SEMI DI SPIRITUALITA’

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DOPO 24 ORE TENTANO DI RIENTRARE NELLA STESSA CASA!!!

Rimessi subito in libertà, perchè “bisognosi”. Il poliziotto o il carabiniere, che rischiano la vita ogni volta che compiono un’operazione di pubblica sicurezza (come uno sgombero o altro), che cosa pensa dentro di sé? “Chi cazzo me lo ha fatto fare a prodigarmi e a rischiare tanto, se alla fine tutto si risolve in un buco nell’acqua?” Non solo queste sentenze demoralizzano gravemente le forze dell’ordine, ma anche incentivano quelli che commettono reati. Nel loro paese non farebbero un decimo di quello che qui combinano, perchè lì li sbattono in galera e buttano la chiave. Le sentenze della magistratura nostrana invece, 1) li incentiva a sbarcare in Italia a centinaia di migliaia; in nessun altro paese al mondo vorrebbero andare; solo in quello dove i magistrati al mattino vanno al lavoro con Repubblica della sera sotto braccio. 2) Queste sentenze invitano a reiterare il reato, perchè fanno capire a tutti che siamo nel paese dei bambocci, dove ognuno può fare tutto quel che gli pare (tranne  gli italiani che devono pagare le tasse fino all’ultimo centesimo, rigare dritto, pagare affitto e bollette, che se sgarrano gli pignorano l’auto, la casa o vanno in galera, stavolta senza sconti, perchè loro non sarebbero bisognosi.Questa è la antiitalianità del gruppo Repubblica della sera, nemico numero uno del Paese).

Ci sono in Italia migliaia di padri separati, che vivono nelle roulotte, nelle baracche o che dormono in auto, perchè delle sentenze di separazione”femministe” (scuola Repubblica della sera) li hanno ridotti senza casa e con un terzo dello stipendio (solo la donna è debole, indifesa e bisognosa). Questi uomini non vanno a occupare appartamenti (se lo facessero sarebbero massacrati dalla “giustizia”), non sfasciano auto e vetrine come gli “antagonisti” dei centri sociali (messi in libertà la sera stessa, se lo fanno loro), non vanno a rubare o a fare rapine come i….; non hanno voce (la stampa e i media non si occupano di loro); da loro non vanno gli assistenti sociali, nè le caritas hanno pacchi di pasta per loro, men che meno i comuni offrono loro alloggi. In questa categoria di persone c’è il più alto tasso di suicidi in assoluto. Questi sono veramente gli ULTIMI caro Bergoglio e cari preti sciocchini, non quelli che sbarcano qui per comprarsi l’i-pad, il tablet, l’i-phone e passare la giornata su facebook cercando vita da assistiti permanenti, senza pagare tasse, sanità, bollette, affitti, titolari solo di diritti, senza il minimo dovere. “Bisognosi” professionisti.

 

RIPRENDIAMOCI LE CASE

Alessandro Sallusti Il Giornale 20 XI 2014
Chi la occupa abusivamente e chi la tassa vigliaccamente. È dalla difesa della casa che Forza Italia ha deciso di far ripartire la propria azione politica. Non è un caso.
Nella casa, la nostra casa, c’e tutto ciò che ci sta a cuore: la famiglia, i risparmi frutto del nostro lavoro e metro delle nostre capacità, c’è il valore sacro e inviolabile della proprietà privata. Concentrarsi sulla difesa della casa significa mettere al centro questioni centrali come la legalità, l’equità fiscale, la giustizia. Sì, quella giustizia che anche in questo campo pare dare i numeri.
Oggi pubblichiamo la vicenda di una ragazza che, mentre era ali’ estero per studio, si è ritrovata la casa occupata da quattro romeni. Uno zelante poliziotto si permette di arrestarli ma il giudice li rimette subito fuori: erano in stato di necessità, non c’è reato grave. La storia fa il paio con quell’altra notizia: a un signore rubano il camper che viene ritrovato in un campo di zingari. Ma non può riaverlo perché un giudice ha deciso che quel camper non è più vettura ma è casa, senza la quale gli zingari sarebbero sotto un ponte. Ma è possibile che lo Stato italiano tuteli così l’illegalità? Prendiamo le occupazioni abusive a Milano. Dopo due giorni di scontri con i centri sociali il piano di sgomberi si è fermato: pare che il prefetto non voglia avere casini in piazza che possano disturbare la passerella dell’imminente prima della Scala.
Legalità, ma anche equità fiscale. I governi abusivi di Monti, Letta e Renzi hanno portato la tassazione sulla casa e sui fabbricati industriali a 34 miliardi. Quando il governo Berlusconi lasciò, era a 11. Venti miliardi di patrimoniale occulta, altro che gli 80 euro sventolati da Renzi come salvavita della classe media. Mancano i soldi? Che vadano a prenderli altrove, oppure Renzi convinca l’Europa a stamparli come fanno tutti i Paesi del mondo. Il resto, legge elettorale, riforma del Senato e pure la riforma del lavoro così annacquata, sono solo chiacchiere. Le nostre case non sono il bancomat del premier di turno. E neppure un centro di prima accoglienza per clandestini e zingari. Sono nostre, abbiamo il dovere di difenderle e dobbiamo essere pronti a urlarlo. Per una volta, in piazza, il 29 e il 30 novembre, andiamoci noi.

 

Occupano una villa presi e subito liberi Il giudice: «Bisognosi»
La proprietaria era all’estero per studio E non otterrà neanche i danni: «Decisione che incentiva l’illegalità»
Patricia Tagliaferri – Gio, 20/11/2014 – Il Giornale
RomaUna bella casa ricevuta in eredità. Da un po’ è in vendita, ma i tempi sono quelli che sono e gli acquirenti latitano.

È dotata di tutti i comfort, è arredata, acqua e luce sono attaccati. Così viene scelta da quattro romeni come loro dimora. Gli stranieri portano lì le loro cose, ci dormono e ci cucinano indisturbati. Fino a quando una luce accesa all’interno dell’abitazione insospettisce il custode, che avverte il proprietario. Quando arrivano i carabinieri e portano gli occupanti abusivi colti in flagrante davanti al magistrato di turno, ecco l’amara sorpresa: i quattro vengono subito rilasciati per «presunto disagio sociale». Non avendo altro posto in cui stare, insomma, i romeni si sono arrangiati e davanti ad un’occupazione ritenuta «necessaria» evidentemente la legge può chiudere un occhio.
Il proprietario del villino, Nicola Mazzonetto, di Piove di Sacco, in provincia di Padova, non riesce a farsi una ragione di quanto accaduto: «Sono sconfortato. Per giorni la mia casa è stata usata da sconosciuti: come viene quantificato il mio disagio sociale? E come viene tutelato il mio diritto di proprietà privata? Siamo all’assurdo, al punto che mi è stato consigliato di sistemare in un sacchetto il loro cibo e lasciarlo fuori per evitare che lo rivendicassero. Ora dovrò fare pulire l’abitazione a mie spese e nessuno mi risarcirà mai».
La villetta in questione si trova a Marsango di Campo San Martino, in via Busiago. Le figlie di Mazzonetto l’hanno ricevuta in eredità da uno zio, ma una delle ragazze studia all’università di Seul, in Corea del Sud, e l’altra vive con la famiglia a Piove. La casa così è disabitata, in attesa di essere venduta. I romeni se ne accorgono e decidono di occuparla. A scoprirlo è il custode, giovedì sera. Subito avverte il proprietario, che chiama il 112. Quando Mazzonetto va sul posto con i carabinieri capisce immediatamente che qualcuno si era introdotto in casa sua. C’era infatti una finestra manomessa, sparsi in casa indumenti e cibo, sui letti coperte che non erano mai state lì. All’interno non c’era nessuno, ma era evidente che qualcuno viveva lì, accendeva i termosifoni e faceva ardere la legna nel caminetto. La notte tra sabato e domenica, dopo che Mazzonetto era stato appostato fuori dalla casa giorno e notte, un nuovo sopralluogo dei carabinieri ha dato l’esito sperato: i quattro romeni, tre uomini e una donna tra i 25 e i 30 anni, se ne stavano comodamente in salotto a bere una birra e a fumare. I militari li hanno accompagnati in caserma. «Sono stato lì fino all’alba – racconta il proprietario – per chiudere tutte le pratiche. Alla fine li ho denunciati per occupazione abusiva di abitazione privata e per furto di acqua e gas, visto che in due giorni hanno consumato 48 metri cubi di gas». Ma il magistrato di turno si è mostrato molto clemente e ha rilasciato i quattro ritenendo che si trovassero in una situazione di disagio sociale. E mentre il legittimo proprietario ancora si domandava da che parte fosse la legge, neppure 24 ore dopo essere stati liberati i romeni avrebbero cercato di rientrare nella stessa casa.

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IL SACCO D’ITALIA CHE REPUBBLICA DELLA SERA FA DI TUTTO PER SILENZIARE

Città in balia dei delinquenti: l’escalation di furti e borseggi
Il bilancio dwel ministero dell’Interno: nel 2013 i reati denunciati aumentano del 2,6%. Milano, Rimini e Bologna al top: sono le province più a rischio
Sergio Rame – Lun, 17/11/2014 – 10:39 “il Giornale “Milano continua a detenere un triste primato. È la città più insicura d’Italia. Dopo l’anno nero del 2012, anche per il 2013 si conferma un drammatico trend che vede la micro criminalità dilagare in tutto il Paese.

Un baby rom borseggia un turista in stazione Centrale a Milano
I reati denunciati nel 2013 sono, infatti, cresciuti del 2,6%, con incrementi più marcati per i furti in casa, che aumentano del 6%, e dei borseggi, che schizzano su del 12%.

Dopo la Milano di Giuliano Pisapia, le province con la maggiore incidenza di denunce rispetto ai residenti troviamo Rimini e Bologna.
Secondo il report del ministero dell’Interno, riportato oggi dal Sole 24Ore, i delitti denunciati nel 2013 ammontano a 2,9 milioni, il 2,6% in più rispetto al 2012. Milano e Rimini “vantano” oltre 8mila delitti ogni 100mila abitanti, il doppio rispetto alla media italiana che si attesta intorno ai 4,756. “Mentre Milano, dopo Roma (quinto posto alle spalle di altre due grandi, Bologna e Trento), ha il record per volume totale – spiega Rossella Cadeo sul Sole 24Ore – Rimini si limitaa 27mila e deve l’indesiderato secondo posto alla sua vocazione turistica che è sì fonte di reddito, ma anche di occasioni criminose”. Insomma, non c’è solo Tor Sapienza da guardare. Il Viminale di Angelino Alfano avrebbe molto altro a cui pensare. Anche Napoli, infatti, dà non pochi pensieri. Qui sono le rapine a farla da padrone: 270 casi ogni 100mila abitanti, quasi il quadruplo rispetto alla media nazionale.
Si passa poi alla casa. La città meno sicura è (a sorpresa) Asti dove i furti in appartamento sono aumentati del 44%. Qui, infatti, si contano quasi mille furti ogni 100mila abitanti, oltre il doppio rispetto alla media nazioanle e ben lontano dai circa 700 messi a segno a Pavia e Torino. Un boom di colpi in casa è stato riscontrato dal Viminale anche a Lodi e Sondrio, mentre i residenti di Crotone, Potenza, Napoli e Campobasso possono letteralmente dormire sonni tranquilli.
Nei borseggi, infine, primeggia ancora Rimini. Che batte anche Bologna, Milano, Torino , Venezia e Roma. Tutte città con un buon tenore di vita e una marcata affluenza di turisti.

Padova, in 5 occupano la casa di un’anziana morta e la devastano “Messaggero”

di Luisa Morbiato
PADOVA – Cinque tunisini hanno occupato per settimane la casa di un’anziana di 91 anni, ricoverata a lungo in una struttura e recentemente deceduta. I vicini hanno avvisato la polizia ed è scattato il blitz in via Vittorio Veneto a Paltana. Dopo un lungo inseguimento lungo l’argine i cinque sono stati presi e denunciati. Hanno devastato la villetta, distruggendo mobili e suppellettili e lasciando sporcizia e rifiuti ovunque.

I cinque immigrati si erano sistemati nell’abitazione di E.D., 91 anni, deceduta dopo una lunga permanenza in una casa di riposo cittadina, da diverso tempo a giudicare dalle condizioni in cui è ridotto l’immobile. Vistisi scoperti i cinque hanno tentato la fuga lungo l’argine sul retro della casa, ma dopo un lungo inseguimento a piedi da parte degli agenti delle volanti sono stati tutti acciuffati e denunciati. I residenti protestano: «Situazione intollerabile».
Lunedì 17 Novembre 2014, 10:28 – Ultimo aggiornamento: 10:29

http://www.ilgiornale.it/news/milano/sgombero-casa-occupata-polizia-aggredita-1068454.html

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/aggredita-baby-scippatore-arrestato-1.410090

http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/rapina-villa-sensini-camerino-bambini-1.410273

Provate a indovinare di che etnia sono questi cinque che si cuociono una spalla di cinghiale ai ferri e che se la strappano coi denti.

http://www.ilrestodelcarlino.it/roma-violenta-bambina-1.410704

A Repubblica della sera non riportano oggi nessuno di questi fatti, che sarebbero decine e decine se uno avesse tempo di frugare i giornali di tutta Italia. Hanno ricevuto l’ordine di tacere del Sacco d’Italia in corso. Anzi hanno la faccia come il culo, come i loro Padroni atlantici della Open Society, perchè l’unico articolo che riportano sulla guerra sociale tra poveri in corso mostra una manifestante con un cartello che ha su scritto “i delinquenti non sono nei barconi, ma nelle istituzioni” (riferito alla giunta comunale di Roma). Manifestante che mi sa tanto al loro soldo, come femen. Fate sapere a Boldrini a Papa Francesco, a Don Sciocchino che quei tunisini che hanno occupato la casa della anziana, non si sono limitati a dormirci e rifocillarsi, come si addirebbe al “povero immigrato”, ma l’hanno DEVASTATA, vandalizzata, cacato ovunque, per sfregio e disprezzo di un popolo che mostra di non sapersi difendere. Repubblica della Sera evita accuratamente di farvi trapelare tutto questo. NEMICI del Paese, filiazione di Open Society, che è riuscita a ottenere anche qui la più ampia liberalizzazione della mariuana, quella che rimbecillisce la nostra già stupida gioventù: un recente studio medico ha messo nero su bianco (Center for Brain Health dell’Università del Texas a Dallas, in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”) che riduce la massa del cervello. Alias demenza per chi non avesse capito. Altro che effetti terapeutici! Questa è la terapia che vogliono i nostri nemici per la gioventù europea. Guerra occulta. Come è guerra occulta la taciuta (da Repubblica della sera) politica di immigrazione per avere una guerra sociale in Europa, per quale fine ve lo ho spiegato nei precedenti post.

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GUARDATE COME SI OCCULTANO LE NOTIZIE

Prova a sfrattare le due arabe che occupano la casa popolare: gli sparano e feriscono il figlio
Ha tentato di sfrattare chi gli occupava illegalmente l’alloggio popolare. Ma le due inquiline abusive, due donne arabe, hanno chiamato un amico che ha sparato contro l’uomo e il figlio 17enne
Sergio Rame – Gio, 13/11/2014 – 22:11   Il Giornale

Ha tentato di sfrattare chi gli occupava illegalmente l’alloggio popolare. Ma le due inquiline abusive, due donne arabe, hanno chiamato un amico che ha gambizzato l’uomo e ferito brutalmente il figlio 17enne.

È successo a Tor Bella Monaca, periferia di Roma, un’altra periferia degradata come Tor Sapienza.
L’uomo, 45 anni, legale assegnatario dell’alloggio, è stato gambizzato con un colpo di pistola. Insieme a lui c’era anche il figlio che è stato ferito alla testa con il calcio dell’arma. Padre e figlio sono stati soccorsi e trasportati in ospedale dal 118. Non sono in pericolo di vita. L’episodio è accaduto al secondo piano dell’edificio. A dare l’allarme alcuni vicini che hanno raccontato alla polizia di aver sentito forti rumori, come di una porta sfondata, e poi lo sparo. Quando l’ambulanza è arrivata i due feriti erano nella tromba delle scale. Dal palazzo sarebbe stato visto un uomo fuggire, ora ricercato dalla polizia. Sulla vicenda indaga il commissariato Casilino Nuovo.
Dai primi accertamenti emergerebbe che alla base del ferimento ci sia una lite con i precedenti inquilini per l’occupazione dell’appartamento. Il 45enne, che al momento sembrerebbe il legittimo assegnatario dell’alloggio popolare, avrebbe tentato di sfrattare due donne arabe che occupavano l’appartamento. Dopo un’accesa lite le inquiline straniere avrebbero chiamato un amico per farsi difendere che si è presentato nel palazzo armato di pistola. Dopo aver buttato giù la porta ha esploso il colpo mirando alle gambe del 45enne. Poi ha colpito il ragazzo sedicenne con il calcio della pistola per guadagnarsi la fuga. Anche le due donne sono scappate prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Padre e figlio sono stati ricoverati al policlinico Tor Vergata e non sono in pericolo di vita. Il proiettile sarebbe, infatti, entrato e poi uscito dalla gamba.
L’uomo verrà ascoltato nelle prossime ore dagli investigatori che stanno indagando per far luce sull’aggressione e sull’occupazione dell’appartamento conteso per chiarire se siano stati commessi eventuali illeciti.

 

Ora sentite come riporta la notizia Repubblica

Uomo gambizzato alla periferia di Roma, ferito il figlio 16enne
E’ accaduto a Tor Bella Monaca. In ospedale anche il giovane colpito forse con il calcio della pistola. Si ipotizza una lite per un giro di compravendite abusive di case popolari. Caccia all’aggressore: c’è un identikit
di MASSIMO LUGLI
13 novembre 2014

Agguato con sparatoria a Roma. Un uomo è stato ferito alle gambe con colpi di arma da fuoco in un palazzo di Tor Bella Monaca alla periferia est della capitale. E’ accaduto intorno alle 17 in via dell’Archeologia, al secondo piano di un edificio. Ferito alla testa, forse con il calcio della pistola, anche il figlio 16enne.

A dare l’allarme al 113 sono stati alcuni condomini che hanno sentito forti rumori, grida d’aiuto e uno sparo. Gli agenti del commissario Tor Vergata arrivati sul posto hanno trovato padre e figlio feriti: l’uomo, M.M. del 1969, alla coscia destra, il figlio nato nel 1998 alla testa. Tutti e due sono stati portati all’ospedale Tor Vergata Ma non sarebbero in pericolo di vita. Sul caso indagano gli agenti per ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto in quel palazzo al civico 57. L’ipotesi che sta prendendo piede tra gli inquirenti è che ci sia una faida per l’occupazione di una casa popolare dietro al ferimento.

Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che l’appartamento in cui si è consumata l’aggressione sia finito al centro di un giro di compravendite abusive. La vittima, legittimo assegnatario, avrebbe infatti rivenduto la casa e l’acquirente a sua volta, sempre abusivamente, l’avrebbe

ceduta a una terza famiglia. Quest’ultima vendita avrebbe però fatto andare su tutte le furie M.M. che oggi si è presentato in via dell’Archeologia per cacciare i nuovi “proprietari”. Le due donne presenti in casa avrebbero avvertito del blitz il compagno di una delle due che, armato, ha raggiunto l’appartamento e ferito padre e figlio. Ora è caccia all’aggressore. E ci sarebbe già un identikit: trent’anni, alto circa un metro e ottanta, occhi verdi.

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IL SACCHEGGIO E’ IN CORSO (ma c’è chi dorme o fa finta di non vedere)

DALL’ALTO subiamo la rapina dello stato che, come vuole la Commissione europea, ci tiene le tasse al 53% (le più alte al mondo!) e vuole prelevare dai conti correnti.

DAL BASSO subiamo la rapina degli invasori, che ti svaligiano casa, negozi e auto e se ti occupano un appartamento nessuno gli dice niente (anzi preti di sinistra e centri sociali dicono che è ben fatto, perchè la doppia casa tu non ce la devi avere. Bolscevichi. Ecco perchè gli italiani che hanno qualche soldo stanno fuggendo all’estero)

Corriere della sera, Avvenire, Famiglia cristiana, Huffington post (area Repubblica-Espresso),  sono tutti schierati nella campagna “parole che uccidono”, per dire che degli immigrati che sbarcano in continuazione bisogna dir bene e soprattutto accettarli (come vogliono vertici Ue e Usa e vi ho spiegato perchè). Noi italiani, dicono i nostri nemici e collaborazionisti, saremmo ignoranti e uccidiamo con le parole. Allora io mi sto zitto e faccio parlare le carceri italiane. Gli immigrati sono il 7% della popolazione, ci insegna la Signora sopra, perchè allora  nelle carceri sono presenti per il 37% anzichè per il 7%? Provate a fare questa piccola riflessione e poi con una calcolatrice stabilite il tasso di delinquenzialità. Al nord in certe carceri arrivano al 60%.
Sotto vi porto le prove che se la magistratura fosse con loro inflessibile come lo è con gli italiani (nel senso che chi sbaglia va in galera), avremmo non una percentuale del 37% nella popolazione carceraria, ma addirittura del 65% o 70%! Sono innumerevoli i casi di immigrati che delinquono e che a differenza degli italiani la fanno franca: non finiscono in galera. Leggete le pagine locali dei giornali e vedrete (guardate i casi che vi porto sotto).
Se le carceri italiane sono disumane perchè sovraffollate e causa ogni anno di innumerevoli suicidi è perchè sono zeppe di immigrati che vengono qui non certo per lavorare e per pagare il 53% di tasse: questi signori non accettano di andare a scontare la pena nel loro paese (la legge dice che solo a questa condizione li si può rispedire). Questo non vuol dire che immigrato=delinquente, bensì solamente che la maggior parte di quelli che sbarcano qui cercano la vita facile, mentre per noi italiani è molto difficile. (Ho conosciuto un tale che pur non avendo soldi per le bollette da pagare mirava ad acquistarsi via internet un piumino da 700 euro; un’ altra con la figlia piccola in Marocco da mantenere, pur essendo senza lavoro, si acquista il tablet da 300 euro, ecc ; il loro ideale è vedersi qui a fare jogging con Nike ai piedi e auricolari dell’i-pod negli orecchi, con cellulari di ultima generazione e tutte queste tecnologie che appaiono status simbol di chi sta bene.Shopping e ovviamente l’auto, rigorosamente senza assicurazione, che se ci vai a sbattere son cavoli tuoi.Lavorare? Macché. Dormire fino a mezzogiorno e tutto pomeriggio su facebook a postare cazzate. “Domani alzare presto, per andare Caritas alle 11 a prendere pacchi pasta e tonno. E domani ancora anche alzare presto, per andare Comune a mezzogiorno per avere appartamento gratis”. E per avere queste cose sono disposti a fare parecchie cose lecite o illecite. Non tutti sono così, ma la maggior parte ha una visione della vita che è da cartone animato o da filmetto seriale stupido americano; mentre la realtà economico e sociale in Europa si è fatta drammatica. In Umbria si è passati da 17.500 disoccupati del 2008 a 46.000 nel 2014! Immettere immigrati in una realtà così è innescare una bomba)
Qui sotto avete delle letturine illuminanti, che spero arrivino anche a Don Sciocchino e gli altri, schierati coi centri sociali, ma soprattutto coi poteri forti Ue e Usa che vogliono la desertificazione di questo paese (piano Morghentau, come ha ben visto Fraschetti Gianni)

Milena Santerini
Deputata e docente universitaria

L’ignoranza degli italiani
Pubblicato: 06/11/2014 “Huffington post”

Pare che gli italiani siano particolarmente disinformati su quello che succede nel paese. Guarda caso, però, succede particolarmente con gli immigrati e con i rom. Lo ha sottolineato anche Beppe Severgnini sul Corriere della Sera commentando il sondaggio Ipsos, condotto in 14 paesi, ‘The ignorance index’. Ebbene, per ignoranza siamo i primi. Per noi, gli immigrati sono il 30% della popolazione, mentre sono il 7%. Gli italiani pensano che gli over 65 anni siano il 48%, mentre sono il 12. I musulmani? Il 20% (in realtà sono il 4). Il problema è che queste percezioni errate non sono casuali, ma dipendono dalla gestione politica delle paure, una sorta di amplificazione delle paure e delle ansie della gente.
Giocare con le paure della gente, in tempi di crisi, è molto pericoloso ma redditizio sul piano politico. Lo sanno partiti come la Lega o Fratelli d’Italia che hanno costruito le loro fortune sull’attacco a chi viene qui in cerca di fortuna, sulla paura dell’uomo nero, rom, sulla psicosi dell’invasione dei terroristi, dell’estraneo. Se non si sanno fare proposte costruttive e serie dal punto di vista politico, si può sempre scatenare la piazza contro chi sta peggio di noi.
Di fatto, i pregiudizi e l’intolleranza possono essere latenti nella società (un po’ come i virus) ma riemergere quando l’organismo è in carenza immunitaria, cioè nei momenti di crisi, specie economica. Potrebbero restare espressioni isolate e individuali, finché una forza politica non li organizza. Così da insulti o aggressioni si passa ad azioni organizzate e via via si può arrivare, come è successo in passato, a ‘pratiche genocidarie’. Quando si passa alla violenza distruttiva? Quando una forza politica struttura le pulsioni e le fa diventare legittime.
L’ignoranza degli italiani quindi deve preoccupare molto chi vuole una buona politica. La stampa faccia la sua parte, come hanno proposto Avvenire e Famiglia cristiana con la campagna “Le parole uccidono”. Oggi sono pietre lanciate su persone senza colpa. Ma domani possono diventare una violenza organizzata e incivile che rende la nostra società più razzista, più divisa, più povera.

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/le-parole-che-uccidono.aspx

Ora vi riporto le letture illuminanti che vi danno la reale situazione del Paese, che quei signori riuniti a Roma, a partire dalla presidente della Camera, neppure si sognano o fingono di non vedere. E’ iniziato il grande saccheggio, con gente (italiani) costretta alle ronde la notte per stornare i continui furti. Io vi riporto dati dell’Umbria, ma così è tutta Italia.

INTERVISTA AL POVERO IMMIGRATO .

ps. il capo della banda di romeni che tempo fa (IV 2012) ha rapinato, violentato e infine ucciso un bancario, Luca Rosi, nel territorio perugino, diceva ai suoi titubanti complici:”coraggio, le carceri italiane non fanno paura”. Frase riportata dai giornali.

«Lo spaccio mi frutta 500 euro al giorno, vivo come un signore»
Parla uno dei tunisini padroni della piazza: ‘Sono i clienti a cercarmi. E nel giro viaggiano pezzi grossi’  La Nazione 12 V 12
DOPO I FATTACCI di piazza Danti (Perugia 8 V 12)  un pusher tunisino accetta di raccontare la sua storia. Preferisce non rivelare il proprio nome, dice di avere 22anni. Veste come un nostrano teen-ager, jeans stretti e una polo col colletto alzato. Sembra uno dei tanti giovanissimi del centro.
«SIAMO NOI i padroni della città. Già, proprio così: Perugia è nelle nostre mani. Quelli come me guadagnano 500 euro al giorno e lavora tutti i giorni. Vendo cocaina, eroina, ecstasy, quello che ti pare. E se non dovessi avere la roba con me, bastano un paio di telefonate e me la procuro. E’ la gente che cerca noi spacciatori, non certo il contrario».
Ce l’avete ancora con gli albanesi? Cosa volete fare?
«Sono affari nostri. Non è ancora finita però».
Cioè?
«Non dovevano permettersi di aggredirci».
Negli ultimi giorni, con tutta la polizia che c’è in giro, come vanno i vostri affari?
«Male. Ricevo un sacco di telefonate, ma è più difficile fare le consegne. E’ meglio starsene buoni per un po’, finché non torna tutto come prima».
Vuoi raccontarci qualcosa di te? Perché hai deciso di venire a Perugia?
«Mi hanno detto che qui si stava bene…».
In che senso?
«Nel senso che avrei potuto fare quello che mi pare. Per questo ho rinunciato a trasferirmi in Francia».
Chi è stato a consigliarti?
«Un amico di mio cugino, anche lui stava qui ma non so che fine ha fatto. Se ne andato via o lo hanno arrestato…».
Tu in carcere ci sei stato?
(Sorride) «Certo, ci sono stato. Mi ha fermato la polizia in un vicolo del centro, avevo pochi grammi di eroina. Stavo andando a fare una consegna».
Quanto tempo sei stato dentro?
«Dodici giorni, vitto e alloggio gratis. Per quattro notti però mi hanno fatto dormire per terra, perché erano finiti i letti. Che sarei finito in galera l’avevo messo in preventivo».
Si vende meglio l’eroina o la cocaina?
«Entrambi. Forse un po’ più l’eroina. Sapessi chi viene a comprare la ‘neve’…».
Chi, ad esempio?
«Pezzi grossi. E non chiedermi altro».
Che facevi a Tunisi?
«Ho abbandonato presto gli studi, facevo il muratore. Troppo faticoso».
Quanto guadagnavi?
«Una miseria rispetto a ora».
Adesso dove vivi qui in città?
«Non te lo dico».
Paghi molto d’affitto?
«Trecento al mese. Qualche volta baratto con la droga».
Come ti procuri la roba?
«Me la porta un amico. Non la tengo mai in tasca, se non quando ho già trovato l’acquirente. E’ troppo rischioso. La nascondo negli anfratti dei muri e quando me la chiedono vado a prenderla, o ci mando qualcuno».
Quanti cellulari possiedi?
«Tre, ho cambiato da poco il Blackberry. Io col telefono ci lavoro».
E col coltello?
«Eh…».
Avete alzato il tiro e iniziate a girare anche con le pistole…
«Io no, sono un tipo pacifico…».

CONDANNATI E SUBITO SCARCERATI. LIBERI I TUNISINI DEGLI SCONTRI DI PIAZZA:”Condannati, ma liberi i due tunisini che l’8 maggio presero parte ai violenti scontri di piazza, colpendo con sprangate di legno le pattuglie in Corso Vannucci (Perugia), dopo neanche 40 giorni di carcere, tornano in libertà. “Pena sospesa” viene chiamata nei palazzi di giustizia….Agli atti del fascicolo sono finiti i fonogrammi raffiguranti i due arrestati mentre brandiscono spranghe di legno e bottiglie di vetro che utilizzano per colpire le auto con colori di istituto della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Finanza, alle quali provocavano danni alla carrozzeria” (“La Nazione” 20 VI 12). L’articolo continua dicendo che anche l’auto dei Vigili urbani è stata presa a pugni. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se a sfasciare le auto di Carabinieri e Polizia fosse stato un onesto lavoratore italiano, padre di famiglia, magari arrabbiato per una multa ingiusta o troppo esosa.
Sentiamo quest’ altra storiella
LIBERI DOPO L’AGGRESSIONE AI CARABINIERI:”Hanno picchiato i carabinieri per far fuggire il ragazzo che doveva esser identificato dopo aver mostrato per tre volte le natiche al personale di una pattuglia dell’Arma. A un militare hanno anche provocato una contusione del bulbo oculare sferrandogli un calcio in pieno volto. Un altro lo hanno preso a cazzotti. Li hanno insultati, offesi e hanno fatto resistenza. Ma sono liberi. Tutti.” (“La Nazione” 21 VI 12) Stavolta si tratta di una banda composta da studenti italiani uniti a poveri immigrati, i quali non tolleravano che i militari presidiassero il territorio per contrastare lo spaccio
Concludiamo con questa ciliegina
TORNANO A RUBARE DOPO POCHE ORE:”Hanno capito subito come funziona in Italia: delinquere è una attività a costo zero o quasi. E così due immigrati, già arrestati mercoledì per aver rubato alla Coop “Fratta” di Umbertide, processati e subito scarcerati, nel giro di 48 ore ci hanno riprovato. Non solo: non è bastato loro reiterare il furto, ma hanno preso di mira ancora una volta la coop  umbertidese.Se non fosse una faccenda avvertita dai cittadini come drammatica, sarebbe un fatto quasi da guinnes dei primati. Basti pensare che il secondo furto avvenuto venerdì notte è stato commesso addirittura a poche ore di distanza dal termine dell’udienza di convalida del precedente arresto e alla remissione in libertà.I due equadoregni hanno vent’anni” (“La Nazione” 25 VI 12) Potete capire lo stato d’animo dei due carabinieri che due giorni dopo riarrestano i due tipi nello stesso supermercato.

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/07/05/739575-vicenza-imprenditore-condannato-a-risarcire-ladri-a-cui-sparo.shtml

altra chicca

http://www.ilgiornale.it/news/interni/ladro-libero-e-vigilantes-cella-paese-si-ribella-non-giusto-832473.html

Gli ultimi due articoli sono della “Nazione” del 7 XI 2014
PTDC0028
PTDC0029Sono il 7% della popolazione nella società, ma se dovessero finire in carcere tutti quelli che regolarmente delinquono avremmo solo un 37% di rappresentanza di immigrati nella popolazione carceraria? Ciascuno spende quello che per ognuno di loro è una fortuna, da mille a tremila euro per sbarcare in Italia. Le percentuali di presenza carceraria, sottostimate del 40% a causa di certa magistratura, con Repubblica sotto braccio, vi raccontano qualcosa sul vero motivo per cui si rifiutano di sbarcare a Cipro, mentre battono i piedi per venire in Italia, spendendo tanti soldi. (Don Sciocchino, Avvenire e Repubblica della ser-v-a si sono uniti coi centri sociali, vertici Ue e Usa -pure i 5 stelle-. Che spettacolo, Italia! E poi non sono con loro anche femen, e gruppi gay, transgender.?….ma certo , alla fine alla fine di questo gioco di marionette c’è sempre Open Society della mano uncinata: piano Morghentau per l’europa, al posto delle industrie pecore e miseria).

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SE PASSA IL REATO DI OMOFOBIA CERTE COSE NON SI POTRANNO NEPPUR DIRE

Una insegnante di Ivrea: “A scuola ormoni ai bimbi perché l’Onu li vuole gay”
L’articolo sul giornale parrocchiale di Rivarolo Canavese: “Pedofilia e omosessualità? Metodi pedagogici ammessi dall’Onu”
Sergio Rame – Mer, 05/11/2014 – 10:34 “Il Giornale”

“Pedofilia e omosessualità? Sono metodi pedagogici ammessi dall’Onu”. Parole come pietre che hanno già avuto una clamorosa eco in tutta italia.

Perché le opinioni di Cristina Zaccanti, docente di italiano e storia al liceo Botta di Ivrea, hanno già conquistato i quotidiani nazionali. Le accuse all’Onu e all’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state pubblicate dal bollettino parrocchiale di Rivarolo Canavese e ripubblicate dall’Huffington Post: “L’Oms prevede la masturbazione a partire dai tre anni per far sperimentare al bambino le proprie pulsioni così da alimentare l’esperienza omosessuale”.
“In nome del diritto del bambino alla propria autodeterminazione in Inghilterra – scrive la Zaccanti – ma anche in alcune scuole italiane, si somministrano ormoni affinché venendone ritardata la crescita, abbiano più tempo per decidere”. E sulle coppie sterili parla di un “vantaggio delle case farmaceutiche che producono ormoni”. o per il ddl Scalfarotto e il reato di omofobia, c’è pure un passaggio in cui Zaccanti parla di “rieducazione in campi Lgbt”. “Tutto quello che dico è scritto sudocumenti e pubblicazioni che sono su internet e che posso presentare in qualunque momento – commenta intervistata dalla Stampa – non giudico gli omosessulai, tra i quali ho molti amici”.
Le polemiche sono scontate. Quando il bollettino con L’angolo della riflessione della Zaccanti è finito in mano al Coordinamento Torino Pride, che riunisce le associazioni gay, transgender e lesbiche della regione, la professoressa è stata accusata di “mistificazione e falsità”. Ma il parroco della diocaesi, Raffaele Roffino, si affretta a chiarire: “Le opinioni personali della signora Zaccanti sono solo sue ma servono a stimolare la riflessione su un tema sul quale ci sono opinioni diverse”.

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PROVATE A CONTINUARE A NEGARE

 

visto su dionidream

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