IN OCCIDENTE SI PREPARANO I BAMBINI ALL’APPROCCIO DEL PEDOFILO

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PERCHE’ VOGLIONO LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA

-La Russia dopo lunga diffidenza e dopo scoppiata la crisi ucraina si è decisa a vendere armi alla Cina (in vista di una difesa dell’Iran e Siria e ovvio di se stessa). E questo inquieta l’élite che comanda in Occidente
-La Cina è ora la capitale produttiva e finanziaria del mondo, quella che accumula enormi riserve d’oro. E questa è premessa per sostituire il dollaro come moneta di scambio internazionale
-La Merkel parla anche russo e Putin anche tedesco; questi due paesi si attraggono per motivi economici (alte tecnologie e inesauribili risorse energetiche esercitano l’uno sull’altro una attrazione fatale). Uniti sarebbero La Superpotenza indiscussa.
– La simpatia è però anche nei valori. Entrambi i paesi sviluppano una agricoltura biologica, in continua crescita, che sappiamo è la peggiore nemica degli Ogm di Monsanto (per la quale “buona pratica aricola” significa Ogm e tanto diserbante). L’amore per la natura di questi due paesi rifiuta tutte quelle manipolazioni e devastazioni ambientali che le multinazionali angloamericane non esitano a fare
-Inutile dire che la Russia è il paese con le maggiori risorse energetiche del pianeta.
-I paesi del Brics hanno dato inizio ad una fase di rapida dedollarizzazione che mette nel panico l’élite che governa l’America
-Devastare l’Europa con una nuova guerra sul suo territorio significa che questa potrà finalmente accettare senza discutere gli Ogm e tutti i prodotti dell’industria alimentare statunitense, contro i quali vige ora il principio di precauzione se non il divieto (ractopamina, monossido di carbonio, irradiazione nucleare, trattamenti chimici esasperati, ecc).
– Devastare e impoverire l’Europa, prima con le politiche di rigore, poi con l’invasione di africani e infine con una guerra contro la Russia significa che sarà poi facilissimo imporle il TTIP e il TISA, cosa che oggi devono fare in segreto tra tante critiche.
-I Brics stanno stendendo in fondo al mare 35.000 km di cavi grazie ai quali le loro comunicazioni non saranno più intercettate dal grande fratello occidentale.
-I Brics hanno dato vita a una propria Banca di Sviluppo, opposta e antagonista al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale. Questi due organismi sono stati e sono il flagello dell’umanità e dell’ambiente. Come operano: offrono “aiuti” agli Stati (e se i governanti non li accettano li fanno fuori) dicendo loro “ti prestiamo questa montagna di dollari (carta stampa-stampa) con cui tu puoi far spesa sui mercati internazionali, purchè ti impegni a restituirceli. Come? Consentendo alle multinazionali occidentali di sfruttare le risorse del mare, del sottosuolo e le foreste, in cambio ti daranno qualcosa, con cui pagherai parte del debito che hai con noi. In secondo luogo dovrai distruggere le economie di sussistenza e di villaggio, per far posto ad una agricoltura estensiva monocolturale e Ogm attuata dalle multinazionali agroalimentari occidentali, in cambio ti daranno qualcosa, con cui pagare parte del debito”. Al che i governanti dello Stato obiettano: “E che fine faranno milioni di famiglie quando avremo distrutto l’agricoltura di sussistenza e di villaggio, per far posto alla rivoluzione verde, come la chiamate voi?”. Rispondono i cavalieri dell’apocalisse: “sono cazzi loro, andranno a vivere da mendicanti e prostitute nelle città; nelle periferie delle megalopoli ci sono montagne di spazzatura, in mezzo alle quali si trova sempre qualche residuo di cibo (se no sbarchino in Italia, dove li portano in hotel coi taxi della Marina Militare). Ultima cosa: non dimenticare di alzare le tasse, altrimenti i dollari che ti abbiamo prestato non riuscirai a restituirceli…”. Torna alla carica il governante: “come farà la gente a pagare le tasse se non ha lavoro?”. “saranno problemi tuoi….”.
-Scienziati russi si sono impegnati a costruire la torre di Tesla. Questo li manda su tutte le furie, perchè il loro compito storico è stato ed è quello di tenere l’umanità in perenne fame energetica.
-Tra Urss e Usa c’era finta opposizione, infatti il bolscevismo fu creatura dei soliti banchieri che lo finanziarono, ecco perchè non scoppiò mai guerra.
-Ma oggi tra Russia e Usa c’è reale opposizione. La Russia non è oggi sotto controllo della City e di Wall Street. Prova ne è che la banca centrale oggi è sotto controllo dello stato, mentre allora nell’Urss c’era un Armand Hammer (miliardario ebreo-americano) nel consiglio di amministrazione della Gosbank (Banca Centrale), privatizzata nel 1937.
-Con l’Urss c’era opposizione e persecuzione tra stato e chiesa ortodossa, come anche il neoliberismo neocon vuole oggi. Oggi c’è ritrovata armonia tra Chiesa ortodossa e stato. E questo non piace (capitalismo e bolscevismo vogliono far sparire il Cristianesimo).
-La Russia manda in galera gli oligarchi, longa manus della City e di Wall Street, che coi loro soldi si compravano aziende petrolifere e risorse del sottosuolo a prezzi stracciati.
– La Russia approva una legge che per gli speculatori della Open Society è motivo di stracciamento di vesti: non si possono mettere in vendita i beni del sottosuolo del paese: miniere e altre risorse strategiche.
-La Russia vieta l’ingresso degli Ogm di Monsanto sul suo territorio.
-Sta favorendo politiche agricole da Blut und Boden. Villaggi dove le famiglie che hanno un pò di terra praticano orticoltura, metà della quale serve alla sussistenza della famiglia produttrice stessa, mentre l’altra metà è venduta al mercatino del villaggio (Km 0) a chi non dispone di terra. Questo processo si sta rivelando efficacissimo nel soddisfare le richieste del mercato interno senza ricorrere alle esportazioni dall’estero di prodotti che per conservarsi nei lunghi viaggi ed apparire freschi all’arrivo sono zeppi di sostanze chimiche. Questo fenomeno agli occhi dei filantropi internazionali della Open Society è motivo di stracciamento delle vesti.
-In Russia i gay non sono più uguali degli altri (come femen, pussy riot ecc); tutti movimenti incaricati di diffondere e promuovere l’ideologia gender, passo preliminare per promuovere omosessualità di massa, dopodichè toccherà alla pedofilia divenire costume sessuale pienamente legalizzato, come vuole l’elite pedo-satanista che domina in Occidente. Niente propaganda gay nelle scuole coi soldi pubblici a raccontare la fiaba di due principi azzurri che si baciano.
-In questo paese si fa di tutto per arginare la droga, addirittura vietando la vendita di bevande stimolanti a base di taurina e altre simildroghe.Da noi invece gli adolescenti si fanno canne e si ubriacano in maniera spaventosa (a 18 anni sono già fradici); con una percentuale in continuo crescendo (più del 50% ), sotto il sorriso ebete, complice e compiaciuto di insegnanti e addirittura genitori, che si sono bevuti il cervello, rassicurati dall’alibi pseudoscientifico della presunta valenza terapeutica della cannabis. Operazione criminale alla quale ha partecipato la stampa serva occidentale con la complicità di tanti medici e ricercatori al soldo del filantropo internazionale che da un decennio sta foraggiando giornali e centri di ricerca per far credere alla gente che la cannabis sarebbe da legalizzare, tanto è terapeutica. Ubriacarsi e farsi di canne: ecco i valori di 7 giovani su 10 in Occidente. Ecco cosa trasmettono scuola e famiglia.
– Romanzi che istigano alla pedofilia, come Nabokov (Lolita) sono vietati in Russia.
– Pakistan India e Cina hanno capito che nel corso del Novecento sono stati vittime del divide et impera britannico (a tutt’oggi applicato in grande stile in Medio Oriente a beneficio di Israele e a danno di Libia, Iraq, Siria, ecc.). Perciò se ne stanno liberando, attuando forme di cooperazione economica che rischiano di portare l’Eurasia ad un blocco economico e militare che non si potrà sconfiggere.

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MAESTRI DI MENZOGNA

Ucraina: le tante verità non vere sul Boeing malese Giampaolo Rossi “Il Giornale”
25 X 2014
La storia dell’aereo malese abbattuto nei cieli ucraini il 17 luglio scorso è emblematica, nella sua tragicità, del modo in cui i media occidentali raccontano le notizie e gestiscono quel fenomeno dell’istinto che si chiama opinione pubblica.
Ricapitoliamo la vicenda:
Il 17 luglio scorso un Boeing-777 della Malaysia Airlines, in volo da Amsterdam a Kuala Lampur con 298 persone a bordo, viene abbattuto da un missile nella provincia di Donestk, in territorio ucraino a 40 km dal confine russo.
Nelle ore immediatamente successive, il governo ucraino attribuisce ai separatisti russi la responsabilità dell’abbattimento.
Il giorno dopo il disastro, il Presidente americano Obama dichiara che la responsabilità dell’abbattimento è dei filo-russi e che Washington quanto prima renderà pubbliche le prove.
Il 21 luglio, a Mosca,  il Ministro della Difesa russo ed il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica presentano in una conferenza stampa fotografie satellitari e tracciati di volo che confutano le accuse alla Russia e attribuiscono la responsabilità all’Ucraina.
Ad oggi, queste prove sono le uniche evidenze pubbliche portate da un governo; al grande risalto che i media occidentali hanno dato alle dichiarazioni americane (ancora non provate) corrisponde lo strano silenzio che gli stessi media hanno calato su questa conferenza stampa. Noi siamo stati tra i pochi in Italia a riportarla in quest’articolo del 25 luglio scorso.
Il 25 Luglio, Hillary Clinton accusa direttamente Mosca di un coinvolgimento diretto nel disastro aereo, esortando l’Europa a “opporre resistenza a Vladimir Putin”.
Il 9 settembre, la Commissione d’inchiesta internazionale che ha indagato (con non poche difficoltà) sul caso stabilisce che l’abbattimento del Boeing è avvenuto a causa di un “oggetto dotato di alta energia penetrato nell’aeromobile dall’esterno”.
In questi ultimi giorni il caso ha avuto un’ulteriore accelerazione: il 19 Ottobre il settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato un articolo secondo il quale i servizi segreti di Berlino avrebbero “ampie prove” che ad abbattere l’aereo sarebbero stati i separatisti filo-russi. Le prove si baserebbero su foto satellitari e “evidenze fotografiche di altro tipo” che dimostrerebbero come i ribelli abbiano catturato un sistema missilistico antiaereo Buk-M1 in dotazione all’esercito ucraino con il quale hanno colpito (forse per errore) l’aereo di linea malese.
Queste “ampie prove”, però, Der Spiegel non le mostra, né le spiega; l’articolo si basa sulle dichiarazioni che Gerhard Schindler (capo della BND, l’intelligence tedesca) avrebbe fatto in un’audizione a porte chiuse alla Commissione parlamentare di Controllo, l’organismo del Bundestag che corrisponde, più o meno, al nostro Copasir; di questa relazione, il settimanale tedesco non mostra nulla, così come non c’è traccia delle immagini fotografiche di cui parla.
Eppure, l’articolo ha avuto un risalto incredibile nella stampa europea e sulle principali televisioni occidentali. Al contrario, nessun risalto ha avuto, il giorno dopo, la smentita delle autorità ucraine, che in un comunicato stampa del Ministero della Difesa hanno negato la possibilità che sistemi missilistici fossero stati catturati dagli insorti. Non solo, ma Yevhen Perebyinis, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, ha confermato le affermazioni sempre fatte dalle autorità di Kiev, secondo le quali l’intero reparto antiaereo di stanza a Donestk era stato spostato in altre regioni fin dal 29 Giugno (cioè due settimane prima della tragedia). In altre parole, l’Ucraina ha smentito quella che secondo i tedeschi sarebbe la prova che discolperebbe l’Ucraina stessa dalle responsabilità; di questa leggera incongruenza sui media occidentali non c’è traccia.
Nella complessità della questione, si sono inseriti anche gli analisti del CESI, il Centre of Eurasian Strategic Intelligence, un think tank con sede a Londra che si definisce “indipendente”, ma il cui compito è studiare “la politica di espansione e aggressione militare della Russia nell’Europa centrale e nell’Asia orientale”.  In un report datato 22 Ottobre scrivono che  la relazione presentata al Parlamento tedesco è “in netto contrasto con la relazione elaborata dal BND”; dall’audizione (poi fatta trapelare su Der Spiegel) sarebbero stata escluse le prove che testimonierebbero il collegamento diretto nel disastro tra i ribelli filo-russi e gli ufficiali dell’intelligence militare di Mosca.
La conclusione, per gli analisti del CESI è che “è comprovato un accordo ad alto livello tra la Germania e la Federazione Russa per non coinvolgere Mosca nell’incidente del Boeing malese, scaricando la colpa solo sui ribelli filo-russi”.  Inutile dire che di queste manipolazioni CESI non porta alcuna prova.
Sulla tragedia del Boeing malese per ora non abbiamo verità; anzi, due le abbiamo:
1. Che 200 persone innocenti sono morte su quel maledetto volo.
2. Che censura e disinformazione sono proprie anche dei media “democratici” e occidentali.
articoli correlati:
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Ucraina: la doppia anima dell’America di Obama

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PERCHE’ UE E USA VOGLIONO L’INVASIONE DI CLANDESTINI IN EUROPA

I VERTICI EUROPEI VOGLIONO PIU’ IMMIGRATI IN EUROPA PER AVERE PIU’ PIL; GLI USA VOGLIONO PIU’ IMMIGRATI IN EUROPA PER FAVORIRE IL TTIP

La miglior prova che quel che rivela Bisignani sia attendibile è data dal fatto che a Milano, durante la manifestazione contro l’invasione di clandestini, i 5 stelle si sono schierati coi centri sociali, contro Lega e Forza Italia e soprattutto contro gli italiani (contro i quali spara la curia meneghina). Sul perchè i vertici europei vogliono tanti immigrati, già mi sono pronunciato, nell’articolo “Più immigrati = Più Pil”. Riassumo: quando gli immigrati saranno disposti a lavorare nelle fabbriche italiane per 10 ore die, a 3 euro l’ora, fregandosene di garanzie sindacali e statuto dei lavoratori, ecco che anche gli altri lavoratori, italiani, francesi ecc., se vorranno guadagnare 30 euro al giorno dovranno cedere, in barba ai sindacati, destinati entro breve a sparire. Un’ industria europea che paghi un operaio 800 euro al maese per 60 ore settimanali torna ad essere competitiva e vende sia in Italia che all’estero. Il Pil cresce, ma non perchè Eurosodoma ha stampato denaro da immettere nell’economia e consentendo agli stati di sforare il 3%, cioè dando linfa e facendo uscire l’Europa dalla deflazione, bensì facendo crepare la classe lavoratrice.
Questo è anche quello che vogliono gli Usa in vista della prossima firma del TTIP, che i traditori vertici europoidi stanno in segreto firmando. Gente che guadagni 30 euro die (10 per mangiare; 10 per l’affitto; 10 per le bollette) ha una capacità di spesa pressochè nulla; ma questo è terreno fertilissimo per il TTIP; quando sbarcheranno le multinazionali americane in Europa, dopo la firma di un Trattato che consentirà loro di fare quasi tutto quel che loro pare sul territorio, invaderanno il mercato europeo con tanti prodotti GRATIS. Ti daranno il cellulare gratis, l’automobile gratis, lo i.phone gratis, il tablet gratis. Tu devi al massimo acquistare la scheda, le batterie, la benzina, qualche ricambio. Per una massa di gente con capacità di spesa quasi zero, ciò apparirà come una vera benedizione, che ovviamente farà fallire tutte le industrie europee, non in grado di darti una auto gratis. Senonchè tutti questi dispositivi che ti sono stati dati gratis (“ho trovato l’America” si diceva una volta), contengono una particolarità: sono predisposti per carpirti ogni informazione e dato. Registrano quante volte vai dal medico, a che ora esci la sera, quando hai le mestruazioni, il gruppo sanguigno, se vai a messa o frequenti i centri sociali, se prendi anticoncezionali, che partito voti, ecc. Questi dati supersensibili le multinazionali americane li vendono a carissimo prezzo alla Nsa, che ne è avidissima, essendo la sua funzione quella di realizzare un completo Grande Fratello, come vuole l’agenda del Governo Mondiale. Così le multinazionali si pagano quello che in Europa hanno dato gratis. Con quali soldi paga la Nsa i dati personali di tutta la popolazione, divenuta così trasparente come una velina? E’ ovvio coi dollari che la Federal reserve stampa a go-go, senza alcun limite, essendo quella semplice carta (che i coglioni accettano come mezzo di pagamento, decretando in tal modo la propria rovina); essa può essere stampata all’infinito! Infinita rovina dei popoli. Quella carta stampata a go-go finanzia le infinite guerre qua e là per il mondo, per sovvertire questo o quel paese. Finanzia i terroristi degli stati islamici (questi non lavorano e hanno armi, jeep, cibo, vestiti, munizioni, benzina, telefoni; che glieli dà?); finanzia le rivoluzioni colorate; finanzia le Ong destabilizzanti; finanzia la sovversione in Ucraina; finanzia la distruzione dell’Europa con la tecnica del gratis; finanzia l’infinita corsa al riarmo Usa che costringe anche gli altri paesi al proprio riarmo, facendo del mondo una polveriera; quella cartaccia finanzia all’infinito, essendo sempre stampabile, l’irrorazione chimica dei cieli; ecc. Infinita rovina dei popoli!
A margine di queste puntualizzazioni capiamo come e da chi sono eterodiretti i 5 stelle che si sono schierati a Milano in contromanifestazione a fianco dei nemici degli italiani, che con la curia vogliono più invasione. N. Farage si è accorto che quel movimento lì è un Ogm e lo ha scaricato. PDB

 

 

 

BISIGNANI RACCONTA IL RUOLO DEL GEOLOGO MARANZANA E DELL’ESPERTO DI REATI INFORMATICI RAPETTO PER ENTRARE IN CONTATTO CON GRILLO E SVELA I DISPACCI DEL 2008 DALL’AMBASCIATORE SPOGLI A CASA BIANCA E 007 – A SUPPORTO DELLE SUE TESI BISI CITA LA VISITA POST-VOTO DEI PORTAVOCE CRIMI E LOMBARDI ALL’AMBASCIATORE THORNE…
Francesco Specchia per “Libero“
LUIGI BISIGNANI
Te la dò io l’America, tanto per citare, banalmente, un Grillo d’epoca televisiva (mentre sullo sfondo, rarefatto, immaginiamo il complottista Giulietto Chiesa vestito da templare, tutto contento: «Ve l’avevo detto…»). Dunque, dietro il Movimento5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs «il re mondiale dei cambi» e l’ex lupo delle finanza George Soros. Detta così, dietro a Grillo potrebbero esserci anche Fu Manchu, Licio Gelli e il malvagio Ming dei fumetti di Flash Gordon (uno dei tre c’è).
GRILLO LOMBARDI CRIMI
Eppure, a leggere finanche in controluce il lungo, acrobatico, libro-intervista L’uomo che sussurra ai potenti (Chiarelettere) che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani; be’, t’accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».
Bisignani il lobbysta, Bisignani il faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi di Washington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», dice l’uomo. Dalla cui rivelazione si articola in un vero e proprio scoop. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».
VITO CRIMI ROBERTA LOMBARDI DUE CAPOGRUPPO TUTTI DA RIDERE
Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, l’oracolo grillesco in questioni energetiche eppur eversivo rispetto alla linea ecopolitica stile Latouche del movimento; e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo che ora lavora per la Telecom di Bernabè.
Grillo e gli emissari del dipartimento di Stato e dell’Intelligence si snasano, si scrutano, si trovano simpatici. Secondo un’anticipazione de La Stampa l’inizio del loro rapporto sarebbe, appunto , datato 4 aprile del 2008, quando l’allora ambasciatore Ronald Spogli aveva inviato al segretario di Stato Condoleezza Rice un rapporto in cui descriveva l’incontro avuto con l’ex comico.
Spogli descriveva l’attenzione del leader di M5S per il problema della corruzione, e concludeva il rapporto con una nota positiva: «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche, ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove».
GRILLO CASALEGGIO
Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine di una tesi di laurea, quasi in una subdola e divertita ostentazione di potere. Dopodichè, secondo Bisignani i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure «Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs, forse vede nei grillini il grimaldello per scardinare l’euro».
GIANROBERTO CASALEGGIO
E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano, che lavora per destabilizzare la moneta unica».
PM02 ANDREA CECCHERINI AMBASCIATOREUSA RONALD SPOGLI
Il faccendiere, a supporto delle proprie tesi, richiama quindi la recente visita dal capogruppo di M5S in Senato, Vito Crimi, e alla Camera, Roberta Lombardi, all’ambasciatore David Thorne all’indomani delle elezioni. Altro che Gruppo Bilderberg. Quindi Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale evocando un po’ testi esoterici come Il mattino dei Maghi di Louis Pauwels.
LAMBASCIATORE USA DAVID THORNE ANCHE LUI PRESENTE TRA I RELATORI
D’altronde, lo stesso Casaleggio perpetua volontà di Grillo di dialogare soltanto con i media stranieri, e quindi di farsi capire all’estero; e la traduce anche in una serie di incontri non ufficiali con personaggi d’oltreoceano. Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica. Soprattutto i grillini, che reagiscono chiudendosi a riccio. Per dire.
Alla Camera il deputato Daniele Del Grosso si chiede «Cos’è? Un libro di fantapolitica?». E il solitamente loquace Vito Crimi si limita a «Nessuna replica…Non la merita». Sarà. Ma ieri, dopo la presentazione de L’uomo che sussurra ai potenti, crocchi di giornalisti sostavano sotto la libreria Feltrinelli in una sorta di affannoso reading collettivo. Ognuno a controllare che accanto al nome di Grillo, della Cia, di Soros non ci fosse il proprio… dagospia.com
– See more at: http://www.losai.eu/grillo-do-lamerica-bisi-revelation-dietro-m5s-ci-son-cia-soros-goldman-sachs/#sthash.jJFBkxel.dpuf

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CI INGOZZIAMO DI OGM ATTRAVERSO GLI ANIMALI CHE MANGIAMO

Il Made in Italy è contaminato dagli OGM
Le Scienze
Dario Bressanini   (lo leggo da Sadefensa)

Come forse saprete il ministro delle Politiche agricole alimentari Nunzia De Girolamo ha firmato, con i ministri della Salute Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente Andrea Orlando, un decreto che vieta la coltivazione in Italia del mais OGM MON810.

L’annuncio del decreto è stato accompagnato da una serie di dichiarazioni come questa
”È un provvedimento che tutela la nostra specificità, che salvaguarda l’Italia dall’omologazione. La nostra agricoltura – prosegue De Girolamo – si basa sullabiodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi”

Questi discorsi, apparentemente saggi, in realtà sono solo fumosi e si sciolgono come neve al sole se esaminati con un po’ di razionalità. Perché mai la coltivazione di un mais OGM, perché solo di quello si parla, dovrebbe influenzare l’immagine dei prodotti italiani? Circa il 30% del mais coltivato in Spagna è geneticamente modificato, e non mi pare che l’immagine del celebre prosciutto “Pata Negra” o delle acciughe del cantabrico ne abbiano risentito. Perché dovrebbero? E cosa c’entra la biodiversità, parola di cui molti parlamentari si riempiono la bocca ma di cui spesso ignorano il significato? Mica stiamo parlando di specie selvatiche. Lo sanno vero che non c’è il mais selvatico (e dubito che conoscano il teosinte), e che il mais viene comunque acquistato ogni anno per seminarlo? E quindi la “biodiversità” del mais coltivato è quanto le multinazionali sementiere, le stesse che producono il mais OGM, decidono ogni anno di mettere in vendita?

Altre dichiarazioni sono altrettanto prive di senso: c’è chi teme una qualche “contaminazione” dei nostri prodotti, come se un mais OGM potesse rendere OGM anche dei pomodori coltivati lì a fianco, manco fosse un virus che inietta una qualche “essenza OGM” come nei film di fantascienza di serie B.

So bene che queste mie puntualizzazioni razionali non servono a nulla: le dichiarazioni riportate sopra paiono assolutamente sensate a chi le fa, non riuscendo a capire le obiezioni.

Su Facebook ho partecipato ad uno scambio di battute con la deputata del PD Susanna Cenni, prima firmataria della mozione anti OGM. Mi ha colpito molto questa frase:
“già 8 paesi in Europa (tra i quali Germania e Francia) hanno scelto di non utilizzare ogm nei loro paese”

Ho letto “utilizzare” e ho avuto una illuminazione. Non ha scritto “coltivare”, ha scritto proprio “utilizzare”. Possibile che chi ha votato la mozione voglia un’Italia OGM free, per sfruttare commercialmente questa immagine? Forse quei deputati pensano che adesso gli OGM in Italia non si “utilizzino” e quindi vogliono mantenere l’immagine “OGM free” dei prodotti italiani” (ammesso e non concesso che interessi a qualcuno, vedi la Spagna sopra).

Se è così mi spiace ma devo disilludere deputati e ministri: in Italia gli OGM non si coltivano ma si “utilizzano” eccome. Alla luce del sole. Legalmente. Senza alcuna opposizione.

L’industria mangimistica italiana utilizza circa 4 milioni di tonnellate di farina di soia ogni anno per produrre mangimi per animali. Di questi 4 milioni di tonnellate l’84% è OGM, importata da Brasile, USA, Argentina e Paraguay. Importiamo 3.350.000 tonnellate di soia OGM. Sono circa 55 kg di soia OGM per ogni italiano, deputati e ministri compresi.

Sono numeri enormi, e le navi che trasportano la soia sono impressionanti.

650.000 tonnellate invece sono OGM free (e costa mediamente l’8% in più della soia normale o OGM) di cui 550.000 di soia italiana (fonte: elaborazione Pellati Informa)

Perché la importiamo? Perché non se ne produce abbastanza. E non solo in Italia. Anche Francia, Germania e altri paesi Europei “utilizzano” gli OGM. L’Italia importa anche il 20% del mais di cui abbiamo bisogno.

Non potremmo importarla tutta OGM free? No. Al mondo si producono ogni anno 250 milioni di tonnellate di soia, di cui almeno l’80% è ormai OGM; percentuale in continuo aumento. Ed è sempre più difficile trovare sul mercato soia certificata non OGM. Ci sono paesi che la producono, come la Cina, ma sono a loro volta importatori, perché il loro consumo di carne e di prodotti animali è in forte crescita.

Entrate in un supermercato. Passata la zona frutta e verdura osservate i vari prodotti di origine animale: latte, formaggi, burro, yogurt, carne, salumi, uova e così via. Se l’84% dei mangimi italiani per animali utilizzano soia e mais OGM sappiate che voi ogni giorno acquistate e mangiate prodotti da animali alimentati a OGM a meno che non vi nutriate esclusivamente di prodotti biologici.

Anche prodotti DOP e IGP, certo (il vanto bla bla bla)! Il Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto di Parma, mozzarelle, culatelli e così via. Il vanto della produzione italiana che quei parlamentari vogliono scongiurare da una “contaminazione” di un campo di mais OGM di 6000 metri quadri in Friuli, destinato ad alimentazione animale, ma che invece viene prodotto acquistando regolarmente milioni di tonnellate di mais e soia OGM straniera, destinati ad alimentazione animale. A quanto pare il km zero per gli OGM vale al contrario.

Se non ci credete fate un giro in un consorzio agrario (magari uno gestito da quelle associazioni agricole che si oppongono agli OGM). Trovereste sacchi con queste etichette con la scritta “prodotto da semi geneticamente modificati“.

bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2013/07/mangimiparmigiano.jpg

Vi chiederete perché in un supermercato italiano i nostri prodotti (sempre il vanto bla bla bla) non riportano in bella vista “Prodotto da animali alimentati a OGM”. Ne avete mai visto uno? Ma è ovvio no? Le leggi europee e italiane lo permettono! Quale produttore di formaggio o di prosciutto o di latte o di bistecche vorrebbe l’etichetta infamante?

Se vi fosse una etichettatura obbligatoria l’ipocrisia della politica italiana ed europea sarebbe palese: non voler produrre quello che però vogliamo e dobbiamo acquistare. Chi in questo paese è favorevole all’uso degli organismi transgenici è invece spesso favorevole all’etichettatura, me compreso, perché almeno si capirebbe che l’opposizione di facciata qui da noi serve solo per sperare di lucrare una rendita di posizione basata su una falsa immagine di una Italia OGM free.

Queste sono cose stranote agli addetti ai lavori, e io qui lo scrivo da anni, ma dovrebbero anche esserlo ai nostri parlamentari. Nel 2009 le commissioni riunite Agricoltura e Istruzione hanno svolto una “indagine conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati utilizzabili nel settore agricolo italiano per le produzioni vegetali, con particolare riguardo all’economia agroalimentare ed alla ricerca scientifica”. Nella settima seduta il Dott. Giordano Veronesi, presidente di Assalzoo, associazione nazionale di produttori di alimenti zootecnici, nonché maggior produttore italiano di mangimi spiega molto bene come l’industria mangimistica italiana sia obbligata ad acquistare dall’estero soia OGM.

Nella mia azienda, che fattura oltre 2 miliardi di euro e produce 150 milioni di polli all’anno, 800.000 maiali e salumi per marchi come Montorsi, Negroni e AIA, importiamo ogni mese 40.000 tonnellate di soia OGM e 9.000 tonnellate di soia OGM free – che sul mercato italiano non e` reperibile, se non in minima parte – destinate all’alimentazione degli animali.

40.000 contro 9.000.

Ben 8 italiani su 10, come Coldiretti non manca mai di ricordare, sono contrari all’utilizzo degli OGM. Quindi Signori Ministri, è urgente vietare con effetto immediato le importazioni di OGM, al fine di non ingannare il cittadino. Non sono i 6000 metri quadri di mais OGM a Vivaro a gettare un’ombra sulla nostra produzione (il vanto bla bla bla). Sono le 3.350.000 tonnellate di soia OGM che importiamo. Per tacer del mais.

Giù la maschera: il “Made in Italy” è fatto con gli OGM. Vietate immediatamente le importazioni di OGM. O almeno imponete l’obbligo di etichettatura se nella filiera si usano OGM. Altrimenti siete solo chiacchiere e distintivo.

Dario Bressanini

P.S.: il brevetto sulla soia Monsanto sta per scadere, e nel 2014, come spiega Monsantostessa, gli agricoltori che lo desiderino potranno salvare i semi di alcune varietà e riseminarli nel 2015. Non solo: chiunque potrà copiarla e, come successo in India con il cotone Bt che non era protetto da brevetto, potrà produrre nel proverbiale garage biotech la propria versione della soia di Monsanto. Non è difficile prevedere che ne vedremo delle belle.

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I FILANTROPI DELLA “SOCIETA’ APERTA” CHE AIUTANO I BAMBINI (…a morire)

Bill & Melinda Gates Foundation Vaccine Empire on Trial in India

Health Impact News Editor Comments
While fraud and corruption are revealed on almost a daily basis now in the vaccine industry, the U.S. mainstream media continues to largely ignore such stories. Outside the U.S., however, the vaccine empires are beginning to crumble, and English versions of the news in mainstream media outlets are available via the Internet.
One such country is India, where the Bill & Melinda Gates Foundation and their vaccine empire are under fire, including a pending lawsuit currently being investigated by the India Supreme Court. Narayana Kumar of The Economic Times of India has just written a scathing report of fraud and scandals surrounding the Gates vaccine empire: Controversial vaccine studies: Why is Bill & Melinda Gates Foundation under fire from critics in India?
Kumar starts out his 4 page article by focusing on the current case before the India Supreme Court regarding deaths and injuries occurring during drug trials carried out over Merck’s HPV vaccine Gardasil. Vaccine trials were conducted on thousands of girls between the ages of 9 and 15. Many of the girls fell ill, and at least 7 died, and the lawsuit is alleging that in most of these cases, the girls and their parents did not even know what kind of vaccine trial they were participating in.
Most of the girls were students, and an investigation showed that as many as 120 girls who participated in the HPV vaccine trials “experienced adverse reactions such as epileptic seizures, severe stomach ache, headaches and mood swings. The Sama report also said there had been cases of early onset of menstruation following the vaccination, heavy bleeding and severe menstrual cramps among many students.”
Kumar points out that after these adverse reactions, a report was conducted to explain them all away as not related to the vaccines, so that the approval process could move forward to market the HPV vaccine in India. That report, according to Kumar, was funded by the Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF). Authorities in India have looked into BMGF, and see a huge conflict of interest:
Activists allege that these two institutions have a working relationship with pharma companies. The main charge against GAVI is that it has representatives from pharmaceutical companies on its board while the PHFI accepts grants from pharma companies. “BMGF and GAVI are pushing the [vaccine] agenda with governments around the world, including India,” says Ritu Priya Mehrotra, professor of Social Medicine and Community Health and School of Social Sciences, Jawaharlal Nehru University, Delhi. The community health activist says the biotechnology industry was pushing more and more vaccines into India and that the health ministry was not ensuring that adequate testing was done before recommending their use in government programmes. (Source.)
GAVI is an organization started in 2000 and funded by BMGF. In short, they work together with the World Health Organization (WHO), specifically UNICEF, to purchase vaccines from pharmaceutical companies for distribution in poorer countries. The Gates basically help poorer countries buy more vaccines, which in turn increases the markets of the vaccine manufacturers among poorer people who would not normally be able to afford them. WHO is the largest purchaser of vaccines in the world, but member country contributions via tax revenues often fall short of the volume of vaccines they wish to purchase and distribute, so BMGF stepped in to help form GAVI to make up the difference. Kumar reports:
The GAVI board comprises of a representative each of the pharma industry from the industrialized and developing countries, a sore point with some experts from the aid world. In an article in the The Guardian three years ago, leaders of international aid agencies such as Oxfam and MSF said the representatives of companies needed to step down from the GAVI board. “Pharmaceutical companies’ representation on GAVI’s board creates a conflict of interest. The current structure is far too cosy,” said the article quoting Mohga Kamal-Yanni, a senior policy adviser with Oxfam. (Source.)
Kumar then moves on from the HPV vaccine scandal and writes about the deaths of many infants soon after they were immunized with the Pentavalent vaccine, a five-in-one shot, which was promoted by BMGF and GAVI, even after the deaths were revealed. (Health Impact News previously reported this story here.) Kumar reports:
In an opinion piece published recently in Deccan Herald titled “New Vaccines: Gates Foundation’s philanthropy or business?”, Dr Gopal Dabade of the All India Drug Action Network said that GAVI had committed a $165-million grant for the phased introduction of Pentavalent in India and provides a subsidy of Rs 145 per injection for five years after which the government will have to pay the total cost of the vaccines. “BMGF is a founding partner of GAVI. Its initial grant helped establish GAVI and it continues to support its work. Some of the pharmaceutical companies have affiliation with BMGF to manufacture the vaccine,” Dr Dabade said.
Unlike the U.S., victims of vaccine harm and fraud will get their day in court as the Supreme Court in India takes up the HPV Gardasil fraud claims. Also unlike the U.S., investigative reporters like Narayana Kumar are doing their job and publishing their findings in the mainstream media, informing the public.
Source
Controversial vaccine studies: Why is Bill & Melinda Gates Foundation under fire from critics in India?
by Narayana Kumar
The Economic Times
Aug 31, 2014

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CAPI DI STATO EUROPEI:MAI COSì MISERI, DISPERATI E RICATTATI

 

 

I SERVIZI INFORMATIVI DELLA CIA SPINGONO VERSO UNA GUERRA CATASTROFICA CON LA RUSSIA
Postato il Sabato, 11 ottobre @ 07:10:00 BST di davide da “comedonchisciotte”

DI KURT NIMMO
infowars.com
Udo Ulfkotte, ex direttore del Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, ammette di aver lavorato per la CIA.

“Sono stato un giornalista per 25 anni. Mi hanno insegnato a mentire, a ingannare, a non dire la verità al pubblico” così Ulkfotte dichiara a Russia Today. “Ero appoggiato dalla CIA. Perché? Perché ero a favore degli americani”.

Ha deciso di dire la verità su come l’alta finanza controlla le aziende dei media e ha deciso di farlo ora per paura che scoppi una guerra in Europa.

“I media tedeschi e americani stanno cercando di portare la guerra in Europa e di portarla in Russia. Siamo a un punto di non ritorno e io voglio alzare la voce e dire.. che non è giusto quello che ho fatto in passato, ho manipolato le persone e ho fatto propaganda contro la Russia.”

Ulfkotte racconta che, in Europa e negli Stati Uniti, la maggior parte delle aziende di comunicazione, le cosiddette “non-official-cover”, lavorano per un’agenzia di intelligence. “Penso che sia, più di ogni altro, il caso dei giornalisti inglesi perché hanno un legame più stretto. È ancora il caso dei giornalisti israeliani e ovviamente di quelli francesi. È il caso di quelli Australiani, di quelli della Nuova Zelanda, di Taiwan.. ci sono molti paesi coinvolti” afferma Ulfkotte.
Operazione Mockingbird
Il controllo della CIA sui mezzi di comunicazione è ben documentato. All’inizio del 1948, l’ex avvocato di Wall Street Frank Wisner, come direttore dell’Ufficio dei Progetti Speciali (che presto divenne una parte della CIA), istituì Mockingbird, un’operazione finalizzata alla trasformazione delle aziende di comunicazione in un veicolo di propaganda per l’alta finanza. Wisner affidò a Philip Graham del Washington Post la direzione dell’operazione e il reclutamento dei giornalisti, molti dei quali avevano lavorato per i servizi di intelligence military durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Già nei primi anni ’50 Wisner aveva portato dalla sua autorevoli membri del New York Times, del Newsweek, della CBS e altri importanti mezzi di comunicazione”, così scrive Deborah Davis nel suo libro Caterina la grande: Caterina Graham e il Washington Post.

Nel 1953 l’operazione è stata affidata all’allora direttore della CIA Allen Dulles ed esercitava la sua influenza ben al di là dei media includendo il New York Times, le televisioni e in particolare CBS News sotto il controllo di William Paley. Oltre a quotidiani e televisioni, la CIA controlla la produzione cinematografica holliwoodiana”.

“La CIA archivia e raccoglie documenti supplementari con le altre organizzazioni tra cui: the New York Herald Tribune, Saturday Evening Post, Scripps-Howard Newspapers, Hearst Newspapers, Associated Press, United Press International, the Mutual Broadcasting System, Reuters and The Miami Herald”, così dichiarava Carl Bernstein, il rinnovato giornalista del Watergate, in un articolo sui Rolling Stone nel 1977.

Indizi riguardo alla propaganda via network della CIA, al suo “potente Wurlitzer”, come Wisner lo chiamava, esistono nelle rivelazioni del 1970 da parte del Church Committee.

“La CIA attualmente mantiene in tutto il mondo un intenso network di centinaia e centinaia di individui stranieri che lavorano nell’intelligence per la CIA stessa e che cercano, nei momenti più delicati, di influenzare l’opinione pubblica atraverso l’uso di una propaganda celata. Questi individui fanno si che la CIA possa avere accesso a un enorme numero di giornali e quotidiani, di elementi-chiave dell’informazione e delle agenzie di comunciazione, delle stazioni televisive e radiofoniche, delle pubblicazioni di libri e di altri sbocchi dei media stranieri”, così afferma il report di una commissione del Congresso nel 1976.

Come Alex Constantine ha documentato, l’operazione Mockingbird continua sotto diverse spoglie. Uno dei suoi più grandi promotori, Richard Mellon Scaife,, è venuto a mancare di recente.

I servizi informativi della CIA spingono verso una guerra catastrofica con la Russia

Udo Ulkotte si è fatto avanti perché ha paura che scoppi una guerra tra Stati Uniti, Europa e Russia.

“I media tedeschi e americani cercano di portare una guerra in Europa e di portarla in Russia” ha affermato a Russia Today. “Siamo a un punto di non ritorno e io voglio alzare la voce e dire.. che non è giusto quello che ho fatto in passato, ho manipolato le persone e ho fatto propaganda contro la Russia; e non è giusto quello che i miei colleghi fanno oggi giorno e quello che hanno fatto in passato perché sono stati corrotti per ingannare la gente e non solo in Germania, bensì in tutta Europa.. Sono piuttosto spaventato dalla possibilità di una nuova guerra in Europa e non mi piace trovarmi di nuovo in questa situazione perché la guerra non arriva mai da sola, c’è sempre qualcuno che la cerca e non si tratta solo di politici ma anche di giornalisti. …Noi abbiamo ingannato i nostri lettori, solo per arrivare alla guerra. ..Non voglio più tutto ciò; mi sono stancato di questo tipo di propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane, non in uno stato democratico dove vige la libertà di stampa.”

Per l’elite dominante, ovvero l’oligarchia finanziaria che controlla gli Stati Uniti, la guerra non è altro che uno strumento fatto su misura per concentrare e  mantenere il potere e per costituire un nuovo ordine monetario mondiale. Accecata dalla tracotanza e dall’arroganza, quest’elite dominante crede fermamente che una guerra contro la Russia potrà contenere quelle aspirazioni geopolitiche che vengono percepite come una minaccia, come accade con quelle della Cina. Controllare e sfidare la Russia, a dispetto di quelli che sono stati i titoli nella prima pagina della stampa, è stato il fulcro centrale della guerra in Ucraina.

La Russia conosce il risultato e si sta preparando all’inevitabile: la guerra termonucleare. Seppur impensabile fino a qualche anno fa la Russia sta ora considerando la possibilità di un esperimento delle sue forze militari e un possibile primo attacco alla NATO e agli Stati Uniti.

“Dal mio punto di vista i nostri nemici più importanti sono gli Stati Uniti e il blocco nord atlantico” così ha dichiarato lo scorso mese il generale Yury Yakubov della difesa militare russa.

Yakubov ha affermato che la Russia è riuscita a sviluppare la propria forza spaziale e aerea con il solo uso della propria terra, della propria acqua, del proprio spazio aereo e della propria forza nucleare.

“Inoltre, è necessario trovare un compromesso sulle condizioni in base alle quali la Russia potrebbe mettere in pratica un preventivo attacco con le Forze Strategiche Missilistiche”, ha dichiarato il generale.
Kurt Nimmo
Fonte:  http://www.infowars.com
Link: http://www.infowars.com/leading-german-journalist-cia-media-pushing-for-world-war/
6.10.2014

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di GUENDALINA ANZOLIN

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