. (dottorato di ricerca) in Canada, in Filosofia della scienza con una tesi sulla Teoria quantica; e un master in Fisica. La teoria quantica mi ha insegnato alcuni principi che ispirano il mio lavoro, ma mi sono spostata da un paradigma meccanicistico a uno ecologico. Potevo continuare i miei studi quantici alla fondazione Tata o proseguire studi interdisciplinari sulle politiche della ricerca scientifica al Politecnico di Bangalore. Ho scelto la seconda strada per approfondire le relazioni tra scienza e società. Ho studiato abbastanza la fisica per impadronirmi dei suoi concetti, ma non mi sono voluta trasformare in una macchina di calcolo. E ho tanta stima degli intellettuali non-scienziati che contribuiscono a mettere in discussione il pensiero scientifico, come Noam Chomsky”.

Altra accusa: la sua campagna ignora che il cotone Bt (con il Bacillus thuringiensis) abbia migliorato la condizione dei contadini indiani, ridotto l’uso di pesticidi e quindi le malattie dei coltivatori. Inoltre quell’epidemia di suicidi che lei denuncia sarebbe un falso: la percentuale tra i contadini indiani che coltivano Ogm sarebbe inferiore rispetto ad altre categorie sociali.
“Specter non ha fatto una vera ricognizione sul campo, non si è spinto nella regione cotoniera del Maharashtra. Altrimenti avrebbe saputo di Shankar Raut e Tatyaji Varlu, del villaggio di Varud, suicidi dopo il disastroso raccolto di cotone Bt. E tanti casi come questi. L’argomento che i
contadini si suicidano per i debiti, e non per gli Ogm, è specioso. Gli agenti della Monsanto che vendono semenze Ogm, fertilizzanti e pesticidi, sono gli stessi che fanno il credito. Il contadino prima si indebita per le semenze di cotone, poi scopre di dover comprare più fertilizzanti e pesticidi e s’indebita ancora. Il bacillo del cotone Bt perde efficacia, le dosi di pesticidi aumentano, i debiti pure. È questo ciclo di alti costi, escalation nei prodotti chimici, la trappola del debito che spinge al suicidio”.

Il New Yorker contesta la sua affermazione secondo cui i brevetti della Monsanto impediscono ai contadini di conservare le sementi. Una legge sui diritti degli agricoltori, varata nel 2001, tutela il loro diritto di conservare e riutilizzare i semi. E, secondo l’articolo, i costi scendono e i raccolti sono più ricchi.
“Prima che arrivasse la Monsanto le semenze locali di cotone costavano da 5 a 10 rupie il chilo. Il monopolio costruito dalla Monsanto ha fatto salire i prezzi a 3.555 rupie il chilo di cui 1.200 sono royalties. Laddove la Monsanto ha dovuto ridurre i prezzi, per esempio nell’Andra Pradesh, è successo grazie alle nostre pressioni sull’antitrust locale. Anche la legge del 2001 non nasce per caso, io ero stata designata tra gli esperti del ministero dell’Agricoltura. Ma la lotta non finisce mai. Pensi che in questo momento la Pepsi Cola sta penetrando nel business delle mense scolastiche in India. Altro che alimentazione equilibrata, chilometro zero. Un colosso americano del junk-food vuole decidere cosa mangiano i bambini indiani. È in pericolo la nostra sovranità alimentare. Dietro le campagne ideologiche come questo articolo del New Yorker s’intravede un altro obiettivo. Monsanto vuole conquistare l’Africa. Perciò devono diffondere il mito che i loro Ogm hanno reso ricchi i contadini indiani”.

Ma ci sono fior di scienziati autorevoli, non al servizio delle multinazionali, che lavorano in strutture di ricerca pubbliche, e difendono gli Ogm. Chiedono di non essere demonizzati. Chiedono che la libertà di ricerca sia difesa anche se i risultati sono sgraditi.
“Il principio fondamentale che ci muove è questo: l’idea che il diritto su un seme sia proprietà privata, è inaccettabile. Non si deve poter brevettare e privatizzare una pianta (o addirittura generazioni di piante) così come non si deve poterlo fare con la vita umana. L’America difende delle forme estreme di proprietà privata attraverso i brevetti. Non sono contraria alla ricerca. L’importante è che gli scienziati distinguano i ruoli. Chi fa ricerca in laboratorio non deve poi essere coinvolto nella commercializzazione di un prodotto. Uno scienziato puro non deve trasformarsi in venditore globale di sementi brevettate. La Monsanto non persegue il progresso scientifico, altrimenti non sarebbe contraria alla trasparenza. Guardi, nonostante le loro campagne perfino in America l’opinione pubblica vuol essere informata, chiede l’etichettatura degli Ogm. E Monsanto che fa? Trascina in tribunale lo Stato del Vermont per bloccare l’obbligo delle etichette trasparenti. Anche l’Europa è minacciata, dentro il nuovo trattato di libero scambio (TTIP ndr) che state negoziando con gli Usa ci sono attacchi al vostro principio di precauzione”.

In seguito alle accuse del New Yorker un agronomo italiano ha proposto che il governo Renzi cancelli la sua partecipazione all’Expo 2015.
“Se non ci vado io, andranno altri a sostenere le mie tesi. L’importante è che l’Expo non sia una manifestazione commerciale bensì un’occasione educativa, per riflettere sul grande tema di oggi: in che modo si deve nutrire l’umanità, con quali conseguenze sulla salute, sui consumi energetici, sulla biodiversità. Dobbiamo riprenderci questi temi essenziali della vita, sottrarli alla macchina propagandistica dell’agrobusiness “

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Questo è IMPORTANTISSIMO! Va tradotto e diffuso

Se qualcuno lo traduce prima di me me ne mandi il file, che lo metto in italiano sul blog

The Vaccine Hoax is Over. Documents from UK reveal 30 Years of Coverup     (in nsnbc international)

Andrew Baker ( FFN),- Freedom of Information Act in the UK filed by a doctor there has revealed 30 years of secret official documents showing that government experts have
1. Known the vaccines don’t work
2. Known they cause the diseases they are supposed to prevent
3. Known they are a hazard to children
4. Colluded to lie to the public
5. Worked to prevent safety studies
Those are the same vaccines that are mandated to children in the US.

Educated parents can either get their children out of harm’s way or continue living inside one of the largest most evil lies in history, that vaccines – full of heavy metals, viral diseases, mycoplasma, fecal material, DNA fragments from other species, formaldehyde, polysorbate 80 (a sterilizing agent) – are a miracle of modern medicine.
Freedom of Information Act filed in the US with the CDC by a doctor with an autistic son, seeking information on what the CDC knows about the dangers of vaccines, had by law to be responded to in 20 days. Nearly 7 years later, the doctor went to court and the CDC argued it does not have to turn over documents. A judge ordered the CDC to turn over the documents on September 30th, 2011.
On October 26, 2011, a Denver Post editorial expressed shock that the Obama administration, after promising to be especially transparent, was proposing changes to the Freedom of Information Act that would allow it to go beyond declaring some documents secret and to actually allow government agencies (such as the CDC) to declare some document “non-existent.”
Simultaneous to this on-going massive CDC cover up involving its primary “health” not recommendation but MANDATE for American children, the CDC is in deep trouble over its decades of covering up the damaging effects of fluoride and affecting the lives of all Americans, especially children and the immune compromised. Lawsuits are being prepared.  Children are ingesting 3-4 times more fluoride by body weight as adults and “[t]he sheer number of potentially harmed citizens — persons with dental fluorosis, kidney patients tipped into needing dialysis, diabetics, thyroid patients, etc — numbers in the millions.”
The CDC is obviously acting against the health of the American people. But the threat to the lives of the American people posed by the CDC’s behavior does not stop there. It participated in designed pandemic laws that are on the books in every state in the US, which arrange for the government to use military to force unknown, untested vaccines, drugs, chemicals, and “medical” treatments on the entire country if it declares a pandemic emergency.
The CDC’s credibility in declaring such a pandemic emergency is non-existent, again based on Freedom of Information Act. For in 2009, after the CDC had declared the H1N1 “pandemic,” the CDC refused to respond to Freedom of Information Act filed by CBS News and the CDC also attempted to block their investigation.  What the CDC was hiding was its part in one of the largest medical scandals in history, putting out wildly exaggerated data on what it claimed were H1N1 cases, and by doing so, created the false impression of a “pandemic” in the US.
The CDC was also covering up e financial scandal to rival the bailout since the vaccines for the false pandemic cost the US billions. And worse, the CDC put pregnant women first in line for an untested vaccine with a sterilizing agent, polysorbate 80, in it. Thanks to the CDC,  “the number of vaccine-related “fetal demise” reports increased by 2,440 percent in 2009 compared to previous years, which is even more shocking than the miscarriage statistic [700% increase].
The exposure of the vaccine hoax is running neck and neck with the much older hoax of a deadly 1918-19 flu. It was aspirin  that killed people in 1918-19, not a pandemic flu. It was the greatest industrial catastrophe in human history with 20-50 million people dying but it was blamed on a flu. The beginning of the drug industry began with that success (and Monsanto was part of it). The flu myth was used by George Bush to threaten the world with “another pandemic flu that could kill millions” – a terror tactic to get pandemic laws on the books in every state and worldwide. Then the CDC used hoax of the pandemic hoax to create terror over H1N1 and to push deadly vaccines on the public, killing thousands of unborn children and others.  (CDC will not release the data and continues to push the same vaccine.)
The hoax of the vaccine schedule is over, exposed by FOIAs in the UK.
The hoax of the CDC’s interest in children’s lives has been exposed by its refusal to respond to a doctor’s FOIAs around its knowledge of vaccine dangers.
The 1918-19 pandemic hoax has been exposed by Dr. Karen Starko’s work on aspirin’s role in killing people.
And despite refusing to respond to FOIAS, the CDC’s scandalous hoax of a 2009 flu pandemic and its part in creating it, was exposed by CBS NEWS.
And the Obama administration, in attempting to salvage the last vestige of secrecy around what is really happening with vaccines, by declaring agency documents non-existent, has made its claim of transparency, non-existent.
But pandemic laws arranging for unknown vaccines to be forced on the entire country are still in place with HHS creating a vaccine mixture that should never be used on anyone and all liability for vaccines having been removed. Meanwhile, a Canadian study has just proven that the flu vaccine containing the H1N1 vaccine which kills babies in utero, actually increases the risk of serious pandemic flu.
Americans who have been duped into submitting their children to the CDC’s deadly vaccines, have a means to respond now. People from every walk of life and every organization, must
1. take the information from the UK FOIAs exposing 30 years of vaccine lies, the refusal of the CDC to provide any information on what it knows about those lies, and the Obama Administration’s efforts to hide the CDC’s awareness of those lies, and go to their state legislatures, demand the immediate nullification of the CDC vaccine schedule and the pandemic laws.
2. inform every vet. active duty military person, law enforcement people, DHS agents and medical personnel they know, of the vaccine hoax, for their families are deeply threatened, too, but they may not be aware of it or that they have been folded into agency structures by the pharmaceutical industry (indistinguishable from the bankers and oil companies) that would make them agents of death for their country with the declaration of a “pandemic” emergency or “bio-terrorist” attack. It is completely clear now that the terrorism/bioterrorism structures are scams so that any actions taken to “protect” this country using those laws would in fact be what threatens the existence of Americans.
It was aspirin that killed millions in 1918-19.  Now it is mandated and unknown, untested vaccines with banned adjuvants in them that threaten the country with millions of deaths.  At the same time, the CDC is holding 500,000 mega-coffins, built to be incinerated, on its property outside Atlanta.  Not to put to fine a point on this, but it’s clear now that the CDC should not be involved in any way with public health.
Thanks to the Freedom of Information Act (FOIA), we know that vaccines are not a miracle of modern medicine.  Any medical or government authority which insists vaccines prevent diseases is either ignorant of government documents (and endless studies) revealing the exact opposite or of the CDC’s attempts to hide the truth about vaccines from the public, or means harm to the public.
Thanks to the Freedom of Information Act (FOIA), we know the vaccine schedule is a hoax.
The health danger to American children and adults are vaccines.
Andrew Baker, Food Freedom News
Documentation
The vaccination policy and the Code of Practice of the Joint Committee on Vaccination and Immunisation ( JCVI): are they at odds?
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