LA BORSA E LA FAME

Paolo De Bernardi

La borsa valori (quella il cui tavolo nel Tempio fu rovesciato da Gesù, con scudisciate a quelli che contrattavano i futures già allora) è il luogo dove i ricchi si arricchiscono, mentre i poveri son ridotti alla fame. Notate come l’annuncio del licenziamento da parte della Microsoft, di 18.000 dipendenti abbia fatto salire in borsa il titolo di quasi un 3%! Che significa? Se io sono un possessore di azioni Microsoft, alla fine di ogni anno avrò diritto al dividendo degli utili fatti dalla società in proporzione della mia quota di azioni (ho il 10% di azioni, allora ho diritto al 10% dei guadagni fatti dalla socità in un anno). Ora gli utili o guadagni una società ordinariamente li fa vendendo i prodotti. Ma se quest’anno va poco bene o se anche solo gli azionisti decidono per quest’anno di guadagnare il doppio che fanno? Risparmiano sulle spese. Come? Vendendo prodotti di minor qualità alla gente allo stesso prezzo, oppure licenziando il personale e facendo lavorare il doppio ai rimanenti per lo stesso salario. Se no mettendo robot al posto delle persone per fare qualche ripetitiva mansione. L’annuncio che la società licenzia fa salire il valore delle azioni che detengo, perchè a fine anno ci saranno dividendi doppi rispetto all’anno prima e se qualcuno vuol comprare le mie azioni le deve pagare di più, perchè quest’anno non daremo stipendi a 18000 persone avvisate della perdita di lavoro neppure per raccomandata, ma con una mail Solo questo fa salire il valore di una azione dello 0,01%!
Questo accade in Occidente dove le borse sono forti e gli stati deboli, in quanto accettano tutte le deregulations;e ancor più ora che si accingono a firmare il TTIP e il TISA. Dolori. I 3 link sotto vi spiegano che roba è

PS Cosa sono i futures ? Nicodemo a Betania tutti gli anni raccoglie 15 quintali di grano. Se io a gennaio gli compro il grano che raccoglierà in luglio, prevedendo 14 quintali, ecco che io avrò acquistato un future, determinando già a gennaio un aumento del prezzo del pane, perchè si prevede per luglio una produzione inferiore di 14 quintali.

http://www.statopotenza.eu/9478/tafta-la-fine-delleuropa e vedi anche
http://www.quotidianolegale.it/allarme-ttip-la-trattativa-segreta-tra-stati-uniti-unione-europea/
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/06/19/news/wikileaks-ecco-l-accordo-segreto-per-il-liberismo-selvaggio-1.170088

Microsoft riduce del 14% la propria forza lavoro: 18000 dipendenti saranno licenziati
By Focusitaly On luglio 18, 2014

Microsoft ha annunciato che taglierà 18.000 posti di lavoro in tutto il mondo. Lo afferma l’azienda di Redmond in una nota, dopo che molte indiscrezioni in questo senso erano circolate nei giorni scorsi. La multinazionale, con l’acquisizione del settore legato alla telefonia di Nokia, ha raggiunto la cifra di 130 mila dipendenti (127.104, per la precisione). Con diverse aree che si sono sovrapposte. Da qui l’idea, confermata con la nota di oggi, che il ceo Satya Nadella avrebbe operato una serie di tagli.
Una riduzione del 14% della forza lavoro
La riduzione rappresenta il 14% della forza lavoro e sarà realizzata entro un anno. Si tratta della maggiore ondata di tagli della storia di Microsoft, che nel 2009 aveva licenziato circa 5800 dipendenti. Il colosso Usa ha annunciato che questo implicherà oneri pre-tasse compresi fra 1,1 miliardi a 1,6 miliardi di dollari nei prossimi quattro trimestri. Il titolo Microsoft si muove positivamente a Wall Street dopo l’annuncio: le azioni del colosso fondato da Bill Gates avanzano del 2,44% a 45,15 dollari ad azione. Dei licenziamenti totali, circa 12.500 saranno nelle divisioni professionali e nelle fabbriche e avverranno tramite sinergie e allineamenti strategici con Nokia Devices and Services, rilevata lo scorso 25 aprile.
Gli oneri che la società mette in conto includono tra i 750 e gli 800 milioni di dollari per le liquidazioni ed altri benefit collegati e tra i 350 e gli 800 milioni di dollari di costi collegati agli asset. Secondo le previsioni il piano di ristrutturazione sarà «sostanzialmente completato» entro il 31 dicembre di quest’anno e «del tutto completato» entro il 30 giugno 2015.
«È l’inizio del viaggio, non la fine»
Il programma è stato delineato in una email ai dipendenti dell’amministratore delegato, Satya Nadella: «La settimana scorsa ho sintetizzato la direzione strategica e la piattaforma della società. Ho chiarito che il focus deve essere l’inizio del viaggio non la fine. I passi più difficili riguardano la creazione dell’organizzazione e della cultura per dare vita alle nostre ambizioni», ha scritto Nadella, specificando che la società comincerà a tagliare 13.000 posti di lavoro e che l’ampia maggioranza delle persone che rimarranno a casa riceverà notifica entro i prossimi sei mesi. «È importante notare che stiamo eliminando posti in alcune aree e che ne saranno aggiunti in alcune altre aree strategiche», ha scritto Nadella, spiegando che la società «cercherà di essere il più attenta e trasparente possibile nel corso del processo».
L’intervento della Ue
«Mi rammarico per il taglio annunciato da Microsoft, la ristrutturazione è una realtà ma deve essere fatto in modo responsabile, basato sul dialogo con le parti sociali e rispettando le leggi sulla consultazione dei lavoratori»: così il commissario al lavoro Lazlo Andor, che ha chiesto di incontrare i rappresentanti di Microsoft «il prima possibile per avere più informazioni su tagli, misure per mitigare le conseguenze sociali e per capire come mobilitare fondi Ue a sostegno di chi ha perso il posto».

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GIA’ CI SONO CONTI CHE NON TORNANO (come per le torri)

Riporto solo la parte finale di questo articolo scritto da chi da mesi, anche in loco, segue la crisi ucraina. Notate come cercano ad ogni costo il casus belli, per tirare la Russia in guerra

“Boeing, prove manomesse”. Ma l’ispezione smentisce Kiev
L’Ucraina attacca i ribelli filo-russi: sciacallaggio sul disastro. Gli osservatori Osce entrano nella zona e trovano tutto intatto
Gian Micalessin – Dom, 20/07/2014 -

……………..Dalla Casa Bianca il presidente Obama cita invece un indagine d’intelligence «preliminare» e accusa i russi di aver fornito ai ribelli l’addestramento e i dispositivi necessari per lanciare il missile assassino. Nonostante queste apparenti certezze Washington continua a non esibire alcuna prova concreta. Una circostanza alquanto strana visto che l’area dell’abbattimento era sicuramente sotto il controllo dagli aerei Awacs in volo sui cieli del Baltico e dei satelliti Cia pronti a raccogliere prove sul coinvolgimento russo nel conflitto. La latitanza dei satelliti statunitensi appare ancor più strana alla luce delle foto esibite ieri dal capo del controspionaggio ucraino Vitaly Nayda.
Nelle immagini si vedono tre sistemi anti aerei Buk 1, dello stesso tipo di quelli che avrebbero abbattuto il Boeing, muovere dalle aree ribelli verso il confine russo. Le foto scattate nella notte successiva alla tragedia proverebbero che i tre blindati sono stati fatti velocemente rientrare in Russia. Ma come mai i sistemi di osservazione satellitare americani studiati e progettati per individuare l’emergere di minacce impreviste su territori ostili non ne hanno segnalato l’arrivo? E come mai, ore dopo lo schianto, gli stessi satelliti americani non hanno colto i movimenti dei sistemi d’arma immortalati invece dall’intelligence ucraina? Stranezze che fanno pensare. E dubitare. Anche perché il primo caduto di ogni guerra è sempre la verità. E la tragedia del Boeing malese non sembra fare eccezione.

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L’OSSESSIONE DI SPIARE TUTTI

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SCHIZOFRENIA DIPLOMATICA OCCIDENTALE

I’m confused, can anyone help me?

Neil Clark is a journalist, writer and broadcaster. His award winning blog can be found at http://www.neilclark66.blogspot.com.
Published time: April 15, 2014 10:06       Lo leggo da Rt

I’m confused. A few weeks ago we were told in the West that people occupying government buildings in Ukraine was a very good thing. These people, we were told by our political leaders and elite media commentators, were ‘pro-democracy protestors’.
The US government warned the Ukrainian authorities against using force against these ‘pro-democracy protestors’ even if, according to the pictures we saw, some of them were neo-Nazis who were throwing Molotov cocktails and other things at the police and smashing up statues and setting fire to buildings.
Now, just a few weeks later, we’re told that people occupying government buildings in Ukraine are not ‘pro-democracy protestors’ but ‘terrorists’ or ‘militants’.
Why was the occupation of government buildings in Ukraine a very good thing in January, but it is a very bad thing in April? Why was the use of force by the authorities against protestors completely unacceptable in January, but acceptable now? I repeat: I’m confused. Can anyone help me?
The anti-government protestors in Ukraine during the winter received visits from several prominent Western politicians, including US Senator John McCain, and Victoria Nuland, from the US State Department, who handed out cookies. But there have been very large anti-government protests in many Western European countries in recent weeks, which have received no such support, either from such figures or from elite Western media commentators. Nor have protestors received free cookies from officials at the US State Department.
Surely if they were so keen on anti-government street protests in Europe, and regarded them as the truest form of ‘democracy’, McCain and Nuland would also be showing solidarity with street protestors in Madrid, Rome, Athens and Paris? I’m confused. Can anyone help me?
A few weeks ago I saw an interview with the US Secretary of State John Kerry who said, “You just don’t invade another country on phony pretexts in order to assert your interests.” But I seem to recall the US doing just that on more than one occasion in the past 20 years or so.
Have I misremembered the ‘Iraq has WMDs claim’? Was I dreaming back in 2002 and early 2003 when politicians and neocon pundits came on TV every day to tell us plebs that we had to go to war with Iraq because of the threat posed by Saddam’s deadly arsenal? Why is having a democratic vote in Crimea on whether to rejoin Russia deemed worse than the brutal, murderous invasion of Iraq – an invasion which has led to the deaths of up to 1 million people? I’m confused. Can anyone help me?
We were also told by very serious-looking Western politicians and media ‘experts’ that the Crimea referendum wasn’t valid because it was held under “military occupation.” But I’ve just been watching coverage of elections in Afghanistan, held under military occupation, which have been hailed by leading western figures, such as NATO chief Anders Fogh Rasmussen as a “historic moment for Afghanistan” and a great success for “democracy.” Why is the Crimean vote dismissed, but the Afghanistan vote celebrated? I’m confused. Can anyone help me?
Syria too is rather baffling. We were and are told that radical Islamic terror groups pose the greatest threat to our peace, security and our ‘way of life’ in the West. That Al-Qaeda and other such groups need to be destroyed: that we needed to have a relentless ‘War on Terror’ against them. Yet in Syria, our leaders have been siding with such radical groups in their war against a secular government which respects the rights of religious minorities, including Christians.
When the bombs of Al-Qaeda or their affiliates go off in Syria and innocent people are killed there is no condemnation from our leaders: their only condemnation has been of the secular Syrian government which is fighting radical Islamists and which our leaders and elite media commentators are desperate to have toppled. I’m confused. Can anyone help me?
Then there’s gay rights. We are told that Russia is a very bad and backward country because it has passed a law against promoting homosexuality to minors. Yet our leaders who boycotted the Winter Olympics in Sochi because of this law visit Gulf states where homosexuals can be imprisoned or even executed, and warmly embrace the rulers there, making no mention of the issue of gay rights.
Surely the imprisonment or execution of gay people is far worse than a law which forbids promotion of homosexuality to minors? Why, if they are genuinely concerned about gay rights, do our leaders attack Russia and not countries that imprison or execute gay people? I’m confused. Can anyone help me?
We are told in lots of newspaper articles that the Hungarian ultra-nationalist party Jobbik is very bad and that its rise is a cause of great concern, even though it is not even in the government, or likely to be. But neo-Nazis and ultra-nationalists do hold positions in the new government of Ukraine, which our leaders in the West enthusiastically support and neo-Nazis and the far-right played a key role in the overthrow of Ukraine’s democratically elected government in February, a ‘revolution’ cheered on by the West. Why are ultra-nationalists and far-right groups unacceptable in Hungary but very acceptable in Ukraine? I’m confused. Can anyone help me?
We are told that Russia is an aggressive, imperialist power and that NATO’s concerns are about opposing the Russian ‘threat’. But I looked at the map the other day and while I could see lots of countries close to (and bordering) Russia that were members of NATO, the US-led military alliance whose members have bombed and attacked many countries in the last 15 years, I could not see any countries close to America that were part of a Russian-military alliance, or any Russian military bases or missiles situated in foreign countries bordering or close to the US. Yet Russia, we are told, is the ‘aggressive one’. I’m confused. Can anyone help me?
I’m confused. Jen Psaki, US State Department spokesperson, says that the Ukrainian government has ‘every right’ to use air strikes against its opponents in Ukraine on the grounds that it ‘is defending the country’.
Yet in 2011, alleged air strikes by Libyan government forces against its opponents were used as a reason for the imposition of a ‘no-fly zone’ which was followed by a NATO-led military intervention against Libya. We were told that the Libyan leader Muammar Gaddafi was ‘killing his own people’ and had to be stopped. The deaths of over 200 people in Libya was, according to US Secretary of State Hillary Clinton, ‘unacceptable’. But the Ukrainian government is killing its own people today, and despite more than 200 people being killed (as of 10th July the number of civilian deaths was 478, including seven children), western leaders do not say that the Ukrainian leader, Petro Poroshenko, has to be stopped, or that the bloodshed is ‘unacceptable’ and nor are there any calls for a ‘no-fly zone’ to be imposed. Why is it acceptable for the Ukrainian government to launch a military offensive, including air strikes against its own people, but unacceptable for the Libyan government in 2011 to do likewise? I’m confused. Can anyone help me?
In the lead up to the US-led military intervention against Libya in 2011, western politicians and commentators couldn’t stop talking about the country. These caring ‘humanitarians’, it seemed, had so much concern for the plight of the Libyan people. Three years on, and Libya is in chaos, with regular fighting between rebel militia. Only on Sunday it was reported at least seven people had been killed and over 30 injured in clashes between rival militias near Tripoli’s international airport. But despite Libya’s troubles, western politicians and leading commentators are no longer mentioning the country, in fact it seems they’ve forgotten about it all together. Why were they so interested in Libya and the plight of its people in 2011, but not interested today? I’m confused. Can anyone help me?
In Britain, neocon pundits and politicians warn us repeatedly about the threat of radical Islam at home. We are told of alleged sinister plots by Islamic extremists to take control of our classrooms. Yet the same neocons who want us to be worried about the ‘threat’ of radical Islam, have supported the violent overthrow of the secular Syrian government by rebels dominated by Islamic jihadists who have beheaded and blown up many people. These same neocons also backed radical Islamic fighters in Afghanistan in the 1980s. Why are the neocons so opposed to what they regard as Islamic extremism at home, but so supportive of it in certain countries abroad? If ‘ Islamic extremism’ really is such a bad thing, then surely it is a bad thing everywhere? I’m confused. Can anyone help me?
Britons who have fought with anti-government rebels in Syria have been arrested under anti-terrorist legislation when they have returned home.
Yet the British government wanted us to go to war against Syria last summer and has given rebels fighting the Syrian Army financial support. Why are Britons being criminalized for fighting for a cause i.e. the violent overthrow of President Assad which the British government and much of Britain’s political/media elite enthusiastically supports? I’m confused. Can anyone help me?
At time of writing, over 160 people, including about 30 children, have been killed in Israel’s latest bombardment of Gaza, and thousands of citizens have fled. In 2011 I remember lots of western political figures and media commentators telling us that the US and its allies had a ‘Responsibility to Protect’ civilians in Libya from attack by government forces. But I haven’t heard calls from the same people saying that there is a ‘Responsibility to Protect’ people in Gaza under attack from Israeli strikes. Nor have I heard them say there is a ‘Responsibility to Protect’ civilians in Ukraine coming under attack from Ukrainian government forces. Why does ‘R2P’ apply to some people but not to others? I’m confused. Can anyone help me?
Israel has justified its military operation in Gaza on the grounds that it is fighting terrorism. Yet in 1999 I remember the Yugoslav government using the same arguments to justify its actions in Kosovo saying it was carrying out a counter-terrorist operation against the KLA (UCK) who had been killing, among others, Yugoslav state officials. But while Israel’s ‘anti-terrorist’ justifications are accepted by western leaders, Yugoslavia’s were not, and the country was bombed for 78 days by NATO with its leader later sent to trial at The Hague for war crimes. Why is it ok for Israel to use military force in its ‘anti-terrorist’ campaigns, but not ok for the Yugoslav government to use military force in its ‘anti-terrorist’ campaigns in 1999? I’m confused. Can anyone help me?
Before the Iraq war we were told by neocon supporters of military intervention that toppling Saddam Hussein was a crucial step in winning the ‘war on terror’. When the interviewer said “If we go into Iraq and we take down Hussein?” Richard Perle, chairman of the Defense Policy Board, replied: “Then I think it’s over for the terrorists.” Perle also said: “There can be no victory in the war against terrorism if, at the end of it, Saddam Hussein is still in power.” But it’s over eleven years now since Saddam Hussein was in power and the ‘war on terror’ is still going on- in fact even tougher ‘anti-terror’ security checks at our airports are being introduced. I’m confused. Can anyone help me?
Tony Blair says that “The starting point is to identify the nature of the battle. It is against Islamist extremism. That is the fight.” Yet this same Tony Blair led a war to topple a secular Arab leader, Saddam Hussein who was an enemy of Islamic extremist groups like Al-Qaeda and has also backed western intervention against the secular government of President Assad in Syria. The Assad government is fighting against ISIS, which also threatens the government in Iraq, yet Blair says that we must “support the Iraqi Government in beating back the insurgency.” Why should we be supporting the fight against ISIS in Iraq- but trying to topple a government which is fighting ISIS in Syria? I’m confused. Can anyone help me?

 

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SALVINI ALL’EUROPARLAMENTO

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LE DUE DIRETTIVE DELLA POLITICA ESTERA OCCIDENTALE E I TRE GOLEM

ALLA VIGILIA DI UNA GUERRA, MA ANCHE L’ALBA DI UNA NUOVA CIVILTA’

PAOLO DE BERNARDI

1“Sono solamente 9 i Paesi che hanno la Banca Centrale non controllata, direttamente o indirettamente, dai Rothschild. Sono: Cina, Russia, Iran, Venezuela, Ungheria, Siria, Cuba, Islanda e Corea del Nord. Tre di questi Paesi, nell’ordine Russia, Iran e Venezuela, sono anche le tre più grandi riserve energetiche del mondo, considerando le riserve di petrolio, gas e carbone” (cito dal link sotto). A questo potente potere bancario mancano solo 9 perle da infilare. Dopo di che l’uroboro, con la coda in bocca avrà circondato il globo, stretto tra le sue spire. Solo così si capisce come si forma la lista degli “Stati canaglia” dove urge portare la democrazia e i diritti umani, specie dei gay.

2Ma questo è solo uno dei due rami che formano le linee guida della politica estera occidentale. L’altro ramo è la dottrina strategica apparsa in “Kivunim” (rivista di stato), quella formulata nel 1982 da Oded Yinon, consigliere militare israeliano, che per la sicurezza dello stato di Israele raccomandava la frammentazione etnica e religiosa degli stati circostanti, trasformandoli da Stati a entità territoriali dominate dalla lotta tra fazioni (specie di califfati, esattamente come quello che si sta formando tra Siria e Iraq).

L’élite o lobby che domina in Occidente, per realizzare questi due obiettivi si avvale di tre Golem:1 Gli Stati Uniti, 2 L’Unione Europea; 3 Arabia Saudita- Qatar. Il primo e il secondo Golem vengono usati per il primo obiettivo, cercando di far fuori Russia e Cina in primis (padrone purtroppo delle proprie banche centrali), fomentando la crisi ucraina come innesco del conflitto, per ora solo energetico ed economico. Il terzo Golem si occupa di frammentare il Medio Oriente sostenendo il jiadismo sunnita che deve “califfare” il territorio facendo sparire gli stati (così son finiti la Libia e L’Iraq). Ma segretamente anche il primo Golem lavora a questo, facendo finta di combattere Al qaeda con la mano destra (scoperta), ma finanziandola con la sinistra (nascosta).

All’interno del primo Golem, è in corso una guerra occulta. L’élite anonima che qui domina, che controlla la Cia e che emette ordini alla Casa Bianca attraverso il Cfr vuole che i primi due Golem uniti affrontino militarmente Russia e Cina, facendo credere alla popolazione e alla Casa Bianca, ritenuti babbei, che i due colossi, anche uniti, sarebbero deboli (basterebbero, secondo loro, una trentina di bombe atomiche ben piazzate e sparate per primi. “First Strike”. Come se i russi, che vivono nella nazione più grande del pianeta fossero così stupidi da concentrare le loro migliaia di bombe atomiche intercontinentali nel raggio di 1 km quadrato!) Obama, ha detto tra sé: “oltre che pazzi questi hanno la faccia come il didietro, mi chiedono di finanziare i jiadisti di Al qaeda. Che diranno i miei elettori quando sapranno che sto finanziando e supportando quelli ritenuti (a torto) responsabili di aver buttato giù le torri gemelle? A loro, insediati nel Cfr, che nessuno ha eletto, di questo non frega un tubo”

Obama con la Merkel, ricevuta un paio di mesi fa, si è trattenuto un numero di ore inconsueto. Due capi di stato parlano 20 o 40 minuti; eccezionalmente un ora e mezza. La Merkel e Obama sono stati a parlare 4 ore! Obama ha fatto capire la situazione, dicendo che non è l’America a volere la guerra con la Russia, bensì l’élite psicopatica, sedicente illuminata, che fa di tutto per provocare la Catastrofe a partire dalla crisi ucraina. Catastrofe che sarebbe sicura per Europa e America, perché la crisi ucraina innescata dai soliti Soros (scudieri e uomini di facciata della élite) e sostenuta con l’invio di mercenari provocatori (gli stessi che devono “califfare” il Medio Oriente), ha terribilmente rafforzato la Russia, che non solo si annette la strategica Crimea, ma si lega alla Cina con una fornitura energetica da 400 miliardi di metri cubi di gas all’anno (seguono esercitazioni militari congiunte dei due paesi) e si lega al Giappone con una fornitura di 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno (paese che approfitta della congiuntura per riarmarsi, finito il severo veto Usa, i quali sperano che si armi contro la Cina. Ma i giapponesi non sono stupidi). La Germania, terzo colosso economico del mondo, non sta a defilarsi dal costituendo immenso mercato euroasiatico (avviato con la firma ad Astana dell’Unione Economica Euroasiatica), bensì sta pensando di inserirsi nel ricco piatto rivitalizzando la “Via della seta” che unisca Giappone, Cina e Germania, sotto lo sguardo benevolo dell’Orso russo che nutre queste elevatissime tecnologie con le sue immense risorse energetiche. Questo formidabile blocco euroasiatico dovrebbe fare paura a chiunque. Ma i pazzoidi vogliono mandargli contro i tre Golem, recalcitranti per ovvi motivi, come chiunque che sappia fare due più due.

La Merkel dopo le quattro ore con Obama, sa di avere la grossa responsabilità di evitare una guerra mondiale a innesco ucraino. Perciò sta lavorando fitto per evitare questo, sentendosi in continuazione con Putin e Poroshenko (questo molto verosimilmente uomo dell’élite, che sta facendo di tutto perché la crisi non si dipani). D’altro canto la Merkel e gli industriali tedeschi sanno che andare contro la Russia equivale a darsi martellate sui testicoli, perché come gli altri paesi europei mediamente dipendono dal gas russo per il 30% del fabbisogno energetico. La sola Germania mesi fa ha venduto alla Russia 600 locomotive ferroviarie. Non sono noccioline. Tuttavia dal Cfr attraverso la Casa Bianca arrivano forti pressioni sui vertici europei affinchè l’Europa blocchi la costruzione del gasdotto South Stream, che bypassando l’Ucraina dovrebbe rifornire di gas l’Europa. Attorno a questa opera si concentra la guerra diplomatica più che attorno a Kiev, perché se passa il South Stream l’Eurasia diventa un blocco granitico dal Giappone al Portogallo. Sola Superpotenza. Per evitare questo l’èlite che domina l’America è disposta a chiedere ai suoi primi due Golem qualsiasi sacrificio, anche il suicidio. Vorrebbero deindustrializzare l’Europa, facendole credere che sarà rifornita di shale gas proveniente dagli Usa (presa per i fondelli, se anche fosse possibile costerebbe il triplo). Ma l’Europa, se non vuole tornare all’età della pietra, per poter resistere alla concorrenza dei mercati orientali ha bisogno vitale di gas russo a basso costo, altrimenti i suoi prodotti, ancorché di alta qualità non si vendono, e le strade si riempiono di disoccupati che fanno casino. Questo lo sanno gli industriali tedeschi, francesi, austriaci, e forse anche gli italiani. Ma i governanti di questi paesi, per lo più, son tenuti per le p…e dall’”alleato” (tutti intercettati e ricattabili, perché tutti hanno una magagna da nascondere).

Per gli europoidi l’èlite che domina l’America ha pronta una trappola, che si chiama TTIP , che consiste nell’annientamento dell’economia europea. Come funziona? Le gigantesche aziende americane delle auto, dei telefonini, dei computer ecc. dopo la firma del trattato sbarcheranno in Europa in condizioni giuridiche e fiscali vantaggiosissime. Gli Stati nazione, se queste inquinano, devastano l’ambiente o fanno concorrenza sleale non potranno far loro nulla; non ci si potrà opporre alla vendita di carne ormonata americana e trattata con ractopamina (farmaco dannoso per la salute umana che impedisce a bovini e suini di metter su grasso); non ci si potrà opporre agli Ogm, sia nel cibo che nelle coltivazioni; non ci si potrà opporre al fracking del territorio; ecc (TTIP=devastazione della salute e dell’ambiente). Alla popolazione europea queste aziende d’oltreoceano daranno auto, telefonini e computer gratis, cosa che nessuna azienda europea sarà in grado di fare. Queste falliranno tutte. Questi prodotti dati gratuitamente saranno predisposti per carpire tutti i dati personali degli utenti, anche i giorni in cui una donna ha il ciclo, e tutti questi dati saranno venduti a caro prezzo al Nsa. Questa da dove prende i soldi? Ovvio, dalla Federal Reserve che stampa all’infinito la sua carta vuota e la mette a disposizione per il Progetto Grande Fratello. I giapponesi, che coglioni non sono, come dicevo, non hanno firmato il trabocchetto, mentre i leader europoidi non vedono l’ora. Russi e cinesi, compresa le base su cui poggia questa aggressione-guerra commerciale, masochisticamente accettata dall’Europa, hanno iniziato a de-dollarizzare le transazioni commerciali, cosa che verosimilmente si estenderà a Brics e Argentina (ma seguiranno questa strada altri “Stati canaglia”). Questa considerazione del dollaro come carta straccia, da parte di sempre più numerosi paesi, oltre all’avanzata incontenibile dei bitcoin e simili monete virtuali (non controllabili), stanno facendo perdere la testa a quelli dell’élite; per loro l’ultimo disperato tentativo per fermare il crollo del loro potere, poggiante sulla vuota moneta, stampabile all’infinito, è scatenare la guerra globale e sostituire il contante con moneta telematica da loro monopolizzabile.

Intanto i membri dell’élite, che ritengono di dover diventare padroni della terra per qualche missione divina (o diabolica, non so), si sono accorti che Obama sta facendo il doppio gioco, o meglio, non fa il loro gioco. Fa una politica estera svogliata e anziché aprire nuovi teatri di guerra come loro vorrebbero, li chiude. Non prende ordini dal Cfr e non si decide a sostenere i Jiadisti califfari. Obama ha dalla sua l’Fbi, mentre il Cfr ha dalla sua la Cia. E’scontro, come è provato dalla messa sotto accusa, da parte dell’Fbi di Steve Pieczenik , che per conto della Cia e Cfr doveva ottenere che Moro non fosse stato liberato. Per questo alla riunione Trilderberg, ultima che c’è stata, la svogliatezza di Obama a fare la guerra è stata messa all’ordine del giorno. E’ sicuramente in programma qualcosa di grosso contro di lui per farlo cadere (anzi rischia la vita). Il Nobel per la pace lo meritava e lo merita.

Obama ha provato a spiegare che la Russia non è affatto debole, ma tecnologicamente avanzatissima e superiore. La Siria, al tentativo di bombardamento Nato ha risposto incenerendo in aria i missili Tomahawk lanciati dalle navi Nato nel Mediterraneo e ha bruciato anche un aereo che ha violato il suo spazio con i missili russi S-300. Non entra una mosca nel suo spazio aereo; ecco perché hanno dovuto desistere e provare a fiaccarla facendo mandare dal terzo Golem i mercenari tagliagole. Fallito pure questo. La Russia, agli inizi della crisi Ucraina, quando la Nato sperava di sloggiare la flotta russa da Sebastopoli, ha mostrato la indiscussa superiorità tecnologica disarmando il cacciatorpediniere americano D. Cook, rendendo impotente il sistema Aegis; la nave aveva tutto spento; non funzionavano nemmeno gli sciacquoni del bagno. Un caccia russo gli è passato sopra la testa 12 volte, per mostrar loro che li poteva annientare come gli pareva. I marinai del Cook se la sono fatta addosso e molti si sono dimessi (“dove ci mandate con una tecnologia militare così arretrata?”). Se è impenetrabile la Siria, figuriamoci la Russia, che tra le altre cose carine, come missili intercontinentali a testata nucleare inintercettabili da alcun sistema missilistico sulla terra, sta mettendo a punto gli S-500. Questo paese in una recentissima esercitazione missilistica (mai vista prima al mondo) ha mostrato i muscoli, esibendo agli stupidi vertici europoidi (controllati dal primo Golem) un potenziale bellico enorme.

I ragazzi europei e americani a tutto sono adatti meno che alla guerra. L’esercito cinese è composto di 2.600.000 in periodo di pace!I russi, 10 volte meno numerosi dei cinesi, in caso di guerra possono mettere in campo 50.000.000 di uomini tra 18-48 anni; provate a immaginare la Cina!. I ragazzi russi a 18 anni sanno maneggiare una 9×21 e sanno cosa è il “passo del leopardo”, mentre i loro colleghi occidentali stanno a farsi le seghe su face book e a rollare canne, incapaci pure di accontentare le loro coetanee, che devono arrangiarsi coi cinquantenni a pagamento, mandati in galera , non si sa perché, dai magistrati. (Ma le avete viste a Milano le minorenni che seguendo Miley Cirus, qualche mese fa, mimavano atti sessuali e masturbazioni? Mandate in galera loro e le loro zoccole madri, perché sono loro che hanno commesso il reato di adescamento a danno dei cinquantenni!). Con questa gente volete far guerra a Russia e Cina unite? Bisogna essere totalmente dementi. E’ per questo che quelli ancora lucidi stanno investendo disperatamente nella robotica di guerra; sperano di poter fare un esercito a base di droni e robot, non potendolo mettere in piedi con la poltiglia umana che si ritrovano nei loro paesi (obesi, nevrotici, drogati, sui teatri di guerra sparano a gatti e bambini), in perenne crisi alimentare per l’austerità voluta dai Parassiti. Solo in Usa 50.000.000 di persone ogni giorno, per mettere insieme pranzo con la cena, devono ricorrere ai sussidi governativi, per ottenere poi cibo spazzatura. I parassiti vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Da un lato rendono la gente ammalata e rammollita con le politiche di austerità per ripianare il debito pubblico, dall’altro vorrebbero che questa gente fosse atta alla guerra su teatri difficili e lontani!

Vi sareste dovuti trovare a Bruxelles il 17 V 2014 quando era in corso una specie di omo pride. Le scolaresche venute da varie parti d’Europa per conoscere le principali istituzioni europee e il loro funzionamento si sono trovate di fronte il vero volto di questa Europa: ai lati delle strade, ovunque giovani intenti ad ubriacarsi; altri a rollare canne; più avanti sfila la manifestazione degli omo, con uomini, anche anziani in mutandine, con su scritto “toccami”. Uno di questi, disgustoso a vedersi, palpeggia i genitali allo scolaro 16enne che sta passando. Tutti sorridono bonariamente, docenti e passanti. Se il gesto lo avesse fatto un uomo eterosessuale verso una sedicenne lo avrebbero sbattuto in galera per anni! Lo ha fatto un omo, non è accaduto nulla. Specie protetta a cui vorrebbero affidare i bambini dopo aver dato loro il diritto a rappresentare una forma “diversa di famiglia”

Un  intellettuale occidentale, giorni fa intervistato da un giornale, diceva che dopo il crollo dell’Unione sovietica resta un unico modello di cultura e civiltà, che sarebbe quello americano. Svegliatelo, poichè è nato da un po’ un modello alternativo forte, che in sede Onu (giugno 2014) ha votato a favore di un modello di famiglia fatto di uomo e donna, il solo in grado di garantire al bambino idonea tutela ed educazione. Hanno votato a favore Russia, Cina, Africa e molti paesi medio orientali. I debosciati europoidi hanno votato contro, volevano riconosciuta la famiglia fatta di omo. Questi paesi, Russia e Cina in testa, hanno bocciato gli Ogm, vietati nei loro paesi; favoriscono la ginnastica nell’educazione giovanile, non liberalizzano le droghe, promuovono un ritorno alla terra per una vita a dimensione umana e naturale, tutelano le loro radici culturali e la loro lingua (mica fanno come al Politecnico di Milano dove si faranno corsi ed esami solo in inglese), bocciano iniziative di educazione sessuale ai bambini, volte a confonderli circa la loro vera identità sessuale, o addirittura consentendo che venga fatta loro propaganda omosessuale (severamente vietata in Russia);Russia e Cina vietano l’importazione nel loro paese di carne americana o canadese trattata con ractopamina (dannosa al sistema cardiovascolare umano e proibita in 160 paesi); la Russia ha vietato l’importazione di carne americana trattata con monossido di carbonio, un gas  che consente alla carne, anche vecchia di un anno (!?), di apparire fresca e brillante agli occhi dello sprovveduto consumatore (con la firma del TTIP se la beccherà l’Europa); questi paesi ripudiano la moneta-carta, vuota, priva di copertura aurea. Domandate al tipo se questo non è un modello culturale e civile alternativo e sempre più seguito da numerosi paesi.

La Russia ha creduto di fare deterrenza facendo volare un mese fa dei caccia bombardiere strategici, capaci di armi nucleari, sulle coste della California, mostrando come le difese antiaeree americane se ne accorgessero un bel po’ dopo che erano passati. Non è deterrenza minacciare i Golem, bensì quelli che danno loro ordine. Se questi giocano alla guerra è perché si sentono sicuri di non esser colpiti. Continuo a ritenere, senza prove, che questi stiano rintanati in Australia, credendosi al sicuro dai missili Topol e Bulawa, sperando nella sprovvedutezza strategica sino-russa, tutta impegnata a sparare contro i Golem e non contro i mandanti, per i quali i tre Golem sono spregevole carne da macello. Non gliene frega niente se si beccano le bombe atomiche.

http://umbvrei.blogspot.it/2014/03/solo-9-paesi-hanno-una-banca-centrale.html

 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13438

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MENTRE LA TV DISTRAE GLI ITALIANI CON CALCIO E GOSSIP E CON “INTELLETTUALI” CHE SI TRASTULLANO IN CAZZATE….CHE ACCADE?

GIANNI LANNES, Italia usa e getta; i nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari, Arianna editrice, 2014

Leggiamo qualche pagina dall’introduzione del libro appena uscito (giugno):
INTRODUZIONE

Il tema di questo libro di inchiesta è la colonizzazione forzata del nostro Paese, un ecosistema sociale fragile che non ammette di esserlo. Il totalitarismo che avanza, la standardizzazione del pensiero unico. Insomma, la storia che i libri di storia non hanno narrato: una nazione che ha creduto di essere liberata, invece è stata invasa e occupata militarmente. Un popolo che ha immaginato di guadagnare la democrazia, mentre ha perso la libertà e rischia la salute. Uno Stato abissalmente distante dal racconto apologetico che monopolizza il discorso pubblico, ormai televisivo, stravolgendo la realtà. Benvenuti nel paradiso a stelle e strisce, una portaerei nel Mediterraneo dove albergano indisturbate le armi di distruzione di massa. Una volta, tanto tempo fa, l’Italia veniva chiamata “Isola delle meraviglie”; allora il giardino d’Europa esprimeva una civiltà e non era ancora preda dei ladri di futuro, di coloro che si riservano il diritto di annientare la vita in un amen, ammantati dai segreti di Stati.
Nel XXI secolo valgono ancora i patti siglati sottobanco, suggeriti da diplomatici e militari in carriera. L’accordo bilaterale – Bilateral Infrastructure Agreement (1954) – mai ratificato dal Parlamento, è stato imposto dal governo United States of America. In altri termini, una delega in bianco in nome e per conto di milioni di biografie anonime: nomi, cognomi, soprannomi, date di nascita e giorni preconfezionati di morte. Cose buone dal mondo: un cancro garantito e certificato a norma di legge. La nocività come strategia di selezione della specie. Tappa finale, la progressiva rarefazione dei beni ambientali di prima necessità: aria salubre, acqua pulita, terra sicura. I dati ufficiali parlano chiaro: 10 milioni di italiani sopravvivono in aree gravemente inquinate. E va sempre peggio. Non a caso, il codice penale del Belpaese ignora l’ecosistema. Guai, però, a fiatare. Il problema non è la destra o la sinistra, come aveva intuito Giorgio Gaber. C’è dell’altro. Con le mafie che fatturano il 20% del prodotto interno lordo, è in atto una pacifica e duratura convivenza in vigore dallo sbarco degli “alleati” nel 1943.
Segreti e sangue a fiumane, per nascondere traffici di armi, occultamenti di rifiuti, strategie offensive. Stragi, omicidi, omissioni, insabbiamenti della verità, per celare affari nebulosi e ruberie parastatali.
Allora, vi siete mai accorti di quanto sia bello vivere in un eden trasformato in un inferno? Belpaese a sovranità azzerata, almeno a partire dalle clausole, ignote perfino agli storici di professione, dell’armistizio di Cassibile. La nazione italiana occupata dagli Stati Uniti d’America, non è sovrana né indipendente, ma succube. La fragilità italica cova le radici proprio nella lunga sequela di misteri alimentati a dismisura. Una litania di accordi internazionali ha annichilito la Costituzione repubblicana del 1948: ultimi in ordine temporale i Trattati di Prüm, Lisbona e Velsen, che assoggettano ogni Stato del vecchio continente a una normativa sovranazionale, promulgata da legislatori oscuri e ratificata da parlamentari sulla cresta dell’onda. Avanza incontrastato il militarismo. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Eurogendfor, la nuova polizia militare europea che ha assunto poteri e compiti totalmente al di fuori del controllo democratico. Una decisione ratificata anche dal Parlamento italiano (opposizione compresa) nell’anno 2010.
Chissà quante generazioni ci vorranno, perché approdi una nuova leva di italiane e italiani che sappiano scrollarsi di dosso la rassegnazione. Come se l’ex giardino d’Europa fosse soltanto una nauseabonda torta da spartirsi: appalti, subappalti, commesse e posti al sole.Chissà se riusciremo a piantare quel seme buono a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri, il coraggio dei padri, l’abnegazione dei nonni, di coloro che hanno fatto grande l’Italia, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto la riducesse in polvere.Chissà se riusciremo ad arrestare i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà.Tutte le strade, anche le più buie, hanno un sole che accompagna il cammino e un vento di pacifici colori che danza annunciando la primavera. Non c’è davvero più tempo da perdere. È meglio essere attivi oggi che radioattivi e mutanti domani.”Ogni frase, ogni elemento di questo libro è fondato anche su documenti classificati e riservati, senza tesi precostituite: solo così ha la sua efficacia. Senza illazioni ed imprecisioni. Ricostruire il come di ogni falsità e di ogni segreto, e dimostrarlo”.
I nostri mari sono stati usati come discarica di ordigni nucleari dello zio Sam, e mai bonificati.
Nella Penisola albergano centinaia di potenti ordigni (bombe, missili, mine) nucleari di proprietà degli Stati Uniti d’America. In caso di incidente, sabotaggio, bombardamento o altro, per l’Italia sarebbe la fine.
Nei mari del giardino d’Europa transitano, attraccano, sostano e giocano alla guerra unità a propulsione ed armamento nucleare.
L’Adriatico e il Tirreno sono stati trasformati segretamente dalle Forze Armate anglo-americane, in discariche di armi vietate dalle Convenzioni internazionali di Ginevra e di Parigi. In base ai resoconti dell’Alleanza atlantica, le stime istituzionali fanno riferimento a circa un milione di bombe eterogenee caricate con aggressivi chimici e nucleari.
Le radiazioni sono invisibili, ma tutti gli esseri viventi in natura ne risentono,
l’organismo umano si ammala e muore.
Abbiamo il diritto di sapere cosa stanno facendo alla flora e alla fauna,quali implicazioni ha tutto questo sulla catena alimentare e i delicati equilibri ecologici dei nostri mari.
Le conseguenze potrebbero essere drammaticamente irreversibili.
Indice
Introduzione
1 Stivale atomico
2 Mediterraneo esplosivo
3 Nucleare tricolore
4 Radiazioni belliche
5 Eldorado di guerra
Note
Mediterraneo esplosivo
Fukushima?
Peggio.
Di Chernobyl galleggianti ne abbiamo almeno sei o sette, in navigazione nei mari italiani, e sovente effettuano soste urbane addirittura in dodici città. Ecco il giro dello Stivale: Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellamare di Stabia, Gaeta, Livorno, Napoli, La Maddalena, Taranto, Trieste, Venezia e La Spezia.
Non è uno scherzo. Immaginate una mezza dozzina e passa di centrali nucleari di vecchia generazione (modello Three Mile Island o Chernobyl) che, senza controllo ambientale, vanno a spasso per il Mediterraneo e di tanto in tanto approdano nei porti della Penisola; poi ipotizzate che queste centrali nucleari siano in continuo movimento, cariche di missili a testata atomica.
Non è fantascienza, accade realmente.
Secondo Greenpeace,
«da 8 a 22 reattori, a bordo di sottomarini e portaerei delle flotte militari di USA, Francia e Gran Bretagna, percorrono ogni giorno il Mediterraneo alla ricerca di nemici ormai immaginari, visitando periodicamente i porti italiani. Il rischio di incidenti al reattore in mare è elevatissimo»
Battono i mari d’Italia, attraversando i corridoi marittimi più trafficati come lo stretto di Messina e le Bocche di Bonifacio, senza disdegnare il Golfo di Venezia o quello di Trieste, incrociando petroliere, gasiere e navi con carichi pericolosi di natura chimica. Per le loro soste, scelgono le popolatissime baie ai piedi di due vulcani, l’Etna e il Vesuvio, accanto a depositi di carburante e munizioni, raffinerie e industrie a rischio di incidente rilevante (almeno in base alle Direttive Seveso).
Si tratta dei sottomarini a propulsione nucleare della Marina militare USA – ma non solo – che partecipano anche alle frequenti esercitazioni belliche della NATO.
Le unità subacquee dislocate nel Canale di Sicilia, per bombardare eventualmente gli obiettivi militari e civili degli Stati definiti “canaglia” come l’Iran o la Siria, sono quattro: l’USS Providence (SSN 719), l’USS Scranton (SSN 756), l’USS Florida (SSGN 728) e l’USS Newport News (SSN 750), cui si è aggiunto dal 24 gennaio 2014 anche l’inglese Tireless (Instancabile), una famigerata conoscenza siciliana tornata nuovamente nel Mediterraneo.
Allora, c’è la storiaccia dell’Instancabile, andata in onda il 12 maggio 2000, sconosciuta ai più e rimossa dalla cronaca, su cui va accesa l’attenzione. Sono trascorsi quasi quattordici anni dall’incidente al reattore nucleare del sommergibile inglese Tireless.
Ufficialmente, la Royal Navy ha sempre minimizzato, ma nel 2004 un documentario di denuncia di pacifisti scozzesi ha attestato inequivocabilmente che l’incidente avvenne in Sicilia. Nella sua fuga verso Gibilterra, il sottomarino si lasciò dietro una gran quantità di liquido radioattivo, fuoriuscito dal sistema di raffreddamento del reattore nucleare.
La radioattività non svanisce nel nulla:
in acqua i danni si amplificano e sono irreversibili.
Il Tireless – lo si evince dai documenti ufficiali – ha subito numerosi e gravi incidenti, come quello del 20 marzo 2007, tuttavia il 24 gennaio scorso ha fatto nuovamente ingresso nel Mare Nostrum. Dove si è diretto? Forse ancora in Sicilia? Le criptiche ordinanze della Guardia costiera di Augusta certificano, nei giorni di marzo 2014, alcune esercitazioni militari.
John Ainslie, il coordinatore del movimento scozzese per il disarmo ha denunciato:
«Il sottomarino era nel Mediterraneo, non si sa dove. Subito non fu rivelata l’entità del problema: l’incidente al reattore nucleare fu più grave di quanto detto ufficialmente»
L’incidente fu molto più grave di quanto le autorità di sua maestà Windsor comunicarono all’opinione pubblica italiana e spagnola. Hanno ben pochi dubbi, i pacifisti scozzesi che da anni lottano contro le basi dei sottomarini nei laghi. Sono loro, i protagonisti di un’interessante ricerca – quasi ignota in Italia – sull’incidente del Tireless, e l’hanno spiegata al regista Ben Kempas, che vi si è ispirato per il suo The Loch long monster.
L’interrogazione a risposta scritta del senatore Stefano Semenzato (4-21306) del 17 novembre 2000 non ha mai avuto una risposta dal Governo italiano:
«Si chiede di sapere quali provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo, per impedire che eventuali avarie ai sottomarini nucleari britannici all’interno delle acque territoriali italiane possano causare danni alle popolazioni e all’ambiente, e se non ritenga opportuno in questo quadro (così come già fatto dal governo spagnolo) disporre che i sottomarini nucleari che intendano transitare nelle acque territoriali siano tenuti a rendere noti alle autorità competenti i piani di emergenza degli stessi».
Dove è avvenuto, esattamente, l’incidente del sommergibile nucleare? Quanto vicino alla costa siciliana? Ma soprattutto, in che quantità si riversò in mare il liquido radioattivo, che fuoriusciva dal sistema di raffreddamento?
Il Tireless aveva fatto scalo ad Augusta, un porto ancora oggi trafficato di unità NATO a propulsione e ad armamento nucleare, nonostante sia un attracco industriale per chimichiere, gasiere e petroliere. A tutt’oggi, non è stato reso noto alla popolazione civile, come prescrivono le normative in materia, un piano di sicurezza in caso di incidente nucleare. Perché?
Dunque, rotta sul passato.
Nell’ottobre del 2000, la Royal Navy annunciò a sorpresa che dodici sottomarini a propulsione atomica della sua flotta erano stati richiamati urgentemente alle basi, per controlli al sistema di raffreddamento del reattore: ben sette risultarono avere delle incrinature alle condutture.
Il giorno dell’incidente, la prima notizia fu solo che il Tireless stava rientrando al porto di Gibilterra per un’avaria non grave. In seguito, le proteste degli ecologisti spagnoli costrinsero il governo Blair a chiarire:
«Non c’è stato alcun pericolo per i 105 uomini dell’equipaggio, né per la popolazione di Gibilterra. Il guasto al reattore ha causato solo una piccola perdita di liquido. E comunque il reattore è stato disattivato. Il sottomarino ha fatto rotta verso Gibilterra con il motore diesel».Fu nell’ottobre del 2000 che emerse a brandelli, la verità più scottante.La Marina inglese ammise che il reattore dell’Instancabile era stato riattivato dopo essere stato frettolosamente spento al momento della rilevazione dell’avaria. Quel reattore aveva continuato a funzionare male per altre 36 ore, e per tutto questo tempo aveva versato la sua scia di liquido radioattivo.
«Fu un grave errore riavviare il reattore dopo il guasto», rivela John Large, l’ingegnere nucleare che mise in allarme il governo di Gibilterra sui rischi delle riparazioni del Tireless.
A un soffio da noi, NATO, alleati e affini giocano alla guerra con frenetiche e ininterrotte esercitazioni belliche; per accertarlo, è sufficiente salpare l’ancora violando le aree interdette o, in alternativa, consultare le ordinanze fantasmagoriche – della serie “appaio e scompaio in un baleno” – delle Guardie Costiere.
Si tratta di reattori di vecchia generazione, pre-Chernobyl: impianti tutti rigorosamente privi di sistemi di protezione e sicurezza; mezzi, per di più, impegnati in operazioni di guerra su cui vige il massimo segreto. Queste unità sono perennemente dedite alla caccia di prede e alla sperimentazione di sofisticate armi a comando remoto.
È quanto è avvenuto nelle acque siciliane del Mar Ionio con l’esercitazione aeronavale denominata “Proud Manta 201” a cui hanno partecipato dieci nazioni dell’Alleanza atlantica. Ogni sei mesi, la flotta atlantica statunitense prevede lo schieramento nel Mediterraneo di un gruppo di battaglia, comprensivo di una portaerei, due sottomarini e altre navi da guerra.
Quali sono i pericoli concreti?
Spiega il professor Massimo Zucchetti, docente di Impianti nucleari al Politecnico di Torino:
«L’emissione di radioattività nei nostri mari, nel Mediterraneo, in particolare nello Jonio è costante anche se viene ben nascosta all’opinione pubblica»
«un incendio o il danneggiamento di queste unità navali possono portare a conseguenze disastrose paragonabili agli effetti di Chernobyl. Ci sono numerosi precedenti con i sottomarini russi nel Mar Baltico e nel Mar del Giappone, ma anche da noi, in Sardegna, dove nel 2003 si sfiorò il disastro nucleare quando il sottomarino americano Hartford, a propulsione nucleare, s’incagliò nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena».
Il professor Zucchetti non ha mezzi termini:
«Ci raccontano che queste macchine sono molto sofisticate, mentre se si guarda nel dettaglio si vede che la statistica degli incidenti negli ultimi cinquant’anni è agghiacciante, con dispersione di materiale radioattivo e irraggiamento di personale. E non parlo solo di sottomarini americani o russi, ma anche inglesi e francesi.
Se un’automobile avesse così tanti incidenti, io non la comprerei. Il pericolo è davvero reale. Considero un’assoluta pazzia mettere un reattore nucleare a bordo di un sottomarino. La sicurezza non è mai stata un obiettivo dei militari».
Lo scienziato ricorda inoltre che
«le normative prevedono intorno ai reattori nucleari un’area in cui non sia presente popolazione civile (“zona di esclusione”), mentre è richiesta, in una fascia esteriore più ampia, una scarsa densità di popolazione per ridurre le dosi collettive in caso di rilasci radioattivi, sia di routine che incidentali. Normalmente, la fascia di rispetto ha un raggio di 1000 m e vi sono requisiti di scarsa densità di popolazione per un raggio di non meno di 10 km dall’impianto.
Cosa del tutto diversa nel caso dei reattori nucleari a bordo di unità navali militari, dato che molti dei porti si trovano in aree metropolitane densamente popolate e i punti di attracco e di fonda delle imbarcazioni sono, in alcuni casi, posti a distanze minime dall’abitato».
L’atomo bellico incrocia nelle acque tricolori e fa capolino nelle nostre città. Basta scorrere gli avvisi delle Capitanerie di porto di mezza Italia in riva al mare. I piani di sicurezza in una dozzina di realtà portuali del Belpaese sono ignoti alla popolazione.
Il sommergibile americano Scranton è approdato al porto di Augusta più volte, ma in loco i semplici cittadini non ne erano al corrente. È una prassi ormai collaudata.

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